7 Shantideva Bodhisattvacharyavatara: la Perseveranza Entusiastica

Shantideva, Bodhisattvacharyavatara, VII, 74: In ogni luogo o circostanza, in ogni momento, debbo essere consapevole delle mie azioni.

Shantideva, Bodhisattvacharyavatara, VII, 74: In ogni luogo o circostanza, in ogni momento, debbo essere consapevole delle mie azioni.

SHANTIDEVA, BODHISATTVACHARYAVATARA, CAPITOLO 7: LA PERSEVERANZA ENTUSIASTICA.

1 Ecco che quindi, mettendo in pratica con ferma intenzione al pazienza, debbo sviluppare la perseveranza piena di entusiasmo. Perché l’illuminazione può essere raggiunta solo impegnandosi completamente, e come su una pianura in assenza del vento nessun filo di erba si muove, senza perseveranza non nascerà alcun merito.
2 Perseverare pieni di entusiasmo significa essere contenti di compiere le azioni positive, il contrario di questa perseveranza è la pigrizia, è avere inclinazione verso le azioni negative, l’apatia e il disprezzo per se stessi.
3 I sostegni e le sorgenti da cui nasce questa insana pigrizia sono: il compiacimento per i piaceri dell’ozio, l’attaccamento al riposo e nessun timore verso le rinascite dell’esistenza ciclica.
4 Intrappolato dalle emozioni negative sono entrato nel ciclo delle rinascite , perché ancora non mi rendo conto di essere in potere del Sovrano della morte?
5 Perché non capisco che la morte egualmente e implacabilmente colpisce e falcia tutti i miei simili? Chiunque rimane tranquillo come se dormisse, si comporta come un bufalo di fronte al suo macellaio.
6 Quando il Re della morte mi ha già chiuso ogni via di fuga, come posso gioire tranquillo del cibo? Come posso provare piacere nel dormire e nel riposare?7 visto che velocemente la morte planerà su di me, debbo raccogliere meriti fino all’ultimo istante di vita. Quindi perché rimandare il momento di combattere la pigrizia fino al momento della morte? Ormai a quel punto sarà inutile cercare scampo, già sarò condannato, quindi che cosa ormai potrei fare?
8 “Questo compito l’ho terminato, questo appena iniziato e qui sono a metà” ed ecco che mentre penso così il Re della morte mi verrà a cogliere improvvisamente ed io penserò “è la fine!”.
9 Con le guance scavate dal pianto, gli occhi arrossati e gonfi, la mia angoscia ormai non avrà fine, cercherò con lo sguardo familiari ed amici, ma vedrò solo l’arrivo dei messaggeri della morte.
10 Torturato dal ricordo delle azioni negative commesse, udirò il frastuono che risuona negli inferi e le grida di coloro che vi soffrono le pene , e terrorizzato mi sporcherà le mia stessa urina ed i miei escrementi. Cosa potrei a quel punto fare, preda di tale terrore?
11 Se pure in questa vita provo delle paure, come quando un pesce viene catturato e si agita sulla riva agonizzante, che debbo pensare delle sofferenze infernali, che saranno frutto delle mie azioni negative?
12 Come posso adesso sdraiarmi tranquillo , dopo che grazie alle azioni commesse il mio corpo verrà immerso nel bronzo fuso infernale?
13 Quelli che impazienti vorrebbero ottenere senza sforzo risultati, dovranno subire molte difficoltà ,ed al momento della morte grideranno, proprio come le divinità mondane che sono sopraffatti dal dolore e dall’angoscia.
14 Adesso è il momento di porre a buon frutto le risorse di questo vascello, il prezioso corpo umano di rinascita, per attraversare la corrente dei marosi della sofferenza liberandomi da essa. Sarà molto difficile rinascere una seconda volta in un simile vascello, sarebbe sciocco tentare quindi la sorte, aspettare e dormire.
15 Voltando la schiena alla legge del santo Dharma , sorgente di eccelsa gioia e beatitudine senza limite, che misere gioie posso io trovare in questa breve vita? Solo gioie che daranno come frutto la mia dannazione!
16 Quindi diventerò padrone di me stesso, con coraggio raccoglierò le forze e combatterò l’apatia. Debbo capire che io e gli altri esseri siamo eguali, e dbbo pensare a me stesso come agli altri, anzi, considerarli più importanti di me!
17 Non debbo cercare giustificazioni per sfuggire allo sforzo di combattere la pigrizia pensando: ” come posso ottenere io l’illuminazione cosi facendo?” . i Risvegliati hanno proclamato questa verità:
18 “Facendo nascere e sviluppare il potere della perseveranza, persino insetti come le mosche, le zanzare, le api potranno ottenere la realizzazione perfetta dell’illuminazione che è così difficile da realizzare”
19 Perciò visto che la mia rinascita attuale è nella specie umana, posso capire la differenza fra azioni negative e positive, e quindi se mi dedico con impegno all pratica dei bodhisattva, per quale motivo non dovrei ottenere l’illuminazione?
20 ” Ma io provo terrore nel pensare che dovrò offrire il mio corpo in dono “. Pensando in questo modo la mia paura è ingiustificabile, in preda al caos della mente non riesco a distinguere ciò che è facile da quello che è difficile.
21 Per innumerevoli ere il mio corpo ha subito fiamme, pugnalate, ferite, è stato squarciato e spellato vivo più volte. E tuttavia nessuna di queste prove mi ha portato all’illuminazione.
22 Le difficoltà sul sentiero dell’illuminazione sono di altro tipo, poiché la loro grandezza è limitata. Simili alla ferita praticata del chirurgo, causano un dolore che porta all’estizione del danno di una infezione.
23 I medici ci curano pure con trattamenti spiacevoli, perciò allo scopo di ottenere eliminare la grandi sofferenze dobbiamo dimostrarci capaci di sopportare dei lievi disagi.
24 Ma il Medico supremo non utilizza farmaci ordinari, per mezzo di strumenti gentili e delicati può sciogliere tutti i dolori intensi ed illimitati.
25 La nostra Guida ci educa a cominciare con la pratica del donare piccole cose, come cibo e così via. Poi , una volta divenuti esperti in tale pratica, in modo graduale potremo giungere a donare pure il nostro corpo.
26 Infatti, una volta raggiunto e realizzato nella mente il pensiero che il mio corpo è paragonabile al cibo, quale difficoltà avrò nel donare la mia carne?
27 Abbandonata ormai ogni negatività, non sperimenterò alcun dolore e raggiunta la saggezza neanche nessuna sofferenza mentale. Infatti la mente ed il corpo sono danneggiati dai pensieri sbagliati e dalle azioni negative.
28 I meriti oppure l’accumulare energie positive sono le cause di un corpo sano, mentre la felicità della mente si realizza attraverso la saggezza di un corretto addestramento. Quale cosa potrà mai rendere infelici quelli che dimorano nell’esistenza ciclica al solo scopo di aiutare gli altri?
29 Grazie al potere della bodhicitta, i Bodhisattva eliminano le precedenti negatività commesse, accumulando oceani di energia positiva. Per questo è affermato che i Bodhisattva sono superiori a chi segue il Veicolo degli Uditori.
30 Perciò una volta montati sul destriero della mente di illuminazione, che distrugge ogni sofferenza ed apatia, chi mai potrà cadere nuovamente nello sconforto? Al contrario procederà invece di gioia in gioia.
31 Le forze che beneficano gli esseri viventi sono : l’aspirazione , la fermezza, le gioia e la moderazione. L’aspirazione nasce quando contempliamo i benefici che grazie ad essa possiamo ottenere e tramite il timore della sofferenza.
32 Quindi eliminando i fattori che contrastano la perseveranza, mi impegnerò ad accrescerla pieno di entusiasmo, mediante lo sforzo gioioso, lo zelo, il dominio di me, l’aspirazione , la gioia , la moderazione e la fiducia in me stesso.
33 Da solo io debbo cancellare le mie numerose negatività e quelle degli altri, pure se per eliminarne solo una dovrò impegnarmi per numerose ere cosmiche!
34 Non trovando dentro di me neppure un piccolo stimolo ad iniziare tale percorso, dato che sono il contenitore di infinite miserie, perché il mio cuore non esplode in mille frammenti?
35 Nonostante il loro numero sia inesauribile debbo ottenere le qualità eccelse per accumulare benefici per me stesso e gli altri. Pure se per realizzarle dovessi impiegare infinite ere cosmiche.
36 In effetti io non ho sviluppato nessuna dimestichezza con neanche la minima parte di queste virtù positive. È realmente insensato buttare così la propria esistenza per scopi frivoli visto che l’ho avuta solo per un caso fortunoso.
37 Mai ho fatto offerte ai Buddha, mai ho contribuito con elargizioni alle grandi manifestazioni in loro onore, mai ho praticato per sostenere la dottrina, e neppure ho realizzato i desideri dei bisognosi.
38 Ne ho dato coraggio a chi era nella paura, ne ho dato sostegno a chi si trovava in difficoltà. Ho compiuto solo quello che è servito a dare dolore nel travaglio a mia madre.
