Archive for the ‘Tantra IT’ Category

Lama Yesce: Il metodo yoga di Maitreya – Le pratiche preliminari

Lama Yesce: Prendere rifugio non significa solo recitare delle parole – ci deve essere qualcosa nella vostra esperienza che vi porta a sentire che questo è il modo di agire per sfuggire alla sofferenza...

Lama Yesce: Prendere rifugio non significa solo recitare delle parole – ci deve essere qualcosa nella vostra esperienza che vi porta a sentire che questo è il modo di agire per sfuggire alla sofferenza...

Le meditazioni preliminari per il metodo yoga di Maitreya sono la presa di rifugio e la bodhicitta, i quattro incommensurabili e così via.

Perché appaiono in questo testo? Perché fanno parte di questa pratica? I preliminari sono una sorta di segnale di avvertimento, come un semaforo, che vi dicono di stare attenti. Questo mostra la bellezza del Buddhismo tibetano; è una specie di pubblicità per il Buddhismo tibetano. La gente al giorno d’oggi è confusa, sia spiritualmente che in senso materiale. Dunque abbiamo bisogno di un sentiero agile e graduale verso l’illuminazione, un processo attraverso il quale possiamo crescere a piccoli passi. In altre parole, un sistema graduale è molto importante per far sì che la nostra crescita spirituale avvenga in maniera naturale, organica e che il Dharma diventi noi e che noi possiamo diventare il Dharma.

La domanda a questo punto sorge spontanea: bisogna fare i preliminari quando pratichiamo questa sadhana ogni giorno? Essi appaiono nel testo: bisogna farli? Io vi dico di no, non necessariamente. Allora mi chiederete: perché dunque sono nel testo? La risposta è che poiché dobbiamo svilupparci gradualmente, i preliminari servono per mostrarci come farlo. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobten: il Tantra – 1

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten

Pubblichiamo molto volentieri gli insegnamenti del nostro amatissimo Maestro il Ven. Ghesce Yesce Tobten grazie alla dedizione ed alla gentilezza del suo allievo Dott. Roberto Luccioli Bravo medico ed esperto in varie discipline mediche (neurologia, radiologia) ma soprattutto un assiduo ricercatore della Verità, che confessa:

Molto lentamente inizio la pubblicazione di un Insegnamento del Ven.Tobden tenuto a Torino nei giorni 1-2-3 Novembre 1985.C’è una frase che, scrivendola, mi ha dato i brividi: ‘potremo dissolvere la nostra forma umana e prendere rinascita in un altro luogo’. Capito con chi si aveva a che fare?

Carissimo Roberto,

ci uniamo a tutti coloro che non sanno come ringraziarti per dirti anche noi: grazie di cuore, ogni parola di Ghesce La è preziosa. Che fortuna avere conosciuto quel grande Yogi! Possa sempre ispirarci il suo magnifico esempio! L’oro puro crediamo sia un Insegnamento come questo. grazie mille per condividere queste perle… grazie di cuore la pubblicazione di questi meravigliosi insegnamenti.

SARVAMANGALAM! Grazie, grazie, grazie.

Luciano, Graziella ed Alessandro

Ven. Ghesce Yesce Tobten – LA REALTA’: SOFFERENZA E LE SUE CAUSE
Parleremo a proposito della pratica del Dharma. Se analizziamo la realtà della nostra condizione, vediamo che noi vogliamo la felicità e non certo l’infelicità, la sofferenza. Continua »
 

Ven. Ghesce Yesce Tobten: il Tantra – 2

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten nel suo eremo di meditazione, dove era chiamato Gen Dubtop, il detentore dei Siddhi.

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten nel suo eremo di meditazione, dove era chiamato Gen Dubtop, il detentore dei Siddhi.

Ven. Ghesce Yesce Tobten

LO YOGA DELLA DIVINITA

Il punto fondamentale dello ‘yoga della divinità’ consiste nel cercare di rendere se stessi il più simile possibile alla Divinità ;tuttavia non possiamo rendere simile ad una divinità il nostro corpo che è umano; e poiché abbiamo vari livelli di coscienza e differenti stati mentali non possiamo trasformare in divinità tutti i livelli di coscienza e tutte le situazioni mentali.
Esistono tre principali categorie di tantra: il Kriya, il Charya e lo Yogatantra.
Nel primo si tende a produrre la particolare trasformazione della saggezza che comprende la vacuità. In questo caso la normale coscienza si trasforma in una coscienza che comprende la vacuità ed in seguito questa coscienza che comprende ormai la vacuità si trasforma nella Divinità. In altre parole, nel livello più alto, il più sottile stato che esista di coscienza,si trasforma nella natura della vacuità ed è solo a questo punto che acquista la natura della Divinità. Continua »
 

Ven. Ghesce Yesce Tobten: il Tantra – 3

Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se consideri gli altri più importanti di te stesso, ti impegnerai facilmente nel compier azioni positive verso di loro, anziché danneggiarli, e queste azioni positive torneranno come tuo diretto beneficio.

Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se consideri gli altri più importanti di te stesso, ti impegnerai facilmente nel compier azioni positive verso di loro, anziché danneggiarli, e queste azioni positive torneranno come tuo diretto beneficio.

Ven. Ghesce Yesce Tobten

I SENTIERI HINAYANA, MAHAYANA E TANTRAYANA Attraverso la pratica Hinayana noi riusciamo a liberarci dalle emozioni afflittive, ma per liberarci di tutti i nostri difetti dobbiamo praticare il sentiero Mahayana; per raggiungere la Buddhità il più in fretta possibile si deve seguire il Tantrayana, anche se sarà impossibile ottenerla per il nostro esclusivo beneficio.
Cercare di ottenere la Buddhità con l’intenzione di liberare tutti gli esseri sanzienti, portando loro la felicità senza fine è la giusta maniera di impegnarsi nelle pratiche. Per riuscire a creare tale motivazione occorre meditare sulla compassione , sul grande amore generando un forte sentimento.
Tutto ciò risulterà più facile se ci ricordiamo della gentilezza degli esseri senzienti nei nostri confronti , ma senza provare alcun attaccamento. Continua »
 

Ghesce Tenzin Tenphel: Introduzione al tantra 1

Ven Ghesce Tenzin Tenphel

Ven Ghesce Tenzin Tenphel

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Introduzione al tantra, 1 prima parte

il 26-28 ottobre 2007 al Centro ScenPhen GiamTse Ling in Parma

Traduzione di Annamaria Depretis. Trascrizione immediata non revisionata: Ivan Zerlotti.

Innanzitutto è molto importante la motivazione iniziale, un pensiero positivo. Questa motivazione positiva, questa attitudine di benevolenza non è qualcosa di indispensabile solo quando si fa la pratica spirituale o si ascoltano insegnamenti e non nella vita comune. Non è così, non è da relegare all’ambito sacro. La mente positiva è qualcosa di necessario in ogni momento. Questo perché è la mente che imposta ciò che viviamo. Provare sofferenza o esserne liberi dipende dalla nostra impostazione mentale.

Quando riusciamo ad avere un atteggiamento interiore positivo allora riusciamo a ridimensionare molte situazioni in cui saremmo costretti a soffrire. Riusciamo a risparmiarci tanta sofferenza grazie all’atteggiamento positivo. Continua »

 

Ghesce Tenzin Tenphel: Introduzione al tantra, 2

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Siamo noi i creatori della nostra pace e felicità.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Siamo noi i creatori della nostra pace e felicità.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Introduzione al tantra, 2 seconda parte

il 26-28 ottobre 2007 al Centro ScenPhen GiamTse Ling in Parma

Traduzione di Annamaria Depretis. Trascrizione immediata non revisionata: Ivan Zerlotti.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Cosa vuol dire praticare?

Voglio enfatizzare l’importanza dell’essere un tutt’uno con la propria pratica. Non è qualcosa che si relega al sedile di meditazione nella propria stanzetta, è importante che sia organica alla propria vita.

Cerchiamo di evitare quelle situazioni in cui qualcuno si ritrova ad essere praticanti tantrici, si fanno le preghiere e le recitazioni, nella propria stanza e poi quando si incontrano gli altri ci si infuria. Continua »

 

Lama Yesce: I Sei Yoga di Naropa

Lama Yesce: "La mente è il nucleo del samsara e del nirvana."
Lama Yesce: “La mente è il nucleo del samsara e del nirvana.”

Lama Yesce: I Sei Yoga di Naropa.

