Archive for the ‘1 Meditazione IT’ Category

Allarghiamo la Nostra Percezione

under-the-bodhi-treeAllarghiamo la Nostra Percezione

Assumiamo una corretta posizione di meditazione: la colonna vertebrale eretta, il capo leggermente reclinato, una posizione che ci permette di dare uno sguardo più attento, più curioso dentro di noi, sentendoci a nostro agio, sciogliendo tute le contrazioni, le tensioni, i punti dolenti, che racchiudono come gusci di noci, come corazze, i nostri problemi.

Ebbene, ora rompiamo questi gusci di noce, e lasciamo andare i problemi che ci assillano, trovando ed assestandoci nella corretta posizione mostrata dal Buddha.

Osserviamo i pensieri che scorrono nella nostra mente. Continua »

 

Ghesce Tenzin Tenphel: Come meditare 1

Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: La pazienza è considerata il migliore addestramento. Senza questo addestramento tutti gli altri sono molto difficili.

Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: La pazienza è considerata il migliore addestramento. Senza questo addestramento tutti gli altri sono molto difficili.

1 – Seminario del Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: COME MEDITARE

Insegnamenti del mattino di sabato 28.04.12 del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio. Appunti ed editing dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano di Sebastiano Sforza. Continua »

 

Ghesce Tenzin Tenphel: Come meditare 2

Il  Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel col Dott Luciano Villa.

Il Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel col Dott Luciano Villa.

2 Seminario del Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: COME MEDITARE Insegnamenti del pomeriggio di sabato 28.04.12 del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio. Appunti ed editing dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano di Sebastiano Sforza.

Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel

Qual è il soggetto principale che trattiamo? Trattiamo la mente e il fatto che tutti noi desideriamo la felicità e rifuggiamo dalla sofferenza. Siamo sotto l’influsso negativo delle varie emozioni, per esempio il desiderio e l’attaccamento. Pertanto da esse siamo sospinti, perdendo il controllo di queste forze mentali. Quindi perdiamo la nostra libertà di muoverci perché siamo sotto l’effetto di queste forze disturbanti. Occorre una capacità mentale per vagliare le forze disturbanti come negative. Siamo convinti che, in realtà, alcune di queste emozioni siano positive, come il desiderio e l’attaccamento, siamo convinti che ci porti a sperimentare felicità. Continua »

 

Ghesce Tenzin Tenphel: Come meditare 3

 Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: Bisogna cercare di essere il più possibile consapevoli dei nostri addestramenti, dei nostri pensieri, quindi utilizzare dei mezzi abili per correggere queste tendenze mentali, fino a diventare gradualmente esperti nel ricordo e nella consapevolezza. In qualsiasi attività della giornata, riusciamo così a portare a frutto il nostro addestramento. Possiamo fare l’addestramento anche la notte. Questa è una spinta che ci fa indirizzare i pensieri anche per la nuova giornata ed ecco che l’addestramento si continua 24 ore su 24.

Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: Bisogna cercare di essere il più possibile consapevoli dei nostri addestramenti, dei nostri pensieri, quindi utilizzare dei mezzi abili per correggere queste tendenze mentali, fino a diventare gradualmente esperti nel ricordo e nella consapevolezza. In qualsiasi attività della giornata, riusciamo così a portare a frutto il nostro addestramento. Possiamo fare l’addestramento anche la notte. Questa è una spinta che ci fa indirizzare i pensieri anche per la nuova giornata ed ecco che l’addestramento si continua 24 ore su 24.

3 Seminario del Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel: COME MEDITARE Insegnamenti di domenica 29.04.12 del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio. Appunti ed editing dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano di Sebastiano Sforza.

Ven. Lama Ghesce Tenzin Tenphel

Indirizziamo la motivazione verso un atteggiamento altruistico. Continua »

 

1 – I principali aspetti della meditazione

Se conosciamo tutti questi elementi per sviluppare la compassione e meditare su di essa, allora possiamo essere fiduciosi che stiamo facendo questa meditazione nel modo giust

Se conosciamo tutti questi elementi per sviluppare la compassione e meditare su di essa, allora possiamo essere fiduciosi che stiamo facendo questa meditazione nel modo giusto

1 – I principali aspetti della meditazione

Alexander Berzin. Kiev, Ucraina, settembre 2011. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti

Prima sessione: caratteristiche principali della meditazione

La meditazione è qualcosa che si trova in molte tradizioni, non solamente nel Buddhismo. Ma mentre molti aspetti della meditazione sono comuni a tutte le tradizioni indiane, qui limiteremo la nostra discussione alla maniera in cui la meditazione viene presentata nel Buddhismo.

