1.2 Lama Tzong Khapa: I Grandi Stadi del Sentiero, Lam Rim Cen Mo

1.2 Lama Tzong Khapa: Il Grande Trattato sugli Stadi del Sentiero dell’Illuminazione, Lam Rim Cen Mo. Primo volume. II Ed. a cura della traduttrice Ven. Tenzin Oejung, Dharamsala, India 2016. Capitolo 4 Avere fiducia nell’Insegnante. Capitolo 5 La sessione di Meditazione. 6 Confutare le concezioni errate della meditazione. 7 Una vita umana di condizioni favorevoli ed opportunità.

Capitolo 4 Avere fiducia nell’insegnante

IV. Come guidare gli studenti con le effettive istruzioni
A. Come avere fiducia nell’insegnante, la radice del sentiero

1. Una spiegazione piuttosto elaborata per sviluppare conoscenza certa
a. Le caratteristiche distintive dell’insegnante di cui avere fiducia
b. Le caratteristiche distintive dello studente che ripone fiducia nell’insegnante

c. Come lo studente ripone fiducia nell’insegnante

1) Come avere fiducia a livello di pensiero
a) Indicazione generale delle attitudini necessarie per avere fiducia
nell’insegnante
b) In particolare, addestrarsi nella fede, la radice
c) Ricordare la gentilezza dell’insegnante ed essere rispettoso

2) Come avere fiducia nella pratica
d. I benefici dell’avere fiducia nell’insegnante
e. I difetti del non avere fiducia nell’insegnante
f. Un sommario del significato delle cinque parti precedenti

  1. Come guidare gli studenti con le effettive istruzioni [33]

  2. Le effettive istruzioni sono spiegate in due parti:

    1. Come avere fiducia nell’insegnante

    2. Come gli studenti addestrano le loro menti dopo aver riposto fiducia nel l’insegnante (Capitolo 7 e successivi)

  1. Come avere fiducia nell’insegnante, la radice del sentiero

Ci sono due parti della spiegazione sul come avere fiducia nell’insegnante:

  1. Una spiegazione piuttosto elaborata per sviluppare conoscenza certa (Capitolo 4) {70}

  2. Una breve indicazione su come sostenere la meditazione (Capitoli 5 – 6)

  1. Una spiegazione piuttosto elaborata per sviluppare conoscenza certa

  2. Il Compendio di Atisha (Hrdaya-niksepa-nama) afferma:

Colui che dimora nel lignaggio Mahayana

Ha riposto fiducia in un maestro eccellente

Anche l’arrangiamento di Döl-wa del Metodo di Spiegazione di Bo-do-wa (Po to ba’i gsung sgros), dice:

Tra tutte le istruzioni personali, l’istruzione fondamentale è:

Non abbandonare l’insegnante eccellente”.

Pertanto, l’insegnante eccellente è la sorgente di ogni felicità temporanea e di bontà certa, cominciando dalla produzione di una singola buona qualità e dalla riduzione di un singolo difetto della mente di uno studente e abbracciando alla fine tutta la conoscenza che va oltre a questo. Perciò, è importante il modo in cui ti affidi inizialmente a un insegnante, perché la Collezione Scritturale dei Bodhisattva (Bodhisattva-pitaka) dice:

In breve, raggiungere e portare a completamento tutti gli atti dei Bodhisattva e, analogamente, raggiungere e portare a completamento le perfezioni, i livelli, le sopportazioni, le concentrazioni, le conoscenze superiori, il ricordare gli insegna- menti uditi, le dediche, le preghiere di aspirazione, la fiducia di parlare e tutte le qualità di un Buddha, dipendono dal guru. Il guru è la radice da cui sorgono. Il guru è la sorgente e il creatore da cui sono prodotti. [34] Il guru li accresce. Essi dipendono dal guru. Il guru è la loro causa.

Anche Bo-do-wa disse:

Per raggiungere la liberazione non c’è nulla di più importante del guru. Guardare gli altri è sufficiente per imparare le attività di questa vita, ma non le imparerai bene senza un istruttore. Allo stesso modo, senza un guru come possiamo riuscire a recarci in un posto dove non siamo mai stati, essendo appena rinati da un regno miserevole?

  1. Le caratteristiche distintive dell’insegnante di cui avere fiducia

Generalmente, nelle scritture e nei commentari molte caratteristiche distintive di un insegnante sono esposte dal punto di vista dei veicoli {71} individuali. Tuttavia, la seguente è la descrizione di un insegnante che ti istruisce negli stadi dei sentieri delle tre persone di differenti capacità e ti guida al Mahayana, che è il sentiero della buddhità. Riguardo a questo, nel suo Ornamento per i Sutra Mahayana (Mahayana-sutralamkara), Maitreya dice:

Riponi fiducia in un insegnante che sia disciplinato, sereno, completamente pacificato;

Che abbia buone qualità superiori a quelle degli studenti; che sia energico, che sia ricco di conoscenza scritturale;

Che possieda un interessamento amorevole, che abbia completa conoscenza della realtà e sia abile nell’istruire i discepoli;

E che abbia abbandonato lo scoraggiamento.

Così Maitreya dice che uno studente deve riporre fiducia in un insegnante che abbia queste dieci qualità.

Si dice che coloro che non hanno disciplinato se stessi non hanno una base per disciplinare gli altri. Perciò, i guru che intendono disciplinare le menti degli altri devono per prima cosa avere disciplinato le proprie. In che modo dovrebbero essere stati disciplinati? Non sarebbe di aiuto per loro avere fatto una pratica qualsiasi e quindi avere il risultato designato come buona qualità di conoscenza. Essi hanno bisogno di un modo di disciplinare la mente che concordi con gli insegnamenti generali del Conquistatore. I tre preziosi addestramenti rappresentano di certo tale modo. Perciò Maitreya li indicò con questi tre termini: “disciplinato,” “sereno” e “completamente pacificato”.

Per quanto riguarda ciò che disse Maitreya, “disciplinato” si riferisce all’addestramento nella disciplina etica. Il Sutra sui Voti della Liberazione Individuale (Pratimoksa-sutra) (Codificazione delle regole della disciplina (vinaya) di monaci e mona- che recitate nella cerimonia bi-mensile (due volte al mese) della confessione.) afferma: [35]

Questi voti della liberazione individuale

Sono la dotazione di briglie con chiodi affilati. Con lo sforzo costante essi sono ciò che serve

Al cavallo, difficile da imbrigliare, della mente vagante.

Anche Esegesi della Disciplina (Vinaia-vibhanga) afferma:

Questa è la briglia per i discepoli indisciplinati.

Com’è implicato sopra, i sensi inseguono oggetti impropri e, come cavalli selvaggi, ti conducono a impegnarti in azioni sconvenienti. Proprio come un addestratore doma un cavallo selvaggio con una buona briglia, così anche gli insegnanti apprendono la disciplina etica per controllare i propri sensi e per indirizzarsi verso azioni appropriate con grande sforzo. Per cui, gli insegnanti hanno “disciplinato” le loro menti, che sono come cavalli selvaggi.

{72} “Sereno” si riferisce all’aver completato l’addestramento della concentrazione meditativa. La concentrazione meditativa è uno stato mentale in cui la mente resta pacificamente ritirata. Ciò si ottiene affidandosi nella disciplina etica alla presenza mentale e alla vigilanza, distogliendosi dal compiere atti sbagliati ed impegnandosi in attività buone.

Completamente pacificato” si riferisce all’aver completato l’addestramento della saggezza. Questo viene fatto analizzando specificatamente il significato della realtà in dipendenza dalla serenità meditativa, in cui la mente diventa utilizzabile.

Comunque, non è sufficiente avere solo le buone qualità di conoscenza che provengono dal disciplinare la mente con i tre addestramenti. Gli insegnanti devono anche avere le buone qualità della conoscenza scritturale. Perciò, “ricchezza di conoscenza scritturale” si riferisce all’essere erudito riguardo alle tre collezioni scritturali e via dicendo. Ghesce Dromdon-ba disse che quando i “guru del Mahayana” danno una spiegazione, devono fare sì che i loro studenti abbiano una profonda comprensione. Mentre mettono in pratica gli insegnamenti, devono dimostrare cosa è utile nel momento in cui l’insegnamento è in declino e cosa è utile nella situazione immediata.

Conoscenza della realtà” si riferisce a un addestramento speciale nella saggezza, la conoscenza dell’assenza del sé dei fenomeni. In un altro modo, si dice che la cosa migliore sia che gli insegnanti abbiano la percezione della realtà; ma se non l’hanno, è accettabile che conoscano la realtà tramite le scritture e il ragionamento.

Benché gli insegnanti siano dotati di queste buone qualità di erudizione e conoscenza scritturale, non è sufficiente per loro avere buone qualità che siano uguali o inferiori a quelle dei loro studenti; hanno bisogno, invece, di buone qualità che superino quelle dei loro studenti. I Versi sugli Amici (Mitra-varga) dicono:

Le persone degenerano affidandosi a persone inferiori a loro; Riponendo fiducia in quelli uguali, restano allo stesso punto; Riponendo fiducia in quelli superiori, raggiungono l’eccellenza; [36] Perciò affidati a quelli che sono superiori a te.

Se ti affidi a chiunque sia superiore, completamente pacificato

E dotato di disciplina etica

E di saggezza superiore,

Diventerai superiore anche a quelli che sono superiori.

Pu-chung-wa disse: “Quando odo le storie di persone eccellenti, io le emulo”. Ta-shi disse: “Io imito gli anziani della comunità monastica del Ra-dreng”. {73} Perciò devi emulare quelli le cui qualità superano le tue.

Queste sei qualità – essere disciplinato, sereno e completamente pacificato, avere buone qualità che superano quelle degli studenti, la ricchezza della cono- scenza che deriva dallo studiare molte scritture e la completa conoscenza della realtà – sono le buone qualità ottenute per se stessi. Le restanti qualità – essere energico, avere abilità nell’istruzione, possedere interesse amorevole e abbandonare lo scoraggiamento – sono le buone qualità per prendersi cura degli altri.

Inoltre si dice:

I saggi non lavano via i peccati con l’acqua,

Non rimuovono la sofferenza degli esseri con le loro mani, Non trasferiscono la loro conoscenza agli altri;

Essi liberano insegnando la verità della realtà.

Perciò, i Buddha non fanno azioni, come “lavare via i peccati degli altri con l’acqua”, diverse dal prendersi cura degli altri mostrando loro accuratamente il sentiero.

Tra le quattro qualità del prendersi cura degli altri, “la capacità nell’istruire i discepoli” si riferisce sia all’essere abile nel processo di guidare i discepoli che esperto nel farli comprendere. “Possedere interesse amorevole” si riferisce ad avere una pura motivazione per dare gli insegnamenti. Ossia, l’insegnante insegna con una motivazione di amore e compassione e non guarda al guadagno, al rispetto e così via. Bo-di-wa disse a Jen-nga-wa: “Figlio di Li-mo, per quanti insegnamenti io abbia spiegato, non ho mai avuto piacere per un solo ringraziamento. Tutti gli esseri sono senza aiuto”. Un insegnante dovrebbe essere così.

Energico” si riferisce al costante diletto per i benessere degli altri. “Ha abbandonato lo scoraggiamento” si riferisce al non stancarsi mai di dare più e più volte una spiegazione – sopportare i disagi dello spiegare.

Bo-do-wa disse: Queste cinque qualità – interesse amorevole, conoscenza della realtà e i tre addestramenti – sono della massima importanza. Il mio maestro Shang-tsun non è molto erudito rispetto a tutte le scritture e non può sopportare le circostanze scoraggianti. Perciò, egli non ringrazia neppure chi lo aiuta. Tuttavia, dal momento che ha queste cinque qualità, egli è d’aiuto a chiunque sia in sua presenza. [37] Nyen-don non ha assolutamente alcuna abilità nel parlare. Perfino quando sta facendo una singola dedica di un’offerta, egli può solo pensare: “Nessuna delle persone qui presenti comprende quello che sto dicendo”. Ma, poiché ha le cinque qualità, egli è di aiuto a chiunque abbia accesso alla sua presenza.

{74} Stando così le cose, coloro che si guadagnano i mezzi di sostentamento lodando o spiegando le buone qualità degli addestramenti, mentre non si sforzano diligentemente di praticare, non sono idonei ad essere insegnanti. Quel tipo di elogio senza senso è solo parole. (Il caso) è simile a quando qualcuno che cerca diligentemente il legno di sandalo chiede a uno che si guadagna da vivere spiegando le buone qualità del legno di sandalo: “Hai del legno di sandalo?” e quella persona risponde: “No”.

Come afferma il Sutra del Re delle Concentrazioni:

Nei tempi a venire ci saranno

Molti monaci senza voti.

Desiderando di dire: “Io sono erudito”,

Essi elogeranno la disciplina etica,

Ma non si applicheranno diligentemente alla loro disciplina etica.

Avendo anche detto questo riguardo alla concentrazione, alla saggezza e alla liberazione, il Sutra del Re delle Concentrazioni afferma:

Alcune persone esprimono

Le buone qualità del legno di sandalo

Dicendo: “Il legno di sandalo è così:

È l’aspetto piacevole dell’incenso”.

Allora qualche altra persona

Potrebbe chiedere loro: “Possiedi tu

Un pochino di quel legno di sandalo

Che apprezzi così?”

Allora essi rispondono: “Io non ho

L’incenso che decanto

Per guadagnarmi di che vivere”.

Proprio così, nei tempi a venire sorgeranno

Monaci che non si applicano allo yoga

E si guadagnano la vita elogiando la disciplina etica.

Essi non avranno disciplina etica.

Il sutra afferma la stessa cosa per le restanti tre qualità: concentrazione, saggezza e liberazione.

Il guru che ti aiuta a raggiungere la liberazione è il fondamento della tua aspirazione più profonda. Perciò, tu che desideri riporre fiducia in un guru dovresti comprendere queste caratteristiche distintive e sforzarti di cercarne uno che le abbia. Ed anche, coloro che desiderano avere studenti dovrebbero comprendere queste caratteristiche e sforzarsi di possederle.

Domanda: [38] Dato che questo è un tempo degenerato, è difficile trovare un insegnante che abbia queste buone qualità nella loro totalità. Perciò, cosa dovremmo fare se non troviamo un tale insegnante?

{75} Risposta: Il Tantra Richiesto da Subahu (Subahu-pariprccha-tantra) afferma:

Proprio come un carro con una ruota

Non scenderà per il sentiero neanche se ha un cavallo,

Così pure, senza assistenti per la meditazione,

La gente non otterrà conseguimenti.

Questi assistenti dovrebbero avere intelligenza, un buon aspetto, grande purezza,

Essere di lignaggio rispettabile e inclini agli insegnamenti.

Essi dovrebbero avere grande fiducia, perseveranza ed avere disciplinato i sensi.

Dovrebbero parlare in modo piacevole, essere generosi e compassionevoli,

Sopportare la fame, la sete e le afflizioni,

E non adorare altre deità e brahmini.

Dovrebbero essere focalizzati, esperti, grati, Ed avere fede nei tre gioielli.

Dal momento che tutti quelli che hanno queste buone qualità

Sono veramente rari in quest’epoca di conflitti,

I praticanti del mantra dovrebbero fare affidamento su un assistente che abbia

La metà, un quarto o un ottavo di queste qualità.

Perciò si dice che gli assistenti dovrebbero avere queste caratteristiche distintive nella loro totalità, o almeno un ottavo di queste. Nell’arrangiamento di Dolwa del Metodo di Spiegazione di Bo-do-wa, è spiegato che il grande Anziano [Atisha] disse: “È la stessa cosa anche rispetto al guru”. Perciò, accetta come caratteristiche distintive di un guru un minimo di un ottavo di tutte le caratteristiche esposte qui, combinando quelle che sono facili da acquisire con quelle che sono difficili da acquisire.

  1. Le caratteristiche distintive dello studente che ripone fiducia nell’insegnante

Nelle sue Quattrocento Stanze (Catuh-sataka), Aryadeva afferma:

Si dice che uno che non è di parte, che è intelligente e diligente

Sia un recipiente per l’ascolto degli insegnamenti.

Le buone qualità dell’istruttore non appaiono in modo diverso,

Né quelle dei seguaci ascoltatori.

Aryadeva dice che colui che è dotato delle tre qualità è idoneo ad ascoltare gli insegnamenti. Egli dice anche che, se hai tutte queste qualità, ti appariranno come buone qualità e non come difetti, le buone qualità di chi ti istruisce negli insegnamenti. In aggiunta, {76} egli dice che anche a tale persona pienamente qualificata le buone qualità dei seguaci ascoltatori appariranno come buone qualità e non come difetti. Nel commentario di Ciandrakirti (sulle Quattrocento Stanze) è detto che se tu, l’ascoltatore, non hai tutte queste caratteristiche distintive di un recipiente idoneo per gli insegnamenti, allora l’influenza dei tuoi stessi difetti farà sì che anche un insegnante estremamente puro, che ti istruisce negli insegnamenti, ti appaia avere dei difetti. [39] Per di più, considererai come buone qualità i difetti di chi spiega gli insegnamenti. Perciò, benché tu possa trovare un insegnante che possieda tutte le caratteristiche distintive, potrebbe essere difficile riconoscere la loro presenza. Quindi, è necessario per un discepolo avere queste tre caratteristiche nella loro totalità, per poter riconoscere che l’insegnante ha tutte le caratteristiche distintive e per poter quindi fare affidamento su quell’insegnante.

Rispetto a queste tre caratteristiche, “non di parte” significa che non si schiera. Se sei di parte, sarai ostruito dal tuo pregiudizio e non riconoscerai le buone qualità. A causa di ciò, non scoprirai il significato dei buoni insegnamenti. Come afferma Bhavaviveka nel suo Cuore della Via di Mezzo (Madhyamaka-hrdaya):

Con lo schierarsi, la mente si affligge,

Per cui non conoscerai mai la pace.

Schierarsi” è avere attaccamento per il tuo sistema religioso e ostilità verso quello degli altri. Cerca (questo atteggiamento) nella tua mente e poi scartalo, perché in Voti della Liberazione del Bodhisattva (Bodhisattva-pratimoksa) (La parola pratimoksa si riferisce alla codifica-zione delle regole dei bodhisattva.) si dice:

Dopo aver abbandonato le tue asserzioni, rispetta e attieniti ai testi dell’abate e del maestro.

Domanda: È proprio sufficiente quella caratteristica?

Risposta: Benché non di parte, se non hai la forza mentale di distinguere tra i sentieri corretti della buona spiegazione e sentieri contraffatti della spiegazione falsa, non sei idoneo ad ascoltare gli insegnamenti. Perciò devi avere l’intelligenza che li comprende entrambe. Per via di questo abbandonerai ciò che è improduttivo e quindi adotterai ciò che è produttivo.

Domanda: Sono sufficienti solo questi due?

Risposta: Benché tu abbia questi due, se, come un disegno di una persona che ascolta gli insegnamenti, tu sei inattivo, non sei adatto ad ascoltare gli insegnamenti. Perciò, devi avere grande diligenza.