39 Sia adesso che nelle mie rinascite precedenti la mia indigenza e la mia sfortuna sono dovute unicamente al mio disinteresse per il Dharma. Chi, dotato di senno, abbandonerebbe mai la dottrina del Dharma?
40 Il Sovrano del mondo ha affermato che il fondamento di ogni qualità è l’aspirazione alla conoscenza del Dharma. E questa aspirazione altro non è che la meditazione sui frutti benefici che derivano dalle azioni positive e di quelli malefici che derivano dalle negative.
41 La sofferenza fisica, quella mentale, tutti i tipi di paura, come il doversi separare da quello che desidero, derivano totalmente dalle nostre azioni negative.
42 Ciononostante, se le mie azioni saranno positive, motivate da un pensiero compassionevole, in qualunque luogo io mi trovi sarò rispettato ed onorato, godendo il frutto di del merito che io ho creato.
43 Invece se durante la ricerca della felicità le mie azioni saranno negative, in ogni luogo le lame del dolore mi feriranno , saranno il giusto premio per il mio cattivo comportamento.
44 Ma come frutto dell’accumulo delle mie virtù positive avrò la rinascita dentro un fragrante fiore di loto, sbocciato alla luce del Tathagata, e sarò nutrito dal suono delle dolci parole del Vittorioso, e come un bodhisattva insieme a loro io dimorerò.
45 Mentre il frutto delle azioni negative sarà che la mia pelle verrà strappata dalle mie carni dai sudditi del Dio della morte, sul mio corpo verrà poi versato metallo fuso rovente. Strappata e mutilata da lame infuocate e pugnali poi la mia carne verrà gettata sul suolo di ferro incandescente.
46 Per questo debbo aspirare a realizzare le buone qualità, ed impegnarmi devotamente a praticarle con assiduità. Avendo cominciato quello che è positivo debbo beneficiare tutti gli esseri senzienti senza preoccuparmi se vengo ostacolato da altri, addestrandomi nella mia perseveranza.
47 Innanzi tutto debbo esaminare bene le mie possibilità, per accertarmi di essere capace di mettere in atto qualcosa oppure no, poiché è meglio non iniziare un progetto, piuttosto che dargli vita per poi non giungere alla sua realizzazione.
48 Agendo in questo modo creo un abitudine che mi trascinerò nelle rinascite future, causando così nuovo dolore e negatività, e perfino le azioni portate a realizzazione saranno poco virtuose e senza frutto.
49 La propria fiducia va praticata applicando gli antidoti, eliminando i difetti mentali e praticando le abilità per compiere atti positivi e sfuggire il male. Perciò debbo pensare :” io, da solo, posso fare tutto ciò, non posso farlo fare ad un’altra pesrona.”, questo significa già mettere in pratica la fiducia in se stessi.
50 Quando le persone sono deboli a causa dei difetti mentali non hanno possibilità di creare alcun beneficio. Ecco per questo motivo debbo adoperarmi io, sarà questa la mia missione, e dovrà essere portata alla realizzazione poiché sono in grado di farlo.
51 Quando gli altri si impegnano in lavori umili, per quale motivo debbo indugiare ad osservarli? Se resto li senza aiutarli, a causa del mio orgoglio o della mia arroganza, sarebbe meglio che sotterrassi queste negatività eliminandole.
52 Perfino i corvi se incontrano una serpe ormai morente hanno lo stesso comportamento delle aquile maestose. Perciò se la mia mente sarà debole anche una piccola difficoltà la danneggerà .
53 In quale modo quelli che abbandonano la pratica per debolezza otterranno la liberazione? Ma invece essendo diligenti e motivati, con determinazione persino le più grandi avversità saranno eliminate.
54 Perciò, con mente immobile e ferma distruggerò la mia indolenza, poiché se vengo sopraffatto dalle avversità il mio pensiero di dominare il samsara è solo ridicolo.
55 Mi ergerò vittorioso e niente potrà sconfiggermi, poiché io sono un figlio dei Vittoriosi, simile ad un leone, rimarrò costantemente fiducioso in me stesso.
56 Gli esseri che si nutrono di orgoglio ed arroganza vengono sconfitti dal loro nemico che li nutre: il difetto mentale, dato che non ripongono in se stessi la fiducia. Ma chi ne è consapevole pieno di questa fiducia non soggiace al nemico come gli altri.
