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Ghesce Choe-Khor Tshang Rinpoche Rinpoche: I Sei Lumi

Choekhortshang Rinpoche: È la nostra mente che ci crea i problemi, per far sì che scopriamo il suo stato primordiale, non si tratta di incolpare, biasimare ciò che è all’esterno, ma di dirigere la nostra attenzione all’interno.

Conferenza e Seminario di Choe-Khor Tshang Rinpoche ad Azzano d’Asti dal 20 al 22 aprile 2018.

Appunti non revisionati.

Nyima Woser Choekhortshang Rinpoche è un maestro appartenente alla tradizione Bon del Buddismo tibetano. Rinpoche è nato nel Dolpo, una regione di alta montagna nel Nepal nord- occidentale al confine col Tibet, nel 1976, in una importante famiglia del posto. Egli è il capo spirituale del monastero di Tashi Namgyal nel Dolpo. Seguendo l’usanza tradizionale, all’età di otto anni suo padre e suo nonno lo portarono in India, per studiare presso il monastero di Menri, nel villaggio di Dolanji nell’Himachal Pradesh. Questo è il luogo dove risiede il capo spirituale di tutta la religione Bon, Sua Santità Menri Trizin. Qui, Rinpoche ha frequentato la scuola ricevendo un’istruzione fondamentale e moderna. Nel 1992, all’età di 16 anni, ha preso I voti monastici ed incominciato lo studio delle materie tradizionali, quali filosofia, astronomia, astrologia, storia e letteratura tibetana, medicina tradizionale tibetana, rituali di guarigione e meditazione. Dopo 16 anni, nel 2008, ha conseguito il diploma di Gheshe, e da allora è impegnato in un’intensa attività accademica, sia presso alcuni monasteri che presso prestigiose università europee, come Leiden, Oxford and Praga.

Dal 2009 risiede a Praga, dove insegna Cultura e Lingua tibetana alla Charles University. Nel corso degli anni, ha tenuto insegnamenti sulle pratiche spirituali Bon in molti paesi, quali Germania, Francia, Austria, Italia, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania. Nel 2015 è stato ufficialmente nominato abate del suo monastero in Dolpo e insignito Rinpoche da Sua Santità Menri Trizin. Nel 2017 ha conseguito il PhD alla Charles University di Praga.

Ghesce Choekhortshang Rinpoche Conferenza 20/04/18 ad Asti

Vengo dal Dolpo, una remota regione himalayana geograficamente e politicamente appartenente al Nepal, ma culturalmente totalmente tibetana. Non è contaminata dal mondo moderno: non c’è elettricità, strade e trasporti. Ma ora sta cambiando con l’introduzione dell’energia solare, l’apertura di scuole. Ma, in un certo senso, è un area importante per le diverse scuole buddiste in quanto vi vivono molti praticanti tantrici e Dzochen, ci sono molti Nagpa, che riconoscete dai lunghi capelli raccolti, che sono rari in Tibet. Il mio villaggio è a 4000 metri sul livello del mare. In inverno c’è tanto freddo che si congela il fiato. Qui l’antica tradizione tibetana è tuttora molto viva e ci sono molte cose da vedere, credenze molto forti che perdurano nella catena himalayana, si pratica ancora il funerale celeste.

Avete visto il film Himalaya? È girato nel Dolpo, il mio è il primo villaggio subito dopo il lago, è privo di vegetazione, non ci sono alberi.

La scuola Jonampa, il primo maestro di questa scuola è proprio del Dolpo e fu riconosciuto come il Buddha del Dolpo, ci furono qui molti famosi maestri durante il regno del Tibet. Qui si sviluppò una tradizione diversa dal Tibet.

Si poteva riconoscere, quando ero giovane, la professione d’una persona dalla acconciatura dei capelli. Non aveva importanza a quale scuola spirituale appartenesse questo o quel praticante, al di là che fosse monaco o meno. I monaci erano e sono tutti rasati, mentre i laici uomini e donne avevano tutti i capelli lunghi raccolti a treccia.

I Nagpa sono i praticanti tantrici, dai capelli intonsi, raccolti sul capo e nel film lo si vede. E li trovati a Katmandu specialmente a Bodinath, potete dire che quasi certamente vengono dal Dolpo. Cosa hanno gli abitanti del Dolpo di differente dagli altri tibetani?

Nel Dolpo vi sono i semi monaci, dai capelli corti ma non completamente rasati. Si sposano, ma non in una cerimonia pubblica. Le loro mogli portano i capelli lunghi ma senza ornamenti. Sono semi monaci, ma sono estremamente dotati di speciali prerogative. Devono fare dei rigorosi e lunghi ritiri. Fanno pratiche speciali non consentite ai monaci, mostrando anche il pubblico i poteri del mantra.

C’è un video in cui questi monaci avevano mostrato dei rituali di purificazione dalle energie negative, lo fecero in una cerimonia pubblica con dei segni di potere. Raccolgono campioni d’acqua da diverse fonti, la benedicono, la fanno bollire e, mentre è bollente, la rimestano con la mano nuda. Chiunque con la pratica seria ed intensa può conseguire questo risultato e perciò godono di molto rispetto. Se nasce un bambino, vengono richiesti di fare delle pratiche di purificazione e di dargli un nome. Mio padre è uno di questi. Era un sacerdote capo di tutte le scuole.

Ci preoccupiamo in occidente se il prezzo del petrolio cade o scende, ma là il problema è la pioggia e la grandine ed il loro compito è di prendersi cura della pioggia in queste regioni aride e d’evitare la grandine. Non possono impedire la grandine, perché è naturale, ma possono dirigerla verso la montagna invece che lasciare che colpisca il villaggio, in modo da non danneggiare il raccolto.

Quando ci sono dei Naga in un certo luogo lo si può capire dal colore dell’ambiente. E se i bambini vi andavano a giocare, spesso capitavano loro delle dermatiti. E in Tibet ci si lavava pochissimo, una volta all’anno, in occasione del festival del bagno, che cade quando appare una certa stella rishi. Ed avviene al chiaro di luna in cui potete vedere delle ragazze che fanno il bagno, il che è poco usuale.

Ma ora in Tibet ci si lava di più. Ma ciò non vuol dire che ci si ammali di più. Ma anche questo sta via via scomparendo.

E ci sono anche le semi monache, hanno la frangia in fronte, pochi ornamenti di gioielli, orecchini e collane, hanno i capelli raccolti. Purtroppo non esistono fonti scritte su queste tradizioni. Nella mia zona si crede molto al potere della pratica e dei ritiri.

Il funerale celeste ha come base il fatto che il nostro corpo è fatto di 5 elementi, e quando la mente lascia il corpo, essa deve rilasciare gli elementi. La cremazione, il seppellimento, la mummificazione tramite il vento è comune, specialmente quando muoiono nella postura meditativa.

Per restituire il corpo allo spazio lo si fa a pezzi e lo si offre agli avvoltoi che lo portano nello spazio. In Tibet lo si fa ancora. Se il morto ha commesso misfatti, gli avvoltoi non la mangeranno. Allora si mischia la carne con pillole e mantra ed allora gli avvoltoi la mangeranno. Qual’è la parte più appetitosa per gli avvoltoi? Il cervello. Se lasciate che mangino prima il cervello, non mangeranno il resto del corpo. Mi ricordo che mio padre tornò a casa con le mani sporche di sangue e se le lavò dopo aver presieduto a questa pratica. C’è una danza per stimolare gli avvoltoi a cibarsi di quel corpo.

Nel Buddhismo il nostro corpo dopo la morte perde di qualsiasi importanza, perché è una casa che hai lasciato per una nuova vita. Solo il corpo di un gran lama potrebbe essere tenuto in monastero per dare benedizioni. Solo i corpo delle persone molto longeve sono considerati di buon auspicio, così dopo speciali riti sarà sepolto nella casa così non si disperde quest’energia positiva.

Domanda. Come possiamo ricevere le benedizioni, se la mente ha lasciato il corpo?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Il corpo, anche se la coscienza se ne è andata, rimane carico di energie e benedizioni cosicché le possiamo ricevere. Sopratutto quando muore nella postura di meditazione. Ma non ho mai assistito a nessun funerale celeste. Nella società Bon, non importa se il defunto è ricco o povero, i monaci se ne prenderanno comunque cura, lavando il corpo, facendo preghiere giorno e notte e vi ho assistito diverse volte dando il mio contributo.

Domanda. Per quanti giorni si fa il rituale?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Dai 3 ai 49 giorni. Si pensa che al terzo giorno la coscienza non ha ancora lasciato il corpo, i 49 giorni sono il numero minimo di giorni da trascorrere nel Bardo prima di prendere una nuova vita.

Domanda. Cosa può succedere al corpo tumulato o cremato dopo 12 ore, il che sta diventando comune in occidente?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Da parte mia scrivo apertamente di non seppellire subito i morti. Nella società tibetana diamo la possibilità di tornare, sono i Delog, ma in occidente non ci sono, perché non gli date questa possibilità. E queste persone acquisiscono dei poteri. Ed una notevole parte dei Delog sono donne.

Domanda. Dopo quanti giorni tornano?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Se il cadavere al terzo giorno inizia a puzzare, è un segno che la coscienza ha lasciato il corpo. Se la mente abbandona il corpo la radice è spezzata.

Domanda. C’è anche il coma pilotato, vero?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Se lo si seppellisce troppo presto, poiché la coscienza rimane nel corpo, il soggetto potrebbe pensare d’essere stato ucciso.

Domanda. La coscienza è sinonimo d’anima?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. La coscienza, non è l’anima, ma è l’energia d’un essere vivente, che si dissolve con la morte del corpo

Domanda. Come definisce la coscienza che si reincarna?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. È una continuità di coscienza e mente. Alla morte la coscienza abbandona il corpo ed entra nel bardo, ma c’è chi da morto la coscienza non riesce a prendere una nuova nascita.

Il libro dei “Sei Lumi”
Congedandosi dal siddha Nagzher Lodpo, che aveva infine riconosciuto in lui un Nirmanakaya, Tapihritsa proferì queste parole: “Sono Tapihritsa, non dimenticarmi! Se ti ricorderai di me, ci incontreremo ancora.”

Così accadde in altre due occasioni nel corso delle quali Nagzher Lodpo ricevette altri insegnamenti estremamente elevati e segreti: gli “Upadesha in Otto Capitoli”, i “Sei Lumi”, ed i “Ventuno Sigilli”.
I “Sei Lumi” rappresenta il testo centrale del cosiddetto “ciclo interno”, o delle istruzioni dirette, degli insegnamenti dello Shang-Shung-Nyen-Gyud.
Il testo, tra i più importanti della tradizione pre-buddhista del lignaggio Bon, è un’esposizione completa della pratiche più riservate e segrete dello Dzochen, dalla “ricerca della Natura della Mente” fino alle pratiche superiori del Treckchod, delle visioni del Thodgal, del Bardo (ovverosia: morte, post-mortem e trasmigrazione) e della Chiara Luce.

