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Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il desiderio della felicità.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Discriminare correttamente le azioni positive dalle negative.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Discriminare correttamente le azioni positive dalle negative.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il desiderio della felicità.

1. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Tutti noi desideriamo essere felici e tutti noi desideriamo non essere infelici, perciò la felicità va realizzata e l’infelicità va abbandonata, eliminata.

Così come uno desidera essere felice, allo stesso modo, tutti gli altri esseri senzienti, viventi, vogliono anche loro essere felici; così come uno non desidera di essere infelice, allo stesso modo tutti gli altri non vogliono essere infelici.

Ora, come la propria felicità personale va realizzata, ottenuta, allo stesso modo anche la felicità degli altri va realizzata, ottenuta. Come la sofferenza, il dolore personale, va eliminato, allo stesso modo anche il dolore, la sofferenza degli altri devono essere eliminati e abbandonati. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Abbandonare le dieci azioni negative

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se una persona ha vissuto positivamente, quindi ha accumulato sufficientemente delle azioni positive ed ha abbandonato abbondantemente le azioni negative, quando arriverà il giorno della sua morte sarà molto felice di morire, si sentirà sicura; sarà molto contento di come ha vissuto e poi sarà fiducioso di come sarà il suo futuro.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se una persona ha vissuto positivamente, quindi ha accumulato sufficientemente delle azioni positive ed ha abbandonato abbondantemente le azioni negative, quando arriverà il giorno della sua morte sarà molto felice di morire, si sentirà sicura; sarà molto contento di come ha vissuto e poi sarà fiducioso di come sarà il suo futuro.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Abbandonare le dieci azioni negative

2. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Ecco perché nell’autodisciplina morale, che è uguale per tutti quanti, almeno nel sentiero interiore, è indicato di abbandonare le dieci azioni negative, tra le quali abbiamo: abbandonare l’uccidere, abbandonare il rubare, abbandonare l’avere rapporti sessuali scorretti, tipo adulterio, abbandonare il mentire e via dicendo. Dobbiamo abbandonare queste cose perché queste sono le azioni che portano danneggiamenti, che danneggiano, che feriscono, che disturbano gli altri e quindi diventa importante evitarle.

Diventa importante per esempio, abbandonare la prima, l’uccidere. E’ importante perché come noi riteniamo la nostra vita estremamente preziosa, sacra, estremamente importante, è allo stesso modo uguale anche per tutti gli altri. Tutti gli altri considerano la propria vita preziosa come noi consideriamo preziosa la nostra. Perciò diventa importante evitare di uccidere. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Cosa significa praticare il Dharma?

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Una volta che abbiamo scoperto l’origine della sofferenza, allora dovremmo conoscere se è possibile eliminarla. 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Una volta che abbiamo scoperto l’origine della sofferenza, allora dovremmo conoscere se è possibile eliminarla.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Cosa significa praticare il Dharma?

3. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Quale potrebbe essere un esempio per definire che quella azione diventa una azione della pratica di Buddha-Dharma?

Un esempio potrebbe essere quello di:

1) capire innanzi tutto che Buddha Sakyamuni è colui che mostra come uno potrà realizzare la vera protezione, il vero rifugio;

2) capire che la vera protezione, il vero rifugio è la realizzazione personale, cioè Dharma, l’insegnamento;

3) capire che i compagni dei praticanti, Sangha, sono compagni che incoraggiano a realizzare questo rifugio, questa protezione.

Quindi, avendo capito questo, dovremo fare la richiesta a Buddha, Dharma, Sangha, di darci la forza necessaria per la nostra pratica. Sulla base di questo dovremo cercare di applicare la massima attenzione o prudenza, coscienziosità, sui propri comportamenti, cioè sulle azioni del corpo e della parola. Un esempio della pratica di Buddha Dharma a livello basilare potrebbe essere di agire consapevolmente, correttamente, evitare le azioni negative e invece compiere il più possibile le azioni positive. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La mente dell’illuminazione

Ven. Ghesce Yesce Tobden: C’è un segno esteriore che può indicare la presenza della mente dell’illuminazione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: C’è un segno esteriore che può indicare la presenza della mente dell’illuminazione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La mente dell’illuminazione

4. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Domanda: Come bisogna fare in occidente, secondo Ghesce-la, per entrare in connessione con gli esempi dell’insegnamento intesi come maestri?

