A. Berzin: Introduzione al Tantra

Il punto più importante da considerare prima di prendere un´iniziazione sono le qualificazioni del maestro.

Il punto più importante da considerare prima di prendere un´iniziazione sono le qualificazioni del maestro.

Introduzione al Tantra

Alexander Berzin, 1997.

La necessità di avere un approccio realistico

Diventare un Buddha – qualcuno che è completamente risvegliato – significa sormontare tutti i difetti e realizzare tutte le potenzialità per aiutare gli altri. È urgente trovare i metodi più efficaci per raggiungere questo scopo, perché c’è così tanta sofferenza nel mondo. L’iniziazione di Kalachakra offre un´opportunità d’incontrare dei tali metodi. La parola Tibetana per iniziazione, wang, significa potere. Il termine più corretto per parlare di un’iniziazione, quindi, è “ potenziamento.” Un potenziamento conferisce il potere e la capacità di praticare certi metodi meditativi per ottenere l´illuminazione e diventare un Buddha, per beneficiare gli altri il più possibile.

Il Kalachakra è un sistema di meditazione anuttarayoga, il più alto livello del tantra buddista. Alcune persone hanno fantasie strane rispetto al tantra e s’immaginano, con grandi aspettative, che l´iniziazione rappresenti la porta di entrata in un mondo magico di sesso esotico e di poteri paranormali. Ma quando apprendono che le cose non stanno così e che la pratica del tantra è complessa, avanzata e richiede un impegno serio a mantenere tanti voti, queste persone si spaventano e sono scoraggiate. Queste reazioni – di eccitazione e paura – sono ambedue inappropriate. Il nostro approccio al tantra e all´iniziazione del Kalachakra devono essere intelligenti. Come il mio maestro principale, Tsenciab Serkong Rinpoche disse una volta: “Se praticate metodi di fantasia, otterrete risultati di fantasia. Se praticate metodi realistici, otterrete risultati realistici.”

Cos’è il tantra?

La parola tantra significa continuità eterna. Un continuum eterno opera su tre livelli: come base, sentiero e risultato. Al livello della base, il continuum eterno è la nostra mente – più specificamente, il suo livello più sottile, conosciuto sotto il nome di chiara luce primordiale – che costituisce la continuità in tutte le nostre vite. Come un puro raggio laser di mera chiarezza e consapevolezza, non adulterato dalle oscillazioni grossolane del pensiero concettuale e delle emozioni disturbanti, la chiara luce sottostà a ogni momento della nostra esperienza, sia da svegli che nel sonno. Se la mente è come una radio che suona sempre, il suo livello più sottile è simile al fatto che la radio sia semplicemente accesa. Una radio rimane accesa quando si cambia stazione, tra le varie bande e quando s’immette in un’altra frequenza. In modo simile, la nostra mente più sottile non si spegne mai e così costituisce la base delle nostre esperienze della morte, del bardo (lo stato tra le rinascite) e della concezione di una nuova vita. Né la stazione, il volume, nemmeno effetti statici temporanei influenzano il fatto che la radio sia accesa. In modo simile, né lo stato di rinascita, l´intensità dell´esperienza e le macchie effimere dei pensieri o degli umori passeggeri influiscono sulla mente di chiara luce. Questa mente più sottile continua fino allo stato di Buddha e costituisce la base per l’ottenimento dell’illuminazione.

Inoltre, ogni continuum di chiara luce – sia prima dell´illuminazione o dopo – è individuale. Tutte le radio non sono la stessa radio, benché tutti gli apparecchi riceventi funzionino nello stesso modo. Quindi, non esiste una mente di chiara luce universale o un tantra di base in cui ognuna delle nostre menti partecipa.