Il commentario di Ciandrakirti dice: “Dopo aver aggiunto le tre qualità dello studente alle due qualità dell’essere focalizzato e dell’avere {77} rispetto per l’insegnamento e il suo istruttore, c’è un totale di cinque qualità”.

Poi queste qualità possono essere ridotte a quattro:

  1. applicarsi con molta diligenza all’insegnamento

  2. focalizzare bene la mente quando si ascolta l’insegnamento

  3. avere grande rispetto per l’insegnamento e il suo istruttore, e

  4. scartare le cattive spiegazioni e trattenere le spiegazioni buone.

Avere l’intelligenza è la condizione favorevole che fa sorgere queste quattro. Non essere di parte, libera dalla condizione sfavorevole di schierarsi.

Investigate se questi attributi, che vi rendono idonei ad essere guidati da un guru, siano completi o no; [40] se sono completi, coltivate il compiacimento. Se sono incompleti, dovete fare uno sforzo per ottenere le cause che li complete- ranno prima della vostra prossima vita. Perciò, sappiate (quali sono) le qualità di un ascoltatore. Se non conoscete le loro caratteristiche distintive, non vi impegnerete nell’investigazione per vedere se esse siano o non siano complete e rovinerete il vostro grande proposito.

  1. Come lo studente ripone fiducia nell’insegnante

Colui che ha queste qualificazioni di idoneo ricettacolo degli insegnamenti dovrebbe investigare bene se un guru abbia o no le caratteristiche necessarie, come spiegato sopra. Poi questo studente dovrebbe ricevere le gentili parole dell’insegnamento da un insegnante qualificato. Perfino così, le biografie di Ghesce Drom-don-ba e Sung-pu-wa non sono d’accordo tra di loro. Sung-pu-wa ebbe molti guru e ascoltò qualsiasi spiegazione corretta. Così, mentre veniva dal Kham, egli ascoltò perfino un praticante laico che spiegava gli insegnamenti a lato della strada. I suoi discepoli dissero che questo era un modo improprio di ricevere gli insegnamenti; al che egli replicò: “Non dite questo. Io ho ricevuto due benefici”.

Ghesce Drom-don-ba ebbe pochi guru, non più di cinque. Bo-do-wa e Gom-ba-rin-chen, essi stessi guru, discussero quale di queste due vie fosse migliore. Essi concordarono che il modo di Ghesce Drom-don-ba era migliore in questi tempi in cui le persone con menti non addestrate cercano comunque i difetti nell’insegnante e perdono le fede. Sembra che ciò che essi hanno detto sia proprio vero. Perciò dovreste avere pochi insegnanti.

In generale, un insegnante è qualcuno da cui avete ricevuto le gentili parole dell’insegnamento; specificamente, un insegnante è qualcuno che vi guida abilmente con le istruzioni di tutti i sentieri nella loro interezza.

{78} 1) Come avere fiducia a livello di pensiero

Come avere fiducia nell’insegnante a livello di pensiero è spiegato in tre parti:

  1. Indicazione generale delle attitudini necessarie per avere fiducia nell’insegnante

  2. In particolare, addestrarsi nella fede, la radice

  3. Ricordare la gentilezza dell’insegnante ed essere rispettoso

  1. Indicazione generale delle attitudini necessarie per aver fiducia nell’ insegnante

Il Sutra della Disposizione degli Steli (Ganda-vyuha-sutra) afferma che dovresti rispettare e servire l’insegnante con nove attitudini. Questo include i punti chiave di tutte le attitudini che dovresti avere al fine di avere fiducia nell’insegnante. Se queste vengono ulteriormente condensate, restano quattro attitudini. Esse sono le seguenti: [41]

  1. L’Attitudine come quella del bambino servizievole. Questo significa abbandonare la tua indipendenza e sottometterti al volere del guru. I bambini servizievoli non iniziano un’azione per conto proprio, ma piuttosto, guardano all’espressione del viso dei loro genitori, si sottomettono alla loro volontà e quindi fanno ciò che essi dicono. Guarda in questo modo all’insegnante. Il Sutra sulla Concentrazione che Percepisce il Buddha del Presente Faccia a Faccia (Pratyutpanna-buddha-sammukhavasthita-samadhi-sutra) afferma:

  2. Gli studenti che ripongono fiducia correttamente nell’insegnante dovrebbero sempre abbandonare la propria auto-affermazione e agire invece in accordo con la volontà dell’insegnante.

Questo si riferisce ad un insegnante pienamente qualificato; si dice che non dovresti permettere a chiunque di tirarti in giro per il naso.

  1. L’attitudine che è come un diamante. Ciò significa rendere stabile e stretta la relazione tra insegnante e studente, non essere separati da nessuno: demoni, cattivi amici e così via. Lo stesso sutra afferma:

E abbandona l’incostanza nelle relazioni strette e la variabilità delle espressioni del viso.

  1. L’attitudine che è come la terra. Questo significa assumersi tutte le responsabilità delle attività del guru e non scoraggiarsi per alcuna delle responsabilità a te richieste. É come disse Bo-do-wa ai monaci di Jen-nga-wa:

Vi siete incontrati col mio ghesce (dge-bshes), che è chiaramente un bodhisattva, e avete praticato secondo le sue parole. Voi avete grandi meriti! Ora fate in modo che questo sia un privilegio, non un peso. (dGe-shes [‘Brom]-ston-pa ebbe tre discepoli principali, chiamati i tre “fratelli (sku mched):” Po-to-ba (Bo-do-wa), sPyan-snga-ba (Jen-nga-wa) e Phu-chung-ba (Pu-chung-wa) (Roerich 1979, pp.263-264). Ghe- sce Nawang Lhundup fa notare che essi erano amici spirituali molto stretti. Po-to-ba, nel dire “il mio ghesce, riferendosi a sPyan-snga-ba, usa il termine come un’affettuosità e lo chiama bodhisattva come elogio. Perciò, ghesce (dge-bshes) in questo caso non è traducibile come “insegnante”, ma indica piuttosto rispetto per chi ha guadagnato un alto grado di conoscenza, molto simile a “dottore”.)

  1. Come assumere responsabilità {79}. Questo consiste in sei attitudini. 1 La prima, un’attitudine simile ai contrafforti, significa che qualsiasi sofferenza possa sorgere non ti fa vacillare. Quando Jen-nga-wa stava in Ruk-ba, la salute di Gom-ba-yon-den-bar andò in declino per il grande freddo. Egli quindi chiese il consiglio del venerabile Shon-nu-drak sul dove dovesse vivere. Shon-nu-drak rispose: “Siamo stati molte volte nel palazzo di Indra, una residenza confortevole con buone cose per le necessità materiali. Solo oggi avete l’esperienza di affidarvi a un insegnante Mahayana e di ascoltare i suoi insegnamenti. Perciò, state dove siete, perché è la cosa giusta!”.

2 La seconda, un’attitudine come quella di un servo di questo mondo, significa svolgere anche i peggiori lavori in modo completo, senza vacillare. Per esempio, l’erudito [Atisha] e tutti i suoi traduttori dovettero stare nello Tsang in un’area di acque di scolo e fango. Ghesce Drom-don-ba si tolse tutti i vestiti e pulì la sporcizia. [42] Coprì l’area con terra bianca asciutta, nessuno sa presa da dove. Costruì perfino un mandala [di pietre e terra, Un mandala, in questo contesto, è un’offerta che simboleggia l’intero universo, che colui che compie l’offerta immagina sia pieno di cose meravigliose.] di fronte all’Anziano Atisha. Per questo, l’Anziano esclamò: “Ah-ray!(ah re: è un’espressione di grande gioia) Anche in India ebbi uno come te”.

3 La terza, un’attitudine come quella di uno spazzino, significa eliminare completamente tutto l’orgoglio e i sentimenti di superiorità, e considerare te stesso inferiore al tuo guru. Come disse Ghesce Drom-don-ba: “L’acqua delle buone qualità non si raccoglie sulle alture dell’orgoglio”, e come disse Jen-nga-wa: “Nel momento della primavera in cui crescono le piante (da metà aprile a metà giugno), guarda se il verde si sviluppa sui picchi d’alta montagna o nelle basse vallate”.

4 La quarta, un’attitudine come le fondamenta, significa assumersi con piacere anche le pesanti responsabilità delle più ardue attività del tuo guru.

5 La quinta, un’attitudine simile a quella di un cane, significa non arrabbiarsi neanche quando il tuo guru ti disprezza o ti rimprovera. Per esempio, ogni volta che Do-lung-ba incontrava Ghesce Lha-so, Do-lung-ba lo rimproverava. Nyak-mo-wa, discepolo di Lha-so, disse: “Questo maestro ci odia entrambi, insegnante e studenti!”. Al che Ghesce Lha-so rispose: “Tu pensi che lui mi stia rimproverando? A me sembra di essere benedetto da Heruka ogni volta che lui fa questo”. Anche Perfezione della Saggezza in Ottomila Righe (Asta-saha-srika) dice:

Anche se gli istruttori degli insegnamenti sembrano disprezzare e ignorare quelli che vogliono i loro insegnamenti, non sfidateli. Persistete senza stancarvi e con rispetto e cercate diligentemente gli insegnamenti.

{80} 6 La sesta, un’attitudine simile ad un traghetto, significa non stancarsi degli atti che interessano il tuo guru, indipendentemente da quante volte ti impegni nelle attività del tuo guru.

In particolare, addestrarsi nella fede, la radice.

Splendore dei Tre Gioielli (Ratnolka-dharani) afferma:

La fede è il prerequisito di tutte le buone qualità –

La loro procreatrice, come una madre

Che poi le protegge e le accresce.

Essa rimuove i dubbi, ti libera dai quattro fiumi [ignoranza, attaccamento, desiderio ardente e visioni errate]

E ti stabilisce nella prosperosa città della felicità e della bontà.

La fede elimina l’oscurità e chiarifica la mente. [43]

Elimina l’orgoglio ed è la radice del rispetto.

È un gioiello ed un tesoro.

Come le mani, è la base per raccogliere la virtù.

È il migliore tra i piedi per andare verso la liberazione.

Anche il Sutra dei Dieci Insegnamenti (Dasa-dharmaka-sutra) afferma:

La fede è il migliore dei veicoli,

Che ti consegna direttamente alla buddhità.

Perciò, le persone intelligenti

Si affidano alla guida della fede.

Le virtù non sorgeranno

Nella gente che non ha fede.

Proprio come i germogli verdi non crescono

Dai semi bruciati dal fuoco.

Perciò, alla luce di ciò che ottieni quando è presente e di ciò che perdi quando non è presente, la fede è la base di tutte le buone qualità.

Ghesce Drom-don-ba disse ad Atisha: “In Tibet ci sono molti che stanno meditando e praticando, tuttavia essi non stanno conseguendo alcuna speciale buona qualità”. L’Anziano disse: “Tutte le buone qualità significative e insignificanti che riguardano il Mahayana sorgono dall’aver fiducia in un guru. Voi Tibetani pensate ai guru come se fossero solo persone comuni. Come possono sorgere le buone qualità?”. Poi di nuovo, quando qualcuno chiese all’Anziano a voce alta: “Atisha, per favore, dai un’istruzione”, egli rise. “Ah, ah. Il mio udito è proprio buono. Affinché io dia istruzioni personali, voi avete bisogno di fede, fede, fede!”. Perciò, la fede è estremamente importante.

In generale, la fede è di molti tipi – fede nei tre gioielli, fede nel karma e nei suoi effetti, fede nella quattro nobili verità. Comunque, {81} qui noi stiamo parlando della fede nel guru. Riguardo a come i discepoli dovrebbero considerare i loro guru, il Tantra che Conferisce l’Iniziazione di Vajrapani (Vajrapany-abhiseka-maha-tantra) dice:

Se voi chiedeste: “Oh Signore dei Segreti, come i discepoli dovrebbero considerare (vedere) i maestri?”, io risponderei allora che dovrebbero considerarli proprio come considerano il Bhagavan.

Se i discepoli vedono in questo modo i loro maestri,

Coltiveranno sempre le virtù.

Diventeranno dei Buddha

E beneficeranno il mondo intero. Anche nei sutra Mahayana si insegna che devi pensare al guru come se fosse l’Insegnante. Pure i testi sulla disciplina insegnano questo e il significato delle loro affermazioni è il seguente. Quando riconosci che qualcuno è un Buddha, non troverai difetti in quella persona e presterai attenzione alle sue buone qualità. [44] Allo stesso modo, metti da parte completamente la tua concezione di difetti nel guru e addestrati ad individuare le buone qualità del guru. Ossia, fai come è detto nel tantra citato sopra, il Tantra che Conferisce l’Iniziazione di Vajrapani:

Tieni a mente le buone qualità dei maestri.

Non afferrarti mai ai loro difetti.

Tenendo a mente le loro buone qualità, otterrai i conseguimenti.

Afferrandoti ai loro difetti non (li otterrai).

Il tuo guru potrebbe avere, per la maggior parte, delle buone qualità ed avere solo lievi difetti. Se esamini il tuo guru per quei difetti, questo bloccherà i tuoi conseguimenti. Invece, anche nel caso di un guru che abbia, per la maggior parte, dei difetti, tu darai origine ai tuoi conseguimenti se ti addestrerai nella fede, focalizzandoti sulle buone qualità senza cercare i difetti.

Perciò, una volta che qualcuno è il tuo guru, sia che lui o lei abbia o non abbia piccoli o grandi difetti, contempla gli svantaggi di esaminare i suoi difetti. Pensa ripetutamente ad eliminare quella tendenza e quindi fermala. Perfino quando l’influenza di fattori come la sovrabbondanza di afflizioni o la mancanza di coscienziosità ti conduce a concepire un difetto nel tuo guru, prenditi il disturbo di confessare questo e trattieniti dal farlo ancora. Una volta che avrai fatto questo, l’influenza di quella concezione diminuirà gradualmente.

Inoltre, presta attenzione alle buone qualità che il guru ha in effetti – come la disciplina etica, l’erudizione, e la fede – {82} e rifletti su queste qualità. Una volta che ti sei condizionato così, puoi notare che il tuo guru ha uno scarso numero di difetti. Tuttavia questo non ostacola la tua fede, perché ti focalizzi sulle buone qualità. Per esempio, benché tu veda che possano esserci buone qualità nelle persone che non ti piacciono, la tua forte percezione dei loro difetti sopraffà qualsiasi percezione delle loro buone qualità. Allo stesso modo, potresti notare molti difetti in te stesso, ma se la percezione delle tue buone qualità è molto forte, essa sopraffà qualsiasi percezione dei tuoi difetti.

Pertanto, c’è un’analogia con l’esempio che segue. Il grande Anziano aveva la visione Mahayana e Serling-ba aveva la visione di un “vero” Cittamatrin, uno “che considera veri per la mente i fenomeni” (così come appaiono alle coscienze sensoriali). Perciò, la visione di Atisha era superiore a quella di Serling-ba. Tuttavia, Atisha considerava Ser-ling-ba come il guru senza rivali tra i suoi guru, perché Atisha aveva ottenuto da lui la mente dell’illuminazione e una presentazione generale degli stadi del sentiero Mahayana. [45]

Rifletti sulle buone qualità dei tuoi guru e non cercare i loro difetti. Non devi proprio discriminare tra i tuoi guru, cominciando con quelli dai quali hai ricevuto un verso, anche se hanno difetti come una disciplina etica difettosa. Infatti, il Sutra della Nuvola di Gioielli (Ratna-megha-sutra) dice: Quando hai fiducia nel guru, la tua virtù cresce e le tue non virtù diminuiscono. Comprendendo questo, sviluppa l’idea che il tuo abate è l’Insegnante, sia che lui o lei sia grandemente o minimamente erudito, dotato o non dotato di conoscenza, o che abbia mantenuto la disciplina etica o una disciplina difettosa. Proprio come hai attrazione e fede nell’Insegnante, così dovresti avere attrazione e fede nell’abate. Sviluppa reverenza per i tuoi maestri e servili. Pensa che per questo completerai le collezioni che conducono all’illuminazione ed eliminerai le afflizioni che hai ancora. Allora otterrai piacere e gioia. Impegnati in azioni virtuose in conformità con i tuoi maestri, ma non agire in conformità con le loro azioni non-virtuose.

Anche il Sutra delle Domande del Capofamiglia Ugra (Grha-paty-ugra-pari- prccha-sutra) dice:

Oh capofamiglia, alcuni bodhisattva si sforzano diligentemente di ricevere trasmissioni orali degli insegnamenti e di fare recitazioni. Possono avere dei maestri dai quali hanno udito gli insegnamenti, ottenuto trasmissioni orali, o assorbito un verso di quattro righe che contiene l’insegnamento sulla generosità, la disciplina etica, la pazienza, la perseveranza gioiosa, la stabilizzazione meditativa e la saggezza, o l’accumulazione delle {83} collezioni del sentiero del bodhisattva. Dovrebbero rispettarli per via di questi insegnamenti. I bodhisattva dovrebbero servire e venerare questi maestri, senza inganno. Dovrebbero fare questo con tutte le forme di doni, rispetto e adorazione per eoni in numero pari alle parole, alle frasi e alle lettere dei versi insegnati loro. Ma, oh capofamiglia, non avrebbero ancora sviluppato per questi maestri il rispetto che un maestro merita. Dato che le cose stanno così, che bisogno c’è di menzionare le espressioni improprie di rispetto?

Ricordare la gentilezza dell’insegnante ed essere rispettoso

Il Sutra dei Dieci Insegnamenti dice: [46]

Sviluppa le seguenti idee rispetto ai tuoi insegnanti. Io ho vagato per lungotempo nell’esistenza ciclica ed essi mi cercano. Io ho dormito, essendo stato oscurato dalle illusioni per un lungo tempo, ed essi mi svegliano; essi mi tirano fuori dalle profondità dell’oceano dell’esistenza; io sono andato su una cattiva strada ed essi mi rivelano il sentiero; mi liberano dall’essere costretto nella prigione dell’esistenza; sono stato consumato dalla malattia per lungo tempo ed essi sono i miei dottori; sono le nuvole di pioggia che mettono fuori gioco il fuoco ardente del mio attaccamento e così via.

Anche il Sutra della Disposizione degli Steli dice:

Giovane Sudhana, gli insegnanti sono quelli che mi proteggono da tutti i regni miserabili; mi fanno conoscere l’identicità dei fenomeni; mi mostrano i sentieri che conducono alla felicità e quelli che conducono all’infelicità; mi istruiscono in atti sempre di buon auspicio; mi rivelano il sentiero per la città dell’onniscienza; mi guidano allo stato di onniscienza; mi fanno entrare nell’oceano della sfera della realtà; mi mostrano il mare dei fenomeni del passato, del presente e del futuro; e mi rivelano la cerchia dell’assemblea dei nobili esseri. Gli insegnanti accrescono tutte le mie virtù. Ricordando questo, piangerai.

