Ven. Lama Thubten Zopa Rinpoche

Ven. Lama Thubten Zopa Rinpoche

Ven. Lama Thubten Zopa Rinpoche

Direttore spirituale della FPMT, è la reincarnazione di Kunsang Yesce, uno yoghi sherpa della scuola Nyngmapa: il lama di Lawudo.
Rinpoce nacque nel 1946 a Thami in Nepal, in una zona dell’Everest non lontana dalla grotta di Lawudo, dove il suo predecessore aveva meditato negli ultimi vent’anni della sua vita. Discepolo di Lama Yeshe e ora tutore di Lama Osel, Lama Zopa Rinpoche è il Direttore spirituale e l’instancabile guida di tutti i centri Fpmt. Lama Zopa viaggia in continuazione per i Centri, insegnando e guidando migliaia di studenti. Rinpoche è noto come un perfetto esempio degli insegnamenti che offre e mostra tutte le qualità di un bodhisattva nel suo instancabile e compassionevole lavoro per gli altri. Continue reading »

Ven. Lama Yeshe

Il Ven. Lama Thubten YesceLama Thubten Yesce nacque in Tibet nel 1935, nella città di Tölung Dechen, poco lontano da Lhasa. A due ore di cavallo si trovava il convento di Cime Lung, abitato da circa cento monache della tradizione Ghelupa.
Ormai era già da qualche anno che la loro erudita badessa e guru era morta, quando arrivò al loro convento Nenung Pawo Rinpoce, un lama Kagyu largamente rinomato per i suoi poteri psichici. Pochi anni dopo la morte della loro dotta badessa, giunse al convento un lama kagyupa, Nenung Pawo Rinpoce, molto noto per i suoi grandi poteri psichici. Le monache lo avvicinarono e gli chiesero: “Dove si trova la nostra badessa, ora?”. Egli rispose che in un villaggio poco lontano si trovava un bambino nato in una particolare data e che, se fossero andate a verificare, avrebbero potuto scoprire che si trattava della reincarnazione della loro badessa, il loro Lama Yesce e Ghesce Ciampa Gyatzo all'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia PIguru.Seguendo le sue indicazioni, le monache trovarono il giovane Lama Yesce, che onorarono con numerose offerte e chiamarono Tondrub Dorje. Da quel momento in poi le monache condussero spesso il bambino al loro convento perché presenziasse alle cerimonie e alle funzioni religiose che vi si tenevano. Durante queste visite, che a volte duravano giorni, egli se ne stava spesso nella stanza del tempio e partecipava con loro alle varie puje. Le monache andavano spesso a trovarlo anche presso i suoi genitori, dove egli stava imparando l’alfabeto e la grammatica; suo zio, Nawang Norbu, Continue reading »

I cinque Dhyani Buddha

I 5 Dhyani Buddha

I 5 Dhyani Buddha

I CINQUE  DHYANI BUDDHA

Gli stati o aspetti o modalità attraverso cui si attua e si svolge la buddhità, cioè i modi d’essere della condizione di un Buddha (le sue qualità di mente, parola e corpo) – che con termine sanscrito vengono detti “kaya” – sono principalmente tre:

–il Dharmakaya (corpo di Dharma o di verità), la mente non ostacolata di un Buddha qual essa è nella sua essenza ;

–il Sambhogakaya (corpo di fruizione o di godimento), l’aspetto di un Buddha che si manifesta agli aryabodhisattva (cioè a quegli esseri spiritualmente avanzati, che hanno l’esperienza diretta ed intuitiva della “vacuità di esistenza intrinseca”);

–il Nirmanakaya (corpo di emanazione), l’aspetto di un Buddha visibile agli esseri ordinari, la buddhità com’è vista dalle persone comuni.

Per quanto riguarda in particolare il Dharmakaya, che è senza forma né attributi, esso può essere considerato: Continue reading »

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Shine e Laktong

Ven Ghesce Tenzin Tenphel: Osserviamo quanto sia importante il nostro controllo interiore. Ognuno di noi ha delle carenze, anche fisiche o mentali. Ma possiamo migliorare le nostre imperfezioni solo se le rileviamo, se ce ne rendiamo conto.

