Ghesce Ciampa Ghiatso: Le due verità 5

ven. Ghesce Ciampa Ghiatso

ven. Ghesce Ciampa Ghiatso

Ghesce Ciampa Ghiatso: Le due verità per gli Svatantrika Madhyamika. I 108 fenomeni, le 12 entrate, i 18 costituenti, le 20 vacuità, le 16 vacuità, le 4 vacuità.

La definizione di verità convenzionale secondo gli Svatantrika è: un oggetto che è realizzato in un modo dualistico da un valido cognitore diretto che lo realizza direttamente. Per esempio: un vaso. Tutti i fenomeni funzionanti sono, quindi, verità convenzionale.

Quanti fenomeni esistono? Dalla forma fino alla mente onnisciente vi sono 108 fenomeni. Quanti sono convenzionali e quanti sono ultimi? Per gli Svatantrika la maggior parte sono convenzionali. La definizione di verità ultima secondo gli Svatantrika è: un oggetto che è realizzato in un modo non dualistico dal cognitore valido diretto che lo realizza direttamente. Per esempio: la vacuità di un vaso – il suo essere vuoto di vera esistenza. È necessario riconoscere l’oggetto della negazione. Dobbiamo comprendere che il vaso è vuoto di vera esistenza, quindi riconoscere l’oggetto di negazione e poi stabilire che il vaso non esiste veramente perché esiste interdipendentemente, sorge in dipendenza di qualcosa. Poiché sorge in dipendenza, non esiste intrinsecamente. Tutti i fenomeni inclusi l’aggregato della forma, quello della sensazione, della discriminazione, dei fattori di composizione, della coscienza, le dodici entrate vedi http://www.sangye.it/altro/?p=3425, i diciotto costituenti Dhatu (Dei poteri sensoriali: Vista, Udito, Olfatto, Gusto, Tatto, Mente; Della coscienza: Coscienza visiva, Coscienza uditiva, Coscienza olfattiva, Coscienza gustativa, Coscienza tattile, Coscienza mentale; Degli oggetti osservabili: Forma, Suono, Odore, Sapore, Tangibilità, Pensiero) e così via, sono fenomeni che sorgono in dipendenza. Dal punto di vista Svatantrika “intrinsecamente esistente”, “stabilito dal suo lato” e “stabilito per le sue proprie caratteristiche”, sono sinonimi, ma non sono sinonimi di “veramente esistente”.

Dal punto di vista Prasangika invece, come vedremo più avanti, sono tutti sinonimi, anche “veramente esistente”. Le divisioni della vacuità sono le stesse – cioè la verità ultima può essere suddivisa in venti vacuità (L’irrealtà degli elementi interni dell’esistenza adhyatma sunyata, L’irrealtà degli oggetti esterni bahirdha sunyata, L’irrealtà di entrambi, come negli organi sensoriali e nel corpo adhyatma bahirdha sunyata, L’irrealtà della (conoscenza della) irrealtà sunyata sunyata, L’irrealtà del grande (lo spazio infinito) maha sunyata, L’irrealtà della realtà ultima, il nirvana paramartha sunyata, L’irrealtà del condizionato samskrta sunyata, L’irrealtà dell’incondizionato asamskrta sunyata, L’irrealtà dell’illimitato atyanta sunyata, L’irrealtà di ciò che è senza inizio e senza fine anavaragra sunyata, L’irrealtà dell’innegabile anavakara sunyata, L’irrealtà delle essenze ultime prakrti sunyata, L’irrealtà di tutti gli elementi dell’esistenza sarvadharma sunyata, L’irrealtà di ogni determinazione laksana sunyata, L’irrealtà di passato, presente e futuro anupalambha sunyata, L’irrealtà della relazione o combinazione concepita come non ente abhava svabhava sunyata, L’irrealtà dei costituenti positivi dell’esistenza empirica bhava sunyata, L’irrealtà del non ente (del non empirico) abhava sunyata, L’irrealtà dell’essere di per sé svabhava sunyata, L’irrealtà dell’essere dipendente parabhava sunyata), in sedici vacuità (Delle entità interne, Delle entità esterne, Dell’interno e dell’esterno, Della vacuità, Dell’immensità, Del definitivo (nirvana), Del condizionato, Del non – condizionato, Di ciò che è al di là degli estremi, Di ciò che non ha né inizio né fine, Di ciò che non va abbandonato, Della natura propria di un fenomeno, Di tutti i fenomeni, Delle caratteristiche definitrici, Di ciò che non è apprendibile, Delle non – cose) o in quattro vacuità (La vacuità delle cose, La vacuità delle non – cose, La vacuità della natura, La vacuità che è l’altra natura), in rapporto alle basi di negazione che sono tutti i fenomeni – tanto secondo i Prasangika, che secondo gli Svatantrika e i Cittamatra, in quanto anche i Cittamatra accettano la vacuità e la mancanza del sé dei fenomeni; mentre le due scuole inferiori, Hinayana (Vaibhashika, Sautantrika) non accettano la mancanza del sé dei fenomeni. Per loro, i fenomeni esistono tutti in un modo vero.

