Lama Yesce: Questo è il Lamrim!

Lama Yesce: Non credo che la rinuncia significa fare a meno d’un qualcosa di desiderabile. Ma ad un fuoco pericoloso che brucia in te. Questo è quello che devi spegnere, è quello cui devi rinunciare, devi lasciar andare, è la mente ardente dell’attaccamento. Questo è quello che ti sta bruciando.

LamaYesce: Noncredo che la rinuncia significa fare a meno d’un qualcosa di desiderabile. Ma ad un fuoco pericoloso che brucia in te. Questo èquello che devi spegnere, è quello cui devi rinunciare, devi lasciarandare, è la mente ardente dell’attaccamento. Questo è quello cheti sta bruciando.

Lama Yesce: Questo è il Lamrim !

Quelli che capiscono l’intera evoluzione del samsara vedono che per ignoranza le persone dedicano tutta la loro vita, dall’inizio alla fine, alla ricerca del piacere materiale senza stancarsi.

Quindi c’è bisogno di meditare, non solo da parte delle persone religiose, ma anche da parte di coloro che non sono religiosi. La liberazione non è solo per le persone religiose.

Se si capisce la propria situazione, il proprio stile di vita, anche se sei non-religioso si può vedere la propria confusione, la propria insoddisfazione, si può vedere che ciò che si considera essere la felicità, è invece quello che causa lo scaturire dell’attaccamento, che non ti dà vero piacere. È anche possibile vedere come le tue esperienze di sconforto ti rendono incline alla rabbia, mentre le tue esperienze neutre ti rendono ignorante ed ottuso.

Questo è il samsara. Tutta la tua vita diventa samsara. Non è solo perché sei vivo che sei nel samsara. No. Il samsara è collegato al tuo afferrare, all’atteggiamento ottuso, ignorante. Questo è ciò che rende la vita samsara. E, come suggerisce il suo nome, l’esistenza ciclica, si tratta di un cerchio che si auto mantiene e gira senza fine.

La meditazione può liberarvi da tutta questa sensibilità emotiva continuamente ripetuta, che si ripresenta all’infinito. Se la lasci andare, se te ne liberi, tua vita diventerà più stabile, perché avrai meno aspettative, perché avrai capito la natura delle cose – che il piacere che ne deriva è limitato. Se mi aspetto che i miei vestiti mi possano dare un piacere eterno, ne sarò deluso.

Allo stesso modo, gli esseri umani non possono dare agli altri un piacere eterno, un monaco gorilla dell’Himalaya, come me, non può dare piacere eterno. Il vostro piacere eterno è la vostra responsabilità. Ed è la stessa cosa con tutte le altre persone per quanto concerne le relazioni sulla Terra. Non è possibile dare agli altri un piacere eterno, ogni persona deve fare uno sforzo individuale di sviluppare la propria mente.

In un certo senso, noi occidentali siamo molto desiderosi di voler aiutare gli altri. Tutti lo sono. Per qualche motivo gli occidentali hanno davvero buone intenzioni, che siano religiosi o meno. “Mi sento veramente d’aiutare gli altri. Voglio fare qualcosa per aiutare gli altri.” Certo, che può essere una pretesa anche egoistica.

Tuttavia, da qualche parte dentro di te c’è la motivazione di voler aiutare gli altri. In ogni caso, sei annoiato e sofferente, così vuoi fare qualcosa. Ma voler aiutare gli altri quando sei triste, quando stai soffrendo, è un desiderio troppo emotivo. Sei confuso ed insoddisfatto. Finché sei insoddisfatto, non puoi dare conforto agli altri. Questo è al cento per cento vero. Finché sono intossicato dalla miseria interiore non posso dare felicità agli altri, non posso liberarli dalla sofferenza. Non è possibile .

Aiutare gli altri non significa semplicemente alleviare il loro dolore fisico. Questo non è il vero significato di aiutare gli altri, perché il loro corpo non è la vera fonte della loro sofferenza. L’essenza, la fonte principale è la mente. La mente ci fa soffrire, la mente ci rende felici. La mente è la fonte di ogni felicità ed infelicità. Tutto nasce dalla mente, dall’energia della mente.

Quindi, se si vuole veramente aiutare gli altri è necessario comprendere la mente. Se non si conosce la natura della mente non si può nemmeno curare la propria miseria interiore. Finché non avrete guarito la vostra malattia della miseria emotiva, non c’è modo si poter aiutare gli altri. Questo è solo sognare, completamente sognare.

Forse a questo punto nasce una domanda: « Chi dice che la mia vita è infelice? Tu, gorilla, dici che la mia vita è misera, ma ti sbagli. Ho un lavoro, una casa, un giardino, posso andare al cinema, posso guardare la televisione, posso fare questo, posso farlo …. “

Sì, puoi fare tutto questo, ma con che tipo di mente? È la mente che sperimenta tutte le cose che possono renderti veramente felice? Posso farti una domanda? Tutto ciò che pensi essere la felicità è davvero la felicità? O, piuttosto, non lo è affatto? I Tibetani dicono: “Un maiale vive in un recinto sporco ma pensa che sia un palazzo.” Non fare così!