Dal testo commentario di Lama Tzong Khapa (1357-1419) ai Sei Yoga di Naropa. La padronanza di Lama Yesce nel primo dei sei Yoga, la pratica del fuoco interiore (tib. Tummo) lo spinge ad aiutare gli occidentali alla comprensione dell’argomento. Alcuni spunti per noi occidentali dal testo : “La beatitudine del Fuoco Interiore” Il cuore della pratica dei Sei Yoga di Naropa”. Chiara Luce Edizioni,

Cap. 4 Il punto chiave è la Pratica. Continua »

 

Ghesce Sonam Rinchen: Ostacoli allo sviluppo della concentrazione

Ghesce Sonam Rinchen: Mantenere la focalizzazione su ognuno di questi oggetti di meditazione può richiedere diversi livelli di sforzo, ma tutti essi richiedono uguale attenzione e cosciente consapevolezza.

Ghesce Sonam Rinchen: Mantenere la focalizzazione su ognuno di questi oggetti di meditazione può richiedere diversi livelli di sforzo, ma tutti essi richiedono uguale attenzione e cosciente consapevolezza.

Ghesce Sonam Rinchen: Ostacoli allo sviluppo della concentrazione, specialmente durante la meditazione di recitazione tantrica

Ghesce Sonam Rinchen, Dharamsala, India, Dicembre 1988. Tradotto e redatto da Alexander Berzin. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

Introduzione

Per realizzare uno stato mentale calmo e posato (zhi-gnas, sct.shamatha), l’oggetto di focalizzazione deve restare lo stesso: le istruzioni guida affermano chiaramente che l’oggetto di focalizzazione non dovrebbe cambiare una volta scelto. Questo significa che non soltanto non dobbiamo cambiare il nostro oggetto di focalizzazione per lo sviluppo di shamatha passando, per esempio, dal nostro respiro ad una visualizzazione di Buddha. Significa anche che il nostro oggetto di focalizzazione non dovrebbe cambiare mentre ci stiamo focalizzando su di esso, per esempio nel caso in cui il Buddha che stiamo visualizzando si muove, diventa più grande o più piccolo oppure cambia nel corso della sessione. In questo modo, anche se potremmo raggiungere un eccellente stato di concentrazione di assorbimento (ting-nge-’d zin, sct. samadhi) focalizzandoci su una recitazione tantrica, non potremmo usarla, come non potremmo usare le mutevoli visualizzazioni che la accompagnano, per raggiungere lo stato mentale calmo e posato di shamatha. Continua »

 

A. Berzin: L´ispirazione (“benedizioni”) e la sua relazione ai mantra e alla trasmissione orale

L´ispirazione (“benedizioni”) e la sua relazione ai mantra e alla trasmissione orale

Alexander Berzin, dicembre 2008 (in risposta alle domande di Theodore Whelan). Traduzione italiana a cura di Julian Piras.

Domanda sull’ispirazione nell’ambito del guru-yoga Continua »

 

A. Berzin: Consigli per un iniziazione

Consigli per la presa di un potenziamento tantrico (iniziazione)

Alexander Berzin, Berlino, Germania, Marzo 2011. Traduzione italiana a cura di Julian Piras.

Poiché siamo esseri senzienti, abbiamo tutti il “materiale” e il potenziale per raggiungere lo stato illuminato di un Buddha. Abbiamo tutti la capacità di comprendere e sapere tutto, di essere amorevoli e pieni di compassione in modo equanime assolutamente con tutti, capaci di comunicare con tutti Continua »

 

A. Berzin: trasgressione di voti tantrici

Fattori coinvolti nella trasgressione di voti tantrici

Alexander Berzin, Settembre 2008. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Presentazione Generale Continua »

 

A. Berzin: Introduzione al Tantra

Il punto più importante da considerare prima di prendere un´iniziazione sono le qualificazioni del maestro.

Il punto più importante da considerare prima di prendere un´iniziazione sono le qualificazioni del maestro.

Introduzione al Tantra

Alexander Berzin, 1997.

La necessità di avere un approccio realistico

Diventare un Buddha – qualcuno che è completamente risvegliato – significa sormontare tutti i difetti e realizzare tutte le potenzialità per aiutare gli altri. È urgente trovare i metodi più efficaci per raggiungere questo scopo, perché c’è così tanta sofferenza nel mondo. Continua »

 

La Suprema Sorgente


bh-mandLa Suprema Sorgente Kunje Gyalpo

Il tantra radice

Ascolta, Sattvavajra! Ti mostrerò la tua stessa natura.
Tu sei me, la sorgente.
Io sono da sempre pura e totale coscienza.
Cos’è la pura e totale coscienza?
Lo spazio totale di Vajrasattva
E l’immensa dimensione dell’esistenza in cui tutto è sempre bene

(Sa- mantabhadra).