Ven Ghesce Tenzin Tenphel: Osserviamo quanto sia importante il nostro controllo interiore. Ognuno di noi ha delle carenze, anche fisiche o mentali. Ma possiamo migliorare le nostre imperfezioni solo se le rileviamo, se ce ne rendiamo conto.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: L’unione del calmo dimorare e della visione speciale, Shine e Laktong.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel il 05-06.05.12 all’Istituto Lama Tzong Khapa, Pomaia PI. Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione a cura dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Traduzione dal tibetano in italiano di Anna Maria De Pretis. Ci scusiamo per ogni possibile errore ed omissione.

Il Ven. Lama tibetano Ghesce Tenzin Tenphel sabato 05.05.12

Importante è la motivazione, come la sua applicazione nella vita pratica, altrimenti non ha senso. Nei testi si parla di pilotare la nostra mente e, solo grazie ad una mente domata, potremo spegnere questa indomita sofferenza. Continue reading »

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: La pazienza

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Fondamentale è l’addestramento mentale, così saremo più felici eliminando le negatività.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Generiamo una buona motivazione a beneficio di tutti gli esseri senzienti, affinché possano essere liberi dalla sofferenza e conseguire la felicità. Tutti noi non vogliamo la sofferenza, ma tutti soffriamo. Come mai? Danneggiandoci vicendevolmente trascorriamo la nostra vita, sprecando la nostra esistenza. Se dissipiamo la nostra vita, che è breve, danneggiando gli altri, ciò ci rende infelici. La nostra felicità ed infelicità è un fatto puramente mentale, sono sensazioni che dipendono esclusivamente dalla nostra mente. Continue reading »

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: il Tong Len, prendere e dare.

Ghesce Tenzin Tenphel: Evitiamo di dare la colpa agli altri. Ma gli altri hanno un ruolo molto marginale nel causare i nostri eventi interni, ma non posso consegnare le chiavi del mio malessere o felicita agli altri.

Ghesce Tenzin Tenphel: Evitiamo di dare la colpa agli altri. Ma gli altri hanno un ruolo molto marginale nel causare i nostri eventi interni, ma non posso consegnare le chiavi del mio malessere o felicita agli altri.

Insegnamenti del Venerabile Lama Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Cenresig di Bologna, dall’11 al 12 maggio 2013, sul tema Come Praticare il Prendere ed il Dare con il Respiro: . Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, del Centro Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Traduzione dal tibetano in italiano di Fabrizio Pallotti, che si ringrazia.

Il prendere e dare, in tibetano tong len, era in origine una tecnica segreta resa poi nota da uno dei principali Lama Kadampa il quale, dopo aver ricevuto la trasmissione di queste istruzioni provò la meditazione per alleviare le sofferenze dei lebbrosi. I risultati benefici della meditazione nei confronti degli ammalati, spinsero il lama a diffondere l’insegnamento rendendolo di pubblico dominio. Il tong len è una tecnica di meditazione molto importante per lo sviluppo della mente altruistica e per la generazione di bodhicitta. Con questa tecnica che parte dalla generazione di equanimità nei confronti di tutti gli esseri, amici, nemici e neutrali, il meditatore si appropria delle loro sofferenze sia fisiche che mentali in modo da distruggere la mente egoistica Continue reading »

L’importanza del karma nella nostra vita quotidiana

Dr. Alexander Berzin: “Agiamo in modo costruttivo sulla base del rispetto delle buone qualità e di coloro che le hanno…”

Dr. Alexander Berzin: L’importanza del karma nella nostra vita quotidiana

Fattori che attivano tendenze e potenziali karmici

Un altro punto che vorrei menzionare riguarda i fattori specifici che attivano le nostre tendenze e potenzialità karmiche e che le fanno maturare. Se ne parla negli insegnamenti sui dodici anelli di origine interdipendente in termini di fattori che attivano i potenziali karmici al momento della morte. Questi fattori “proiettano” il nostro continuum mentale in una rinascita futura.  Continue reading »

Sua Santità il Dalai Lama: Il Kalachakra

Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra di Amravati India 2006: "Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà".

Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra di Amravati India 2006: "Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà".

SUA SANTITÀ IL DALAI LAMA: IL KALACHAKRA

Il Kalachakra è una pratica di meditazione buddista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E’ detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI° secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo fra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaia. …Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India.

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