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Un modo potrebbe essere quello, innanzitutto, di ascoltare il maestro, cioè la persona che parla, e analizzare se quello che lui dice è di beneficio per sé o no. In altre parole mettendo in pratica quello che ci viene detto se produce l’effetto detto dal maestro o no. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il karma

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten col Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo

Il Ven. Ghesce Yesce Tobten col Ven. Ghesce Ciampa Ghiatzo

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il karma

5. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

In che modo solo la loro pratica del Buddha-Dharma, del sentiero interiore, potrà aiutare queste persone durante la morte e dopo la morte? Per rispondere a questo dobbiamo analizzare all’indietro. Il corpo che abbiamo ora è la maturazione o lo sviluppo di due semi che abbiamo ottenuto dal padre e dalla madre. Quindi lo spermatozoo dal padre e l’ovulo, il sangue, dalla madre, e dall’unione di queste due sostanze, materie, si è sviluppato il nostro corpo. Il fatto di essere nato come essere umano deriva da un karma, cioè è frutto di un karma positivo che è stato accumulato precedentemente. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La sofferenza dell’esistenza ciclica

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Non riusciamo a trovare un oggetto che esiste come tale, di per se stesso.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Non riusciamo a trovare un oggetto che esiste come tale, di per se stesso.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La sofferenza dell’esistenza ciclica

6. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Parlando della sofferenza della esistenza ciclica parliamo di sei tipi di sofferenze generali:

1. la prima sofferenza dell’esistenza ciclica in generale, vale a dire il primo tipo di sofferenza che viene affrontato da qualsiasi essere senziente, da qualsiasi forma di vita, è l’insoddisfazione Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Visione dell’ignoranza e visione della saggezza.

Ven. Ghesce Yesce Tobden:  Dopo aver compreso la natura dell’esistenza ciclica (che è nella natura della sofferenza) ed averne scoperto le cause, s'inizia a desiderare di liberarsi dalla sofferenza, cioè a liberare solo se stesso dalla esistenza ciclica, dalla sofferenza.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Dopo aver compreso la natura dell’esistenza ciclica (che è nella natura della sofferenza) ed averne scoperto le cause, s’inizia a desiderare di liberarsi dalla sofferenza, cioè a liberare solo se stesso dalla esistenza ciclica, dalla sofferenza.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Visione dell’ignoranza e visione della saggezza.

7. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Noi abbiamo due tipi di visione: una visione dell’ignoranza e una visione della saggezza.

La visione della nostra ignoranza è quella di mantenere questa nostra convinzione che le cose esistono di per sé, cioè in modo indipendente, inerente, a sé stante, senza dipendere dalla nostra etichetta concettuale. Questa è la visione dell’ignoranza.

Però abbiamo anche la visione della saggezza, cioè quella di afferrare esattamente come è l’oggetto, cioè percepire l’oggetto non come un oggetto che esiste di per sé, come tale, ma che esiste in dipendenza alla etichetta concettuale. La visione dell’ignoranza dell’aggrapparsi al sé viene, quindi, eliminata sviluppando la visione della saggezza, cioè realizzando la visione dello sunyata o vacuità.

La nostra ignoranza sostiene, percepisce e autoconvince che la cosa esiste in modo indipendente, che cioè l’esistenza della cosa non dipende da niente, che esiste grazie alla sua capacità autonoma, inerente, naturale: quindi la cosa esiste in modo naturale, autonomo, inerente, senza dipendere da niente. Questa è la nostra visione della ignoranza. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Le sei perfezioni.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Cosa è più vantaggioso per noi: praticare l’aggressività o la pazienza? 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Cosa è più vantaggioso per noi: praticare l’aggressività o la pazienza?

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Le sei perfezioni.

8. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Questa persona, una volta che ha realizzato dentro di sé questo tipo di determinazione, cioè la mente dell’illuminazione, si impegna, con questa motivazione, nelle azioni, che sono principalmente sei:

la perfezione della generosità,

la perfezione della autodisciplina morale,

la perfezione della concentrazione,

la perfezione dello sforzo entusiastico,

la perfezione della saggezza,

la perfezione della pazienza. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Uscire definitivamente dall’esistenza ciclica, dal samsara.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se si possiede l’amore e la compassione, si ha tutta la forza necessaria per affrontare qualsiasi difficoltà e le fatiche per realizzare l’illuminazione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se si possiede l’amore e la compassione, si ha tutta la forza necessaria per affrontare qualsiasi difficoltà e le fatiche per realizzare l’illuminazione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Uscire definitivamente dall’esistenza ciclica, dal samsara.

9. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Successivamente, il secondo livello, o secondo grado, di cui noi abbiamo bisogno è quello di uscire definitivamente da questa esistenza ciclica, dal samsara. Per uscire fuori definitivamente da questa esistenza ciclica abbiamo bisogno di tagliare le cause radice che ci fanno circolare in questa esistenza ciclica. Le cause radici sono le nostre personali attitudini mentali distorte che devono essere abbandonate. Dunque, abbandonando le attitudini mentali distorte realizzeremo la definitiva uscita dalla esistenza ciclica. Per abbandonare queste nostre attitudini mentali distorte dovremo applicare gli antidoti che sono i tre addestramenti superiori: Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Sei cause ed un effetto

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Rinforzare la motivazione, l’aspirazione di voler diventare illuminato per poter beneficiare tutti gli esseri senzienti.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Rinforzare la motivazione, l’aspirazione di voler diventare illuminato per poter beneficiare tutti gli esseri senzienti.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Sei cause ed un effetto

10. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Per far nascere dentro di noi i due tipi di aspirazione di amore e compassione abbiamo dei metodi dell’addestramento mentale. Uno dei diversi metodi è chiamato delle sei cause ed un effetto. Questo metodo dell’addestramento mentale viene chiamato “Istruzione orale sulle sei cause ed un effetto”. Sono sei punti:

1. Conoscere la madre

2. Ricordarsi o capire la sua gentilezza.

3. (Conoscendo e ricordando la sua gentilezza) Voler ripagare la sua gentilezza

Quindi il primo punto è riconoscere che tutti gli esseri senzienti sono stati nostra madre, ricordare la loro gentilezza quando sono stati nostra madre e voler ripagare tale gentilezza. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Scambiare se stesso con gli altri

Ven. Ghesce Yesce Tobden: L’attitudine mentale egoistica, quella di vedere e curare esclusivamente se stesso, di aggrapparsi a se stesso, è l’origine di moltissimi problemi e dolori, moltissime sofferenze, quindi diventa necessario abbandonarla.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: L’attitudine mentale egoistica, quella di vedere e curare esclusivamente se stesso, di aggrapparsi a se stesso, è l’origine di moltissimi problemi e dolori, moltissime sofferenze, quindi diventa necessario abbandonarla.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Scambiare se stesso con gli altri

11. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Cosa significa esattamente “scambiare se stesso con gli altri”? Per capire questo bisogna capire il nostro comportamento fisico e mentale. Finora ci siamo presi cura solo ed esclusivamente di noi stessi, ci preoccupiamo principalmente della nostra felicità e ci preoccupiamo principalmente di eliminare la nostra sofferenza, ignorando, trascurando, gli altri, quindi non prendendo in considerazione gli altri nello stesso modo in cui ci preoccupiamo di noi stessi. Nello scambiare se stesso con gli altri si tratta di spostare la considerazione sugli altri, cioè anziché continuare a considerare esclusivamente noi stessi e quindi preoccuparci solo della propria felicità e sofferenza, noi spostiamo questa considerazione, prendiamo in considerazione principalmente gli altri, quindi pensiamo principalmente alla sofferenza degli altri ed alla felicità degli altri e lasciamo per il momento da una parte la nostra, non ci preoccupiamo fortemente di noi stessi.