Cos’è la meditazione?

La parola meditazione (sgom, sct. bhavana) significa “abituare noi stessi.” La parola tibetana ha la connotazione dello sviluppare un’abitudine benefica. Continua »

 

2 – I principali aspetti della meditazione

Il tipo di rinascita che abbiamo dipende dal karma, dalle varie abitudini che abbiamo sviluppato per via del nostro comportamento impulsivo, per cui in vite future avremo un corpo che funzionerà come una base appropriata per mettere in atto queste abitudini.

Il tipo di rinascita che abbiamo dipende dal karma, dalle varie abitudini che abbiamo sviluppato per via del nostro comportamento impulsivo, per cui in vite future avremo un corpo che funzionerà come una base appropriata per mettere in atto queste abitudini.

2 – I principali aspetti della meditazione

Alexander Berzin, Kiev, Ucraina, settembre 2011. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti

Seconda sessione: preliminari per la meditazione

Un ambiente favorevole alla meditazione

Per poter effettivamente praticare la meditazione, abbiamo bisogno di circostanze favorevoli. Ci sono molte liste di fattori che sono favorevoli alla meditazione, ma questi vengono generalmente presentati o discussi nel contesto di un ritiro di meditazione, mentre invece la maggior parte di noi medita a casa.

Anche a casa, ciò che sarà di maggiore utilità è il non avere distrazioni. L’ambiente deve essere il più silenzioso possibile. Continua »

 

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Shine e Laktong

Ven Ghesce Tenzin Tenphel: Osserviamo quanto sia importante il nostro controllo interiore. Ognuno di noi ha delle carenze, anche fisiche o mentali. Ma possiamo migliorare le nostre imperfezioni solo se le rileviamo, se ce ne rendiamo conto.

Ven Ghesce Tenzin Tenphel: Osserviamo quanto sia importante il nostro controllo interiore. Ognuno di noi ha delle carenze, anche fisiche o mentali. Ma possiamo migliorare le nostre imperfezioni solo se le rileviamo, se ce ne rendiamo conto.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: L’unione del calmo dimorare e della visione speciale, Shine e Laktong.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel il 05-06.05.12 all’Istituto Lama Tzong Khapa, Pomaia PI. Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione a cura dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Traduzione dal tibetano in italiano di Anna Maria De Pretis. Ci scusiamo per ogni possibile errore ed omissione.

Il Ven. Lama tibetano Ghesce Tenzin Tenphel sabato 05.05.12

Importante è la motivazione, come la sua applicazione nella vita pratica, altrimenti non ha senso. Nei testi si parla di pilotare la nostra mente e, solo grazie ad una mente domata, potremo spegnere questa indomita sofferenza. Continua »

 

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: il Tong Len, prendere e dare.

Ghesce Tenzin Tenphel: Evitiamo di dare la colpa agli altri. Ma gli altri hanno un ruolo molto marginale nel causare i nostri eventi interni, ma non posso consegnare le chiavi del mio malessere o felicita agli altri.

Ghesce Tenzin Tenphel: Evitiamo di dare la colpa agli altri. Ma gli altri hanno un ruolo molto marginale nel causare i nostri eventi interni, ma non posso consegnare le chiavi del mio malessere o felicita agli altri.

Insegnamenti del Venerabile Lama Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Cenresig di Bologna, dall’11 al 12 maggio 2013, sul tema Come Praticare il Prendere ed il Dare con il Respiro: . Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, del Centro Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Traduzione dal tibetano in italiano di Fabrizio Pallotti, che si ringrazia.

