1 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Lo scopo del bodhisattva è raggiungere lo stato di pieno risveglio, lo stato di Buddha.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Lo scopo del bodhisattva è raggiungere lo stato di pieno risveglio, lo stato di Buddha.

1 – Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Introduzione dell’autore: Via di Mezzo e Vacuità

Nel corso dei miei insegnamenti ho enfatizzato il modo di rendere l’antica saggezza della Via di Mezzo un pratico strumento spirituale accessibile a tutti i tipi di esseri umani, per portare armonia, rispetto e tolleranza nel mondo odierno. Lo scopo di ciò è semplificare il Dharma e fare in modo che questo non rimanga un argomento puramente filosofico o una qualche performance rituale. Nel corso di queste lezioni ho cercato di cogliere l’essenza del Dharma, presentandolo come un “mezzo abile” Continue reading »

2 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: La madre è dentro di noi, la natura ultima della mente è la madre stessa.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: La madre è dentro di noi, la natura ultima della mente è la madre stessa.

2 – Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Madre di tutti gli Illuminati

Il titolo è in sanscrito: Bhagavati Prajna Paramita Hridaya; in tibetano: Chom Den De Ma She Rab Kyi Pa Rol Tu Chin Pe Nying Po; in italiano:

Il cuore della Bhagavati, la Perfezione della Saggezza o il sutra dell’essenza della saggezza. Chom Den De significa bagavan, Buddha o essere illuminato che ha eliminato tutti gli ostacoli e ottenuto tutte le qualità. Chom vuol dire colui che ha eliminato ogni confusione, che ha distrutto tutti gli ostacoli e le oscurazioni mentali; Den che ha ottenuto tutte le qualità ; De che è andato al di là di tutte le confusioni e della sofferenza. Continue reading »

3 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Una buona pratica non significa stare seduti in posizione meditativa con un’espressione concentrata sul volto, si tratta di continuare la pratica durante ogni momento della nostra vita.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Una buona pratica non significa stare seduti in posizione meditativa con un’espressione concentrata sul volto, si tratta di continuare la pratica durante ogni momento della nostra vita.

3 – Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Il sentiero dell’accumulazione

La domanda di Shariputra riceve come risposta: i cinque aggregati sono vacui, non hanno un’esistenza intrinseca. Questo è il primo passo per praticare la meditazione sulla saggezza. Fino a questo punto,‘’dovrebbero vedere distintamente che anche i cinque aggregati sono vuoti di natura intrinseca’’, si descrive come praticare il primo dei cinque sentieri del bodhisattva-yana. Quando si parla della pratica del bodhisattva, bisogna sottolineare che deve essere sempre basata sulla motivazione di bodhicitta. Basandoci su questa motivazione, la bodhicitta, dovremmo meditare sui cinque aggregati, che sono i costituenti che ci fanno esistere, che fanno sì che il nostro io esista, che noi stessi esistiamo. Continue reading »

4 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il sentiero dell’accumulazione è lo sviluppo della pura rinuncia e bodhicitta.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il sentiero dell’accumulazione è lo sviluppo della pura rinuncia e bodhicitta.

4 – Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Ka Dam Pa

Dunque per praticare il Dharma non è necessario conoscere tutti i sutra, i mantra, i tantra, ecc…basta vedere la pratica di mia madre e di Geshe Ben Kun Je. Non si deve pensare di non saper praticare il Dharma perché non si hanno delle grandi conoscenze filosofiche, non si sa abbastanza: praticare il Dharma è qualcosa di naturale, essendo nati come esseri umani si possiedono già tutte le dotazioni necessarie per praticarlo. Questo è un punto fisso ed essenziale che caratterizza la tradizione Ka Dam Pa. Ka significa insegnamento di Buddha, Dam consiglio, quindi la Ka Dam Pa è la tradizione che si basa nel dare in pochi consigli quelli che sono gli insegnamenti del Buddha. Ma oggi Ka Dam non si riferisce solo agli insegnamenti di Buddha, ma a tutti gli insegnamenti di tutte le religioni e tradizioni spirituali di tutto il mondo, a qualsiasi buon consiglio, ad ogni sistema d’istruzione.

