Il Nobile Sanghatasutra

Cari lettori di questo sorprendente sutra, che esiste nel mondo come una reale manifestazione della compassione del Buddha per noi, la prima parte è una traduzione dal tibetano; la seconda è una traduzione dal sanscrito. Possa ciò portarvi le benedizioni di tutti i testi sacri in entrambe le lingue! Quando cambiano i caratteri, inizia la traduzione dal sanscrito.

Le parti con i margini rientranti appaiono in versi nell’originale sanscrito e tibetano. Sebbene i versi non siano splendidi nelle traduzioni inglesi come appaiono nell’originale, leggeteli, per favore, pensando che queste sono tutte poesie di quattro versi (1 stanza), a cui il sutra fa riferimento parecchie volte.

La gentilezza del Buddha, incarnata in questo meraviglioso sutra, possa riempire i cuori di tutti gli esseri e ricondurli alla virtù. Proprio come questo sanghata sutra è esistito nel mondo, da molti secoli a oggi, solo per portare benefici, possa il Buddhadharma esistere rimanere per eoni, al fine di portare conforto e aiuto a tutti.

Il Nobile Sanghatasutra Mahayana

Nel linguaggio dell’India:Arya Sanghànasatradharmmaparyàya. Nel linguaggio del Tibet : phag pa zung gi do’i cho kyi nam trang.

Omaggio a tutti i buddha e i bodhisattva!

Così udii una volta. Il Beato dimorava a Rajagriha, sul Picco dell’Avvoltoio, in compagnia di una grande assemblea di monaci, 32.000 monaci, inclusi il venerabile Ajnanakaundinya, il venerabile Maha Maudgalyayana, il venerabile Shariputra, il venerabile Mahakashyapa, il venerabile Rahula, il venerabile Bakkula, il venerabile Bhadrapàla, il venerabile Bhadrashri, il venerabile Chandanashri, il venerabile Jangula, il venerabile Subhuti, il venerabile Revata, il venerabile Nandasena, il venerabile Ananda e così via, ed assieme a 62.000 bodhisattva, inclusi il bodhisattva mahasattva Maitreya, – …il bodhisattva mahasattva, Sarvashura, il bodhisattva mahasattva, Kumarashri, il bodhisattva mahasattva Kumaravasin, il bodhisattva mahasattva Kumarabhadra, il bodhisattva mahasattva Anuna, il bodhisattva mahasattva Manjushri, il bodhisattva mahasattva Samantabhadra, il bodhisattva mahasattva, Sudarshana, il bodhisattva mahasattva, Bhaishajyasena, il bodhisattva mahasattva Vajrasena e così via ed insieme a 12.000 figli degli dei, includendo il divino figlio Arjuna, il divino figlio Bhadra, il divino figlio Subhadra, il divino figlio Dharmaruci, il divino figlio Chandanagarbha, il divino figlio Chandanavasin, il divino figlio Chandana e così via, ed insieme a 8.000 figlie delle divinità, includendo la divina figlia Mrdamgini, la divina figlia Prasadavati, la divina figlia Mahatmasamprayukta, la divina figlia Occhio Glorioso, la divina figlia Prajapativasini, la divina figlia Balini, la divina figlia Gloriosa Ricchezza, la divina figlia Subahuyukta e così via ed insieme a 8.000 re dei naga, includendo il re naga Apalala, il re naga Elapatra, il re naga Timimgila, il re naga Kumbhasara, il re naga Kumbhashirsha, il re naga Virtù Causale, il re naga Sunanda, il re naga Sushakha, il re naga Gavashirsha e così via.

Tutti si recarono nella località ove era situata Rajagriha, dove si trovava il Picco dell’Avvoltoio, ove era il Beato. Essendo là giunti, si prostrarono con il loro capo ai piedi del Beato, girarono intorno al Beato per tre volte e poi tutti sedettero di fronte al Beato. Il Beato acconsentì alla loro presenza rimanendo in silenzio. Poi il bodhisattva mahasattva Sarvashura si alzò. Ponendo la sua veste superiore sulla spalla, appoggiando il ginocchio destro al suolo e congiungendo le mani nella direzione del Beato, si inchinò rispettosamente e si rivolse al Beato in questo modo: “ Beato, si sono radunati un milione di dei, un milione di figli degli dei, molti milioni di bodhisattva. Beato, si sono radunati molti milioni di shravaka [uditori] ed anche molti re naga, e tutti si sono seduti con l’intento di ascoltare il Dharma. Poiché così è, il Tathagata Arhat Buddha Pienamente Illuminato, prego possa spiegare quel tipo di insegnamento introduttivo che, non appena lo si ascolta, gli esseri senzienti anziani purificano immediatamente tutti gli ostacoli karmici e gli esseri senzienti giovani fanno grande sforzo per il Dharma virtuoso e con ciò raggiungono un livello superiore e le loro azioni virtuose non degenerano, per niente affatto degenerano e non degenereranno.”

Egli così disse ed il Beato parlò, quindi, al bodhisattva mahasattva Sarvashura: “Sarvashura, bene, molto bene aver pensato di chiedere questo argomento al Tathagata. Perciò, Sarvashura, ascolta attentamente, ricorda ed io ti dirò.”

Avendo detto al Beato: “Sarà come tu dici”, il bodhisattva mahasattva Sarvashura ascoltò di fronte al Beato.

Il Beato parlò a lui così: “Sarvashura, vi è un dharma-paryaya chiamato Sanghata che è attivo su questo pianeta terra. Chiunque ascolti tale Sanghata dharma-paryaya purificherà le cinque azioni a retribuzione immediata e non si allontanerà mai dall’insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Sarvashura, se tu meditassi e ti chiedessi il perché, e se pensassi che coloro che ascoltano questo Sanghatasutra produrranno una tale quantità di merito pari a quella accumulata da un tathagata, non dovresti comprenderlo in quel modo.”

Sarvashura disse: “Ebbene, come si dovrebbe comprendere?”

Il Beato rispose: “Sarvashura, si svilupperà una tale quantità di merito tanto quanto è accumulata dal numero di bodhisattva mahasattva, uguale alla grande quantità di merito maturata da altrettanti tathagata arhat, buddha pienamente illuminati, pari al numero di granelli di sabbia del fiume Gange. Sarvashura, coloro che odono questo Sanghata dharma-paryaya non si torneranno mai indietro. Vedranno il Tathagata. Non verranno mai separati dalla visione del Tathagata; Saranno completamente illuminati nell’ineguagliabile, perfetto e assoluto risveglio. I dharma virtuosi, che tutti loro conseguiranno, non saranno mai sopraffatti dai maligni mara [demoni]. Sarvashura, coloro che ascolteranno questo Sanghata dharma-paryaya comprenderanno nascita e cessazione.”

Allora, in quel momento, tutti i bodhisattva si alzarono; posero la loro veste superiore sopra una spalla, appoggiarono il ginocchio destro al suolo e chiesero al Beato: “Beato, quanto grande è la quantità di merito di un tathagata?”

Il Beato parlò come segue: “Figli del lignaggio, ascoltate la misura della quantità di merito di un buddha. E’ come segue. Per fare un paragone, tante gocce d’acqua quante sono contenute nel grande oceano e particelle di polvere sul pianeta e granelli di sabbia nel fiume Gange, sono uguali alla massa di merito di un bodhisatva che dimora al decimo livello; la quantità di merito di un buddha è molto più vasta. Così, anche per gli esseri senzienti che ascoltano questo Sanghata dharma-paryaya l’accumulazione di merito che essi produrranno sarà molto più grande. Non è possibile, contando, arrivare al limite di quella quantità di merito. Sarvashura, coloro che saranno grandemente ispirati dall’aver ascoltato queste parole, proprio allora, in quel momento, produrranno un’incommensurabile quantità di merito.”

Allora il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse questo al Beato: “Beato, chi sono gli esseri senzienti enormemente assetati di Dharma?”

Dopo che ebbe detto ciò, il Beato parlò come segue, al bodhisattva mahasattva Sarvashura: “Sarvashura, gli esseri senzienti enormemente assetati di Dharma, sono di due tipi. Quali sono? Sarvashura, essi sono come segue: il primo possiede una mente equanime verso tutti gli esseri senzienti. Il secondo, Sarvashura, avendo ascoltato il Dharma, lo mostra in modo perfetto a tutti gli esseri senzienti senza eccezione.”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: “ Beato, chi, avendo ascoltato il Dharma, lo mostra in maniera perfetta a tutti gli esseri senzienti senza eccezione?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, colui che ha ascoltato il Dharma dedica se stesso o se stessa al risveglio. Chiunque abbia dedicato se stesso o se stessa al risveglio, diventa assetato di Dharma per il bene degli esseri senzienti. Sarvashura, il secondo è chiunque entri nel sentiero mahayana.”

Allora milioni di dei, naga, umani e figlie degli dei, si alzarono e, congiungendo le mani in direzione del Beato, si rivolsero al Beato:

Beato, anche noi siamo assetati di Dharma e, così essendo, possa il Beato appagare completamente i desideri nostri e di tutti gli esseri senzienti.”

Proprio allora, in quel momento, il Beato mostrò un sorriso.

Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura si alzò e si inchinò, congiungendo le mani in direzione del Beato. E si rivolse al Beato in questo modo: “Beato, qual è il motivo del tuo sorriso, quale è la circostanza?”

Quindi il Beato parlò al bodhisattva mahasattva Sarvashura: “Sarvashura, gli esseri senzienti qui giunti saranno completamente illuminati nell’insuperabile, perfetto e completo risveglio. Tutti realizzeranno pienamente le esperienze dei tathagata.”

Il bodhisattva mahasattva Sharvasura chiese: “Beato, per quale causa, per quale circostanza, gli esseri senzienti qui giunti saranno completamente illuminati nell’insuperabile, perfetto e completo risveglio?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, bene, molto bene che tu abbia domandato al Tathagata su tale argomento. Perciò, Sarvashura, ascolta le caratteristiche della dedica.

Sarvashura, in un tempo remoto, incalcolabili eoni fa, un tathagata arhat buddha completamente illuminato chiamato Ratnashri, dotato di conoscenza e buona condotta, andato nella beatitudine, conoscitore del mondo, ineguagliato timoniere di esseri da ammansire, maestro di dei ed umani, un buddha, un benedetto, apparve al mondo.

Sarvashura, a quel tempo, in quel momento, io ero un giovane bramino. Tutti gli esseri senzienti che avrei portato alla conoscenza vera propria di un buddha, erano allora animali selvaggi. Proprio allora, in quel tempo, io feci questa preghiera: ‘Ogni animale selvaggio, ora tormentato dalla sofferenza, possa rinascere nel mio terreno di buddha. Possano tutti loro essere anche da me guidati alla conoscenza vera propria di un buddha.’ E tutti gli animali selvatici, avendo udito quelle parole ed approvando, dissero: ‘Possa essere così.’

Sarvashura, perciò, tramite quella fonte di merito, tali esseri senzienti sono arrivati ad essere in tal modo. Essi saranno completamente illuminati nell’insuperabile, perfetto e completo risveglio”.

Al che, dopo aver udito dal Buddha questa notizia molto gioiosa, il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse così al Beato: “Beato, quale sarà la durata di una vita per tali esseri senzienti?”

Il beato parlò: “Per tali esseri senzienti sarà possibile una durata di una vita di 80.000 eoni.”

Il bodhisattva mahasattva Sharvasura disse, “ Beato, qual è la misura di un eone?”

Il Beato parlò: “Figlio del lignaggio, ascolta. E’ come segue. Facendo un’analogia, un uomo potrebbe costruire un recinto di circa 12 yojana di circonferenza e di tre yojana d’altezza e riempire completamente il suo interno solo con semi di sesamo. In seguito, ogni cento anni, quell’uomo getta via da quel recinto colmo di semi un unico seme di sesamo. In tal modo, persino quando quell’uomo avrà esaurito tutti quei semi di sesamo e persino le fondamenta e la base del recinto non esisteranno più, non sarà ancora trascorso un eone.

Ancora, Sarvashura, è come segue. Per fare un paragone, ci potrebbe essere una montagna di 50 yojana di profondità e circa 12 yojana d’altezza. Un uomo, dunque, costruisce una casa su di un lato di quella montagna e, per lungo tempo, ogni cento anni, quell’uomo spazza via la montagna con un panno di seta. Facendo ciò, anche quando la montagna sarà stata completamente consumata non sarà trascorso un eone.

Sarvashura così è la lunghezza del tempo di un eone.”

Il bodhisattva mahasattva Sharvasura si alzò e si rivolse al Beato.

Beato, se, perfino una dedica genera un’enorme quantità di merito tale da portare alla durata di una vita felice di 80 eoni, che bisogno c’è di menzionare qualcuno che venera grandemente gli insegnamenti del Tathagata.”

Il Beato parlò: “Ascolta, figlio del lignaggio: se qualcuno, che ascolta il sanghatasutra dharma-paryaya, è in grado di vivere una esistenza di 84.000 eoni, che bisogno c’è di menzionare qualcuno che ha scritto per esteso il Sanghatasutra e qualcuno che lo legge? Sarvashura, quell’uno produrrà una quantità di merito incredibilmente vasta.

Sarvashura, chiunque faccia sentite prostrazioni al Sanghatasutra, con una attitudine di fede, ricorderà le vite passate per 99 eoni. Quella persona diventerà un sovrano che avvia la ruota per 60 eoni. Persino in quella stessa vita, chiunque apprezzerà quella persona. Sarvashura, la morte di quella persona non sarà causata da armi. La morte di quella persona non sarà causata da veleno. Quella persona non verrà danneggiata da magia nera. Anche nel momento della morte, quella persona vedrà direttamente 99 milioni di buddha e, Sarvashura, quei buddha, quei beati, diranno a quella persona : ‘Sacro essere, poiché il grande Sanghatasutra dharma-paryaya, spiegato in dettaglio, è stato da te udito, ne è derivata, perciò, questa grande quantità di merito.’ E quei 99 milioni di buddha, quei beati, prediranno anche il luogo della illuminazione.

Sarvashura, che bisogno c’è qui di menzionare chiunque ascolti, fino alla fine, in modo esteso e completo, questo grande Sanghatasutra dharma-paryaya?

Perciò, essi daranno conforto a quella persona, dicendo ‘Non temere’”

Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura chiese al Beato: “Beato, poiché anch’io ascolterò il grande Sanghatasutra dharma-paryaya, quale grande quantità di merito genererò, o Beato?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, anche questi esseri senzienti genereranno una quantità di merito vasta quanto il merito di buddha e tathagata numerosi quanto i granelli di sabbia del fiume Gange.”

Egli disse: “Beato, quando ascolto il grande Sanghatasutra dharma-paryaya, non ne ho mai abbastanza.”

l Beato rispose: “Sarvashuara, bene, molto bene, che tu sia incapace di essere sazio degli insegnamenti del Dharma. Sarvashura, io stesso sono incapace di essere sazio degli insegnamenti del Dharma. Sarvashura, che bisogno c’è di dire che gli esseri ordinari non ne sono sazi? Sarvashura, un figlio o una figlia del lignaggio, chiunque generi fede nel Mahayana, non andrà incontro a destini riprovevoli per un migliaio di eoni; non diventerà un animale per 5.000 eoni; non sarà incline al male per 12.000 eoni; non nascerà in un luogo sperduto per 18.000 eoni; sarà il maggiore promotore del Dharma per 20.000 eoni; nascerà nel mondo degli dei per 25.000 eoni; sarà celibe per 35.000 eoni e rinuncerà allo stile di vita del capofamiglia; sosterrà il Dharma per 50.000 eoni; mediterà sulla conoscenza delle vite precedenti per 65.000 eoni.

Sarvashura, per quel figlio o figlia del lignaggio non vi sarà neppure il minimo accumulo di karma negativo. I malvagi mara non troveranno alcun motivo per far loro del male. Non rinasceranno mai nel ventre di una madre. Sarvashura, chiunque oda questo Sanghata dharma-paryaya, non importa ove sia nato, non cadrà in una rinascita sbagliata per 95 innumerevoli eoni. Per 8.000 eoni essi sosterranno ciò che hanno ascoltato. Per 1.000 eoni non uccideranno. Per 99.000 eoni, abbandoneranno le menzogne. Per 13.000 eoni, abbandoneranno la calunnia.

Sarvashura, gli esseri senzienti che hanno ascoltato questo dharma-paryaya sono rari da trovare.”

Poi, il bodhisattva mahasattva Sarvashura si alzò, pose la sua veste superiore sopra una spalla, appoggiò il ginocchio destro al suolo, congiunse le mani in direzione del Beato e si rivolse al Beato come segue:

Beato, per chiunque abbandoni questo dharma-paryaya, quanto vasta sarà la grande quantità di karma negativo che produrrà?”

Il Beato rispose: “Sarvashura, è molta.”

Egli disse, “Beato, quanto vasta sarà la grande quantità di karma negativo prodotta da tali esseri senzienti?”

Il Beato disse: “Sarvashura, taci. Taci. Non chiedermi delle enormi quantità di karma negativo. Sarvashura, paragonato al generare ostilità verso tanti tathagata arhat buddha perfettamente realizzati quanti sono i granelli di sabbia di 12 fiumi Gange, coloro che sono sprezzanti del Sanghatasutra genereranno una assai più grande quantità di non-virtù.

Sarvashura, anche coloro che generano ostilità contro il Mahayana genereranno una assai più grande quantità di non-virtù.

Sarvashura, tali esseri senzienti sono bruciati; Sono proprio bruciati.”

Sarvashura chiese, “Beato, questi esseri senzienti sono incapaci di diventare liberati?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, è così. Essi sono incapaci di essere liberati.

Sarvashura, è come segue. Per fare un’analogia, è come se la testa di un uomo fosse stata tagliata e se qualcuno le applicasse un impiastro di miele o zucchero o melassa o burro o qualsiasi altro impiastro medicinale: che ne pensi, Sarvashura, questa persona sarebbe ancora capace di stare eretta?”

Sarvashura rispose: “Beato, ciò non potrebbe accadere.”

Il Beato parlò: “Inoltre, Sarvashura, supponiamo che ci sia anche un altro uomo. Se costui aggredisse un altro essere senziente e lo colpisse con un’arma affilata, e sebbene non riuscisse a ucciderlo, Sarvashura, gli causasse una ferita. Se si applicasse una medicina, la sua ferita guarirebbe. Nel momento in cui riprendesse conoscenza, ricordando la sofferenza, l’uomo potrebbe pensare: ‘Adesso ho capito e mai creerò il male, il karma negativo.’ Riflettendo in questo modo, Sarvashura, ricordando la sofferenza, quell’uomo abbandonerà completamente il male. In quel momento avrà compreso tutti i dharma. Avendo compreso tutti i dharma, in quel momento porterà a compimento tutti i dharma virtuosi.

Sarvashura, è come segue. Per fare un’analogia: i genitori di un uomo che è morto si addolorano e si lamentano ma non per questo hanno la possibilità di proteggerlo. Allo stesso modo, Sarvashura, gli individui ordinari sono incapaci di aiutare se stessi o gli altri. Come i genitori, ai quali sono state stroncate le speranze, anche questi esseri senzienti, nel momento della morte, vedranno stroncate le proprie speranze.

Sarvashura, ci sono due esseri senzienti le cui le speranze vengono stroncate. Quali sono i due? Sono come segue. Uno è un essere senziente che fà del male o lo ha fatto; l’altro è uno che abbandona il sacro Dharma. Questi due esseri senzienti, nel momento della morte, vedranno stroncate le proprie speranze .”

Il bodhisattva mahasattva Sharvasura domandò, “Beato, quale sarà la rinascita di questi esseri senzienti? Quale sarà la loro vita in seguito?”

Il Beato rispose: “Sarvashura, le rinascite degli esseri senzienti, sprezzanti del Dharma, sono illimitate. Illimitate sono le loro vite future. Sarvashura, gli esseri senzienti che abbandonano il Dharma, sperimenteranno sensazioni dolorose per un eone nel grande inferno Del Pianto degli esseri senzienti; per un eone nell’inferno Degli Schiacciati Insieme’, per un eone nell’inferno Caldo, per un eone nell’inferno Molto Caldo, per un eone nell’inferno Delle Linee Nere degli esseri senzienti, per un eone nel grande inferno degli esseri senzienti chiamato Indicibili Tormenti, per un eone nel grande inferno degli esseri senzienti chiamato Spaventoso, per un eone, nel grande inferno degli esseri senzienti chiamato Pianti Disperati e, Sarvashura, per oltre otto eoni, dovranno provare le sofferenze di questi otto grandi inferni degli esseri senzienti.”

Allora il bodhisattva mahasattva Sharvasura disse quanto segue: “ Beato, è sofferenza. Andato nella Beatitudine, è sofferenza. Non è piacevole ascoltare.”

Allora, proprio in quel momento, il Beato pronunciò questi versi:

Come gli esseri nell’inferno degli esseri,

sperimentano simili sofferenze

Molte terrificanti parole come queste

Ti senti afflitto solo al sentire.

Chi virtuose azioni compie

Diverrà beatitudine.

Chi compie azioni negative,

Diverrà solo sofferenza.

Chi conosce la causa dell’infelicità,

Essendo nato, continuamente soffrirà

Tormentato dalla morte e al dolore legato.

Chi ricorda il Buddha come supremo

Quell’ unico saggio è felice;

Anche colui che ha fiducia nel Grande Veicolo

Non andrà verso rinascite inferiori

Sarvashura, in questo modo, spinto dal precedente karma,

Avendo compiuto anche una piccola azione,

Godrà di risultati illimitati.

Nel terreno di Buddha, il supremo terreno,

se si pianta un seme, grandi saranno i risultati.

Proprio dal seminare pochi semi,

si godono molti risultati.

Così quelli che gioiscono degli insegnamenti del Conquistatore,

quei pochi qualificati saranno felici;

essi le negatività abbandoneranno,

e anche la virtù compiranno a pieno.

Come offerta ai miei insegnamenti

chiunque faccia dono anche di un semplice capello,

per ottantamila eoni avrà

grandi possedimenti ed anche molta ricchezza.

In qualsiasi luogo essi siano nati,

saranno sempre generosi.

In questo modo il Buddha, luogo profondo del donare,

ha grandi risultati.

In seguito il bodhisattva mahasattva Sarvashura domandò al Beato: “Come deve essere mantenuto il Dharma insegnato dal Beato? Beato, dopo aver ascoltato il Sanghatasutra, dharma-paryaya, quali sono le radici di virtù da tener salde?”

Il Beato rispose: “Sarvashura, la grande vastità di merito di colui che ascolta questo Sanghatasutra dharma-paryaya dovrebbe essere riconosciuta come uguale a quella di colui che venera tanti tathagata arhat buddha completamente illuminati quanti i granelli di sabbia di 12 fiumi Gange, fornendo loro tutto ciò di cui necessitano per la loro felicità.”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: “Beato, come sono le radici di virtù da completare interamente?”

Così chiese e il Beato parlò al bodhisattva mahasattva Sharvasura come segue: “Queste radici di virtù devono essere intese come pari a un tathagata.”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: “ Che cosa sono le radici di virtù pari a un tathagata?”