57 Semi piego a questi due difetti mentali verrò trascinato negli inferi, perdendo puire la mia preziosa rinascita umana, così diverrò schiavo di altri: dipenderò da essi per il cibo.
58 Avrò la mente ottusa, sarò orribile, infimo e subirò il disprezzo degli altri. Se perfino gli asceti pieni di orgoglio vengono disprezzati, cosa ci sarebbe di piu patetico che essere preda dell’orgoglio?
59 Coloro che accresciuta la propria fiducia combattono con l’orgoglio confidando nelle proprie capacità facilmente trionferanno su di esso. E poi chi definitivamente lo elimina compie il bene di tutti gli esseri senzienti cogliendo inoltre il frutto dell’illuminazione.
60 Trovandomi circondato dalle passioni negative io le ostacolerò in migliaia di modi, sarò come il leone che assale le volpi, mai mi arrenderò di fronte ai difetti mentali.
61 Allo stesso modo che un uomo protegge gli occhi da un possibile danno, quando minacciato da un pericolo improvviso, allo stesso modo mai nei momenti di difficoltà dovrò soccombere ai difetti mentali.
62 Meglio allora essere bruciato vivo, essere decapitato piuttosto che sottomettersi al frutto dei difetti mentali, ecco che perciò diligentemente applicherò gli antidoti facendo quello che è giusto.
63 Come coloro che provano piacere nel gioco, i figli dei Vittoriosi con gioia e felicità mettono in pratica gli insegnamenti, provandone piacere dal farlo.
64 Anche se le persone ordinarie si affannano alla ricerca della felicità, non hanno la certezza di raggiungerla, ma per un Bodhisattva ogni azione è fonte di gioia, considerando l’obbiettivo da raggiungere, la liberazione di tutti gli esseri.
65 E visto che io stesso non sono mai sazio dei piaceri dei sensi, cosi simili al miele spalmato sulla lama di un affilato rasoio, come posso allora essere sazio del nettare dei meriti, i cui frutti sono il beneficio di tutti, la pace e la vera gioia?
66 Per questo mi impegnerò a fondo senza stancarmi della mia missione, allo stesso modo che un elefante sotto al sole rovente di mezzodì si getta nelle fresche acque di un fiume.
67 Quando sarò stanco mi riposerò per poi ricominciare con nuovo vigore, una volta completato un compito mi preparerò diligentemente a svolgere quello successivo.
68 Come un soldato veterano affronta con cautela e destrezza la lama del nemico, allo stesso modo eviterò le spade dei difetti mentali, sconfiggendo abilmente questi miei nemici.
69 Quando durante la battaglia il soldato perde la spada subito si scaglia a raccoglierla, per difendersi dai nemici, cosi se io perdo le difese verso i difetti mentali subito debbo mettere in atto gli antidoti per difendermi dal terrore degli inferi.
70 Allo stesso modo che il veleno attraverso il sangue si diffonde nel corpo un pensiero negativo può velocemente diffondersi e avvelenare la mia mente.
71 Colui che pratica dovrebbe farlo con molta concentrazione, come un uomo che trasportasse un otre di olio minacciato da uno con la spada, e sta attento ad ogni passo poiché se lo versasse l’altro lo ucciderebbe.
72 Allo stesso modo che trovandomi una serpe in grembo velocemente mi solleverei, se mi sorgeranno dentro pigrizia e sonnolenza le respingerò.
73 Tutte le volte che commetto una cosa negativa debbo rimproverarmi, e riflettere e meditare molto su tali errori per non ricommetterli.
74 In ogni luogo o circostanza, in ogni momento, debbo essere consapevole delle mie azioni, questa sarà la strada per farmi incontrare i miei Maestri e portare a compimento le azioni meritorie.
75 Devo riflettere sul significato della consapevolezza, prima di intraprendere un compito, e poi, avendo energia sufficiente per compierlo, motivato e con animo felice lo porterò a realizzazione.
76 Come la brezza muove un batuffolo di cotone impigliato nei rami, così debbo praticare con entusiasmo la diligenza, e porterò a compimento ogni mia impresa.

Consigliamo vivamente di leggere e meditare il “COMMENTARIO AL TESTO DI SHANTIDEVA BODHISATTVACHARYAVATARA” del Ven. Ghesce Yesce Tobten, pagine 361, Chiara Luce Edizioni: http://chiaralucedizioni.altervista.org/?doing_wp_cron=1502122831.1722691059112548828125 

 

Warning: Division by zero in /web/htdocs/www.sangye.it/home/altro/wp-includes/comment-template.php on line 1379

1 Commento

Lascia un Commento

Comments are closed.