Ka Dam Pa è una parola molto significativa, che indica umiltà e armonia, significa in un certo senso “abbassarsi”. La tradizione Ka Dam è basata sugli insegnamenti di Atisha. Il primo Geshe di questa tradizione fu Drom Ton Pa, da cui è scaturita la tradizione basata sugli insegnamenti Lam Rim e Lo Jong.È in questo contesto che è nato anche il termine Geshe, utilizzato per riferirsi con rispetto ai propri amici spirituali, fratelli spirituali. Per questi motivi Ka Dam è un buon termine e indica colui che prende qualsiasi buon consiglio, ovunque, per portare avanti la sua pratica spirituale. Continue reading »

5 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il riconoscimento dell’Io, del sé è fondamentale nel mondo buddista.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il riconoscimento dell’Io, del sé è fondamentale nel mondo buddista.

5 Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Il sentiero della preparazione

La seconda parte della risposta indica il modo in cui si può riflettere su questa prima frase, secondo quattro modalità diverse. Si entra maggiormente nel dettaglio su come riflettere circa la vacuità dei cinque aggregati. Si dice che il tuo corpo è vacuo e la vacuità è il tuo corpo, il tuo corpo non è altro che la vacuità e la vacuità non è altro che il tuo corpo o : La forma è vuota, la vacuità è forma; la vacuità non è altro che forma, la forma non è altro che vacuità. Allo stesso modo sono vuote le sensazioni, le percezioni, le formazioni mentali e la coscienza.”

Questi quattro modi diversi di riflettere sulla vacuità appartengono al sentiero della preparazione. Continue reading »

Le istruzioni sulla natura della mente

Il grande maestro Nyingma: Ju Mipham Rinpoche o Jamgön Mipham Gyatso (1846-1912)

Il grande maestro Nyingma: Ju Mipham Rinpoche o Jamgön Mipham Gyatso (1846-1912)

Le istruzioni essenziali sulla natura della mente: Il Buddha nel palmo della mano

di Ju Mipham Namgyel maestro Dzogchen vissuto tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del ‘900

I. Mi inchino a Padmasambhava,
e al glorioso Lama emanazione di saggezza Manjusri pari a tutti i Buddha
ed i Bodhisattva.
Per coloro che desiderano apprendere la meditazione del riconoscimento
della realtà ultima della mente, spiegherò in breve il sentiero iniziale
delle istruzioni essenziali.
Prima di tutto è necessario seguire gli insegnamenti di un Lama che
possiede l’esperienza della realizzazione. …
Se non si penetra nell’esperienza delle istruzioni del Lama, qualsiasi
sforzo e perseveranza nella meditazione sarà come scagliare una freccia nell’oscurità. Continue reading »

6 – Ven. Geshe Gedun Tharchin: Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il motivo per cui abbiamo tutti i problemi è che ci prendiamo cura di un’Io illusorio, lasciando senza cura il vero Io.

Ven. Geshe Gedun Tharchin: Il motivo per cui abbiamo tutti i problemi è che ci prendiamo cura di un’Io illusorio, lasciando senza cura il vero Io.

6 – Commentario sul Sutra del Essenza della Saggezza del Ven. Geshe Gedun Tharchin, Roma 2004.

Il sentiero della visione

Le cose si dividono in esistenti e non esistenti. Un esempio classico di cosa non esistente sono i peli di una tartaruga: le cose che sono inesistenti, che proprio non esistono, non possono neppure essere vacue. Quindi la vacuità non deve essere cercata in ciò che non esiste, ma deve essere trovata in ciò che esiste. Proprio perché quel fenomeno esiste, quel fenomeno ha una natura vacua. Proprio per via della sua natura vacua, quel fenomeno esiste. I peli della tartaruga non esistono e quindi non sono vacui. Esempi di cose che non esistono sono i fiori nel cielo, i già citati peli della tartaruga, il corno del coniglio, ecc… non si può meditare sulla vacuità dei peli della tartaruga.

Mentre si percorrono questi quattro sentieri volti alla realizzazione della vacuità occorre, parallelamente, realizzare i cinque poteri o cinque forze. Continue reading »