Il prendere e dare, in tibetano tong len, era in origine una tecnica segreta resa poi nota da uno dei principali Lama Kadampa il quale, dopo aver ricevuto la trasmissione di queste istruzioni provò la meditazione per alleviare le sofferenze dei lebbrosi. I risultati benefici della meditazione nei confronti degli ammalati, spinsero il lama a diffondere l’insegnamento rendendolo di pubblico dominio. Il tong len è una tecnica di meditazione molto importante per lo sviluppo della mente altruistica e per la generazione di bodhicitta. Con questa tecnica che parte dalla generazione di equanimità nei confronti di tutti gli esseri, amici, nemici e neutrali, il meditatore si appropria delle loro sofferenze sia fisiche che mentali in modo da distruggere la mente egoistica Continua »

 

Ghesce Ciampa Ghiatso: Sei cause ed un effetto.

Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso: Quindi, riconoscendo la grande gentilezza degli esseri, sorgerà un senso di gratitudine nei loro confronti e il desiderio di ricambiarla. Il desiderio di donare loro la felicità è lo sviluppo della mente amorevole. Dobbiamo meditare in questo modo sull’amore.

Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso: Quindi, riconoscendo la grande gentilezza degli esseri, sorgerà un senso di gratitudine nei loro confronti e il desiderio di ricambiarla. Il desiderio di donare loro la felicità è lo sviluppo della mente amorevole. Dobbiamo meditare in questo modo sull’amore.

Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso

Il metodo mahayana per lo sviluppo della mente dell’illuminazione utilizzando il metodo delle sei cause ed un effetto..

Nel testo La preziosa ghirlanda di consigli per il re, Acharya Nagarjuna afferma che la radice per l’ottenimento dell’illuminazione è la generazione della grande compassione e della mente dell’illuminazione (bodhicitta); inoltre, occorre avere la comprensione della non dualità.

Tutte le qualità degli uditori, dei realizzatori solitari, dei bodhisattva e dei Buddha, provengono dalla grande compassione, dunque è importante che anche noi generiamo la forte motivazione di volerla ottenere.

La grande compassione ha come oggetto d’osservazione tutti gli esseri senzienti, nessuno escluso. Ma cosa si intende con questo termine? Per compassione intendiamo il desiderio che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza e da ciò che la causa, le oscurazioni e le impronte. Continua »

 

Kamalashila: Gli stadi intermedi della meditazione

Kamalashila

Kamalashila

Gli stadi intermedi della meditazione.

In lingua indiana Bhavanakrama, e in lingua tibetana “Gompai Rimpa”.

Composta dal Maestro spirituale Acharya Kamalashila.

Omaggio al giovane Manjushri. Vorrei spiegare in breve gli stadi di meditazione per coloro che seguono il sistema dei sutra Mahayana. L’intelligente che intende attualizzare l’onniscienza in modo estremamente veloce dovrebbe fare uno sforzo deliberato per realizzare le sue cause e condizioni.

Non è possibile per l’onniscienza essere prodotta senza cause, perché se così fosse, tutto potrebbe essere sempre onnisciente. Se le cose fossero prodotte senza fare riferimento a qualcosa d’altro, potrebbero esistere senza vincolo, non ci sarebbe alcun motivo per cui tutto non possa essere onnisciente. Pertanto, poiché tutte le cose funzionali insorgono solo occasionalmente, esse dipendono strettamente dalle loro cause. Anche l’onniscienza è estremamente rara, perché non si verifica in ogni momento ed in ogni luogo, e non è che tutto può diventare onnisciente. Quindi, dipende certamente da cause e condizioni. Continua »

 

La pratica in sette rami

Il Buddha della Medicina
Il Buddha della Medicina

Spiegazione semplice della pratica preliminare in sette rami

Alexander Berzin, Città del Messico, Messico, 21 Settembre 2001. Traduzione in italiano a cura di Benedetta Lanza

Calmarsi concentrandosi sul respiro La prima cosa che dobbiamo fare prima di iniziare qualsiasi pratica meditativa o di assistere ad un insegnamento è calmarci. Lo facciamo concentrandoci sul respiro. Respiriamo normalmente dal naso, non troppo velocemente, non troppo lentamente, in modo non troppo profondo né superficiale e contiamo i cicli del respiro. Ci sono vari modi di contare. Il modo abituale consiste in un ciclo che inizia con un’espirazione quindi, senza una pausa, un’inspirazione e si inizia a contare dopo l’inspirazione ma senza trattenere il fiato. Comunque la maggior parte delle persone trova più facile iniziare il ciclo inspirando, espirando in modo naturale e poi facendo una breve pausa dopo l’espirazione, e contare durante la pausa. Continua »

 

Sua Santità Sakya Trizin: Meditare in città

Sua Santità Sakya Trinzin riceve una delegazione del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, da sinistra in alto: Donatella ed Alice Tommasini,Luciano Villa, Anna Maria Driol, Alessandro Tenzin Villa, Graziella Romania, Luca Gianoli e Gabriele Erba.