Il Beato dichiarò: “Colui che espone il Dharma deve essere inteso pari a un tathagata.”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura proseguì, “Beato, chi è colui che espone il Dharma?”

Chiunque reciti il Sanghatasutra, quello è colui che espone il Dharma.”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse, “Se persino coloro che ascoltano il Sanghatasutra dharma-paryaya generano una tale grande quantità di merito, che bisogno c’è di far menzione di coloro che ne prendono nota e lo leggono? Quale grande vastità di merito produrranno?”

Il Beato parlò come segue: “Sarvashura, ascolta. E’ come segue. Per fare un analogia, in ognuna delle quattro direzioni, tanti tathagata arhat buddha perfettamente realizzati quanti i granelli di sabbia di 12 fiumi Gange, continuano ad esistere da oltre 12 eoni e insegnano il Dharma, tuttavia se essi dovessero esprimere l’enorme quantità di merito di chi scrive il Sanghatasutra, non sarebbero in grado di stabilirne la fine, né di esprimerla con parole. Se tanti beati buddha quanti i granelli di sabbia di 48 fiumi Gange fossero incapaci di esprimere la grande quantità di merito di colui che lo scrive, che bisogno c’è di ricordare che chiunque lo scriva, lo mediti o lo reciti, diventerà un tesoro del Dharma?”

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse: “Beato, quanto vasta sarà la grande quantità di merito per chi lo recita?”

Allora, proprio allora, il Beato si espresse con questi versi:

Per quanto riguarda le virtù di chi ha letto

anche solo una stanza di quattro versi,

tanti conquistatori quanti i granelli di sabbia

trovati in ottantaquattro fiumi Gange

pur esprimendo senza sosta il merito

che possiede colui che ha letto,

non esauriranno quel merito.

Il Dharma insegnato dai buddha

è arduo da trovare e senza fine.

Ed anche allora, in quel momento, 84.000 decine di miliardi di milioni di dei resero omaggio, congiungendo le mani nella direzione in cui il Sanghatasutra dharma-paryaya veniva insegnato e così dissero al Beato: “Beato, qualunque sia il fine per il quale il Beato ha introdotto un simile tesoro di Dharma su questo pianeta terra, è bene, è molto bene. ”

Inoltre, 18.000 decine di miliardi di milioni di asceti Jaina giunsero nel luogo dove era il Beato e dissero al Beato: “O ascetico Gautama, che tu possa essere vittorioso!”

Il Beato parlò: “Il Tathagata è sempre vittorioso. O nudisti estremisti, come potete, voi estremisti, essere vittoriosi?”

Essi ripeterono: “Sii vittorioso. Ascetico Gautama, sii vittorioso.”

Il Beato rispose: “Non vedo un vittorioso tra voi:

Se vivete sbagliando,

come potete essere vittoriosi?

Voi ignudi, ascoltate,

e io rivelerò qualcosa di beneficio per voi.

La mente di un bimbo non ha nulla di piacevole.

Come potete essere vittoriosi?

Perciò,con l’occhio di Buddha, a chiunque debba essere insegnato

insegnerò anche il sentiero profondo.

Allora gli asceti Jaina, pieni di collera verso il Beato, generarono una mente miscredente.

Fu allora che, proprio in quel momento, il signore degli dei, Indra, fece roteare il suo fulmine. I 18.000 milioni di asceti Jaina, terrorizzati, si disperarono al pensiero della grande sofferenza e singhiozzarono con copiose lacrime. E inoltre il Beato fece svanire il proprio corpo. Allora gli asceti Jaina singhiozzarono con il volto rigato di lacrime e, non vedendo il Beato, recitarono questi versi:

Ora non c’è nessuno a proteggerci,

né padre né madre.

Noi la vediamo come una distesa selvaggia

nessuna casa vuota, nessun posto ove alloggiare.

Anche qui niente acqua

né un albero, né un uccello.

Qui non si vede un essere.

Senza un protettore, si sente sofferenza

Non vedendo il Tathagata,

si prova un’inesauribile, grande sofferenza.

Poi, anche quella volta, i 18.000 milioni di asceti Jaina si alzarono, si inginocchiarono con entrambe le ginocchia a terra e a voce alta gridarono:

Tathagata, essere compassionevole,

Buddha realizzato, supremo tra gli umani,

donaci beneficio.

Ti prego, sii tu un rifugio per gli esseri disperati.

Allora il Beato mostrò un sorriso e parlò al bodhisattva mahasattva Sarvashura: “Sarvashura, vai e insegna il Dharma a questi ignudi estremisti.”

Avendo così parlato, il bodhisattva mahasattva Sarvashura disse al Beato ciò che segue: “Beato, se la Montagna Nera sgretola la sua roccia per rendere omaggio, con la sua vetta, al Monte Sumeru, re delle montagne, come posso io insegnare il Dharma mentre il Tathagata è presente?”

Il Beato parlò: “Taci. Figlio del lignaggio, con qualsiasi abile mezzo dei buddha, vai, Sarvashura, fai una breve visita agli universi nelle dieci direzioni e osserva dove si manifestano i tathagata e dove vengono disposti i seggi e, Sarvashura, io stesso insegnerò il Dharma agli altri, a questi estremisti ignudi.”

Il bodhisattva Sarvashura chiese, “Beato, con i mezzi della mia personale magia o, piuttosto, con la magia dei tathagata? Con il potere di quale magia mi muoverò?”

Il Beato dichiarò: “Sarvashura, vai con la benedizione della forza del tuo prodigioso potere personale. Sarvashura, ritorna tramite il potere prodigioso dei tathagata.”

Quindi il bodhisattva si alzò in piedi, circoambulò intorno al Beato e, proprio là, divenne invisibile. Allora il Beato insegnò il Dharma agli altri, quelli ignudi estremisti:

Amici, la nascita è sofferenza. Persino la stessa nascita è sofferenza. Essendo nati, sopraggiungono molte paure della sofferenza. Essendo nati, sopraggiungono le paure della malattia. Dalla malattia, sopraggiunge la paura di invecchiare. Dall’invecchiamento sopraggiunge la paura della morte.”

Beato che affermi ‘dalla nascita nascerà la paura di essere nato’, cosa significa?”

Essendo nato umano, sopraggiungono molte paure. Sorge la paura del sovrano. Sopraggiunge la paura dei ladri. Sopraggiunge la paura dell’incendio. Sopraggiunge la paura del veleno. Sopraggiunge la paura dell’acqua. Sopraggiunge la paura del vento. Sopraggiunge la paura dei turbini. Sopraggiunge la paura delle azioni commesse.”

Il Beato insegnò il Dharma in tali molteplici aspetti come l’argomento della nascita e, proprio allora, in quel momento, gli altri, gli ignudi estremisti, furono completamente terrorizzati e affermarono, “Da ora in poi, non desidereremo mai la nascita.”

Quando il Beato spiegò questo Sanghatasutra dharma-paryaya, gli altri, quei 18 milioni di ignudi estremisti, portarono a termine l’insuperabile e perfettamente completa illuminazione. Dal suo personale seguito, anche 18.000 di bodhisattva entrarono a dimorare nel decimo livello e tutti quanti manifestarono anche magiche emanazioni, come ad esempio, le seguenti: alcuni palesarono la forma di un cavallo, la forma di un elefante, la forma di una tigre, la forma di un garuda, la forma del Monte Sumeru e forme quali una svastika e alcuni la forma di un albero. E tutti loro sedettero anche a gambe incrociate su troni di loto.

Novemila milioni di bodhisattva sedettero alla destra del Beato. Novemila milioni di bodhisattva sedettero alla sinistra del Beato, ed il Beato rimase in equilibrio meditativo per tutto il tempo e si manifestò per insegnare il Dharma con gli strumenti dei mezzi abili.

Nel settimo giorno, il Beato distese il palmo della mano e seppe che il bodhisattva mahasattva Sharvasura stava arrivando lì dall’insuperabile Universo del Loto. Mentre il bodhisattva mahasattva Sharvasura stava percorrendo svariati luoghi con la benedizione della forza del suo potere magico, erano stati necessari sette giorni per raggiungere l’insuperabile Universo del Loto [Padmottara]. Quando il Beato distese la mano, in quello stesso momento, il bodhisattva Sarvashura si trovò alla presenza del Beato. Dopo aver circoambulato il Beato per tre volte, con la sua mente ispirata da fede nel Beato, congiunse le mani in segno di omaggio nella direzione ove era il Beato e disse questo al Beato:

Beato, dacché andai in tutti gli universi nelle dieci direzioni, Beato, per mezzo di uno dei miei poteri prodigiosi vidi 99.000 milioni di terreni di buddha, e tramite due dei miei poteri prodigiosi vidi un miliardo di Beati, e al settimo giorno, essendo andato nell’insuperabile Universo del Loto, lungo il tragitto vidi anche centinaia di miliardi di incrollabili terreni di buddha.

Beato, allora i buddha, Beato, dispigarono prodigiose emanazioni e i beati insegnarono il Dharma nei 92.000 milioni di terreni di buddha. E proprio quel giorno, in 80.000 milioni di campi di Buddha, io vidi 80.000 milioni di tathagata arhat buddha perfettamente realizzati che apparivano al mondo. Dopo aver fatto prostrazioni a tutti quei beati, andai avanti.

Beato, proprio in quello stesso giorno, io attraversai 39.000 milioni di terreni di buddha e in quei 39.000 milioni di terreni di buddha, apparvero 39.000 milioni di bodhisattva e, proprio in quel giorno, furono completamente illuminati nell’insuperabile, perfetto e completo risveglio. Io circoambulai tre volte quei beati arhat buddha perfettamente realizzati e divenni invisibile per mezzo degli strumenti del potere prodigioso.

Beato, vidi anche i buddha, i beati, in 60 milioni di terreni di buddha. Beato, feci prostrazioni ai terreni di buddha, ai buddha e ai beati e proseguii.

Beato. In altri otto milioni di campi di buddha, io vidi tathagata che compivano l’atto di entrare nel nirvana. Dopo aver fatto prostrazioni anche a quei beati, andai avanti.

Inoltre, Beato, vidi la scomparsa del sacro Dharma in 95 milioni di terreni di buddha. Mi angosciai e scoppiai in lacrime. Inoltre, vidi dei, naga, yaksha, raksha e molti esseri incarnati del reame del desiderio, piangenti, trafitti da pene strazianti. Inoltre, Beato, feci ugualmente prostrazioni a questi terreni di buddha con i loro oceani, con il loro Monte Sumeru e con le loro terre, che erano tutte bruciati senza alcuna eccezione, e persi la speranza e me ne andai.

Beato, allorquando giunsi nell’Universo del Loto, Beato, vidi disposti anche cinquecento mila milioni di troni. Nella direzione sud apparivano disposti 100.000 milioni di troni. Nella direzione est io vidi disposti 100.000 milioni di troni; nella direzione est erano disposti 100.000 milioni di troni; nella direzione ovest erano disposti 100.000 milioni di troni; nella direzione in alto erano disposti 100.000 milioni di troni. Beato, quei troni allestiti erano anche costituiti solo da sette tipi di gioielli preziosi. E i tathagata sedevano su questi troni e insegnavano il Dharma. Io fui stupito da quei Beati e quindi domandai a quei Tathagata, ‘Qual è il nome di questo universo di buddha?’ e quei Beati risposero: ‘Figlio del lignaggio, questo universo è chiamato Universo del Loto [Padmottara].’

Beato, allora, dopo aver circoambulato quei tathagata, domandai: ‘Qual è il nome del tathagata di questo campo di buddha?’

Essi risposero: ‘Colui che è chiamato tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Padmagarbha [Essenza del Loto] svolge le attività di un buddha in questo terreno di buddha.’

Poi, io chiesi loro: ‘Dato che vi sono molte centinaia di migliaia di milioni di buddha e poiché non ho incontrato il tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Padmagarbha, chi è?’

Quei Beati risposero: ‘Figlio del lignaggio, noi ti mostreremo colui che è chiamato tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Padmagarbha.’

Poi i sacri corpi di tutti quei tathagata scomparvero ed essi si presentarono solo con le forme di bodhisattva. Rimanendo soltanto un tathagata, feci prostrazioni con il mio capo ai sacri piedi di quel tathagata. Mentre ero là, era apparso un trono e quindi mi diressi verso quel trono. E, Beato, in quel momento apparvero molti troni, ma, non vedendo nessuno andare verso quei troni, dissi a quel Tathagata: ‘Beato, non vedo nessun essere senziente su quei troni.’

Quel Tathagata dichiarò: ‘Gli esseri senzienti che non hanno generato la radice di virtù, non hanno il potere di sedere su quei troni.”

Io proseguii: ‘Beato, se praticata, quale tipo di radice di virtù condurrà a quei troni?’

Quel Beato parlò così: ‘Ascolta, figlio del lignaggio. Gli esseri senzienti che hanno ascoltato il Sanghatasutra dharma-paryaya, grazie a quella radice di virtù siederanno su questi troni, e non c’ è alcun bisogno di menzionare coloro che lo hanno scritto o letto. Sarvashura, tu hai ascoltato il Sanghatasutra dharma-paryaya e perciò sei seduto su questo seggio. Altrimenti, come avresti potuto entrare in questo campo di buddha!’

Quel Beato parlò in questo modo e io domandai a quel Beato ciò che segue: ‘Beato, quanto è vasta la grande quantità di merito generata da colui che ascolta il Sanghatasutra dharma-paryaya?’

Allora il beato tathagata Essenza di Loto mostrò un sorriso. Io domandai a quel Beato per quale motivo avesse mostrato un sorriso: ‘Beato, qual è la ragione e per quale scopo il Tathagata ha fatto mostra di un sorriso?’

Allora il Beato parlò: ‘Figlio del lignaggio, bodhisattva mahasattva Sharvasura, colui che ha ottenuto il grande potere, ascolta. E’ come segue. Per fare un’analogia, c’è un ‘re che gira la ruota’ [chakravartin] e regna sui quattro continenti. Se seminasse sesamo nei campi dei quattro continenti, Sarvashura, cosa pensi, germinerebbero molti semi?’

Sarvashura dichiarò: ‘Molti, Beato. Essere Andato nella Beatitudine, molti’.

Il Beato parlò: ‘Sarvashura, se un essere senziente facesse un unico grande cumulo di quei granelli di sesamo ed un’ altra persona prendesse un granello di sesamo dal cumulo di semi e, uno ad uno, li volesse mettere da parte, Sarvashura, qual è il tuo pensiero, sarebbe possibile per quell’essere senziente contare quei semi di sesamo o fare un’ analogia con essi?’

Il bodhisattva mahasattva Sarvashura rispose: ‘Beato, non potrebbe. Andato nella Beatitudine, non potrebbe. Non sarebbe in grado di contare quei semi di sesamo o di fare un’analogia.’

Allo stesso modo, Sarvashura, eccettuato il Tathagata, nessun altro potrebbe fare un paragone con la quantità di merito di questo Sanghatasutra dharma-paryaya.

Sarvashura, è come segue: per fare un’analogia, anche se tutti i Tathagata, tanti quanti sono i granelli di sesamo, proclamassero il merito delle radici di virtù per l’ascolto del Sanghata dharma-paryaya, anche con un’analogia, quel merito non potrebbe essere delimitato. Così pure non c’è alcun bisogno di farne menzione di colui che lo scrive, lo recita o lo ha scritto.”

Il bodhisattva mahasattva Sharvasura proseguì: “Quale tipo di grande quantità di merito verrebbe generato dallo scrivere?”

Il Beato dichiarò: “Figlio del lignaggio, ascolta. Qualcuno sminuzza, a misura di un semplice dito, tutta l’erba o tutta la legna di un milione di pianeti, e, Sarvashura, ascolta altre due analogie. Se tante pietre o dirupi o terra o particelle di polvere che sono in un milione di sistemi di mondi diventassero ‘re che girano la ruota’ governando i quattro continenti, sarebbe possibile trovare un’analogia del loro merito?”

Sarvashura rispose: “Beato, non sarebbe possibile. A meno che non si includa i Tathagata.”

Sarvashura, allo stesso modo, è altrettanto impossibile trovare un’analogia della grande quantità di merito nello scrivere il Sanghatasutra dharma-paryaya. Paragonata alla grande quantità di merito dei molti ‘re che girano la ruota’, la grande quantità di merito di chi prende nota anche di una sola sillaba di questo dharma-paryaya, sviluppa una grande quantità di merito molto maggiore. Sebbene il loro merito sia molto vasto, quei ‘re che girano la ruota’ non gli sono pari. Sarvashura, allo stesso modo, un bodhisattva mahasattva, che è detentore del sacro Dharma del Mahayana e dimora nella pratica, non può essere oscurato da un ‘re che gira la ruota’. Ugualmente, non può essere fatto alcuna analogia con la grande quantità di merito di chi prende nota del Sanghatasutra dharma-paryaya. Sarvashura, questo Sanghatasutra si rivela un tesoro di merito. E’ pacificatore di tutto ciò che è illusorio . Fa in modo che la lampada di ogni Dharma arda di viva fiamma. Sconfigge tutti i malvagi demoni. Fa risplendere le dimore di tutti i bodhisattva. Genera la completa realizzazione di tutti i Dharma.”

Egli così si espresse e il bodhisattva mahasattva Sharvasura parlò in questo modo al Beato: “Beato, qui la pratica della castità è una pratica molto difficile. Se qualcuno se ne chiede la ragione, Beato, come è rara la pratica di un tathagata, similmente è altrettanto rara la pratica della castità. Nel momento in cui ci si impegna nella pratica della castità, si vedrà direttamente il Beato. Notte e giorno si vedrà il Beato. Nel momento in cui si vedrà direttamente il Beato e si guarderà al Beato giorno e notte, si vedrà il terreno di buddha. Quando si vedrà il terreno di buddha, si vedranno tutti i tesori. Nel momento della morte, non nascerà il terrore. Inoltre, non si diventerà afflitti. Non si sarà legati dal cappio della brama.”

Così affermò ed il Beato si rivolse in questo modo al bodhisattva, il mahasattva Sarvashura: “Sarvashura, l’evento dei tathagata è difficile da trovare.”

Egli rispose, “Beato, è difficile da incontrare. Andato nella beatitudine, è difficile da trovare.”

Il Beato dichiarò: “Sarvashura, allo stesso modo, anche questo Sanghatasutra dharma-paryaya è difficile da trovare. Sarvashura, chiunque, nel cui orecchio penetra questo Sanghatasutra dharma-payaya, ricorderà le vite trascorse per 80 eoni. Per 60.000 eoni otterrà lo stato di ‘re che gira la ruota’. Per 8.000 eoni otterrà la posizione di Indra. Per 20.000 eoni nascerà con l’identica fortuna degli dei delle dimore pure. Per 38.000 eoni sarà il grande Brahma. Per 99.000 eoni non cadrà in rinascite sfavorevoli. Per 100.000 eoni non nascerà preta. Per 28.000 eoni non nascerà animale. Per 13.000 eoni non nascerà nel reame degli asura. Il momento di morte non sarà causato da armi. Per 25.000 eoni la sua saggezza non verrà distorta. Per 7000 eoni sarà intelligente. Per 9.000 eoni sarà bello e considerato attraente. Proprio come sono state completate le forme fisiche del Tathagata, così egli diverrà. Per 25.000 eoni non nascerà tra coloro la cui natura è femminile. Per 16.000 eoni, non contrarrà malattie fisiche. Per 35.000 eoni sarà detentore dell’occhio divino. Per 19.000 eoni non nascerà nei luoghi d’origine dei naga. Per 60.000 eoni non verrà sopraffatto dalla collera. Per 7.000 eoni non nascerà indigente. Per 80.000 eoni vivrà nei due continenti. Persino nascendo indigente, otterrà gioie, come le seguenti: per più di 12.000 eoni, non nascerà nel luogo ove è nata una persona affetta da cecità; per 13.000 eoni non nascerà nei tre reami delle cattive migrazioni; per 11.000 eoni sarà saggio predicatore di pazienza.

Ancora, in punto di morte, quando cesserà la coscienza finale, non avrà percezioni sbagliate. Non sarà sopraffatto dall’ira. In direzione est vedrà tanti buddha, o Beato, quanti sono i granelli di sabbia di 12 fiumi Gange. In direzione sud, vedrà direttamente tanti buddha, o Beato, quanti sono i granelli di sabbia di 20 milioni di fiumi Gange. In direzione ovest, vedrà, tanti buddha, o Beato, quanti sono i granelli di sabbia di 25 fiumi Gange. In direzione nord, vedrà direttamente tanti buddha, o Beato, quanti sono i granelli di sabbia di 80 fiumi Gange. In direzione ascendente, vedrà direttamente, o Beato, 90 milioni di buddha. In direzione discendente vedrà direttamente, o Beato, tanti buddha quanti sono i granelli di sabbia di 8 milioni di fiumi Gange. E quei buddha diranno a quel figlio del lignaggio: ‘Figlio del lignaggio, hai ascoltato il Sanghata dharma-paryaya e perciò, nelle prossime vite, avrai buone qualità, benefici e questo tipo di felicità. Perciò, non temere’. Così dicendo, lo rassicureranno.”

E disse: “O figlio del lignaggio, hai visto tanti buddha quanti i granelli di sabbia di molte centinaia di miliardi di milioni di fiumi Gange?”

Egli rispose: “Beato, li ho visti. Essere andato alla beatitudine, li ho visti”.

Egli affermò: “O figlio del lignaggio, questi tathagata sono arrivati per vedere te.”

Egli chiese: ‘A causa di quale azione virtuosa, da me compiuta, questi tathagata sono giunti nel luogo ove io sono?’

Egli rispose: ‘Figlio del lignaggio, ascolta. Tu hai acquisito un corpo umano, il Sanghata dharma-paryaya ti è entrato nelle orecchie e, di conseguenza, grazie a questo, tu hai generato questa enorme quantità di merito.’

Egli disse: ‘Beato, se perfino la mia quantità di merito è tanto grande, che bisogno c’è di menzionare colui che lo ascolta in modo completo sino al termine!’

Egli parlò: ‘Taci, taci. O figlio del lignaggio, descriverò il merito di una stanza in quattro versi, perciò ascolta. Figlio del lignaggio, è come segue: per fare un’analogia, paragonato persino alla quantità di merito di innumerevoli tathagata arhat buddha perfettamente realizzati, tanti quanti i granelli di sabbia di 13 fiumi Gange, esso sviluppa una massa di merito molto più grande. Paragonato a colui che venera tanti tathagata arhat buddha perfettamente realizzati quanti i granelli di sabbia di 13 fiumi Gange, se colui che ascolta anche solo una stanza in quattro versi di questo Sanghata dharma-paryaya genera una quantità di merito molto più grande, che bisogno c’è di menzionare colui che lo ascolta in forme completa sino al termine? Figlio del lignaggio, ascolta a proposito di chi ode il Sanghata dharma-paryaya in forma completa sino alla fine.

