Ven. Ghesce Yesce Tobten: il Tantra – 3

Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se consideri gli altri più importanti di te stesso, ti impegnerai facilmente nel compier azioni positive verso di loro, anziché danneggiarli, e queste azioni positive torneranno come tuo diretto beneficio.

Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se consideri gli altri più importanti di te stesso, ti impegnerai facilmente nel compier azioni positive verso di loro, anziché danneggiarli, e queste azioni positive torneranno come tuo diretto beneficio.

Ven. Ghesce Yesce Tobten

I SENTIERI HINAYANA, MAHAYANA E TANTRAYANA Attraverso la pratica Hinayana noi riusciamo a liberarci dalle emozioni afflittive, ma per liberarci di tutti i nostri difetti dobbiamo praticare il sentiero Mahayana; per raggiungere la Buddhità il più in fretta possibile si deve seguire il Tantrayana, anche se sarà impossibile ottenerla per il nostro esclusivo beneficio.
Cercare di ottenere la Buddhità con l’intenzione di liberare tutti gli esseri sanzienti, portando loro la felicità senza fine è la giusta maniera di impegnarsi nelle pratiche. Per riuscire a creare tale motivazione occorre meditare sulla compassione , sul grande amore generando un forte sentimento.
Tutto ciò risulterà più facile se ci ricordiamo della gentilezza degli esseri senzienti nei nostri confronti , ma senza provare alcun attaccamento.
Per meditare sulla grande compassione bisogna prima meditare sulla propia sofferenza e volersene liberare; dopo ciò occorre pensare alle sofferenze altrui e desiderare intensamente che tutti se ne liberino. Meditando in questa maniera si può generare un sentimento di grande compassione. Per generare compassione nei confronti dei Deva che non provano questo tipo di sofferenze possiamo pensare che anch’essi non possono rinascere molto tempo in quello stato ,rinascendo come esseri umani o addirittura nei reami inferiori. Sicuramente anche noi qui siamo stati dei Deva in nostre vite precedenti , ma vediamo che ora non ci è di alcun beneficio. Poichè anche i Deva possono essere soggetti a continue rinascite nei reami inferiori, tale condizione è motivo di sofferenza. Per esempio, se noi abbiamo un corpo forte e robusto dobbiamo pur pensare che non può mantenersi per sempre in perfette condizioni; il ragazzo che possiede un fisico perfetto fino all’età di venticinque anni , passati i trenta, comincia ad invecchiare anch’egl:tutto ciò è di per se natura di sofferenza. Se prendiamo in considerazione il maiale che il padrone ucciderà l’anno successivo , possiamo notare che, sebbene ben nutrito ed acchudito , in realtà si avvicina sempre più al momento della morte.
Fino a che rimarremo coinvolti da queste emozioni afflittive resteremo nella sofferenza. Attraverso la pratica del Dharma noi possiamo evitare una rinascita nei reami inferiori ,ottenere rinascite in quelli superiori come esseri umani o come Deva, inoltre possiamo liberarci dall’esistenza ciclica , giungere allo stato del Nirvana , liberarci di tutti i nostri difetti ed ottenere la Buddhità. Quindi è molto importante studiare ,comprendere il Dharma e metterlo in pratica. Poichè siamo soggetti a vari tipi mdi sofferenza che non possiamo sopportare , dobbiamo cercare una soluzione che ci permetta di liberarcene : la migliore soluzione è la pratica del Dharma. Siccome noi vogliamo la felicità , il modo migliore di ottenerla è sempre la pratica del Dharma.
Se una persona ha una buona comprensione del Dharma, considererà gli altri più importanti di se stesso, sarà più contenta di vedere altre persone felici piuttosto che se stesso e sceglierà di essere lui a soffrire al posto di altri.
Una persona di questo genere non avrà mai nessun tipo di problema che lo porterà a combattere contro qualcuno , non ci sarà alcuno che lo riterrà un nemico e nessuno gli farà del male. Se uno si dimostra nobile e buono verso gli altri , essi gli risponderanno nella stessa maniera . Se quindi pratichiamo il Dharma saremo molto felici in questa vita presente ed in quelle future.