Gli argomenti trattati nei “Sei Lumi”, sempre nei termini delle istruzioni pratiche, possono essere così riassunti, per sommi capi:

1) Il Lume della Base della realtà e della “Natura della Mente”.
2) Il Lume del cuore, dimora e luogo di rivelazione della “Natura della Mente”.
3) La fisiologia occulta dello Dzochen, il “canale kati” e la via dell’emergere delle visioni.
4) Il “Lume dell’acqua”, ovverosia il senso della vista come manifestazione delle visioni, il “lacco che cattura da lontano” la Visione Originaria della Realtà.
5) Il Lume delle Visioni. La Pratica delle Visioni e l’Introduzione Diretta ai Regni Puri.
6) Il Lume del Bardo e della Chiara Luce.

Il testo è disponibile in italiano, curato da Giuseppe Baroetto https://www.amazon.it/libro-tibetano-Linsegnam…/…/8834013824

in inglese si consiglia la traduzione di Jean-Luc Achard, molto curata e ricca di commenti https://www.amazon.it/Six-Lamps-Dzogchen-Inst…/…/ref=sr_1_1…

I Sei Lumi, lo Stato Naturale della Base
La prima parte del primo Lume verte essenzialmente sulla triade Base-Consapevolezza-Mente (o Madre, Figlio e dinamismo).

Khunzi, la Base di tutta la Realtà, ovverosia la Natura della Mente intesa come Purezza Primordiale (kadag, aspetto Dharmakaya della Base), Dinamismo spontaneamente perfetto (lhundrub, aspetto Sambhogakaya della Base), unione di Vacuità e Chiarezza, anteriore a ogni forma manifestata e ad ogni differenziazione.

Rigpa, intraducibile nel linguaggio occidentale, spesso reso come “Consapevolezza” (della Base), seppure non mentalmente intesa, rappresenta la conoscenza esperienziale della Natura della Mente che appercepisce se stessa come Dharmakaya, come Essenza Pura oltre ogni dualismo e flusso di pensiero discorsivo, che pure non è impedito o ostacolato dall’esperienza del “rigpa”.

Mente (sems o lo), intesa come dinamismo (tsal) spontaneo della Base.
La seconda parte del primo Lume verte sulla Base come origine comune del Samsara e del Nirvana, sulla loro separazione e sulla generazione del cosmo nella prospettiva dello Dzogchen.

La Base come sorgente del Samsara (secondo la modalità illusoria, dell’ignoranza, la mente discorsiva si identifica dualisticamente nei dinamismi della base, oscurando la Natura essenziale della Mente).
La Base come sorgente del Nirvana (secondo la modalità della Consapevolezza [rigpa] che dimora nella Natura della Mente, fondamento della Liberazione).

Cosmologia: Il triplice dinamismo di Corpo, Voce e Mente, le propensioni karmiche, i quattro tipi di nascita, gli elementi, le passioni ecc.

I Sei Lumi: Lumi II-III-IV

(“Lume del cuore” – “Lume del Tenue Canale Bianco” – “Lume del Cappio d’Acqua dalla Lunga Gittata”)

Secondo il tibetologo Achard, il Lumi II, III e IV vanno letti e concepiti unitariamente rispetto alla dottrina della “Consapevolezza” (rigpa) e del sorgere delle visioni, come Base, Via, e Porta della Saggezza. Si tratta di una terna di capitoli essenziali anche per comprendere i fondamenti e la fenomenologia del Thodgal, successivamente esposti.
Il “Lume del cuore” (II) descrive gli aspetti occulti del cuore e della fisiologia sottile. Il cuore è dimora, Base dell’unione indissolubile di aspetti indissociabili della medesima essenza, che possiamo raggruppare in diadi analogiche: Khunzi e Rigpa, Base e Auto-Consapevolezza, Vacuità e Chiarezza. Solo l’illusione che separa dualisticamente e discorsivamente i dinamismi della Base dalla loro Sorgente può causare l’oscuramento conoscitivo della natura essenziale della Base e il venir meno della Saggezza unitiva.

Dopo la “Base”, il “Lume del Tenue Canale Bianco” (III) descrive la fisiologia sottile dei canali intesi come “Via”, “percorso”, attraverso i quali sorge e si manifesta l’Auto-Consapevolezza (rigpa).
Il capitolo principia con la descrizione del formarsi del corpo fisico, degli organi, dei sensi, dei soffi, dei chakra e dei canali, della coscienza e dei dinamismi ,così come dei moti dei soffi, quello ascendente che conduce al Nirvana, quello discendente che conduce verso il Samsara.

Il lume del canale bianco e soffice (3)

Omaggio a Kuntuzangpo, Corpo di Limpida Saggezza!

O figlio del Nobile Clan!

Ecco il Lume del Canale Bianco e Soffice, la via attraverso la quale sorge la Consapevolezza,

il cosiddetto punto chiave della Limpida saggezza:

poiché questa quintessenza che dimora dai primordi ( e che consiste nella) Base Universale e Consapevolezza,

ha un santuario collocato al centro del cuore

ed un cammino che si sviluppa sorgendo da sé nel sentiero dei canali,

la spiegazione della maniera in cui corpo e mente sorgono dalla Pura e Perfetta mente avviene così:

quando il corpo e la mente uniti (si uniscono) nel grembo della madre,

il cielo fa spazio ad essi, mentre la terra genera e sostiene (la loro unione);

l’acqua li unisce come una sola cosa e li nutre;

il calore del fuoco trasforma il corpo e la mente (mentre)

il vento separa le purità dalle impurità e pulisce il solco dei canali.

L’esistenza del corpo esterno è quindi generata dall’ombelico,

mentre l’esistenza della mente interiore emerge dal cuore:

il cuore stesso è dapprima generato dalla mescolanza del thigle bianco e rosso

ed è supporto dell’elemento cielo.

Poi, nel centro del cuore, attraverso il dinamismo di luce e Consapevolezza,

sorge il vento dell’elemento cielo,

aprendo la porta dei canali del cuore.

Da qui il movimento verso l’alto del vento apre la cavità del canale centrale più in su,

passando attraverso il centro della Ruota della Gioia all’altezza della gola.

Attraversa la Ruota della grande Beatitudine, sulla parte superiore del capo

e la sua porta superiore, compare nella fontanella (pura apertura), sulla corona del capo.

Questa è la Via del Nirvana.

Il vento che ridiscende e purifica apre la cavità del canale centrale più in basso,

passando attraverso il centro della Ruota delle Emanazioni al livello dell’ombelico.

Attraversa la scala del sacro collegandosi alle articolazioni

e la sua porta inferiore si apre nella Ruota del Metodo e della Conoscenza, nel luogo segreto:

questa è la Via del Samsara.

Si connette, dalla scala del sacro, alle articolazioni delle vertebre.

I due canali del samsara e del nirvana si diramano dal canale centrale:

appoggiati sulla destra e sulla sinistra,

passano per l’apertura dell’occipite,

attraversano la membrana del cervello

e scendono arrivando al livello della giunzione delle sopracciglia,

aprendosi, infine, nelle due narici.

Il destro è il canale del samsara

nel quale scorrono i Thigle impuri dei costituenti fisici

ed il vento delle passioni che causa il sorgere di una moltitudine di difetti (mancanze, squilibri).

Il sinistro è il canale del nirvana nel quale

scorrono i puri Thigle della mente ed il Vento di Saggezza

che causano il sorgere della moltitudine delle qualità.

Nessun difetto o qualità scorre lungo il canale centrale,

lasciando in tal modo che la Consapevolezza sorga nella propria Grande Primordiale Purezza.

Questi tre costituiscono i canali del cielo della Base Universale.

Il cuore dimora come un’alta tenda mentre

i tre canali nello stesso modo dei suoi principali poli (fermi, picchetti).

Poi, nel centro del cuore,

attraverso il dinamismo delle luci e della Consapevolezza,

sorgono i venti degli elementi

aprendo le cavità dei canali,

come tirassero le corde della tenda nelle quattro direzioni:

formati, i quattro organi vitali sono ordinati come supporti dei quattro elementi.

Poi dai cinque organi vitali,

sorgono i cinque venti degli elementi che si diramano

ed aprono le cavità dei canali in modo tale che ne emergano i cinque elementi diramanti.

Da qui, i venti degli elementi secondari si separano in due quintuplici serie:

nella testa si ramificano nei cinque organi di senso,

mentre nei quattro arti, si dividono nelle quintuplici serie delle dita di mani e piedi.

Quindi, dai cinque organi vitali, sorgono i cinque venti dei puri elementi:

aprendo le cavità dei canali verso l’alto,

lasciano che le porte dei cinque elementi siano prodotte come porte dei supporti dei cinque sensi in modo che le porte dei cinque elementi possano far luce sui propri cinque oggetti.

Entro la cavità di questi cinque canali

brilla la radianza delle cinque luci

dalle quali la pura essenza dei cinque elementi sorge nei rispettivi organi di senso;

ciò genera il dinamismo attraverso cui le cinque coscienze investigano i cinque oggetti,

e questo corrisponde a ciò che chiamiamo ” cinque organi di senso”.

Quindi dai cinque organi vitali sorgono i cinque venti degli elementi impuri:

aprendo le cavità dei canali in basso

essi producono i cinque tipi di viscere, che sono i ricettacoli degli elementi.

All’interno di questi sono prodotte le cinque sostanze samaya,

che sono la quintessenza dei cinque elementi.

Così i tre canali rappresentano il fusto.

I canali degli elementi formano i suoi rami,

che si dividono in 360 ramificazioni,

separate, a loro volta, in 21.000 diramazioni secondarie.

Con l’ulteriore partizione in 84000 foglie,

il dinamismo della coscienza appare nella sua molteplicità.

Poi, sebbene i canali sorgano in varietà multiformi,

cio che chiamiamo “Luce del Canale” è il canale centrale,

e sebbene la Base Universale abbracci interamente i canali, come il cielo,

essa è oscurata dalle nuvole dell’illusione e non è radiante.

Tuttavia nel cammino del canale centrale, la sua Saggezza brilla intensamente

in un’assoluta limpidezza, come un cielo senza nuvole.

Sebbene la Consapevolezza dimori pervadendo interamente i canali, come il sole ( che brilla nel cielo) è oscurata dal buio del pensiero discorsivo e non irradia.

Tuttavia nel cammino del canale centrale, che è come un sole libero dall’oscurità,

l’Auto Consapevolezza sorge nella sua Grande Purezza Primordiale.

Come il sole che brilla nel cielo senza nuvole,

la Madre ed il Figlio sorgono nel cammino centrale in uno stato inseparabile.

In questo modo egli ha parlato.

Il lume del canale bianco e soffice è , con questo, portato a compimento.

Samaya!

Dopo la Base e la Via, Il “Lume del Cappio d’Acqua dalla Lunga Gittata” descrive la porta, il varco attraverso il quale il Rigpa, così come la fenomenologia luminosa e visionaria si dispiega all’esterno attraverso la parte superiore dei canali, degli occhi e grazie al senso “sottile” della vista.

