Patrul Rinpoche: Practice of Tārā

Green Tara

Green Tara

Brief Windhorse Practice of Tārā

by Patrul Rinpoche

བསླུ་མེད་མཆོག་གསུམ་སྤྱི་དང་རྗེ་བཙུན་མ། །

lumé chok sum chi dang jetsünma

Through the blessing and power of the unfailing Buddha, Dharma and Saṅgha, and of Jetsünma,

རྒྱལ་ཡུམ་འཕགས་མ་སྒྲོལ་མའི་བྱིན་མཐུ་ཡིས། །

gyalyum pakma drolmé jin tu yi

Mother of the buddhas, Noble Tārā,

བདག་གི་ཚེ་བསོད་དཔལ་འབྱོར་སྙན་གྲགས་རྣམས། །

dak gi tsé sö paljor nyendrak nam

May our lifespan, merit, prosperity and renown Continue reading »

Patrul Rinpoche: Introduction to the Bardos

Patrul Rinpoche: At first, when you are certain that you are going to die, you must cut all ties and attachment to this life. 

A Brief Introduction to the Bardos by Patrul Rinpoche

Patrul Rinpoche: At first, when you are certain that you are going to die, you must cut all ties and attachment to this life.

Generally, whenever physically embodied beings die, they first experience the twenty phases of coarse dissolution, which are as follows:

As the aggregate of form dissolves, the limbs twitch, and the body loses its strength and power.

As the mirror-like wisdom dissolves, the mind grows unclear and hazy.

As the earth element dissolves, the body grows dry.

As the eye faculty dissolves, sight becomes unclear and the eye takes on a rounder shape.

As the object form dissolves, the body loses its vitality and weakens. Continue reading »

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Abbandonare le dieci azioni negative

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se una persona ha vissuto positivamente, quindi ha accumulato sufficientemente delle azioni positive ed ha abbandonato abbondantemente le azioni negative, quando arriverà il giorno della sua morte sarà molto felice di morire, si sentirà sicura; sarà molto contento di come ha vissuto e poi sarà fiducioso di come sarà il suo futuro.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Se una persona ha vissuto positivamente, quindi ha accumulato sufficientemente delle azioni positive ed ha abbandonato abbondantemente le azioni negative, quando arriverà il giorno della sua morte sarà molto felice di morire, si sentirà sicura; sarà molto contento di come ha vissuto e poi sarà fiducioso di come sarà il suo futuro.

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Abbandonare le dieci azioni negative

2. Insegnamenti del Ven. Ghesce Yesce Tobden al Centro Ewam, Firenze.

Ecco perché nell’autodisciplina morale, che è uguale per tutti quanti, almeno nel sentiero interiore, è indicato di abbandonare le dieci azioni negative, tra le quali abbiamo: abbandonare l’uccidere, abbandonare il rubare, abbandonare l’avere rapporti sessuali scorretti, tipo adulterio, abbandonare il mentire e via dicendo. Dobbiamo abbandonare queste cose perché queste sono le azioni che portano danneggiamenti, che danneggiano, che feriscono, che disturbano gli altri e quindi diventa importante evitarle.

Diventa importante per esempio, abbandonare la prima, l’uccidere. E’ importante perché come noi riteniamo la nostra vita estremamente preziosa, sacra, estremamente importante, è allo stesso modo uguale anche per tutti gli altri. Tutti gli altri considerano la propria vita preziosa come noi consideriamo preziosa la nostra. Perciò diventa importante evitare di uccidere. Continue reading »

Canto del Vajra

Canto del Vajra

Non nato,
eppure continua senza interruzione,
non compare né scompare,
onnipresente,
Dharma supremo,
spazio immutabile al di là di ogni
definizione,
si autolibera spontaneamente.
Stato perfetto
senza alcuna ostruzione,
esistente sin dal principio,
autocreato, senza dimora,
senza niente di negativo da rifiutare,
e niente di positivo da accettare
spazio infinito onnipervadente,
immenso e senza limiti né confini,
senza nulla da dissolvere
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H.H.The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: On The Short Sadhana of Amitabha

His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: This is a non-dual practice of sutra and tantra leading to non-dual realization, and non-dual accumulation of wisdom and merit.

His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: This is a non-dual practice of sutra and tantra leading to non-dual realization, and non-dual accumulation of wisdom and merit.

The Oral Commentaries of His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: On The Short Sadhana of Amitabha Buddha and The Pureland of Dewachen

We begin on page 2 of the text. The first word is ‘Namo’. ‘ Namo’ means “I bow down to, prostrate to, or make obeisance to”. To whom? To the Three Jewels, the Buddha, the Dharma, and the Sangha. In addition to, or as another mode of manifestation of the Three Jewels, there is what is called ‘The Three Roots’. They are one’s teachers, the lamas; the chosen deities, the Yidams; and the Dakinis who are the forces of inspiration manifesting as enlightened females. All beings who have attained any stature of enlightenment: Buddhas, Bodhisattvas, any of those in whose mind has arisen enlightenment. In all of them, I go for refuge for the sake of establishing all sentient beings in the state of Buddhahood. In this one stanza of four lines, there are two processes, where both refuge and the generation of bodhicitta are contained. Continue reading »

Tilopa: Canto di Mahamudra

Tilopa: L’azione suprema unisce grande ingegnosità e assoluto distacco.

Tilopa: Canto di Mahamudra

Il Vuoto non ha bisogno di supporto.

Senza compiere alcuno sforzo,

restando sciolti e naturali,

è possibile spezzare il giogo,

e ottenere la Liberazione.

Se, guardando nello spazio, non si vede nulla,

e se, allora, con la mente si osserva la mente,

si distrugge ogni distinzione

e si raggiunge la Buddhità.