La più alta ambizione per un praticante di Dharma è quella di lavorare per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, per fare ciò è importante raggiungere lo stato di Buddhità. Per potere ottenere la Buddhità una persona si deve impegnare nella pratica delle sei perfezioni di cui la prima è la generosità : una persona cioè non deve essere per nulla avara , provare attaccamento per ciò che possiede e inoltre deve possedere una mente tale da essere in grado di donare ad un altro tutto ciò che ha, se fosse necessario.
Questo particolare atteggiamento, chiamato pratica della generosità,è basato sull’essere disponibili a cedere i propri possessi ad altre persone ; man mano che si progredisce in tale pratica si deve essere in grado di donare anche il proprio corpo, se necessario. Buddha Sakiamuni, prima di raggiungere la Buddhità , mentre seguiva il sentiero del Bodhisattwa , ha dato il suo corpo in aiuto ad altri esseri molte e molte volte. C’è un posto in Nepal che si chiama ‘dare il proprio corpo alla tigre’. Il nome deriva dal fatto che un tempo viveva in quel luogo una tigre femmina che aveva cinque cuccioli; era talmente affamata da essere sul punto di mangiarli , ma poichè erano molti giorni che la tigre digiunava, la sua bocca era impossibilitata ad aprirsi. Buddha Sakiamuni, che si trovava da quelle parti, avrebbe voluto dare il suo corpo in pasto alla tigre, ma poichè l’animale non poteva aprire la bocca, egli si procurò un taglio ,in modo da farne sgorgare sangue e lo diede da bere alla tigre , la quale ,poco per volta riuscì ad aprire la bocca .Così Buddha potè offrire il suo corpo. Questo posto esiste tutt’ora in Nepal ed è possibile visitarlo.
E’ molto difficile praticare tutti gli Insegnamenti del Sentiero di Buddha, ma l’importante è praticare quello che è alla nostra portata,al nostro livello. I risultati e gli effeti della pratica del Dharma non sono visibili in poco tempo , ma è sicuro che esistono. E’ come per le piante di ulivo; dopo averle piantate bisogna attendere una decina d’anni per avere dell’olio; come possiamo quindi aspettarci di praticare il Dharma oggi ed ottenere la Buddhità domani ? In ogni caso dovremo praticare il Dharma nel corso della nostra vita per quanto siamo in grado di praticarlo ; se uno procede gradualmente in questo modio,sicuramente poco per volta si svilupperà in maniera naturale. Comunque attraverso la pratica del Dharma ,dovremmo cercare di diventare una persona migliore, più nobile. E’ nobile chi cerca di fare del bene agli altri il più possibile. Una persona che compie azioni negative ha un brutto carattere ; noi dovremmo cercare di evitarlo. DOMANDE E RISPOSTE
Domanda: Personalmente non trovo grande difficoltà a non odiare i miei nemici, piuttosto sento difficile eliminare l’attaccamento verso quelli che amo.
Ven. Ghesce Yeshe Tobden: E’ verissimo, ma questo tipo di sentimento verso i nostri amici è qualcosa che dovremo eliminare. Esaminando superficialmente sembra che tale attaccamento sia un aiuto ,ma in realtà ci danneggia. Conoscendone l’esatta forza opponente, non sarà difficile eliminarla, ma occorre sapere qual’è la maniera giusta per farlo. Il primo stadio per generare la forza opponente all’attaccamento è il meditare sull’impermanenza. Se, per esempio , nutriamo un sentimento di attaccamento per il nostro corpo perchè giovane e di bell’aspetto, dobbiamo pensare che anch’esso è come i fiori autunnali: pur essendo stati belli, tendono a seccare e a morire. Ciò può aiutarci a ridurre l’attaccamento nei confronti del nostro corpo. Se pensiamo anche alle impurità del nostro corpo come sangue , urina, escrementi ecc. ci potremo separare da questa idea di attaccamento. Ma per liberarci totalmente da essa bisogna meditare sulla vacuità, sulla non