Dalla cavità di questi canali,
Le cinque luci splendono come piume di pavone.
Dinnanzi alla porta dove queste luci vengono contemplate,
La Madre somigliante al cielo, la Base Universale,
Brilla come la Saggezza onnipervasiva, priva di distinzioni tra interno ed esterno”.
“Il Lume dell’Introduzione Diretta ai Reami Puri”

In sintesi generale, questo Lume verte sull’Introduzione diretta allo Stato Naturale, sulla stabilizzazione dello Stato Naturale attraverso la pratica del Treckchod e infine sulla pratica del Thodgal e delle visioni. Lopon Tenzin Namdak insegna che nell’ambito dello Zhang-Zhung-Nyen-Gyud, Treckchod e Thodgal vengono concepiti e praticati unitamente. Sebbene il presupposto stesso della pratica del thodgal consista nella stabilizzazione dello Stato Naturale attraverso il Treckchod, una volta raggiunto il traguardo della stabilizzazione, le due pratiche si “unificano” e compongono.

In termini di articolazione dei temi, il Lume V è bipartito. La prima parte, più breve, è intitolata “L’Introduzione Diretta al Trikaya” e rappresenta un’introduzione generale allo Stato Naturale.
La seconda parte, “Acquisire la Certezza Decisiva” ha carattere più pratico ed è articolata in sottosezioni.
Il Lume della Base Dimorante introduce all’esperienza dello Stato Naturale.

Il Lume degli Esempi illustra e corrobora attraverso sei supporti simbolici aspetti diversi di questa esperienza:
la lampada di burro
il loto
il globo solare
lo specchio
la sfera di cristallo
il cielo

Il Lume dei Segni di Saggezza entra nel dettaglio della pratica del thodgal (grazie al supporto dello spazio, del buio e dei raggi solari) e all’esperienza dei cinque gradi delle visioni, con la descrizione dettagliata delle fenomenologie luminose, dai thigle fino alle cosiddette “visioni pure” delle divinità e delle terre pure, e all’estinzione delle visioni nella Liberazione.

La sorgente erronea della manifestazione si esaurisce così nella mente
La sorgente dell’illusione è sradicata
Il Trikaya è reso attuale proprio ora.
Perciò il potere del karma, della causa e del frutto, è una grande menzogna:
E questo stesso è il potere dei Buddha”.

Il Lume del Momento del Bardo

Quello del Bardo, come recita il testo, è “il momento in cui illusione e realizzazione si incontrano”, ma anche, e per converso, “il punto chiave in cui samsara e nirvana si separano”.

Il Lume comincia illustrando la separazione della mente dal corpo al momento della morte, per poi proseguire con la spiegazione del modo in cui è possibile liberarsi se si realizza la Natura della Mente ed il modo in cui si può divenir preda dell’illusione se questo riconoscimento non avviene.

Il modo in cui mente e corpo si separano ha due aspetti, la dissoluzione degli elementi e la loro fusione.

La separazione degli elementi corrisponde alla degenerazione dei rispettivi organi ed alla perdita di specifiche funzioni corporee
Col venir meno della milza, degrada l’elemento terra, “il corpo perde il tatto, non si riesce ad alzare il braccio sinistro, ed i liquidi fuoriescono dai nove orifizi”.
Col venir meno dei reni, degrada l’elemento acqua e la facoltà dell’udito…
Col venir meno del fegato, degrada l’elemento fuoco e la facoltà del gusto….
Col venir meno dei polmoni, degrada l’elemento aria e la facoltà dell’olfatto…
Col venir meno del cuore, degrada l’elemento spazio e la facoltà della vista….
Segue la dissoluzione degli elementi: la terra nell’acqua, l’acqua nel fuoco, il fuoco nell’aria, l’aria nella mente e la mente nella Base Universale. Questo è il momento in cui mente e corpo si separano.
Ciascun passaggio è accompagnato da una ricca fenomenologia di segni e di arresto delle funzioni vitali, puntualmente descritte nel testo.

Siamo alla soglia su cui si gioca il destino oltre la morte.
Segue una dettagliata descrizione del processo di riconoscimento della Natura della Mente, con l’attivazione delle facoltà superiori che ne derivano, ovverosia le sei preveggenze (vite future, cause e frutti del karma, regni puri, bardo della Chiara Luce, Trikaya, Visioni Pure) ed i sei ricordi, ovverosia del nocciolo degli insegnamenti.
La realizzazione della Nuda Consapevolezza emancipa dalla natura illusoria dell’esperienza visionaria.
Il testo contempla anche il destino dei praticanti di capacità meno elevate, che rinasceranno comunque in qualcuno dei “destini fortunati”, ed otterranno eventualmente la liberazione in una sola nascita.

Segue la descrizione dell’insorgere dell’esperienza illusoria, che conduce alla rinascita samsarica, del nuovo insorgere della mente discorsiva e della realtà fenomenica esteriore.

I soffi delle tracce karmiche sorgono e costoro vagheranno nelle contrade dei sei destini. Circolando in continuazione come un mulino, o come la ruota di un carro.”

Quindi, come recita il testo: “Il Corpo di Emanazione di Tapihritsa divenne invisibile, come un arcobaleno che svanisce nel cielo”. https://www.facebook.com/groups/299348020229512/

La lampada della Base che dimora (1)

Omaggio a Kuntuzangpo, il Buddha primordiale

(adorno) di autoconsapevolezza!

O figlio del nobile clan! ”La lampada della base che dimora”

Illustra lo stato naturale dell’Essenza della Base

e la maniera in cui samsara e nirvana si separano.

1.Lo stato naturale della base

Per quanto concerne la spiegazione dello stato naturale della Base

Sappi che ciò è espresso secondo tre (vale a dire) fili conduttori:

La base universale, la Consapevolezza e l’intelletto.

  1. La Base Universale

Per quanto concerne la base Universale, la mente Pura e Perfetta,

E’ la vuota Chiara Luce, senza correzioni ed alterazioni.

La sua Grande Primordiale Purezza o Corpo Assoluto

E’ totalmente immacolata e non affetta (inficiata) da limitazioni.

La sua Natura Spontanea o Corpo di Perfezione

E’ interamente perfetta, pienamente perfetta, totalmente perfetta.

Il suo Corpo di Emanazione è indeterminato e neutrale,

Sorge in ogni prodigio privo di parzialità.

(Ma questa Base) non è divisa in parti separate,

come il cielo abbraccia completamente l’esistenza manifesta,

così essa include tutto quanto il samsara-nirvana.

La sua unica e celestiale Chiarità abbraccia ogni cosa

In un limpido cielo libero da separazioni.

Ogni cosa sorge dalla sua unica, grande Espansione,

una vuota espansione che non ha dimensione.

Ogni cosa risiede nel suo unico e grande Spazio,

uno spazio equanime né alto né basso.

Perciò è chiamato la “Mente Pura e Perfetta”,

ed è spiegato come triplice , in accordo col significato convenzionale (61),

indifferenziata, in accordo col vero significato,

e infine dimorando come Singolo Grande Thigle.

Samaya.

  1. Consapevolezza

La “Saggezza della Consapevolezza”

E’ la Saggezza che sorge dall’interno dello spazio della base Universale

Nello stesso modo in cui il sole (splende) nella vastità del cielo.

Luminosa nella sua Essenza ed insieme vuota nella sua natura,

questa Consapevolezza che conosce è libera dai concetti.

In essa (62) sorge il triplice dinamismo delle visioni

Vale a dire quello di suoni, luci e raggi:

essa sorge come luci nel cielo chiaro,

(riverbera come) suoni autosorgenti dallo Spazio vuoto,

e si proietta come raggi di Consapevolezza non duale.

Questo (dinamismo) è conosciuto come quello degli “oggetti manifestati”

Eppure questi oggetti e la Consapevolezza non sono separati,

poiché sono legati come coppia inseparabile

chiamata Saggezza della Consapevolezza,

la Base Universale della continuità della vigile Consapevolezza,

la Base delle Qualità della Saggezza simile ad uno Specchio,

la Coscienza della Base Universale o Base delle inclinazioni.

Nella sua totale e pura perfezione

La (saggezza) della Consapevolezza sorge nel continuo della mente di ogni essere (64).

La Base Universale è neutra e priva di concezioni/origine,

e sebbene la sua Essenza sia primordialmente pura ed immacolata,

Essa stessa dimora come Base sia del Samsara che del Nirvana, dei difetti e delle qualità.

(Perciò) attraverso il legame tra luci e Consapevolezza,

essa diviene la Base dei corpi del Buddha così come dei corpi ordinari,

attraverso il legame tra suoni e Consapevolezza,

(diviene) la Base della Parola dei Buddha e dei discorsi ordinari,

a attraverso il legame tra raggi e Consapevolezza,

(diviene) la Base della mente del Buddha e della mente ordinaria.

Samaya.

  1. L’intelletto

Per quanto concerne la “mente pensante ordinaria”,

sebbene il Re della Consapevolezza vigile sia libero dalle concezioni (generazioni),

esso resta comunque la Base da cui sorge la varietà dei pensieri e dei ricordi:

(perciò) proprio come i raggi luminosi emanati dal dinamismo del sole,

l’Intelletto sorge dal dinamismo della Consapevolezza.

La varietà dei pensieri e dei ricordi è così coinvolta negli oggetti

E le sei associazioni (67) sorgono come dinamismo che apprende i sei oggetti (dei sensi)

Questo è chiamato “intelletto pensante”.

È definito ricordo perché rammemora e comprende le cose

E “mente” poiché è coinvolto negli oggetti.

1.4 Il sommario

Se ricapitoliamo tutto ciò, ne segue:

Ciò che chiamiamo Base Universale, Consapevolezza ed intelletto,

Base, essenza e prodigi (fenomeni),

Madre, Figlio e Dinamismo,

Così come mente e Mente stessa

Risiedono nei modi che seguono, senza unione o disunione

Nel continuo di un’ individualità:

La base Universale è come la vastità del cielo,

la Consapevolezza è come la quintessenza del sole,

l’intelletto è come i raggi luminosi del sole,

i suoni appaiono come un dinamismo auto generantesi,

le luci sono come volte di arcobaleno e luci solari, e

i raggi di diffondono secondo il sistema dei raggi solari.

Tale è lo stato naturale della condizione primordiale.

Samaya!

2. La separazione tra Samsara e Nirvana

Per quanto concerne il modo in cui samsara e nirvana si separarono,

come si rivegliò nei tempi primordiali KuntuZangpo?

E come gli esseri senzienti cominciarono a vagare nel samsara a causa del loro karma?

E’ per la sua realizzazione che Kuntuzangpo , nei tempi primordiali, risvegliò se stesso,

ed è dovuto alla loro non consapevolezzza se gli esseri senzienti errano nel samsara a causa del loro karma.

La Base Universale e la Consapevolezza sono la base per la consapevolezza e l’illusione;

i tre oggetti manifestati sono le circostanze che conducono alla consapevolezza o all’

illusione;

la coscienza che conosce e ricorda è la causa di consapevolezza e d’illusione.

(Però) la base Universale e la Consapevolezza sono ( in realtà) libere dalla consapevolezza e dall’illusione.