Se qualcuno piantasse semi di sesamo in tutti i milioni di sistemi di mondi e ci fossero tanti ‘re che girano la ruota’ quanti i semi di sesamo e, inoltre, ci fosse un uomo ricco, di una tale opulenza e possedimenti da fare beneficenza a quei ‘re che girano la ruota’ – paragonato a questo, chi donasse a un solo ‘colui che è entrato nella corrente’ genererebbe una ben più vasta quantità di merito. E se ognuno di quegli esseri senzienti di milioni di sistemi di mondi fosse diventato ‘colui che è entrato nella corrente’, paragonando la massa di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la quantità di merito prodotta da chi fa beneficenza a un solo ‘colui che ritorna una sola volta’ sarebbe molto più grande. Se ogni essere senziente di milioni di sistemi di mondi fosse diventato ‘colui che ritorna una sola volta’, paragonando la vastità di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la quantità di merito prodotta da chi fa doni a un solo ‘colui che non ritorna’ sarebbe molto più grande. E se ogni essere senziente di milioni di sistemi di mondi fosse diventato ‘colui che non ritorna’, paragonando la quantità di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la vastità di merito generata da chi fa doni a un solo arhat sarebbe molto più grande. Se ogni essere senziente di milioni di sistemi di mondi fosse diventato arhat, paragonando la massa di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la quantità di merito generata da chi fa beneficenza a un solo pratyekabuddha, sarebbe molto più grande. E se ogni essere senziente di milioni di sistemi di mondi fosse diventato pratyekabuddha, comparando la massa di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, la grande quantità di merito generata da chi fa beneficenza a un solo bodhisattva sarebbe enormemente più vasta. Se tutti gli esseri senzienti di milioni di sistemi di mondi fossero diventati bodhisattva, paragonando la grande quantità di merito di chi fa beneficenza a tutti loro, se la grande quantità di merito generata da colui la cui la mente è ispirata da fiducia verso un tathagata e da colui che genera una mente ispirata da fiducia verso milioni di sistemi di mondi colmi di tathagata e da colui che ascolta questo Sanghata dharma-paryaya genererebbe una più vasta massa di merito di quella, allora, Sarvashura, che bisogno c’è di ricordare chiunque prenda nota di questo Sanghata dharma-paryaya o lo memorizzi o lo reciti o lo comprenda! Sarvashura, che bisogno c’è di menzionare il prostrarsi con una mente ispirata da fiducia verso questo Sanghata dharma-paryaya!

Sarvashura, qual è il tuo pensiero? Se qualcuno dovesse domandarsi: ‘Gli individui ordinari sono tutti in grado di ascoltarlo?’ Anche se lo ascoltano, non sviluppereranno fede’.

Sarvashura, ascolta: esiste qualcuno, tra gli individui ordinari, in grado di raggiungere il fondale del grande oceano?”

Egli rispose “Beato, non esiste.”

Egli domandò: “Esiste un qualsiasi essere senziente capace di prosciugare l’oceano con il cavo di una mano?”

Egli rispose, “Beato, non esiste. Essere andato nella beatitudine, non esiste.”

Egli parlò: “Proprio come non esiste alcun essere senziente capace di prosciugare il grande oceano, Sarvashura, nessun essere senziente di inferiore aspirazione è in grado di ascoltare questo dharma-paryaya. Sarvashura, coloro che non hanno visto milioni di Tathagata, tanti quanti i granelli di sabbia di 80 fiumi Gange, non sono in grado di mettere per iscritto questo Sanghata dharma-paryaya. Coloro che non hanno incontrato tanti Tathagata quanti i granelli di sabbia di 90 fiumi Gange non sono in grado di ascoltare questo dharma-paryaya. Coloro che non hanno visto 100 milioni di miriadi di Tathagata, udendo questo dharma-paryaya, lo rifiuteranno. Sarvashura, coloro che hanno incontrato 100 milioni di Tathagata, tanti quanti sono i granelli di sabbia del fiume Gange, ascoltando questo dharma-paryaya svilupperanno una mente di fede. Essi saranno estasiati. Essi conosceranno la verità, esattamente come essa è. Avranno fede in questo Sanghata dharma-paryaya e non lo respingeranno.

Sarvashura, ascolta: coloro che scrivono anche una sola stanza di quattro versi di questo Sanghatasutra, avendo attraversato 95.000 milioni di universi, il loro terreno di buddha sarà proprio come l’universo di Sukhavati. Sarvashura, la durata di una vita di quegli esseri senzienti si estenderà per 84.000 eoni.

Sarvashura, ascolta: anche per quei bodhisattva, quei mahasattva che ascoltano anche una sola piccola stanza di quattro versi di questo Sanghata dharma-paryaya, è come segue: per fare un’analogia, sono come un essere senziente che ha compiuto le cinque azioni a retribuzione immediata o ha ordinato a qualcuno di compierle o ha gioito nel farle e che, se ascolta anche una sola stanza di quattro versi di questo Sanghata dharma-paryaya, purificherà i karma maligni delle cinque azioni a retribuzione immediata.

Sarvashura, ascolta e io ti illustrerò ancora un’altra buona qualità. E’ come segue. Facendo un’analogia: un essere senziente ha distrutto degli stupa, ha creato una scissione all’interno del Sangha, provoca il vacillare di un bodhisattva nel suo assorbimento meditativo, ostacola la saggezza di un buddha e sopprime una vita umana. In seguito, quell’essere senziente si pente e si addolora. ‘Con questo corpo mi sono rovinato e sarò rovinato anche nella prossima esistenza. Sono completamente indegno’. Così pensando, scaturisce in lui una grande sofferenza ed egli sperimenta la sensazione del dolore. Egli prova una sensazione insopportabile. Sarvashura, quell’essere senziente verrà rifiutato da tutti gli esseri senzienti. Sarà disprezzato. Questo essere senziente sarà incenerito e scartato. Persino i dharma mondani e sovramondani saranno per lui insostenibili. Come un ceppo che brucia fino alla cenere, così sarà quest’uomo per molti eoni. Come le colonne e le travi di una casa ben progettata che, se attaccate dal fuoco, si imbruttiscono, così sarà quest’uomo. Persino in questo mondo non sarà gradevole alla vista. Ovunque egli andrà, in ogni luogo, gli esseri senzienti lo criticheranno e picchieranno, soffrirà fame e sete, non troverà neppure una minima quantità per cibarsi o dissetarsi.

Per questo motivo, egli sperimenta la sensazione della sofferenza e la causa della sete e della fame, la causa delle ingiurie gli richiamano alla mente il karma della distruzione degli stupa e delle cinque azioni a retribuzione immediata. E avendo ricordato, egli si chiede: ‘Dove posso andare? Chi è il mio protettore?’ e si abbatte pensando: ‘Poiché non c’è nessuno qui che mi protegga, meglio andare verso un montagna o un burrone e, là , mettere fine alla mia vita’.

Ed egli recitò:

Dacché ho commesso deplorevoli azioni

sono come la cenere, bruciato per sempre.

Tanto non piacevole in questo mondo

tanto non piacevole nel prossimo.

Non piacevole anche dentro casa

Persino all’esterno non piacevole.

Colpe furono commesse, causa i difetti,

Per questo nei reami inferiori io vado.

In altre vite ancora io soffrirò

Dovunque brutte situazioni io lì dimoro’.

Dal momento che singhiozzò e scoppiò in lacrime,

persino dagli dei furon le sue parole udite.

Speranza non vi è per il mondo oltre:

ahimè! Nel reame inferiore io mi dirigo’.

Gli dei gli dissero:

Stolta persona a pensare questo!

Abbandona questa mente di sofferenza e vai!

Padre ucciso e madre uccisa,

persino le cinque efferate azioni io commisi,

rifugio, consorte: nulla per me;

sensazioni dolorose io proverò.

Al picco della montagna io mi dirigo,

per gettar via il mio corpo’.

Essere stolto, non andare.

Con questa mente propensa a fare il male

molte colpe da te furon commesse.

Questa deplorevole azione non compiere!

Colui che causa a se stesso un male,

negli inferni di dolore andrà.

Quell’essere si affliggerà e piangerà ad alta voce,

E a causa di questo fallirà.

Con quello sforzo, un buddha non sarà

nè diverrà un bodhisattva.

Persino lo stato di ‘uditore’ non raggiungerà.

Con differente sforzo quindi impegnati.

Vai verso quella montagna ove un saggio risiede’.

Essendo andato e del saggio avendo veduta la grandezza,

ai suoi piedi rese omaggio con il capo.

Essere santo, sii tu il mio rifugio!

Sono così oppresso dalle paure, dalle afflizioni.

Essenza degli esseri, saggio, ti prego, ascolta le mie parole!

Seduto, dona una possibilità alla riflessione.

Spiega il Dharma virtuoso anche per un solo istante.

Poiché sono oppresso dal panico, dalle afflizioni,

ti prego, siediti per un momento,

lasciami confessare le molte malvagità commesse.

Ti prego, possa il saggio parlarmi.

Il saggio disse:

Piangente per le tribolazioni, oppresso dal lamento,

sei tormentato da fame e sete

mentre senza speranza vaghi nei tre mondi.

Mangia, pertanto, il cibo offerto.

Per soddisfare il corpo,

il saggio offrì del cibo.

Dopo aver mangiato questo prelibato e gustoso cibo,

un essere proverà delizia.

Poi il Dharma che purifica tutte le colpe

illustrerò più tardi.’

In un istante egli mangiò il gustoso cibo

e, dopo aver mangiato, si lavò le mani

e girò intorno al saggio.

Non appena sedette a gambe incrociate,

quelle colpe, da lui commesse, raccontò.

Ucciso il padre e uccisa la madre,

e distruzione dello stupa ho compiuto.

Ho ostacolato la realizzazione della buddhità di un bodhisattva.’

Quando udì le parole di quell’uomo

il saggio pronunciò queste parole:

Poiché hai fatto del male,

o mio, non sei virtuoso.

Completa l’atto di confessione

delle azioni malvagie compiute o che hai ordinato di compiere.’

Allora, proprio in quel momento, trafitto da pene lancinanti e angosciato dal terrore, egli disse al saggio:

Chi sarà il mio protettore?

Poiché ho commesso azioni malvagie,

sensazioni dolorose io avrò’.

Quell’uomo, poi, poggiò entrambe le ginocchia a terra

Tutti i mali commessi e ordinati di commettere

io riconosco e ammetto.

Possano non tramutarsi in malvagi risultati’.

Possa io non sperimentare le sofferenze.

Dacché io sono a te vicino,

saggio, sei diventato il mio rifugio,

senza rammarico e pacificato, così

acquieta il mio karma dannoso.

Allora, proprio in quel momento, il saggio disse all’uomo, confortandolo: ‘Essere, Io sarò il tuo rifugio, Io sarò il tuo sostegno. Io sarò il tuo aiuto, perciò, ascolta il Dharma alla mia presenza, senza timore. Hai mai udito anche una sola piccola parte del dharma-paryaya chiamato Sanghata?’

Quello rispose: ‘Non l’ho mai udita.’

Il saggio disse: ‘Tranne chi insegna il Dharma agli esseri senzienti dimorando nella compassione, chi mai insegnerà il Dharma all’essere senziente che si è bruciato?’

E proseguì: ‘Figlio del lignaggio, ascolta ancora. Una volta, in un tempo smisuratamente remoto, oltre molti eoni incalcolabili, a quel tempo, viveva un virtuoso re [protettore] del Dharma, chiamato re Vimalachandra. Figlio del lignaggio, nacque un bimbo nella dimora del re Vimalachandra. Come risultato di ciò, il grande sovrano Vimalachandra convocò i bramini augurali e disse loro, ‘Bramini, quale tipo di presagio avete per il giovane? I bramini allora dichiararono: ‘Potente re, non è buono. Questo giovane nato non è buono’. Il re chiese: ‘Bramini, che ne sarà di lui?’ I vati affermarono: ‘Re, questo giovane, se raggiunge i sette anni di età, metterà in pericolo le vite della madre e del padre’. In seguito, il sovrano parlò come segue: ‘Sebbene ci sia un ostacolo alla mia vita, vero è che non ucciderò questo mio figlio. Sebbene sia insolito, dato che la nascita di un umano è avvenuta in questo mondo, io non provocherò un tale danno al corpo di nessun umano.’ Il bambino crebbe rapidamente. Per essere chiaro, all’età di un mese egli era cresciuto quanto gli altri crescono in due anni. Dopodiché il re Vimalachandra capì anche che il giovane era cresciuto grazie al karma che il re stesso aveva accumulato. In seguito il sovrano cedette la sua corona a quel giovane e parlò come segue: ‘Possa tu divenire un re ben rinomato e con un vasto regno. Governa virtuosamente con il Dharma; non per mezzo di ciò che non è Dharma’.

Allora, avendogli dato la corona, gli conferì il titolo di ‘re’. E il re Vimalachandra non governò più da sovrano nella sua stessa terra. In seguito, il suo milione di ministri raggiunse il luogo ove risiedeva il re Vimalacandra e, ivi giunti, parlarono al sovrano in questo modo: ‘O grande re, perché accade che adesso non ti comporti da sovrano nella tua stessa terra?’ Il re rispose: ‘Benché per molti incalcolabili eoni io abbia regnato come uno che possiede regni, ricchezza e potere, non ho mai provato soddisfazione’. E fu allora, in quel periodo, non molto tempo dopo, che quel bambino tolse la vita a suo padre e a sua madre e, a quel punto, accumulò il karma delle cinque azioni a retribuzione immediata.

O essere, ricordo anche il tempo in cui nacque in quel re l’esperienza della sofferenza ed egli provò rimpianto e singhiozzò, soffocato dalle lacrime, e io provai grande compassione per lui, ed essendomi là recato, insegnai il Dharma. E quando anch’egli udì quel Dharma, quelle cinque azioni a retribuzione immediata vennero rapidamente purificate senza alcun residuo’.

Egli disse ancora: ‘Quei grandi asceti, che ascoltano il Sanghata dharma-paryaya, il re dei sutra, raggiungeranno la fonte insuperabile del Dharma, la purificazione di ogni negatività e la pacificazione di tutte le afflizioni.

Il dharma tramite il quale un essere sarà velocemente liberato

io spiegherò, quindi ascolta attentamente.

Se anche una sola stanza in quattro versi

Viene spiegata ad continuum mentale,

avendo purificato ogni errore,

si otterrà ‘l’entrata nella corrente’,

l’essere sarà liberato da ogni malvagità:

dicendo ciò, quando questi aforismi sono proferiti,

dalla schiavitù dell’inferno spaventoso

e dalla sofferenza gli esseri senzienti sono pienamente liberati’.

In seguito l’uomo si alzò da quel posto

e avendo congiunto le mani,

a lui inchinò il suo capo.

Egli approvò con la parola ‘eccellente.’

Eccellente, virtuosi amici.

Eccellente, per coloro che insegnano il vasto metodo,

il Sanghatasutra, che distrugge il male,

ed anche per coloro che lo ascoltano, eccellente.

Dopodiché, proprio allora, in quel momento, dal centro dello spazio in alto, 12.000 figli divini, con le mani giunte, scesero di fronte al saggio, si prostrarono ai suoi piedi e pronunciarono le seguenti parole: ‘Beato, quanto risale la tua conoscenza del tempo addietro?’ Allo stesso modo, giunsero quattro milioni di re naga e arrivarono 18.000 re yaksha. Con le mani giunte in direzione del saggio ed inchinandosi rispettosamente, essi pronunciarono le seguenti parole: ‘Illustre, quanto risale la tua conoscenza del tempo addietro?’ Il saggio rispose, ‘Centinaia di migliaia di miriadi di milioni di innumerevoli eoni.’

Essi chiesero: ‘ Da quale karma virtuoso verrà completamente pacificato, in un istante, questo karma malvagio?’

Egli rispose: ‘Dall’ascoltare il Sanghata dharma-paryaya. Tra gli esseri senzienti qui radunati, tutti coloro che hanno sviluppato fede nell’ascoltare il dharma-paryaya sono predestinati all’ineguagliabile, perfetto e completo risveglio. Quelle persone che hanno commesso le cinque azioni a retribuzione immediata, persino loro, se soltanto ascoltano questo dharma-paryaya chiamato ‘Sanghata’, esauriranno in un istante il loro karma delle cinque azioni a retribuzione immediata e le purificheranno completamente. Per innumerevoli centinaia di migliaia di miriadi di milioni di eoni, le porte dei reami inferiori saranno chiuse per loro e le trentadue porte dei mondi divini saranno aperte. Se le radici di merito di chi ascolta anche una sola semplice stanza in quattro versi di questo Sanghata dharma-paryaya, si trasformeranno in tal modo, che bisogno c’è di parlare di chi lo onora e lo venera, fa disegni, fa offerte di fiori, incensi, profumi, ghirlande, unguenti, polveri, abiti, baldacchini, insegne e bandierine o di chi suona i cembali e gioisce in seguito, almeno una volta approvando col dire: ‘Eccellente, eccellente?’”

Quindi, il bodhisattva mahasattva Sharvasura così parlò al Beato: “Beato, come per chi congiunge le mani quando il Sanghata dharma-paryaya viene esposto, quale grande quantità di merito produrrà colui che si prostra semplicemente con le mani giunte?”

Il Beato parlò: “Figlio del lignaggio, ascolta. Chiunque abbia commesso le cinque azioni a retribuzione immediata, abbia ordinato di commetterle ed abbia anche gioito nel commetterle e congiunge le mani nell’udire anche una sola semplice stanza di quattro versi di questo Sanghata dharma-paryaya, quando si prostra, se tutto il karma negativo delle cinque azioni a retribuzione immediata verrà interamente purificato, Sarvashura, che bisogno c’è di menzionare chi ascolta questo Sanghata dharma-paryaya completamente sino alla fine? Costui genererà una ben più vasta quantità di merito del primo. Figlio del lignaggio, ti mostrerò un’analogia allo scopo di farti capire il significato del Sanghatasutra. Sarvashura, è come segue. Per fare un’analogia, dal palazzo del re naga Anavatapta, ove il sole non sorge mai, nascono cinque grandi fiumi, Se un umano contasse le gocce di questi cinque fiumi, gli sarebbe possibile vederne la fine contandone le gocce?”

Egli rispose: “Beato, non sarebbe possibile.”

Il Beato parlò: “Sarvashura, similmente, enumerando le radici di merito del Sanghata dharma-paryaya per un centinaio di eoni o anche per migliaia di eoni, non sarà possibile vedere la fine del conto. Sarvashura, se ti stai chiedendo perché è così, chi proporre questo Sanghata dharma-paryaya anche per un solo istante, non si assume forse delle fatiche?.”

Egli rispose: “Beato, si assume delle fatiche.”

Il Beato affermò: “Sarvashura, colui che sarà in grado di proporre questo Sanghata dharma-paryaya, intraprenderà fatiche molto più grandi di quello. E’ come segue. Per fare un’analogia, pur contando le gocce dei cinque grandi fiumi che nascono dal lago Anavatapta, non è possibile pensarne la fine.”

Egli domandò: “Beato, quali sono i cinque grandi fiumi?”

Il Beato disse: “Essi sono: il Gange, il Sita, il Vakshu, lo Yamuna e il Chandrabhaga. Questi sono i cinque grandi fiumi che arrivano all’oceano. In ognuno dei cinque grandi fiumi confluiscono cinquecento fiumi. Sarvashura, anche questi cinquecento fiumi nascono dalla volta celeste con un migliaio di fiumi ciascuno e, per mezzo loro, gli esseri vengono saziati.”

Egli domandò, “Quali sono questi migliaia di affluenti?”

Il Beato proseguì: “Nel Sundari ne confluiscono migliaia, nel Shamkha migliaia, nel Vahanti migliaia, nel Chitrasena migliaia e nel Dharmavritta ne confluiscono migliaia. Ognuno di questi grandi fiumi possiede un migliaio di affluenti.

Essi liberano un torrente di pioggia sul pianeta terra. Sarvashura, ogni volta che vengono fatti scendere i torrenti di gocce di pioggia, ciò produce fiori, frutta e raccolti. Quando i torrenti di pioggia vengono lasciati andare sul pianeta Terra, nasce l’acqua. Poiché l’acqua è stata generata, campi e giardini vengono appagati e resi lieti. Sarvashura è come segue. Per fare un’analogia, il Signore degli Esseri rende felice tutto l’intero pianeta Terra. Allo stesso modo, Sarvashura, questo Sanghata dharma-paryaya viene proclamato sulla Terra per il beneficio di molti esseri e per la felicità di molti esseri. Come la durata di una vita degli dei del [cielo dei] Trentatré, così non è la vita degli umani. Sarvashura, se ti chiedessi chi sono gli dei del Trentatré, il luogo ove risiede il signore degli dei, Indra, quello è denominato ‘dei Trentatré’. Sarvashura, c’è anche coloro che si sono impegnati in una buona attitudine verbale ed è impossibile fare un’analogia della loro grande quantità di merito. Ci sono anche esseri senzienti che praticano una cattiva condotta verbale ed è impossibile fare un’analogia delle loro rinascite negli inferni degli esseri senzienti e come animali. Quegli esseri senzienti, che sperimenteranno la sofferenza dell’inferno degli esseri senzienti, degli animali e dei preta, non hanno avuto alcun rifugio; perduta ogni speranza, essi piangono e precipitano negli inferni degli esseri senzienti; dovrebbero essere visti sotto il potere di amici non-virtuosi. E quegli esseri senzienti che praticano una buona condotta verbale, di cui è impossibile fare un’analogia sulla grandezza del merito, dovrebbero essere visti sotto il potere di amici virtuosi. Quando si incontra un amico virtuoso, si incontra un tathagata. Quando si incontra un tathagata, tutte le malvagità personali vengono purificate. Quando il Signore degli Esseri provoca gioia sulla Terra, è impossibile fare un esempio della felicità degli esseri senzienti sulla Terra.

Sarvashura, similmente, anche questo Sanghata dharma paryaya svolge le funzioni di un buddha per gli esseri senzienti sulla Terra. Chiunque non avrà ascoltato il Sanghata dharma-paryaya, non sarà in grado di essere completamente illuminato nell’insuperabile, perfettamente realizzato risveglio. Non sarà in grado di avviare la ruota del Dharma. Sarà incapace di battere il gong del Dharma. Non sarà in grado di sedere sul trono del leone del Dharma. Sarà incapace di entrare nella sfera del nirvana. Non sarà in grado di illuminare con innumerevoli raggi di luce. Sarvashura, allo stesso modo, coloro i quali non ascoltano questo Sanghata dharma-paryaya non saranno altrettanto in grado di arrivare al cuore dell’illuminazione.”

Sarvashura domandò: “Beato, posso chiedere di una certa cosa stupenda? Andato nella Beatitudine, posso chiedere di una certa cosa stupenda?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, chiedi qualunquecosa desideri chiedere ed io chiarirò i tuoi dubbi.”

Egli disse: “ Chi è quel saggio per mezzo del quale gli esseri senzienti vengono liberati dal karma delle cinque azioni a retribuzione immediata e, in seguito, condotti, uno alla volta, allo stesso livello di ‘colui che non ritorna?”

Egli affermò:

La parola dei buddha è sottile.