Sua Santità Sakya Trinzin riceve una delegazione del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, da sinistra in alto: Donatella ed Alice Tommasini,Luciano Villa, Anna Maria Driol, Alessandro Tenzin Villa, Graziella Romania, Luca Gianoli e Gabriele Erba.

MEDITARE IN CITTA’

Perché e in che modo crearsi uno spazio ed un tempo per la meditazione in città? Preziosi consigli per la pratica quotidiana da uno dei massimi rappresentanti del Buddhismo tibetano: Sakya Trizin. Continua »

 

Sakyong Mipham Rinpoche: Le Nove Tappe del Training Mentale

Sakyong Mipham Rinpoche greets His Holiness the Dalai Lama at Shambhala Mountain Center in 2006

Sakyong Mipham Rinpoche greets His Holiness the Dalai Lama at Shambhala Mountain Center in 2006

Le Nove Tappe del Training Mentale di Sakyong Mipham Rinpoche

Le nove tappe progressive dello sviluppo mentale (Secondo la Pratica di Meditazione Shamatha)

Descrizione: La parola tibetana (shinè) per indicare la meditazione Shamatha significa calma. La pratica della meditazione Shamatha sviluppa la capacità di focalizzare la mente in perfetta e univoca concentrazione ed è un prerequisito per lo sviluppo di vipashyana o insight (meditazione analitica). La meditazione Shamatha dovrebbe idealmente essere praticata in un luogo isolato, sedendosi in una postura meditativa detta di Buddha Vairocana. Di solito, l’oggetto della concentrazione è l’immagine del Buddha o di una divinità. Continua »

 

Affrontare le esperienze difficili che sorgono in meditazione e in ritiro

meditziAffrontare le esperienze difficili che sorgono in meditazione e in ritiro

Alexander Berzin, Luglio 2002. Traduzione in italiano a cura di Benedetta Lanza.

Introduzione

Il Buddha ha insegnato nei termini delle quattro nobili verità: problemi, loro cause, lo stato della loro completa eliminazione, i sentieri della mente che conducono a questa eliminazione. Pertanto, per affrontare esperienze difficili che si presentano durante la meditazione ed in ritiro e per eliminarle, dobbiamo conoscere le cause dei problemi. Continua »

 

L’offerta del mandala

Qualunque sia il modo in cui eseguiamo l´offerta, è importante fermarsi un attimo per chiarire la nostra mente, e cercare d’immaginarsi in una terra pura campo di Buddha. Poi, in quello stato, fate l´offerta del mandala.

Qualunque sia il modo in cui eseguiamo l´offerta, è importante fermarsi un attimo per chiarire la nostra mente, e cercare d’immaginarsi in una terra pura campo di Buddha. Poi, in quello stato, fate l´offerta del mandala.

Una breve spiegazione dell’offerta del mandala nella richiesta per un insegnamento

Alexander Berzin, Morelia, Mexico, Aprile 2004 [Trascrizione leggermente redatta]. Traduzione italiana a cura di Julian Piras.

Prima di ricevere un insegnamento, è importante richiederlo con un´offerta del mandala. E facendo quest´offerta, è importante capire il significato del verso che recitiamo.

Dirigendo e offrendo ai campi di Buddha
Questa base profumata con acque fragranti, cosparsa di fiori,
E sormontata dal Monte Meru, da quattro isole, dal sole e dalla luna,
Possano tutti i migratori essere condotti alle terre pure.
Om idam guru ratna mandala-kam nir-yatayami.
Vi offro questo mandala, preziosi guru. Continua »

 

Lama Yesce: Sul sentiero della meditazione

Il nucleo essenziale degli insegnamenti di Lama Tzong Khapache sono questi tre punti, su cui si basa la meditazione del Sentiero Graduale (Lam Rim): rinuncia alla sofferenza, sviluppare un buon cuore, avere una corretta visione della realtà dei fenomeni.