Ricorda la gentilezza del tuo insegnante in conformità con questa affermazione. Personalizzala, sostituendo “essi” con “questi insegnanti” in tutte le frasi che descrivono la gentilezza degli insegnanti. Quindi raffigurati di fronte a te i tuoi insegnanti. Dicendo le parole del sutra a voce alta, concentrati univocamente sul loro significato. In questo stesso modo sostituisci queste parole anche nel sutra precedente [il Sutra dei Dieci Insegnamenti].

Inoltre, il Sutra della Disposizione degli Steli dice:

Io, Sudhana, sono venuto qui

Pensando in modo univoco:

“Questi sono i miei insegnanti,

istruttori negli insegnamenti,

{84} Quelli che rivelano completamente le buone qualità di tutte le cose,

E poi insegnano per intero lo stile di vita del bodhisattva”.

Poiché fanno nascere in me queste qualità, essi sono come mia madre.

Poiché mi danno il latte delle buone qualità, essi sono come le mie nutrici.

Essi mi addestrano completamente nei rami dell’illuminazione.

Questi insegnanti allontanano gli agenti del male; [47]

Come dottori, mi liberano dalla vecchiaia e dalla morte.

Come Indra, il re degli dèi, lasciano cadere una pioggia di nettare;

Come la luna piena, mi riempiono di bianchi insegnamenti di virtù;

Mostrando la via verso la pace, sono come la luce del sole;

Nei confronti di amici e nemici, essi sono come montagne;

Hanno menti imperturbabili come l’oceano;

Essi si prendono cura completamente di me e sono come piloti di un traghetto”.

Pensando in questo modo, io sono venuto qui.

Questi bodhisattva hanno fatto sviluppare la mia mente;

Essi hanno prodotto la mia illuminazione come un figlio di Buddha;

Perciò questi, miei maestri, sono lodati dai Buddha”.

Con tali pensieri virtuosi, io sono venuto qui.

Poiché proteggono il mondo, essi sono come eroi;

Sono capitani, protettori e rifugio.

Sono un occhio che mi dà felicità”.

Con tali pensieri, io rispetto e servo i miei insegnanti.

In accordo con questa affermazione, anche tu dovresti ricordare la gentilezza dei tuoi insegnanti con questi versi, usando una melodia e sostituendo te stesso a Sudhana.

2) Come avere fiducia nella pratica

Cinquanta Versi sul Guru (Guru-pancasika) di Asvaghosa dice:

Che bisogno c’è di dire molto qui –

Fai qualunque cosa compiaccia i tuoi guru;

Elimina tutto ciò che ad essi dispiace.

Analizzando questo, applicati ad esso.

Una volta che hai compreso l’affermazione di Vajradhara:

I conseguimenti seguono alla appropriata fiducia nel maestro”,

Compiaci completamente i tuoi guru

In tutte le cose.

In breve, devi sforzarti di conseguire ciò che compiace i tuoi guru ed eliminare ciò che a loro dispiace.

{85} Le tre strade per conseguire ciò che compiace i tuoi guru sono: 1 offrire doni materiali, 2 rispettarli e servirli col corpo e la parola, e 3 praticare in accordo con le loro parole. Questo è affermato anche nell’Ornamento dei Sutra Mahayana di Maitreya:

Abbi fiducia nell’insegnante attraverso

Il rispetto, le cose materiali, il servizio e la pratica.

Ed anche:

Una persona risoluta che pratica come insegnato dal guru

Compiace quel guru nel modo giusto.

  1. Offrire doni materiali

I Cinquanta Versi sul Guru:

Se ti affidi sempre al tuo maestro dell’impegno,

Dando cose che normalmente non vengono date [48] –

Tuo figlio, la tua sposa e la tua stessa vita –

Che bisogno c’è di parlare delle risorse effimere?

Ed anche:

Offrire al tuo maestro dell’impegno equivale

(A fare) continue offerte a tutti i Buddha.

Offrire ad essi è la collezione di meriti;

Dalla collezione di meriti e dalla sublime saggezza deriva il supremo conseguimento.

Ed inoltre, Lak-sor-wa disse:

Se offri ciò che è cattivo quando possiedi ciò che è buono, tu sciupi il tuo impegno. Se il guru è contento di questo o se non hai altro che ciò che è cattivo, allora non c’è errore.

Questo è simile ai Cinquanta Versi sul Guru, che dice:

Colui che desidera l’inesauribile

Offre al guru

Qualsiasi cosa sia minimamente attraente e qualsiasi cosa sia veramente speciale.

Inoltre, la prospettiva degli studenti è diversa dalla prospettiva dei guru. Gli studenti devono fare questa offerta perché i guru sono il campo supremo tramite il quale gli studenti accumulano la collezione di meriti e la sublime saggezza. Comunque, i guru non devono tenere in considerazione i doni. Sha-ra-wa disse:

Noi usiamo la parola “guru” per chiunque si compiaccia della pratica e non dia neppure la minima considerazione ai doni materiali. Uno che faccia il contrario non è adatto ad essere un guru per coloro che desiderano raggiungere la liberazione.

  1. Rispettare e servire con corpo e parola. Questo indica quelle azioni fisiche come lavare, massaggiare, rimuovere lo sporco dal corpo e nutrire, così come le azioni fatte con la voce, come far notare le buone qualità del guru.

  1. Praticare in conformità alle parole del guru. Questo significa praticare senza contraddire ciò che il guru ti dice di fare. Ciò è della massima importanza. Infatti, come dice la Ghirlanda di Storie della Nascita:

L’adorazione che dovresti fare come ricompensa per il mio aiuto è praticare in conformità alle mie istruzioni.

Domanda: Noi dobbiamo praticare in accordo con le parole del guru. Che (fare) allora se noi ci affidiamo ai guru ed essi ci conducono su un sentiero scorretto o ci impegnano in attività che sono contrarie ai tre voti? Dovremmo fare ciò che ci dicono?

Risposta: Riguardo a questo, il Sutra sulla Disciplina di Gunaprabha afferma: “Se l’abate ti istruzioni di fare ciò che non è in accordo con gli insegnamenti, rifiuta”. Anche il Sutra della Nuvola di Gioielli dice: “Rispetto alla virtù, agisci in accordo con le parole dei guru, ma non agire in accordo con le parole del guru rispetto alla non-virtù”. Perciò, non devi proprio ascoltare le istruzioni non-virtuose. La dodicesima storia della nascita espone chiaramente il significato del non impegnarsi in ciò che è improprio. [49] (La storia della dodicesima nascita racconta una delle nascite del Buddha in India, come brahmino. È la seguente: un giorno l’insegnante di un gruppo di giovani brahmini decise di mettere alla prova i suoi studenti. Egli prima fece emergere la loro solidarietà dicendo loro dei suoi problemi finanziari. Poi affermò: “Si dice: ‘Quando la fortuna di un brahmino è in declino, diventa virtuoso rubare’. Brahma, il creatore dell’universo, è il padre di tutti i brahmini. Quando la fortuna di un brahmino declina, va bene anche rubare perché ogni cosa è creazione di Brahma e i brahmini sono padroni di quelle creazioni. Perciò, per favore, andate e rubate qualcosa”. La maggior parte degli studenti rispose che avrebbe fatto proprio come aveva detto l’insegnante, ma lo studente che doveva diventare Sakyamuni Buddha rimase in silenzio. Quando l’insegnante gli chiese di {386} spiegare il suo silenzio, egli rispose: “Tu, mio insegnante, ci hai dato l’istruzione di rubare, ma secondo gli insegnamenti generali rubare è completamente inappropriato. Benché tu abbia detto di farlo, non sembra giusto”. L’insegnante fu molto compiaciuto e disse: “Io ho detto questo per mettervi tutti alla prova. Egli è quello che ha effettivamente compreso i miei insegnamenti. Lui non è stato stupidamente portato in qualsiasi luogo come un rivoletto d’acqua ma ha esaminato ciò che il suo insegnante ha detto e ha fatto la sua scelta. Egli è il migliore tra i miei studenti”.)

Tuttavia, non va bene prendere le azioni errate del guru come una ragione per un conseguente comportamento sbagliato, tipo mancare di rispetto, rimproverare o disprezzare i guru. Piuttosto, scusati con cortesia e non impegnarti in ciò che ti era stato detto di fare. I Cinquanta Versi sul Guru Guru-pancasika:

Se non puoi fare ragionevolmente come il guru ti ha detto, Scusati con parole consolatorie.

Inoltre, quando riporrete fiducia nei vostri guru in questo modo, acquisirete una porzione dei loro insegnamenti. Come afferma Ornamento per i Sutra Mahayana di Maitreya:

Ottenendo una porzione degli insegnamenti dei tuoi guru,

Ti affidi agli insegnanti per possedere buone qualità, non per cose materiali.

Bo-do-wa disse: {87} Quando Ananda ricevette l’incarico di attendente dell’Insegnante, egli pensò ai futuri seguaci dell’insegnamento e quindi fece il seguente voto: “Io servirò e rispetterò l’Insegnante a condizione che non mi si permetta di tenere le sue vesti inutilizzate o di mangiare il suo cibo avanzato e che io sia libero di stare con lui in ogni momento”. Noi seguaci del giorno d’oggi non valutiamo per niente l’insegnamento, ma valutiamo solo lo status che il guru ci assegna, dimostrato da ogni tazza di tè che il guru ci dà. Questo è un segno della nostra profonda corruzione.

Per quanto riguarda la durata del tempo in cui dovremmo affidarci a un guru, Bo-do-wa disse: Con ogni studente che mi arriva cresce il mio fardello. Con ogni (studente) che se ne va diminuisce. Se state lontano dal guru, ciò non è di beneficio. Perciò, praticate per lungo tempo a una distanza moderata.

  1. I benefici di aver fiducia nell’insegnante

Avendo fiducia nell’insegnante vi avvicinerete di più alla buddhità; compiacerete i conquistatori; non sarete privati di insegnamenti futuri; non cadrete nei regni miserevoli; né il cattivo karma né le afflizioni vi sopraffaranno; tramite la consapevolezza degli atti del bodhisattva e non contraddicendoli, la vostra collezione di buone qualità continuerà a crescere e raggiungerete tutte le vostre mete provvisorie e ultime; dopo aver ottenuto le virtù servendo e rispettando l’insegnante col pensiero e con la pratica, compirete il bene degli altri, così come il vostro, e completerete la collezione di meriti e di sublime saggezza. [50]

Sulla stessa linea, il Sutra della Disposizione degli Steli Ganda-vyuha-sutra dice: Figlio di buon lignaggio, i bodhisattva sostenuti appropriatamente dagli insegnanti non cadono nei reami miserevoli. I bodhisattva che gli insegnanti tengono in considerazione non contraddicono l’addestramento del bodhisattva. I bodhisattva di cui gli insegnanti si prendono cura sono innalzati al di sopra del mondo. I bodhisattva che hanno servito e rispettato i loro insegnanti agiscono senza dimenticare alcuno degli atti dei bodhisattva. I bodhisattva di cui gli insegnanti si occupano pienamente non sono sopraffatti dal cattivo karma o dalle afflizioni.

Ed anche:

Figlio di buon lignaggio, i bhagavan Buddha si compiacciono dei bodhisattva che si impegnano in ciò che i loro maestri insegnano loro. I bodhisattva che sono contenti di non contraddire le parole dei loro insegnanti si avvicineranno di più a diventare onniscienti. Gli insegnanti {88} saranno più vicini a chi non ha dubbi sulle loro parole. I bodhisattva che ricordano i loro insegnanti realizzeranno tutti i loro obiettivi.

Ed anche il Sutra che Mostra l’Inconcepibile Segreto del Tathagata (Tathaga-tacintya-guhya-nirdesa-sutra) dice:

Figli e figlie di buon lignaggio, abbiate fiducia, diventate emozionalmente più vicini, servite e venerate il guru con grande rispetto. Se fate così, il vostro pen- siero sarà virtuoso grazie all’ascolto degli insegnamenti virtuosi, per cui anche la vostra pratica sarà virtuosa. Quindi, creando karma virtuoso e diventando virtuosi, compiacerete i vostri amici virtuosi. Non recherete, inoltre, sofferenza agli altri o a voi stessi perché non creerete karma non-virtuosi ma coltiverete solo la virtù. Come risultato del proteggere gli altri e voi stessi, completerete il sentiero verso l’insuperabile illuminazione e perciò sarete in grado di lavorare per il bene degli esseri viventi che sono andati sui sentieri sbagliati. [51] Perciò, una volta che i bodhisattva si sono affidati al guru, completeranno tutte le proprie collezioni di buone qualità.

Inoltre, rispettando e servendo i vostri maestri, voi esaurite il karma i cui effetti dovreste altrimenti sperimentare nei regni miserabili. La vostra azione di servire l’insegnante consuma questi effetti miserabili e li sostituisce solo con un danno minimo al vostro corpo e mente in questa stessa vita, o nel concreto o nei sogni. In aggiunta, i benefici del rispettare e servire i vostri insegnanti sono formidabili, come una collezione di virtù che supera perfino le radici di virtù che vi derivano dal fare offerte a illimitati Buddha, e così via. Come dice il Sutra di Ksitigarbha:

Quelli di cui gli insegnanti si prendono cura purificheranno il karma che altrimenti li farebbe vagare nei regni miserabili per dieci milioni di eoni senza fine. Essi purificano questo karma in questa vita, con un danno ai loro corpi e menti. Questo danno include affezioni come una malattia infettiva con febbre, e calamità come una carestia. Possono purificare il loro karma subendo qualcosa di limitato, come un sogno o un rimprovero. In una mattina essi producono più radici di virtù di quelli che fanno doni, adorano, o osservano i precetti (dati) da illimitate decine di milioni di Buddha. Quelli che rispettano e servono i loro guru sono dotati di inimmaginabili buone qualità.

Ed anche: Nota che tutte le incommensurabili buone qualità dei Buddha di trasformare le menti altrui sorgono da questa appropriata fiducia nello {89} insegnante. Perciò, abbi fiducia, avvicinati, servi e venera il guru proprio come faresti con i Buddha.

Anche la Ghirlanda di Storie della Nascita afferma:

Qualsiasi persona intelligente non dovrebbe stare distante dagli esseri eccellenti

E dovrebbe riporre fiducia in modo disciplinato in quegli esseri virtuosi.

Una volta che sei vicino a loro, particelle delle loro buone qualità

Si attaccheranno a te automaticamente.

Bo-do-wa disse: Per la maggior parte, siamo in serio pericolo di diventare come una pelle di animale consumata. Proprio come quando trascini una pelle logora sul terreno i detriti si attaccano ma le monete d’oro no, così se riponi fiducia negli insegnanti solo occasionalmente, le loro buone qualità non ti si attaccheranno, ma ogni minimo difetto sì. Perciò, per aver successo, abbi fiducia con continuità nei tuoi insegnanti. [52]

  1. I difetti del non aver fiducia nell’insegnante

Se hai preso qualcuno come tuo insegnante e poi il tuo metodo di affidarti è sbagliato, non solo sarai danneggiato da molta pazzia e malattie in questa stessa vita, ma anche nelle vite future sperimenterai sofferenza incommensurabile nei regni miserabili per un periodo di tempo incommensurabile. Il Tantra che Conferisce l’Iniziazione di Vajrapani Vajrapany-abhiseka-maha-tantra afferma: Bhagavan, che tipo di fruizione c’è per quelli che rimproverano i loro maestri?”. Il Bhagavan rispose: “Vajrapani, non fare questa domanda, perché la risposta spaventerebbe il mondo, inclusi gli dèi. Tuttavia, Signore dei segreti, io dirò qualcosa. Oh eroe, ascolta attentamente:

Come ho spiegato, si dice che uno qualsiasi tra gli inferni insopportabili,

Che sono il risultato di karma come gli atti di retribuzione immediata,

Sia la dimora di coloro che rimproverano i loro insegnanti.

Essi devono stare lì per eoni illimitati.

Perciò, non rimproverare mai il tuo insegnante In alcuna occasione”.

Anche Cinquanta Versi sul Guru – Guru-pancasika dice:

Tu che disprezzi il maestro –

Tu persona assai confusa –

Morirai per veleno, demoni, malattie infettive, Lebbra, febbre contagiosa o altre malattie.

{90} Andrai anche in un inferno

Dopo essere stato ucciso da un re o dal fuoco,

O da serpenti velenosi, acqua, daka, ladri,

(Benché daka (plur. dakas) possa essere riferito ad esseri che sono oltre l’esistenza ciclica e che assistono i praticanti buddhisti, in questo contesto sono spiriti nocivi.), Demoni o spiriti ingannatori.

Non disturbare in alcun modo

Le menti dei maestri

Perché, se sei confuso e fai questo, Arrostirai di sicuro in un inferno.

È spiegato che coloro che disprezzano

I loro maestri dimoreranno

In qualcuno degli inferni spaventosi che sono stati spiegati –

Come l’(Inferno) Inesorabile.

Anche una citazione del Commentario sui Punti Difficili del “Nemico Nero di Yama” (Krsna-yamari-panjika, Sri-krsna-yamari-maha-tantra-raja-panjika-ratna-pradipa-nama), composto dal grande adepto Ratnakarasanti, afferma:

Una persona che oda anche un solo verso

E non consideri colui che parla come suo guru

Rinascerà cento volte come cane

E poi prenderà rinascita in una casta cattiva.

Inoltre, le buone qualità che non sono ancora state sviluppate non si svilupperanno e quelle che sono state sviluppate degenereranno e poi spariranno. [53] Il Sutra sulla Concentrazione che Percepisce il Buddha del Presente Faccia a Faccia Pratyutpanna-buddha-sammukhavasthita-samadhi-sutra, afferma: Se gli studenti restano risentiti, intrattabili o ostili verso il guru, non avranno modo di ottenere buone qualità. È lo stesso anche se non sviluppano l’idea che l’insegnante sia indistinguibile dall’Insegnante. Questo è spiegato nel modo seguente: se non rispetti le persone del terzo veicolo i bodhisattva o i monaci che impartiscono gli insegnamenti, o non pensi a loro come fossero l’Insegnante o i guru, non hai modo di ottenere le buone qualità che ancora non hai ottenuto. Inoltre, perderai solo quelle qualità che hai già ottenuto perché, come risultato del non rispettare quelle persone, gli insegnamenti spariranno dalla tua mente.

Per di più, se ti affidi ad insegnanti non-virtuosi e a cattivi amici, le tue buone qualità diminuiranno lentamente e tutti i tuoi difetti aumenteranno. Poi si svilupperà ogni cosa indesiderata. Perciò evitali sempre. La Consapevolezza dell’Insegnamento Eccellente (Sad-dharmanusmrty-upasthana) afferma:

La base di ogni attaccamento, ostilità e ignoranza sono i cattivi amici; essi sono come il tronco di un albero velenoso.