Sarvashura, ascoltami.

Il Sanghata sutra, il Maestro,

si manifesta sotto forma di saggio.

Il Sanghata insegna, per amorevolezza,

persino attraverso i corpi dei buddha.

Quanti sono i granelli di sabbia che il Gange contiene,

così tante sono le forme con cui esso insegna.

Insegna con la forma di un Buddha.

Insegna l’esatta essenza del Dharma.

Chi desidera vedere un buddha,

Sanghata è l’equivalente di un buddha.

Dovunque è il Sanghata,

sempre vi è il Buddha.

Il Beato parlò ancora: “Figlio del lignaggio,ascolta. Sarvashura, molto tempo fa, 99 incalcolabili eoni fa, apparvero 12 milioni di buddha. Là si manifestò il tathagata chiamato Ratnottama e io, dopo essere diventato il principale benefattore, venerai quei 12 milioni di buddha chiamati Chandra. Ne ebbi cura offrendo loro cibo, bevande, profumi, ghirlande, unguenti, qualsiasi cosa facesse loro piacere, pasti di buona qualità e ogni cosa necessaria al loro benessere. Essendomi occupato di loro in questo modo, ricordo di aver ascoltato, in quel luogo, una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.

Sarvashura, ricordo che apparvero 18 milioni di buddha chiamati Ratnavabhasa e io, essendo diventato, anche quella volta, il principale benefattore, venerai 18 milioni di Tathagata chiamati Garbhasena con ghirlande, unguenti, ornamenti ed abbigliamento decorativo, come era adatto a ciascuno e, avendo così fatto, ascoltai in quel luogo una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.

Sarvashura, ricordo 20 milioni di Buddha ed ognuno di questi era chiamato Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato Shikhisambhava.

Sarvashura, ricordo 20 milioni di Buddha e ognuno di quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati era chiamato Kashyapa. Anche quella volta, essendo diventato un principale benefattore, resi omaggio ai tathagata con profumi, ghirlande e unguenti, e poi offrii loro un servizio reverenziale proprio come deve essere offerto ai tathagata. E anche in quel luogo ottenni una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.

Sarvashura, là apparvero 16 milioni di buddha , chiamati Buddha Vimalaprabhasa ed io, a quel tempo, ero un ricco capofamiglia di grandi ricchezze e possedimenti. Essendo diventato un benefattore regalando tutti i miei beni, offrii loro un servizio reverenziale, con offerte di drappi coprisedile, indumenti, profumi, ghirlande, unguenti e mantelli, proprio come dovrebbe essere offerta assistenza reverenziale ai tathagata. E, proprio allora, ottenni una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione.

Io ricordo anche questo, ma il momento e le condizioni della predizione non erano ancora sopraggiunte.

Sarvashura, ascolta. 95 milioni di Buddha si presentarono al mondo e ognuno di quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati fu chiamato Shakyamuni. A quel tempo ero un sovrano virtuoso e venerai quei 95 milioni di tathagata, chiamati Shakyamuni, con essenze, ghirlande, unguenti, preziosi coprisedili, indumenti, incenso, insegne e bandierine. E, proprio allora, ottenni una predizione di ineguagliabile, perfettamente realizzata illuminazione. Questo io ricordo.

Sarvashura, là si presentarono al mondo 90 milioni di Tathagata, Arhat, Buddha perfettamente realizzati chiamati Krakutsanda ed io, a quel tempo, ero un giovane e ricco bramino di grande opulenza e possedimenti. Essendo diventato un benefattore, avendo donato i miei effetti personali, venerai tutti quei tathagata con essenze, ghirlande, unguenti, coprisedili preziosi, indumenti e, avendo offerto assistenza reverenziale ai Tathagata, appropriata a ciascuno di loro, ricevetti, anche quella volta, una previsione di ineguagliabile, perfettamente realizzata illuminazione. Anche questo io ricordo. Ma io non avevo ancora raggiunto momento e circostanze della previsione.

Sarvashura, là si presentarono al mondo 18 milioni di buddha e a ciascuno dei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati fu dato il nome di Kanakamuni. A quel tempo, essendo io diventato un principale benefattore, venerai tutti quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati con profumi, ghirlande, unguenti, coprisedili preziosi ed ornamenti. Così come deve essere offerto servizio ai Tathagata, offrii loro servizio. E. anche quella volta, ricordo di aver ricevuto una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Ma il momento e le circostanze della predizione non erano sopraggiunte.

Sarvashura, là 13 milioni di Buddha apparvero al mondo e a ciascuno di quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati fu dato il nome di Avabhasashri. Io venerai quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati con coprisedili preziosi, abiti, profumi, ghirlande, unguenti, mantelli ed ornamenti. Proprio come deve essere offerto servizio reverenziale ai tathagata, così io offrii loro servizio reverenziale e poiché quei tathagata avevano dato anche numerose introduzioni al Dharma per dimostrarne i valore e la disciplina, proprio anche quella volta io ottenni una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Questo io ricordo, ma, anche allora, il momento e le condizioni per la predizione non erano sopraggiunte.

Sarvashura, là vennero nel mondo 25 milioni di tathagata arhat buddha perfettamente realizzati, chiamati Pushya. A quel tempo, ero un rinunciante e venerai quei tathagata. Come Ananda, oggi, mi offre servizio, allo stesso modo io offrii servizio a quei tathagata. E là ottenni una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Questo io ricordo, ma, anche allora, il momento e le condizioni per la predizione non erano sopraggiunte.

Sarvashura, in quel luogo, apparvero al mondo 12 milioni di tathagata arhat buddha perfettamente realizzati chiamati Vipashyin. Io venerai quei tathagata arhat buddha perfettamente realizzati con drappi coprisedili, abiti, profumi, ghirlande ed unguenti. Proprio come dovrebbe essere offerto servizio ai tathagata, così io offrii loro servizio. A quel tempo, essendo diventato un rinunciante, proprio allora io ricordo di aver ricevuto una predizione di insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Poco tempo dopo, io fui consapevole che l’ultimo Vipashyin, nell’apparire, aveva spiegato questo Sanghata dharma-paryaya, e, allora, in quel momento, una pioggia di sette gioielli preziosi si era riversata sulla Terra. Allora gli esseri senzienti della Terra, erano stati privati della povertà ed io, proprio allora, ottenni la predizione di una insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione. Dopodiché, per un lungo periodo, non ricevetti alcuna predizione.”

Egli domandò: “Quale fu il momento? Quale fu la circostanza?”

Il Beato parlò: “Sarvashura, ascolta. Innumerevoli eoni dopo, il tathagata arhat buddha perfettamente realizzato Dipamkara comparve nel mondo ed io, a quel tempo, ero un giovane bramino, chiamato Megha. Nel momento in cui il Tathagata Dipamkara si manifestò al mondo, stavo praticando la castità sotto l’aspetto di un ragazzo bramino. Poi, avendo incontrato il Tathagata Dipamkara, sparsi sette fiori di utpala e li dedicai alla insuperabile, perfetta e completa realizzazione. E quel Tathagata mi predisse: ‘Giovane bramino, in futuro, tra innumerevoli eoni, in questo mondo, diventerai un tathagata arhat buddha perfettamente realizzato chiamato Shakyamuni.’

Sarvashura, successivamente, mi misi a sedere al centro di uno spazio, ad una altezza di 12 alberi di borasso e raggiunsi lo stato della pazienza imperturbabile in riferimento ai fenomeni non-funzionali. Come se fosse ieri o oggi, ricordai precisamente tutte quelle radici di merito da quando avevo praticato la castità per innumerevoli eoni ed ottennuto le perfezioni. Benché, in seguito, Sarvashura, avessi condotto, singolarmente, innumerevoli centinaia di migliaia di milioni di miliardi di esseri senzienti verso il Dharma virtuoso, Sarvashura, essendomi, ora risvegliato direttamente, completamente nell’insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione, che bisogno c’è di dire che voglio il beneficio di tutti gli esseri senzienti? Sarvashura, io insegno il Dharma agli esseri senzienti sotto molti aspetti. Qualunque sia la forma di quelli da conquistare, io insegno il Dharma con la stessa forma. Nel mondo degli dei, insegno il Dharma con sembianza di un dio. Nella terra dei naga, insegno il Dharma con sembianza di un naga. Nella terra degli yaksha, insegno il Dharma con sembianza di uno yaksha. Nella terra dei preta, insegno il Dharma con sembianza di un preta. Nel mondo degli umani, insegno il Dharma con sembianza di un umano. A quegli esseri senzienti che devono essere conquistati da un buddha, insegno il Dharma con sembianza di un buddha. A quegli esseri senzienti, che devono essere conquistati da un bodhisattva, insegno il Dharma con sembianza di un bodhisattva. Qualunque sia l’aspetto degli esseri senzienti da conquistare, insegno il Dharma esattamente sotto quella forma. Sarvashura, così insegno il Dharma agli esseri senzienti sotto molti aspetti.

Se ci si chiedesse qual è la ragione, Sarvashura, precisamente come gli esseri umani ascoltano il Dharma sotto molti aspetti, allo stesso modo quegli esseri senzienti sinceri creeranno radici di virtù in molti aspetti – si impegneranno in azioni generose, creeranno merito, rinunceranno persino al sonno per il proprio, mediteranno anche ricordando la morte – attueranno tutti i karma virtuosi che, come questi, devono essere compiuti. A causa dell’aver ascoltato il Dharma, essi ricorderanno le precedenti radici di virtù. E ciò sarà per uno scopo a lungo termine: il bene e la felicità di dei e umani.

Sarvashura, poiché è così, non appena il Sanghata dharma-paryaya viene udito, le buone qualità ed i benefici diventano, in tal modo, incommensurabili.

In seguito, quegli esseri senzienti diranno l’uno all’altro quanto segue: ‘Da ciò che è stato fatto e accumulato, ci deve pur essere qualche altro effetto maturante del Dharma virtuoso per il diretto e completo risveglio nell’insuperabile, perfettamente realizzata illuminazione e per la volontà di beneficiare tutti gli esseri senzienti. ‘Chiunque, dopo aver avuto fiducia nel Dharma, affermi quanto segue ‘Vi è un Dharma perfettamente in accordo con le cose così come esse sono’, il gran risultato maturante della loro felicità sarà l’insuperabile felicità del Dharma.

Quegli esseri senzienti, ignoranti e insensati, che affermano quanto segue ‘Non vi è nessun dharma, non esiste neppure l’andare al di là dei dharma’ , il loro grande risultato maturante sarà di andare nei reami inferiori. Si dirigeranno ripetutamente verso la terra dei reami inferiori. Per otto eoni proveranno le sofferenze degli inferni degli esseri senzienti. Per dodici eoni sperimenteranno le sofferenze nella terra dei preta. Per sedici eoni nasceranno tra gli asura. Per 9.000 eoni nasceranno tra gli spiriti infernali e gli spiritelli maligni. Per 14.000 eoni saranno privi di lingua. Per 16.000 eoni il loro momento di morte avverrà nel ventre materno. Per 12.000 eoni diventeranno tonde palle di carne. Per 11.000 eoni nasceranno ciechi e proveranno sensazioni dolorose i genitori penseranno: ‘Abbiamo sofferto inutilmente. La nascita di nostro figlio è stata priva di senso. E’ stato privo di senso averlo portato nel ventre per nove mesi’. Essi sperimenteranno sensazioni di caldo e freddo. Inoltre, proveranno intensamente la sofferenza della fame e della sete. Anche in questa vita soffriranno molto. Persino quando i genitori vedranno il figlio nella loro dimora, non ci sarà gioia e le speranze dei genitori saranno annientate

Sarvashura, in tal modo gli esseri senzienti che abbandonano il sacro Dharma prendono la direzione dell’inferno e delle rinascite animali.

[QUI INIZIA LA TRADUZIONE DAL SANSCRITO]

Al momento della loro morte, saranno afflitti dai grandi strali del dolore. Sarvashura, coloro che pronunciano parole come queste: ‘Qui è il Dharma. Qui c’è un profondo esperto del Dharma’, per questa radice di virtù nasceranno per venti eoni tra gli Uttarakuru. Essi rinasceranno nella comunità dei deva di Trayastrimsha per 25.000 eoni. Esaurendo il karma di Trayastrimhsa, nasceranno di nuovo tra gli Uttarakuru. Non rinasceranno nel ventre di una madre. Essi vedranno 100.000 mondi. Avendo avuto la visione di tutti i terreni di Buddha chiamati Sukavati ed essendosi stabiliti in essi, realizzeranno la completa illuminazione proprio in quel luogo.

Sarvashura, tale è davvero la grande efficacia di questo Sanghata dharma-paryaya. Coloro che ripongono fede in esso in nessun modo moriranno per intervento della sventura. Essi saranno dotati di pura moralità.

Sarvashura, vi sono esseri che dicono così: ‘Il Tathagata libera molti esseri, giorno e notte. Nonostante ciò, il mondo degli esseri non si spopola. Molti di essi si determinano per l’illuminazione. Molti sono rinati nel mondo celestiale. Molti hanno raggiunto la felicità. Allora, per quale motivo accade che gli esseri non diminuiscono?”

Fu allora che i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi e i non credenti ebbero un pensiero del genere: “Dobbiamo andare, dobbiamo argomentare con l’asceta Gautama”

Perciò novantaquattro settari, erranti, mendicanti religiosi, bramini, e molte centinaia di non credenti si diressero là dove sorge la grande città di Rajagriha. Proprio allora, in quello stesso momento, il Beato mostrò un sorriso.

Allora il bodhisattva mahasattva Maitreya, alzatosi dal suo seggio, ponendo su una spalla la veste superiore, poggiando a terra il ginocchio destro e rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, parlò così al Beato: “Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui hai mostrato un sorriso? Non senza causa, non senza motivo, i tathagata arhat buddha perfettamente realizzati mostrano un sorriso.”

Il Beato disse:”Ascolta, figlio del lignaggio. Oggi, in questa grande città di Rajagria, si terrà una grande assemblea”.

Egli chiese: “Beato, chi arriverà qui? Deva, naga, yaksha, esseri umani, esseri non-umani?”

Il Beato rispose: “Maitreya, tutti quanti – deva, naga, yaksha, esseri umani ed esseri non-umani – oggi stanno arrivando qui. E giungeranno qui anche 84.000 bramini; 90.000 milioni di settari, asceti erranti, mendicanti religiosi e non-credenti. Essi dibatteranno con me. Insegnerò il Dharma per placare tutte le loro dispute. Tutti quei bramini svilupperanno il pensiero della suprema illuminazione perfettamente realizzata. 9.000.000 di milioni di settari, asceti erranti, mendicanti religiosi e non credenti otterranno il frutto di ‘colui che è entrato nella corrente’. E giungeranno anche 18.000 milioni di re naga, essi ascolteranno il Dharma da me e, avendolo ascoltato, genereranno tutti quanti i pensieri della suprema illuminazione perfettamente realizzata. Verranno 60.000 milioni di figli di deità delle pure dimore. Mara, il maligno, verrà con il suo seguito di 32.000 milioni di seguaci. Verranno 12.000 milioni di asura. In numero di 500, verranno i re con il loro seguito per ascoltare il Dharma. Avendo ascoltato il Dharma da me, tutti quanti genereranno il pensiero dell’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata.”

Allora il bodhisattva mahasattva Maitreya, dopo aver reso omaggio toccando con il capo i piedi del Beato e dopo aver circoambulato il Beato, sparì proprio in quel luogo.

Fu allora che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, alzatosi dal suo seggio, ponendo su una spalla la veste superiore, poggiando a terra il ginocchio destro e rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, disse così al Beato. “Beato, quali sono i nomi dei re in numero di 500? “

Il Beato rispose: “Ascolta, Sarvashura. C’è il re chiamato Nanda, il re chiamato Sunanda, il re chiamato Upananda, il re chiamato Jinarsabha, il re chiamato Brahmasena, il re chiamato Nandasena, il re chiamato Brahmagosha, il re chiamato Sudarshana, il re chiamato Jayasena, il re chiamato Bimbisara, il re chiamato Prasenajit e il re chiamato Virudhaka. Così, preceduti da loro, vi sono i re in numero di 500.Ogni re è accompagnato da 2.000.000 di milioni di seguaci. Tutti quanti sono diretti verso l’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata, eccetto il re Virudhaka. 30.000 milioni di bodhisattva stanno giungendo dalla direzione est. 80.000 milioni di bodhisattva stanno giungendo dalla direzione nord. Dal nadir stanno giungendo 90.000 milioni di bodhisattva. Dallo zenit stanno giungendo 100.000 milioni di bodhisattva. Tutti quanti sono stabiliti nei dieci stadi.”

E allora tutti quei bodhisattva si radunarono là, dove sorgeva la grande città di Rajagriha, dove sorgeva il Picco dell’Avvoltoio e dove si trovava il Beato, per poter vedere il Beato. E tutti quei bodhisattva si dichiararono per l’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata.

Al che il Beato si rivolse al bodhisattva mahasattva Sarvashura. “Vai, Sarvashura. Parla in questo modo ai bodhisattva di tutti i mondi nelle dieci direzioni: ‘Oggi il Tathagata insegna il Dharma nella grande città di Rajagriha. Quindi, voi tutti che dimorate nei mondi nelle dieci direzioni, rendete omaggio a mani giunte’. Annuncialo solo brevemente e torna di nuovo ad ascoltare il Dharma.”

Al che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, essendosi alzato dal suo seggio e avendo reso omaggio toccando con il capo i piedi del Beato, dopo aver circoambulato il Beato, sparì per potere prodigioso.

E allora il bodhisattva mahasattva Sarvashura, essendosi recato nei mondi delle dieci direzioni, annunziò ai bodhisattva. “Amici, oggi il tathagata Shakyamuni, l’arhat, il buddha perfettamente realizzato, insegna il Dharma per gli esseri nella grande città di Rajagriha, nel mondo Saha. Perciò esprimete tutti la vostra approvazione. Proprio oggi vi sarà un gran beneficio per voi tutti, per il vostro benessere e la vostra felicità.”

Quindi il bodhisattva mahasattva Sarvashura, dopo essersi recato nei mondi delle dieci direzioni, dopo aver venerato rispettosamente tutti i buddha ed essersi rivolto a tutti i bodhisattva, così come un uomo robusto schiocca le dita, in quel lasso di tempo, essendo tornato là, dove sorge la grande città di Rajagria e dove si trovava il Beato, si fermò di fronte al Beato. Tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi, i non credenti e i bramini si erano radunati in quel luogo. Molti deva, naga, esseri umani ed esseri non-umani e i re in numero di 500 erano lì radunati con i loro seguaci. Anche 33.000 milioni di mara, i maligni, erano lì radunati con i loro seguaci. Ora, proprio allora, in quel momento, la grande città di Rajagriha tremò.

Allora una polvere celestiale di legno di sandalo piovve giù nei mondi delle dieci direzioni, e cadde anche una pioggia di fiori celestiali che formarono un baldacchino nello spazio sopra il capo del Beato. Nello stesso tempo, Indra, il capo dei deva, scagliò un fulmine di fronte al Tathagata.

Allora, in quel momento, quattro violentissimi venti soffiarono dalle quattro direzioni e spazzarono via tutta l’immondizia, la polvere e la sabbia che si trovava nella grande città di Rajagriha. Nei mondi delle dieci direzioni cadde un’acqua profumata. Fiori di utpala, loti, kumunda e pundarika piovvero nei mondi delle dieci direzioni, e questi fiori si fermarono sopra il capo di quegli esseri come fiori-ombrello e nel cielo formarono 84.000 baldacchini sul capo del Tathagata. In questi 84.000 baldacchini di fiori furono allestiti 84.000 seggi, che apparvero formati da sette tipi di gioielli. In ogni seggio sedeva un Tathagata che insegnava il Dharma. Allora questo gran migliaio di tre migliaia di sistema di mondi tremò in sei modi.

Al che il bodhisattva mahasattva Sarvashura, rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, così disse al Beato: “ Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui si vedono simili prodigi nella grande città di Rajagriha?”

Il Beato rispose: “È come se un certo uomo fosse volubile, irresoluto, arrogante ed egoista e fosse anche molto povero. Quell’uomo, dunque, essendosi spinto nel suo orgoglio fino ad arrivare al portone reale, pensando che il re avrebbe unto il suo capo, pretende di entrare di forza nel palazzo. I ministri del re e i loro attendenti, quindi, cercano di bloccare quest’uomo e di picchiarlo in vari modi. Proprio allora, in quel momento, il re vuol essere informato del perché quel pover’uomo desideri entrare di forza. Ascoltando, gli viene in mente questo pensiero: ‘Quest’uomo vuole comunque uccidermi’. Perciò il re si rivolge incollerito ai suoi attendenti dicendo così:’Signori, andate, portate quell’uomo in un crepaccio sulla montagna e uccidetelo. Annientate tutte le persone che dipendono da lui: genitori, figli, figlie, domestiche, domestici e braccianti’. E così tutti quanti vengono uccisi. Tutto il gruppo dei suoi famigliari e parenti viene afflitto dagli strali del dolore estremo. Allo stesso modo, Sarvashura, il Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato insegna il Dharma agli esseri.

Perciò, proprio come quella persona arrogante, così le comuni persone ordinarie, avendo colto un segno nella forma, nel colore, nel sesso e nella figura del Tathagata, pensano: ‘Questo è il corpo del Tathagata’. Quindi, avendo udito molti insegnamenti di Dharma, cadono nell’arroganza. Dicono varie cose insensate. Sopraffatti dall’interesse per se stessi e dall’egoismo, non ascoltano essi stessi il Dharma e nemmeno lo insegnano. Se qualcuno spiega un sutra, una stanza o un solo esempio di esso, non lo colgono né si concentrano, ma piuttosto dicono: ‘Lo sappiamo già da soli’. Qual è la ragione di comportarsi così? È per questa arroganza che si sono infatuati della loro stessa erudizione. Anche coloro che si associano alle comuni persone ordinarie, e non ascoltano i discorsi connessi al Dharma, saranno infatuati di quella erudizione. Uomini simili diffondono i propri poemi, diffondono le proprie composizioni letterarie e le prefazioni. Sono causa di sventura per tutto il mondo e per se stessi. Essi si nutrono vanamente delle molte elemosine pubbliche, ma dopo aver mangiato non digeriranno in modo adeguato.

Al momento della morte, si spaventeranno enormemente. A questi esseri verrà chiesto: ‘Molte persone sono state trascinate da te in questa conoscenza di arti. Come mai adesso sei incapace di tirarti su?’ E quello risponderà loro: ‘Amici, adesso non mi è possibile tirarmi su“. E così quegli esseri si lamenteranno in vari modi. Cosi, come molti gruppi di parenti, proprio a motivo di quella sola persona, nonostante fossero innocenti furono privati della propria vita come risultato del loro stesso karma, in modo analogo questi esseri, dopo essersi commiserati al momento della propria morte, contempleranno se stessi scaraventati negli inferni e negli uteri animali, a causa di essersi associati ad amici non virtuosi.

