Le qualità del Maestro

bh-tankaLe qualità del Maestro e dell’allievo: approfondimenti tratti dal LamRim. Secondo il testo Ornamento dei Sutra Mahayana (Mahayana-Sutralamkara) queste sono le dieci qualità di un maestro Mahayana:

1 La sua mente è controllata dalla pura condotta etica.

2 La sua mente è pacificata e non distratta dalla pratica della concentrazione.

3 La sua mente è completamente pacificata dalla pratica della saggezza.

4 Ha maggiore conoscenza del discepolo.

5 Ha perseveranza nell’insegnare il Dharma.

6 E’ ricco di conoscenze scritturali.

7 Ha una profonda e stabile realizzazione della vacuità.

8 Ha grande abilità nell’insegnare il Dharma.

9 Ha compassione ed amore.

10 Ha entusiasmo nell’insegnare il Dharma essendo libero da pigrizia e scoraggiamento.

Non possiamo educare la mente degli altri se prima non abbiamo educato la nostra. Chi vuole insegnare il dharma agli altri, deve quindi educare prima la propria mente. L’educazione della propria mente avviene con la pratica dei tre addestramenti superiori di: Etica – Concentrazione – Saggezza.

Le prime tre qualità di un maestro sono pertanto in relazione a questi tre addestramenti superiori.

1) “Controllata” significa che la sua mente è disciplinata dalla moralità (etica). Come si usa la briglia per domare un cavallo selvaggio, così all’inizio, si deve usare la briglia dell’etica per disciplinare i propri sensi incontrollati.

2) “Pacificata” significa che ha pacificato le distrazioni, cioè ha raggiunto il calmo dimorare (padronanza della meditazione concentrativa) e la sua mente è capace di rimanere univocamente concentrata su un oggetto. L’addestramento superiore nella concentrazione porta alla pacificazione della mente, che sorge da attenzione e vigilanza dirette verso gli oggetti che devono essere abbandonati (le azioni negative) e gli oggetti che devono essere coltivati (le azioni positive).

3) “Completamente pacificata” significa che possiede la qualità della saggezza. La terza qualità che è la completa pacificazione della mente, risulta dall’addestramento superiore nella saggezza: cioè la pratica dell’analisi della natura della realtà basata sul fondamento del calmo dimorare (meditazione concentrativa).

4) Perché un maestro posa essere di beneficio deve possedere più conoscenza dei suoi allievi.

5) Deve possedere vaste conoscenze scritturali comprendenti tutto il Tripitaka (le tre raccolte degli insegnamenti di Buddha). Se ad esempio ne avesse sviluppata solo una parte, non potrebbe aiutare gli allievi, con predisposizioni diverse dalle sue, nelle parti che non conosce.

6) deve avere comprensione (realizzazioni) della vacuità. Lo sviluppo delle realizzazioni della saggezza che comprende la vacuità di esistenza intrinseca dei fenomeni.

Queste prime sei qualità sono necessarie perché la mente del maestro sia matura. Le altre quattro qualità sono necessarie per poter maturare la mente dei discepoli.

7) E’ necessario che possegga perseveranza e provi gioia nell’insegnare il dharma.

8) La grande abilità nell’insegnare il dharma serve per poter insegnare secondo le capacità e le predisposizioni dei diversi allievi.

9) La motivazione deve essere pura, non si insegna per ottenere fama o ricchezze o per orgoglio ma solo motivati da amore e compassione verso gli studenti.

10) Deve possedere incrollabile tenacia senza scoraggiarsi di fronte a studenti lenti e pigri.

Dobbiamo cercare un maestro mahayana con queste dieci qualità. Se non riusciamo a trovare un maestro con tutte le dieci qualità, possiamo affidarci a chi ne possiede almeno cinque (etica, concentrazione, saggezza, saggezza che comprende la vacuità, compassione) o almeno tre (più qualità di difetti, più interesse per gli altri che per se sesso, più interesse nelle vite future che per questa vita).

Le qualità dell’allievo

Un discepolo Mahayana dovrebbe avere:

1) una mente equilibrata, imparziale, libera da grandi attaccamenti ai piaceri mondani e da grandi avversioni;

2) la saggezza in grado di discriminare il dharma che porta reali benefici, dai falsi insegnamenti;

3) forte desiderio di praticare il dharma;

4) grande fede e rispetto per la guida spirituale e per il dharma;

5) abilità di ascoltare o leggere il dharma senza pigrizia e distrazioni.

E’ difficile riconoscere un maestro a causa delle oscurazioni causate dai nostri difetti mentali. Se non siamo imparziali, se abbiamo pregiudizi, non saremo in grado di vedere le qualità del maestro. A causa di oscurazioni come la rabbia è possibile vedere le virtù del maestro qualificato come difetti, e a causa di oscurazioni come l’attaccamento è possibile vedere i difetti del maestro non qualificato come qualità.

L’allievo, privo della saggezza che discrimina il bene dal male, non è neppure in grado di riconoscere le proprie qualità; potrebbe considerare le proprie virtù come difetti e i propri difetti come virtù. Non riconoscendo le qualità in se stesso, come potrebbe riconoscerle in un maestro? Il desiderio di praticare il dharma è reso forte e stabile dal riflettere e dal meditare sui benefici della pratica. La fede verso il maestro sorge dal riconoscere e dal riflettere sulle sue qualità. Saper ascoltare il dharma è una qualità importante del discepolo mahayana.Il modo corretto di ascoltare il dharma è descritto nei testi del Lam Rim.

Fonte http://www.sabsel.com/ che gentilmente si ringrazia.

 

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