3 – S.S. Drikung Chetsang Rinpoche: i preliminari alla Mahamudra.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche prosegue nella conversazione dandoci delle preziosissime informazioni sui preliminari alla pratica della Mahamudra.

Appunti e domande del Dr. Luciano Villa e dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Domanda: Santità, ci può per favore parlare dei preliminari alla Mahamudra?

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

I preliminari sono divisi in tre categorie:

I. Le pratiche esterne: le pratiche comuni o condivise;
II. Le pratiche interne, che non siano comuni, e quindi non condivise, e
III La speciale, le pratiche esclusive della Mahamudra.

I. Le pratiche esterne o comuni dei preliminari sono quattro:
(1) La contemplazione sulla difficoltà di raggiungere la preziosa, pienamente dotata esistenza umana;
(2) La contemplazione dell’impermanenza e della morte;
(3) La contemplazione del karma e della causalità;
(4) La contemplazione dei difetti dell’esistenza ciclica (sofferenza).

Queste sono le quattro esterne, condivise o preliminari comuni.
Che cosa significa dire che essi sono “condivise” o “comuni”? Ciò significa che sono praticate in comune dai tre veicoli: il veicolo minore (Hinayana), il grande veicolo (Mahayana) ed il veicolo segreto (Vajrayana). Tutti e tre i veicoli condividono questi quattro preliminari esterni.

II. Le quattro pratiche preliminari interiori, o non condivise, sono le seguenti:
(1) il rifugio;
(2) la pratica di Vajrasattva;
(3) l’offerta del mandala, e
(4) il guru Yoga.
Questi preliminari interni non sono condivisi con l’Hinayana ed il Mahayana, cioè, essi sono esclusivi del Vajrayana.

III. Vengono ora i preliminari speciali della quintuplice pratica della Mahamudra.

Vanno osservati tre requisiti esclusivi:
(1) la generazione dell’amorevole gentilezza;
(2) generare compassione;
(3) sviluppare l’ attitudine del bodhisattva (bodhicitta).
Sono speciali, o particolari, per questa quintuplice pratica della Mahamudra non perché non si trovino altrove, ma perché sono sviluppati in modo diverso. Sono utilizzati come parte effettiva dei preliminari alla Mahamudra, sicché ad ogni fase, si accumulano 100.000 ripetizioni
di ciascuna di queste pratiche.

Il grande maestro Phagmo Drupa insegnò le qualità molto particolari dell’amorevole gentilezza, compassione e bodhicitta nel contesto della pratica Mahamudra. Disse che li dobbiamo vedere come necessariamente connessi tra loro. Questo collegamento può essere illustrato con l’esempio di come cresce una pianta. L’amorevole gentilezza è come il terreno in cui abbiamo messo il seme. La compassione è come l’acqua ed il concime che abbiamo sparso nel terreno, permettendo alla pianta di crescere. La Bodhicitta è come la pianta stessa, come l’albero dell’illuminazione (l’albero della Bodhi). Così, questo “albero della Bodhi”, l’attitudine al bodhisattva, è piantato nel terreno dell’amorevole gentilezza ed irrorato e reso fertile dalla compassione. Quindi cresce sempre più grande fino a che finalmente non produce i suoi frutti, che beneficiano tutti gli esseri viventi.
Questi frutti sono i tre corpi del Buddha: due corpi della forma ed un corpo privo di forma. Il che dunque, ci configura un totale di undici pratiche preliminari: le quattro comuni, le quattro non comuni, e le tre pratiche speciali.

In generale, esistono due elementi necessari per qualsiasi pratica Vajrayana: l’iniziazione e le istruzioni successive, o commentari per la pratica. Questi sviluppano, maturano e purificano il continuum del discepolo, proprio come una nave, che, prima di venir caricata, ne vengono prima ripuliti i magazzini o cassoni da eventuali contaminazioni. In primo luogo è necessario purificare tutte le contaminazioni in modo che di non adulterare o indebolire quello che viene posto all’interno. Questa è la funzione dell’iniziazione e delle istruzioni per la pratica, che sono successivamente indicate.
La pratica del Tantra ha due fasi: la fase di generazione e la fase di realizzazione, o la perfezione. Durante la fase di generazione, ci generiamo come la divinità genera la realizzazione o la presenza della divinità. Nella fase di perfezione, entriamo efettivamente in meditazione sulla Mahamudra e perfezioniamo la realizzazione della Mahamudra. Queste due fasi sono presenti in ogni Tantra: la generazione come divinità e, dopo averlo fatto, stabilizziamo la mente su questa meditazione, e conseguiamo la realizzazione della realtà ultima. Gli undici aspetti delle pratiche preliminari vengono quindi completati con la generazione dell’attitudine al bodhisatlva.

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