Così dico a voi, bramini, settari, asceti erranti, mendicanti religiosi e non credenti: non siate incauti. Come un uccello senza ali è incapace di volare in cielo per raggiungere il mondo degli dei, così per voi che dimorate nell’interesse per voi stessi e nell’egoismo non sarà possibile ottenere il nirvana. Un simile potere prodigioso non si trova in voi. Qual è il motivo di ciò? A motivo del karma, siete come coloro che nascono nel ventre di una gallina: ben presto questo vostro corpo, la cui natura è disgregazione, finirà con la morte. Al momento della morte vi sarà disperazione e tormento: ‘Perché abbiamo sostenuto questo corpo, noi che non possiamo godere della felicità dei deva né della felicità del mondo umano? E non potremo dimorare neppure nel luogo del nirvana. Questo nostro corpo è stato sostenuto vanamente. Quale sarà la nostra rinascita? Chi ci proteggerà? Dove avverrà la nostra nascita e la nostra morte?’ “

Poi il Beato si rivolse a quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi e bramini: ‘Amici, non perdete la speranza di un Jambudvipa fatto dei sette tipi di gioielli. Non escludetevi dal gioiello del Dharma. Amici, esponete al Tathagata ogni vostro dubbio ed esaudirò tutte le vostre richieste.“

Al che quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi, non-credenti e bramini, dopo essersi alzati dai loro seggi, coprendo una spalla con il loro mantello e congiungendo le mani, chiesero al Beato: “Il Beato libera molti esseri dal samsara, giorno e notte. Ma non si riscontra né una diminuzione né una pienezza del mondo degli esseri. Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui gli esseri, pur restando dello stesso numero, mostrano originazione e cessazione?”

A quel punto il Beato si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajysena: “I settari sono dotati di una grande corazza spirituale. Sollevano un vasto numero di domande per dissolvere grandi perturbazioni della mente, per accendere le grandi torce del Dharma.

In un tempo successivo, in verità, non ci sarà nessun essere, giovane o vecchio, che causi originazione e cessazione. Bhaishajysena, in verità, vi sono esseri giovani e vecchi che non sanno nulla.

Bhaishajysena, è come se un uomo lavasse il proprio capo, indossasse nuovi abiti, uscisse di casa. La gente si rivolge a quest’uomo dicendo: ‘I tuoi nuovi indumenti sono logori’. E poi ci fosse un altro uomo che lavasse il proprio capo e indossasse vecchi indumenti. Quegli indumenti sono larghi e non belli. Quest’uomo si è lavato bene il capo, ma i suoi indumenti non sono belli. In modo analogo, Bhaishajysena, vi sono vecchi che non abbelliscono Jambudvipa. I giovani, tuttavia, mostrano originazione e cessazione.“

Al che tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi, i non credenti e i bramini, dopo essersi alzati dai loro seggi, chiesero al Beato: “Beato, chi di noi è vecchio e chi è giovane? “

Il Beato rispose: ‘Vecchi sono coloro che, tra di voi, avendo conosciuto ripetutamente le penose esperienze degli inferni degli animali e dei preta, ancor’oggi non ne hanno abbastanza.”

Allora tutti i settari, gli asceti mendicanti, i non-credenti, i bramini e tutti i re naga dissero così al Beato: “Beato, non possiamo sopportare più a lungo le sofferenze del samsara.“

E quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi, non-credenti e bramini aggiunsero: “Non esistono giovani che possano realizzare direttamente la natura delle cose.“

Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajysena disse così al Beato: “Venerabile Beato, guarda fino a che punto questi esseri fanno fatica a diventare attivamente interessati.“

Il Beato rispose:”Ascolta, Bhaishajysena. Adesso il Tathagata farà comprendere all’intero mondo.“

Quindi 94.000 milioni di nuovi esseri, dopo essersi fermati in piedi di fronte al Tathagata, non salutarono, né parlarono, né interloquirono con il Tathagata, ma rimasero in silenzio.

Allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajysena così disse al Beato: “Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui questi esseri non parlano, né interloquiscono, né salutano, né domandano al Beato?“

Il Beato rispose: “Ascolta, Bhaishajysena. Osserva questi novizi che dicono: ‘I novizi non sono in grado di realizzare la condizione normale’“

E quegli esseri dissero così: “Venerabile Beato, siamo novizi. Venerabile Andato nella Beatitudine, noi siamo novizi.“

Il Beato disse: “Signori, realizzate adeguatamente il mondo di questi esseri e mostrate la vastità del mondo con il vostro corpo.“

Allora, proprio allora, in quel momento, i 94.000 milioni di novizi, essendo saliti dritti nel cielo, dopo la dissoluzione del corpo conquistarono i dieci stadi.

Al che il bodhisattva, il mahasattva Bhaishajysena disse così al Beato: “Beato, questi esseri che si sono impegnati, hanno ben conquistato la loro conquista della cessazione e dell’esaurimento del samsara. Beato, in questo stesso giorno questi esseri sono nati. Beato, in questo stesso giorno questi esseri sono stati liberati. Essi appaiono tutti quanti stabiliti nei dieci stadi.”

Al che, da parte loro, tutti i settari, gli asceti erranti, i mendicanti religiosi, i non-credenti e i bramini, i re naga e Mara il maligno, con i suoi seguaci, si erano avvicinati per creare confusione. Ma tutti quanti dissero così al Beato:

Beato, ci eravamo avvicinati al Beato per creare confusione ma, Beato, avendo ascoltato questo dharma-paryaya, ci siamo sentiti ispirati con fede sia nel Buddha e sia nel Dharma. Beato, ognuno di noi, di conseguenza, desidera conquistare la stessa condizione di felicità buddhica del Beato. Desideriamo diventare come i tathagata arhat buddha perfettamente realizzati nel mondo.“

Il Beato disse: “È così, bravi signori, è proprio così. Poiché vi siete avvicinati al Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato e avete generato i pensieri di una insuperabile illuminazione perfettamente realizzata dopo aver ascoltato il Sangatasutra-dharma-paryaya, grazie a questa radice di virtù, bravi signori, vi risveglierete presto nell’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata.”

Allora, non appena il Beato ebbe pronunciato queste parole, proprio nello stesso momento, tutti quei settari, asceti erranti, mendicanti religiosi, non-credenti e bramini ottennero lo stato della pazienza imperturbabile riguardo ai fenomeni non funzionali, e tutti quanti diventarono bodhisattva stabiliti nei dieci stadi. E tutti quei bodhisattva, essendo saliti nello spazio, a un’altezza di sette alberi di palma dal suolo, offrirono sette baldacchini di gioielli al Tathagata. E tutti quanti compirono atti di trasformazione, controllo e poteri prodigiosi. Poi, essendosi radunati in piedi nello spazio sopra il capo del Beato, lanciarono molti fiori al Beato. Essi contemplarono i tathagata. Essi generarono la nozione di un buddha nel loro stesso corpo. Anche 100.000 milioni di miliardi di devaputra cosparsero di fiori il Beato.

Essi pronunciarono queste parole: “L’asceta Gautama ha una grande conquista. Egli è un vasto terreno. È un salvatore del mondo. È giunto a ottenere il potere del samadhi, ha conoscenza, possiede il discernimento, è colui che libera tali esseri dal samsara, gradualmente, attraverso l’abilità nei metodi. Grazie a questo unico benparlante, molti esseri sono liberati dal samsara.”

Allora il bodhisattva, il mahasattva Bhaishajyasena, dopo essersi alzato dal suo seggio, ponendo su una spalla la veste superiore, poggiando a terra il ginocchio destro e rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, parlò così al Beato: “Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui questi devaputra dicono simili parole, manifestano molti atti prodigiosi e tramite tanti elogi di virtù lodano sinceramente il Tathagata?“

Il Beato disse: “Ascolta, figlio del lignaggio. Essi non lodano me, essi lodano il proprio corpo. Essi poseranno il proprio corpo sul trono del Dharma, essi stabiliranno il proprio corpo sul seggio superiore del Dharma, essi irradieranno la luce del Dharma dai propri corpi, essi saranno abbracciati da tutti i buddha. Avendo completato la realizzazione dell’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata, essi insegneranno il Dharma.“

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così parlò al Beato: “Molti esseri, venerabile Beato, molti esseri, venerabile Andato nella Beatitudine, sono liberati giorno e notte. Nemmeno adesso vi è esaurimento di esseri.“

Il Beato disse: “Eccellente, eccellente, Bhaishajyasena, che tu pensi opportuno chiedere al Tathagata di questo argomento. Ascolta, Bhaishajyasena. È come se vi fosse un uomo opulento, proprietario di vaste ricchezze, proprietario di vasti beni, con abbondanza di possedimenti. Egli ha molto denaro e cereali, tesori e granai. Egli ha domestiche, domestici e braccianti. Possiede una vasta quantità di ricchezze. Egli possiede molti campi e giardini che abbondano di ogni bene, e granaglie come orzo, grano, riso, sesamo, fagioli e fagioli selvatici. Durante la stagione primaverile, quest’uomo controlla tutti questi beni e le granaglie. Poi, durante la stagione successiva, beni e granaglie maturano. Vedendo che tutto è completamente maturo, dopo aver mietuto la messe, la porta in casa. Quest’uomo, nella sua abitazione, immagazzina separatamente i chicchi delle granaglie, e avendoli immagazzinati, sono suoi. Durante la stagione primaverile, quell’uomo controlla ancora quei chicchi. In modo analogo, Bhaishajyasena, avendo compiuto azioni virtuose nel passato, questi esseri, dedicandosi ripetutamente al campo del merito, piantano le radici della virtù delle azioni compiute. Avendo piantato le radici della virtù, qui rendono effettiva la loro pratica virtuosa di questo buon Dharma. Avendo resa effettiva la pratica virtuosa, fanno sì che tutti i Dharma si accrescano. Avendo fatto sì che tutti i Dharma si accrescano, sviluppano felicità e delizia. Allora, a causa di questa mente di felicità e delizia, Bhaishajyasena, non periranno per molti mille milioni di eoni.

In modo analogo, Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale [per l’illuminazione] non sarà mai esposto a rovina. Egli conosce tutti i Dharma in forma condensata. “

Egli chiese: “Beato, quali sogni vede un bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale?“

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale vede molti cose paurose nei suoi sogni. Qual è il motivo? Quando le cose paurose vengono viste nei sogni, allora egli purifica tutte le azioni malvagie. Bhaishajyasena, per nessun essere malvagio è possibile evitare dure sofferenze, ma vedendo un sogno malvagio, egli non ha paura.“

Bhaishajyasena disse: “Beato, quali sono le cose paurose che vede un bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale?“

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, vede un fuoco divampante. Qui quel bodhisattva dovrebbe generare un pensiero come questo: ‘Ho bruciato tutti i desideri’. Poi, Bhaishajyasena, in secondo luogo vede acque turbinose e tempestose Qui, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale non dovrebbe avere paura. Per quale motivo? Bhaishajyasena, perché dal momento che il bodhisattva ha gettato via tutte le catene dell’illusione, tutte le malvagità sono state da lui distrutte. In terzo luogo, Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale vede un sogno spaventoso.“

Egli chiese: “Beato, di che cosa si tratta? “

Vede che la testa del proprio corpo viene decapitata. Qui, Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale non dovrebbe avere paura. Per quale motivo? Perché allora dovrebbe generare un pensiero come questo: ‘Passione, odio e illusione, le ho tagliate via. Ho sconfitto il samsara, con i suoi sei stati di esistenza“ Per lui, in effetti, non ci sarà nessuna sosta in un inferno, né nelle esistenze degli animali, dei preta, degli asura, dei naga e dei deva. Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale rinasce nelle terre pure di Buddha.

Bhaishajyasena, più un tempo successivo, in un periodo successivo, se una persona causerà la maturazione di un pensiero di bodhi, allora sarà aspramente rimproverata e si troverà in condizioni di umiliazione. In tal caso, Bhaishajyasena, il bodhisattva che ha formulato la determinazione iniziale non dovrebbe avere pensieri deprimenti né crogiolarvisi.

Bhaishajyasena, i Dharma che ho insegnato sono molti. Bhaishajyasena, mi sono impegnato in ardue pratiche, per molte centinaia di migliaia di innumerevoli eoni, non per il piacere di godere della sovranità, né per il piacere di godere di un modo di vivere, né per piacere di godere del potere. Mi sono impegnato in pratiche ardue, Bhaishajyasena, allo scopo di comprendere la natura della realtà. E non ho realizzato l’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata finché non ho udito questo dharma-paryaya.

Bhaishajyasena, nel preciso istante in cui ho udito questo Sanghata dharma-paryaya, proprio in quel giorno mi sono risvegliato nell’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata. Bhaishajyasena, questo dharma-paryaya è profondo. Bhaishajyasena udire questo dharma-paryaya è raro perfino in centinaia di migliaia di innumerevoli eoni.

La nascita di un Tathagata, Bhaishajyasena, è estremamente rara. Molto rari, Bhaishajyasena, sono coloro che ricordano a memoria questo dharma-paryaya. Tutti coloro che ascoltano questo dharma-paryaya realizzeranno l’insuperabile illuminazione perfettamente realizzata. Per 100.000 eoni, Bhaishajyasena, questi esseri sconfiggeranno il samsara. Essi acquisiranno il terreno puro di buddha. Essi realizzeranno anche il sentiero della cessazione. Essi saranno in grado di realizzare il supporto. Essi saranno in grado di realizzare le caratteristiche dell’abilità. Essi saranno in grado di realizzare le caratteristiche dell’abilità nella conoscenza intuitiva. Essi saranno in grado di realizzare la cessazione delle caratteristiche dell’abilità. Bhaishajyasena, quale significato è espresso dalla parola ‘cessazione’?“

Egli rispose: “Beato, è detto che il significato è ‘caratteristica del Dharma’“.

E il Beato chiese: “Bhaishajyasena, cos’è la ‘caratteristica del Dharma’?”

Egli rispose: “ Beato, è detto che il Dharma è ‘risolutezza’, ‘moralità’, e ‘posseduto da moralità’. Questo è chiamato il tesoro del Dharma. Beato, questo contiene il tesoro del Dharma.”

Il Beato disse, “Eccellente, eccellente, Bhaishajyasena, che tu abbia pensato opportuno interpellare il Tathagata su tale argomento.”

Allora egli disse: “ Beato, per quale motivo i Tathagata appaiono nel mondo?”

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, coloro che conoscono la norma del grande apprendimento riconoscono l’apparizione dei Tathagata. Avendo riconosciuto l’apparizione dei Tathagata, riconoscono tale apparizione quale luogo di felicità. E quando i Tathagata appaiono nel mondo, allora gli esseri conoscono tutti i Dharma; conoscono l’abilità dei mezzi; conoscono i Dharma mondani e sovramondani, e conoscono i tipi di sapienza mondani e sovramondani.”

Egli chiese: “Avendo conosciuto la sapienza, come comprendono il nirvana?”

Il Beato rispose, “Bhaishajyasena, conoscono il Dharma stesso. Avendo conosciuto il Dharma stesso, Bhaishajyasena, essi creano il vantaggio iniziale di coloro che conoscono la raccolta del Dharma. Appena colto che cosa è giusto (dharmico) ne trarranno beneficio. È come se, Bhaishajyasena, ci fosse un uomo, un mercante. Viaggiando per profitto, si accinge a partire con l’oro suo e di altri, un carico di 1.000 uomini. Mentre sta per mettersi in viaggio, i suoi genitori gli dicono: ‘Ascolta, figlio del lignaggio. Adesso hai preso il tuo oro e quello degli altri, un carico di 1.000 uomini. Perciò, devi custodire bene questo oro e nulla ne deve essere sprecato. Dopo averlo fatto fruttare bene, conserva l’oro in modo sicuro. Ciò porterà un grande guadagno per noi e vivremo felicemente.’ Quel figlio risponde ai genitori: ‘Farò così’. Avendo detto ciò e prendendo l’oro, parte. Poi il mercante, per negligenza, in meno di un mese perde e dissipa tutto l’oro. Allora quell’uomo, riflettendo intensamente, con un cuore trafitto dagli strali del dolore, non ha il coraggio di entrare nella propria casa per riluttanza e vergogna. I suoi genitori ricevono la notizia :’ vostro figlio ha dissipato tutto quell’oro.’ Udendo questo, essi perdono ogni speranza con i cuori trafitti dagli strali del dolore. Strappandosi gli abiti, lamentandosi e piangendo forte, così gemono:‘Un figlio malato è nato in questa casa come nostro figlio. Tutta la casa in effetti, è in rovina. Rendendoci indifesi, ha fatto di noi degli schiavi e dei braccianti.’ E allora i genitori, con i cuori colmi di pensieri angosciati, si consumano nella disperazione. Quando il figlio sente che i genitori si consumano nella disperazione, anch’egli si consuma nella disperazione.

In modo analogo, Bhaishajyasena, il Tathagata, da parte sua, insegna l’argomento.

Quegli esseri che non hanno fede nel mio messaggio, tagliati fuori dal grande gioiello del Dharma, si consumano nella disperazione, con i cuori trafitti dagli strali del dolore al momento della morte. Proprio come quei genitori, che a causa dell’oro, piangendo e lamentandosi disperati, con i cuori trafitti dagli strali del dolore, morirono con le loro menti colme di angoscia e afflitti dagli strali del dolore, a causa dell’oro proprio e degli altri, così piangeranno, Bhaishajysena, coloro che non hanno fede nel mio messaggio; essendo tormentati, essi soffriranno più tardi pene atroci al momento della loro morte.

Avendo goduto degli effetti delle buone azioni fatte in passato, non hanno compiuto ulteriori buone azioni una volta raggiunto un buon terreno. Allora, esaurito il loro merito ed essendo i loro cuori trafitti dagli strali del dolore, proprio allora, in quel momento, il figlio, avendo visto la propria nascita spaventosa e terrificante nell’inferno, nel ventre di animali e nel mondo degli Yama, gli accade di pensare così, al momento della morte: ‘Chi sarà un mio protettore, così che non debba vedere le regioni dell’inferno, degli animali, dei preta e del regno degli Yama e così che non vi debba soffrire pene terribili?’ Mentre egli parla in modo delirante e si avvicina al mondo successivo, i suoi genitori dicono: ‘Che cosa possiamo fare, caro figlio?’ E si rivolgono a lui anche in versi:

Ora, in verità, il dolore della malattia

la grande paura, non possono afferrarti.

Figlio, la morte non ti sovrasta.

La paura della morte è dei malati.

La liberazione da pericolo e terrore della malattia sarà tua.

Sii risoluto, o figlio!

Trionferai su tutto questo.’

E il figlio dice:

La mia coscienza è bloccata. Il mio corpo è molto dolorante.

Tutti i miei arti dolgono. Vedo la mia stessa morte.

I miei occhi non vedono, le mie orecchie non sentono.

Mai più riavrò l’udito. Il corpo non riesce a far fronte a niente.

I miei arti mi fanno soffrire come pezzi di legno inanimati.

Consolami, o madre, dicendomi ‘la tua morte non è ancora giunta’.

E la madre dice:

Figlio mio, non dire così, ti prego. Non mettermi in allarme.

Il tuo corpo è colpito dalla febbre, e tu vedi le cose distorte.’

E il figlio dice:

Non sento febbre nel mio corpo;

né malattia, né mi duole.

Vedo una morte spaventosa: il mio corpo è aggredito con violenza.

Io stesso vedo tutto il mio corpo tormentato da sofferenza.

In chi posso prendere rifugio? Chi sarà il mio salvatore?’

E i genitori dicono:

Figlio, l’ira del deva è contro di te.

Facendo un sacrificio al deva tutto andrà bene.’

Il figlio dice:

Fatelo voi.

Fatelo in modo tale che per me tutto vada bene.

Affrettatevi e rivolgetevi al sacerdote del tempio.”

Allora i suoi genitori, essendo andati al tempio, chiedono al sacerdote di offrire incenso ai deva. Dopo aver offerto l’incenso ai deva, il sacerdote del tempio dice le seguenti parole: “Il deva è in collera con voi. Dovete fargli un’offerta. Deve essere fatto un sacrificio. Deve essere uccisa una vittima e anche un uomo. E allora vostro figlio sarà liberato dalla febbre.” E in quel momento quei genitori pensano: “Che dobbiamo fare? Siamo poveri. Ma se il deva non viene soddisfatto, nostro figlio morirà , invece così ci sarà favorevole. Perciò, pur essendo molto poveri, porteremo una vittima e un uomo.” Poi corrono a casa e, dopo aver venduto tutto, tutti gli averi che erano nella casa, vanno a comprare una vittima. Poi vanno da un tale per chiedere così:‘Signore, dacci dell’oro, te lo chiediamo in prestito. Se tutto va bene saremo in grado di restituirlo il decimo giorno. Se non saremo in grado di restituirlo, noi due diventeremo tuoi schiavi, tuoi servitori.” E, preso l’oro, vanno a comprare una vittima e un uomo. Quindi la vittima e l’uomo sono entrambi acquistati da loro, ma l’uomo non sa che lo priveranno della vita. Poi quei genitori, esaltandosi, non rientrarono nella loro casa. Essendosi recati direttamente al tempio, si rivolgono così al sacerdote del tempio: ‘Adesso, fai subito questo sacrificio.’ E poi i genitori uccidono essi stessi la vittima e privano l’uomo della vita. Quindi il sacerdote del tempio accende l’offerta di grasso, iniziando il sacrificio. Allora il deva discende e dice: ‘Vostro figlio è stato accettato da me.’

Pieni di felicità e gioia, quei genitori dicono: “E’ meglio che nostro figlio viva, anche se noi saremo schiavi.’ E quei genitori, dopo aver venerato il deva, tornano a casa. Quando entrano, vedono che il loro figlio è morto. Infine quei genitori, afflitti e infelici, con i cuori trafitti dagli strali del dolore, si consumano nella disperazione proprio in quel luogo.

Questo, Bhaishajyasena, è esattamente il modo in cui dovrebbe essere compresa l’associazione con amici non virtuosi.”

Ed egli disse, “ Beato, desidererei fare una domanda. Andato nella Beatitudine, desidererei fare una domanda.”

Egli rispose: “Domanda, Bhaishajyasena.”

Ed egli chiese: “ Beato, dove sono nati quegli esseri? Quali sono stati i loro destini?”

Egli disse, “Basta, Bhaishajyasena. Perché mi poni questa domanda?”

Ed egli rispose, “Domando, Beato, domando, Andato nella Beatitudine.”

E il Beato disse, “Ecco, Bhaishajyasena, la madre è nata nel grande inferno Raurava. Il padre è nato nel grande inferno Samghata. Il figlio è nato nel grande inferno Tapana. Il sacerdote del tempio è nato nel grande inferno Grandi Tormenti.”

Egli disse, “ Beato, dove è nato quell’uomo innocente? Qual’è il suo destino?”

Il Beato rispose, “ Bhaishajyasena,devi sapere che la nascita dell’uomo innocente è avvenuta nella comunità dei deva Trayastrimsha.”

Ed egli disse: “ Beato, qual’è la causa, qual’è il motivo per cui quell’uomo è nato nella comunità dei deva Trayastrimsha?”

