Ghesce Ciampa Ghiatso: Riflessioni sugli stadi del sentiero 2

Ghesce Ciampa Ghiatso: Tutti i fenomeni non esistono intrinsecamente e sono delle mere imputazioni nominali, prive di esistenza intrinseca. Noi li percepiamo come esistenti intrinsecamente, ma questa è un’errata percezione cui ci afferriamo considerandola vera.

Ghesce Ciampa Ghiatso: Tutti i fenomeni non esistono intrinsecamente e sono delle mere imputazioni nominali, prive di esistenza intrinseca. Noi li percepiamo come esistenti intrinsecamente, ma questa è un’errata percezione cui ci afferriamo considerandola vera.

Ghesce Ciampa Ghiatso

RIFLESSIONI SUGLI STADI DEL SENTIERO

Insegnamenti conferiti dal ven. Ghesce Ciampa Ghiatso presso l’Istituto Lama Tzong Khapa nel 1998.

MORTE E IMPERMANENZA

La meditazione sulla morte e l’impermanenza si svolge in nove punti; tre sono i punti radice e da ciascuno di essi si sviluppano tre ulteriori ragionamenti:

a. la morte è certa,

b. il momento della morte è incerto,

c. al momento della morte non ci saranno di aiuto né i beni materiali, né i parenti o gli amici e neppure questo corpo; solo la pratica del Dharma potrà aiutarci.

Esaminiamo i diversi punti analiticamente.

La morte è certa Continue reading »

Thich Nhat Hanh: La pratica della preghiera

Thich Nhat Hanh: “Annaffiate i semi di pace e gioia in voi, ogni giorno. Gioite del momento presente e condividete pace e amore con gli altri. Questa è vera preghiera. ".

Thich Nhat Hanh: “Annaffiate i semi di pace e gioia in voi, ogni giorno. Gioite del momento presente e condividete pace e amore con gli altri. Questa è vera preghiera. ".

Thich Nhat Hanh: La pratica della preghiera

Cos’è la preghiera? A chi dovremmo rivolgerla? Quali risultati dà?
Un bambino di cinque anni, che amava giocare con il suo criceto, soffrì molto quando l’animaletto scavò una buca nel terreno e scomparve. Il bambino pregò Dio con tutto il cuore affinché il criceto tornasse, ma questo non avvenne. Alcuni anni dopo il bambino, ormai ragazzo, frequentava un college dove si recitava una preghiera prima di cominciare le lezioni. Il più delle volte si trattava di preghiere che a lui apparivano sciocche, come “prego perché domani ci sia il sole, così potremo fare un picnic”. Ma un giorno una compagna di scuola entrò in classe piangendo e disse al professore che sua madre aveva un tumore al cervello e che i medici le avevano dato una settimana di vita. Il professore si alzò in piedi, guardò intensamente i suoi studenti e disse: “Se qualcuno non crede nella forza guaritrice di Dio per favore esca dalla classe”. Continue reading »

Lama Yeshe: I veri praticanti di Dharma danno il benvenuto ai problemi.

Lama Yeshe. Una Lama disse: "Quando le cose vanno bene, sei un grande praticante del Dharma; quando le cose vanno male, la tua pratica di Dharma scompare. Quando lo stomaco è pieno e il sole si riversa nella tua stanza, è facile guardare alla religione; ma quando sorgono le difficoltà, ti trovi a mani vuote."

Lama Yeshe. Una Lama disse: "Quando le cose vanno bene, sei un grande praticante del Dharma; quando le cose vanno male, la tua pratica di Dharma scompare. Quando lo stomaco è pieno e il sole si riversa nella tua stanza, è facile guardare alla religione; ma quando sorgono le difficoltà, ti trovi a mani vuote."

Lama Yeshe: I veri praticanti di Dharma danno il benvenuto ai problemi.

A volte, quando la gente ascolta per la prima volta gli insegnamenti di Dharma sulla felicità e la sofferenza pensa che la felicità dipende dalla sofferenza e che se si fosse completamente liberi dalla sofferenza non ci sarebbe alcun modo per sperimentare la felicità.

Posso vedere da dove proviene quest’idea. In un certo senso è abbastanza logico: se non c’è la sofferenza non c’è felicità, la sofferenza e la felicità sono fenomeni interdipendenti. Questa è l’esperienza umana. E’ pure la mia esperienza.

Quando studiavo al Monastero di Sera in Tibet dall’età di 9 a 24 anni, ricetti molti insegnamenti e molti commentari da eccellenti insegnanti. Ero ben accudito da mio zio, che fece in modo che mai patissi la fame o la sete e si prese cura di me in generale. Era una tipica vita monastica ed era davvero positiva. E, da parte mia, ho fatto del mio meglio per studiare e praticare il Dharma. Continue reading »

A. Berzin: 8 consigli buddhisti per la felicità

Dr. Alexander Berzin: 8 consigli buddhisti per la felicità

La felicità è qualcosa che noi tutti vorremmo provare a prescindere da cosa stia accadendo. Ma come si fa a essere fondamentalmente una persona felice, capace di affrontare qualunque cosa avvenga nella vita? Ecco alcuni suggerimenti buddhisti:

  1. Trova un po’ di tempo tranquillo ogni giorno – calmati concentrandoti sul tuo respiro.

  2. Quando sei con altre persone, sii consapevole di come ti comporti e di come parli; quando sei da solo, sii consapevole di ciò che sta avvenendo nella tua mente – prova ad agire, parlare e pensare in modi costruttivi.

  3. Fai qualcosa di carino per qualcuno ogni giorno – abbi un interesse sincero per la loro felicità.

  4. Sii generoso con altri – incrementerà il tuo senso di autostima.

  5. Concentrati sui tuoi punti di forza e su quelli degli altri – offri suggerimenti utili quando sorgono problemi.

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A. Berzin, M. Lindén: Cos’è la felicità?

Gentilezza, interesse e compassione per gli altri, allora, sono le cose principali che abbiamo bisogno di coltivare per vivere una vita felice.

Dr. Alexander Berzin, Matt Lindén: Cos’è la felicità?

La felicità è una sensazione di benessere di lungo termine, pace mentale e soddisfazione per le nostre vite – è quello che tutti noi ricerchiamo, tutto il tempo. Quando ne abbiamo persino un piccolo assaggio, vogliamo che continui per sempre.

Le persone spesso confondono il piacere con la felicità. Continue reading »

A. Berzin, M. Lindén: Cos’è il karma?

Se cambiamo le nostre abitudini e accumuliamo abitudini benefiche, l’esito sarà positivo a prescindere dalle nostre credenze.

Dr. Alexander Berzin, Matt Lindén: Cos’è il karma?

Il karma si riferisce agli impulsi mentali, basati sui nostri precedenti schemi comportamentali, che ci spingono ad agire, parlare, e pensare nel modo che facciamo. Le nostre abitudini aprono percorsi neurali nei nostri cervelli che, quando stimolati dalle giuste circostanze, ci fanno ripetere i nostri schemi ordinari di comportamento. Per farla semplice, proviamo la voglia di fare qualcosa, e poi la facciamo in modo compulsavo.

Il karma è spesso frainteso come destino o predestinazione. Quando qualcuno è ferito o perde molti soldi, le persone potrebbero dire, “Bè, che sfortuna, questo è il loro karma”.

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