Perché dovremmo prendere in considerazione gli altri, considerarli come cari e curarli? Dovremmo fare tutto questo per una semplice ragione: perché siamo tutti uguali nel non desiderare la sofferenza, nel non voler soffrire; siamo tutti uguali nel voler essere felici. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: I tre oggetti del rifugio

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La prima richiesta agli esseri illuminati dovrebbe partire da noi.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La prima richiesta agli esseri illuminati dovrebbe partire da noi.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: I tre oggetti del rifugio

12. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Dei tre oggetti del rifugio prima abbiamo Buddha che è l’essere illuminato che non ci protegge con la sua mano, con il suo potere; egli ci mostra come realizzare la protezione, come realizzare il rifugio. Quindi Buddha, il primo oggetto del rifugio, è colui che mostra il sentiero del rifugio, della protezione.

Il secondo oggetto del rifugio è il Dharma che sarebbe la pratica personale. La salvezza, cioè il vero rifugio, viene dalla pratica personale. Quindi il Dharma è la vera protezione, la sicurezza, che uno può avere.

Se uno pratica, cioè abbandona le azioni negative, distruttive, e quindi non accumula delle impronte negative, e invece si impegna sempre nelle azioni positive, lasciando un’impronta positiva, in questo modo evita di rinascere nelle esistenze inferiori e si salva dal rinascere nelle esistenze inferiori perché non ha accumulato impronte negative. La pratica personale, Dharma, è il passaporto, la garanzia, che uno può avere per non avere la sofferenza, per non rinascere nella esistenza di infelicità. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Affidarsi alla propria saggezza

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Quando avremo accumulato delle conoscenze e fatto delle esperienze del Buddha-Dharma si verificheranno dei cambiamenti nella nostra persona.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Quando avremo accumulato delle conoscenze e fatto delle esperienze del Buddha-Dharma si verificheranno dei cambiamenti nella nostra persona.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Affidarsi alla propria saggezza

13. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

La cosa principale è di affidarsi soprattutto alla propria saggezza, ma prima bisogna sviluppare la saggezza per potervisi affidare. La nostra saggezza si sviluppa attraverso l’accumulo del maggior numero possibile di conoscenze, di più materiale possibile, di più elementi possibile, sui quali riflettere, analizzare, contemplare. Attraverso questo svilupperemo la nostra saggezza, conoscenza, che ci permetterà di poter discriminare le cose correttamente, di conoscere correttamente come stanno le cose, cioè di discriminare tra ciò che è positivo e ciò che è negativo, ciò che è gentile e ciò che non è gentile, ciò che è utile e ciò che non è utile. Abbiamo questa capacità, la nostra saggezza ci permette di fare tutto questo lavoro da soli. Dobbiamo affidarci principalmente alla nostra saggezza e per far manifestare la nostra saggezza dobbiamo accumulare più conoscenze possibili da analizzare.

In realtà Buddha Sakyamuni ha già dato, in un certo senso, la risposta a questo problema perché in un verso dice: “L’insegnamento (quindi qualsiasi discorso) va analizzato come il commerciante analizza l’oro”.

Il commerciante analizza l’oro attraverso tre procedimenti: tagliare, grattare, bruciare. Attraverso questi tre procedimenti è possibile stabilire l’originalità dell’oro. Allo stesso modo, per poter stabilire quando l’insegnamento è valido o meno, va analizzato in questo modo: tagliare, grattare, bruciare. Chiaramente vuol dire analizzare mentalmente. Continua »

 

Ghesce Yesce Tobden: La Sorgente della Felicita’

Il Ven. Ghesce Yesce Tobden al suo dibattito conclusivo, in presenza di Sua Santità il Dalai Lama finale ed i grandi lama, per il conseguimento del titolo di Ghesce Larampa o dottorato PhD nella dottrina buddista.