Il Beato rispose: “Ascolta, Bhaishajyasena. Al momento della sua morte, quando venne privato della vita, quell’uomo ripose la sua fede nel Tathagata e disse le seguenti parole: ‘Omaggio al Beato, al Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato.’ Disse questo una sola volta e grazie a questa radice del bene, Bhaishajyasena, potrà godere della felicità dei deva Trayastrimsha per 60 eoni. Egli diventerà un essere che può ricordare le vite passate per 80 eoni. Da una nascita all’altra, sarà libero da tutte le sofferenze. Appena nato, tutte le sue sofferenze saranno estinte. Sicuramente, tutti questi esseri non potranno estinguerle del tutto.”

Dopo che ciò fu detto, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena parlò al Beato come segue: “ Beato, perché non tutti gli esseri sono in grado di estinguerle?”

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, deve essere applicato il vigore.”

Egli disse: “ Beato, che cosa è l’applicazione del vigore?”

Il Beato disse, “Bhaishajyasena, ascolta. È detto che il vigore è la manifestazione dei frutti, vale a dire, il frutto di ‘colui che entrato nella corrente’ è uno stadio del vigore. Il frutto di ‘colui che ritorna una sola volta’ è uno stadio del vigore. Il frutto di ‘colui che non ritorna’ è uno stadio del vigore. Il frutto della condizione di arhat e la cessazione di un arhat sono uno stadio del vigore. Il frutto dello stato di pratyekabuddha con la conoscenza del frutto dello stato di pratyekabuddha è uno stadio del vigore. Anche il frutto dello stadio del bodhisattva, lo stadio della realizzazione, è uno stadio del vigore. Bhaishajyasena, tutti questi sono conosciuti come stadi del vigore.”

Egli disse: “ Beato, come potrebbero essere presentati ‘colui che entrato nella corrente’ e il frutto di ‘colui che è entrato nella corrente’?”

Il Beato disse: “Bhaishajyasena, è come se un tale avesse piantato un albero. Dall’albero appena piantato, nacque, quello stesso giorno, un germoglio. E, sempre lo stesso giorno in cui nacque il germoglio, quel germoglio si radica fino alla misura di un yojana. In modo simile, anche un secondo uomo piantò un albero. Ma quello stesso giorno, essendo strapazzato dal vento, da quell’albero non nacque alcun germoglio. E allora quell’uomo voleva sradicare l’albero. E l’altro uomo iniziò a discutere con lui e litigando, si insultarono e attaccarono. ‘Per quale motivo hai scavato nella mia proprietà?’

Proprio allora, in quel momento, il re sentì dire che ‘due uomini litigano tra di loro, si attaccono e discutono.’ E il re mandò un messaggero a quei due: ‘Vai e portami quei due uomini’. Quel messaggero, dopo aver risposto ‘così sia, Maestà’ ,essendo corso dai due uomini disse loro ‘il re vi convoca entrambi’. E allora uno dei due uomini si spaventò ed ebbe paura mentre l’altro non si spaventò e non ebbe paura. E, dopo essere stati condotti nel luogo in cui si trovava il re, furono condotti al suo cospetto. Quindi il re chiese loro: ‘Perché voi due, signori uomini, litigate, vi insultate e vi attaccate?’ Al che i due uomini, alzandosi, rispondono al re: ‘Ascolta Maestà. Noi non abbiamo una nostra terra. Su un appezzamento di terreno affittato fu piantato un albero. Lo stesso giorno in cui fu piantato, apparvero un germoglio, foglie, fiori e frutti, alcuni maturi altri acerbi. Lo stesso giorno, sullo stesso appezzamento di terreno, un altro albero è stato piantato da quest’altro uomo. Non ne nacque alcun germoglio, né nacquero foglie né fiori né frutti perché l’albero fu strapazzato dal vento. Grande re, le radici di quell’albero non scesero di un yojana. Ecco perché quest’uomo discute con me affermando:‘E’ colpa tua.’ Maestà, vi prego di controllare voi stesso e saprete la verità. Non ho colpa alcuna.’ Il re, dopo aver convocato i suoi trenta milioni di ministri e averli riuniti, chiese così,: ‘Vi esprimete?’ I ministri risposero: ‘Grande re, cosa dobbiamo dire?’ E il re disse: ‘Avete visto o sentito parlare di un germoglio che nasce lo stesso giorno in cui un albero è piantato e di foglie, fiori e frutti metà maturi e metà acerbi anch’essi nati lo stesso giorno? Su questo dovete esprimervi, voi signori.’ Al che quei ministri si alzarono in piedi e dissero al re ‘Grande re, non sta a noi prendere una decisione e non siamo in grado di prendere una decisione al riguardo. Si tratta di un prodigio, grande re. Quest’uomo deve essere interrogato più a lungo.’ Il re chiese ancora: ‘Parla, signor uomo, è vero quello che affermi?’ E quello rispose, ‘Grande re, tutto ciò è vero.’ Il re disse:

Non ho udito né visto niente. È duro credere a queste tue parole che, ‘in un giorno un albero fu piantato e lo stesso giorno germogliò’.

Ma tu dichiari che foglie, fiori e frutti sono stati prodotti quello stesso giorno.’

A mani giunte, l’uomo disse al re: ‘Vai, pianta tu stesso un albero e vedrai crescere un germoglio.”

Così il re uscì con i suoi 30 milioni di ministri e fece mettere in prigione i due uomini. Poi il re piantò egli stesso un albero. Ma l’albero non produsse germogli, né foglie, né fiori, né frutti. Allora il re disse, furioso: ‘Andate signori, portatemi subito delle asce usate per tagliare la legna.’ Appena gliele portano, con rabbia abbatté l’albero piantato da quell’uomo e sul quale erano apparsi foglie, fiori e frutti. E quando quel singolo albero fu abbattuto, apparvero dodici alberi. I dodici alberi vennero abbattuti e ne apparvero ventiquattro, con radici, foglie, frutti e germogli fatti di sette tipi di gioielli. Poi, da quei ventiquattro alberi, apparvero ventiquattro galli, con creste e becchi d’ oro e le ali fatte di sette tipi di gioielli. Allora il re, sopraffatto dalla collera prese l’ascia con le sue stesse mani e colpì un albero. Ma dove l’albero fu colpito, cominciò a scorrere del nettare. Allora il re, con mente agitata, ordinò: “Andate, liberate quei due uomini dalla prigionia.” Essi risposero “Così sia, Maestà” e si avviarono di corsa e, liberati i due uomini dalla prigione, li portarono dove si trovava l’albero. E il re domandò: “Perché l’albero che hai piantato, che era uno, quando è stato tagliato è ricresciuto, moltiplicandosi sino diventare ventiquattro mentre quell’albero piantato da me non ha prodotto né germogli, né foglie, né fiori né frutti?” E l’uomo rispose così: “Grande re, il tipo di merito che è in me in te non si riscontra.” Allori i trenta milioni di ministri, ponendo le ginocchia al suolo, dissero così a quell’uomo, “Dovresti essere tu a regnare. L’attuale re non è all’altezza.” E allora quell’uomo rispose a quei ministri in stanze:

La sovranità non mi serve, né mi serve grano o ricchezze.

La mia fede è riposta nei Buddha.

Possa io diventare il supremo degli esseri a due gambe.

Possa io andare nella sfera del nirvana, dove dimorano in pace i Tathagata.

Possa io insegnarvi il Dharma che porta alla città del nirvana.’

Poi, seduto a gambe incrociate, confessò: “Ho fatto del male in passato;

sono finito nella prigione del re. Ma avendo preso là una decisione

possano le mie azioni malvagie avere fine.”

E allora quei ventiquattro galli suonarono gli strumenti musicali con i loro becchi di diamante. E, proprio allora, in quel momento, apparvero 32.000 baldacchini e ognuno di essi si estendeva per 25 yojana. In ciascun baldacchino apparvero 25 galli con becchi d’ oro, creste d’ oro e teste d’ oro, che si espressero nel linguaggio degli umani:

Non è bene per te, grande re, che quell’albero sia stato da te abbattuto.

Ventiquattro alberi, di 100 milioni di alberi, sono vissuti prima di lui.

A causa di azioni malvagie, dovrai mangiare frutti indesiderabili.

Lo sai chi era la persona che ha piantato quell’albero?’

Il re rispose:

Io non so niente di questo. Spiegati meglio, grande asceta.

Che grande essere era colui che ha piantato l’albero?’

E gli uccelli risposero:

In verità egli è la lampada del mondo. egli sorgerà come guida

liberando tutti gli esseri dalle catene della nascita nel samsara’

Il re chiese:

Chi era l’altro uomo, il cui albero non crebbe?

Quali azioni malvagie aveva commesso? Spiegatemelo uccelli.”

E gli uccelli risposero:

Colui il cui albero non crebbe era l’insensato Devadatta.

Come avrebbe potuto crescere il suo albero, senza aver compiuto buone azioni?’

Allora, proprio allora, in quel momento, i trenta milioni di ministri, avendo udito questo dharma-paryaya, divennero tutti bodhisattva stabiliti nei dieci stadi e tutti in possesso di conoscenza intuitiva. E quel re, essendosi stabilito nei dieci stadi, ottenne una realizzazione del buon Dharma.“

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena chiese così al Beato, “ Beato, qual è la causa, qual è la ragione per cui questi trenta milioni di persone hanno raggiunto la conoscenza intuitiva e si sono stati stabiliti nei dieci stadi?”

Il Beato rispose: “Ascolta, Bhaishajyasena. Ora spiegherò.”

Poi, in quel momento, il Beato mostrò un sorriso. E in quel preciso istante in cui il Beato sorrise, 840.000 raggi di tanti e diversi colori, di molte centinaia di migliaia di colori quali blu, giallo, rosso, bianco, color robbia, cristallo e argento, uscirono dalla bocca del Beato. E quei raggi, dopo aver illuminato i mondi incalcolabili e illimitati, tornarono indietro, e dopo aver circoambulato tre volte il Beato svanirono nel capo del Beato. Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, dopo essersi alzato dal suo seggio, coprendo una spalla con il suo mantello, poggiando il ginocchio destro a terra e rendendo omaggio con le mani giunte lì, dove il Beato si trovava, disse così al Beato: “Beato, qual è la causa, qual è il motivo del tuo mostrare il sorriso? Non senza causa, non senza motivo, i tathagata arhat buddha perfettamente realizzati sorridono.”

Il Beato disse: “ Bhaishajyasena, vedi l’intera massa di persone che vengono da tutti i mondi delle quattro direzioni in mia presenza?”

Egli rispose: “No, Beato, non vedo.”

E il Beato disse: “Bhaishajyasena, osserva attentamente e nota la moltitudine.”

E allora, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, avendo osservato attentamente, vide apparire nella direzione est un albero, largo 7.000 yojana. E,da una parte, si era radunata una massa di 25.000 milioni di persone, ma esse non parlavano, né discorrevano, né comunicavano, né conversavano tra loro, né mangiavano, né si alzavano, né camminavano: attendevano in silenzio. Nella direzione sud apparve un altro albero, largo 7.000 yojana. Là si era radunata una massa di 25.000 milioni di persone. Ma non comunicavano, né discorrevano, né conversavano tra loro, né parlavano, né si alzavano, né camminavano: attendevano in silenzio. Nella direzione ovest apparve un albero, largo 7.000 yojana. Là era radunata una massa di 25.000 milioni di persone. Ma non discorrevano, né comunicavano, né conversavano tra loro, né chiacchieravano, né si alzavano né camminavano: attendevano in silenzio. Nella direzione nord apparve un altro albero, largo 7.000 yojana. Là si era radunata un massa di 25.000 milioni di persone. Ma non comunicavano, né discorrevano, né conversavano tra loro, né parlavano, né si alzavano, né camminavano: attendevano in silenzio. Allo zenit apparve un albero, largo 7.000 yojana. Là si era radunata una massa di 25.000 milioni di persone. Ma esse non comunicavano, né discorrevano, né conversavano tra loro, né parlavano, né si alzavano, né camminavano: attendevano in silenzio. Al nadir apparve un albero, largo 7.000 yojana e là era riunita una massa di 25.000 milioni. Ma esse non comunicavano, né discorrevano, né conversavano tra loro, né parlavano, né si alzavano, né camminavano: attendevano in silenzio.

E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse al Beato: “Desidererei chiedere al Beato, il Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato, se il Beato volesse dare l’opportunità di essere consultato per la soluzione di un quesito.”

Quando ciò fu detto, il Beato disse così al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Bhaishajyasena chiedimi qualsiasi cosa tu desideri. Appagherò i tuoi pensieri risolvendo ogni quesito che presenti.”

Quando ciò fu detto, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così chiese al Beato:“Beato, perché una tale massa di persone dai mondi delle quattro direzioni è venuta e si è fermata qui? Perché una tale massa di persone, in numero di 500 milioni, provenienti dallo spazio tra lo zenit ed il nadir direzioni è venuta e si è fermata qui? Essi non discorrono con il Beato, a lui non parlano, con lui non conversano, non rendono omaggio né si rivolgono al Beato. Non si alzano, né camminano: attendono in silenzio. Beato, qual è la causa, qual è il motivo?”

Il Beato rispose, “Bhaishajyasena, vai. Domanda tu stesso ai tathagata: ‘Da quale mondo provengono tali masse di persone?’”

Ed egli chiese: “Beato, con quale potere prodigioso devo andare? Con il potere prodigioso del Tathagata o con il potere prodigioso di me stesso?”

Il Beato disse: “Bhaishajyasena, vai per il potere prodigioso di te stesso e torna per il potere prodigioso del Tathagata.”

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, dopo aver circomambulato il Beato per tre volte, disparve proprio in quel luogo.

Ora, oltre 96 milioni di mondi da questo mondo, vi è un mondo chiamato Chandrapradipa. Lì risiede, esiste e vive il tathagata arhat buddha perfettamente realizzato di nome Chandravatikshetra. Egli stava insegnando il Dharma di fronte a. 80.000 milioni di bodhisattva mahasattva che lo attorniavano. E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena arrivò là, ove era il mondo di Chandrapradipa.

Quindi, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena si avvicinò là dove si trovava il Beato e, essendosi avvicinato, dopo aver reso omaggio toccando con il capo i piedi del Beato Chandravatikshetra, il tathagata arhat buddha perfettamente realizzato, stette di fronte a lui. Stando di fronte a lui, dopo aver reso omaggio a mani giunte in direzione del Beato, si rivolse così al Beato: “Beato, ho attraversato 96.000 milioni di mondi per venire dall terreno di buddha del beato tathagata Shakyamuni, nel mondo Saha. Beato, in nessun altro luogo ho visto tanti esseri come laggiù. Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui nel mondo Saha si è radunata una gran massa di persone giunta dalle dieci direzioni, alla presenza del Shakyamuni? Qui non ne vedo tanti quanti restano laggiù.”

Quel Beato disse:“Bhaishajyasena, proprio in quel luogo essi vagano e restano.”

Ed egli disse:“ Beato, come può essere così?”

Il Beato rispose: “Come esseri prodotti da alberi insensati.”

Ed egli disse:“ Beato, quando mai si è visto o sentito di gente nata da un albero insensato?”

E il Beato chiese, “Bhaishajyasena, non hai mai visto o udito dire di gente nata da un albero insensato?”

Ed egli rispose:“ Beato, non ho mai visto né sentito di gente nata da un albero insensato.”

Il Beato disse, “Bhaishajyasena, desidereresti vedere? Se è così, te lo mostrerò adesso.”

Egli disse, “ Beato, lo desidero. Andato nella Beatitudine, lo desidero.”

Allora il beato tathagata Chandravatikshetra in quel momento tese le sue braccia, abbellite da centinaia di meriti. Dal suo braccio apparvero 100.000 milioni di masse di persone. Ciascuno di queste masse tese un centinaio di braccia, aspergendo vari profumi e unguenti sul Tathagata.

Poi il beato tathagata Chandravatikshetra, si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Vedi, Bhaishajyasena, come una tale massa di persone sparge vari profumi, fiori e unguenti sul Tathagata?”

Ed egli disse, “Lo vedo, Beato. Lo vedo, Beato.”

Il Beato disse: “Così appaiono le masse di persone insensate. Così sono nati gli uomini insensati.”

Al che un centinaio di braccia di ciascuna delle 100.000 milioni di moltitudini si tesero. Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse al Beato: “ Beato, perché questo? Andato nella Beatitudine, perché questo? Un centinaio di braccia è stato teso da questa gente in un solo istante. Beato, se non devono essere liberati coloro che hanno cento braccia, quanto meno devono essere liberati quelli che hanno solo due braccia?”

E il Beato rispose: “È proprio così, Bhaishajyasena, che gli esseri insensati nascono e gli esseri insensati cessano di nascere. Bhaishajyasena, deve essere compreso che la nostra stessa massa fisica è insensata.”

Ed egli chiese: “ Beato, chi sono quegli esseri che sono giovani? E chi è vecchio?”

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, qui ci sono i giovani e qui ci sono i vecchi.”

Ed egli chiese: “ Beato, chi sono i giovani e chi i vecchi?”

Il Beato rispose: “Coloro che adesso hanno teso le braccia erano i vecchi. Coloro che sono nati dagli alberi erano i giovani.”

Ed egli disse: “Desidererei vedere i giovani.”

E allora il Beato, il tathagata Chandravatikshetra tese il suo palmo destro. Allora dalle dieci direzioni giunsero 100.000 milioni di masse di persone. Dal nadir e dallo zenit giunsero le masse di 50 milioni di persone. E quelle masse di persone, una volta giunte, dopo aver reso omaggio toccando con il capo i piedi del Beato, non conversavano, né parlavano col Tathagata, ma rimanevano in silenzio.

Poi il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena chiese: “Beato, perché questi esseri non conversano, né parlano con il Tathagata, ma restano in silenzio?”

Il Beato disse: “Non lo sai, Bhaishajyasena? Gli esseri insensati di questa non parlano né conversano, né comprendono l’insieme degli insegnamenti del Dharma. Quale ne è la ragione? Bhaishajyasena, tutti i giovani qui non comprendono la nascita, non comprendono la cessazione e non hanno osservato la vecchiaia, né la malattia, il dolore, il lamento, la separazione dalle persone care, l’unione con quelle non care, la morte e la morte prematura. Anche se hanno visto tutte queste amare pene, non si sentono spinti ad applicarsi. Come comprenderanno? Bhaishajyasena, deve essere insegnato loro ripetutamente.”

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena parlò così al Beato: “ Beato, da dove sono venuti i giovani, quelli che non conoscono il Dharma? Da dove sono caduti? Dove nasceranno?”

Il Beato disse: “Ascolta, Bhaishajyasena. La forma umana che essi assumono non è fatta né da un gioielliere, non è fatta da un fabbro, non è fatta da un falegname, non è fatta da un vasaio. Non è fatta dalla pura di un re. È prodotta in seguito a un karma negativo, combinato con l’unione tra un uomo e una donna. Essi insegnano ripetutamente arti agli esseri e sperimentano infiniti dolori acuti. Qui sperimentano i dolori acuti, la maturazione delle azioni negative compiute nel passato. Bhaishajyasena, quei giovani che non si alzano in piedi e che provano tali dolori penosi sono giunti proprio in questo luogo. Bhaishajyasena, per questo il motivo non conversano, non parlano tra loro. Perciò, Bhaishajyasena, quei giovani, non conoscendo il bene, non conoscono la nascita, non conoscono la cessazione e non otterranno un corpo di esseri umani. Bhaishajyasena, questi sono chiamati ‘i giovani’.”

Ed egli chiese: “ Beato, ma i giovani come sono nati e come cessano?”

Il Beato disse: “Bhaishajyasena, è come se un tale toccasse il fuoco con un pezzo di legno. Poi, piano piano, quel pezzo di legno prendesse fuoco. Allo stesso modo, Bhaishajyasena, il corpo umano ha la sua prima origine. E una volta nato, prova la sensazione.”

Egli chiese: “ Ma qui, chi è di buona nascita? Chi è passato nel parinirvana?”

Il Beato rispose: “Bhaishajyasena, il Buddha è davvero di buona nascita. Il Tathagata è invero è passato nel parinirvana. Bhaishajyasena, è come se un re imprigionasse un uomo nel sotterraneo di un oscuro edificio. Là, dopo essere entrato nella casa oscura, quell’uomo vede il sotterraneo buio. Allora un altro uomo, che ha provato in precedenza angosciose pene, pensa: ‘Quest’uomo è distrutto. Perderà anche la vita, poiché non ha esperienza della sofferenza.’ Dopo aver portato del fuoco in quel luogo, accende un piccolo fuoco all’interno della casa perché l’uomo imprigionato ne veda la fiamma. Quell’uomo, vedendola, ne è confortato ed il suo coraggio aumenta. Ma quel fuoco, per qualche ragione, divampa all’esterno e divampando incendia tutta la casa. E anche quell’uomo muore bruciato proprio in quel luogo. Allora il re, avendo udito che quell’uomo è morto nell’incendio, viene preso dall’angoscia. Gli viene in mente questo pensiero: ‘Non imprigionerò più nessuno nel mio regno’. Poi il re tranquillizza la gente che vive nel suo regno: ‘Signori, non più paura. Non siate allarmati. Avrete sicurezza.. Nel mio regno non vi saranno più percosse né carcerazioni. Non distruggerò più la vita di alcun essere. Signori, voi potete vivere senza paura’

Bhaishajyasena, proprio così il Tathagata ha distrutto tutte le afflizioni e ha curato tutte le malattie. Quando quell’uomo bruciò il suo corpo nell’incendio della casa, il re progredì per il beneficio, il benessere e la felicità degli esseri. Egli ha voluto liberare gli esseri dalle catene e dalla prigionia. Allo stesso modo il Tathagata libera gli esseri. Egli stesso, essendo libero dalle impurità dell’attaccamento, dell’odio e dell’illusione, apparendo nel mondo come una luce per tutti gli esseri, egli libera tutti gli esseri, giovani e vecchi, dagli stati infernali e dai corpi di animali, di preta e di asura.”

Poi all’atmosfera creata sopra seguirono questi versi:

Ah, il terreno, il terreno vittorioso, il terreno eccellente è ben preparato.

Qui, dove i semi, una volta seminati, non periscono.

Il terreno di Buddha, il terreno vittorioso è il celebrato messaggio del Vittorioso.

Il Maestro sviluppa la sua abilità per determinare tutti gli esseri.

Stabilito nella sfera del nirvana, egli è visto su questa terra.

Avendo pacificato il mondo intero, egli purifica il ricettacolo del Buddha

Egli libera i nuovi e libera i vecchi.

Dopo aver liberato tutti gli esseri dal triplo mondo

e aver chiuso le porte degli inferni e dopo aver liberato gli animali e i preta,

ha portato la pace in questo mondo e felicità nel prossimo.

E allora il Beato mostrò un sorriso e disse:

Eccellente è vedere gli eccellenti. Eccellente è vedere il Buddha.

eccellente è il terreno che è la buona qualità del Dharma.

Vedere la totalità del Sangha è eccellente.