Non si dividono in modo dicotomico come samsara e nirvana:

è perciò, all’intelletto che ricorda, si presentano consapevolezza ed illusione

ed il samsara ed il nirvana si mostrano come due modi distinti.

Per quanto riguarda la ragione per cui si presenta la consapevolezza,

quando sorge il dinamismo dei tre oggetti manifesti (68: suoni, luci e raggi)

la mente coscienza che pensa e ricorda

li vede chiaramente come auto-manifestazioni illusorie

a causa di tali oggetti automanifestati,

la Consapevolezza appare in tutta la sua scoperta nudità e

la Base Universale è chiaramente realizzata come incontaminata.

Stando a questa realizzazione, la Consapevolezza rimane nel suo stato naturale;

non segue più le tracce degli oggetti manifesti

e, in quel momento, manifesta concretamente il proprio potere su se stessa.

Le emanazioni del Nirvana (apparendo in seguito )

Sorgono naturalmente senza ( dover essere) compiute .

In virtù dei legami tra le luci e la Consapevolezza,

sorgono tutte le emanazioni del Corpo;

in virtù dei legami tra i suoni e la Consapevolezza,

tutte le emanazioni della Parola sorgono; e

in virtù dei legami tra i raggi e la Consapevolezza,

tutte le emanazioni della mente sorgono.

Da questo triplice dinamismo di Corpo, Parola e Mente

Le Qualità e le Attività sorgono spontaneamente;

(tuttavia) questo non è il risultato della raccolta delle due accumulazioni (69: accumulazione di meriti e saggezza),

poiché esse sorgono spontaneamente per il potere della realizzazione.

Samaya

Per quanto concerne le ragioni per le quali gli esseri senzienti vivono nell’illusione,

quando i tre oggetti manifestati apparvero concretamente,

la loro coscienza mentale che pensa e ricorda si ingannò in merito a tali oggetti:

ignorando che queste auto-manifestazioni sono illusorie, le vide come manifestazioni reali provenienti da qualche altro luogo( che non se stesse).

E perciò ricoprì il principio della Consapevolezza con una mente che vede le cose come (se fossero) qualcos’altro (rispetto a ciò che realmente sono).

Non riconoscendo la loro Auto-consapevolezza, esse non si resero conto del principio della base Universale

E ciò ha dato vita all’ignoranza nata simultaneamente.

A causa di questa ignoranza, la loro coscienza si è diretta verso gli oggetti

In modo tale che essi, dopo aver esaminato gli oggetti, si sono aggrappati ad essi:

ciò è quello che viene definito come” coscienza mentale”.

Poiché essa si è diretta verso gli oggetti, la coscienza risultò incontrollata.

In quanto incontrollata, essa perturbò i tre oggetti manifesti.

Poiché i tre oggetti manifesti furono perturbati, sorsero i cinque elementi causali.(70: fuoco, aria, terra, vento e spazio)

Col sorgere dei cinque elementi causali, sorse la manifestazione dei cinque oggetti (71: forme, suoni, odori, sapori e tatto).

Con il sorgere della manifestazione dei cinque oggetti, sorse la coscienza delle cinque porte (72: occhi, orecchie, naso, lingua e coscienza del corpo).

Perciò le sei associazioni ( di coscienza) (73: cinque sensi e coscienza mentale) analizzarono gli oggetti e li frammentarono in una varietà molteplice ( di fenomeni).

Tale è l’ignoranza concettuale.

A causa di questa ignoranza concettuale, essi si aggrapparono al sé ed agli altri e nacquero i cinque veleni delle passioni .
Questi costituiscono la coscienza della mente afflitta.

Attraverso il potere dei cinque veleni, sorsero le attività condizionate ed a causa di tali attività e passioni, le propensioni karmiche furono raccolte nella Base.

Perciò la base Universale non concettuale (75) diventa la Base in cui le tracce karmiche sono raccolte (76),

le sei tipi di coscienze sono gli agenti che raccolgono le propensioni karmiche,

mentre il karma e le passioni causano le accumulazioni delle molteplici propensioni karmiche

trattenute dalla mente contaminata, che non le lascia andare via.

Man mano che il potere di queste inclinazioni karmiche si intensificò,

i corpi mentali fatti di pensieri discorsivi furono concretamente prodotti

e cominciarono a vagare nei Reami Senza forma a causa dell’illusione (77).

Quando il potere di queste propensioni karmiche si intensificò e divenne

Più grossolano di prima,

i Corpi di luce fatti di apparenze visionarie si produssero concretamente

e vagarono ciclicamente nei Reami della forma a causa della rabbia.

Quando il potere di queste propensioni karmiche si intensificò ancora di più

I corpi materiali fatti di carne e sangue si produssero concretamente

E vagarono nel Reame del desiderio a causa del desiderio-attaccamento.

Quindi, a causa della connessione tra le tre (manifestazioni) – suoni, luci e raggi – e la Consapevolezza, il corpo, la voce e la mente – queste tre porte – si produssero concretamente.

A causa delle propensioni karmiche accumulate dalle sei associazioni ( delle coscienza), essi (78) vagarono nella manifestazione dei sei destini (79: ciò corrisponde ai seguenti destini a) abitanti dell’inferno b)spiriti famelici c)animali d) esseri umani e) dei e semidei).

Dai quattro elementi, agenti come cause e condizioni (80: le “grandi cause” sono i quattro elementi: terra, acqua, fuoco, aria) furono prodotte quattro tipi di nascite

A causa dei cinque veleni delle passioni, essi presero a vagare nei cinque sentieri samsarici.

Dai quattro elementi, agenti come cause e condizioni (80: le “grandi cause” sono i quattro elementi: terra, acqua, fuoco, aria) furono prodotte quattro tipi di nascite

(81: nascita da uova, miracoli, utero e calore o mistura).

Dalla carne, dal sangue, dal calore e dal respiro sorsero le malattie dei quattro tipi di costituzioni (82: malattie legate al vento, alla bile, al flegma ed alle loro combinazioni)

Poiché la Consapevolezza è connessa alle luci, i Ricettacoli e gli Elisir (le essenze), emergono i corpi e le menti.

Per quanto concerne i mondi in cui i Ricettacoli esterni sorsero dalla mente

Stando alla connessione tra la luce del cielo ed alla Consapevolezza,

sorse un vento tremolante, che spirava di qua e di là;

dal potere dei suoi movimenti, nacque un fuoco caldo;

dalle battaglie tra il fuoco ed il vento, caldo e freddo, l’umidità sorse come acqua.

Dall’elisir dell’acqua, la terra che fu generata servì come base.

Tutti i mondi dei Ricettacoli esterni furono prodotti da ciò,

con l’emergere delle manifestazioni dei cinque oggetti (84: forme, suoni, profumi, sapori, tatto) dall’essenza degli elementi (agenti in qualità di) cinque cause.

Tale è il modo in cui il mondo dei Ricettacoli esterni emerse dalla mente.

Per quanto concerne il modo in cui gli esseri senzienti

che formano gli Elisir interni sorsero dalla mente,

a causa della connessione tra la luce del cielo e la Consapevolezza

La mente pensante ed i venti mobili apparvero.

Poiché i venti e la mente sono connessi il vento vorticoso apparve.

Dal potere del respiro sorse il calore, l’elemento di fuoco.

A causa dell’aggregazione del respiro e del calore sorse il sangue, elemento d’acqua.

Dall’elisir (essenza) del sangue nacque la carne, elemento della terra.

Per l’unione di corpo e mente, si formarono i cinque organi essenziali

E si fissarono come supporti dei cinque tipi di elementi.

Dai cinque lembi emerse anche il dinamismo dei cinque elementi (mentre)

L’elisir (essenza) dei cinque elementi fu raccolta nelle cinque cavità interne.

Le porte dei cinque elementi si aprirono nei cinque organi di senso (mentre)

I cinque dinamismi delle cinque coscienze si svilupparono individualmente,

attaccandosi e godendo individualmente dei cinque oggetti.

Tale è il modo in cui gli esseri senzienti – le essenze interne – sorsero dalla mente.

A causa della connessione dei cinque elementi alla mente, i cinque veleni della passione furono generati:

poiché il cielo è connesso alla mente, fu generata la rabbia;

a causa della connessione del respiro con la mente, fu generato l’orgoglio;

a causa della connessione del calore alla mente, fu generata la gelosia;

a causa della connessione del sangue alla mente, fu generato il desiderio;

a causa della connessione della carne alla mente, fu generata la stupidità (87: illusione)

a causa della connessione dei cinque veleni ai cinque elementi,

furono generati i cinque tipi di aggregati

a causa della connessione della rabbia e del cielo, fu generato l’aggregato della coscienza

a causa della connessione dell’orgoglio e del respiro fu generato l’aggregato delle formazioni;

a causa della connessione del desiderio e del sangue fu generato l’aggregato delle sensazioni;

a causa della connessione dell’ignoranza e della carne fu generato l’aggregato della forma.

A causa della connessione dei cinque aggregati e dei cinque veleni sorsero varie azioni condizionate e comportamenti.

Dal legame tra causa e condizione (sorsero) azioni e passioni,

la generale e specifica sofferenza del samsara apparve.

Da un tempo privo d’inizio e in un infinito samsara abbiamo preso corpi nei cinque destini di migrazione, vagando ciclicamente nei tre Reami (Reame del Desiderio, della Forma e del Senza forma):

i dodici legami della originazione dipendente misero in moto la ruota dell’esistenza,

non spinta da azioni negative ma generate attraverso il potere dell’ignoranza.

Perciò, anche se il samsara ed il nirvana appaiono come due modalità separate, in realtà esse sono manifestazioni percepite da menti che sono o non sono realizzate.

In realtà, samsara e nirvana non sono separati dualisticamente

Ma dimorano come il Singolo Thigle, la grande Equanimità.

La luce della Base che Dimora è così completata.

Samaya!

(Traduzione da pagina 45 a 61 del testo inglese di J.L. Achard “The lamp of the abiding base” terminata il 2 marzo 2018) https://www.facebook.com/groups/299348020229512/

Choekhortshang Rinpoche: I Sei Lumi

Venerdì 20/04/2018

Questa è una delle versioni dello Dzochen.

Questo dei Sei Lumi è esattamente l’insegnamento di ciò che è lo Dzochen, che non è un insegnamento, ma è lo stato naturale della nostra mente, è ciò che tutti noi abbiamo.

Siamo tutti esseri umani, ma con menti differenti, memoria, capacità, pazienza, acume mentale, tutti hanno qualità diverse. La nostra mente è funzionalmente diversa. In base a ciò, il Buddha insegnò in rapporto alle capacità di ciascuno. La nostra mente ha diverse qualità, ha caratteristiche che la differenziano dalle altre.