Il secondo livello del Tantra, il continuum del sentiero eterno, si riferisce a un metodo specifico per diventare un Buddha, ovvero alla pratica meditativa con forme di Buddha. A volte, questo metodo viene chiamato “yoga delle divinità.” Il terzo livello, il continuum risultante eterno, è la continuità senza fine dei corpi di Buddha o dei corpus di un Buddha che otteniamo con l´illuminazione. Per aiutare appieno gli altri abbiamo bisogno di corpi o corpus di conoscenze, saggezza, esperienza e forme appropriate a ogni essere e a ogni situazione. In breve, il tantra implica una continuità eterna di pratiche con forme di Buddha per purificare il nostro continuum mentale eterno dalle sue macchie effimere per realizzare, su questa base, il continuo eterno dei corpus di un Buddha. I testi che discutono questi temi vengono ugualmente chiamati “tantra.”

Lo yoga delle divinità

A volte, le persone sono confuse quando apprendono che la pratica tantrica fa uso di divinità, che vengono chiamate “dei” in alcune lingue. Tuttavia, queste divinità non sono creatori onnipotenti o esseri in stati di rinascita limitati, pieni di piaceri celesti. Piuttosto, si tratta di forme straordinarie – maschili e femminili – nelle quali i Buddha si manifestano per aiutare le persone con varie inclinazioni a sormontare i loro difetti e a realizzare il loro potenziale. Ognuna di queste forme di Buddha rappresenta contemporaneamente lo stato pienamente illuminato e uno dei suoi aspetti specifici, come la compassione o la saggezza. Avalokiteshvara, per esempio, è una manifestazione della compassione, e Manjushri della saggezza. Kalachakra rappresenta la capacità di risolvere ogni situazione in ogni momento. Le pratiche meditative strutturate intorno a una di queste figure e la caratteristica che rappresenta permettono di avere un focus chiaro e una struttura che permette un progresso più rapido verso l´illuminazione, a differenza della meditazione senza queste forme di Buddha.

Per alleviare la sofferenza degli altri il più rapidamente possibile, ci vuole il modo più efficace per ottenere le capacità illuminanti del corpo, della parola e della mente di un Buddha. La base per realizzarli è la forte determinazione a essere liberi dalle limitazioni, amore e compassione stabili, auto-disciplina etica, concentrazione rigorosa, stabile comprensione della realtà e l´abilità di aiutare gli altri con vari mezzi. Quando raggiungiamo un certo livello di sviluppo di queste abilità, dobbiamo combinarle e perfezionarle in modo da produrre risultati. Il tantra offre tale metodo, ovvero lo yoga delle divinità. Come quando si fa la prova generale al teatro, c’immaginiamo che in quanto forma di Buddha possediamo già l’intera gamma di queste facoltà, tutte insieme, allo stesso tempo. Il fatto di fare questo rappresenta una causa efficace per integrare queste qualità e per realizzare una tale forma più velocemente.

Questo è un metodo avanzato. Non possiamo immaginare che abbiamo tutte queste preziose caratteristiche di un Buddha contemporaneamente se non le abbiamo prima praticate individualmente. Dobbiamo imparare e ripetere ogni scena prima che possiamo eseguire tutta la rappresentazione. Per via di questo, sarebbe inappropriato e insensato cercare di praticare il tantra senza avere già una considerevole pratica della meditazione.

Allenare l’immaginazione

La pratica tantrica sfrutta l´immaginazione – uno strumento potente che possediamo tutti. Così, il fatto d’immaginare ripetutamente che raggiungiamo uno scopo è un metodo potente per raggiungerlo più velocemente. Supponiamo, per esempio, che siamo disoccupati. Se ogni giorno immaginiamo di trovare un lavoro avremo successo più velocemente rispetto all’atteggiamento di rimanere in uno stato desolato di depressione e di auto-commiserazione perché non abbiamo lavoro. Questo è dovuto al fatto che manteniamo un atteggiamento positivo rispetto alla nostra situazione. Con un atteggiamento negativo, non abbiamo nemmeno la fiducia in noi stessi di andare a cercare lavoro. Il successo o il fallimento nella vita dipendono dall’immagine che abbiamo di noi stessi e nel tantra, si lavora per migliorare la propria immagine di se stessi con le forme di Buddha. Immaginarci che siamo già un Buddha offre un’immagine di noi stessi molto potente. Questo controbilancia le nostre abitudini negative e i nostri sentimenti d’inadeguatezza.