Eccellente è l’esposizione del Sanghata, il distruttore di tutto il male.

Coloro che ascolteranno questo sutra otterranno il sentiero supremo.

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, disse così al Beato, “ Beato, qual è la causa, qual è la ragione del mostrare un sorriso?”

Ed il Beato chiese: “Vedi tu, figlio del lignaggio, questi giovani?”

Egli rispose: “Li vedo, Beato. Li vedo, Andato nella Beatitudine.”

E il Beato disse, “Bhaishajyasena, oggi stesso, diverranno tutti dei bodhisattva stabiliti nei dieci stadi.”

Al che, da un’altezza di 80.000 yojana nel cielo, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena e 80.000 milioni di devaputra fecero cadere una pioggia di fiori sul Beato. Avendolo visto, i giovani giunsero le loro mani e resero omaggio. E il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, mentre stava nel cielo, proferì queste parole. E in quel momento riempì il gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi con la sua voce. E gli esseri nati nei trentadue grandi inferni udirono quella voce. Anche i trentadue gruppi di deva udirono quella voce. Il gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi tremà in sei diversi modi. 84.000 re naga furono scossi nel grande oceano. 30.000 milioni di rakshasa giunsero in questo pianeta. 25.000 milioni di preta, yaksha, rakshasa, giunti dalla metropoli di Adakavati, si fermarono di fronte al Beato raccolti in una grande assemblea.

Allora il Beato insegnò il Dharma ai quei giovani. E giunsero i bodhisattva mahasattva dei 100.000 milioni di miliardi di mondi delle dieci direzioni, ciascuno in virtù del proprio prodigioso potere.

E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, disse così al Beato: “Molti, o Beato, molti, Andato nella Beatitudine, sono i bodhisattva oggi riuniti e seduti insieme. Beato, molti sono i deva e naga riuniti e seduti insieme. Anche innumerevoli rakshasa e preta, giunti dalla metropoli di Adakavati, sono riuniti e seduti insieme con lo scopo di ascoltare il Dharma.”

E il Beato si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Vieni, figlio del lignaggio.”

Al che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, sceso dall’alto in virtù del suo prodigioso potere, avendo reso omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, parlò così al Beato: “Beato, si dice ‘la grande quantità di Dharma, la grande quantità di Dharma’: Beato, che cosa è questa ‘grande quantità di Dharma’?”

Il Beato rispose: “Figlio del lignaggio, si dice ‘grande quantità Dharma’ quando qualcuno sceglie la castità e scegliendo la castità evita tutte le azioni malvagie. Vedi, figlio del lignaggio? I giovani evitano la non-castità. Essi diventeranno possessori del potere delle dharani [formule detentrici di 4 o 6 modi di liberazione] e saranno dotati di tutti i Dharma.”

Ed egli disse: “ Per quali strade, Beato, tanti esseri si sono riuniti per udire la raccolta del Dharma?”

E allora il Beato si rivolse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Bhaishajyasena, vi sono molti esseri che non hanno udito che la nascita, in verità, è sofferenza. Essi non hanno udito che invecchiare è sofferenza. Essi non hanno udito che la malattia è sofferenza, né la sofferenza del dolore, la sofferenza del pianto, la sofferenza della separazione dai propri cari, la sofferenza dell’unione con quelli a noi non cari, nè che la morte, che causa tutto il dolore, porta via la vita dal corpo. Bhaishajyasena, ciò è chiamato ‘sofferenza onnipervadente’.”

Al che i giovani, avendo udito questo insegnamento, rendendo omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, così chiesero: “ Beato, dobbiamo davvero morire?”

Il Beato disse: “Certamente. Voi, figli del lignaggio, e tutti gli esseri dovrete morire.”

Ed essi domandarono: “ Beato, come si avvicina il momento della morte?”

Il Beato rispose: “Al momento della morte, figli del lignaggio, quando arriva il momento finale della coscienza, tre venti – un vento chiamato ‘la cessazione della coscienza’, un vento chiamato ‘la distrazione dalla coscienza’ e un vento chiamato ‘coscienza disturbante’ – confondono, scuotono e disturbano il momento finale della coscienza nel momento della morte.”

Ed essi chiesero: “Beato, che cosa sono le tre che distruggono il corpo al momento della morte, quando avviene la cessazione finale della coscienza?”

Il Beato disse, “Amici, ciò che distrugge il corpo si chiama ‘tagliare’, ‘trafiggere’ e ‘guastare’.”

Ed essi chiesero, “Beato cosa è ciò che è chiamato ‘corpo’?”

Il Beato rispose: “Amici, è chiamato ‘ardere’, ‘dimorare nel fuoco’, ‘causare flegma’, ‘secernere muco’, ‘frequentare cimiteri’, ‘stupido’, ‘oppresso da fardelli’, ‘sofferenza completa fin dalla nascita’, ‘assolutamente agitato dalla nascita’, ‘totalmente sconfitto dalla vita’, ‘morte’ e ‘separazione da ciò che è caro’. Amici, questi sono i nomi del corpo.”

Ed essi dissero, “Come si muore? E come si vive?”

Il Beato rispose: “Esseri longevi, muore ciò che è chiamato “coscienza.” esseri longevi, continua a vivere ciò che è chiamato ‘merito’.

Amici, il corpo muore, muore ciò che è tenuto assieme da milioni di nervi, tenuto assieme da 84.000 pori, tenuto assieme da 12.000 lembi e tenuto assieme da oltre 360 ossa. Ottantaquattro tipi di insetti vivono nel corpo. E in tutti gli esseri che respirano si riscontra la morte e si riscontra anche la cessazione che è morte. Allora tutti gli esseri che respirano diventano privi di speranza. Quando muore un uomo, un agitarsi del vento spinge tutti gli esseri che respirano (nel corpo) a divorarsi l’un l’altro. E allora soffrono pene atroci. Alcuni, da parte loro soffrono a causa dei figli ed altri sono afflitti da tutte le pene della sofferenza, come soffrire a causa delle figlie e a causa di parenti. E tutti, trafitti dagli strali del dolore, cominciano a divorarsi l’un l’altro. E tutti a poco a poco si divorano l’un l’altro, fino a quando, alla fine, rimangono solo due esseri che respirano. Questi due combattono per sette giorni e, alla fine del settimo giorno, poiché uno dei due esseri che respirano ha vinto, l’altro fugge. O esseri longevi, cosa è ciò che si chiama ‘Dharma’? Qual è il vostro pensiero? Così come tutti gli esseri che respirano sono morti per aver combattuto tra di loro, allo stesso modo le stolte persone comuni litigano e lottano tra di loro. Esse non sono spaventate della nascita, né spaventate della vecchiaia, né spaventate delle malattie, né spaventate dalla morte. Così come lottano tra loro quei due esseri che respirano, allo stesso modo le stolte persone comuni lottano tra di loro. Poi, al momento della loro morte, sono interrogate da uomini virtuosi: ‘Signore, perché sei così fiducioso? Come hai potuto vedere che non c’è sofferenza nel mondo?’ Ed egli risponde: ‘ Essere longevo, ho visto le sofferenze della nascita, ho visto le sofferenze della vecchiaia e le sofferenze della malattia. Anche le sofferenze dopo la morte ho visto.’ E l’altro dice: ‘E allora come mai non hai creato le radici del bene che dovevano essere create? E poi, come mai non hai creato le radici di virtù, la grande quantità del Dharma che porta alla felicità nei due mondi? Amico, e in secondo luogo chiedo: perché non hai creato la raccolta delle le radici delle buone virtù così da poter essere liberato da nascita e morte? Come mai non hai riflettuto sulla comprensione mentale fondamentale? Come mai non hai udito il suono del gong sulla terra? Non hai visto gli uomini fare elemosine e piantare le radici della virtù nel terreno del Tathagata? Non hai visto donare profumo, o ghirlande, o lampade o cibi morbidi e duri al Tathagata, e non hai visto come erano contesi i quattro gruppi – bhikshu, bhikshuni, upasaka e upasika – i quattro gruppi devoti al messaggio?’ Così parleranno per il suo bene.

Perché tu, o re, non sei mai stato ammalato? O tu, lo sei stato venendo a Jambudvipa?”

Allora, il Re del Dharma proferì versi di esortazione a quell’uomo inanimato:

“Avendo visto il sorgere del Tathagata, avendo udito i suoni del gong e avendo udito gli insegnamenti del Dharma, che è pacifico e che porta al nirvana,

com’è successo che non hai creato il merito, per la felicità in questo mondo e il successivo? Soffrirai le pene dell’inferno come frutto del karma indesiderato.”

E l’uomo rispose:

La mia mente era istupidita per aver seguito cattive compagnie

e ho compiuto azioni cattive con la mente offuscata dal desiderio.

Un risultato orrendo mi è accaduto per aver seguito i desideri.

Ho causato danni a esseri viventi e distruzione di ciò che appartiene al Sangha.

A causa del mio perfido io, ho distrutto stupa.

Ho pronunciato parole volgari e ho tormentato mia madre.

Sono cosciente dei crimini commessi col mio corpo.

Vedo la mia nascita nello spaventoso inferno di Raurava.

Dopo aver subìto pene nel Samghata e anche nel Pratapana,

subirò pene intense nell’inferno Grandi Tormenti.

Urlerò di dolore estremo nell’inferno Grande Loto.

Nascerò nel Kalasutra, con immensa paura, cento volte.

Gli esseri negli inferni, scaraventati giù, vivono di nuovo

questa paura. Essi precipitano per 100 yojana nella più immensa paura.

Non troveranno alcuna uscita, essendo caduti dentro l’orcio.

Nell’inferno che si chiama Kshura, appariranno mille coltelli.

Mi troverò di fronte a centomila milioni di coltelli.

Con questi mi staccheranno gli arti a causa delle mie azioni malvagie.

Terribili e tempestose scosse sconquasseranno tutto questo corpo.

Tali pene dovrò sopportare nell’inferno.

Tutti gli esseri vedranno il mio corpo estremamente sfinito.

Le ricchezze di altri, a me non date, ho sottratto per le necessità della famiglia.

Così fecero i miei figli, le figlie, i fratelli e le sorelle, anche i miei genitori, gli amici,

i gruppi di parenti, i servi, i braccianti, i dipendenti, il bestiame e gli animali.

Mi sono smarrito grazie ai miei misfatti.

Mi sono smarrito per recipienti d’oro e argento

come pure per bei vestiti e per costruire una casa.

Dopo aver allestito una bella casa, averla riempita di uomini e di donne,

la mia mente incontrollata si deliziava suonando la musica con il liuto.

Aspergevo il mio corpo di acque profumate eppure non provavo alcuna gratitudine.

Corpo insensato! Mi sono smarrito per colpa tua.

Non c’è protettore per me adesso, né ve ne sarà più avanti.

Per il tormento del mio corpo in terribili e tempestose scosse,

avendo goduto con la lingua di sapori dolci,

molte splendide ghirlande sono state legate sul mio capo.

I miei occhi sono stati ingannati dalla bellezza; non esiste protezione dalla vista. Vedevo che i due occhi erano causa di male,

ma in ciò che feci in seguito ero spinto dall’orecchio.

Le mie braccia erano coperte di brillanti, bracciali adornavano ambedue i polsi, indossavo anelli alle dita e file di perle al collo.

Anche le mie gambe erano tutte ornate di catenine d’oro.

Indossavo tutti i gioielli possibili sul corpo, e perfino lacci d’oro.

Avendo goduto troppo di grandi ricchezze,

anche la mia mente diventò estasiata all’estremo.

Avendo provato il piacere di cose morbide,

provavo il desiderio di vedere cose come tappeti e coperte.

Mi divertivo con i giochi.

Facevo il bagno in acqua profumata di buona qualità

e mi aspergevo con profumi costosi come canfora e legno di sandalo.

Riempivo l’aria di profumi, e avendo macinato raffinati colori,

mi aspergevo di muschio, olio dolce di gelsomino,

gelsomino, champaka e così via.

Dopo essermene così spalmato,

mi vestivo con eleganti abiti di mussola e abiti bianchi.

Scendendo dal dorso di un elefante, desideravo cavalcare un cavallo.

Mi consideravo un re e la gente fuggiva dal mio cospetto.

Ero in intimità con donne al mio servizio,

perfettamente istruite nel canto e nella danza.

Gli animali non fanno del male, ma io ne uccidevo molti.

A questo modo facevo del male senza conoscere un altro mondo.

Mangiavo la carne degli altri

e per questo sono stato colpito da questa terribile sofferenza.

Non sapevo cosa fosse la morte. Avevo una mente ignorante.

Anche il mio corpo ne era nutrito.

Oggi la morte mi si è avvicinata e qui non c’è in vero nessun protettore.

Tutti voi parenti, perché guardate e scrutate la mia faccia?

Perché vi lacerate le vesti? Perché piangete e proferite lamenti?

Perché vi strappate i capelli? Perché inoltre vi ferite a sangue?

Perchè vi coprite la testa con la cenere? Perchè vi battete il petto?

Io ho vissuto una vita miserevole

e voi, perché restate in questa famiglia che dovrebbe essere rifiutata?

Il mio corpo sarà divorato dai lupi, dai cani, dagli avvoltoi e dagli uccelli.

Non ha alcun senso nutrire questo corpo.

Se posseduto dal serpente della morte, un uomo nascerà sempre.

Per essere liberati da questa paura,

queste sono le medicine che dovrebbero essere date.

La medicina somministratami da qualche medico

non sarà quella necessaria a liberarmi dal serpente della lussuria.

Adesso, nel momento della mia morte, mi si dovrebbe dare la medicina-Dharma. Non datemi carne per nutrire questo corpo che, senza dubbio, morirà.

Perché mi offrite sofferenza? Perché dovrei ricevere grandi quantità di dolore?

Questo corpo è stato indubbiamente ben nutrito, ma è fatto per essere distrutto.

Perché voi figli e figlie mi guardate con quegli occhi?

Non v’è ragione e per quale scopo dovrei essere salvato da questa malattia?

Tutti voi, figli e figlie, non causate rovina.

Allo scopo di nutrire voi, io ho rubato le ricchezze di altri.

Adesso è arrivato il momento della morte. Perché dovrebbe esserci disperazione? La nascita in uno stato indesiderabile mette paura,

ma anche morire vuol dire sofferenza.

Sensazioni, coscienza, stati condizionati, tatto, percezione,

desiderio, ignoranza e afflizioni generano invero conseguenze dolorose.

La nascita in una famiglia insana –

questo invero rappresenta un legame di sofferenza.

Pensando che il merito religioso non fosse importanti,

ho causato sofferenza ad altri.

Offerte e osservanza morale sono scomparse

e mi sono allontanato dal Dharma, non comprendendo ancora la nascita.

Non sentendo di essere tormentati dal serpente della lussuria,

da dove possono essere liberati gli esseri ignoranti senza perdersi?

Non conoscendo il significato di liberazione e attraverso l’inganno, ho commesso del male.

stoltamente confuso dalla lussuria, la mente è sempre totalmente disturbata.

Con ogni sorta di catene, il corpo è divorato dal fuoco.

Il corpo si muove con totale distorsione verso dove non c’è felicità,

non riconoscendo nemmeno dove la felicità si trova.

La felicità è offerta dal terreno del Buddha.

La ruota del Dharma è la migliore medicina.

Una condotta etica e la verità della condotta etica sono la voce pura del Tathagata.”

E allora il Beato parlò al bodhisattava, al mahasattva, Bhaishajyasena : “Bhaishajyasena, allo stesso modo tutti gli esseri si lamentano al momento della loro morte se non hanno maturato frutti di azioni buone e non hanno alcuno che li protegga.”

Detto ciò, il Beato proferì anche i seguenti versi:

Compiendo azioni malvagie, si cade negli inferni e s’indosseranno abiti ardenti; si berrà ferro liquido per la troppa sete. Tizzoni incandescenti cadranno sul corpo.

Il bruciore non sarà sopportabile. Terribili sono le paure negli inferi.

Là i corpi sono completamente bruciati,

non conosendo piaceri e nemmeno il Dharma.

Esseri stolti che si sono smarriti per il non-Dharma!

Non avranno nemmeno la minima felicità.

Colui che, invece, ha fede, che è perfetto nella moralità,

che possiede saggezza e grande ascetismo, che frequenta amici virtuosi,

presto diverrà un Tathagata.

Il Buddha appare nel mondo per sostenere tutti quegli esseri

che hanno praticato con grande diligenza ed anche per insegnare,

con grande compassione, il Dharma delle buone azioni.

Bhaishajyasena, tu hai seguito la condotta pura e migliore.

Avendo ascoltato queste parole, compi la più splendida conquista

e vedi la completa liberazione dalla rinascita

e vedi il Buddha, la guida dalla voce famosa.

Egli è il padre e la madre del mondo ed è chiamato ‘bodhicitta’

Colui che insegna questo Dharma nel mondo

è il miglior amico virtuoso ed è difficile da trovare.

Coloro che ascoltano con rispetto gli insegnamenti del Buddha,

diventeranno buddha supremi, andati nella beatitudine

Tutti coloro che rispettano i figli sublimi del Buddha

saranno liberati e saranno protetti nel mondo.”

E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena così disse al Beato: “ Beato, perché questa parte della montagna trema?”

Quando questo fu detto, il Beato così parlò al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Bhaishajyasena, osserva attentamente.”

Il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena guardò e vide la terra spaccarsi nella quattro direzioni; e dalle crepe. nate dalla terra che si spaccava, emersero 20 milioni di persone dal nadir e 20 milioni di personedallo zenit.

Allora quei giovani, avendo visto ciò, dissero così al Beato: “Beato, chi sono queste persone che sono nate quì?”

Il Beato disse, “Avete visto questa grande quantità di persone?”

Essi risposero, “ Beato, l’abbiamo vista.”

Il Beato disse, “Questa moltitudine di gente è nata per bene della vostra felicità.”

Ed essi chiesero, “ Ci sarà la morte anche per questi esseri?”

Il Beato rispose: “Amici, sarà così. Per tutti gli esseri ci sarà la morte.”

E allora tutti coloro che in precedenza erano stati chiamati ‘i giovani’, che erano nati per primi, avendo reso omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, così dissero al Beato :“ Beato, non possiamo sopportare di vedere ancora nascita e morte.”

Il Beato domandò: “Desiderate ottenere il potere dell’energia?”

Essi risposero: “Noi abbiamo visto il Tathagata in persona. In seguito, abbiamo ascoltato con delizia il Dharma che volevamo ascoltare. Abbiamo visto il Sangha, l’assemblea dei discepoli del Tathagata e abbiamo visto le grandi forze del potere prodigioso del bodhisattva. Beato, allo stesso modo, noi non possiamo sopportare di vedere nascita e morte.”

All che il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, col suo potere prodigioso, assieme a 500 bodhisattva, essendosi alzati dai loro seggi, si diressero verso il cielo grazie al potere prodigioso e, dopo essersi seduti a gambe incrociate, entrarono in uno stato di meditazione. Dai loro corpi apparvero leoni, tigri, serpenti ed elefanti ed essi manifestarono molte trasformazioni grazie a grandi poteri prodigiosi. Essi sedettero a gambe incrociate sulla vetta di montagne alte 20 yojana e si trasformarono in 10.000 milioni di soli e lune, e indussero quei soli e quelle lune a discendere.

Allora questi giovani dissero così al Beato: “ Beato, qual’è la causa, qual’è il motivo per cui appare un grande raggio di luce e per cui sono apparse nel mondo queste grandi trasformazioni prodigiose?”

Il Beato rispose: “ Figli del lignaggio, avete visto quei soli e quelle lune?”

Essi risposero, “ Beato, li abbiamo visti. Andato nella beatitudine, li abbiamo visti.”

Il Beato disse: “Questi raggi di luce e le trasformazioni meravigliose e prodigiose erano emanazioni del corpo stesso del bodhisattva. Dopo questa dimostrazione, egli insegnerà il Dharma a beneficio di molti esseri, per la felicità di molti esseri, con la compassione per il mondo, e a vantaggio, a beneficio e per la felicità della grande assemblea di esseri, deva e uomini. E qui, avendo dato dimostrazione del vigore della forza fisica, essi manifesteranno poteri simili.”

Ed essi dissero: “Possa il Beato insegnare il Dharma a causa della apparizione di questo splendente raggio di luce.”

Quando ciò fu detto, il Beato così parlò al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: , “ “Bhaishajyasena vedesti il gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi tremare nei sei modi?”

Ed egli disse, “Lo vidi, Beato, Andato nella Beatitudine, lo vidi. Io desidero chiedere al Tathagata un certo argomento.”

E il Beato rispose: “Bhaishajyasena, chiedi qualsiasi cosa desideri chiedere. Appagherò i tuoi pensieri spiegando quelle questioni. Spiegherò con chiarezza. Bhaishajyasena, spiegherò tutti gli eventi del passato, del presente e del futuro.”

Ed egli disse: “Possa il Beato parlare per fare luce su alcuni dubbi. Beato, vedo che il Tathagata è circondato da 84.000 devaputra, 84.000 milioni di bodhisattva, 12.000 milioni di re naga, 18.000 milioni di yaksha e 25.000 milioni di preta e pishacha.”

Il Beato disse, “Bhaishajyasena, questi esseri sono qui per ascoltare il Dharma da me. Per quale altro motivo potrebbero essere seduti in assemblea? Bhaishajyasena, oggi essi sconfiggeranno il samsara stesso. Tutti gli esseri saranno beneficati oggi stesso perché costoro si stabiliranno nei dieci stadi. Una volta stabiliti nei dieci stadi si situeranno in seguito nella sfera del nirvana.

Per liberarsi dalla vecchiaia e dalla morte, devono essere effettuate buone azioni. Spezzato il cappio della lussuria, essi si situeranno nel rango di Buddha.”

Egli chiese:“ Beato, perché così tanti esseri provenienti da varie località sono apparsi qui e in piedi circondano il Beato?”

Il Beato rispose, “Bhaishajyasena, ascolta:

Questi esseri stolti non sanno dove avverrà la loro emancipazione. Oggi molti giovani otterranno le dharani. Allo scopo di ottenere i dieci stadi, compirannno le attività del Buddha. Avvieranno la ruota del Dharma e spargeranno la pioggia del Dharma. In questo modo, gli esseri che si sono radunati si delizieranno della mia esposizione. I deva, i naga, i preta, gli asura e gli esseri feroci, situati nei dieci stadi, proclameranno la voce del Dharma.

Suoneranno il tamburo del Dharma e soffieranno nella conchiglia del Dharma. Questi giovani saranno anche dotati della risorsa dell’energia. Oggi otterranno il Dharma, così come è stato ottenuto dal Tathagata;.”

E allora 5.000 giovani, essendosi alzati dai loro posti, resero omaggio con le mani giunte in direzione del Beato, e così parlarono al Beato:

Perché non dovremmo desiderare di porre termine alla morte nel samsara?

Beato, il corpo è un fardello ben pesante, spaventoso e irrefrenabile.

Il sentiero non è del tutto compreso; inoltre, in verità, non vi è un sentiero.

Noi non vediamo un protettore.