Gli insegnamenti sono per noi, finalizzati a migliorare la qualità della nostra vita ed a raggiungere l’illuminazione. Il Buddha Tompa Sherab nelle Nove Vie del Bon ha distinto la mente delle persone in tre livelli e ciascuno, a sua volta, in altri 3: in base alle menti più limitate, intermedie e superiori. Ma non è detto che un praticante dalle capacità più acute giunga alla illuminazione. Perché potrebbe trastullarsi nelle sue prerogative, mentre un praticante intermedio ben determinato può benissimo raggiungere dei risultati elevati.

I suoi insegnamenti erano basati sulla visione, la moralità, la meditazione, ma divennero poco diffusi perché i meditatori stanno segregati nelle grotte, mentre quelli sulla moralità sono diventati molto popolari e quelli sulla visione sono spiegati nei monasteri: ne abbiamo 3 versioni.

Ricordate le caratteristiche dell’elefante e del topo, che non potrà mai portare i pesi dell’elefante e quest’ultimo non potrà mai entrare nei pertugi del topo? Così ci sono moltissimi insegnamenti adatti ad un’infinità di persone.

Tutti gli insegnamenti si possono suddividere in sutra, tantra e Dzochen.

Ciascuno è finalizzato a rendere la nostra vita felice e calma, ma il percorso è diverso.

La pratica è finalizzata alla illuminazione, ma esistono delle distinzioni di percorsi: di base, intermedio e d’elevate capacità.

Come? Purificando la nostra vita!

Abbiamo tutti i tipi di comodità, ma qualcosa ci manca e c’è un ansia che ci matura dentro.

Non sei nel mezzo d’una guerra, anzi dormi in una bella casa. Ma molti hanno problemi nella loro vita che i maestri chiamano i 5 veleni: rabbia o collera, attaccamento, gelosia, odio, ignoranza, sono le fonti di tutti i problemi della nostra vita. Pensano che sia la società l’origine di tutti i loro problemi, e per i sutra si deve percorrere il cammino della rinuncia, e da essa ci si allontana. Allontanandoci dalla società, il nostro biasimo ricade sul mondo esterno, e prendiamo rifugio in fenomeni esterni: Bodhisattva, maestri. È la via del biasimo del mondo esterno, ma anche del rifugio in ciò che è esterno. Il tantra dice che non dobbiamo fuggire ma che i 5 veleni li possiamo trasformare in antidoti: le emozioni in saggezza, l’attaccamento in saggezza, l’ignoranza in saggezza. Perché il tantra sviluppa tutte le vostre capacità interiori, non è proiettato all’esterno. Per prendere rifugio nel tantra si percorre il sentiero della trasformazione, facendo nascere una realtà interiore e prendiamo rifugio nelle Dakini e nel lama che sono il vero intermediario della trasformazione.

Lo Dzochen dice che non c’è bisogno di trasformare.

È la nostra mente che crea i problemi, per far sì che scopriamo il suo stato primordiale, non si tratta di incolpare, biasimare ciò che è all’esterno, ma di dirigere la nostra attenzione all’interno, affrontando la mente.

La conoscenza dello stato naturale della mente è la sola risposta: lascia le cose così come sono.

Le Sei Lampade illustrano come possiamo lavorare dentro, ricordando come ricercare dentro di noi il sentiero della realizzazione, fino a conoscere la vera natura della nostra mente. Se la cercate dentro, troverete la capacità di prendere su di noi tutte le responsabilità, non c’è nessun luogo da prendere come rifugio.

Il rifugio Dzochen è nei canali, il respiro e nei tigle. Questi sono i 3 oggetti o supreme energie del rifugio. Le 9 vie del bon sono concepibili con le 9 categorie principali. Tompa Sherab convoglia gli insegnamenti a partire da ciò che prediligiamo ed è il livello più alto, è il livello puro della mente, è l’insegnamento sulla mente. Shang Shung è in Tibet vicino al Kailash, fu un potente regno fino all’8° secolo, e questi insegnamenti derivano da quell’area.

Ninjung è la trasmissione orale del lignaggio ininterrotto, continuata dai detentori dei 9 lignaggi, dal lignaggio dei 24 maestri che conseguirono il corpo d’arcobaleno praticando lo Dzochen, la più elevata realizzazione, il loro corpo si dissolse lasciando solo le unghie ed i capelli, le uniche parti del corpo non pervase dalla coscienza, infatti non si sente dolore tagliando i capelli e le unghie. In questo caso il corpo si rattrappisce e si riduce sempre di più. Ci sono diverse modalità di realizzazione del corpo d’arcobaleno. È il lignaggio diretto dal Dharmakaya. Questi insegnamenti sono sopravvissuti tramandati dalla saggezza orale nelle caverne da maestro a discepolo, fino all’11° secolo, quando un maestro estremamente colto decise di scrivere gli insegnamenti, ancor oggi, ad esempio la mia famiglia, ha un legame di sangue coi primi maestri che trasmisero gli insegnamenti.

Lo Dzochen è incentrato su ciò che accade sulla base delle radici più profonde della nostra mente, stabilendo un radicamento estremamente vero e profondo. In tal senso vale la pena ricordare un aneddoto.

Un monaco anziano ed uno novizio incontrarono una ragazza piangente sulla riva d’un fiume. Una volta chiesto il motivo della sua disperazione, ella rispose che non era in grado di riattraversare il fiume per raggiungere i suoi genitori, in quanto la corrente si era fatta improvvisamente troppo impetuosa per lei. Il monaco giovane sarebbe stato disponibile a caricarsi sulle spalle la ragazza per trasportarla dall’altra parte, ma temeva di romper i propri voti di castità. L’anziano, che era ancora forte, disse che ormai per lui il desiderio della gioventù s’era esaurito da tempo e che se c’era una buona azione da compiere era proprio quella di far riabbracciare la ragazza dai suoi genitori. Così la fece salire sulle spalle ed affrontò i flutti della corrente portandola dall’altra parte.

Il monaco anziano portò la ragazza al di la del fiume, mentre alle illazioni del novizio rispose che lui aveva lasciato la ragazza sull’altra riva del fiume mentre lui se la stava ancora portando mentalmente appresso.

Tra le cose utili dei 6 lumi varrà la pena soffermarsi su molti aspetti, perché sono collegati con la pratica del tummo e del bardo.

Tutto viene dal di dentro, come manifestazione della vostra mente, e, attraverso questa manifestazione, le persone colgono quanto loro appare.

La mente non è né il cervello né il cuore, ma un qualcosa che è in entrambi, ma temporaneamente. Ma un trapianto del cervello non inciderebbe sulla mente.

1) Il Lume della Base della realtà e della “Natura della Mente”, l’esperienza dello stato naturale.

La mente è la base di tutto. Così comprendete lo stato naturale della vostra mente.

2° Il Lume del cuore, è la dimora ed il luogo di rivelazione della “Natura della Mente”.

3° è il lume della via dell’emergere delle visioni, attraverso cui lo stato naturale procede, è il lume dei canali: dal canale centrale al cuore. È la fisiologia occulta dello Dzochen, il “canale kati” e la via.

Ma dev’esserci un canale per cui si manifesta l’interiorità all’esterno: è il canale centrale, l’autostrada.

4° Il “Lume dell’acqua”, il lume sono gli occhi, ovverosia il senso della vista come manifestazione delle visioni, il “lasso che cattura da lontano” la Visione Originaria della Realtà.

5° Il Lume delle Visioni. La Pratica delle Visioni e l’Introduzione Diretta ai Regni Puri. Il quinto lume è quello che va oltre le apparenze esteriori: scingam o pura visione o puro reame. Dallo stato naturale della mente, i canali, dove sono collocati, questa è la vera pratica, tagliare, ma basta conoscerlo.

6° Il Lume del Bardo e della Chiara Luce. Il sesto lume è quello del bardo o dello stadio intermedio: alla morte non possediamo più un corpo ed il nostro corpo mentale non è in grado di vedere. Grazie alla pratica conseguite un qualcosa e nello stadio intermedio non avete un corpo fisico.

Esiste, non solo un canale sottile fisico, ma anche, non dimentichiamolo, il canale centrale che sale fino all’occhio della saggezza, al terzo occhio di Lobsang Rampa.

Ora pensiamo che tutto dipende dal di dentro.

Le 2 pratiche principali sono il Treciò o dimorare nello stato naturale ed il Togal suoni dello stato natura della natura della mente.

Da dove viene il fuoco? Ed, una volta spento, ci si chiede da dove veniva e dov’è finito il fuoco che ora è spento?

Shamata e vipassana sono richiamati nello Dzochen.

Sabato 21/04/18.

La pratica delle 9 respirazioni è finalizzata a purificare i veleni mentali, così la mente guadagna felicità, purificando gli ostacoli si ottiene successo, purificando le cause della malattia, s’ottiene la guarigione.

Seduti a gambe incrociate, in posizione di stabilità, la mano destra sotto la sinistra, il pollice preme la base dell’anulare perché si diparte da qui un canale fino al cuore, e lo si blocca, perché è l’entrata degli spiriti negativi al corpo, perciò l’anello lo si porta all’anulare, perciò si blocca qualsiasi cosa che dall’esterno ci può disturbare.

La parte destra del corpo è connessa all’ignoranza, mentre quella sinistra è collegata alla saggezza. Appoggiando la sinistra sulla destra schiacciamo l’ignoranza con la saggezza, a braccia aperte come le ali del Garuda, la colonna eretta, è un segno di concentrazione, il mento ripiegato, è un modo per bloccare le attività vocali nella concentrazione, premete la lingua al palato, altrimenti appoggiatela. Non chiudete né aprite completamente gli occhi, altrimenti gli oggetti esteriori vi possono distrarre, mentre se li tenete chiusi potete cadere nel torpore dell’ignoranza.

Visualizza il tuo corpo sottile di luce e cavo, vuoto, il canale centrale dalla base lungo tutto il corpo alla fontanella occipitale, col powa s’apre un poco ed è possibile.

Ricordatene la forma a W, allungata, i due bracci laterali della W sono 2 canali che dalle elici del naso salgono alla sommità del cranio, scendono dietro le orecchie fin sotto l’ombelico, per risalire come canale centrale, passando dietro la lingua fino alla sommità del capo, aprendosi come l’apertura d’una tromba. Occorre differenziare questi canali sottili, trasparenti e di luce, dalle arterie, dalle vene e dai nervi. La sommità superiore è la porta dell’illuminazione. Il chakra inferiore è la fuoriuscita degli aspetti grossolani, così la coda ne rappresenta la continuità con le proiezioni verso i reami inferiori.

Il canale di sinistra è rosso ed il destro bianco ed il centrale blu, connesso alla mente. Siamo fatti di mente connessa al canale centrale, d’essenza bianca del padre del canale di destra e rossa della madre connessa al canale sinistra. L’essenza di questi 3 ci connette 4 dita sotto al chakra ombelicale.

Tutto l’universo, il cielo blu, sole è femminile, luna maschile nella tradizione tibetana, all’inverso della tradizione indù. I 3 veleni: ignoranza, attaccamento, rabbia. L’ignoranza è connessa al canale centrale, l’ira è connessa al canale di destra ed al padre ed alle attività, mentre il canale di sinistra è connesso all’attaccamento ed alla madre.

