Ghesce Giampa Ghiatso: Quattro consapevolezze 1

Ghesce Ciampa Ghiatso: Se cade la pioggia nei campi crescono dei buoni raccolti, similmente se ascoltiamo bene gli insegnamenti e cerchiamo di sviluppare ciò che abbiamo ascoltato, allora anche nella nostra mente possono svilupparsi delle buone qualità.

Ghesce Ciampa Ghiatso: Se cade la pioggia nei campi crescono dei buoni raccolti, similmente se ascoltiamo bene gli insegnamenti e cerchiamo di sviluppare ciò che abbiamo ascoltato, allora anche nella nostra mente possono svilupparsi delle buone qualità.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Giampa Ghiatso Rinpoce sul testo “Il cantico delle quattro consapevolezze”, vedi http://www.sangye.it/altro/?p=2445, di Lama Tzong Khapa dal 16 al 18 giugno 2006 al Centro ScenPhen GiamTse Ling di Parma presso la Badia di Torrechiara in provincia di Parma. Traduzione della Ven. Losan Trime (Birgit Shweiberer) e trascrizione immediata di Ivan Zerlotti. Attenzione: questa è la trascrizione simultanea degli insegnamenti, non è stata né rivista né corretta, pertanto potrebbe contenere degli errori. Nel corso del testo della trascrizione le parti tra parentesi quadre indicano una mancata trascrizione eventualmente sostituita con una sintesi.

Prologo

Cercate di sviluppare una buona motivazione che desidera ottenere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, e per questo scopo ci impegniamo ad ascoltare gli insegnamenti.

Pensate che tutti gli esseri senzienti sono tormentati dalla sofferenza e mancano di felicità e per questo generiamo il desiderio di liberarli dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza e porli nella felicità e nelle cause della felicità.

Per quello cerchiamo di sviluppare nel nostro cuore amore e compassione verso tutti gli esseri senzienti. Non è giusto escludere dal nostro amore e dalla nostra compassione nessun essere senziente. Non è giusto generare amore e compassione verso alcuni e non verso altri.Da tempo senza inizio abbiamo preso rinascita. Dal punto di vista buddista si prende sempre rinascita. Dal punto di vista cristiano comunque non tutto finisce con la morte. Qualcosa rimane anche in quel momento. Qualcuno va su, altri vanno in basso altri restano in attesa intorno ai cimiteri. Viene spiegato così. Ogni volta che abbiamo preso rinascita in ciascuna delle innumerevoli vite abbiamo avuto bisogno di un padre e di una madre. Non esiste una rinascite senza un padre e una madre. La relazione più vicina l’abbiamo con i nostri genitori, e tra questi soprattutto con la madre che si prende cura di noi fin dal momento del concepimento tenendoci nel suo ventre per 40 settimane.

Inoltre si è presa cura di noi anche dopo la nascita. Questo avviene nella maggior parte dei casi. Ci sono eccezioni in cui le madri abbandonano o uccidono i loro figli se sono impazzite. Ma queste sono eccezioni.

Dobbiamo pensare che tutti gli esseri senzienti madri sono molto importanti, se otteniamo la liberazione senza prenderci cura delle nostre madri esseri senzienti non sarebbe giusto. Dobbiamo prenderci cura degli esseri senzienti madri. Che sono stati molto gentili nei nostri confronti. Dobbiamo perciò ripagare la gentilezza delle nostre madri. Non dobbiamo ripagarla con il denaro o le ricchezze che non basterebbero mai, dobbiamo invece sviluppare amore affettuoso verso tutti gli esseri senzienti madri.

Per essere liberi devono essere liberati da tutte le sofferenze, perciò generiamo la compassione che desidera liberare gli esseri senzienti dalle sofferenze e dalle cause delle sofferenze.

Dobbiamo inoltre sviluppare l’attitudine straordinaria che si assume la responsabilità di questa cosa.

Se ci chiediamo se in questo momento siamo in grado di prenderci questa responsabilità vediamo che non lo siamo, perché solo un buddha lo sarebbe. Per questo ci impegniamo a ottenere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Bodhicitta non è sufficiente, dobbiamo anche praticare le sei perfezioni e i quattro modi di raccogliere i discepoli, gli esseri senzienti.

Delle sei perfezioni la prima è la generosità, la mente che vuole donare: cose materiali, conoscenza, protezione.

La seconda è la moralità. Possiamo parlarne in due modi. Il primo è l’abbandonare le dieci azioni non virtuose, tre di corpo, quattro di parola e tre di mente. Cerchiamo di abbandonare queste dieci non virtù per quanto ci è possibile. Non uccidere, non rubare, non avere sessualità scorretta, non mentire, non calunniare, non usare parole dure, non chiacchierare a vanvera, non avere bramosia, non avere malevolenza, evitare visione erronee.

Cerchiamo di fermare, di abbandonare queste non virtù anche a livello mentale.

Poi viene la pazienza che è la perfezione della pazienza che mantiene una mente indisturbata.

La quarta perfezione è quella dello sforzo gioioso che si riferisce alla gioia nell’applicarsi nella virtù.

La quinta è la perfezione della concentrazione.

La sesta è lo sviluppo perfetto della saggezza.

Le prime cinque sono incluse nel alto della pazienza, mentre l’ultima è il lato della saggezza.

Questi due, metodo e saggezza, vanno uniti e per questo vanno entrambi sviluppati.

Ora cercherò di darvi la trasmissione orale del testo.

Il titolo “Una pioggia di ottenimenti. Un canto ornato con le quattro con le quattro consapevolezze che illustra la visione madyamika” si riferisce al fatto che questo testo insegna il punto di vista della scuola buddhista madyamika –una delle quattro visioni filosofiche – che insegna che tutti i fenomeni sono vuoti di esistenza intrinseca. Cioè non esistono in nessun modo dal proprio lato, sono vuoti dell’esistere dal proprio lato. Questa è la visione di mezzo, ovvero madyamika.

Se cade la pioggia nei campi crescono dei buoni raccolti, similmente se ascoltiamo bene gli insegnamenti e cerchiamo di sviluppare ciò che abbiamo ascoltato, allora anche nella nostra mente possono svilupparsi delle buone qualità.

Ora cerchiamo di comprendere questa visione anche se non è molto facile. All’inizio possiamo averne una comprensione intellettuale, poi insistendo possiamo avere anche una realizzazione diretta della mancanza di esistenza intrinseca.

Il trascrittore si scusa per ogni eventuale errore inserito nel testo e dedica ogni più piccolo merito accumulato nel trascrivere le sante parole di dharma del prezioso guru e padre Ghesce Giampa Ghiatso Rinpoce, alla sua lunga vita, affinché infiniti esseri possano sempre deliziarsi nell’ascolto dei suoi insegnamenti e, praticandoli, possano giungere al completamento delle proprie qualità e dell’altrui beneficio.

 

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