Il Ven. Ghesce Yesce Tobden al suo dibattito conclusivo, in presenza di Sua Santità il Dalai Lama finale ed i grandi lama, per il conseguimento del titolo di Ghesce Larampa o dottorato PhD nella dottrina buddhista.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden sul tema: La Sorgente della Felicita’, al Centro EWAM di Firenze il 19 – 21 Dicembre 1995. Trascrizione di Ciampa Yesce Bruno Vannucchi che ringraziamo di cuore per la sua grande gentilezza e generosità.

Ven. Ghesce Yesce Tobden

Tutti vogliamo essere felici e non desideriamo soffrire, vogliamo ottenere la felicità ed eliminare la sofferenza. La felicità non viene senza una ragione precisa ma sorge da cause e condizioni. Se uno realizza le cause della felicità ottiene la felicità, nello stesso modo eliminando le cause che producono la sofferenza questa viene a cessare. Quindi c’è la necessita per noi tutti di creare le cause che portano alla felicità ed abbandonare le cause che producono la sofferenza. Le cause che producono la sofferenza sono ignoranza, odio ed attaccamento; le azioni verbali e fisiche che commettiamo con queste attitudini mentali producono sofferenza. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim – 1

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Il Ven. Ghesce Yesce Tobten con Alessandro Tenzin Villa, il Ven. Lobsang Dondem, Luciano Villa

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione. Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il benficio di tutti gli esseri senzienti. Prima parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden 30 novembre 1979

Il Dharma è il metodo per distruggere il nemico dei propri difetti mentali, i quali causano la sofferenza nei vari tipi di esistenza ciclica. L’esistenza ciclica è l’esistenza condizionata, caratterizzata da diverse sofferenze, e la causa di queste sofferenze consiste nei difetti mentali che inquinano, come veleni, la nostra mente e che sono a loro volta causa della creazione del karma. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim – 2

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Per eliminare la sofferenza occorre uscire dal samsara, bisogna estirpare la sua radice, la sua causa primaria, i difetti mentali, e per poterli eliminare bisogna saperli riconoscere.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Per eliminare la sofferenza occorre uscire dal samsara, bisogna estirpare la sua radice, la sua causa primaria, i difetti mentali, e per poterli eliminare bisogna saperli riconoscere.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione. Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979.Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il benficio di tutti gli esseri senzienti. Seconda parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden 1 dicembre 1979

Ieri sera abbiamo detto che tutti desideriamo la felicità ed essere liberi dalla sofferenza, e per poter raggiungere questo obiettivo dobbiamo praticare il Dharma. Abbiamo anche detto che la felicità si distingue in felicità di questa vita e in felicità delle vite future, come pure la sofferenza: da sopportare in questa vita e da sopportare nel futuro. Il Dharma è il metodo per sopportare queste sofferenze ed ottenere al felicità. Ma parlando di felicità e sofferenza delle vite future, dobbiamo comprendere l’esistenza di queste vite e ieri sera abbiamo portato le ragioni della loro esistenza, e il processo per poter arrivare a comprendere che esistono. Alcuni affermano che esistono, altri no. Dobbiamo usare la nostra ragione, intelligenza. Poi, verificando che in effetti esistono, accettare questo fatto porta solo vantaggi. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim, i 51 fattori mentali. – 3

Ven. Ghesce Yesce Tobden

Ven. Ghesce Yesce Tobden

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione. I 51 fattori mentali. Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979.Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il benficio di tutti gli esseri senzienti. Terza parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden 1 dicembre 1979

I 51 fattori mentali principali.

Nella nostra mente vi sono diversi aspetti mentali, alcuni dei quali positivi, meritori, altri negativi, non meritori. È importante perciò conoscere bene la situazione della mente, comprendere bene la sua psicologia. I fattori mentali principali sono 51, alcuni positivi, altri negativi, altri ancora l’uno e l’altro. I primi 5 sono chiamati “ fattori mentali onnipresenti” in quanto si trovano in tutti i tipi di mente primaria, Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim – 4