{91} Anche il Sutra del Grande Nirvana Finale (Maha-parinirvana-sutra) dice che i bodhisattva non temono gli elefanti pazzi e simili come temono i cattivi amici. I primi distruggono meramente il corpo, mentre gli ultimi distruggono sia la virtù che la mente pura. Inoltre, afferma che gli elefanti pazzi e gli amici cattivi distruggono rispettivamente il corpo di carne e il corpo degli insegnamenti. Per di più, i primi non possono spingerti nei regni miserevoli, mentre i secondi lo possono sicuramente (fare). Anche il Capitolo di Colui che Dice il Vero Satyaka-parivarta afferma:

Ci sono quelli le cui menti sono catturate dai cattivi amici, come da serpenti velenosi,

Ma hanno abbandonato l’antidoto del veleno, l’insegnante.

Ahimè, anche se ascoltano il prezioso e sublime insegnamento,

Essi cadono nel grande abisso della mancanza di restrizioni.

Anche Versi sugli Amici dice:

Il saggio non dovrebbe mostrarsi amico

Di coloro che sono senza fede o che sono avari,

Di coloro che mentono, o che parlano in modo da creare separazione;

Non dovrebbero accompagnarsi con persone peccaminose.

Anche quelli che non commettono peccati

Creano il dubbio che lo stiano facendo

Se si fidano di quelli che peccano,

Accrescendo in tal modo ciò che è spiacevole. [54]

La persona che si fida dell’inaffidabile

Come risultato avrà dei difetti;

Proprio come le frecce non unte vengono contaminate

Quando le frecce unte col veleno vengono messe nella stessa faretra.

Affidandoti ad insegnanti non-virtuosi, i tuoi misfatti precedentemente esistenti, atti errati per natura ed atti errati per proibizione, non diminuiscono e i nuovi misfatti aumentano. Ghesce Drom-don-ba disse: La persona peggiore, benché stia in buona compagnia, non diventa meglio che mediocre. Il migliore, quando sta in compagnia del peggiore, diventa facilmente parte del peggiore.

  1. Un sommario del significato delle precedenti cinque parti

Perciò, devi anche capire nel modo spiegato sopra l’istruzione nota come “guru yoga”. (Kensur Yesce Thupten definisce la pratica del Guru Yoga come il mantenere la mente in meditazione univoca sul metodo di affidarsi all’insegnante e impiegare quel metodo nella pratica.Tuttavia, non arriverai da nessuna parte addestrandoti in un oggetto di meditazione solo per una singola sessione. Quando pratichi un insegnamento col cuore, devi affidarti per lungo tempo {92} a un insegnante eccellente, che ti guidi accuratamente. Inoltre, è come disse Chay-ga-wa: “Quando ti affidi al guru, c’è la possibilità che tu possa abbandonare il tuo guru”. Così, se ti affidi senza sapere come, non avrai profitto ma perderai.

Perciò, questi argomenti che riguardano la fiducia nell’insegnante sono chiaramente il fondamento della nostra aspirazione più profonda, che è più importante di qualsiasi altra cosa. Di conseguenza, io ho preso le citazioni dalle scritture non corrotte e dai loro commentari che sono facili da comprendere ed anche ispiranti, e ho dato una panoramica generale, adornata dai detti di persone eccellenti che sono impegnate nel significato delle scritture. Comprendi questo in dettaglio tramite altre fonti.

Le nostre afflizioni sono estremamente grossolane. Alcuni ascoltano gli insegnamenti dati da molti insegnanti. Essi non sanno come affidarsi al guru e, anche se sanno come (farlo), non lo fanno. Perciò, incorreranno in atti sbaglia- ti incommensurabili, che sono in relazione alla loro fiducia impropria nel guru. Inoltre, troveranno difficile sviluppare la consapevolezza delle pratiche come la confessione dei misfatti precedenti e il trattenersi da misfatti futuri.

Pertanto, dopo che hai compreso i benefici e i difetti come spiegati in precedenza, rifletti ripetutamente su di essi. [55] Coloro la cui pratica della fiducia nell’insegnante fu impropria nelle vite precedenti, dovrebbero conseguire dal profondo del cuore l’attitudine alla confessione e al trattenersi.

Sforzatevi nella pratica di quegli insegnamenti per i quali siete recipienti adatti e contemplate ripetutamente le qualificazioni complete del vostro insegnante. Fate molte preghiere di aspirazione e accumulate le collezioni di meriti e di sublime saggezza come cause per avere un tale insegnante che si prenda cura di voi fino a che raggiungerete l’illuminazione. Una volta che avrete fatto questo, diventerete velocemente come il figlio dei conquistatori Sadaprarudita, che aveva perfetto coraggio, e come il giovane Sudhana, che non conobbe limiti nella ricerca degli insegnanti.

Capitolo 5: LA SESSIONE DI MEDITAZIONE {93}

  1. Una breve indicazione di come sostenere la meditazione

    1. Il modo effettivo di sostenere la meditazione

      1. Cosa fare durante l’effettiva sessione di meditazione

        1. Preparazione

        2. L’effettiva sessione

          1. Come sostenere la meditazione in generale

          2. Come sostenere la meditazione in modo specifico

        3. Cosa fare alla conclusione

      2. Cosa fare tra le sessioni di meditazione

        1. Applicare restrizioni alle facoltà sensoriali

        2. Agire con vigilanza

          1. I fondamenti sui quali agisci

          2. Agire con vigilanza rispetto ai fondamenti

        3. Dieta appropriata

        4. Come praticare con diligenza senza dormire nel momento sbagliato e come agire appropriatamente nel momento del sonno.

  1. Una breve indicazione di come sostenere la meditazione

Come sostenere la meditazione ha due parti:

  1. Il modo effettivo di sostenere la meditazione (Capitolo 5)

  2. Confutare le concezioni errate sulla meditazione (Capitolo 6)

  1. Il modo effettivo di sostenere la meditazione

Il modo effettivo di sostenere la meditazione è spiegato in due parti: {94}

  1. Cosa fare durante l’effettiva sessione di meditazione

  2. Cosa fare tra le sessioni di meditazione

1. Cosa fare durante l’effettiva sessione di meditazione.

L’effettiva sessione di meditazione è divisa in tre fasi: (1) la preparazione; (2) l’effettiva sessione; e 3) la conclusione.

  1. Preparazione

I sei aspetti della preparazione sono le attività di Ser-ling-ba. Perciò (1) pulire bene il posto dove stai e sistemare con ordine le rappresentazioni del corpo, della parola e della mente del Buddha. (2) Ottenere le offerte senza inganno e sistemarle molto bene. (3) Sedere dritti su un sedile comodo in una postura appropriata, con le gambe nella posizione del loto o del mezzo loto, e quindi assorbirsi nelle pratiche di prendere rifugio e sviluppare la mente dell’illuminazione. Livelli dello Sravaka (Sravaka-bhumi) di Asanga dice di sedere nella posizione completa del loto su un trono, un sedile basso o simili per rimuovere le oscurazioni come la smania per gli oggetti desiderabili, e di camminare avanti ed indietro per pulire la mente dalle oscurazioni della sonnolenza e della letargia. (4) Immaginare che, seduti nello spazio di fronte a te, ci siano i guru dei lignaggi vasto e profondo, così come gli incalcolabili Buddha, i nobili bodhisattva, i pratyekabuddha, gli sravaka e coloro che dimorano nella parola del Buddha. (Ghesce Nawang Lhundup commenta che “coloro che dimorano nella parola di Buddha” si riferisce ai rimanenti (esseri) del campo di accumulazione delle collezioni di meriti e sublime saggezza – gli eroi e le eroine, i daka e le dakini e i protettori dell’insegnamento. “Dimorare” qui significa che essi stanno seguendo e portando a compimento i consigli dei Buddha.) Quindi visualizza il campo per l’accumulazione di meriti e sublime saggezza.

  1. Le condizioni cooperanti per la produzione del sentiero nella tua mente sono: (1) l’accumulazione delle collezioni, che sono condizioni favorevoli, e (2) la purificazione della tua mente dalle oscurazioni, che sono condizioni sfavorevoli. [56] Se ti mancano queste condizioni cooperanti è estremamente difficile produrre il sentiero, anche se ti prendi il disturbo di sostenere le meditazioni che sono le cause del sentiero. Ora devi purificare la tua mente con i sette rami dell’adorazione, che comprendono i punti cruciali per accumulare le collezioni e purificare la mente dalle oscurazioni.

Rispetto ai sette rami dell’adorazione, il primo, il ramo dell’omaggio, include la combinazione dell’omaggio fisico, verbale e mentale. È espresso nel primo verso della Preghiera di Samantabhadra (Samantabhadra-carya-pranidha-na):154

Mi inchino con mente chiara, corpo e parola

A tutti i leoni – tra gli umani, nessuno escluso – Coloro che attraversano i tre tempi nei mondi

Delle dieci direzioni, per quanti ve ne possano essere.

{95} Questo verso è un sincero e rispettoso omaggio fisico, verbale e mentale, che non si conforma semplicemente a ciò che fanno gli altri. Non prendete come vostro oggetto di meditazione i Buddha di una singola direzione dell’universo o di un singolo tempo. Prendete, piuttosto, i Conquistatori che risiedono nelle dieci direzioni, così come quelli che hanno già visitato in precedenza questo mondo, che lo visiteranno nel futuro e che appaiono nel presente. Il maestro Ye- shay-day spiega nel suo commentario: “Perfino se ti inchini a un (solo) Buddha il merito è incommensurabile. Che bisogno c’è di menzionare il merito dell’inchinarsi immaginando un vasto numero di Buddha?”.

Riguardo all’omaggio fisico, verbale e mentale, l’omaggio fisico è espresso dal secondo verso:

Io rendo omaggio a tutti i Conquistatori,

Inchinando corpi numerosi quanto le particelle di quei mondi, Percependo tutti i Conquistatori

Tramite la forza della preghiera che aspira ad atti di buon auspicio.

Immagina tutti i Conquistatori che dimorano in ogni direzione e in tutti i tempi come se tu li percepissi veramente come oggetto della tua mente. Inoltre, quando ti inchini, immagina che dal tuo corpo emanino immagini duplicate del tuo corpo stesso in numero uguale alle minute particelle dei reami dei Buddha. In aggiunta, dovresti essere stato inizialmente motivato dalla forza della fede profonda negli atti propizi degli oggetti del tuo omaggio. Il maestro Ye-shay-day spiega: “Se perfino l’omaggio con un corpo ha grandi meriti, un (omaggio) con un gran numero di corpi ha meriti estremamente grandi”. L’omaggio mentale è espresso dal prossimo verso:

Su una particella ci sono Buddha numerosi quanto le particelle di quei mondi, e

Tutti sono seduti in mezzo ai loro figli.

In questo modo, tutte sono sfere della realtà.

Io immagino i Conquistatori che riempiono tutte quelle particelle.

I Buddha sono seduti perfino su ciascuna delle più minute particelle e sono uguali in numero a tutte quelle particelle. Ciascun Buddha è circondato da discepoli bodhisattva. L’omaggio mentale sviluppa la fede tramite il ricordare le buone qualità dei Buddha. L’omaggio verbale è espresso dal prossimo verso:

In lode a tutti i sugata,

Io esprimo l’eccellenza di tutti i Conquistatori

{96} Con tutto il suono di un oceano di voci in canto E oceani di lodi inesauribili. [57]

(Sugata (bde bar gshegs pa) è un epiteto per un Buddha, che significa “uno che ha raggiunto la beatitudine più alta” ed anche “colui che è andato bene”.)

Per prima cosa, in accordo con le scritture, immagina che innumerevoli teste emanino da ciascuno dei tuoi innumerevoli corpi e che innumerevoli lingue emanino da ciascuna testa. L’omaggio vocale esprime con un canto piacevole le lodi inesauribili delle buone qualità dei Buddha. In questo verso “canto” significa lode. Le “voci” del canto sono le sue cause, ossia le lingue. “Oceano” è un termine per (indicare) la molteplicità.

Rispetto al secondo ramo dell’adorazione, le offerte, ci sono sia offerte superabili che (offerte) insuperabili. Le prime sono espresse dai prossimi versi:

Offro ai Conquistatori

Fiori squisiti, le migliori ghirlande,

Strumenti musicali, unguenti, ombrelli eccellenti, Lampade (di qualità) superiore e incensi scelti.

Io faccio offerte ai Conquistatori

Con i migliori abiti, profumi (di qualità) superiore, Polveri fragranti in mucchi alti quanto il Monte Meru – Tutto nelle più eccellenti tra le disposizioni.

Fiori squisiti” sono i meravigliosi fiori sfusi, come quelli delle regioni umane e divine. “Ghirlande” sono i vari fiori legati insieme alternandoli. Entrambe questi termini includono tutti i tipi di fiori reali e immaginari. “Strumenti musicali” sono gli strumenti a corde, ad aria e percussione. “Unguenti” sono gli unguenti di incenso fragrante per il corpo. “Ombrelli eccellenti” sono gli ombrelli migliori. “Lampade” include i gioielli preziosi e luminosi così come le lampade fragranti e luminose tipo le lampade al burro. “Incensi da ardere” sono incensi di singole fragranze e fragranze miste. “Gli abiti migliori” sono i migliori di ogni tipo di abiti religiosi. “Profumi (di qualità) superiore” si dice sia l’acqua profumata data nelle ciotole delle offerte; include un tipo di acqua come quella infusa di un profumo che diffonde il suo odore in un universo di tre miliardi di sistemi di mondi. Le “polveri fragranti” sono pari in altezza e in larghezza al Monte Meru. Sono anche file alternate di sabbia colorata per dise- gnare un mandala o polveri di incenso fragrante adatte ad essere disperse o bruciate, che sono già state confezionate in pacchetti. “Disposizioni” si riferisce a tutto quanto sopra; queste cose dovrebbero essere in prevalenza buone, ornamentali e varie.

Il prossimo verso descrive le offerte insuperabili.

{97} Immagino tutte le insuperabili e vaste offerte

Per tutti i Conquistatori.

Con la forza della mia fede nelle azioni propizie

Io mi inchino e faccio offerte a tutti i Conquistatori.

Le offerte superabili sono quelle delle persone del mondo. Perciò, le offerte insuperabili sono cose completamente buone, create da quelli che hanno potere, come i bodhisattva. Le due righe di questo verso dovrebbero essere apposte a tutti i versi di cui sopra in cui il sentimento di queste due righe non è presente. Esse indicano la tua motivazione e i destinatari a cui intendi (rivolgere) il tuo omaggio e le offerte.

Il prossimo verso descrive il terzo ramo dell’adorazione, la confessione dei peccati:

Qualunque peccato io abbia commesso

Col corpo, la parola e la mente

Sotto l’influenza dell’attaccamento, dell’ostilità o dell’ignoranza Io confesso ciascuno di essi uno per uno. [58]

La natura del peccato è che i tre veleni mentali ti fanno usare il corpo, la parola e la mente per impegnarti effettivamente in un’attività – ossia, per farla tu stesso – o per ingiungere a qualcun altro di farla o per rallegrarti che qualcun altro l’abbia fatta. Così, per includere ampiamente tutto questo, il verso dice: “Qualunque”. Confessare un peccato è ricordare i difetti dei tuoi peccati passati e quindi rammaricartene. Confessali dal profondo del cuore con un’attitu- dine di porre un freno ai peccati futuri. Quando fai questo, previeni la crescita dei peccati che hai fatto in precedenza e crei una discontinuità nel commetterli in futuro.

Il prossimo verso esprime il quarto ramo dell’adorazione, il gioire:

Gioisco di ogni merito, qualunque possa essere,

Di tutti i Conquistatori delle dieci direzioni, dei figli dei Conquistatori,

Dei pratyekabuddha, di quelli che devono imparare ancora di più,

Di quelli che non hanno più alcunché da imparare e di tutti gli esseri ordinari.

Gioire” significa ricordare i benefici delle virtù di questi cinque tipi di persone e quindi coltivare il diletto per loro, come una persona povera farebbe nello scoprire un tesoro. (Kensur Yesce Thupten commenta che i gruppi di persone sarebbero cinque se raggruppi insieme come sravaka quelli che hanno da imparare ancora e quelli che non hanno più niente da imparare.)

Il prossimo verso esprime la quinta branca dell’adorazione, implorare di girare la ruota dell’insegnamento:

Io imploro tutti i protettori,

Le luci del mondo delle dieci direzioni

Che hanno raggiunto lo stato di Buddha, che è libero da attaccamento,

Di girare l’impareggiabile ruota dell’insegnamento.

{98} Implorare di girare la ruota dell’insegnamento si riferisce ad immaginare dapprima che immagini duplicate del tuo corpo si emanino dal tuo corpo in numero pari ai Buddha delle dieci direzioni. Quindi tu chiedi loro di dare gli insegnamenti. Questi Buddha risiedono nei regni dei Buddha delle dieci direzioni e non aspettano molto per insegnare dopo essersi risvegliati all’illuminazione e aver ottenuto la conoscenza che è senza attaccamento e senza ostacolo. Il maestro Ye-shay-day cita nel suo commentario la frase “risvegliati all’illuminazione” e la spiega.

Il prossimo verso esprime il sesto ramo dell’adorazione, la supplica:

Supplico con le mani giunte in preghiera

Quelli che desiderano dimostrare il loro nirvana finale.

Per favore, restate per eoni di numero pari alle particelle dell’universo

Per portare felicità e beneficio a tutti gli esseri.

La supplica implica immaginare incommensurabili immagini duplicate del tuo corpo. Di fronte a te ci sono i Buddha nei reami dei Buddha delle dieci direzioni, che stanno insegnando come passare nel nirvana finale. Tu quindi richiedi che essi rimangano per eoni pari in numero alle minute particelle entro ciascuno dei regni dei Buddha, per portare felicità temporanea e il beneficio ultimo agli esseri viventi.

Il prossimo verso esprime il settimo ramo dell’adorazione, la dedica:

Qualunque merito abbia accumulato, per quanto minimo, Dall’omaggio, l’offerta, la confessione,

Il gioire, l’implorare e la supplica –

lo dedico tutto all’illuminazione.

La dedica si riferisce al non esaurire alcuna delle radici di virtù – che sono illustrate dai sei rami dell’adorazione di cui sopra – perché le hai dedicate con forte aspirazione come cause della completa illuminazione per te stesso e per tutti gli esseri viventi.

Comprendendo il significato delle parole di questi versi in questo modo, recitale lentamente come indicato, senza distrazione. [59] Una volta che fai questo, avrai una quantità incommensurabile di meriti.

Tu accumuli le collezioni di meriti e sublime saggezza, le condizioni favorevoli, eseguendo i cinque rami di 1 omaggio, 2 offerta, 3 gioire, 4 implorazione e 5 supplica. Tramite la confessione elimini le oscurazioni, che sono le condizioni sfavorevoli. Coltivando il diletto nella virtù che hai generato, (diletto) che fa parte del gioire, accrescerai anche la tua virtù. Potresti avere poche virtù come risultato di accumulazione, purificazione e {99} accrescimento, ma le espanderai enormemente tramite la dedica. Benché gli effetti virtuosi possano sorgere temporaneamente e poi dissolversi, tramite la dedica non si dissolveranno mai. Per riassumere, i sette rami dell’adorazione sono incluse nelle seguenti tre: accumulazione, purificazione, e produrre una espansione e una mancanza di dissipazione.