Il metodo tantrico non usa semplicemente il potere del pensiero positivo. Quando si usa l’i mmaginazione, è molto importante essere pratici e mantenere una distinzione chiara tra la fantasia e la realtà. Altrimenti, possono sorgere seri problemi psicologici. Così, tutti i maestri e tutti i testi enfatizzano che uno dei prerequisiti indispensabili per la pratica tantrica è un livello stabile di comprensione della vacuità – l´assenza di modi impossibili o di fantasia di esistere – e l’origine dipendente – il fatto che tutto avvenga in base a cause e circostanze. Tutti siamo capaci di trovare un lavoro perché nessuno di noi esiste come un totale incompetente, “ un perdente,” e il fatto di trovare un lavoro o meno dipende dallo sforzo personale e dalla situazione economica.

Alcune persone rigettano lo yoga delle divinità tantriche, trattandolo come una forma di auto-ipnosi. Tuttavia, il fatto d’immaginare che siamo un Buddha non è una forma di auto-inganno. Ognuno di noi detiene i fattori che consentono di raggiungere quello scopo – abbiamo tutti la “ natura di Buddha.” In altre parole, siccome ognuno di noi ha una mente, un cuore, le capacità comunicative e l´energia fisica, possediamo il materiale grezzo necessario per creare le capacità illuminanti di un Buddha. Se ci rendiamo conto che non abbiamo ancora raggiunto quello stato e non ci gonfiamo con illusioni di grandezza, possiamo lavorare con queste forme di Buddha senza incorrere pericoli psicologici.

Nel tantra, quindi, c’immaginiamo di possedere già la forma, l´ambiente, le abilità e i piaceri di un Buddha. Il corpo fisico di un Buddha è fatto di luce chiara trasparente; è capace di aiutare gli altri senza mai stancarsi e non è mai deficiente in nessun modo. Tuttavia, il fatto d’i mmaginarci come una forma di Buddha con un energia illimitata in questo modo non ci fa diventare dei lavoratori pazzi o dei martiri incapaci di dire di no. I praticanti tantrici ovviamente si riposano quando sono stanchi. Tuttavia, mantenendo questo tipo d’immagine di se stessi li aiuta ad allargare i limiti che solitamente noi stessi ci poniamo. Quasi tutti abbiamo una riserva di energia infinita a cui far ricorso in casi di emergenza. Non c’è nessuno che è troppo esausto perché corra ad aiutare il proprio figlio che è caduto e si è fatto male.

Inoltre, quando pratichiamo il Tantra, sentiamo che il nostro ambiente è completamente puro e utile al progresso di tutti. Il fatto d’immaginare ciò non significa che stiamo ignorando i problemi ecologici o sociali. Piuttosto, per aiutare gli altri e noi stessi a sormontare la depressione e i sentimenti di disperazione, smettiamo di soffermarci sugli aspetti negativi. Una motivazione sufficientemente forte e dei metodi efficaci aiutano a trasformare i nostri atteggiamenti mentali e producono progressi spirituali, a prescindere dal luogo. Anziché lamentarci incessantemente e comportarci come un profeta apocalittico, cerchiamo di dare speranza a noi stessi e al mondo.

Immaginiamo anche di beneficiare gli altri agendo come fa un Buddha. Sentiamo che con il nostro semplice modo di essere, senza sforzarci, abbiamo un’influenza positiva, illuminante, su tutti intorno a noi. Possiamo capire ciò che significa se ci siamo mai trovati nella presenza di un grande essere spirituale, come Sua Santità il Dalai Lama o Madre Teresa. La maggior parte delle persone, anche se solo leggermente ricettive, ne sono ispirate e sono portate a comportarsi in un modo più nobile. Immaginiamo che abbiamo un effetto simile sugli altri. La nostra semplice presenza, o il solo menzionare il nostro nome calma gli altri, porta pace mentale e gioia e stimola a oltrepassare i propri limiti.