Chiunque siamo, di solito abbiamo delle nozioni preconcette di ciò che costituisce la felicità e l’infelicità. Persone diverse hanno idee diverse di ciò che costituisce la felicità e l’infelicità, ed in generale è così. Quindi, bisogna che ognuno verifichi da se stesso se ciò che pensa sia felicità in realtà non sia che infelicità. Se, con una penetrante mente meditativa, si sonda in profondità, vedrete che, in realtà, quello che chiami felicità in realtà è la depravazione della mente. Se siamo in grado di potercene rendere conto, giungiamo ad una sorta di realizzazione. Tale intuizione può essere l’inizio del vostro viaggio, come un ricercatore della liberazione.

Finché si pensa che un porcile è un bellissimo mandala, anche se potresti dire che sei in cerca della liberazione, in realtà non lo sei. E impossibile, perché sei intrappolato in una situazione creata dall’ombra oscura d’ignoranza nella tua mente.

Non sto cercando di drammatizzare. Non sto dicendo che tutta la vita è miserabile e negativa. Dovete capire quello che sto dicendo, senza pensarci. Non sto dicendo che tutto è infelice e senza speranza, che non c’è futuro in questa terra e sarebbe meglio tagliarsi la gola. Il fatto è che ognuno di noi ha questa fantasticheria su ciò che è la felicità e cosa non lo è, tutti abbiamo questa concezione sbagliata. Dobbiamo riconoscere questa concezione sbagliata e lasciarla andare. Se riesci a farlo, ecco che diventerai stabile; potrai smettere di essere troppo ambizioso. Potrai accettare che la vita cambi. Se qualcuno fa un errore, lo accetti. Non c’è più una mente ipersensibile che esagera emotivamente e ti fa andare su e giù, su e giù per tutto il tempo. Perché sai come stanno le cose.

Puoi vedere come siamo tutti coinvolti gli uni con gli altri. Gli esseri umani sono costantemente impegnati con altri esseri umani. E tutta questa interazione tra persone mosse da estrema ambizione nella loro mente provoca conflitti. Ci creiamo problemi gli uni con gli altri. Tutto viene dalla mente .

Ho sentito dire che la metà dei matrimoni finiscono in divorzi. Qual è il risultato? Potete perciò immaginare quanti milioni di persone devono essere infelici? Allora da dove proviene in realtà tutto ciò? L’incontro, lo stare insieme, il matrimonio, il divorzio, l’addio, il “Non mi piaci più”? Da dove derivano tutte le situazioni ridicole che avvengono in quel particolare viaggio? Chi ha fatto tutto questo? Verificatelo! Viene da ambizioni emotive, dall’aggrapparsi ad idee fisse, ad illusioni. Due persone si incontrano: “Oh, sei così bella, fantastico!”. C’è una sorta di “Ho trovato un compagno tanto prezioso.” C’è un incredibile accumulo di aspettativa da un qualcosa che ha avuto inizio con una delusione. Non c’è modo che tali aspettative possano essere soddisfatte, non c’è modo che l’altra persona possa dare soddisfazione, così prima o poi i due si separano. Si può vedere come succede.

Queste sono esperienze umane comuni. Se riuscita a capire come e perché due persone si riuniscono e poi si separano e finiscono miseramente, questo è il lam-rim ! Questo è il lam-rim. Che non si deve basare sulla fede, e non dovete aderire a qualche estremo viaggio religioso per vedere la verità di tutto questo. Si può vedere a livello scientifico.

Gli insegnamenti del Buddha sono così semplici. Devi solo controllare nella tua vita. Indagare come si vive è il primo passo alla rinuncia. Dopo aver sviluppato la rinuncia del samsara, sei sulla via della liberazione. La conoscenza di come funziona il samsara è di per sé rinuncia.

Non credo, come molti fanno, che la rinuncia significa fare a meno d’un qualcosa di desiderabile. Ma c’è un fuoco pericoloso che brucia dentro di te. Questo è quello che devi spegnere, è quello cui devi rinunciare, devi lasciar andare, è la mente ardente dell’attaccamento. Questo è quello che ti sta bruciando.

Lama Yeshe ha dato questo insegnamento al decimo corso di meditazione al Monastero di Kopan, Nepal, novembre 1977. http://www.lamayeshe.com/index.php?sect=article&id=745&utm_source=YE13+Thanks+2+January+2014&utm_campaign=Constant+Contact+1-10-14&utm_medium=email. A cura di Nicholas Ribush. Tradotto dall’inglese dal Dr. Luciano Villa il 12 febbraio 2014 al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling (il cui nome è stato conferito da Sua Santità il XIV Dalai Lama), per il Progetto “Free Dharma Teachings for the benefits of all sentient beings”.

 

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