Discussione interreligiosa sulla responsabilità sociale e sulla tutela dell’ambiente

Punti per un gruppo di discussione interreligioso sulla responsabilità sociale e sulla tutela dell’ambiente

Alexander Berzin. Quarto simposio giovanile mondiale sul Buddhismo
Hong Kong, Cina. 1 agosto 2014. Traduzione italiana a cura di Valentina Tamiazzo

Il tema per il gruppo di discussione è un confronto fra gli approcci delle religioni teiste e non-teiste in merito all’insegnamento dell’etica ai propri seguaci come fondamento per essere socialmente responsabili del bene comune in generale, e specificatamente della tutela dell’ambiente.

Buddhismo

  • L’enfasi è posta sulla comprensione della realtà, e, sulla base di questo, sulla compassione verso tutti gli esseri viventi.

  • La realtà è che l’ambiente e gli esseri che ci vivono non esistono in modo indipendente, gli uni dagli altri. Sono interdipendenti.

  • La nostra stessa sopravvivenza dipende dalla sopravvivenza dell’ambiente.

  • Lo stato dell’ambiente incide su tutti gli abitanti del pianeta, dal momento che tutti gli ecosistemi del pianeta interagiscono l’uno con l’altro formando un unico ecosistema globale.

  • Proprio come ciascuno di noi desidera avere una vita sana e sostenibile per se stesso e per la sua famiglia, allo stesso modo tutti gli altri in questo pianeta desiderano lo stesso.

  • Proprio come noi desideriamo essere liberi dai disastri ambientali, chiunque desidera lo stesso. In questo siamo tutti uguali.

  • Tali pensieri e comprensioni sono la base per lo sviluppo di una compassione universale, e per prendersi la responsabilità di avere cura dell’ambiente nel proprio comportamento personale.

  • I passi che ciascuno di noi compie per proteggere l’ambiente contribuiscono a migliorare lo stato dell’ambiente in generale.

Il Vecchio Testamento

  • Dio creò l’ambiente e tutte le creature in esso.

  • Secondo l’Esodo, capitolo 23, versi da 10 a 12, Dio permette all’uomo di seminare la terra e di raccogliere i suoi prodotti per sei anni di fila. Ma poi, ogni settimo anno, Dio comanda alle persone di lasciare i terreni incolti, in modo che la gente povera possa raccogliere e mangiare quanto cresce in modo selvatico, e quanto rimane possa essere mangiato dalla fauna selvatica dei campi. Questo indica il fatto che non si debba avidamente abusare della terra e produrre più del necessario, e che ci si debba prendere cura della fauna selvatica.

  • Dio permette inoltre agli uomini di lavorare per sei giorni, ma al settimo giorno devono riposare in modo che anche i loro buoi e asini possano riposare. Questo significa mostrare gentilezza e considerazione nei confronti di tutti gli animali, garantendo loro gli stessi diritti degli uomini ad avere una vita sana.

Il Corano

  • Dio ha creato tutto quanto c’è sulla terra e nei cieli, inclusi tutti gli animali, come dono all’umanità affinché ne faccia uso. Ha creato il genere umano in modo che quest’ultimo possa onorarlo, servendo in modo eccellente tutte le creazioni di Dio.

  • Secondo il Corano 50:7-8, per quanto riguarda le creazioni di Dio, ci si dovrebbe ricordare di Dio che le ha create in virtù della sua gentilezza, grandezza e misericordia.

  • Proteggere l’ambiente, pertanto, e lavorare per il bene comune, sono maniere per servire le creazioni di Dio, e dunque sono modi per onorare Dio.

Mengzi (Mencio)

  • In una discussione con il Re Hui di Liang (梁惠王), Mengzi consigliò che se i tempi appropriati per l’aratura non vengono trascurati, le persone avranno da mangiare più che a sufficienza. Se le reti a maglia fitta non vengono utilizzate nei laghi e negli stagni, le persone avranno un numero più che sufficiente di pesci e tartarughe da mangiare. Se asce e machete vengono usati nelle foreste di montagna soltanto in tempi appropriati, le persone avranno una quantità di legno più che sufficiente da utilizzare. Se vengono prese tutte queste misure, allora sarai un vero re.

  • Mengzi mise anche in guardia il re per quanto concerne le sue politiche disastrose: “i vostri cani e maiali mangiano il cibo che gli uomini potrebbero mangiare, mentre voi non attuate nessuna restrizione; tuttavia ci sono persone che stanno morendo di fame per le strade perché voi non distribuite loro del grano.” Possiamo estendere questo avvertimento all’utilizzo sfrenato della terra per la coltivazione di foraggio per gli animali, la cui carne viene consumata dalla gente ricca, mentre molta altra gente nel mondo muore di fame.

Da questa breve scaletta, possiamo vedere come le religioni sia teiste e non-teiste offrano una base etica comune per prendersi la responsabilità di proteggere l’ambiente. Sebbene le credenze teologiche e filosofiche di base siano differenti, l’obiettivo e il risultato sono gli stessi.

https://studybuddhism.com/web/it/archives/approaching_buddhism/interreligious_dialogue_and_harmony/points_interreligious_panel_discussion_social_responsibility_environmental_protection/transcript.html

 

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