  1. Poi, una volta che hai formato nella tua mente un’immagine degli oggetti del mandala e hai offerto il mandala, fai con forte aspirazione la seguente supplica molte volte, (Questa preghiera è nota come Don chen po gsum la gsol ba ‘debs pa, Supplica per i Tre Grandi Propo- siti).

    Per favore, benedici tutti gli esseri viventi, mie madri, e me stesso, affinché possiamo velocemente porre fine a tutti gli stati mentali difettosi, cominciando dal non rispettare il maestro e finendo col concepire segni di vera esistenza nei due tipi di sé.

Per favore benedici noi affinché possiamo facilmente produrre tutti gli stati mentali privi di difetti, cominciando dal rispettare il maestro e finendo col conoscere la realtà dell’assenza del sé.

Per favore, benedici noi per domare tutti gli ostacoli interni ed esterni.

  1. L’effettiva sessione

  1. Come sostenere la meditazione in generale

Ciò che è conosciuto come “meditazione” è l’atto di mantenere un oggetto di meditazione e specifici aspetti soggettivi focalizzando ripetutamente la mente su un oggetto virtuoso di meditazione. (In questo contesto, l’aspetto soggettivo dell’oggetto (yul gyi rnam pa) è che il guru è un Buddha e l’aspetto soggettivo della tua mente (yul can gyi rnam pa) è la tua fede o convinzione che il guru sia un Buddha.)

Lo scopo di questo è il seguente. Da tempo senza inizio sei stato sotto il controllo della tua mente; la tua mente non è stata sotto il tuo controllo. Per di più, la tua mente tendeva ad essere oscurata dalle afflizioni e così via. Perciò, la meditazione mira a portare sotto controllo questa mente, che dà origine a tutti i difetti e le mancanze e quindi mira a renderla utilizzabile. Utilizzabile significa che puoi dirigere la tua mente come vuoi verso un oggetto virtuoso di meditazione.

Potresti tentare di sostenere la tua meditazione saltando da questo a quell’oggetto di meditazione. [60] Puoi considerare di mettere insieme a tuo piacere una vastità di oggetti di meditazione senza uno specifico ordine. Benché tu possa fare questo, non sarai in grado di prendere il tuo oggetto di meditazione con questo metodo. Di conseguenza, ostacolerai grandemente l’abilità della tua mente di essere diretta secondo la tua volontà verso un oggetto virtuoso di meditazione. Se hai fatto di questo un’abitudine fin dall’inizio, la pratica virtuosa di tutta la tua vita sarà difettosa.

Perciò determina fermamente dall’inizio l’ordine definito e l’enumerazione di qualsiasi oggetto di meditazione desideri {100} sostenere. Poi, rafforza la tua volontà pensando ripetutamente: “Non intraprenderò qualcosa di diverso da ciò che ho determinato”. Senza travalicare o non essere all’altezza di ciò che hai determinato, sostieni la tua meditazione con consapevolezza e vigilanza.

  1. Come sostenere la meditazione in modo specifico

Rifletti prima sui benefici di affidarsi all’insegnante, come il raggiungere velocemente la buddhità, e gli svantaggi del non affidarsi all’insegnante, come dare origine alla sofferenza in questa e nelle vite future. Poi pensa molte volte e con attitudine di restrizione: “Non permetterò mai a me stesso di concepire difetti nel mio guru”. Dopo aver considerato qualsiasi buona qualità del tuo guru che tu conosca – come la disciplina etica, la concentrazione, la saggezza e l’essere erudito – medita su di esse finché produci una fede che ha l’aspetto della chiarezza mentale. Quindi, in accordo con i sutra citati prima, contempla come la gentilezza del tuo guru sia stata e sarà di aiuto per te. Medita su quella finché sviluppi rispetto dal profondo del tuo cuore.

  1. Cosa fare alla conclusione

Per mezzo di preghiere come la Preghiera di Samantabhadra ed Aspirazione in Settanta Versi (Pranidhana-saptati), dedica la virtù che hai accumulato.

Fai questo con un’aspirazione così forte che sarà la causa della realizzazione dei tuoi scopi temporanei ed ultimi. Medita in questo modo in quattro sessioni: prima dell’alba, il mattino, il pomeriggio e al calare della notte.

Inoltre, se all’inizio mediti per un tempo lungo sarai facilmente soggetto a mollezza ed eccitazione. Se questa diventa un’abitudine, sarà poi difficile correggere la tua consapevolezza. Perciò, medita in molte sessioni brevi. Se finisci la sessione quando ancora vorresti meditare, sarai ansioso di riprendere ciascuna sessione futura. [61] Altrimenti, si dice che proverai la nausea nel vedere il cuscino.

Quando la tua meditazione è diventata piuttosto stabile, allunga la sessione. In tutte le sessioni rendi la tua pratica libera dai difetti di essere o troppo stretta o eccessivamente rilassata; sostieni dunque così la tua meditazione. In questo modo avrai pochi ostacoli e supererai i problemi come l’eccessiva stanchezza, la mollezza e la letargia.

  1. Cosa fare tra le sessioni di meditazione

In generale, ci sono molte cose da fare tra le sessioni di meditazione, come l’omaggio, la circumambulazione, e la recitazione [di 101 preghiere e scritture]. Tuttavia, la cosa principale da fare in questo contesto è la seguente.

Dopo aver fatto lo sforzo di meditare nella sessione effettiva e quando sei sul punto di concludere la sessione, potresti non essere in condizione di fare affidamento sulla presenza mentale e sulla vigilanza e potresti invece lasciare andare completamente ciò che dovrebbe essere sostenuto – l’oggetto della meditazione e i suoi aspetti soggettivi. Se fai questo, il tuo progresso sarà estremamente piccolo. Perciò, perfino tra le sessioni, presta attenzione agli insegnamenti che rivelano il significato del tuo oggetto di meditazione, e riportalo alla memoria ripetutamente. Accumula, con molti mezzi, le collezioni, che sono condizioni favorevoli per produrre buone qualità. Rimuovi anche, con molti mezzi, le oscurazioni, che sono condizioni sfavorevoli. Applicando ciò che sai, sforzati per qualsiasi voto tu abbia promesso di osservare, perché questa è la base di ogni cosa. In aggiunta, segui l’istruzione chiamata “Consolidamento” riguardo a: (1) addestrare la mente nell’oggetto di meditazione e nei suoi aspetti soggettivi; (2) osservare i voti, e (3) accumulare le collezioni.

Inoltre, impara le quattro condizioni preliminari, che sono cause che producono facilmente i sentieri della serenità e della visione penetrante intuitiva: (a) mettere un freno alle facoltà sensoriali, (b) agire con vigilanza, (c) dieta appropriata, e (d) sforzarsi di praticare senza dormire al momento sbagliato, e agire nel modo appropriato nel momento del sonno.

  1. Applicare restrizioni alle facoltà sensoriali

Ci sono cinque parti in questa sezione, la prima delle quali è ciò con cui poni un freno alle facoltà sensoriali. Le metti a freno con un mantenimento costante della attenzione consapevole e con una persistenza continua di essa. Riguardo a queste due, la prima, mantenere la attenzione consapevole, significa che pratichi ripetutamente la presenza mentale senza dimenticare gli insegnamenti concernenti il controllo delle facoltà sensoriali, così come le altre tre condizioni preliminari. La seconda, persistere continuamente nell’attenzione consapevole, significa che pratichi continuamente e con rispetto l’attenzione consapevole. Ciò a cui poni un freno sono le sei facoltà sensoriali. Ciò da cui le trattieni sono i sei oggetti sensoriali attraenti e i sei non attraenti. (La percezione, nella psicologia buddhista, consiste in tre aspetti: la facoltà sensoriale (che include la facoltà sensoriale mentale, insieme alle cinque facoltà sensoriali), l’oggetto, e la conoscenza che sorge in dipendenza dalla facoltà sensoriale e dal suo oggetto. Questi sei oggetti sensoriali sono i cinque fenomeni delle coscienze sensoriali – forme, suoni, odori, gusti e oggetti tangibili – e quello della coscienza mentale.)

Come porre un freno alle facoltà sensoriali ha due parti, e sono le seguenti:

  1. Sorvegliare le facoltà sensoriali: [62] Dopo che le sei coscienze sono sorte sulla base dei loro oggetti sensoriali e delle loro facoltà, la coscienza mentale produce attaccamento per i sei oggetti sensoriali attraenti e ostilità verso i sei {102} non attraenti. “Sorveglia le facoltà sensoriali” significa proteggere la tua mente da tale attaccamento e ostilità, e fare un grande sforzo per non produrli.

  2. Praticare la restrizione alle sei facoltà sensoriali è (consiste nel) bloccare le facoltà sensoriali. Per esempio, non permetti loro di occupar- si di quegli oggetti dei sensi che produrrebbero afflizioni se, ad esempio, li guardassi.

Inoltre “sorvegliare le facoltà sensoriali” significa non fare caso ai sei oggetti dei sensi né immaginarli, anche quando un’attitudine peccaminosa, come l’attaccamento, sorge a causa di dimenticanza o di abbondanti afflizioni. “Fare caso a” si riferisce al percepire, al prestare attenzione all’apparenza intenzionale o non intenzionale degli oggetti dei sensi, come le forme che non dovresti guardare. “Immaginare” può riferirsi al fatto che la coscienza mentale apprende gli oggetti sensoriali che producono attaccamento, ostilità e ignoranza, dopo essere stati percepiti dalle sei coscienze. Può riferirsi anche all’udire (qualcosa) da altri su questi oggetti sensoriali e quindi immaginarli nonostante non siano mai stati percepiti.

Porre un freno significa proteggere la mente dall’essere afflitta e quindi porla su qualcosa che sia eticamente neutro o virtuoso. Qui, il momento per porre la mente su qualcosa che sia “non oscurato ed eticamente neutro” non è quando la mente sta apprendendo un oggetto virtuoso di meditazione, ma in altri momenti, come durante le attività fisiche.

  1. Agire con vigilanza

  1. I fondamenti sui quali agisci

Questa sezione ha due parti: le cinque azioni di movimento e le cinque azioni di attività in un tempio.

Le cinque azioni di movimento sono:

  1. azioni del corpo: andare in altri luoghi, come città e templi e ritornare da essi;

  2. azioni degli occhi: sia guardare in misura limitata vari oggetti perché li hai visti non intenzionalmente, sia vedere completamente quegli oggetti che hai guardato intenzionalmente;

  3. azioni degli arti, delle dita (delle mani) e delle dita dei piedi: distendere e contrarre gli arti, le dita (delle mani) e le dita dei piedi;

  4. azioni degli abiti religiosi e delle ciotole dell’elemosina: [63] maneggiare e fare uso dei tre tipi di vesti religiose e della ciotola dell’elemosina; e

  5. azioni in relazione alle elemosine: mangiare, bere e così via.

{103} Le cinque azioni dell’attività in un tempio sono:

  1. azioni del corpo: camminare in un’area designata; andare da una persona che è in accordo con gli insegnamenti; entrare in un passaggio allo scopo di ricevere gli insegnamenti; sostare in presenza di quelli che stai andando a vedere e che sono in accordo con l’insegnamento – l’abate, il maestro, il guru e così via; o sedere nella posizione completa del loto su un sedile e così via;

  2. azioni della parola: ricevere la trasmissione orale dei dodici rami della scrittura dei quali non hai precedentemente ricevuto la trasmissione orale; comprenderli tutti; recitare ciò che hai ricevuto; insegnarli agli altri e conversare con altri per incoraggiare la loro perseveranza gioiosa;

  3. azioni della mente: dormire nella parte media della notte; ritirarti in un posto quieto e non parlare mentre pensi al significato di ciò che hai udito; praticare la concentrazione per mezzo dei nove stati mentali e sforzarti per (conseguire) la visione penetrante intuitiva (insight) e, quando ti senti stanco durante il periodo caldo, fare qualcosa per eliminare il desiderio di addormentarti in un momento non appropriato; e

  4. azioni del giorno e (5) azioni della notte: entrambe queste si riferiscono al non dormire durante il giorno o nel primo e nell’ultimo periodo della notte. Queste si riferiscono anche ad azioni fisiche e verbali. Inoltre, l’affermazione di cui sopra: “Dormire nel periodo medio della notte”, si riferisce solo ad azioni della notte e ad azioni della mente.

  1. Agire con vigilanza rispetto ai fondamenti

Agire con vigilanza rispetto ai summenzionati dieci fondamenti significa quanto segue. Quando cominci un movimento o una attività, proprio dall’inizio agisci coscienziosamente e stabilisci la consapevolezza rispetto a quell’azione. Pervaso di entrambe queste due, analizza gli elementi della situazione ed analizza come dovresti procedere; poi pensaci e arriva a una comprensione della situazione alla luce di ciò che hai concluso.

Riguardo a questo, ci sono quattro elementi:

  1. L’elemento della base: rispetto a uno qualsiasi dei dieci fondamenti – quelli delle azioni del corpo, e così via – dovresti analizzare cosa succederà e come procedere e quindi considera la situazione alla luce di ciò che hai concluso.

{104} [64] Per esempio, rispetto alle azioni di uscire e ritornare, comprendi il modo di andare e venire come è insegnato nei testi sulla disciplina. Quindi rifletti mentre vai e vieni: “Ora sto facendo questo e ora questo”.

  1. L’elemento della direzione: riguardo alle direzioni, analizza per sco- prire cosa succederà e come procedere e poi considera la situazione alla luce di ciò che hai concluso. Per esempio, quando esci, non andare nei cinque luoghi, da uno che vende liquori e così via. (‘Jam-dbyangs-bzhad-pa (mChan, 135.5) elenca i cinque luoghi, come il posto che vende liquori, un bordello, un cattivo macello, il palazzo del re e un macello regolare.)

  2. Avendo compreso che dovresti andare in luoghi diversi da quelli, sii vigile rispetto a questo quando esci.

  3. L’elemento del tempo: riguardo a qualsiasi periodo di tempo, analizza per scoprire cosa succederà e come procedere e quindi considera la situazione alla luce di ciò che hai concluso. Per esempio, una volta che hai compreso che è buona cosa andare in città al mattino e non al pomeriggio, agisci di conseguenza e sii vigile in quel momento.

  4. L’elemento delle azioni: indipendentemente da quante azioni intraprendi, analizza per scoprire cosa accadrà e come procedere e poi consi- dera la situazione alla luce di ciò che hai concluso. Per esempio, quando esci, tieni a mente qualsiasi precetto possa esserci sull’uscire, come “Andare ad un altro domicilio in un modo molto controllato”.

In breve, sii attento a qualunque comportamento possa verificarsi di notte o di giorno. Quindi comprendi quale debba essere tenuto e quale non debba essere tenuto. Ogni volta che assumi quelli che devono essere tenuti o che ti distogli da quelli che non devono essere tenuti, sii vigile e pensa: “Ora sto assumendo oppure mi sto distogliendo da questo, e ora da questo”. Se fai questo, si dice che non sarai macchiato dalle infrazioni in questa vita, ed anche dopo la morte non cadrai nei reami miserabili, e avrai le condizioni preliminari per conseguire la conoscenza dei sentieri che non hai ancora conseguito.

Ho predisposto sia questa sezione dell’agire con vigilanza che la sezione sul controllare le facoltà sensoriali in accordo con le citazioni dei sutra (fatte) dal nobile essere Asanga e con i successivi commentari sul significato di quelle citazioni. Lavora su queste pratiche, perché si dice che se lo farai, avrai un successo non comune in tutte le pratiche virtuose; in particolare, la tua disciplina etica sarà completamente pura e tu raggiungerai facilmente gli stati non discorsivi di concentrazione che comprendono la serenità meditativa e la visione speciale (insight). [65]

{105} c) Dieta appropriata

Una dieta appropriata ha quattro attributi:

  1. Non mangiare troppo poco: se mangi troppo poco, avrai fame e ti indebolirai, non avendo forza per le attività virtuose. Perciò “non mangiare troppo poco” significa che devi mangiare la giusta quantità di cibo che ti consentirà di non essere afflitto dalla fame fino al pasto dell’indomani.

  2. Non mangiare troppo: questo perché se mangi troppo, il tuo corpo si appesantirà come se tu stessi trasportando un peso. Sarà difficile inspirare ed espirare. Aumenteranno la sonnolenza e la letargia. Sarai inadatto per qualsiasi azione, perciò non avrai forza per eliminare le afflizioni.

  3. Mangiare cibo digeribile e sano: con tale cibo eliminerai le antiche sensazioni di sofferenza in relazione al cibo e non ne creerai nuove.

  4. Mangiare cibo appropriato, che non produce afflizioni: con tale cibo non creerai azioni sbagliate e resterai felice.

Inoltre, il rimedio all’ardente desiderio di cibo sta nel meditare sui difetti del cibo. Ci sono tre difetti: (1) Il difetto che nasce dalle cause del godimento: contempla come qualsiasi cibo colorato vivacemente, aromatico e dal buon sapore appaia come vomito una volta che l’hai masticato e impregnato di saliva. (2) Il difetto che nasce dal digerire il cibo: contempla come il cibo produca elementi come la carne e il sangue dopo essere stato digerito nel periodo medio o finale della notte. Contempla come una parte del cibo diventi feci e orina e quindi resti nella parte inferiore del corpo; per di più, ogni giorno devi espellerlo. Pensa a quanti tipi di malattie si sviluppino in relazione al cibo.

(3) I cinque difetti che nascono da cercare il cibo. Questi cinque sono:

  1. Il difetto del procurarselo: quando sei tormentato dal gran caldo e dal freddo, devi (comunque) fare un grande sforzo per procurarti il cibo e mettere insieme le sue cause. Se non lo procuri, soffri qualche pena e così via. Anche se procuri il cibo, temi che sarà rubato o sprecato e quindi soffri per il fatto di prenderti la briga di sorvegliarlo.

  2. Il difetto di danneggiare le relazioni strette: perfino i parenti prossimi come padri e figli, disputeranno e litigheranno tra di loro a causa del cibo. [66] {106}

  3. Il difetto dell’insaziabilità: I re e simili entreranno in guerra tra di loro e sperimenteranno grande sofferenza quando la loro brama di cibo si intensifica.

  4. Il difetto della mancanza di indipendenza: Quelli che mangiano il cibo d’altri sperimentano molta sofferenza quando lottano con gli oppositori per conto del loro leader.

  5. Il difetto che nasce dal fare cose sbagliate: Avendo accumulato peccati del corpo, della parola e della mente per via del cibo e delle sue cause, ricordi i tuoi peccati quando stai per morire e muori con il rimorso. Inoltre, dopo la morte, cadi in un regno di miseria.