Siccome è la perfetta via universale che tutto libera,
È al di là del nascere e dell’interrompersi, e del pensare.
Essendo amore, realizza il vero scopo,
E non si sforza di esercitare la grande compassione.
Essendo lo stato totale, non c’è bisogno di lodare
Le sue profonde e supreme qualità.
Tutti i fenomeni non si allontanano dalla condizione naturale Continua »

 

A. Berzin: Il mandala

 Mandala.

Mandala.

Il significato e l’uso di un mandala

Alexander Berzin, Dicembre 2003. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

Il significato di un mandala

La parola tibetana per “mandala,” dkyil-‘khor, significa letteralmente “ciò che circonda un centro.” Un “centro” qui è un significato e “ciò che lo circonda” – un mandala – è un simbolo circolare che ne rappresenta il significato. Tuttavia, non tutti i mandala sono circolari.

Ci sono molti tipi di mandala, che vengono usati per diversi scopi sia nelle pratiche buddhiste del sistema di sutra che in quello di tantra. Andiamo a passarne in rassegna alcuni.

Mandala esterno

Un mandala esterno (phyi’i dkyil-‘khor) è una rappresentazione Continua »

 

A. Berzin: Caratteristiche di base del tantra

Tutte le classi di tantra richiedono che il praticante raggiunga un certo livello di maturità spirituale attraverso le pratiche preliminari

Tutte le classi di tantra richiedono che il praticante raggiunga un certo livello di maturità spirituale attraverso le pratiche preliminari.

Caratteristiche di base del tantra

Alexander Berzin, Luglio 1986, rivisto con ampliamenti nel Febbraio 2002.

Significato di tantra

Il termine tantra (rgyud) indica una continuità eterna. Ci sono tre livelli di tale continuità:

  1. La continuità eterna di base è il continuum mentale individuale (flusso mentale) di ciascun essere limitato (essere senziente), Continua »

 

A. Berzin: Capire il tantra

Capire il tantra

Alexander Berzin, 2002. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

Parte I: Domande di fondo e dubbi riguardo al tantra

1 Il significato del tantra

La definizione della parola tantra

Gli insegnamenti di Buddha includono sia i sutra che i tantra. Continua »

 

A. Berzin: Dare un senso al tantra.

tara bianca -mantraAlexander Berzin: Dare un senso al tantra. Domande fondamentali e dubbi sul tantra.

Vedasi anche http://www.sangye.it/altro/?p=4457, http://www.sangye.it/altro/?p=4464

1.Il senso del tantra

La definizione del termine tantra.

Gli insegnamenti del Buddha comprendono sia i sutra che i tantra.

Nei sutra si trovano i temi essenziali della pratica che permettono di raggiungere la liberazione dai problemi ricorrenti incontrollabili (skt. Samsara) e oltre a questo, lo stato illuminato di un Buddha, la capacità di aiutare gli altri per quanto possibile.

Questi temi comprendono dei metodi per sviluppare un’autodisciplina etica, la concentrazione, l’amore, la compassione e la comprensione corretta di come le cose esistano in realtà. Continua »

 

Rifugio

Azioni per la pratica derivanti dal prendere una direzione sicura (Rifugio)

Estratto modificato in Marzo 2002 da: Berzin, Alexander: L’Iniziazione di Kalachakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Introduzione

Prendere rifugio (skyabs-‘gro) significa imprimere alla nostra vita, in maniera formale, la direzione sicura e positiva indicata dal Triplice Gioiello – i Buddha, il Dharma e il Sangha – e promettere di mantenere risolutamente questa direzione stabile, finché non ci porti alla liberazione o all’illuminazione. Continua »

 

A. Berzin: Voti radice del bodhisattva

Voti radice del bodhisattva

Estratto modificato in Marzo 2002 da: Berzin, Alexander: L’iniziazione di Kalachakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Contesto

Un voto (sdom-pa) è una forma invisibile e sottile in un continuum mentale, che determina il comportamento. In particolare, è l’astensione da un ”azione biasimevole” (kha-na ma-tho-ba), sia che essa sia un’azione naturalmente distruttiva (rang-bzhin-gyi kha-na ma-tho-ba) oppure una che il Buddha ha proibito (bcas-pa’i kha-na ma-tho-ba) per individui specifici che stanno praticando per raggiungere certi obiettivi specifici. Continua »