Il nucleo essenziale degli insegnamenti di Lama Tzong Khapache sono questi tre punti, su cui si basa la meditazione del Sentiero Graduale (Lam Rim): rinuncia alla sofferenza, sviluppare un buon cuore, avere una corretta visione della realtà dei fenomeni.

Lama Thupten Yesce: Sul sentiero della meditazione

Sicuramente abbiamo ricevuto molte informazioni in questa vita, abbiamo ascoltato e letto parecchie cose, però nulla ha fatto veramente presa su di noi. La confusione che c’è dentro di noi, non ci ha permesso di raccogliere alcunché e ben poco siamo riusciti a utilizzare per lo sviluppo della nostra saggezza. Perciò abbiamo bisogno di qualcosa di chiaro, semplice e concreto, che possa condurci e dirigerci sulla via giusta, cioè verso un comportamento che ci porti a eliminare  la confusione in noi. Molto spesso pensiamo “io so benissimo quello che voglio” ma in realtà non ci rendiamo conto che  siamo confusi e non sappiamo cosa vogliamo in realtà. La sorgente della confusione e’ la nostra mente. La  mente, il nostro pensiero e’ la causa di ogni nostro problema in società ed in famiglia ed anche per la singola persona; tutto e’ causato dalla mente – anche l’inquinamento, la guerra,  le invenzioni che utilizziamo nella quotidianità, le nostre scelte esistenziali,   i libri che leggiamo,  tutto e’ mente. Quando si   riesce a riconoscere la diversa natura dei  vari tipi di pensieri ed i diversi  atteggiamenti mentali, non si ha più bisogno di qualcuno che ci insegni qualcosa.  Alcuni miei studenti negli  Stati  Uniti hanno tenuto un corso di meditazione in una prigione. I detenuti erano molto soddisfatti, hanno manifestato il desiderio di meditare ed ora vogliono costruire un centro di meditazione  all’interno della prigione. Continua »

 

Shamatha e Vipashyana

monaciPresentazione generale di Shamatha e Vipashyana

Alexander Berzin, Maggio, 2001. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

La stabilità mentale nel contesto di bodhicitta

La bodhicitta è una consapevolezza principale (gtso-sems) che è focalizzata sulla nostra futura illuminazione ed è accompagnata da due intenzioni (‘dun-pa):

1. ottenere tale illuminazione, Continua »

 

La visione RIMÉ di Lama Yeshe

Lama Yesce: "Una sola persona che segue sinceramente il sentiero della pace interiore è più preziosa di una massa di esseri confusi...".

Lama Yesce: "Una sola persona che segue sinceramente il sentiero della pace interiore è più preziosa di una massa di esseri confusi...".

La visione RIMÉ di Lama Yeshe

Possiamo trovare della saggezza in ogni paese,
in ogni cultura, in ogni religione, in ogni filosofia.
Dobbiamo fare uso di questa saggezza
per creare un’educazione universale,
al di là di tutti i dogmi“.
Lama Yeshe
Permettetemi di citare alcuni brani di insegnamenti del grande maestro tibetano Lama Yeshe (1935-1984). Sono tratti da Il Suono del Silenzio (Chiara Luce Edizioni, Pomaia 1991, richiedibile al ns. centro: e-mail sangye7@gmail.com), una trascrizione di discorsi rivolti a discepoli occidentali e incentrati sul rapporto tra buddhismo e cristianesimo.

Lama Thupten Yeshe

Sono nato nel Tibet, che era una specie di Sciangri-la, poi sono venuto in contatto con il mondo occidentale e ho avuto la fortuna di conoscere la storia di quel santo guru, Gesù. Il suo esempio mi ha aiutato a progredire nel mio sentiero. (p. 79). Continua »

 

Meditazione analitica e formale

Meditazione di discernimento e concentrazione: Meditazione analitica e formale

Alexander Berzin, 2001. Traduzione in italiano a cura di Benedetta Lanza Continua »

 

Ghesce Rabten Rinpoche: Morte e Rinascita

Ghesce Rabten Rinpoche:  Quello che dai medici occidentali è assunto come il punto di morte, non è veramente tale fino a quando la coscienza e l’energia sono dentro il corpo.