esistenza inerente dei fenomeni. Ghescelà è molto contento del fatto che, contrariamente a quanto succede in altri centri dove ci sono molte persone giovani, qui ci sono delle persone più adulte. Chi pratica bene il Dharma, quando invecchierà, non avrà il problema di far passare le giornate, che non saranno così lunghe. Per una persona anziana, che non lavora più, può risultare difficile far passare i giorni mentre, praticando, sfrutterà molto bene il suo tempo e, anche quando verrà il momento della morte potrà morire abbastanza felice. I Lama dicono che chi ha ben praticato, sente il momento della morte come un figlio che sente di tornare nella terra di suo padre. L’importante è studiare il Dharma , perché gradualmente una persona possa arrivare ad ottenere lo stato della Buddhità.
Domanda: Ghesce là ha parlato della vacuità come mancanza di inerente esistenza delle cose, delle persone dei fenomeni. Io chiedo un chiarimento riguardo al fatto che in molte Sadhane, in molte pratiche buddhiste si trova l’espressione: ‘Dalla vacuità emerge un loto una sillaba, una divinità’. Questa espressione dà quasi l’impressione come si tratti di uno spazio, di una dimensione, di qualcosa che comunque mi pare un pò diverso da quello che Ghesce là ha spiegato.
Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Poiché tutti i fenomeni sono privi di esistenza inerente , attraverso questa meditazione sulla mancanza di inerente esistenza di tutti i fenomeni nasce, emerge la divinità, la sillaba al di fuori della vacuità .L’oggetto di tale meditazione emerge da una mente che realizza la mancanza di inerente esistenza dei fenomeni.
Anche se una persona non ha realizzato la vacuità , può nascere ugualmente una specie di visualizzazione di questa divinità attraverso la concentrazione , il desiderio che è dentro di lui.
Domanda : Si è parlato a proposito della pratica della generosità: Vorrei sapere fino a che punto è giusto seguire i desideri altrui.
Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se l’oggetto che ci viene richiesto è pericoloso per la persona che lo sta richiedendo allora non dovremo darglielo. Per esempio se qualcuno ci chiede delle droghe pesanti , noi non dovremo dargliele:Se ci viene chiesto qualcosa che può essere piacevole od utile per un breve periodo di tempo, ma alla lunga risulterà dannoso , anche in questo caso dobbiamo rispondere negativamente. Se invece la cosa è nociva per un breve tempo, ma alla lunga utile, allora la si può donare.
Domanda : come è possibile giustificar il superamento del concetto di amare il prossimo come se stessi , giungendo fino a considerare un altro più importante di noi ?
Ven. Ghesce Yeshe Tobden: Se consideri gli altri più importyanti di te stesso ,ti impegnerai facilmente nel compier azioni positive verso di loro ,anzichè danneggiarli , e quste azioni positive torneranno come tuo diretto beneficio. Certamente sperimenterai questo beneficio aiutando gli altri , ma devi farlo con altruismo,senza pensare alla ricompensa. Se qualcuno , essendo in una buona situazione, non pensasse al beneficio altrui non sarebbe un buon praticante di Dharma.
Al contrario un buon praticante, se tutti gli altri stanno bene , non si preoccupa della propia condizione.
Il Dharma si propone di migliorare la situazione di una persona e quindi chiunque aiuta gli altri è un buon praticante
N.B. Questa dispensa non ha alcun valore ufficiale , vuole solo essere un sussidio per i partecipanti al corso di Lama Ghesce Yesce Tobden.
Dedichiamo i meriti della preparazione di questa dispensa per la lunga vita di Ghesce Yeshe Tobden.
Ulteriore N.B. Chiedo umilmente scusa a tutti per la lentezza con cui ho pubblicato questo corso, per gli errori di ortografia e di battitura. Se un minimo merito è stato accumulato lo dedico integralmente per il veloce ritorno del Ven. Ghesce Yeshe Tobden.
 

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