Nonostante tutto questo, il cibo è di qualche beneficio: dopo tutto, il corpo dipende da esso. Mangia il cibo dopo aver pensato: “Dato che non è corretto far conto sul cibo solo per il mantenimento del corpo, io mi comporterò in modo puro in relazione al mantenimento del mio corpo. I benefattori e coloro che effettivamente compiono atti di carità lavorano così duro che la loro pelle, carne e sangue si inaridiscono! Quindi fanno i doni col desiderio di un risultato speciale. Assicurerò che le loro azioni abbiano grande effetto”. Ricorda anche che il Compendio degli Addestramenti di Shantideva dice di mangiare riflettendo sul fatto che: (1) stai beneficiando colui che dà; (2) mentre ora stai radunando nel tuo corpo i microrganismi tramite il dono materiale del cibo, in futuro radunerai questi esseri per mezzo dell’insegnamento; e (3) compirai il benessere di tutti gli esseri viventi. Anche Lettera a un Amico (Suhrllekha) http://www.sangye.it/altro/?p=9149, http://www.sangye.it/altro/?p=9177, di Nagarjuna dice:

Con la comprensione che il cibo è come una medicina, Mangia senza avversione o attaccamento,

Non per arroganza, potenza o robustezza, Ma solo per mantenere il tuo corpo.

d) Come praticare con diligenza, senza dormire nel momento sbagliato e come agire appropriatamente nel momento del sonno

La Lettera a un Amico:

Oh Essere Ragionevole, dopo aver coltivato la virtù tutto il giorno,

E anche nel primo e nell’ultimo periodo della notte,

Dormi tra questi due periodi con consapevolezza, Non sprecando neppure il momento del sonno.

Tutto il giorno” e “nel primo e nell’ultimo periodo della notte” si riferiscono entrambi a ciò che si dovrebbe fare durante e tra le sessioni di meditazione. [67] Perciò, quando stai seduto o quando stai in piedi, agisci con uno scopo (intenzionalmente), come ho spiegato prima, sgomberando completamente la mente dalle cinque oscurazioni: (eccitazione e rimpianto, malevolenza, letargia e sonnolenza, desideri struggenti, dubbi).

{107} Ci sono insegnamenti sia per le sessioni di meditazione che per i periodi tra le sessioni di meditazione riguardo al porre sotto controllo le facoltà sensoriali e all’agire con vigilanza, così come questa sezione sul compiere lo sforzo di praticare invece di dormire. Perciò, io qui ho scelto gli insegnamenti per (i periodi) tra le sessioni. La tua condotta durante il sonno cade tra le sessioni perciò non trattare neppure quella come se fosse senza scopo.

Come dovresti dormire? Durante il giorno e nella prima delle tre suddivisioni della notte, usa il tuo tempo compiendo attività virtuose; quindi dormi quando sopraggiunge la parte intermedia. Questo perché dormendo darai vigore a quegli elementi del corpo che vengono beneficiati dal sonno. Se sviluppi il tuo corpo in questo modo, esso sarà utilizzabile al massimo per l’impiego in ambo i tipi di perseveranza gioiosa del gruppo delle virtù, e anche questo sarà di grande aiuto. (I due tipi di perseveranza gioiosa sono: la perseveranza gioiosa della pratica costante (rtag sbyor) e la perseveranza gioiosa della pratica reverente (gus sbyor). La prima è come il termine lascia intendere, e la seconda è provare diletto in quella e fare uno sforzo intenso.)

Quando vai a dormire, per prima cosa esci dalla stanza della meditazione, lavati i piedi e quindi entra nella tua stanza. Poi, coricandoti sul lato destro, metti la gamba sinistra sulla gamba destra e dormi come un leone. Quanto al dormire come un leone, tra tutti gli animali è il leone che usa una capacità superiore, fiducia e fortitudo per soggiogare i suoi antagonisti. Allo stesso modo, colui che, invece di dormire, persevera con gioia nella pratica, userà una capacità superiore, etc. per sottomettere gli avversari e, nel momento del riposo, dormirà come un leone. Questo è diverso dal sonno degli spiriti affamati, delle deità o di quelli che sono impegolati nel desiderio, perché tutti questi hanno pigrizia, debole perseveranza e poca capacità di soggiogare gli antagonisti. (‘Jam-dbyangs-bzhad-pa (mChan, 141.2-3) commenta che il modo di dormire dello spirito affamato è con la faccia in giù, la deità dorme sulla schiena e il modo di dormire di quelli che sono dominati dai desideri è sul lato sinistro.)

Da un altro punto di vista, dormire sul fianco destro come un leone significa che il tuo corpo naturalmente non si affloscia. Anche quando ti sei addormentato non perdi la consapevolezza. Il sonno non diventa pesante. Non hai sogni cattivi o peccaminosi. Ma nel caso tu dorma in qualche altro modo, sorgeranno tutti i difetti che sono l’opposto di questi quattro.

Ci sono quattro tipi di pensieri coi quali addormentarsi: (1) L’idea dell’Illuminazione: per prima figurati un’immagine di luce, e quindi dormi immaginando la luce. [68] In questo modo, quando ti addormenti non sorgerà l’oscurità nella tua mente. (2) Attenzione consapevole: questa nasce dall’aver udito, pen- sato e meditato sugli insegnamenti significativi, virtuosi. Persegui questa pratica finché ti sei addormentato. Con questi mezzi, anche quando dormi, la tua mente continua ad occuparsi degli insegnamenti, proprio come se tu non dormissi. In breve, manterrai la tua pratica virtuosa anche quando dormi. (3) Vigilanza: mentre coltivi in questo modo l’attenzione consapevole, potrebbe sorgere una delle tue afflizioni. Se sorge una di queste, tu la noti e la elimini invece di non opporti ad essa. (4) L’idea di alzarsi: questa ha {108} tre aspetti. Primo, non permettere che la mente scivoli in uno stato in cui sia completamente sopraffatta dal sonno. Dormi, invece, in un modo molto leggero, come un cervo, con una mente imbevuta di perseveranza gioiosa. Questo preverrà il sonno pesante e sarai in grado di risvegliarti senza dormire eccessivamente. Secondo, pensa: “Ah, io praticherò sempre stando sveglio, come ha insegnato il Buddha”, e poi, con grande sforzo, sviluppa un’aspirazione per questo fine. Con ciò il tuo sonno non si discosterà dal sonno di un leone, che il Buddha ha permesso. Terzo, pensa: “Proprio come oggi ho perseverato gioiosamente nel coltivare la virtù e nel non dormire, io farò anche domani la stessa cosa”. Questo preverrà l’interruzione della continuità della tua aspirazione spirituale a coltivare la virtù. Anche se dimentichi la tua aspirazione, lavora sempre per rafforzarla.

Comportandoti così nel mangiare e nel dormire, non ci saranno azioni sbagliate. Dal momento che agire intenzionalmente in questo modo ti farà chiaramente smettere di sprecare una parte così grande della tua vita, io l’ho spiegato come determinato dal nobile Asanga citando i sutra. Tutto quello che ho detto qui su come agire prima, durante, dopo e tra le sessioni, si applica a tutte le meditazioni descritte da qui in avanti, e includendo la sezione sull’insight (visione penetrante intuitiva). [69] Le sole eccezioni sono le procedure meditative peculiari durante le sessioni effettive. Questo conclude la spiegazione del cosa fare (nei periodi) tra le sessioni.

 Capitolo 6: CONFUTARE LE CONCEZIONI ERRATE SULLA MEDITAZIONE {109}

Ci sono persone che ancora non riconoscono che le scritture classiche e i loro commentari costituiscono istruzioni personali e che, perciò, potrebbero avere il seguente dubbio:

Dubbio: Quando mediti sul sentiero dovresti fare solo la meditazione di stabilizzazione invece di analizzare ripetutamente il tuo oggetto di meditazione, perché l’analisi ripetuta con la saggezza che discerne è solo per i momenti di studio e riflessione. Inoltre, l’analisi ripetuta ti impedirà il raggiungimento futuro della buddhità perché il pensiero concettuale apprende i segni di vera esistenza.

Risposta: Questo è ciarlare insensato di uno che è completamente ignorante rispetto ai punti cruciali della pratica, perché l’Ornamento per i Sutra Mahayana di Maitreya afferma: La retta attenzione è basata sullo studio precedente. La saggezza sublime, che ha come oggetto la realtà, sorge dalla coltivazione della retta attenzione.

Qui Maitreya insegna che dovresti usare la saggezza che deriva dalla riflessione per prestare attenzione correttamente al significato di ciò che hai studiato. Da ciò sorgerà la saggezza che deriva dalla meditazione e percepisce la realtà. Perciò, prima studia con qualcuno ciò che intendi praticare e pervieni a conoscerlo di seconda mano. Poi usa la scrittura e il ragionamento per riflettere ade- guatamente sul significato di ciò che hai studiato, pervenendo a conoscerlo di prima mano. Una volta che, con questo tipo di studio e riflessione, determini il significato di ciò che originariamente intendevi praticare e {110} non hai dubbi, familiarizza ripetutamente con esso. Noi chiamiamo “meditazione” questa familiarizzazione ripetuta. Perciò ti servono entrambe, sia la meditazione analitica ripetuta che la meditazione di stabilizzazione non analitica sul significato di ciò che originariamente intendevi praticare, che era determinato tramite lo studio e la riflessione e l’uso della saggezza che discerne per analizzare que- sto significato. Perciò, pretendere che tutte le meditazioni siano meditazioni di stabilizzazione è come prendere un grano di orzo e dire: “Questo è tutti i grani di orzo che ci sono”. [70]

Inoltre, proprio come lo studio deve precedere la saggezza che deriva dallo studio e la riflessione deve precedere la saggezza che deriva dalla riflessione, così anche la meditazione deve precedere la saggezza che deriva dalla meditazione. Visto che è così, meditazione significa familiarizzare con ciò che hai accertato usando la saggezza che deriva dalla riflessione. Perciò, si dice che la saggezza che deriva dalla meditazione è un prodotto della saggezza che deriva dalla riflessione. Pertanto, la profondità della saggezza che deriva dai tuoi studi è commisurata ai tuoi studi. L’ampiezza della tua riflessione è commisurata a questa saggezza, mentre la profondità della saggezza che proviene dalle tue riflessioni è proporzionata alle tue riflessioni. La magnitudo della tua pratica di meditazione corrisponde alla profondità della tua saggezza di riflessione, mentre la tua abilità di fermare i difetti e conseguire buone qualità è commisurata alla tua pratica di meditazione. Perciò, le scritture e i loro commentari dicono che lo studio e la riflessione sono molto importanti per la pratica della meditazione.

Obiezione: Ciò che è determinato tramite lo studio e la riflessione non va inteso come meditazione, ma puramente come il promuovere una conoscenza superficiale ed eliminare le concezioni errate degli altri. Pertanto, quanto mediti, devi meditare su qualcosa che non sia in relazione col tuo studio e riflessione.

Risposta: Questo è incoerente, come mostrare a un cavallo un percorso di gare e correre poi su un altro. Questo distrugge completamente il processo di sviluppo delle tre saggezze (sono quelle che sorgono dallo studio, dalla riflessione e dalla meditazione) in successione, che è ciò che le scritture nel complesso presentano. Ciò implica anche l’affermazione insensata: “Non è necessario tanto studio per percorrere il vero sentiero”.

Una indicazione del mancato riconoscimento di questi punti critici sta nel non distinguere all’inizio tra coloro che sono ben addestrati nei sutra e nei tantra e coloro che non hanno alcun addestramento {111} e quindi non assegnare la giusta quantità di pratica. Un’altra indicazione del genere è che i meditatori vengono criticati se fanno studio o ricerca. Queste abitudini errate persistono in Tibet. [71]

Se la mera familiarizzazione con la conoscenza acquisita tramite la saggezza dello studio e della riflessione non fosse in effetti una buona qualità risultante dalla meditazione, come potrebbe questo contraddire (il postulato) secondo cui la familiarizzazione è semplicemente equivalente alla meditazione? Se così fosse, allora la meditazione non sarebbe mai possibile per un essere ordinario che non avesse raggiunto l’accesso alla prima stabilizzazione meditativa. (L’“accesso” al primo livello della meditazione, chiamata “prima stabilizzazione meditativa”, è raggiunto attraverso specifici tipi di attenzione, come la serenità meditativa.) Infatti, i testi sulla conoscenza spiegano spesso che il processo di entrare nel livello più alto dal livello del regno del desiderio crea una buona qualità che risulta dalla meditazione, ma non c’è un tale risultato di meditazione [creazione di una buona qualità] associato al regno del desiderio stesso. (Il termine tradotto qui come “buona qualità che risulta dalla meditazione”, (bsgoms byung), ha un significato specifico. Tali buone qualità sono associate con i regni della forma e senza forma. Tuttavia, puoi conseguirle nel regno del desiderio; proprio non ci sono buone qualità che risultino dalla meditazione associate allo stesso regno del desiderio.)

Perciò, comprendi “meditazione” come è spiegato nel Commentario alla Chiare Parole (Prasphuta-pada) di Dharmamita: “Meditare” è fare che la mente assuma lo stato o condizione dell’oggetto di meditazione.

Per esempio, “meditare sulla compassione” e “meditare sulla fede” significa che bisogna far sviluppare alla mente queste qualità. Per questo, anche i più grandi traduttori usano talvolta il termine “sentiero della meditazione” e altre volte usano il termine “condizionamento”, come nella frase di Ornamento per la Chiara Conoscenza di Maitreya: “I sentieri della visione e del condizionamento”. Condizionamento e meditazione sono sinonimi.

Inoltre, il Venerabile Maitreya dice:

Quanto al ramo della differenziazione certa,

Il sentiero della visione e il sentiero della meditazione,

Sono la riflessione ripetuta, la comprensione, e il preciso discernimento

Che costituiscono il sentiero della meditazione.

Maitreya dice che la riflessione ripetuta, la comprensione e il discernimento certo costituiscono il sentiero della meditazione per un essere nobile Mahayana. Alla luce di ciò, è ridicolo sostenere che la meditazione e l’analisi prolungata siano contraddittorie.

Inoltre, non c’è fine alle affermazioni che spiegano che lo scopo dell’analisi prolungata e ripetuta è la meditazione. Per esempio, ci sono riferimenti al “meditare sulla fede,” “meditare sui quattro incommensurabili e sulla mente dell’illuminazione” e al “meditare sull’impermanenza e la sofferenza”. Santideva nei suoi Impegnarsi negli Atti del Bodhisattva e Compendio degli Addestramenti (dice): Io compongo questo per condizionare la mia stessa mente”.

In {112} questo modo, egli dice che tutti gli stadi del sentiero che egli spiega in questi due testi sono meditazione. [72] In più, il Compendio degli Addestramenti dice: “Perciò, meditate continuamente su qualsiasi distribuzione, protezione, purificazione o accrescimento del vostro corpo, risorse o meriti”. Questo indica che la meditazione include qualsiasi esecuzione delle quattro pratiche di distribuire, proteggere, purificare e accrescere riguardanti il vostro corpo, risor- se e radici di virtù. Tenendo presente questo, non considerate la “meditazione” come se fosse molto limitata.

In aggiunta, sostenere che ogni pensiero concettuale implica l’apprendere segni di vera esistenza e che, pertanto, previene l’illuminazione, è la peggiore delle possibili concezioni errate, in quanto non tiene in conto tutta la meditazione che discerne. Questo è il sistema dell’abate cinese Ha-shang. Io spiego la sua confutazione nella sezione su serenità e visione profonda (insight). Questa concezione errata interferisce anche con lo sviluppo del profondo rispetto per i testi classici, perché questi testi sono in prevalenza interessati solo al bisogno di usare l’analisi che discerne, mentre il sistema di Ha-shang considera non necessaria qualsiasi analisi durante la pratica. Questa è anche una causa maggiore del declino dell’insegnamento, perché quelli che hanno questa concezione erra- ta non riconoscono come istruzioni le scritture classiche e i loro commentari e perciò sminuiscono il loro valore.

Domanda: Se, come dici, ci sono due tipi di meditazione, meditazione analitica e meditazione non analitica di stabilizzazione, che tipi di pratica implica la meditazione analitica e quale tipo (di pratica) implica la meditazione di stabilizzazione?

Risposta: Spiegherò questo. La meditazione analitica è necessaria per le meditazioni come quelle sulla fede nell’insegnante; la grande importanza e la difficoltà di ottenere condizioni agevoli e opportunità; la morte e l’impermanenza; il karma e i suoi effetti; i difetti dell’esistenza ciclica; e la mente dell’illuminazione. Questo perché tali meditazioni necessitano di una consapevolezza che perduri a lungo, molto forte e capace di cambiare la mente. Senza questo non sarai in grado di arrestare le forze, come la mancanza di rispetto, che si oppongono a queste meditazioni.

Inoltre, lo sviluppo di tale potente consapevolezza dipende unicamente dalla ripetuta meditazione con l’analisi che discerne. [73] Per esempio, quando erroneamente sovrapponi molte caratteristiche attraenti all’oggetto del tuo attaccamento, produci un attaccamento intenso. Similmente, quando pensi spesso alle caratteristiche non attraenti del tuo nemico, tu produci odio intenso. È la stessa cosa nel caso di qualunque meditazione su uno qualsiasi di questi tipi di pratiche [morte e impermanenza, karma e i suoi effetti, {113} ecc.], senza tener in conto se sia chiara o no l’immagine dell’oggetto di meditazione. Perciò, pratica la meditazione analitica, perché la tua mente richiede un modo duraturo e molto vigoroso di apprendere i suoi oggetti.

Quando consegui le meditazioni di stabilizzazione come la serenità meditativa, crei una utilizzabilità che ti permette di fissare la mente su un oggetto di meditazione a tuo piacimento. Se coloro le cui menti non possono restare su un oggetto di meditazione analizzano ripetutamente mentre stanno tentando di raggiungere una meditazione di stabilizzazione, essi non saranno in grado di produrre la stabilità mentale. Per cui, in questo caso, dovrebbero praticare la meditazione di stabilizzazione. Spiegherò questo più tardi, nella sessione su serenità meditativa e visione penetrante intuitiva (insight).

Non conoscendo questo sistema, alcuni propongono: “Se sei un erudito, fai solo meditazione analitica. Gli adepti fanno solo la meditazione di stabilizzazione”. Questo non è vero, perché ciascuno dei due deve farle entrambe. L’erudito deve conseguire le meditazioni di stabilizzazione come la serenità meditativa, mentre l’adepto deve senz’altro perseguire le pratiche come la fede intensa nell’insegnante. Inoltre, sia la sezione sutra delle scritture che la sezione tantra delle scritture dicono molto frequentemente che devi usare il discernimento per entrambi questi metodi di meditazione. Se ti manca o sei carente in questa meditazione analitica, allora non svilupperai la saggezza immacolata, la preziosa vita del sentiero. Anche se sviluppi un po’ di saggezza, non crescerà molto. Perciò, non progredirai speditamente lungo il sentiero, perché l’ultimo oggetto che raggiungi sul sentiero è la saggezza che differenzia, in modo comprensivo, senza confusione, la reale natura e la diversità dei fenomeni. Come afferma il maestro Matrceta: “…l’onniscienza è la migliore delle saggezze”. Di conseguenza, se indipendentemente da quanto coltivi il sentiero, la tua attenzione consa- pevole è indurita dalla dimenticanza e hai un’intelligenza lenta riguardo a cosa eliminare e cosa adottare, comprendi che questo è un chiaro segno del fatto che hai preso il sentiero sbagliato.