Insegnamenti conferiti dal ven. Ghesce Ciampa Ghiatso presso l’Istituto Lama Tzong Khapa nel settembre 2000.

Colophon

I redattori di questa trascrizione Massimo Stordi (ghelong Thubten Tsognyi), Cristiana Costa (ghetsulma Ciampa Tsomo), Ivan Zerlotti (upasika Ciampa Yeshe), Osvaldo Santi, Giovanna Pescetti e Monica Mignani dedicano i meriti di questo lavoro alla lunga vita dell’amorevole e santo maestro Ghesce Ciampa Ghiatso, affinché i suoi discepoli siano sempre in grado di seguire i suoi preziosi consigli. ILTK, Pomaia, aprile 2002.

I 108 fenomeni http://www.vajra.it/

I cinquantatré fenomeni della classe delle afflizioni o della forma:

I cinque aggregati che sono le basi delle ulteriori divisioni della maggior parte degli altri fenomeni

Forme

Sensazioni

Discriminazioni

Fattori composti

Coscienze

I sei sensi che sono supporto delle rispettive coscienze

Poteri sensoriali dalla vista       occhio

Dell’udito                                        orecchio

Dell’olfatto                                     naso

Del gusto                                             lingua

Del tatto                                               corpo

Della mente                                        mente

Le sei coscienze che dipendono da questi sensi

Coscienza della vista

Coscienza dell’udito

Coscienza dell’olfatto

Coscienza del gusto

Coscienza del corpo

Coscienza della mente

Gli oggetti di queste coscienze

Forme visibili

Suoni

Odori

Sapori

Oggetti tangibili

Fenomeni

I sei contatti (che distinguono gli oggetti tra piacevoli e sgradevoli o neutrali), che sorgono dall’unione di un senso, un oggetto e una coscienza

Contatti sull’unione della vista, di una forma visibile e una coscienza visiva

–         Idem per udito

–         Idem per olfatto

–         Idem per gusto

–         Idem per tatto

–         Idem per mente

Le sei sensazioni che costituiscono le esperienze che sorgono dai contatti

Sensazioni che nascono dal contatto sull’unione della vista, di una forma visibile e una coscienza visiva

–         Idem per udito

–         Idem per olfatto

–         Idem per gusto

–         Idem per tatto

–         Idem per mente

I sei elementi che sono la base della produzione

Terra

Acqua

Fuoco

Aria

Spazio

Coscienza

I dodici anelli dell’originazione dipendente, che vanno visti come svantaggiosi

Ignoranza

Azione

Coscienza

Nome  e forma

Sei sorgenti

Contatto

Sensazione

Attaccamento

Aggrapparsi

Esistenza

Nascita

Invecchiamento e morte

I cinquantacinque fenomeni della classe della purezza o purificata

Le sei perfezioni, sentiero della pratica

1. Generosità

2. Moralità

3. Pazienza

4. Sforzo entusiastico

5. Concentrazione

6. Saggezza

Le 18 vacuità, sentiero della visione

7.   Vacuità dell’interno, o dei cinque sensi  (adhyatma shunyata)

8.   Vacuità dell’esterno, o dei sei tipi di oggetti (bahirdha shunyata)

9.   Vacuità dell’interno e dell’esterno, o della posizione dei sensi (ex. le orbite degli occhi) (adhyatma bahirdha shunyata)

10. Vacuità della vacuità, o vacuità che è la natura dei fenomeni (shunyata shunyata)

11. Vacuità del grande, o delle dieci direzioni (maha shunyata)

12. Vacuità del definitivo, o del nirvana (paramartha shunyata)

13. Vacuità dei prodotti (samskrta shunyata)

14. Vacuità dei non-prodotti (asamskrta shunyata)

15. Vacuità di ciò che è passato attraverso gli estremi, o di ciò che è libero dagli estremi di eternalismo e nichilismo (atyanta shunyata)

16. Vacuità di ciò che non ha inizio né fine, o dell’esistenza ciclica (anavaragra shunyata)

17. Vacuità dell’indistruttibile, o dell’indistruttibile Mahayana (anavakara shunyata)

18. Vacuità della natura, o delle vacuità che sono la natura dei fenomeni (prakrti shunyata)

19. Vacuità di tutti i fenomeni, o dei 18 costituenti  (sarvadharma shunyata)

20. Vacuità delle definizioni, o delle definizioni di tutti i fenomeni dalle forme fino alla coscienza onnisciente (lakshana shunyata)

21. Vacuità dell’inconoscibile, o del passato, presente e futuro che sono inconoscibili come la cessazione nei fenomeni, la loro presenza e la loro non-produzione (anupalambha shunyata)