Ghesce Rabten Rinpoche: Quello che dai medici occidentali è assunto come il punto di morte, non è veramente tale fino a quando la coscienza e l’energia sono dentro il corpo.

Ghesce Rabten Rinpoche: Morte e Rinascita

Il più sottile stato di coscienza

Le coscienze del sonno, se vengono usate correttamente, sono più potenti delle coscienze ordinarie. La ragione di questo fatto è che, mentre si dorme, tutte le altre coscienze sensoriali grossolane sono assorbite: il che produce una concentrazione più profonda e una mente più potente. I benefici di tali stati mentali possono essere compresi facendo uno sforzo per analizzarli con l’intento di farne buon uso. Benché noi dormiamo e sogniamo ogni notte, ciò non ci reca alcun beneficio perché non sappiamo cosa fare di queste coscienze.
Vi sono stati di coscienza ancora più sottili degli stati di sonno e sogno ed essi si presentano nel processo della morte, quando la mente si prepara a separarsi dal corpo. Anzitutto, ai momento della morte le coscienze grossolane sensoriali sono assorbite. Poi la coscienza diventa sempre più fine e sottile. Essa diventa sottile al massimo grado prima del momento della morte e nell’attimo stesso del trapasso è estremamente potente. Durante tutto il processo vi sono vari livelli di sottigliezza mentale è quello finale è chiamato chiara luce della morte. Benché questa coscienza di chiara luce, che è estremamente sottile, sia sempre esistita entro la nostra corrente di coscienza, Continua »

 

Ghesce Rabten Rinpoche: Lo sviluppo del corpo e la meditazione

Ghesce Rabten Rinpoche: Il termine samsara è usato metaforicamente per indicare un luogo, un paese o un pianeta, ma la vera esistenza ciclica è precisamente questo processo di essere sbattuti fra piacere o dolore, ricchezza e povertà, malattia e salute, morte e nascita e così via.

Ghesce Rabten Rinpoche: Il termine samsara è usato metaforicamente per indicare un luogo, un paese o un pianeta, ma la vera esistenza ciclica è precisamente questo processo di essere sbattuti fra piacere o dolore, ricchezza e povertà, malattia e salute, morte e nascita e così via.

Ghesce Rabten Rinpoche: Lo sviluppo del corpo e la meditazione

Lo sviluppo del corpo

In tempi diversi si sviluppano differenti generi di energie che a loro volta completano lo sviluppo dei vari aspetti e funzioni del corpo, stadio dopo stadio.
Il primo stadio è il sorgere dell’energia che sostiene la vita o energia vitale che è l’aria veramente basilare in quanto permette a tutte le altre di svilupparsi a tempo debito. Una parte di questa energia discende nella zona pelvica tra il sesso e l’ano ove diventa: energia discendente che espelle. Il suo lavoro è quello di facilitare la funzione urinaria, ecc. Poi una parte di questa aria sale al chakra dell’ombelico ove diventa energia regolatrice del calore, facilitando pertanto la digestione. Inoltre, una parte dell’aria sale alla regione pettorale, è chiamata energia ascendente e ci permette di parlare, ecc. Ancora una volta, traendo origine dall’aria che sostiene la vita si genera un‘energia pervasiva che si dispone nelle giunture e nelle parti mobili del corpo rendendo possibili i movimenti delle membra e così via.
Queste cinque sono le cinque arie principali e sono derivate essenzialmente dall’aria che sostiene la vita. Da queste cinque sorgono altre cinque arie che sono la base di tutte le esperienze visive, uditive, tattili, gustative e corporee. Quindi da queste arie se ne producono altre ancora più sottili che restano nei diversi centri, ciascuna a compiere la sua particolare funzione. Continua »

 

1 – Lama Thubten Yeshe: Meditazione sulla mente stessa

Lama Thubten Yeshe:  La nostra coscienza è come il territorio dell’Australia: prima non c’erano recinti, steccati, adesso tutti quanti mettono recinti. La concettualizzazione è come un recinto.