Per giunta, usando la saggezza che discerne per condurre la meditazione analitica sul significato delle scritture, tu comprendi i molti attributi delle buone qualità dei tre gioielli e così via, e quindi accresci grandemente la fede associata a questi attributi, ecc. [74] Inoltre, una volta che hai usato la meditazione analitica per comprendere i molti difetti dell’esistenza ciclica, sviluppi grande disgusto e disincanto per l’esistenza ciclica, e quindi vedi da molti angoli di visuale i benefici della liberazione. Così cerchi poi diligentemente la liberazione. Usando questa meditazione, tu puoi penetrare anche la mente dell’illuminazione e le molte meravigliose attività delle {114} sei perfezioni e via dicendo. Questo accresce grandemente la tua fede irreversibile, l’aspirazione e la perseveranza gioiosa. Poiché tutto questo è basato esclusivamente sull’uso della saggezza che discerne allo scopo di condurre la meditazione analitica sul significato delle scritture, le persone intelligenti dovrebbe produrre in questo modo una certezza tale che gli altri non possano distoglierli da essa.

Quelli che hanno una comprensione veramente piccola del come meditare, potrebbero dire ciò che segue.

Dubbio: Se fai troppa analisi col discernimento e la porti nella meditazione, ostacolerai la concentrazione, che è indirizzata a un singolo oggetto di meditazione. Così non raggiungerai la ferma concentrazione.

Risposta: Spiegherò questo. La concentrazione ti permette di fissare volontariamente l’attenzione su qualsiasi singolo oggetto di meditazione. Se non hai già raggiunto tale concentrazione, allora questa concentrazione non si svilupperà, se cerchi di ottenerla per la prima volta mentre analizzi molti oggetti. Perciò, fai semplicemente la meditazione di stabilizzazione per ottenere la concentrazione finché la consegui. Se questo è ciò che intendi con il tuo dubbio, allora io concordo.

Comunque, tu potresti asserire che se fai troppa meditazione analitica prima di raggiungere la concentrazione, ostacoli la concentrazione. Se è così, allora è chiaro che non comprendi il modo di ottenere la concentrazione come è spiegato nei commentari dei grandi pionieri. Per esempio, quando un abile fabbro brucia ripetutamente l’oro e l’argento nel fuoco e li lava nell’acqua più e più volte, essi vengono purificati da tutte le contaminazione e residui. L’oro e l’argento diventano allora molto morbidi e duttili. Quindi sono pronti per essere trasformati in qualsiasi ornamento tu voglia, come gli orecchini. [75]

Allo stesso modo, inizialmente usi la saggezza che discerne per meditare ripetutamente sui difetti, come le afflizioni, le afflizioni secondarie, gli effetti karmici del fare cose sbagliate e i difetti dell’esistenza ciclica, secondo il loro ordine nelle scritture. Ciò ti rende completamente scontento o disincantato. Tenendo presente questo, ti allontani dal gruppo di cose non-virtuose e rimuovi questi contaminanti come si fa quando si brucia l’oro nel fuoco. Successivamente, usi la saggezza che discerne per meditare ripetutamente sulle buone qualità, come le buone qualità dell’insegnante, la grande importanza della condizione fortunata e dell’opportunità, le buone qualità dei tre gioielli, il karma virtuoso e i suoi effetti, e i benefici della mente dell’illuminazione, ancora in conformità al loro ordine nelle scritture. Ciò fa sì che la mente diventi {115} “umida” (utilizzabile e flessibile) o chiara. Come per il lavare l’oro nell’acqua, portare questo alla mente (ricordarsi di questo) dirige la mente verso il gruppo di fenomeni virtuosi, produce diletto e quindi imbeve la mente di virtù. Quando questo avviene, focalizza la tua mente su ciò che vuoi raggiungere o la serenità meditativa o la visione speciale (insight) e lo realizzi senza difficoltà. Perciò, tale meditazione analitica è il metodo superiore per conseguire la concentrazione non- discorsiva. Allo stesso modo, il nobile essere Asanga dice:

Per esempio, per purificare l’argento o l’oro da tutti i contaminanti e le impurità, i fabbri e i loro abili apprendisti li bruciano nel fuoco e li lavano nell’acqua. Facendo questo, essi capiscono di poterli trasformare in questo o quell’ornamento per via della utilizzabilità e duttilità (dei metalli). Poi, quelli che conoscono appropriatamente il mestiere, i fabbri e i loro abili apprendisti, usano gli attrezzi dei fabbri per trasformare il metallo in qualunque tipo di ornamento vogliano. Allo stesso modo, gli yoghi e le yoghini diventano disincantati semplicemente non volgendo le loro menti verso alcuna impurità o contaminante come la bramosia. Essi creano il diletto semplicemente non volgendosi verso l’infelicità della mente afflitta e sentendosi inclini alla gioia del gruppo di virtù. [76] Quando fanno questo, le loro menti si collegano, senza fluttuazione o movimento, e si applicano con calma a qualsiasi oggetto si rivolgano entro (l’area di) competenza di serenità e visione profonda (insight). Essi possono allora usare le loro menti nel modo appropriato per raggiungere qualsiasi obiettivo cui mirino.

Mollezza ed eccitazione sono le due principali condizioni sfavorevoli per conseguire una concentrazione in cui la mente stia con fermezza su un oggetto di meditazione. Riguardo a questo, se hai una consapevolezza veramente forte e persistente delle buone qualità dei tre gioielli e così via, eliminerai facilmente la mollezza. Molte autorità affermano che il rimedio per la mollezza è l’innalzamento della mente col vedere le buone qualità. Allo stesso modo, se hai una consapevolezza veramente forte e persistente dei difetti dell’impermanenza, della sofferenza e così via, eliminerai facilmente l’eccitazione. Molte scritture dicono che il disincanto è lodato come il rimedio per l’eccitazione, perché l’eccitazione è una distrazione mentale che implica l’attaccamento.

Perciò, raggiungerai con facilità le concentrazioni stabili che compiacciono l’erudito in un grado proporzionato alla tua coltivazione degli addestramenti, cominciando dalla fede nell’insegnante per finire con la mente dell’illuminazione dell’impegno. Non solo devi prolungare le meditazioni di stabilizzazione dopo esserti liberato da eccitazione e {116} mollezza, ma devi anche sostenere le meditazioni analitiche. A motivo di questo, i dotti guru del lignaggio che ha trasmesso queste istruzioni personali hanno espresso una chiara comprensione di qualsiasi oggetto di meditazione abbiano trasmesso. Per fare questo, prima pensarono al significato dei passaggi appropriati dei sutra e dei loro commen- tari alla luce delle istruzioni personali dei loro guru. Arricchendo la loro presentazione con i detti dei guru del passato, spiegarono in modo esauriente l’argomento della meditazione. Dissero anche che il successo è più difficile per quelli che contemplano per conto proprio che per coloro che trasformano le proprie menti in un’aula, in cui quelli che sanno come spiegare gli insegnamenti lo fanno per quelli che sanno come ascoltare. Questa affermazione è eccellente e vera. [77] Perciò è improprio dire: “Ora è il momento della meditazione” e fare quindi solamente un po’ di meditazione, perché il detto “un tempo per lo studio e la riflessione e un tempo per la pratica” esprime la concezione errata secondo cui la spiegazione estesa degli insegnamenti non è compatibile col contesto della pratica.

Comunque, sembra che esistano a malapena quelli che sanno come mettere in pratica tutte queste spiegazioni. Perciò, dovreste anche creare un’altra presentazione concisa di cosa sostenere nella meditazione.

Il fatto che tu comprenda che tutte le scritture sono istruzioni personali con- segue solo al fatto che tu conosca questo processo meditativo. Perfino quelli che si sono addestrati per lungo tempo nei testi classici dei veicoli del sutra e del mantra possono, quando meditano sul sentiero, interpretare i testi in cui si sono addestrati per sostenere concezioni errate come quelle menzionate sopra. Che bisogno c’è di menzionare quelli che non si sono addestrati nelle collezioni scrit- turali? Perciò, c’è bisogno di stabilire questo in un modo più dettagliato. Nondimeno, temendo la verbosità, io non ho scritto più di questo. Ciò conclude la spiegazione della confutazione delle concezioni errate concernenti il metodo di sostenere la meditazione.

Capitolo 7: UNA VITA UMANA DI CONDIZIONI FAVOREVOLI E OPPORTUNITÀ {117}

  1. Gli stadi del modo in cui gli studenti addestrano le loro menti dopo essersi affidati ad un insegnante

    1. Esortazione a trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni favorevoli e oppor- tunità

      1. Identificazione di condizioni favorevoli e opportunità

        1. Condizioni favorevoli

        2. Opportunità

          1. I cinque aspetti dell’opportunità che riguardano te stesso

          2. I cinque aspetti dell’opportunità che riguardano gli altri

      2. Contemplare la grande importanza delle condizioni favorevoli e dell’opportunità

      3. Contemplare la difficoltà di ottenere condizioni favorevoli e opportunità

Ora è necessario mostrare gli stadi attraverso i quali il guru conduce il discepolo che si affida nel giusto modo all’insegnante, come spiegato in precedenza.

  1. Gli stadi del modo in cui gli studenti addestrano le loro menti dopo essersi affidati a un insegnante.

Gli stadi del modo in cui gli studenti addestrano le loro menti ha due parti:

  1. Esortazione a trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni favorevoli e opportunità (Capitolo 7)

  2. Come trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni favorevoli e opportunità (Capitolo 8 e seguenti) {118}

  1. Esortazione a trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni favorevoli e opportunità

Il trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni propizie e opportunità è spiegato nei termini di tre aspetti: identificare la condizione propizia e l’opportunità; contemplare la loro grande importanza; e contemplare la difficoltà di ottenerle.

  1. Identificazione di condizioni favorevoli e opportunità

1) Condizioni favorevoli

Il Sommario in Versi della Perfezione della Saggezza in Ottomila Righe Ratna-guna-sancaya-gatha dice:

Tramite la disciplina etica elimini

Le otto condizioni non favorevoli

E molte circostanze di una vita da animale.

Per suo mezzo ottieni sempre condizioni propizie.

Secondo questa (visione), “condizioni propizie” significa libertà da una rinascita in una qualsiasi delle otto condizioni non favorevoli. Queste otto condizioni sono esposte in Suhrl-lekha Lettera ad un Amico http://www.sangye.it/altro/?p=9149, http://www.sangye.it/altro/?p=9177 :

Rinascere con visioni errate o senza la parola di un Conquistatore,

O come un animale, uno spirito affannato, un essere dell’inferno,

Una persona incolta in una regione di confine,

Una persona stupida e muta o come una divinità dalla lunga vita [78]

Significa essere afflitti da uno degli otto difetti che corrispondono alle condizioni non favorevoli.

Dopo aver ottenuto la condizione fortunata, che è la libertà da queste, Sforzati di mettere fine alla rinascita.

Con tre di queste otto (condizioni sfavorevoli), sei incapace di sapere cosa sia da adottare e cosa sia da scartare: essere nato in una regione di confine, in cui i quattro tipi di seguaci [monaci e monache completamente ordinati, e monaci e monache novizi] non sono attivi; essere muto, stupido e avere facoltà sensoriali incomplete – il che significa membra, orecchie e così via; e mancare della parola di un Conquistatore, il che significa nato dove non si è manifestato un Buddha. Se hai una visione errata che non comprende bene i tre gioielli, il karma e i suoi effetti, e (che ritiene) non-esistenti le vite passate e future, tu non credi nei sublimi insegnamenti. Se nasci in uno qualsiasi dei tre regni miserevoli, avrai grande difficoltà a sviluppare un’attitudine religiosa e, anche se ne sviluppi un po’, non sarai capace di praticare perché sarai tormentato dalla sofferenza.

Chiare Parole: Spiegazione di “Lettera a un Amico” (Vyakta-pada-suhrl- lekha-tika) di Mahamati spiega che una divinità dalla lunga vita è {119} un (essere) che manca di discriminazione e vive nel regno senza forma. Il Discorso sulle Otto Condizioni non Propizie (Astaksana-katha) di Asvaghosa spiega che una divinità dalla lunga vita è un (essere) del regno del desiderio che è costantemente distratto da attività del desiderio. Il Tesoro della Conoscenza di Vasubandhu afferma che le divinità prive di discriminazione esistono nell’area del Grande Frutto, una terra della quarta stabilizzazione meditativa. (Il Grande Frutto (in sanscrito, Vrtaphala) è una delle otto terre della quarta stabilizzazione meditativa. Alcune delle deità di questa regione sono prive di condizioni propizie perché si trovano in un assorbimento meditativo che manca di discriminazione (asamjnisamapatti,‘du shes med pa’i snyoms ‘jug), che è molto simile al nostro sonno profondo senza sogni. Quando nascono hanno l’idea di essere nati e quando stanno per morire hanno l’idea di essere in punto di morte. Questa descrizione dell’ubicazione della loro regione si riferisce a un monastero che è lontano di cinquecento cubiti di distanza da qualsiasi insediamento laico.) Questa area è separata dal resto del Grande Frutto nel modo in cui un monastero è separato da un insediamento di laici. Per di più, queste deità hanno menti e processi mentali inattivi, eccetto per il tempo che segue immediatamente alla nascita e durante la morte. Infine, esse vivono per molti grandi eoni. È scorretto dire che un essere nobile che esista nel regno senza forma si trovi in una condizione priva di fortuna. Perciò, noi diciamo che gli esseri ordinari nati nel regno senza forma sono in una condizione non favorevole perché non hanno l’opportunità di raggiungere il sentiero della liberazione. Lo stesso si può dire anche per la rinascita come deità del regno del desiderio, che è costantemente distratta dai piaceri dei sensi. (Ba-so-chos-kyi-rgyal-mtshan (mChan, 158.2-3) commenta che Tsong-kha-pa sta indicando che solo le deità dei regni del desiderio e senza forma che siano persone ordinarie e esseri non nobili sono senza condizioni propizie.) Pertanto, riguardo al chiamare queste “condizioni non favorevoli”, Chiare Parole: Spiegazioni della “Lettera ad un Amico” Vyakta-pada-suhrl-lekha-tika afferma:

In questi otto stati non c’è tempo per gli atti di virtù; perciò essi sono chiamati “condizioni non favorevoli”.

  1. Opportunità

a) I cinque aspetti dell’opportunità che riguardano te stesso

Secondo Livelli dello Sravaka i cinque sono:

1 Essere un umano, 2 essere nato in una regione centrale, 3 avere le facoltà sensoriali complete,

4 Avere un karma reversibile e 5 avere fede nella sorgente. [79]

Essere nato in una regione centrale” significa che sei nato in un’area in cui sono attivi i quattro tipi di seguaci. “Avere le facoltà sensoriali complete” significa che non sei stupido o muto e che hai le membra principali, le membra secondarie, gli occhi e così via, intatti. “Avere un karma reversibile” significa che non hai commesso o fatto commettere ad altri i cinque atti di retribuzione immediata. (I cinque atti dalla retribuzione immediata sono gli atti odiosi di uccidere il proprio padre, uccidere la propria madre, uccidere un arhat, spargere intenzionalmente il sangue di un Buddha e causare uno scisma nella comunità.) “Fede nella sorgente” significa che hai fede nella disciplina, che è la radice da cui sorgono tutte le virtù mondane e sovramondane. Qui “disciplina” si riferisce alle tre collezioni scritturali. Questi cinque sono chiamati “aspetti di opportunità che riguardano te stesso” perché sono inclusi nella tua corrente mentale e sono condizioni favorevoli per praticare l’insegnamento.

{120} b. I cinque aspetti di opportunità che riguardano gli altri

I cinque sono:

Che un Buddha è venuto, che il sublime insegnamento viene insegnato,

Che l’insegnamento persiste, che ci sono quelli che lo seguono,

Che c’è sollecitudine per gli altri.

Tra questi, “che un Buddha è venuto” (o che appare), significa che un bodhisattva ha accumulato le collezioni di meriti e sublime saggezza per tre eoni incalcolabili e ha raggiunto il cuore dell’illuminazione; i.e., diventare un perfetto Buddha. “Che il sublime insegnamento viene insegnato” significa che un Buddha o i discepoli di quel Buddha stanno impartendo l’insegnamento. “Che l’insegnamento persiste” significa che non sta degenerando tra il momento in cui qualcuno diventa un Buddha e dà l’insegnamento fino a quando questo Buddha passa nel nirvana finale. Inoltre, questa frase si riferisce all’insegnamento nel tempo in cui i suoi seguaci lo ottengono attraverso la conoscenza dei sublimi insegnamenti ultimi. “Che ci sono quelli che seguono” questo insegnamento, significa che ci sono alcuni che comprendono che gli esseri hanno la capacità di percepire il sublime insegnamento. Essi comprendono questo proprio attraverso la conoscenza dei sublimi insegnamenti ultimi menzionati sopra. Questi individui seguono allora l’insegnamento mentre insegnano agli altri secondo la propria conoscenza. “Che c’è sollecitudine per gli altri” si riferisce ai benefattori e a quelli che effettivamente compiono atti di carità dando vesti religiose e via dicendo. Dal momento che queste cinque condizioni esistono nelle menti degli altri e sono condizioni favorevoli per la pratica degli insegnamenti, esse sono chiamate “aspetti delle opportunità che riguardano gli altri”.

I primi quattro aspetti dell’opportunità che riguardano gli altri (come presentati qui da Livelli dello Sravaka) sono al momento incompleti per noi.

Tuttavia è opportuno considerare che un’approssimazione di tre di questi quattro – che il sublime insegnamento viene insegnato, che gli insegnamenti dati persistono, e che ci sono seguaci dell’insegnamento che vi si attengono – sia per noi completa. [80]

  1. Contemplare la grande importanza delle condizioni favorevoli e dell’opportunità

Gli animali lottano fino alla morte meramente per evitare la sofferenza e ottenere la felicità. Perciò, se fai questo e non pratichi il puro insegnamento per ottenere la felicità duratura, sei allora come un animale, nonostante tu sia nato in un regno felice. Come afferma Lettera ad uno Studente (Sisya-lekha) di Ciandragomin:

{121} Proprio come un cucciolo di elefante desidera ardentemente poche boccate D’erba che cresce sull’orlo di una voragine profonda e

Cade nell’abisso senza ottenere nulla,

Così è per coloro che desiderano le gioie di questo mondo.