Dai 3 veleni scaturiscono le malattie: dalla rabbia il lung, il vento, l’ipertensione arteriosa, il tutto è connesso con l’elemento aria. L’attaccamento è connesso alle malattie della bile, l’ignoranza è connessa alla flemma, l’umidità, l’elemento terra, alla digestione, all’acidità gastrica.

Azione.

La mano destra chiude la narice destra, poi va sulla radice sinistra, sempre tenendo il pollice sulla radice dell’anulare, per tre volte, inspira visualizzando l’aria di colore verde, in modo da conferire freschezza, dalla narice sinistra, il più dolcemente possibile, espira con più forza, in una successione di 3 respirazioni in crescendo.

L’aria entra verdastra ed esce grigiastra, viceversa dal canale di sinistra rosso, l’aria esce d’un colore come grigio rosato, come se fosse sporca.

Alla terza volta visualizza, per purificare il canale centrale, l’aria verdastra che vi penetra e fuoriesce come se fosse fumo dal canale centrale.

Ogni volta visualizza la purificazione degli ostacoli dei 3 veleni, inspirando verde brillante riceviamo purezza e saggezza mentre, all’inverso, eliminiamo ogni volta gli ostacoli legati ai 3 veleni: collera legata al maschile, bile legata al femminile.

La purificazione del canale centrale, che è neutro, purifica le negatività legate ai naga, in modo che raggiunge purezza: è una pratica semplice, ma molto importante, è un modo per calmare la vostra mente.

È una pratica per calmare il nervosismo, la rabbia, la paura.

Se il cervello non è stabile, non lo è nemmeno la mente. È come il rapporto fra il cavallo ed il cavaliere. Allora, per eliminare lo squilibrio tra corpo e mente, facciamo respirazioni sottili e lunghe.

Il canale di destra è legato alle energie maschili ed agli ostacoli femminili, mentre il sinistro è all’opposto. Dobbiamo aver presente che i 9 respiri servono per la purificazione mentale.

Quando espirate ricordate sempre che la visualizzazione esce sempre dalla parte superiore.

Con la prostrazione presto omaggio a Kuntu Zangpo, l’essere onnisciente che rappresenta il Dharmakaya: kun è tutto, zangpo è gentilezza.

L’insegnamento è al picco del cervo durante il regno del Shangshung vicino al Kailash.

Tapiriza è il ragazzino luminoso che apparve a Nanjur Lopo per soggiogare l’orgoglio ed introdurlo alla vera realtà della consapevolezza: la capacità di vedere l’essenza profonda della vera natura della mente, per slegarlo da un qualcosa che lo legava: liberarlo dagli attaccamenti mentali, e porlo nel terreno corretto, aperto dell’equanimità. Per porlo nello stato naturale della propria mente, così da collocare la mente nella posizione più appropriata, senza che vaghi.

Leggete la narrazione del primo incontro tra Tapiriza e Neljor Lompo.

Il Lago Namtzo ha un’isola in mezzo, è un luogo importante di meditazione, isolato nei mesi caldi ed unito alla terraferma nei mesi invernali dalle acque ghiacciate. È un luogo frequentato da grandissimi maestri. A Neljor Lompo apparve il nudo Tapiriza dal corpo di cristallo, privo d’ornamenti e d’impurità, si prostrò e rispettosamente fece circumdeambulazioni, e Tapiriza gli disse: figlio carmico, sperimenti il risultato delle pratiche di molte vite, hai accumulato un buon karma, t’insegnerò dei grandi insegnamenti, perciò ascoltami: “Per portare gli esseri futuri a raggiungere l’illuminazione, ti comunicherò tre parole profonde sprigionate dal cuore”. 84.000 insegnamenti del Bon, essenza dello Dzochen, precetti della mente dei 9 maestri illuminati, insegnamenti dei 24 maestri che ottennero corpo arcobaleno, distinguendo gli esseri illuminati dagli altri esseri umani, quindi di Tapiriza. questo sono i punti essenziali della mente illuminata di bodhicitta. Il lama che non li conosce è come chi mostra un oggetto ad un cieco. Il che sarebbe senza senso.

I ciechi toccando la gamba dell’elefante lo percepiscono come tronco, se ne toccano le orecchie come una foglia, la coda come un bastone. Così l’elefante veniva erroneamente confuso con uno di questi. Il maestro che non ha queste conoscenze, è come un corpo senza cuore od un organo di senso inefficace, perciò si parla di lumi. Una piccola parte degli 84.000 insegnamenti Bon, senza questi presupposti, potrà rappresentare un istruzione diretta.

Questi insegnamenti sono come lo Specchio per riconoscere la base universale, come la lampada che svela la saggezza nascosta, c’è un qualcosa di noi che non conosciamo, perché c’è uno spazio buio e questi insegnamenti ci consentono di vedere la consapevolezza nella sua nudità, la fonte delle illusioni, provengono dal cuore, come il dito che indica in modo univoco la realtà.

1° lume è la lampada della base che dimora, la base universale.

2° lume è dove dimorare o lume del cuore di carne, ci mostra dove dimora la base e produce all’esterno l’autoconsapevolezza, come emerge.

3° lume è la via per cui la saggezza emerge all’esterno, è la chiara e soffice luce dei canali. Il punto è come la saggezza è trasparente, come viene proiettato all’esterno, può uscire grazie al potere dei canali, ma necessita d’una porta.

4° lume è della sfera liquida o gli occhi. Lo sguardo è come un laccio che cattura gli oggetti lontani.

È come l’aperture della porta della consapevolezza che viene vista nella sua nudità.

5° lume è aprendo gli occhi vediamo l’ambiente nella sua estensione, è l’introduzione ai reami puri, si distingue qui ciò che è Dharmakaya, Sambogakaya, Nirmanakaya, il che ci aiuta nel cammino realizzativo. Come le dobbiamo vedere queste cose?

6° lume è del momento al tempo del bardo. Qui si illustra come il samsara ed il nirvana si separano, dimostrando la sottile linea di confine tra la consapevolezza e l’illusione.

Pomeriggio

O figlio di nobile lignaggio, non dire nulla alle persone prive di fede e dalla mente distratta, arroganti, o che si dedicano ai veicoli inferiori, perché potrebbero creare ostacoli alla pratica.

Non si tratta di discriminare.

Essendo un insegnamento molto diretto e chi pratica, se insegna a menti inferiori, lo potrebbero giudicare negativamente. Molti di coloro che hanno buone qualità e sono adatti agli insegnamenti ed alla perfetta purezza e temono le sofferenze del nascere e morire ed hanno timore della rinascita sfavorevole, per questa ragione si rivolgono al Dharma, quindi si dedicano alla via dell’illuminazione. Coloro che hanno una devozione immutabile ed infaticabile ed hanno trasmesso insegnamenti dei maestri del lignaggio e sono disposti a rinunciare alla mondanità, sono i ricettacoli adatti allo Dzochen. Samaya è l’impegno, è un monito a tenerli riservati.

Bodhicitta è il sentiero dell’illuminazione.

Possano questi essere attivi a beneficio di tutti esseri fino alla fine del samsara.

1° lume. Di omaggio, ce ne sono diversi tipi.

Faccio omaggio a Kuntu Zampo, l’essere illuminato della consapevolezza, il Buddha primordiale, il Dharmakaya.

O nobile figlio, il lume della base dimorante mostra la realtà della base dello stato naturale da cui samsara e nirvana derivano.

La base è la consapevolezza, l’attività del pensiero. È la base universale: chiara luce, bodhicitta. È 1 chiarezza, 2 vacuità, 3 immutabilità o kadak o essenza primordialmente pura, associabile al Dharmakaya, intoccata da qualsiasi cosa. La base universale della mente con le sue attività è detta kadak Cenmo o purezza primordiale Dharmadata o Dharmakaya.

Entrando profondamente nella mente, l’intelligenza, la base universale, la cui realtà è vacuità, la vacuità è basata e connessa allo spazio, entrando molto profondamente nella mente, entrate in una dimensione simile allo spazio. È come lo spazio attorno a noi, in cui siamo collocati, così esiste uno spazio interiore fondamento della mente e delle sue attività. È purezza primordiale e mai affetto da impurità, in cui tutte le qualità sono perfette. Il corpo assoluto è il Dharmakaya. L’aspetto della vacuità non ha nulla a che vedere col samsara e nirvana, ma può apparire spontaneamente, non è creata, ma appare spontaneamente, è lo zodegu darma e Sambogakaya.

Tutto ciò è totalmente perfezionato in questa base che non ne è la creatrice, ma lo spazio ospitante, in modo spontaneo, nulla v’è che non sia perfezionato, nella base. Tutte le qualità del samsara, le emozioni e felicità sono Nirmanakaya. La vacuità è la base di tutto. Dharmakaya, Sambogakaya, Nirmanakaya, e quest’ultimo è imputato. Vi sono due tipi Dharmakaya: 1 imputato, 2 che potete o non potete dargli un nome. Quindi abbiamo un Dharmakaya indicibile, non definibile, ed un altro definibile con dei termini.

La base Dharmakaya non è divisibile, è assoluta equanimità e non accetta né rifiuta, né gli esseri del samsara nè del nirvana, è onnipervasiva, è ovunque, è la base anche per la manifestazione per ciò che esiste.

Ad esempio, la vostra mente ha tante emozioni, molte negative, sono come una pozza d’acqua fangosa, più la agitate più si intorbidire, se non l’agitate, alla fine la pozza diventerà chiara,

se le buttate fuori tutte starete peggio, quando andrà meglio, quando le lascerete dissolversi. La pratica è basata sulla vacuità.

Treciò è guardare direttamente la vacuità, mentre il Togal si dirige sulla concentrazione.

Il cielo e la luce sono inseparati, così come tutte le qualità del samsara e nirvana.

Dobbiamo rigettare sia il considerare lo spazio come senza e con distinzioni, chiarezza e vacuità non sono separati, ma sono un’unità intrinseca, così la base della mente, come la base di ogni cosa, anche se samsara e nirvana siano la stessa cosa, ma nemmeno che siano separate.

Come l’atomo man mano che vi entriamo dentro scopriamo che è vuoto, è unica sfera.

Abbiamo 3 bicchieri e ciascuno ha 1 spazio, che è compreso.

Lo spazio di cui vi ho parlato è una metafora dello spazio nella vostra mente, per comprendere la manifestazione stessa della realtà. Kha è la sillaba dello spazio, lo spazio in cui può apparire tutto, al di la della vicinanza e lontananza, inesprimibile in parole. Non è né grande né piccolo, può essere definito solo tramite gli opposti e le negazioni. La prima qualità 1 è che è espanso ovunque, il cui primo attributo è la chiarezza, che non può essere nascosta. La seconda 2 qualità, è che è privo delle qualità opposte della vicinanza e lontananza. Tutto va oltre qualsiasi discriminazione: alto, basso, buono, brutto.

Ogni cosa sorge dalla espansione dello spazio, dilatazione dello spazio.

