Ghesce Ciampa Ghiatso: Gli otto dharma mondani 2

Ghesce Ciampa Ghiatso: Quando il nostro attaccamento per quel determinato oggetto si ridurrà, ce ne renderemo conto in quanto ci sentiremo più tranquilli e rilassati.

GhesceCiampa Ghiatso: Quando il nostro attaccamento per quel determinatooggetto si ridurrà, ce ne renderemo conto in quanto ci sentiremo piùtranquilli e rilassati.

Insegnamenti conferiti dal ven. Ghesce Ciampa Ghiatso su COME SCONFIGGERE LE ‘OTTO PREOCCUPAZIONI MONDANE’ presso il Centro Studi Cenresig di Bologna nel novembre 1985.

Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso: L’attaccamento

Vi sono vari tipi di attaccamento, un fattore mentale da cui derivano sicuramente problemi di tipo sia fisico sia mentale. Vi è l’attaccamento che sorge quando si desidera fortemente possedere un oggetto e che, fino a quando non lo si sarà ottenuto, creerà disagio e infelicità. Ne esiste un secondo tipo che si manifesta quando si è già in possesso dell’oggetto desiderato e si teme di perderlo, di doversene separare.Provate a pensare se è vero che l’attaccamento crea problemi oppure no.

Quando entriamo in contatto con l’oggetto desiderato, vi è un primo momento o periodo di tempo in cui ci sentiamo contenti, ma subito dopo nasce la preoccupazione di doversene separare. L’attaccamento crea in ogni caso un problema. Per comprendere come questo avvenga, possiamo osservare i nostri amici quando instaurano relazioni a causa dell’attaccamento, e verificare in quale modo queste portino presto a conflittualità.

Facciamo l’esempio di un ragazzo che prova un forte attaccamento per una ragazza. Questo ragazzo non riuscirà più a pensare ad altro se non a lei, mangiando, camminando, coricandosi; se questa ragazza non desidererà avere una relazione con lui, come a volte accade, questo fatto diventerà una grande sofferenza, tanto da fargli perdere l’appetito e da non farlo più dormire. Potrà diventare talmente depresso o sofferente da cadere nell’abuso di alcool o nell’uso di droghe. Il fattore mentale dell’attaccamento non porta conseguenze negative solo alla mente ma anche al corpo, quindi non è un ‘buon amico’ per noi. Può assumere molte forme e interessare diversi oggetti. Qualcuno può provare particolare attaccamento ad alcuni colori o particolari forme, qualcun altro alle sensazioni derivanti dal contatto con determinati oggetti. Talvolta le persone sono particolarmente attaccate all’onore e al rispetto, altre ai beni materiali. Il fattore mentale dell’attaccamento è molto negativo, ma non possiamo eliminarlo tramite medicine né può essere asportato chirurgicamente. Che cosa possiamo fare? Dobbiamo applicare antidoti adeguati alle diverse attitudini. Questi antidoti sono contenuti nelle pratiche di meditazione.

Fondamentalmente vi sono due tipi di antidoti: quelli che risolvono i problemi temporanei e quotidiani e quelli che possono risolvere i nostri problemi in modo definitivo. È molto difficile sviluppare gli antidoti che portano alla soluzione ultima dei problemi; dobbiamo quindi cominciare ad applicare quelli che operano a livello relativo e, all’inizio, in maniera limitata.

Se, per esempio, si prova attaccamento per l’onore, la fama e le offerte, occorre applicare gli antidoti adatti ad eliminare questo fattore mentale disturbante. La meditazione da compiere, a tal fine, è quella di immaginare il proprio corpo come un cadavere. Questo tipo di meditazione aiuta a ridurre un tale tipo di attaccamento. Vi è anche l’attaccamento nei confronti del colore. Per fare un esempio, se si prova un forte attaccamento per la carnagione bianca, l’antidoto da applicare per superarlo sarà la meditazione che associa la carnagione chiara a una sensazione sgradevole, oppure immaginare un corpo in putrefazione. E quando si prova attaccamento per la forma, per esempio un volto, allora si mediterà immaginando come sarebbe se fosse tagliato a pezzi. Generalmente parlando vi è un antidoto per ogni attitudine negativa. Noi sviluppiamo un forte attaccamento per oggetti che in realtà possono dare solo un piacere temporaneo, di durata molto breve; varrebbe invece la pena generarne per quelli che possono dare un piacere duraturo ed effettivo. L’attaccamento per gli oggetti mondani genera una piccola felicità che comunque è di breve durata, non risolve i nostri problemi, anzi, in realtà ne procura di ulteriori. Se davvero non vogliamo soffrire, dobbiamo determinarci a eliminarne le cause e questo può avvenire solo praticando la meditazione.

L’immagine che abbiamo del nostro corpo è di un qualcosa di estremamente piacevole da vedere e da toccare. In realtà, esso è formato dalla pelle che riveste la carne la quale, a sua volta, copre gli organi interni; se noi togliamo la pelle, l’involucro esterno, allora possiamo vedere di che cosa sia realmente composto. Vedremo gli organi interni come intestini, fegato e così via, che di certo non hanno un aspetto attraente, bensì provocano disgusto. Il nostro corpo è formato da molte sostanze impure e quindi non vi è un valido motivo per provare attaccamento per esso. Per noi dovrebbe essere facile capire che gli organi interni sono impuri poiché sappiamo cosa essi contengano.

Per esempio, dentro alla scatola posta sull’altare ora vi sono dei biscotti, ma se la riempissimo di escrementi credo che nessuno proverebbe attrazione per essa. La nostra pancia è sempre piena di escrementi! Dobbiamo riflettere bene su tutto questo e capire come non vi sia un valido motivo per avere tanto attaccamento per il corpo fisico. Una meditazione molto utile da fare quando si prova un forte attaccamento è la seguente.

Si visualizza al centro della propria fronte un piccolo foro che permette di intravvedere le ossa del cranio. Questo foro gradualmente diventa sempre più grande e quindi l’intero corpo viene ad essere scoperto, privo di pelle; il processo coinvolge le persone attorno a noi finché tutto il mondo diventerà composto solo di ossa bianche, l’intero universo. Quindi si dovrà riassorbire la visualizzazione compiendo il processo inverso, fino a tornare alla visione iniziale. Utilizzeremo questa meditazione finché non saremo riusciti a ridurre il nostro attaccamento. Questo tipo di meditazione è molto utile per la maggior parte delle persone, ma per altre che si impauriscono, è bene utilizzarne altre. Quando il nostro attaccamento per quel determinato oggetto si ridurrà, ce ne renderemo conto in quanto ci sentiremo più tranquilli e rilassati.

 

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