Non basterà solo una vita qualsiasi per la pratica di tali insegnamenti puri, in generale, o per la pratica del sentiero Mahayana in particolare. Di conseguenza, devi ottenere una vita del tipo di quella descritta in precedenza. La Lettera ad uno Studente:

Con una vita umana ottieni la mente dell’illuminazione, Che è la base per il sentiero verso lo stato di sugata,

Che produce grande forza mentale e che ti attrezza a guidare tutti gli esseri.

Né i naga, i semidei, i vidyadhara, i garuda, i kinnara, né i serpenti ottengono questo sentiero.

(I naga sono creature simili a dragoni, le vidyadhara sono donne affascinanti, i garuda sono creature simili ad uccelli che sopraffanno i serpenti, e i kinnara (letteralmente, “Sono umani questi?”) sono semidei dell’Himalaya.)

Anche il Sutra della Discesa nell’Utero (Garbhavakranti-sutra) afferma: Benché tu sia nato come umano con tale sofferenza illimitata, hai tuttavia la migliore delle situazioni. È difficile conseguire questo anche in dieci milioni di eoni. Perfino quando muoiono le divinità, le altre divinità dicono: “Possa tu avere una rinascita felice”. Con rinascita felice intendono una rinascita umana.

Perciò, persino le deità considerano la vita umana come qualcosa a cui aspirare.

Una vita come un certo tipo di deità del regno del desiderio, un (essere) che ha forti propensioni latenti essendosi addestrato precedentemente nel sentiero come umano , può servire da base per vedere inizialmente la verità. Tuttavia, non puoi ottenere inizialmente il sentiero di un nobile essere durante una vita nei regni delle deità più alte. (Ossia, come divinità del regno della forma o senza forma, non puoi raggiungere il sentiero della visione e diventare un essere nobile.) Per di più, si dice che la maggior parte delle deità del regno del desiderio siano in una condizione non fortunata, come spiegato in precedenza. Perciò una vita umana è la base suprema per raggiungere inizialmente il sentiero. Inoltre, dal momento che una vita umana sul continente Uttarakuru non è una base adatta per i voti, si apprezza la vita umana sugli altri tre continenti. Per giunta, tra questi si apprezza la (vita) umana su Jambudvipa.

Perciò, medita ripetutamente con pensieri come questo:

Perché dovrei sprecare il fatto di aver ottenuto una così buona vita? Quando agisco come se fossi insignificante, sto ingannando me stesso. [81] Cosa potrebbe esserci di più sciocco? Solo quest’unica volta sono libero dal camminare sui molti sentieri scoscesi privi di condizioni favorevoli, come i regni miserabili. Se spreco questa libertà e {122} ritorno in quelle condizioni, sarebbe come perdere la mia mente, come una persona stordita da un incantesimo.

Come dice Aryasura (Nel Subhasita-ratna-karandaka-katha, Discorso che È come un Ricettacolo Ingioiellato di Buone Spiegazioni):

La vita umana pianta il seme

Per andare oltre l’esistenza ciclica,

Il supremo seme della gloriosa illuminazione.

La vita umana è un flusso di buone qualità Migliore di un gioiello che esaudisce i desideri. Chi vorrebbe ottenerla e poi sprecarla?

E anche Impegnarsi negli Atti del Bodhisattva http://www.sangye.it/altro/?cat=15 afferma:

Non c’è niente di più illuso

E niente di più confuso

Dell’avere io trovato una tale condizione propizia

E non coltivare tuttavia la virtù.

Dopo aver riconosciuto questo,

Se resto pigro a causa della confusione,

Mi si presenterà un gran dolore

Al momento della morte.

Quando il mio corpo arrostirà a lungo

Negli intollerabili fuochi dell’inferno, Ardenti fiamme di rimorso insopportabili Devasteranno di sicuro la mia mente.

Questa è una situazione rara e utile;

In qualche modo l’ ho trovata per caso.

Se a dispetto della mia intelligenza

Sono trascinato di nuovo all’inferno,

Allora, come un (essere) mandato in confusione da un incantesimo,

Avrò semplicemente perso la mia intelligenza.

Cosa c’è in me che causa questa confusione? Anche questo non lo so.

Inoltre, Ghesce Drom-don-ba chiese a Jen-nga: “Sei pienamente consapevole di avere una vita umana dotata di condizioni fortunate e di opportunità?”. Jen- nga rispose: “Ogni volta che entro in meditazione, io recito:

Ora io ho indipendenza e condizioni favorevoli

Se non traggo pieno vantaggio questa volta,

Precipiterò nell’abisso e cadrò sotto il controllo degli altri. Chi mi tirerà fuori?”. [82]

Così, ogni volta che meditava, Jen-nga recitava prima questo verso dell’insegnamento, che è estratto dal Commentario sulla Via di Mezzo (Madhyamaka-vatara) di Ciandrakirti. Anche voi dovreste fare la stessa cosa.

{123} Completate in questo modo la grande importanza della condizione fortunata e dell’opportunità rispetto alle vostre mete ultime. Riflettete anche su quanto siano importanti nei termini dei vostri obiettivi temporanei. Ossia, considerate come voi possiate facilmente ottenere, con questa vita, qualità come la generosità, la disciplina etica e la pazienza, che sono le cause delle risorse, degli attendenti perfetti e del corpo di un essere negli stati elevati [rinascita tra umani o divinità]. Pensate come segue: In tal modo, questa vita è molto importante per quanto attiene il raggiungimento di stati elevati e bontà certa [della liberazione o dell’onniscienza]. Se dovessi sprecarla e non sforzarmi giorno e notte per creare le cause di queste due mete, sarebbe come se tornassi a mani vuote da una terra di gioielli. Sarei anche privato della felicità nel futuro e non otterrei una vita favorevole. Senza condizioni favorevoli, dovrei sopportare una sofferenza continua. Perciò, quale tipo di autoinganno è peggiore di questo?

Come dice Aryasura nel Subhasita-ratna-karandaka-katha:

Coloro che hanno ottenuto una vita umana ricca di virtù

Tramite una collezione di meriti per eoni innumerevoli,

E che poi, a causa della confusione in questa vita,

Non riescono ad accumulare fosse anche il minimo tesoro di meriti,

Nelle vite future

Entreranno nella casa del dolore insopportabile.

Come i commercianti che vanno in una terra di gioielli

E ritornano a casa a mani vuote,

Senza i sentieri karmici delle dieci virtù

Non otterrai di nuovo una vita umana.

Come può esserci felicità senza una vita umana?

Senza felicità c’è solo sofferenza.

Perciò, hai solo ingannato te stesso prima di passare alla prossima vita.

Non c’è niente di più confuso di questo.

Dopo aver pensato in questo modo, sviluppa un grande desiderio di trarre pienamente vantaggio da questa vita di condizioni propizie e opportunità. Impegnarsi negli Atti del Bodhisattva http://www.sangye.it/altro/?cat=15 :

Una volta che hai dato a questo corpo retribuzioni e premi,

Devi farlo agire per il tuo benessere.

Non dargli ogni cosa

Se non ti aiuta.

Anche:

Affidandoti alla barca di un corpo umano, Liberati dal grande fiume della sofferenza.

{124} Poiché è difficile ottenere di nuovo questa barca, Non dormire adesso, sciocco!

Inoltre, Bo-do-wa afferma nel suo Cumuli di Gioielli degli Insegnamenti tramite Analogia (dPe chos rin chen spungs pa): L’omaggio di un insetto, una cavalcata su un asino selvaggio, il pesce della persona dello Tsang (rTsang) e le palle al burro di farina d’orzo arrostita. (Le prime due analogie rappresentano la difficoltà di ottenere condizioni propizie e opportunità. È raro che un insetto renda omaggio, come è raro per uno zoppo cieco guidare un {390} asino selvaggio. Kensur Yesce Thupten dice che esiste la storia di un verme che uscì dalla terra e si prostrò al Buddha. Allo stesso modo è molto difficile per noi uscire fuori dai regni miserabili e rinascere come essere umano con condizioni propizie e opportunità. Nella storia dell’asino selvaggio, uno zoppo canta una canzone dopo essere caduto per caso sul dorso di un asino. Quando gli fu chiesto perché cantasse, egli rispose: “Era così stupefacente per me essere sulla groppo di un asino selvaggio che se non avessi cantato allora, quando avrei dovuto cantare?”.

Gli ultimi due esempi illustrano la grande importanza delle condizioni propizie e dell’opportunità. Un operaio dello Tsang che lavorava a una costruzione, visitò una famiglia ed essi gli servirono pesce per la prima volta nella sua vita. Gli risultò così buono che avidamente ne mangiò troppo e, quando fu sul punto di vomitare, legò la sua fascia attorno al collo. Quando gli fu chiesto perché facesse ciò, egli rispose: “Il pesce è così buono che vomitarlo sarebbe una grande perdita!”. L’esempio finale si riferisce alla storia di un giovane ragazzo povero che va a un party e mangia un sacco di cibo spingendolo giù bene, al di là del suo appetito. Quando i suoi amici gli chiesero cosa stesse facendo, egli rispose: “Questa potrebbe essere l’unica occasione che avrò di mangiare un cibo così meraviglioso. Io devo mangiarlo adesso!”.) Pensando in questo modo, sviluppa il desiderio di trarre pieno vantaggio da una vita umana di condizioni fortunate e opportunità. [83]

  1. Contemplare la difficoltà di ottenere condizioni favorevoli e opportunità

Inoltre, sia che tu parta da un regno felice o da un regno miserabile, è difficile ottenere tali condizioni fortunate e opportunità. Infatti, il Buddha afferma in Basi della Disciplina (Vinaya-vastu) (Tsong-kha-pa si riferisce alla scrittura con Lung gzhi (Agama-vastu), Basi della Tradizione. Questa è la prima sezione della disciplina.) che coloro che muoiono nei regni miserevoli e lì rinascono, sono simili in numero alle particelle di polvere sulla grande terra, mentre coloro che da là nascono nei regni felici sono simili in numero alle particelle di polvere (che ci sono) sulla punta dell’unghia di una dito. In aggiunta, coloro che muoiono nei due tipi di regni felici [umano e divino] e rinascono nei reami miserabili sono simili in numero alle particelle di polvere della grande terra, mentre coloro che muoiono nei regni felici e lì rinascono sono simili in numero alle particelle di polvere sulla punta di un’unghia di un dito.

Domanda: Perché è così difficile ottenere una vita umana di condizioni propizie e opportunità?

Risposta: Perché gli esseri dei regni felici, umani e simili, sono frequentemente coinvolti in attività ignobili come le dieci non-virtù. A causa di questo, essi rinascono nei regni miserabili. Come afferma Quattrocento Stanze http://www.sangye.it/altro/?cat=72 di Aryadeva:

Gli umani per la massima parte

Sono coinvolti in cose ignobili.

Perciò la maggior parte degli esseri ordinari

Andrà sicuramente nei regni miserabili.

Per esempio, anche per un singolo momento di rabbia verso un bodhisattva, devi stare un eone nell’Inferno Implacabile. Poiché è così, va da sé che dovrai stare per molti eoni nei regni miserevoli per il fatto di avere nella tua corrente mentale le impronte di molti peccati che hai precedentemente accumulato nel corso di molte vite. Queste impronte non sono state cancellate da un antidoto e non hanno ancora dato effetti. Tuttavia, se elimini completamente {125} le cause di rinascite miserabili accumulate precedentemente e ti trattieni dall’impegnarti ancora in queste cause, hai la sicurezza di una rinascita felice. Comunque, è estremamente raro fare questo. Se non agisci in questo modo, rinascerai in un regno miserabile. Una volta (che sarai) là, non coltiverai la virtù, ma commetterai continuamente peccati. Neppure sentirai la frase “regni felici” per molti eoni! Perciò, una vita umana di condizioni fortunate e opportunità è veramente difficile da ottenere. Impegnarsi negli Atti del Bodhisattva:

Con un comportamento come il mio

Non otterrò di nuovo un corpo umano.

Se non lo ottengo,

Commetterò peccati e non sarò mai virtuoso. [84]

Se non coltivo la virtù

Perfino quando ho la possibilità di farlo,

Che virtù coltiverò in un regno miserevole,

(Dove sarò) completamente confuso e sofferente?

Se non coltivo la virtù

E accumulo peccati,

Non udirò neppure il nome

Regni felici” per un miliardo di eoni.

Perciò il Bhagavan disse

Che questa vita umana è tanto difficile da ottenere

Quanto è (difficile) per un tartaruga marina mettere il suo collo In un giogo sballottato sul vasto oceano.

Se persino l’azione errata di un singolo momento

Ti fa rimanere per un eone nell’Inferno Implacabile,

Non c’è bisogno di dire che non entrerai in un regno felice A causa dei peccati accumulati da tempo senza inizio.

Dubbio: Quando sperimento la sofferenza dei regni miserabili, estinguo il cattivo karma precedente e quindi rinasco in un regno felice. Per cui, uscire dai regni miserabili non è difficile.

Risposta: Mentre sperimenti la sofferenza dei regni miserabili, accumuli costantemente peccati. Perciò, benché tu possa morire in un regno miserabile, continuerai a rinascere nei regni miserabili. A causa di questo, uscire dai regni miserabili è difficile. Impegnarsi negli Atti del Bodhisattva:

Col solo sperimentare gli effetti di quel karma, Non (ne) uscirai.

Mentre sperimenti gli effetti

Crei altri peccati.

Dopo aver riflettuto in questo modo sulla difficoltà di ottenere una vita umana di condizioni propizie e opportunità, sviluppa il desiderio di trarre pieno vantaggio da una tale vita. Pensa: “Se uso questa vita per azioni sbagliate, è uno spreco estremo. Alla luce di questo, spenderò il mio tempo praticando l’insegnamento sublime”.

Lettera ad un Amico Suhrl-lekha http://www.sangye.it/altro/?p=9149, http://www.sangye.it/altro/?p=9177 di Nagarjuna dice:

Dal momento che ottenere una vita umana da una vita animale è perfino più difficile

Di quanto lo sia per la testa di una tartaruga entrare

Nell’apertura di un giogo che fluttua sul grande oceano,

Oh re, signore del genere umano, rendi fruttuosa questa vita praticando il sublime insegnamento.

Uno che sia nato come umano

E poi venga coinvolto in azioni errate

È perfino più sciocco di uno che riempia

Di vomito un recipiente d’oro adornato di gioielli.

E Lettera a uno Studente Sisya-lekha di Ciandragomin afferma:

Dopo aver ottenuto una vita umana, così difficile da ottenere, Consegui risolutamente proprio ciò che cerchi. [85]

E per giunta, il grande yoghi (Ghesce Drom-don-ba) disse a Jen-nga: “Fallo un po’ alla volta”. Jen-nga rispose: “Io capisco questo, ma questa condizione propizia e opportunità sono difficili da ottenere”. Bo-do-wa disse: Nella regione di Pen-bo (‘Pan[po]) c’era una grande fortezza chiamata May-che-kar. Fu conquistata da un nemico e non fu possibile riconquistarla per lungo tempo. Di conseguenza, c’era un uomo anziano che era tormentato per la perdita di questa fortezza. Una volta udì qualcuno gridare: “La fortezza è stata ripresa”, per cui afferrò una lancia, essendo impossibilitato a camminare, e, trascinandosi con l’aiuto della lancia, esclamò: “Come sarebbe bello se la riconquista della fortezza May-che-kar non fosse un sogno!”. Similmente, dovete trovare un piacere analogo nel raggiungimento delle condizioni fortunate e dell’opportunità e dovete praticare gli insegnamenti.

Meditate finché ottenete l’attitudine indicata in queste storie. Per sviluppare questo tipo di desiderio totalmente qualificato, di trarre pieno vantaggio da una vita di condizioni favorevoli, dovete riflettere sui suoi quattro elementi, come segue:

  1. il bisogno di praticare gli insegnamenti, perché tutti gli esseri viventi vogliono solo la felicità e non vogliono la sofferenza, e per- ché ottenere la felicità e alleviare la sofferenza dipende solo dal praticare gli insegnamenti; 

  2. l’abilità di praticare, perché sei dotato delle condizioni esterne, un insegnante, e delle condizioni interne, fattori propizi ed opportunità;

  3. il bisogno di praticare in questa vita, perché se non pratichi sarà davvero difficile, ancora per molte vite, ottenere le condizioni propizie e opportunità; e

  4. il bisogno di praticare proprio adesso, perché non c’ è certezza di quando morirai.

Tra queste, la terza arresta la pigrizia di mollare, che pensa: “Io praticherò gli insegnamenti nelle vite future”. La quarta mette fine alla pigrizia del disimpegno, che pensa: “Benché sia necessario praticare in questa vita, è sufficiente praticare più avanti e non praticare nei miei primi anni, mesi e giorni”. Perciò è accettabile creare una lista di tre qualità assommando queste due in una: “Praticare velocemente”. In questo caso, la consapevolezza della morte è invero rilevante a questo punto, ma la spiegherò più tardi; altrimenti diventerebbe troppo prolisso.

Se rifletti su questa vita umana di condizioni propizie e opportunità da molti punti di vista, influenzerai grandemente la tua mente. Perciò, contempla come istruito sopra. [86] Se non puoi farlo, condensa questo materiale in tre argomenti: 1 qual è la natura di condizioni propizie e opportunità, 2 in che modo è importante nei termini delle mete temporanee e finali, 3 e come è difficile da ottenere nei termini di cause ed effetti. Poi prendi, dalle spiegazioni di cui sopra, qualsiasi cosa si conformi alla tua mente e medita su di essa.

Riguardo a quanto sia difficile ottenere una vita umana di condizioni propizie e opportunità nei termini delle cause, considera quanto segue. In generale, anche per ottenere solo una rinascita felice devi coltivare una singola virtù pura, come la disciplina etica. In particolare, l’ottenere condizioni favorevoli e opportunità complete richiede molte radici di virtù, come avere una base di pura disciplina etica, aumentarla con la generosità e via dicendo, e al momento della morte stabilire una connessione con la prossima vita tramite immacolate preghiere di aspirazione. Stando così le cose, è ovvio che proprio pochi ottengono tali cause. Perciò, una volta che hai compreso questo, rifletti sulla difficoltà di ottenere l’effetto generale, una vita in un regno felice, e l’effetto particolare, una vita umana dotata di condizioni propizie e opportunità.

La difficoltà di ottenere una vita umana di condizioni propizie e opportunità nei termini degli effetti è spiegata come segue. Paragonata al numero di esseri dei regni miserabili, esseri diversi da noi, anche una mera rinascita in un regno felice sembra quasi inesistente. Perfino {128} paragonata al numero di esseri dei regni felici, esseri come noi. una vita speciale di condizioni propizie è veramente rara. Meditate su questo.

Ghesce Döl-wa apprezzò grandemente questo insegnamento sulla difficoltà di ottenere condizioni favorevoli e opportunità. Perciò egli disse che la pratica di tutti gli altri insegnamenti consegue a questa. Dato che è così, impegnatevi in essa.

 

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