Le nubi che vagano per il cielo

non hanno radici, non hanno casa;

e così sono anche i pensieri discriminanti

che attraversano la mente. Continue reading »

Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima: Condurre la gioia e il dolore sulla via verso l’illuminazione

Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima: L’orefice purifica le impurità dall’oro sciogliendolo nel fuoco e continua a pulirlo con dell’acqua fino a che questo diventi flessibili; così è per la mente.

Condurre la gioia e il dolore sulla via verso l’illuminazione

di Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima

Omaggio

Rendo omaggio al nobile Avalokiteśvara elogiandone le virtù:

Colui che gioisce sempre per la gioia degli altri
e che soffre per il dispiacere degli altri con estremo dolore;
colui che ha realizzato la virtù della Grande Compassione;
egli rinuncia, abbandonando sia la propria gioia sia il proprio dolore.”
[1]

Comunicazione d’intento

Illustrerò brevemente come condurre sulla retta via la gioia e il dolore. L’insegnamento più inestimabile al mondo e strumento essenziale per la vita spirituale. Esso si divide in due parti:

  1. Il modo in cui accettare la sofferenza come cammino verso l’illuminazione.

  2. Il modo in cui accettare la felicità come cammino verso l’illuminazione. Ogni punto si divide ulteriormente in due parti, in base al punto di vista della realtà relativa e della realtà assoluta.

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Le principali scuole buddiste indiane e tibetane

LE PRINCIPALI SCUOLE BUDDHISTE INDIANE E TIBETANE.

1) HINAYANA

Sravaka” (‘uditori’) vengono chiamati tutti gli aderenti all’insegnamento buddhista durante i primi 5 secoli della storia del Buddhismo. Successivamente, col sorgere verso il sec. d.C. del Mahayana e in contrapposizione a questo, quella forma di Buddhismo fu chiamata Hinayana. La figura principale di quest’ultimo fu l’indiano Buddhaghosa (4° sec. d.C.).

Gli Hinayanisti attuali chiamano la loro Scuola “Theravada” (‘dottrina degli antichi’) e se stessi “Theravadin” (che è la forma pali di “staviravõdin”). Sono diffusi in Sri Lanka (dal sec.), Myanmar, Thailandia, Laos e Cambogia.

L’antico sistema degli Sravaka comprendeva i sistemi filosofici detti: Continue reading »

Tilopa: Il Tesoro dei Cantici

Tilopa

Tilopa

Il Tesoro dei Cantici di Tilopa


Omaggio al glorioso Essere Adamantino.

Omaggio al Grande Sigillo, autocoscienza immutabile.

Tutti i fattori dell’esistenza scaturiscono dalla sostanza del Grande Sigillo e lì si dissolvono.

Essa non è qualcosa e non è neppure nulla, perché è al di là di qualsiasi determinazione. Siccome non è conoscibile mentalmente, non ricercarne il significato.

Tutti i fenomeni sono per loro natura falsi, perciò non sono da abbandonare né all’inizio né alla fine [del cammino spirituale].

Qualsiasi cosa la mente possa conoscere, qui non è considerato come il vero modo d’essere della realtà: la realtà autentica non è [fatta conoscere] dal maestro né è [conosciuta] dal discepolo. Continue reading »

Milarepa: Entering the Dharma Gate

Milarepa

Milarepa

Entering the Dharma Gate by Jetsun Milarepa

Though grief in the Ocean of Samsara
Is preached, and its renunciation is urged,
Few people are really convinced
And renounce it with determination.
Though knowing that life will ever turn to death,
Few feel uneasy, or think that it will end.
Though their life is blessed with good prospects,
Few can practice abstention for a day.
Though the Bliss of Liberation is expounded
And Samsara’s pains are stressed,
Few can really enter the Dharma Gate.
Though the profound Pith-Instructions
Of the Whispered Lineage are given without stint, few
Without fail can practice them.

Though the teaching of Mahamudra is expounded
And the Pointing-out demonstration is exercised,
Few can really understand the Essence of Mind.
To the hermit’s life and the Guru’s wish
One can always aspire, but few
Can put them into practice.
The perfect, skillful path of Naropa
May be shown, without concealment,
But those who can really follow it
Are very few. My dear lad,
You should follow in my footsteps
If in this life you want to do
Something that is worthwhile.

http://viewonbuddhism.org/resources/texts.html#3

H. H. Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: Refuge

His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: The Buddha actually said “I don’t want people developing faith out of respect for me, or because they got a big flash from me. Practice what I teach, and if it works for you, then develop faith in me.”

His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: The Buddha actually said “I don’t want people developing faith out of respect for me, or because they got a big flash from me. Practice what I teach, and if it works for you, then develop faith in me.”

His Holiness The Drikung Kyabgön, Chetsang Rinpoche: Refuge Vow Ceremony.

Today I am giving refuge. We are engaged in the ceremony of taking refuge. We say that we take refuge, or go for refuge to the Buddha, the Dharma, and the Sangha. Those are the Three Objects of Refuge. Let us examine what these Three Objects of Refuge mean. First of all, in English and in Sanskrit, the name ‘Buddha’ seems to indicate or point to a particular person, but in actuality what is meant by ‘Buddha’ is a state of awakening which is composed of two factors. In Tibetan, the word is ‘Sangye’. The first syllable of the word is ‘Sang’, Sang means to have completely purified the mindstream of all the stains and defilements deriving from ignorance, or unknowing, in other words the primitive beliefs about the nature of reality. It is the elimination all faults, or negativity, from the mindstream. The second syllable is ‘gye’, which means to completely awaken and maximize all positive qualities innate to the mind itself. Continue reading »