Lama Thubten Yeshe: La nostra coscienza è come il territorio dell’Australia: prima non c’erano recinti, steccati, adesso tutti quanti mettono recinti. La concettualizzazione è come un recinto.

1 – Lama Thubten Yeshe: Meditazione sulla mente stessa

Ora cercheremo di concentrarci sulla nostra stessa coscienza. Questo approccio alla concentrazione viene a volte chiamato non-concettualizzazione, non-concezione o non-superstizione; in tibetano, “me togpa”.
A questo punto il
grande yogi Lama Tzong Khapa nel suo lam-rim dice che si dovrebbe contemplare la chiarezza della propria coscienza senza seguire nessun altro tipo di fenomeno, nessun altro oggetto come una divinità o una forma, o colore o suono, sillaba seme o matura. Lama Tzong Khapa dice che dovremmo lasciare da parte queste cose. Così, quando in meditazione arriva una visione particolare, fantastica, se anche venisse il Buddha o qualche altra immagine, non seguitela.
Ha detto il
grande yogi Tilopa “Lasciate la mente sulla sola coscienza, senza aggiungere alcun colore o abito. In questo modo angolose concettualizzazioni divengono chiare, contempliamo la sola coscienza”. Continua »

 

2 – Lama Thubten Yeshe: Meditazione sulla mente stessa

Lama Thubten Yeshe:  La nostra coscienza è come il territorio dell’Australia: prima non c’erano recinti, steccati, adesso tutti quanti mettono recinti. La concettualizzazione è come un recinto.

Lama Thubten Yeshe: La nostra coscienza è come il territorio dell’Australia: prima non c’erano recinti, steccati, adesso tutti quanti mettono recinti. La concettualizzazione è come un recinto.

2 – Lama Thubten Yeshe: Meditazione sulla mente stessa

I livelli grossolani di concettualizzazione sono come queste vesti, ogni volta che si va più in profondo, sempre di più, si elimina uno strato. Si raggiungono strati più sottili, sempre più sottili. Quando la mente raggiunge lo strato sottile, magari l’inconscio profondo per la psicologia occidentale, così sottile che si può toccare la realtà, è; incredibilmente potente. Dal momento che soggettivamente la vostra saggezza è così incredibilmente sottile, così netta il toccare la realtà è; più potente di una bomba nucleare. Succede così. Nell’approfondire la concentrazione continuate ad eliminare, le concettualizzazioni, j livelli più grossolani della mente.
Ecco il motivo per
cui l’approccio tantrico alla Maharnudra consiste nell’eliminare i livelli grossolani di coscienza e cercare di percepire la coscienza sottile. Continua »

 

Gheshe Rabten: La pratica della meditazione

Ghesce Rabten: La causa radice di tutti i nostri problemi è l’ignoranza. 

Ghesce Rabten: La causa radice di tutti i nostri problemi è l’ignoranza.

Gheshe Rabten: La pratica della meditazione

Durante la meditazione, la concentrazione o calmo dimorare si manifesta quando i nostri fattori mentali sono purificati, e quindi la nostra mente può dimorare pacificamente sull’oggetto.
Vi sono due tipi di meditazione: analitica e concentrativa. Per eliminare le illusioni e raggiungere l’obiettivo è necessario utilizzare entrambi i tipi di meditazione. C’è chi sostiene che la riflessione e lo studio del Dharma non sono meditazione, ma le scritture affermano che anche queste
attività sono in effetti forme di meditazione. Se non riflettiamo attentamente e non conosciamo la natura dell’oggetto, non ci potremo concentrare bene. La confusione della mente è prodotta dalla mente stessa; per pacificarla quindi è richiesta una attività della mente stessa, e nient’altro di esterno. L’attività principale deve essere mentale: su questa base, fattori come un luogo adatto e la postura di meditazione possono essere d’aiuto.
Il luogo in cui pratichiamo la meditazione dovrebbe essere pulito, tranquillo, vicino alla natura, e piacevole ai nostri occhi. Il corpo dovrebbe essere sano, non malato. Anche il sedere nella postura corretta è di aiuto. La postura ideale per la meditazione consta di sette aspetti:
1. se non è dolorosa, la postura migliore è quella del vajra, Continua »