 

A. Berzin: Voti tantrici radice comuni

Voti tantrici radice comuni

Estratto modificato in Marzo 2002 da: Berzin, Alexander: L’Iniziazione di Kalacakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Panoramica introduttiva

Come con i voti del bodhisattva, ci sono voti tantrici radice e voti tantrici secondari Continua »

 

A. Berzin: Voti tantrici secondari

Voti tantrici secondari

Agosto 1997. Parzialmente pubblicato in: Berzin, Alexander: L’Iniziazione di Kalacakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione a cura di Francesca Paoletti.

Introduzione

I voti tantrici radice, sia quelli comuni che quelli specifici del Kalacakra, implicano entrambi una promessa di astenersi Continua »

 

Pratiche comuni per creare una connessione con le famiglie di Buddha

Pratiche comuni per creare una connessione con le famiglie di Buddha

Estratto modificato in Aprile 2002 da: Berzin, Alexander: L’Iniziazione di Kalacakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti Continua »

 

Pratiche ausiliari per creare una connessione

Pratiche ausiliari per creare una connessione

Estratto modificato in Aprile 2002 da: Berzin, Alexander: L’Iniziazione di Kalacakra. Roma: Ubaldini Editore, 2002. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti Continua »

 

A. Berzin: Pratiche che creano connessioni per i tantra madre

Pratiche che creano connessioni per i tantra madre

Alexander Berzin, Agosto 1997. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Tantra madre, tantra padre e tantra nonduali Continua »

 

Glenn H. Mullin: Lo Yoga del Sogno

Mes Aynak Buddha

Mes Aynak Buddha

Lo Yoga del Sogno, di Glenn H. Mullin,al Centro EWAM Firenze 14-15 Novembre 1995, trascrizione di Ciampa Yesce Bruno Vannucchi che si ringrazia di cuore per la sua grande gentilezza e generosità.

Glenn H. Mullin

Nella traduzione buddista l’illuminazione è una nostra responsabilità. Continua »

 

A. Berzin: Voti secondari del bodhisattva

Voti secondari del bodhisattva

Alexander Berzin, Agosto 1997. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Introduzione

I voti secondari del bodhisattva consistono nell’astenersi da quarantasei azioni errate (nyes-byas). Queste azioni errate sono divise in sette gruppi, ognuno dei quali è nocivo al nostro addestramento nei sei atteggiamenti lungimiranti (pha-rol-tu phyin-pa, sct. paramita, perfezioni) e al nostro essere di beneficio agli altri. Continua »

 

1 – Il corpo sottile

chakra1

Il corpo sottile, prima parte.

L’essere umano non è costituito soltanto da un corpo grossolano, tangibile e visibile, come sembrerebbe ad un primo esame. Infatti, all’interno dei confini della nostra forma fisica ordinaria, esiste un altro corpo molto più sottile.In altre parole, nello skandha fisico della forma rientra sia il nostro corpo grossolano che quello sottile: il primo è composto di carne, ossa, ecc., per cui è una struttura statica ed anatomica, il secondo non ha come invece l’altro la forma concreta e tangibile della materia, ma possiede la forma radiante dell’energia. La sua luminosità e densità cambia coi nostri pensieri e sensazioni, e la sua radiosità naturale diventa un colore grigio-fumo in caso di malattia. Continua »

 

2 – Il corpo sottile

guru-maitripaIl corpo sottile, seconda parte.

La respirazione controlla i movimenti del rlun nelle nadi. Rispetto al processo respiratorio, la procedura può esser così sintetizzata: l’aria introdotta con l’inspirazione attraverso le narici gonfia le nadi laterali, dove porta la forza dei klesha (“rlun karmico”). Lo yogi, controllando il proprio respiro, fa entrare questo rlun nell’avadhuti dove si trasforma in consapevolezza e potere trascendentale, cioè diventa il “rlun della saggezza”, che vi viene trattenuto, mentre con l’espirazione espelle i klesha ed i karma negativi. L’unità delle due correnti laterali, cioè lo stato di “due in uno”, costituisce l’integrazione ed il completamento della nostra individualità: la fusione di cuore e mente, di compassione e saggezza, di azione e comprensione, per cui l’uomo diviene un essere armonico, completo, totale e perfetto. Continua »