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La persona che si vuole liberare dalla sofferenza degli stati inferiori deve dapprima aver compreso l'esistenza delle vite future.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La persona che si vuole liberare dalla sofferenza degli stati inferiori deve dapprima aver compreso l'esistenza delle vite future.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione.Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Quarta parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden. 1 dicembre 1979In questo testo scritto da Maitreya si parla degli svantaggi dei fattori mentali negativi, affermando che “sono i nostri peggiori nemici”. In che senso? A causa dell’odio, ci vendichiamo quando ci viene fatto del male, ma la persona si vendicherà a sua volta e da ciò deriveranno moltissimi problemi. I difetti mentali ci portano a danneggiare gli altri, ci portano a distruggere la propria condotta morale. Quando essi prendono il sopravvento sulla nostra mente noi diventeremo oggetto del disprezzo degli altri, saremo criticati per essere irascibili, avidi, labili… Se non si sa controllare la propria mente avremo pochi amici e dovunque andremo coglieremo l’occasione per danneggiare ed offendere, Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim – 5

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il Dharma è un ottimo metodo per risolvere i propri problemi e per poter aiutare gli altri a risolvere i loro. È anche il metodo migliore per poter far sorgere e generare un buon cuore, per poter essere buoni con tutti, generando amore e compassione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Il Dharma è un ottimo metodo per risolvere i propri problemi e per poter aiutare gli altri a risolvere i loro. È anche il metodo migliore per poter far sorgere e generare un buon cuore, per poter essere buoni con tutti, generando amore e compassione.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione. Traduzione  del  Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Quinta parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: 2 dicembre 1979

Nei giorni scorsi abbiamo riflettuto sul fatto che tutti quanti desideriamo la felicità, ma non è sufficiente avere questo desiderio ed aspettare che arrivi, perché non la si può ottenere se non si fa qualcosa. Allo stesso modo tutti quanti vogliamo essere liberi dalla sofferenza e per poter essere liberi dobbiamo fare qualcosa: non basta desiderare di esserlo ed aspettare. Bisogna, quindi, applicare un metodo per raggiungere la felicità e per liberarci dalla sofferenza. Il metodo consiste nel cambiare la nostra mente. Nella nostra mente ci sono aspetti mentali positivi che devono essere coltivati: in questo modo la nostra mente migliora. Così pure, ci sono aspetti mentali negativi che devono essere eliminati: una volta eliminati gli aspetti mentali negativi, non ci sarà più alcun modo per dover soffrire ancora. Continua »

 

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim – 6

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La causa dei problemi degli esseri umani sono le afflizioni mentali: una volta che si riesce ad eliminare la causa, automaticamente un essere umano si trova nella pace.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: La causa dei problemi degli esseri umani sono le afflizioni mentali: una volta che si riesce ad eliminare la causa, automaticamente un essere umano si trova nella pace.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione.Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Sesta parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden. 2 dicembre 1979

Visto che tutti noi desideriamo essere felici e allo stesso modo desideriamo evitare la sofferenza, è necessario fare qualcosa: cercare, appunto, di raggiungere la Liberazione completa dal Samsara e meglio ancora raggiungere lo stato di Buddha, completamente illuminato: lo stato in cui non solo noi stesi raggiungiamo la completa felicità, ma possiamo essere di utilità a tutti gli altri. Questo sentiero è stato brevemente spiegato nei giorni scorsi: il riflettere sui punti spiegati, vedere come si susseguono e come ogni punto diventi causa del punto successivo e considerare quali sono le pratiche da farsi è quella che viene chiamata la MEDITAZIONE ANALITICA. Il secondo tipo di meditazione è la MEDITAZIONE CONCENTRATIVA, il cui obiettivo è poter piazzare la mente sull’oggetto di meditazione e lasciarlo senza distrazione. Dal momento in cui la mente può essere piazzata, lasciata su un unico oggetto, l’attenzione può essere trasferita anche su altri oggetti e su ciascuno di questi, la mente può essere fissata senza alcuna altra fluttuazione. La facoltà di poter mantenere la mente perfettamente assorta sul suo oggetto è definita SAMADHI: per poterla ottenere bisogna praticare le tecniche di pacificazione mentale Continua »