20 – Il Dhammapada: L’Arhat

407 Chi ha fatto cadere passione; odio, arroganza e ipocrisia, come l'ago fa con un seme di senape, questo io dico Arhat.

407 Chi ha fatto cadere passione; odio, arroganza e ipocrisia, come l'ago fa con un seme di senape, questo io dico Arhat.

L’Arhat

383

Ferma la corrente fluviale con coraggio, oh Arhat,

dissipa i desideri: dopo aver compreso il dissolvimento

degli elementi dell’esistenza, comprenderai anche

ciò che non fu creato (il nirvana).

384

Quando un Arhat giunge all’altra riva

per mezzo delle due leggi, quella del controllo

e quella della meditazione, ogni legame verrà meno

per lui che ha conosciuto.

385

Chi non conosce questa riva è l’altra ed entrambe,

che non ha paura e vincoli, questo io chiamo Arhat.

386

Chi medita senza contaminazioni e fa quello

che bisogna fare senza passione e in maniera distaccata è

giunto alla meta finale e questo io chiamo Arhat.

387

Durante il giorno splende il sole,

durante la notte la luna, splende il guerriero nell’armatura,

splende l’Arhat quando medita,

ma il Buddha splende sempre, di giorno e di notte.

388

Chi è libero dal male è detto Arhat; chi procede con calma

è detto asceta,

chi ha scacciato da sé ogni impurità è detto pellegrino.

389

Che nessuno attacchi un Arhat,

ma un Arhat non fugga davanti a chi lo attacca.

Guai a chi attacca un Arhat,

ma anche a chi fugge davanti a chi lo aggredisce.

390

E’ di grande vantaggio per un Arhat tenere la mente lontana

dalle cose piacevoli: con il venir meno

del pensiero di offendere, si placano tutte le sofferenze.

391

Colui il cui corpo,

la cui parola, la cui mente non sono sede di cattiveria

e che si controlla

su questi tre punti, questo io dico che è un Arhat.

392

Colui dal quale si è imparata la buona legge insegnata

dal Ben Risvegliato

(il Buddha), questi è da adorare con dedizione, come

l’Arhat adora il fuoco del sacrificio.

393

Non si diventa Arhat per i capelli raccolti, per la famiglia

o per la nascita: chi possiede verità

e giustizia, questi è benedetto, questi è un Arhat.

394

A che ti serve l’acconciatura sul capo, o stolto?

A che ti serve la pelle di capra?

In te c’è ingordigia, ma tu ti ripulisci di fuori.

395

L’essere vestito di abiti sporchi,

smunto, del quale si vedono le vene, che vive in solitudine

meditando nella foresta, questi io dico che è un Arhat.

396

Non dico certo Arhat uno per la sua origine,

o la sua famiglia. Egli per la verità

è insolente e ricco. Ma colui che nulla possiede e non ha

attaccamento, questo io dico Arhat.

397

Chi, libero da legami,

non trema più ed è senza vincoli,

questo io dico Arhat.

398

Chi, recisa la cinghia, il cuoio e la corda con quanto

vi è collegato,

ha eliminato ogni ostacolo, questo io dico Arhat.

399

Chi, innocente, tollera di essere insultato,

picchiato, vincolato, avendo la forza della pazienza, forte

come un esercito schierato, questo io dico Arhat.

400

Chi ha lasciato l’ira,

che mantiene le promesse, che è virtuoso, senza brama,

che è domo, che ha avuto

il suo ultimo corpo, questo io dico Arhat.

401

Chi non si attacca ai desideri, come acqua su un fiore

di loto, o come un seme

di senape sulla punta di un ago, questo io dico Arhat.

402

Chi, anche vivendo in questo mondo, conosce già la fine

del dolore, che ha deposto

il carico, libero da vincoli, questo io dico Arhat.

403

Chi è molto sapiente, saggio, che

conosce la strada giusta e quella sbagliata, che ha raggiunto

il sommo fine, questo io dico Arhat.

404

Chi non frequenta i laici e i religiosi, che non frequenta

molte case

e che nutre pochi desideri, questo io dico Arhat.

405

Chi ha abbandonato

il comportamento malevolo nei confronti degli esseri forti

e deboli, non uccide

e non fa uccidere, questo io chiamo Arhat.

406

Chi è tollerante con chi

non lo è, mite con chi è violento, senza desideri tra coloro

che ne hanno, questo io dico Arhat.

407

Chi ha fatto cadere passione; odio, arroganza e ipocrisia,

come l’ago

fa con un seme di senape, questo io dico Arhat.

408

Chi dice parole vere,

senza acredine e istruttive, senza recare offesa ad alcuno,

questo io dico Arhat.

409

Chi nel mondo non prende nulla che non gli sia dato,

piccolo o grande,

fine o grosso, buono o cattivo, questo io dico Arhat.

410

Chi non ha speranza

né per questo mondo né per l’altro, senza brama e vincoli,

questo io dico Arhat.

411

Chi non ha interesse e che quando ha capito

non chiede “Come?”,

che ha toccato il fondo di quanto è immortale,

questo io dico Arhat.

412

Chi ha lasciato il legame del bene e quello del male,

che non soffre, che non prova più passione, che è puro,

questo io dico Arhat.

413

Chi è chiaro come la luna, puro, quieto,

completamente tranquillo,

che ha estinto la fonte di ogni distrazione,

questo io dico Arhat

414

Chi ha abbandonato la strada fangosa,

il samsara difficile da guadare, che è giunto all’altra riva,

che medita, che è saldo,

che non domanda “Come?”,

che è senza legami, che è libero da attaccamento,

questo io dico Arhat.

415

Chi in questo mondo, avendo abbandonato

ogni brama,

vaga senza dimora,

estinta la fonte di ogni desiderio,

questo io dico Arhat.

416

Chi in questo mondo, avendo abbandonato ogni

concupiscenza, vaga senza dimora,

estinta la fonte di ogni desiderio,

questo io dico Arhat.

417

Chi, avendo abbandonato

ogni legame umano,

ha superato anche ogni vincolo

proprio degli dei,

che si è liberato da tutti i legami,

questo io dico Arhat.

418

Chi ha abbandonato gioia e dolore, che è freddo,

libero dai germi di una vita futura,

che è l’eroe che ha vinto ogni mondo, questo io dico Arhat.

419

Chi conosce il venir meno e il ricostituirsi

degli esseri dappertutto, che è senza legami,

che persegue il bene, che è il Risvegliato (Buddha),

questo io dico Arhat.

420

Chi è su una via che non conoscono né gli dei,

né i gandharva, né gli esseri umani,

che è il Venerabile (Arhat), che ha estinto ogni passione,

questo io dico Arhat.

421

Chi non ha passato, né futuro, né presente,

che non ha e non prende nulla,

questo io dico Arhat.

422

Il virile, il nobile, l’eroe, il grande saggio, il vittorioso,

l’impassibile, il perfetto, il Risvegliato,

questo io dico Arhat.

423

Chi conosce le sue esistenze precedenti

che osserva cielo e inferno,

che è giunto all’estinzione delle nascite,

che ha raggiunto la conoscenza superiore,

che ha compiuto ogni compimento,

questo io dico Arhat.

 

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