Infine, c’immaginiamo che siamo capaci di godere le cose in un modo puro, come lo fa un Buddha. Il nostro solito modo di godere è misto alla confusione, e viene spesso tradotto come “piacere contaminato.” Siamo sempre critici, mai soddisfatti. Ascoltiamo la musica e non riusciamo a godercela pienamente, perché stiamo pensando che la qualità del suono non è così buona come sarebbe sullo stereo del vicino. Un Buddha, invece, prende piacere in tutto senza una traccia di confusione. Immaginiamo di fare la stessa cosa quando ci godiamo le offerte di luce, incenso, cibo e così via nei vari rituali.

L’utilizzo della visualizzazione per espandere le nostre capacità

Tante forme di Buddha hanno delle caratteristiche fisiche multiple in un assortimento di colori. Kalachakra, per esempio, ha un arcobaleno di quattro visi e di ventiquattro braccia. Inizialmente, questo può sembrare strano, ma ci sono ragioni profonde per questo. Tutte le forme che vengono immaginate nel tantra hanno varie funzioni, e ognuna delle sue parti e dei suoi colori possiede molti livelli simbolici. La loro complessità riflette la natura della meta della Buddhità. I Buddha devono tenere simultaneamente in mente tutta la serie delle loro realizzazioni e delle loro qualità in modo attivo, per poterle usare efficacemente per aiutare gli altri. Inoltre, i Buddha devono essere consapevoli della miriade di dettagli personali delle persone che stanno aiutando per fare sempre quello che è appropriato.

Questo non è una meta irraggiungibile. Siamo già capaci di ricordarci molte cose in modo simultaneo. Quando guidiamo una macchina, per esempio, siamo coscienti della velocità, della distanza alla quale dobbiamo fermarci o sorpassare un´altra macchina, della velocità e della posizione delle macchine intorno a noi, delle regole del codice stradale, del senso e della meta del nostro viaggio, dei segni stradali e così via. Contemporaneamente, coordiniamo i nostri occhi, le nostri mani e i nostri piedi, stiamo attenti a rumori strani che potrebbero provenire dal motore e siamo addirittura capaci di ascoltare la musica e di partecipare in un conversazione. Le visualizzazioni tantriche ci aiutano a espandere queste capacità.

Senza un metodo, è molto difficile allenarci a ricordare simultaneamente ventiquattro realizzazioni e qualità, come l´impermanenza, la compassione, la pazienza e così via. Per ricordarsi la sequenza, può essere utile un metodo mnemonico, come creare una frase con le lettere iniziali di ogni elemento della lista. Tuttavia, la rappresentazione grafica di ogni realizzazione e qualità, come con le ventiquattro braccia di una forma di Buddha, facilita la consapevolezza simultanea di tutte queste cose. Prendete l’esempio di un maestro di una classe di ventiquattro bambini. Per la maggior parte delle persone, è assai difficile ricordarsi le personalità e i bisogni particolari di ogni bambino quando preparano una lezione a casa. Può essere utile leggere la lista dei loro nomi, ma il fatto di essere di fronte alla classe e di vedere i bambini permette di ricordarsi immediatamente e in modo vivido tutti i fattori necessari per modificare la lezione del giorno.

Un mandala, letteralmente un universo simbolico, è un altro aiuto in questo processo di espandere la propria consapevolezza e di vedere tutto in modo puro. In questo contesto, un mandala si riferisce al palazzo e al terreno che lo circonda, nel quale una forma di Buddha vive. Come ogni parte del corpo, ogni elemento architettonico corrisponde a una realizzazione o a una qualità positiva che dobbiamo attivamente tenere in mente. In quanto palazzo, un mandala è in effetti una struttura tridimensionale. Un mandala fatto di polveri colorate o dipinto sulla stoffa è come lo schema di quel palazzo fatto da un architetto. Durante il potenziamento e la successiva pratica meditativa, nessuno visualizza il disegno bidimensionale, viene soltanto visualizzata la struttura che esso rappresenta.