Chiediamo tutti assieme: chiediamo che ci venga dato coraggio.

Possa la guida insegnare il Dharma. Siamo nati con poca saggezza.

Non desideriamo piaceri. Possa il Buddha insegnare il Dharma per noi

e liberarci da questa insostenibile sofferenza.

Dovunque nasciamo, si possa noi vedere il Buddha.”

E allora il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, essendosi recato laddove si trovavano i giovani, così disse:

Dovreste mangiare piatti preparati con molti sapori.

Quando più tardi sarete pronti, ascoltate il Dharma senza paura.

Ma essi dissero:

Nobile vetusto, chi sei? Noi non ti conosciamo.

Vediamo che sei molto aggraziato; e il tuo aspetto

è un grande rinomato terreno di pace.

Così come un essere vivente che sia stato salvato dalle grandi paure

del mondo dei preta, degli inferni e del mondo degli animali,

così tutti i tuoi mali sono pacificati.

Vi è nelle tue mani un recipiente fatto di sette tipi di gioielli.

Nastri d’oro sono sul tuo corpo

e vediamo che sei adorno di una massa di luce.

Non siamo all’altezza di rispondere alle parole calme che hai pronunciato.

Cibi e bevande gradevoli non sono per noi necessari.

Scariche gastriche nascono dal cibo e le bevande diventano urina.

Il sangue è prodotto dai liquidi così come la carne è prodotta dal sangue. L’insieme di alimenti e bevande non è per noi necessario.

La comodità delle sete, degli abiti di lana e di abiti eleganti

non sono per noi necessarie. Non sono necessari braccialetti d’oro.

Le ghirlande di perle non sono per noi necessarie.

Anche gli anelli alle dita non sono necessari.

Tutte queste cose sono di natura impermanente.

Noi siamo creature disperate che non hanno desiderio di continuare a vivere.

Per ottenere la felicità dei deva e la carità del Dharma,

sono necessari amici virtuosi e non i ‘re che girano la ruota’.

Lasciando il continente dei piaceri estremi, morirà anche un ‘re che gira la ruota’.

I figli non lo seguiranno, e nemmeno le mogli e le figlie.

Nemmeno i sette tipi di oggetti preziosi lo seguiranno.

Molte folle di persone non gli andranno dietro.

Ugualmente, non sarà possibile rincorrerlo più tardi.

La vita di un re è impermanente e si svolge senza alcuno scopo.

Commettendo molti atti malvagi essi cadono negli inferi di Raurava.

Dovunque nei quattro continenti,

sono attorniati dalle grandi forze prodigiose dei sette preziosi oggetti.

Quando creano i risultati nel Raurava, dove sarà andato quel potere prodigioso? Non è stata trovata la loro terra .

Non è possibile ricavare potere prodigioso dalla morte.

Anziano, ascoltaci.

Vai dove risiede il Tathagata. il Tathagata è come i nostri genitori.

Vai avanti per vederlo. Noi non abbiamo un padre, una madre né fratelli.

Il Tathagata, il condottiero del mondo, è egli stesso padre e madre, sole e luna. Egli mostra la strada per la felicità. Egli non nascerà di nuovo.

Egli salva gli esseri dal samsara. Grande è la paura del fiume della lussuria. Egli è la zattera che ci potrebbe salvare dal fiume.

Egli trasporta gli esseri dall’altra parte in modo che non ritornino più indietro. Inoltre egli insegna il puro Dharma e ne mostra la realizzazione suprema.

Il cibo non è necessario per noi e non aspiriamo al frutto di un reame.

Non desideriamo andare verso il mondo dei deva o verso inferni spaventosi.

La vita degli esseri umani è felice: in essa appaiono Coloro Che Tutto Sanno.

La vita è breve e ha vagato senza meta,

e sono stati commessi atti malvagi con il proprio corpo.

Essi ignorano la morte e bramano i divertimenti del reame.

Intrappolati nel ciclo della nascita e della morte,

essi sono senza timori e senza alcuna conoscenza.

La loro mente è confusa e instabile.

Non conoscono i sottili Dharma, non compiono buone azioni,

non conoscono la sfera della calma e non si affliggono

al pensiero della rinascita. Nasceranno ripetutamente.

E subiranno molta sofferenza per lungo tempo

e dopo essere stati sempre puniti e picchiati,

saranno fatti prigionieri da altri che allo stesso modo

li legheranno e li uccideranno.

Accompagnati dalle malvagità del passato, saranno incatenati con i cinque ceppi,

sarà tolta loro la speranza e saranno afflitti da pene e sofferenza.

Quando cesserà la loro coscienza, essi saranno patetici nei loro lamenti:

Chi mi proteggerà? Offro tutti i miei piaceri, oro, argento o cristalli.

Diverrò anche uno schiavo e svolgerò le mansioni degli schiavi.

Farò qualsiasi lavoro. Non desidero i piaceri del regno.

Ricchezze e grano non mi sono necessari.

Non voglio questo corpo, che non è liberato avendo compiuto azioni malvagie.’

O vetusto, il cibo non è per noi necessario.

Anche quei re che mangiano cibi prelibati moriranno.

Anche i deva, che bevono le migliori bevande, moriranno.

I re mangiano cibi solidi e liquidi che però non hanno consistenza alcuna.

I re sono afferrati ai sapori ma anche essi compiono molti atti malvagi.

Perché essere attaccati ai sapori

che sono privi di consistenza e che sono impermanenti?

Noi non vogliamo nessun cibo: In verità il cibo non è necessario.

Quale liberazione dalla sofferenza ci sarà mai per noi?

Ciò che è necessario è la natura della realtà.

Desideriamo essere liberati dalle catene;

desideriamo essere liberati dalle brame.

Allo scopo di essere liberati da tutti i ceppi,

cerchiamo rifugio nel Buddha, il Grande Saggio, il Protettore del Mondo.

Avendo visto le sofferenze degli esseri, vai e rendi omaggio per conto nostro.

Noi non conosciamo il tuo nome. Ti preghiamo, svelaci il tuo glorioso nome.”

E Bhaishajyasena disse:

Voi, e allo stesso modo tutti quanti gli esseri, desiderate udire il nome.

Il Tathagata è circondato da 1.000 milioni di giovani.”

Ed essi dissero:

Tu sei un seguace del Buddha. Il tuo nome è profondo e glorioso.

E così, come noi, tutti gli esseri viventi desiderano sapere il tuo nome.”

Ed egli disse:

Il mio nome è ‘Bhaishajyasena’ Sono la medicina (bhaishajya) di tutti gli esseri e vi insegnerò la migliore di tutte le medicine.

Gli esseri viventi che soffrono di tutti i mali, saranno guariti da tutti i mali.

Il male della passione è una malattia grave e irrefrenabile e distrugge il mondo.

La malattia dell’illusione, che porta gli stolti a smarrirsi,

è una grave malattia che spinge gli esseri verso le sfere degli inferni

o, in modo analogo, verso i mondi degli animali e dei preta.

L’ignoranza e la collera saranno pacificate similmente.”

Essi dissero:

Per l’udire questo buon Dharma, si possa noi essere liberati

da ogni sofferenza, dalla nostra stoltezza e dall’ignoranza.

Una volta liberati da tutte le sofferenze,

ogni azione malvagia sarà abbandonata.

Abbiamo ascoltato l’offerta del Dharma, e avendo abbandonato tutte le malvagità, anche le paure irrefrenabili saranno abbandonate.

La medicina, questo re delle medicine, pacifica tutte le malattie

e rimuove tutte le sofferenze; e così noi vedremo il Buddha davvero rapidamente. Vetusto, parti presto per rendere omaggio al Tathagata.

Riferisci le nostre parole alla Guida del Mondo e seda questa malattia.

Tutto il corpo è in fiamme e brucia senza sollievo.

Seda questo fuoco insostenibile.

Il fardello del corpo è un fardello davvero pesante.

È invero un grave fardello insopportabile che ci causa sofferenze dolorose.

Abbi pura compassione di noi.

Gli esseri viventi sono continuamente oppressi e trascinati

dai fardelli della collera e dell’illusione.

E portano questo peso ripetutamente senza conoscere il modo per liberarsene.

Non conoscono la strada per la liberazione né la vedono

e, ciònonostante, in essi non si genera timore

nel momento in cui prendono coscienza della morte.

Mai abbiamo immaginato che la morte possa essere uno luogo felice.

Nesuna illusione morirà e, anche avendo visto la morte, non la ricorderemo.

Essi non guardano lontano e non sanno

che soffriranno sempre di malattie e, pertanto, si agiteranno nella brama.

Quando il cibo è mangiato, siamo stanchi senza alcun motivo

e stanchi della sofferenze senza alcuna comprensione.

Le sofferenze quali l’ignoranza sono originate da noi

e da qui a sua volta, nascono la coscienza, i pensieri e le sensazioni.

Grandi sono le paure di pesanti fardelli in coloro che non hanno la consapevolezza del Dharma.

Vagando con stoltezza e desiderio, il corpo è schiacciato dal suo fardello.

La nascita nel mondo è priva di significato.

Cosa accadrà a questo corpo che ha bisogno di bagni,

unguenti e abiti molto eleganti e puliti?

Il cibi gustoso diverrà necessario.

E, similmente, le orecchie ascolteranno i suoni melodiosi

dei cinque strumenti musicali.

Gli occhi saranno attratti dalle forme prodotte dai sette tipi di gioielli.

La lingua avrà gustato tutti i sapori dolci.

Il corpo sente sempre un tatto morbido e gradevole.

La carne e il corpo sono ambedue fatti in modo delizioso.

Il corpo è nato senza senso, perciò incontra qualcosa di piacevole.

Io dò conforto alle sue gambe con calzari e ornamenti

ma, al momento della morte, ornamenti e unguenti

non saranno in grado di proteggerlo.

Anche il corpo non potrà essere protetto.

Perché dovrebbero essere necessari ornamenti o unguenti?

Questo corpo, conosciuto col nome di ‘persona’,

riceve la grande forza della respirazione,

il potere dell’ascolto e della completa considerazione.

Questo corpo ha grandi attributi.

In tempi passati, circondato da cavalli ed elefanti, giocava e girovagava

senza dare a se stesso l’emancipazione del Dharma.

Di quali atti malvagi ero esperto?

Senza conoscere il mondo successivo, prendevo parte a giochi malvagi.

Sono nato ripetutamente, e ripetutamente la morte mi si è accostata.

Ripetutamente provo sofferenze.

Incatenato nel lamento, vedo morire madri, e vedo le morti

di padri, di parenti, sorelle e figli. Vedo morire anche le mogli.

Tutti gli aggregati sono vuoti.

La mente si afferra alle passioni.

Con la mente consumata dalla brama, ho distrutto la fiducia.

Il Dharma della calma è impercettibile.

Non c’è piacere nella morte.

Per una mente inquinata dal desiderio, non ho fatto alcuna offerta.

Per non morire tranquilli non c’è male pari desiderio.

Siamo nati confusi. Il mondo intero è confuso.

Confusi, udiamo il suono e non lo cogliamo come il puro Dharma. Incessantemente, il corpo non rende onore,

non osserva o contempla l’emancipazione.

Soprattutto a causa degli esseri viventi nel mondo

possa il Buddha dare insegnamenti.

Buddha è il padre e la madre del mondo.

Buddha è colui che indica il sentiero

ed egli fa cadere una pioggia di gioielli in tutto il Jambudvipa.

Gli stolti esseri non sanno quale sia la raccolta di Dharma.

Soffermando la mente sull’illuminazione,

si potrebbe ottenere la raccolta del Dharma.

Tutti gli stati condizionali sono vuoti,

così come è vuoto anche il godimento delle ricchezze.

Anche il sé dovrebbe essere percepito come vuoto.

Una volta percepito così, si dovrebbe restare senza desideri.

O vetusto Bhaishajyasena, ascolta le nostre parole.

Nel nome dei bodhisattva,

desideriamo che tu proceda col nostro messaggio.

Ricordando le sventure del samsara,

i bodhisattva non provano mai stanchezza.

Sono pieni di vigore e grande ascetismo e raccolgono in se tutte le virtù.

Vai là dove risiede il Maestro, il Maestro che è ben debitamernte risvegliato,

il Conquistatore che non è mai stanco.

Richiedi per conto nostro: ‘Tu hai conquistato il Mara e sgominato pure la sua forza.

Per poter sostenere tutti gli esseri, possano coloro che hanno generato il pensiero di diventare dei buddha, essere presto qui il risplendente Dharma.” Noi non abbiamo udito il Dharma. Per il nostro beneficio, ti diciamo: “Vetusto,vai veloce.” Noi non abbiamo visto il Tathagata che ha i trentadue marchi e, pertanto, noi non abbiamo attraversato. Noi tutti offriamo rispettosamente i nostri omaggi.”

Bhaishajyasena disse:

Guardate in alto per un breve momento e notate cosa c’è.”

Essi guardarono in alto e videro 3.500 baldacchini in tutto. Ed in ciascuno di essi vi erano seggi decorati con sette tipi di gioielli e ornati in modo bellissimo con reti ingioiellate. Il centro era cosparso di fiori e vi erano disseminate ricchezze celestiali ed incenso. E allora i giovani chiesero al vetusto: “Perché vediamo questi baldacchini coperti da reti ingioiellate e disposti come antere di loto?”

E Bhaishajyasena disse:

Quei seggi sono per voi, per andare a vedere il Buddha, per aiutarvi ad andare lì dove risiede il Maestro, colui che è andato al di là del mondo, la Luce del Mondo.”

Ed essi chiesero:

Non conosciamo la via e non vediamo il Tathagata. Non sappiamo dove trovare il sentiero. Dove dobbiamo andare a rendergli omaggio?”

E Bhaishajyasena rispose:

Così come il cielo infinito non può essere raggiunto, così non è possibile andare a rendere omaggio al Maestro, colui che dona l’assenza della morte. Così come esiste Sumeru, anche il Maestro dimora nella sua sede. Il Buddha è come il Sumeru e il grande oceano profondo. Bodhisattva, tanti quante le minuscole particelle di polvere del gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi, arrivati dalle dieci direzioni, senza sapere dove era apparso il Buddha, resero omaggio alla Luce del Mondo.”

Ed essi dissero:

Desidereremmo vedere il Protettore del Mondo, noi desideriamo essere resi perfetti. Noi esseri desideriamo rendere omaggio al Maestro e raccoglierne i frutti.”

E Bhaishajyasena disse:

Il Maestro che ci libererà dagli stadi costituenti, che afferra gli esseri, non ama l’incenso, né le ghirlande né gli unguenti. Andate dal Buddha, colui che ha conquistato la mente. Il Mara più irrefrenabile non lotterà con lui. Poi otterrete velocemente le dharani e non dovrete procedere verso la forza della morte. E allora la mente, essendo divenuta molto devota, vedrà il Tathagata.”

A questo punto il Beato, il Tathagata, sorrise con una dolce voce di cucù. E allora il bodhisattva mahasattvamBhaishajyasena essendosi alzato dal seggio, rendendo omaggio con le mani con mani giunte in direzione del Beato, chiese: “ Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui il Beato ha mostrato un sorriso che ha fatto apparire 840.000 raggi dalla bocca del Beato?” Tutto il gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi è stato colmato da questi raggi; anche 32 grandi inferni ne sono stati colmati; perfino le 32 dimore dei deva erano illuminate. Quei raggi, anche di svariati colori come blu, giallo, rosso, bianco, coloro papavero, cristallo, argento e così via, essendo irradiati dalla bocca del Beato, estasiarono tutti gli esseri nel gran migliaio dei tre migliaia di sistemi di mondi, tornarono e dopo aver girato intorno al Beato sette volte scomparvero nella sommità della testa del Beato.”

E, ancora, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse così al Beato: “ Beato, se mi fosse concessa l’opportunità, vorrei chiedere al Beato, al Tathagata Arhat Buddha Perfettamente Realizzato, un certo argomento.”

Quando ciò fu detto, il Beato così disse al bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena: “Bhaishajyasena, chiedi qualsiasi cosa desideri chiedere. Ti appagherò spiegando qualsiasi cosa sarà chiesta.”

Egli disse, “ Beato, sono apparsi 30.000 milioni di giovani. Essi, avendo compreso la sottile esposizione del Tathagata, parlano così agli anziani: ‘Anziani, voi non conoscete il Dharma. Dite che il Dharma non esiste. Voi siete affezionati all’infelicità. Così, non prendete in considerazione che esistono sottigliezze e fate del male ingiuriando.’ Beato, perché essi pronunciano parole gradevoli e conformi?”

Il Beato disse: “Bhaishajyasena, non sai perché essi pronunciano queste parole? Essi dicono parole dolci e conformi al Tathagata. Bhaishajyasena, ascoltando il Dharma terranno a mente il significato di tutti i Dharma, possiederanno tutte le virtù e tutti percepiranno le dharani. Poi dimoreranno nei dieci livelli. Oggi diffonderanno il suono del grande tamburo del Dharma. Oggi verranno in possesso del sistema del grande Dharma. Bhaishajyasena, vedi questi baldacchini?”

Egli rispose, “ Beato, li ho visti, Andato nella Beatitudine li ho visti.”

E il Beato disse: “Bhaishajyasena, questi giovani esseri, essendosi fermati oggi sotto questi baldacchini, otterranno la chiara comprensione del Dharma. Proprio oggi stesso, saranno pienamente realizzati in tutti i buoni Dharma. Essi suoneranno oggi il grande tamburo del Dharma. Oggi le regioni dei deva raggiungeranno la chiara realizzazione del Dharma. Gli esseri negli inferni e in molti luoghi di perversità, avendo udito la dimostrazione della perfetta saggezza del Tathagata, distruggeranno il samsara e diventeranno vittoriosi. E, in quel momento, tutti i 90.000 milioni di anziani otterranno il frutto di ‘colui che entra nella corrente’. E tutti diventeranno detentori del Dharma. Bhaishajyasena, essi abbandoneranno completamente tutte le sofferenze. Bhaishajyasena, tutti diverranno profeti del Tathagata. Bhaishajyasena, essi tutti diverranno anche detentori del suono del grande tamburo del Dharma. Bhaishajyasena, guarda nelle quattro direzioni.”

Ed il bodhisattva, il grande Bhaishajyasena guardò nelle quattro direzioni e vide che tanti bodhisattva quanto sono i granelli di sabbia di 50 milioni dei fiumi Gange erano giunti dalla direzione est, e dalla direzione sud erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 60 milioni di fiumi Gange; dalla direzione ovest erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 70 milioni di fiumi Gange e dalla direzione nord erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 80 milioni di fiume Gange; dal nadir erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 90 milioni di fiume Gange e dallo zenit erano giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 100 milioni di fiume Gange. E questi, giunti alla presenza del Beato si sedettero ai due lati.

Poi il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena disse così al Beato: “ Beato, che cosa sono quelle forme nere e rosse che appaiono là, nel cielo?”

E il Beato domandò: “Bhaishajyasena, non sai cosa sono queste forme nere e rosse? Il Tathagata lo sa. Bhaishajyasena, questo è Mara. Bhaishajyasena, desideri vedere?”

Ed egli rispose: “Lo desidero, Beato, lo desidero Andato nella Beatitudine.”

Ed il Beato disse: “Bhaishajyasena, allo stesso modo sono giunti tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 100 milioni di fiumi Gange.”

Ed egli domandò: “ Beato, qual è la causa, qual è il motivo per cui sono giunti questi bodhisattva?”

Ed il Beato rispose, “Bhaishajyasena, essi sono giunti a motivo dei giovani. Tutti questi esseri conquisteranno il Dharma della meditazione. Bhaishajyasena, vedi le molte folle di esseri qui giunti, arrivati qui per mezzo di una varietà di poteri prodigiosi?”

Ed egli rispose: “Vedo tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 100 milioni di fiumi Gange e tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di 100.000 miliardi di milioni di fiumi Gange dimorano nei poteri prodigiosi: dimorano in molte forme, molti colori e molte fattezze; e vedo che questi bodhisattva dimorano nello stato del Dharma degli Arya, e questi bodhisattva sono stabiliti nella dimora del Dharma insieme ai loro seguiti.”

Quando il Beato pronunciò quelle parole, il bodhisattva mahasattva Sarvashura, il bodhisattva mahasattva Bhaishajyasena, tutti gli anziani e i giovani, e tutti coloro che erano lì con i loro seguiti, come i deva, gli esseri umani, gli asura e i gandharva furono estasiati e lodarono il discorso del Beato.

Il “Nobile Saghata-sutra-dharma-paryaya” è così concluso.

Colophon alla traduzione dal tibetano in inglese

Questa bozza di traduzione dal tibetano in inglese è offerta da Lhundup Damchõ quale mezzo provvisorio perché il sutra possa essere recitato al più presto da quante più persone possibile. Tutti gli errori sono suoi; tutto ciò che è fatto bene è il risultato della gentilezza di Geshe Lhundup Sopa nel leggere il testo con lei, dal settembre 2002 fino alla fine di gennaio 2003, a Madison, nel Wisconsin. La traduzione è stata fatta usando l’edizione di Taipei del Kangyur, con alcune correzioni basate sulle edizioni di Lhasa e Pechino e considerando il sanscrito.

Colophon alla traduzione dal sanscrito in inglese

La traduzione dal sanscrito in inglese appare nella tesi di laurea (PhD) non pubblicata del defunto studioso dello Sri Lanka, R.A. Gunatilaka, presentata all’università di Cambridge nel 1967. Un grande numero di termini sanscriti (anche se non tutti), non tradotti da Gunatilaka, qui sono stati tradotti in inglese per facilitare la recitazione e la comprensione. Altre correzioni preliminari alla traduzione sono state fatte da Lhundup Damchõ, in alcuni punti per correggere la grammatica e la punteggiatura inglese, consultando l’originale in sanscrito, in altri traducendo di nuovo alcuni passaggi.

Ultima revisione: Puerto Rico, 18 giugno 2003

Colophon alla versione italiana completa

La prima parte della traduzione di questo Sanghatasutra è stata revisionata una prima volta dalla stessa traduttrice Roberta Scandellari, nel 2003, con il contributo occasionale della monaca Joan Niecell ed altri.

La seconda parte, che inizia con l’indicazione TRADUZIONE DAL SANSCRITO IN INGLESE è stata tradotta nel 2003 da Annette Fitz , e totalmente revisionata una prima volta da Adalia Samten Telara, il 3 luglio 2004, per permettere un’immediata completa recitazione di tutto il Sanghatasutra dedicata a beneficio delle attività dell’Istituto Lama Tzong Khapa.

Questa revisione completa e questo primo editing completo, sulla base della versione inglese del 18 giugno 2003, è a opera delle upasika Roberta Scandellari e Adalia Samten Telara, per esaudire il desiderio di Lama Zopa Rinpoche di rendere rapidamente accessibile il Nobile Sanghatasutra Mahayana al maggior numero possibile di persone. Possa questo Sanghatasutra dharma-paryaya manifestare rapidamente la sua benefica potenza sul nostro pianeta Terra e su tutti gli esseri senzienti. Istituto Lama Tzong Khapa, Pomaia, 31 luglio 2004

 

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