Lama Tzong Khapa: Il cantico delle quattro consapevolezze

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Lama Tzong Khapa: Poni la tua mente, senza permetterle di vagare, in uno stato di profondità e chiarezza.

Lama Tzong Khapa: Una pioggia di ottenimenti. Un canto ornato con le quattro consapevolezze che illustra la visione Madyamika

Sul cuscino immutabile, unificazione di metodo e saggezza,

siede il gentile lama, la natura di tutti rifugi

un Budda che ha completato gli abbandoni e le realizzazioni è lì.

Avendo abbandonato il concepire difetti in lui,

fagli richieste con una pura apparenza.

Poni la tua mente senza permetterle di vagare in uno stato

di apprezzamento e rispetto per lui.

Avendola resa consapevole, priva di dimenticanza,

mantienila in uno stato di apprezzamento e rispetto.Nella prigione di sofferenza dell’esistenza ciclica senza fine.Gli esseri senzienti delle sei classi vagano privi di felicità

I genitori che ci hanno nutrito con la loro gentilezza sono li.

Abbandonati attaccamento e odio

medita sulla compassione e sul prenderti cura di loro.

Poni la tua mente, senza permetterle di vagare,

in uno stato di compassione per loro.

Avendola resa consapevole, priva di dimenticanza,

mantienila in uno stato di compassione.

Nella dimora celestiale di grande beatitudine, una sensazione piacevole,

dimora il corpo di una divinità, i puri aggregati e costituenti del proprio corpo

una divinità di meditazione inseparabile dai tre corpi di Budda è li.

Non apprenderla come ordinaria,

ma addestrati nell’orgoglio [divino] e nella pura apparenza.

Poni la tua mente, senza permetterle di vagare,

in uno stato di profondità e chiarezza.

Avendola resa consapevole, priva di dimenticanza,

mantienila in uno stato di profondità e chiarezza.

Il mandala degli oggetti di conoscenza, l’apparire e l’esistere,

è pervaso dallo spazio di chiara luce, realtà ultima:

l’effettivo inesprimibile modo di esistenza è lì.

Avendo abbandonato le fabbricazioni intellettuali,

vedi la natura del completamente vuoto.

Poni la tua mente, senza permetterle di vagare, in uno stato di realtà.

Avendola resa consapevole, priva di dimenticanza, mantienila in uno stato di realtà.

Alla confluenza della varietà di apparenze e delle sei collezioni

vedi la confusione dei fenomeni, dualità senza base e senza radice

uno spettacolo magico, che ci conduce ingannevolmente, è lì.

Senza pensare “è vero” vedi la natura della vacuità.

Poni la tua mente, senza permetterle di vagare,

in uno stato di apparenza e vacuità.

Avendola resa consapevole, priva di dimenticanza,

mantienila in uno stato di apparenza e vacuità.

Questa è l’istruzione speciale data direttamente da Manjusri a Tsongkhapa, il re del dharma.

Questo Canto ornato delle quattro consapevolezze, unitamente a un commentario sulla visione [Madyamika] fu composto dal monaco buddhista Losan Kelsang Ghiatso per depositare le latenze della visione perfetta in se stesso e negli altri. Tradotto [in inglese] da Tsepak Rigsin in I quattro essenziali commentari buddisti di Sua Santità il XIV Dalai Lama, Library of Tibetan Works and Archives, Dharamsala, 1982. Tradotto in italiano da Ivan Zerlotti per il Centro ScenPhen GiamTse Ling, nella fortunata occasione degli insegnamenti dati dal molto venerabile Ghesce Giampa Ghiatso Rinpoce alla Badia di Torrechiara, Parma, dal 16 al 18 giugno 2006. Fonte: http://www.scenphen.it/index.html che si ringrazia.

 

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