La pratica dello stadio di generazione e dello stadio completo

La pratica dell’anuttarayoga tantra comporta due fasi. La prima, lo stadio di generazione, comporta delle visualizzazioni complesse. Nella meditazione quotidiana, immaginiamo una sequenza di accadimenti che include la generazione di noi stessi in una o più forme di Buddha nel mondo simbolico di un mandala e di ricordarsi o provare vari punti, come la vacuità e la compassione. Per aiutarci a mantenere questa sequenza, normalmente, si legge – o si recita a memoria – una sadhana, cioè qualcosa che è un po´ come il copione per quest’opera quotidiana di visualizzazioni.

La seconda fase della pratica è lo stadio completo, che a volte viene tradotto come “stadio di completamento.” Come risultato degli sforzi fatti nel passo antecedente, tutto è completo adesso per seguire le procedure che producono veramente il risultato di diventare un Buddha. Avendo allenato il potere dell´immaginazione, lo usiamo come chiave per accedere al nostro sistema di energia sottile – i canali e le forze invisibili nel nostro corpo che influiscono sui nostri umori e i nostri stati mentali. Se non abbiamo praticato prima lo stadio di generazione, questo sistema non può essere usato nella meditazione. Ma una volta che vi accediamo, il fatto di muovere coscientemente l´energia sottile attraverso i canali porta la nostra mente più sottile della chiara luce alla superficie. Poi, il lavoro meditativo con questo livello mentale crea immediatamente le cause per realizzare veramente i corpi fisici e la mente di un Buddha. Il processo non è più immaginario.

Il successo nel tantra – come tutto nella vita – è soggetto alle leggi di causa e effetto. Il nostro scopo finale è di ottenere la massima capacità di aiutare tutti. Per realizzare questo scopo di un tantra risultante – un continuo eterno di corpus di un Buddha – dobbiamo trasformare il nostro tantra di base, il continuo eterno della nostra mente di chiara luce. Dobbiamo fare sì che funzioni come un corpo di saggezza che fa nascere un vasto corpus di forme illuminanti. Ciò richiede un tantra sentiero, un continuo eterno di pratiche dello stadio completo e di generazione. Con il primo, accediamo alla mente di chiara luce lavorando con il nostro sistema di energia sottile, mentre con il secondo creiamo gli strumenti per fare questo, allenando i nostri poteri di concentrazione e d’immaginazione. Così, ogni tappa della pratica tantrica agisce come causa per l´ottenimento della fase successiva.

Il ruolo di ricevere il potenziamento e della presa dei voti

Come parte del nostro tantra di base, ognuno di noi ha il “materiale di costruzione” con cui realizzare i corpus di un Buddha. Tutti i potenziali dei quali abbiamo bisogno sono contenuti nella nostra mente di chiara luce – il principale aspetto della nostra natura di Buddha, il fattore principale che permette a ognuno di noi di diventare un Buddha. Tuttavia, prima di attuare questi potenziali, dobbiamo attivarli. È questa la funzione e la necessità di ricevere un potenziamento. Per primo, un´iniziazione conferita da un maestro pienamente qualificato elimina gli ostacoli che impediscono l´accesso e l´uso di questi potenziali di Buddha. Poi, li risveglia e li rinforza. Questa procedura in due fasi viene chiamata “ricevere la purificazione e piantare semi.” Tuttavia, questo processo funziona soltanto se immaginiamo o sentiamo che avviene. Il potenziamento richiede una partecipazione attiva da parte del maestro e del discepolo.