Ciò è bodhicitta, la mente illuminata, piena illuminazione, che non respinge nulla, è l’aspetto della vacuità di bodhicitta. Internamente la radice è di vacuità e non possiamo trovare null’altro che la mente d’illuminazione. Chi sperimenta vacuità è come un muto che assaggia, sperimenta un dolce, perché, pur assaporandolo, non lo può dire a nessuno. È totalmente indicibile. Allo Dzochen cerchiamo d’avvicinarci a parole ma la sua esperienza è completamente indicibile.

Come il coniglio uccise il leone? Il primo disse al secondo che v’è nella foresta una creatura ancor più potente di lui, il leone gli chiese dov’è, ed il coniglio gli mostrò il pozzo, il leone guardò nel pozzo e disse al leone di specchiarvisi, ed il leone, che ruggiva nel pozzo, vedendo la sua effigie riflessa, la scambiò per quella d’un altro leone e vi si scagliò contro e finì per morire affogato nel pozzo.

Tutte le manifestazioni esteriori sono come una proiezione della nostra mente.

Amaraye so ha.

È la trasmissione, la spiegazione o l’iniziazione o potenziamento, le istruzioni, il permesso, l’autorizzazione a praticare quella pratica.

La vacuità è come autoriginata.

È rigpa quando la vacuità è consapevole di sé stessa, quando è autoconsapevole.

2 parte. Consapevolezza, rigpa della consapevolezza, rangjung autoriginata, consapevolezza del sé, la base è la vacuità che è senza interruzione, che diventa chiarezza, quando iniziamo a realizzare che siamo chiarezza e vacuità abbiamo la rigpa, non è luce che appare dall’esterno, ma è chiarezza in quanto non coperta da alcunché, è un processo di autoconsapevolezza oltre la mente ordinaria. Consapevolezza rigpa è oltre ogni limite, dalla vacuità si comprende che noi stessi siamo vacuità, la consapevolezza dalle espansione della vacuità universale è come il sole che brilla nel cielo, questa consapevolezza che brilla parte dalla vacuità e percepisce sé stessa senza ostacoli, limiti, come il cielo, come lo spazio.

La consapevolezza è della forma di chiarezza, ma la sua natura è vacuità. Chiarezza significa non velato, non celato, evidente, mentre luminoso non è da intendersi come emanatore di luce propria. Quando cadono i veli, la base diventa chiara nella consapevolezza, chiara nella sua essenza, ma vuota nella sua natura, libera da concetti o sovrapposizioni mentali.

3 parte. Dinamismi delle visioni o manifestazioni dell’apparenza: 1 suono 2 colore 3 raggi.

Chi ha sperimentato di cadere in incoscienza?

A me capitò quasi d’affogare in un fiume e, col ritorno della coscienza, fu che vidi una luce fortissima con colori vividi e pure visioni dettagliate.

consapevolezza è l’oggetto ed il suono luci e raggi sono il soggetto, il suono viene dalla vacuità come il big bang. Tappatevi le orecchie e sentirete un suono che è il suono della vacuità.

Dalla chiarezza deriva la luce fisica, dalla vacuità viene il suono, dall’unione di chiarezza e vacuità provengono i raggi. Gli insegnamenti sono fondamentali per capire il bardo.

Le luci dalla chiarezza o i raggi sono i 5 elementi nella loro dimensione pura. La base è la madre, la chiarezza è il figlio, la loro unione è la energia manifestazione della visione e dell’energia.

La base è la vacuità da cui sorge la chiarezza, il suo aspetto autoconsapevole, da cui scaturisce la mente cognitiva, dai dinamismi di ciò nascono i meccanismi cui siamo abituati. Il che è l’apparizione degli oggetti.

Oggetto e soggetto la mente consapevole non sono separati, perché sorgono entrambi dallo spazio. Sono dinamismi noti anche come oggetti manifesti, oggetto sono i suoni, luci e raggi ed il soggetto è la consapevolezza che si autopercepisce, che non possono essere separati, come il tavolo è calato nello spazio. È la saggezza della autoconsapevolezza che è la non separabilità tra soggetto ed oggetto. È la mente cognitiva.

dalla rigpa o consapevolezza si ha la mente cognitiva che raccoglie ogni informazione, è una consapevolezza cognitiva, o coscienza deposito del bagaglio carmico dei sutra. La base che ha l’aspetto dello specchio in cui possono apparire specchiarsi tutte le qualità. È saggezza, è la consapevole base universale della mente cognitiva, perché tutto vi può apparire, saggezza.

Rigpa o yesce o saggezza è consapevolezza della vacuità della base.

Melò, yesce è la base universale in cui tutto può apparire samsara e nirvana, dove nella corrente della mente universale le individualità appaiono perfettamente e si mescolano le sensazioni.

La consapevolezza è in ognuno che può avere un’esperienza dell’apparire perfetto della mente universale.

Quando la base universale è priva di oscurazioni concettuali è primordialmente pura, priva di difetti, è la base del samsara e nirvana. La dualità di luce e consapevolezza è la fonte del corpo come oggetto di forma, così come dalla dualità di suono e consapevolezza si forma la parola, e dalla dualità di raggi e consapevolezza sono originati i concetti. La mente è la natura della mente.

Se parlate di mente è meglio che specifichiate: mente concettuale o concezioni mentali a partire dalle sensazioni corporee.

La consapevolezza e suono sono la parola.

Ora sentite il mio suono, quello delle mie parole, il cui suono viene percepito dalla combinazione tra consapevolezza e le percezioni esterne del suono. Così, quando la consapevolezza media tra la luce interiore ed esteriore, dà luogo alla percezione esteriore.

Tutto è proiezione della nostra mente. Non esistono qualità buone o cattive, così come il leone aggredisce la sua stessa immagine riflessa nel pozzo che percepisce come minaccia e finisce per perirvi affogato.

Se tutto è così, come avviene?

La mente concettuale dei pensieri, la base rigpa dei pensieri è il fondamento da cui sorgono i diversi pensieri, sono come i raggi manifestati dal sole, così la mente concettuale è manifestazione dalla consapevolezza, e si aggrappa e si manifesta secondo i diversi aspetti, la base è consapevolezza.

Associandosi le diverse facoltà, sorge il dinamismo, con cui entriamo in contatto attraverso gli oggetti delle nostre facoltà sensoriali, è la mente sensoriale che elabora i pensieri. Rigpa di per sé non dà alcunché , nessuna sensazione. Lo fa quando entra in contatto con la coscienza sensoriale, visiva, uditiva, gustativa, ecc.

Il gusto, ad esempio, il dolce dipende dalla coscienza gustativa, che dipende dalla consapevolezza, rigpa, che dimora nel cuore. Quando ne avete la percezione, rimanete in quella sensazione senza preoccuparvi.

Lo spazio della vacuità non è fuori di noi, ma dentro di noi.

Quindi la divinità che viene dalla vacuità dello spazio è una proiezione che viene dal nostro mondo interiore.

Esperienza ed applicazione: interagendo con gli oggetti si forma un concetto, che nasce dalla nostra esperienza e fa sì che nasce una mente concettuale, e questa sensazione si trasforma anche in un attaccamento.

Dall’interazione con gli oggetti nasce un’esperienza e la coscienza, deposito delle cause karmiche.

La consapevolezza di base, mente, madre, figlio, tzal, dinamismo, dimora in questo stato senza separazione e dualità nel continuo.

La base universale è vacuità, cielo, consapevolezza.

È vacuità del sole, dei pensieri come raggi di sole.

I suoni appaiono nella naturalezza della vacuità.

Le luci appaiono come arcobaleni circolari attorno al sole.

È la realtà naturale: quella primordiale.

Qui dobbiamo imparare a dimorare nello stato naturale ed il risultato è molto elevato.

Introduzione allo stato naturale della mente.

C’è una tradizione per cui ai nuovi praticanti Dzochen si dice: “Vai e cerca la tua mente”.

C’è chi vaga impazzito e chi lo fa comunque, ma, pur afferrando un qualcosa, non trova nulla che somigli alla mente.

Quando non trova nulla, allora è vicino alla soluzione ed il lama inizia a spiegare.

Molti pensano che la soluzione siano solo parole:

1) non seguire il tuo passato;

2) non invitare il tuo futuro;

3) non modificare il tuo pensiero presente.

Se siete in grado di fare ciò, siete in grado di stare nello stato naturale della mente.

Ci sono molte Ha bianca. Ed è un metodo. E vi concentrate su di essa perché non pensate al passato, presente o futuro. E non seguite i fenomeni della Ha bianca, così come quando lasciamo intatta l’acqua torbida dello stagno, lasciando che il fango si depositi.

Man mano che ci sottraiamo alle distrazioni esterne diventiamo più prossimi alla natura profonda.

Il maestro disse all’allievo di mettersi in piedi su un terreno fangoso estremamente scivoloso e quando ci riesce ha una specie d’illuminazione.

Un maestro del lignaggio Dzochen del Mustang in Nepal aveva suo nipote che era un gran brigante che depredava ed uccideva. Durante una rapina venne ferito quasi a morte e decise di cambiar vita. Chiese perciò istruzioni allo zio, ma si annoiò presto degli insegnamenti sull’alfabeto. Ma, con l’impegno costante, divenne uno dei più grandi maestri del lignaggio.

Lo Dzochen non discrimina ed è non settario. Lishu Taking, che visse nell’8° secolo era un grandissimo maestro non settario. Lo Dzochen è un insegnamento che va molto al di là dei preconcetti.

Nei sutra vi sono così tante condizioni, ma si discrimina molto. Mentre lo Dzochen va all’esperienza.

Abbiamo la base, la consapevolezza, la mente concettuale e samsara e nirvana: sono distinti e, come Kuntu Zangpo, sono puri, illuminati. Kuntu Zangpo fu primordialmente illuminato perché era primordialmente consapevole dello stato naturale della mente. Al contrario gli esseri circolano nel samsara per il loro karma e sono incapaci di mantenere lo stato naturale della mente. La consapevolezza della base universale è la base sia della illusione che della realizzazione. Le 3 manifestazioni – suoni, luci, raggi – sono le cause secondarie che portano o alla consapevolezza o all’illusione. La mente che discrimina è la causa della consapevolezza o illusione contraria.

La base universale non è la causa ma, come lo scenario, lo è la mente che discrimina: è la vera causa tra consapevolezza ed illusione. Non c’è nessuna illusione da rigpa in sé. Nella base universale del rigpa non c’è alcuna accettazione né rifiuto della dualità.

La mente concettuale e la rigpa sono la fonte delle illusioni, o meno, e da essa provengono samsara e nirvana.

Perché essere consapevoli è quando questi 3 oggetti appaiono.

La mente concettuale vede che sono illusioni, ma nella realtà non è così.

Quando la mente concettuale si rende conto che ciò che gli appare sono illusioni, ciò ci porta a rigpa, siamo nello stato naturale nella sua essenza. Dal momento che non seguiamo gli oggetti dell’apparenza, si rafforza lo stato di consapevolezza ed il nirvana giungerà naturalmente senza sforzo.

Se segui l’apparenza, le illusioni ti faranno prigioniero.

