Lama Yeshe: Mai cadere nel settarismo!

Lama Yeshe: E' estremamente importante rifiutare ogni tipo di concezione settaria.

Lama Yeshe: E' estremamente importante rifiutare ogni tipo di concezione settaria.

Lama Yeshe: la ricchezza delle scuole Buddhiste tibetane.

Lama Tzong Khapa o Je Rimpoce, il fondatore della scuola Gelug-pa o Ghelug-pa, “passò gran parte della giovinezza, e in realtà il resto della vita, studiando con i più grandi Lama appartenenti alle diverse tradizioni buddhiste tibetane:
– Nyingma,
– Kadam [da cui la scuola Gelug o Ghelug],
– Kagyu,
– Sakya.
Se per fare riferimento a queste tradizioni mi fossi servito della parola “setta”, avreste probabilmente ricevuto l’impressione erronea di una differenziazione totale e perfino di una certa opposizione tra queste tradizioni. Infatti molti libri occidentali alimentano questo tipo di idee, portando a credere ad una lotta continua tra esse.Tutto questo non corrisponde affatto alla realtà, è una interpretazione completamente erronea. Lo stesso Lama Tzong Khapa ricevette insegnamenti da grandi pandit e maestri di meditazione di tutte queste scuole; studiò con loro, partecipò ai dibattiti nelle loro università, imparò le loro tecniche di meditazione.
Questa sua completa esperienza, piuttosto che essere fonte di conflitti, è stata di immenso beneficio per tutti. Nonostante ciò, molti libri in occidente danno l’impressione che una scuola abbia una buona pratica e una no, che vi siano delle scuole che si concentrano unicamente sullo studio al contrario di altre, e così via.
Molti avranno letto queste affermazioni, che possono anche sembrare interessanti, ma sono tutte visioni nate dall’ignoranza. Esaminando attentamente, vi renderete conto, come del resto hanno già fatto tutti gli studiosi e i maestri di meditazione del passato, che le tradizioni Nyingma, Kagyu, Sakya e Ghelug insegnano tutte il dharma buddhista, si basano tutte sugli insegnamenti fondamentali delle Quattro Nobili Verità e tutte studiano il sentiero graduale che conduce alla completa illuminazione. Se controllate con cura vedrete come gli argomenti trattati nella “Grande Esposizione del Sentiero Graduale” di Lama Tzong Khapa (Tib. Lam-Rim Cen-Mo) sono gli stessi trattati dalle altre tre tradizioni del buddhismo tibetano.
Dato che Tsong Khapa ricevette il lignaggio dei suoi insegnamenti da grandi guru di tutte le tradizioni, come potrebbero i suoi insegnamenti essere qualcosa di diverso?
E’ estremamente importante rifiutare ogni tipo di concezione settaria.
Queste concezioni sono soltanto opinioni errate, di cui si farebbe volentieri a meno.
(…) Alcune persone e alcuni libri sostengono che la tradizione Ghelupa di Lama Tzong Khapa è specializzata nella speculazione filosofica e non ha alcuna pratica meditativa tantrica. (…) Basta scorrere gli scritti di Lama Tsong Khapa: i testi relativi alla pratica avanzata del tantra sono molto più numerosi dei testi sugli insegnamenti basilari dei sutra. Nei suoi commentari vengono presi in esame tutti gli aspetti dello yoga tantrico e, sebbene siano completi di ogni riferimento scritturale, ebbero origine dalla sua personale esperienza di meditazione. (…) Vi è comunque un fattore nell’approccio di Lama Tsong Khapa che può far credere che i suoi seguaci non praticano il tantra. Le pratiche tantriche sono qualcosa di segreto ed esoterico per cui egli sottolineò in modo particolare che quando si praticano questi metodi avanzati bisogna mantenere un atteggiamento molto controllato, senza fare sfoggio di alcunché (…). La pratica del tantra (…) è qualcosa di molto personale ed è molto meglio se viene sviluppata interiormente.
(…) Le tecniche di meditazione più avanzate del tantra hanno lo scopo di eliminare le illusioni e i più sottili difetti che oscurano la mente, e se questi metodi tanto profondi vengono usati per un altro meschino gioco dell’ego, con il desiderio di ispirare invidia o meraviglia negli altri, facciamo proprio l’opposto del dovuto e otterremo solo distrazioni e interferenze nella pratica spirituale. (…)
Alcuni credono erroneamente che in certe scuole del buddhismo tibetano si pratichi solo la meditazione senza studiare o ascoltare gli insegnamenti.
Ma come possiamo meditare prima di aver ricevuto spiegazioni?
Meditiamo sulle nostre cattive abitudini? Nel mondo degli affari se volete ricavare del profitto dovete prima investire del capitale, altrimenti non vi sarà alcun profitto per voi. Prima di poter seguire un effettivo metodo di meditazione dovete essere sicuri di possedere delle chiare e precise istruzioni. Solo allora, dopo aver studiato e compreso a fondo, rimuovendo ogni dubbio, la vostra meditazione potrà avere successo. (…) In ogni caso dovremo evitare di dare giudizi sostenendo che una tradizione o scuola sia migliore di un’altra. Tali opinioni non hanno alcun fondamento, quindi non lasciatevi influenzare. (…) In Occidente,  a causa di una grande quantità di informazioni errate, il buddhismo tibetano sta già diventando come una zuppa annacquata, quindi, se avete avuto un contatto personale con gli insegnamenti, cercate di preservare e trasmettere una comprensione più pura possibile evitando almeno di creare altra confusione. (…)
Inoltre, per praticare l’insegnamento del sentiero graduale,
eliminate l’arroganza (…). Ricordate che il vostro modo di comportarvi ha molta influenza sugli altri, perché crea una impressione nella loro mente, una certa visualizzazione.
Quindi l’influenza degli amici è molto potente e facilmente può causare il sorgere di cattive impressioni, per cui se abbiamo veramente compassione degli altri, dovremmo cercare di agire il più naturalmente possibile in loro compagnia, piuttosto che vantarci dei poteri che possiamo aver ottenuto con le nostre pratiche. (…) Per favore cercate di mettere in pratica il più possibile qualsiasi insegnamento abbiate ricevuto, e questo sarà di beneficio per tutti.”
(…)
“Buddha, per poter praticare i suoi più profondi insegnamenti tantrici pose come condizione l’impegno a non giudicare in maniera sprezzante alcuna dottrina filosofica o religiosa”.

Capoversi scelti dalle pagine 63 a 74 da “Il suono del silenzio” Autore: Lama Yesce Edizioni: 1985 Chiara Luce http://www.chiaraluce.it/index_file/home.htm

 

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