Un maestro spirituale è vitale in questo processo. Non basta leggere il rituale in un libro o guardare una videoregistrazione di un potenziamento. Non sarebbe abbastanza potente per attivare i potenziali della Buddhità. Dobbiamo partecipare personalmente in un’esperienza dal vivo. Non è difficile da comprendere. Sappiamo tutti la differenza tra ascoltare una registrazione a casa e andare a vedere un concerto dal vivo. Esponendoci personalmente a un maestro pienamente qualificato che conferisce un potenziamento, otteniamo l´ispirazione, la sicurezza, la fiducia e una fonte di guida per sostenere tutta la pratica successiva del tantra. Inoltre, stabiliamo una connessione forte non solo con il maestro che conferisce l´iniziazione, ma con l´intero lignaggio di maestri dai quali la pratica deriva, fino a Buddha stesso. È molto importante al livello psicologico sapere che delle persone hanno ripetutamente avuto successo spirituale utilizzando questi metodi. Questo conferisce un senso di grande fiducia nella pratica. Ricevere un potenziamento non significa imbarcarsi in un´esperienza banale. Non stiamo fantasticando che siamo Topolino a Disneyland. Piuttosto, ci uniamo a una lunga linea di praticanti seri che hanno convalidato il metodo tantrico nel corso di secoli.

Senza una struttura di supporto sulla quale può crescere, una vite non s’innalzerebbe mai da terra. In modo simile, ci vuole una struttura ben definita per sviluppare le potenzialità di Buddha una volta che sono state attivate. È questa la funzione dei voti e degli impegni che prendiamo in un potenziamento anuttarayoga – forniscono la struttura portante necessaria per tutto il progresso successivo. La pratica tantrica non è un hobby momentaneo e non è nemmeno limitato al cuscino di meditazione. La trasformazione personale che intraprendiamo con il tantra comprende ogni aspetto della vita. Come potremmo procedere senza linee guida chiare? Queste linee guida vengono fornite dagli impegni del rifugio e dai voti dei bodhisattva e tantrici.

La presa di rifugio conferisce una direzione sicura e positiva alla vita. Cerchiamo di eliminare i nostri difetti e di realizzare i nostri potenziali, come i Buddha hanno fatto e come i praticanti altamente realizzati stanno facendo. Con i voti dei bodhisattva, evitiamo comportamenti negativi che sono contrari al raggiungimento di questo scopo. Promettiamo di evitare comportamenti che danneggerebbero la nostra capacità di aiutare gli altri. Il mantenere i voti tantrici garantisce che non ci perdiamo nella complessità della pratica tantrica. In breve, il fatto che Buddha abbia impartito le linee guida di questi voti e questi addestramenti è un regalo meraviglioso, non un fardello che ci costringe. Non dobbiamo imparare a forza di sbagli quale comportamento adottare o evitare per raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti.

Ricevere il potenziamento in un’elegante cerimonia fornisce un punto di riferimento del quale possiamo ricordarci come l´inizio del nostro impegno formale al sentiero tantrico. Quando segniamo delle grandi transizioni nella vita con antichi rituali, li prendiamo più sul serio che se li lasciamo semplicemente passare in modo non formale. Salire sul veicolo tantrico e imbarcarsi per una fase più avanzata della pratica buddista è una di queste grandi transizioni. Un potenziamento, con le sue procedure per creare un legame con il maestro tantrico e la presa dei voti, marca quest’e vento in modo memorabile.

L´impegno

Molte persone hanno paura d’impegnarsi in qualunque cosa – che sia con un partner, in una carriera o un percorso spirituale. Temendo di perdere la loro libertà, reagiscono con indecisione ed esitazione a ogni forma d’impegno. Altre persone credono che un impegno sia un obbligo morale, e che se lo rompono, sono persone cattive. Non vogliono prendere una decisione sbagliata e rischiare di essere cattivi, e perciò, hanno difficoltà a prendere grandi decisioni nella loro vita. Altri ancora considerano gli impegni come qualcosa di temporaneo e li prendono solo se c´è una clausola per scappare, come poter ottenere un divorzio. Prendono impegni con leggerezza e li rompono appena provano qualche disagio.