Dalla consapevolezza e dalle luci appariranno tutte le manifestazione del corpo del Buddha e dalla consapevolezza e dai suoni apparir tutti gli insegnamenti, così dalla manifestazione della consapevolezza e dai raggi: Buddha si manifesta. Le qualità ed azioni del Buddha emergeranno completamente. Mentre nei sutra si raggiunge l’illuminazione accumulando meriti, qui lo facciamo con la consapevolezza, automaticamente, spontaneamente per consequenzialità di una cosa con l’altra. Kuntu Zangpo è primordialmente illuminato perché è nella consapevolezza primordiale, perché ha dimorato nel rigpa senza seguire i pensieri:

non seguire il passato;

non invitare il futuro;

non cercare di modificare il presente.

E sarà come ricaricare la mente come una batteria scarica.

Cosa fai? Nulla.

Se ce la fate, sarete molto vicini alla pratica, anzi è questa.

Domanda. Nel tantra si dice che occorre purificare il karma, come?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Nel tantra si trasforma. Lo stato naturale della mente comprende la consapevolezza. Ma non ne siamo consapevoli! Nel bardo, quando l’essenza dei genitori si dissolvono, pure le negatività dei 3 veleni si dissolvono, ma non si è consapevoli. Il tummo è parte del tantra madre.

Domanda. Nello Dzochen si entra nello stato diretto della natura della mente, mentre altri richiedono la purificazione dei canali laterali e centrali, come è possibile giungere allo stesso risultato?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Nel tantra dobbiamo fare delle pratiche di pulizia, nello Dzochen dobbiamo stare nello stato naturale, così come nel bardo raggiungiamo lo stato naturale e ci può succedere pure in vita, ma non ne siamo consapevoli! Col tummo eliminiamo degli ostacoli, ma nello Dzochen non c’è bisogno di alcun sforzo.

Domenica 22.04.18

La base è la vacuità, la consapevolezza, la chiarezza. La mente concettuale è l’intelletto.

C’è una sviluppo dalla base di vacuità alla chiarezza che conosce sé stessa ed alla mente discorsiva. Quindi nella seconda parte del primo lume abbiamo la separazione tra samsara e nirvana, perché Kuntu Zangpo è illuminato e nel nirvana, mentre noi siamo nel samsara.

Altri insegnamenti partono dal mondo esterno o dal mondo interiore alla vacuità. Nel nostro caso siamo partiti proprio dalla vacuità. Siccome l’insegnamento ci introduce alla pratica del Togal, diventiamo molto consapevoli e ne facciamo esperienza.

Ciascun lume rende omaggio a Kuntu Zangpo, la consapevolezza naturale che sorge dall’interno, la lampada che dimora dov’è la base, il punto chiave dove sorge la consapevolezza naturale. È chiamata l’autoconsapevolezza o saggezza della consapevolezza che sorge da sé dentro di noi e ci permette di osservare tutto ciò che è all’esterno.

Nei sutra si parla di mente cognitiva o rapporto tra soggetto ed oggetto, è autoconsapevolezza della natura della mente. Qui nello Dzochen non c’è separazione tra il conoscitore ed il conosciuto, tra soggetto ed oggetto. Consapevolezza ed illusione appaiono dualistiche alla mente concettuale. Dalla mente concettuale sorgono le illusioni e si ha il bivio tra samsara e nirvana. La base di vacuità non ha mai esperienze d’illusioni nel futuro, passato e presente, suoni, luci e raggi. In tal prospettiva non esiste suddivisione tra samsara e nirvana. La mente concettuale ha come base la vacuità e come consapevolezza rigpa.

Dalla base sorge consapevolezza, da cui non sorge illusione , è la mente concettuale che crea illusioni, che va biasimata, lo Dzochen è una visione concreta delle cose.

La base che non è mai stata oscurata come il rigpa privo d’illusioni, dove risiedono?

Abbiamo tre livelli di lettura: interno, esterno e segreto.

Per quello esterno lo spazio è metaforicamente chiamata utero, spazio segreto.

Sempre per quello esterno cion è una gemma rossa corniola, che dimora nel cielo, l’apice al cuore biancastro.

Per quello interno hai la tenda luminosa delle chiare visioni, chiaramente appare un arcobaleno, risiede nello spazio.

Immagina tre livelli diversi di descrizione della dimora: il grembo per quello esteriore, per quello interiore la tenda arcobaleno. Il cuore è dove risiede l’elemento spazio.

Il cuore della base , fisico, luminoso.

Ciò che collega i canali del cuore è una gemma ottagonale, un loto con 8 petali alla cui sommità v’è un tigle arcobaleno.

La base universale e la consapevolezza dimorano nella purezza primordiale, senza essere minimamente contaminate.

Stiamo sempre parlando della base della natura. Come le nuvole oscurano il cielo, così le illusioni oscurano la verità.

Nel centro del cuore fisico la base dimora come purezza di saggezza, come la purezza del cielo incontaminato da nubi, è la base della purezza di saggezza, ma non lo possiamo vedere.

La consapevolezza è diffusa ovunque: come un sole non velato da nubi. A causa dei pensieri, delle nubi che lo oscurano, questo sole ci può risultare invisibile. È importante che la mente del pensiero concettuale è intesa come oscuramento. L’autoconsapevolezza sorge nel cuore: dall’interno verso l’esterno, come un sole indisturbato da nubi. Come il suole che brilla nel cielo terso, la base e consapevolezza dimorano nel cuore in modo indissolubile. La mente concettuale è come i raggi del sole. Laddove giunge la base, la vacuità, ecco che sorge la consapevolezza, quindi non esiste separazione alcuna.

Cielo, sole, raggi: vanno pensati come aspetti della stessa totalità, qualità, entità unica indissolubile tra cielo, sole e raggi.

I sensi della menti discorsiva e concettuale sono simile ai raggi del sole, attraverso le porte dei sensi si percepisce la realtà dei sensi. Se percepite questo concetto, capite la dottrina della reincarnazione ed il passaggio da vita in vita. I tsa nei termini fisici sono i nervi, mentre in senso sottile diventano i canali.

Come il corpo d’illusione e la mente si mescolano e si separano?

La base è come il cielo, la mente concettuale o intelletto è come le ali dell’uccello che lo portano ovunque.

La consapevolezza è come un uccello che lo percorre.

La base è come la terra che si estende ovunque.

La consapevolezza è come un umano che sta sulla terra.

La mente concettuale è come il cavallo che vi porta ovunque.

La base universale è come oceano che s’estende.

La consapevolezza come il pesce che lo popola.

La mente concettuale è come le pinne del pesce che gli permettono di muoversi ovunque.

Il corpo è come una gabbia che racchiude un animale, come un cavallo nel recinto; al contrario si può separare l’uccello dalla gabbia, così è possibile separare la mente dal corpo, ma non la base dalla chiarezza.

Così il pesce può essere separato dalla rete che l’ha catturato, ma non dall’acqua, altrimenti morirebbe.

La base, consapevolezza, mente concettuale, connessione all’esterno, dottrina dei cinque elementi che governa ogni connessione, non è diffusa ovunque, non significa che l’uccello vi rimanga.

Se il leone non riconosce sé stesso, pensa che l’immagine minacciosa riflessa nell’acqua al fondo del pozzo sia un altro animale che lo attacca, e perisce nel pozzo.

Abbiamo cercato di vedere come siamo, la nostra interiorità si proietta sulla nostra esteriorità e possiamo tornare all’interno della nostra vera radice.

Trescò è tagliare, recidere in un sol colpo. Se fossimo capaci di recidere una fascina di stecchi in un sol colpo è il trescò, che significa pure: scavalcare, saltare oltre un qualcosa. È l’azione basata sulla vacuità da adottare da qui in poi.

È la liberazione da tutte le emozioni negative che svaniscono, è la liberazione dalla mente concettuale.

Togal è la chiarezza, è star fermi contemplando i tre oggetti, è estremamente immediato, è Shinè e Lagtong ma è differente da quanto praticato nei vipassana e sutra.

La postura del Trescò prevede d’incrociare le gambe, fermare ogni attività, attraverso la postura porta la mente dentro di te, la colona eretta, la base dell’anulare preme sul pollice, la mano destra è sulla sinistra, apri spalle e gomiti, rilassati ma non troppo, non confondere il benessere con la concentrazione, apri i gomiti, il mento è leggermente reclinato in avanti, gli occhi semichiusi, la punta della lingua tocca all’indietro il palato, la bocca è spontaneamente semiaperta, lo sguardo è a 50 cm. avanti e sotto di voi v’è la Ha bianca simbolo della vostra mente, che è composta dai 5 colori come l’arcobaleno, sono la dimora dei colori dell’arcobaleno al cuore, non seguite il passato, non invitate il futuro, non cambiate il momento presente. Guardiamo la Ha e non ci preoccupiamo di come ci appare. Fatelo in crescendo iniziando da 5 min al giorno. Quando perdete la concentrazione non andate in panico, ma riprovateci, costantemente. Quando la concentrazione cadrà, ritroviamo la condizioni contemplativa e potrebbero manifestarsi dei segni. Se siete soli, e vi cade del muco dal naso non preoccupatevi, il che vi aiuta, non pulitevi il naso, il che può aiutare la vostra concentrazione. Vi sono pochi segni di miglioramento. Generalmente non succede inizialmente, state nello stato naturale e la bianca Ha diventa tridimensionale, l’arcobaleno sfuma sullo sfondo, scompare, ma non sforzatevi di farla venire.

Rafforzate lo sguardo, evitando di battere le ciglia e, se tenendo gli occhi semiaperti iniziassero a lacrimare, non chiudeteli, né spalancateli, perché ci sono troppe distrazioni esteriori ma anche interiori.

Cantate il mantra, cercando di lasciar fluire il più possibile normalmente il vostro respiro. È una delle più potenti pratiche dello Dzochen.

Molti di voi sanno che la meditazione è una pratica meravigliosa, da parte mia anche a professori universitari posso far vedere il calore della pratica del tummo, capace di sciogliere il ghiaccio, ma il vero ottenimento è un’altra cosa, ma in tal modo possiamo vedere quanto è possibile fare.

In Europa c’è uno straordinario sviluppo tecnologico ma rimane indietro lo sviluppo spirituale, usiamo troppo la mente per la conoscenza, nella società del Tibet ci sono 3 cervelli: 1° europeo, 2° giapponese, 3° tibetano, il più caro, perché non si usa mai. Non lo si usa tanto intensamente per lo sviluppo della tecnologia.

Quando si muore la respirazione si ferma come pure il battito cardiaco, ma è più corretto dire che ha attraversato la morte attivamente attraverso il samsara ed il nirvana. Si rimane nel Togal da 3 giorni ad 1 settimana. E mentre tutto il corpo si raffredda l’area cardiaca rimane calda. Questa pratica vi consente di rimanere nello stato naturale.

HA OM HUM

HA ACCA TSZALE HO AYAM HOM DUM

Aiuta a sviluppare l’aspetto di chiarezza mentre ci si trova nel Dharmakaya, aiuta a stare nella chiarezza.

 

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