22. Vacuità dell’esistenza inerente delle non-cose, o dei non-prodotti inerentemente esistenti (abhava svabhava shunyata)

23. Vacuità delle cose, o dei cinque aggregati (bhava shunyata)

24. Vacuità delle non cose, ovvero dei non-prodotti (abhava shunyata)

Le 37 armonie con l’illuminazione, che sono il sentiero yogico, suddiviso in 7 sezioni

25. Quattro piazzamenti ravvicinati della consapevolezza (corpo, sensazioni, pensieri e fenomeni): meditazioni su impermanenza, miseria, vacuità e assenza di sé del proprio corpo, sensazioni, pensieri e altri fenomeni interni

26. Quattro completi abbandoni (delle afflizioni già generate, della non-generazione di afflizioni non ancora generate, la crescita di fenomeni puri già generati, la generazione di fenomeni puri non ancora generati)

27. Quattro gambe della manifestazione (aspirazione, sforzo, pensiero e analisi)

28. Cinque poteri (fede, sforzo, attenzione, stabilizzazione meditativa, saggezza)

29. Cinque forze (fede, sforzo, attenzione, stabilizzazione meditativa, saggezza)

30. Sette rami dell’illuminazione (attenzione, discriminazione dei fenomeni, sforzo, gioia, flessibilità, stabilizzazione meditativa, equanimità)

31. Ottuplice sentiero (retta visione, retta comprensione, retto parlare, retta intenzione, retto sostentamento, retto sforzo, retta attenzione, retta stabilizzazione meditativa)

Il sentiero della pacificazione

32. Quattro nobili verità

33. Quattro concentrazioni (prima, seconda, terza, quarta)

34. Quattro incommensurabili

35. Quattro assorbimenti senza forma

36. Otto liberazioni

37. Nove assorbimenti in serie (quattro concentrazioni, spazio infinito, coscienza infinita, nulla, vetta dell’esistenza ciclica e assorbimento della cessazione)

38. Sentieri dell’introspezione (stabilizzazione meditativa sulle tre porte della liberazione: assenza di desiderio, assenza di segno, vacuità)

Il sentiero delle qualità speciali

39. Cinque chiaroveggenze

40. Quattro stabilizzazioni meditative (procedere come un eroe, tesoro del cielo, inossidabile, sembrando altamente un leone)

41. Quatto porte del mantenere/ricordare (pazienza, discorso segreto, parole, significati)

Il sentiero degli effetti

42. Dieci poteri

1.      Conoscenza delle fonti e delle non-fonti

2.      Conoscenza della fruizione delle azioni

3.      Conoscenza di coloro che sono superiori o che sono inferiori

4.      Conoscenza delle varietà di disposizioni

5.      Conoscenza delle varietà di interessi degli allievi dei vari veicoli

6.      Conoscenza dei sentieri nelle esistenze cicliche e dei sentieri delle tre illuminazioni di Uditori, Realizzatori Solitari e Bodhisattva

7.      Conoscenza delle concentrazioni, liberazioni, stabilizzazioni meditative e assorbimenti meditativi e conoscenza delle altrui afflizioni e altrui non-contaminazioni

8.      Conoscenza attenta degli stati precedenti

9.      Conoscenza delle proprie e altrui nascite e morti

10.  Conoscenza dell’estinzione di tutte le contaminazioni

43. Quattro mancanze di paura

44. Quattro scienze

45. Grande amore

46. Grande compassione

47. Diciotto attributi non condivisi dei Buddha

1.      essere senza errori fisici, così da non prendere strade sbagliate

2.      essere senza errori verbali

3.      non abbandonare l’attenzione

4.      non abbandonare mai l’equilibrio meditativo

5.      non cadere nella discriminazione tra esistenza ciclica da abbandonare e nirvana da raggiungere, o che i fenomeni e la loro vacuità siano entità separate

6.      non essere privo di interessi

7.      aspirazione

8.      sforzo

9.      attenzione

10.  saggezza

11.  non degenerazione della liberazione, ovvero dell’abbandono delle ostruzioni

12.  non degenerazione della saggezza che realizza la liberazione

13.  governare con saggezza le azioni del corpo

14.  governare con saggezza le azioni della parola

15.  governare con saggezza le azioni della mente

16.  saggezza non ostruita verso gli oggetti del passato

17.  saggezza non ostruita verso gli oggetti del presente

18.  saggezza non ostruita verso gli oggetti del futuro

I cinque esseri che realizzano il sentiero

48. Coloro che entrano nella corrente

49. Coloro che tornano una volta

50. Coloro che non tornano mai

51. Distruttori del nemico

52. Realizzatori solitari

I tre frutti finali

53. Conoscitori delle basi, o conoscitori della vacuità degli Uditori

54. Conoscitori dei sentieri, o conoscitori della vacuità dei Bodhisattva

55. Coscienza onnisciente, o conoscitori della simultaneità di tutti i fenomeni dei Buddha

 

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