Questi atteggiamenti, specialmente quando vengono applicati nel nostro impegno alla pratica tantrica, al maestro spirituale o al mantenimento dei voti, sono un ostacolo al progresso spirituale. Ci vuole una via di mezzo. Da un lato, non è saggio precipitarsi in qualcosa prima di esaminarne seriamente le conseguenze. Dall’altro, dobbiamo prendere decisioni nella vita, altrimenti non realizzeremo mai niente. Il modo per superare l’indecisione è di valutare onestamente la nostra capacità e la nostra disponibilità a prendere un impegno, sapendo chiaramente in che cosa c’impegniamo e capendo in modo profondo qual è la relazione tra impegno e libertà. Abbiamo bisogno di tempo e di saggezza.

Secondo i diversi livelli d’impegno, ci sono due modi di partecipare a un’iniziazione. Si può prender parte come partecipante attivo o come osservatore interessato. I partecipanti attivi prendono tutti gli impegni associati alla pratica, s’impegnano al meglio di fare le visualizzazioni e così ricevono veramente il potenziamento. Poi, plasmano la loro vita secondo le linee guida dei loro voti e praticano almeno i livelli iniziali delle meditazione tantrica. Se riceviamo un potenziamento dell´anuttarayoga nella tradizione Gelug, per esempio, iniziamo a praticare quotidianamente quello che viene chiamato lo yoga in sei sessioni. Coloro che non si sentono pronti a questo passo partecipano come osservatori e non ricevono il potenziamento.

Non c´è bisogno di vergognarsi o di sentirsi in colpa quando si è un osservatore. È molto meglio partecipare in questo modo anziché impegnarsi in modo prematuro e poi avere rimpianti. Tuttavia, gli osservatori interessati non hanno bisogno di assistere alla cerimonia come se fosse uno spettacolo antropologico interessante. Piuttosto, l´esperienza rappresenta un’opportunità d’i mparare molte cose. Pertanto, sia i partecipanti sia gli osservatori troveranno l’iniziazione più significativa se già prima hanno delle conoscenze di base sul tantra.

Scegliere un sistema tantrico

Supponiamo di avere un punto di vista buddista di base, una certa comprensione intuitiva e una sicura fiducia nell’efficacia e la necessità dei metodi di tantra anuttarayoga. Se sentiamo d’e ssere pronti a ricevere il potenziamento, o se vogliamo partecipare solo come un osservatore interessato per creare una connessione forte per una partecipazione futura, la prossima domanda che si pone è, quale sistema di anuttarayoga scegliere? Il menu è vastissimo, in una lingua straniera, e la maggior parte di noi non ha una relazione stretta con un maestro spirituale al quale potremmo chiedere consiglio. A volte, tuttavia, non abbiamo delle grandi scelte perché maestri qualificati vengono raramente nella regione dove abitiamo e conferiscono ancor più raramente un potenziamento della più alta classe.

Il punto più importante da considerare prima di prendere un´iniziazione sono le qualificazioni del maestro. Non serve a niente partecipare in un´iniziazione che viene data da una persona non qualificata, anche quando si tratta di un sistema tantrico che c’interessa molto. Chiunque sia addestrato a compiere rituali può recitare ed eseguire i movimenti di una cerimonia d’iniziazione, ma se la persona non è qualificata, non ci conferisce proprio niente. A volte, il maestro è appropriato, ma la nostra scelta di un sistema di tantra viene dettata da quello che altre persone hanno richiesto e organizzato. Tuttavia, il semplice fatto che una pratica sia disponibile non è il miglior criterio per scegliere un sistema tantrico di meditazione. A volte, la nostra priorità può essere di creare una connessione forte con il maestro e non necessariamente con la forma di Buddha che egli conferisce nel potenziamento. La cosa migliore, tuttavia, è incontrare il maestro giusto e il sistema di tantra giusto. Per determinare se questo sistema è Kalachakra, ne dobbiamo sapere qualcosa.

Fonte, che gentilmente si ringrazia: http://www.BerzinArchives.com /web/it/archives/e-books/published_books/kalachakra_initiation/pt1/kalachakra_initiation_01.html

 

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