II Dalai Lama: I Tre Essenziali

Il Secondo Dalai Lama Gendun Gyatzo

Il Secondo Dalai Lama Gendun Gyatzo

Breve testo del secondo Dalai Lama Gedun Ghiatso (1476-1542) distribuito a Dharamasala in occasione del Losar 2008 durante gli insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama, che ha consigliato di farne un uso quotidiano.

LA SCALA CHE PORTA A TUSHITA: GLI STADI DELLA MEDITAZIONE DELLE TRE PRATICHE ESSENZIALI” (letteralmente: “Le tre cose/punti essenziali” o più semplicemente: “I TRE ESSENZIALI”)

Omaggio al grande e nobile Cienrezig!
Mi prostro a Te, il solo protettore degli esseri dei tre mondi ,
conosciuto come Cienrezig,
la saggezza e compassione degli innumerevoli Vittoriosi
che appare in accordo agli esseri da domare.
Qui riassumerò nelle tre pratiche di questa vita, della morte e dello stato intermedio le eccellenti spiegazioni dei Vittoriosi, il significato dei Sutra e delle classi dei Tantra, con una ghirlanda di facili parole.
Ciò che è conosciuto come “Le tre pratiche essenziali”, le istruzioni del grande e nobile Cienrezig, fu conferito dal Mahasiddha Maitri Zoki  al Lotsawa (traduttore) Ciampa Pel , come un regalo spirituale.
Per quanto riguarda la biografia del venerabile Maitri, come pure le virtù di questa istruzione e i suoi preliminari, dovresti conoscerli attraverso le ampie spiegazioni date dai Maestri del passato.
Qui spiegherò in un modo molto semplice le fasi della meditazione della sessione vera e propria in due punti: le parole del testo radice e il modo di praticare il loro significato.

Dal testo radice:
1. “In questa vita medita il costante yidam (ciò a cui ti sei impegnato.)
Al momento della morte medita le istruzioni sulla Phowa (trasferimento della coscienza)
Nello stadio intermedio medita sul mescolare (trasformazione esterna, interna e segreta)
E’ essenziale meditare continuamente.”

La prima frase si riferisce a questa vita, la seconda al momento della morte, la terza allo stadio intermedio, la quarta si applica a tutte queste.
Benché la trasferenza e il mescolare siano pratiche da farsi al momento della morte e nello stato intermedio, per trarne il desiderato beneficio in quei momenti, bisogna praticarle sin da ora. Inoltre il modo in dovresti praticare non e’ strafacendo un giorno e risparmiandoti un altro giorno ma è quello di praticare continuamente come l’incessante correre di un fiume. Per quanto riguarda il secondo punto, cioè il modo di praticare il loro significato e’ suddiviso in quattro parti: il modo di rendere la pratica di questa vita un costante oggetto a cui ti dedichi, la spiegazione sulla pratica della trasferenza da farsi al momento della morte, la spiegazione della pratica del mescolare da farsi nello stato intermedio e il mostrare allo stesso tempo i punti essenziali di visione, meditazione e condotta.

Il modo di praticare il significato della prima parte è espresso nella seguente strofa del testo radice:

2.“Ricordando l’impermanenza e la sofferenza,
genera completamente la grande compassione.
Medita il lama alla sommità della testa, la divinità al cuore
e la mente innata.”
Il modo di praticarne il significato e’ suddiviso in quattro punti:
l’istruzione di prendere tutte le circostanze come incitamento,
l’istruzione di meditare Bodhicitta durante la sessione vera e propria,
l’istruzione del metodo di fare richieste al lama inseparabile dalla divinità,
l’istruzione di meditare l’essenza innata della propria mente.

Il primo punto è spiegato dalla prima frase. Inoltre ricordare l’impermanenza significa meditare l’incertezza del momento della morte che e’ la causa per bloccare il forte attaccamento per questa vita. Ricordare la sofferenza mostra che comprendendo come la natura dell’intera esistenza ciclica e’ sofferenza, il forte attaccamento per le perfezioni samsariche viene ribaltato e questo e’il metodo per generare un autentico desiderio di liberarsi dal samsara. Questo primo punto esemplifica anche come addestrare la mente sugli stadi del sentiero che sono in comune con l’individuo di scopo inferiore e intermedio, e tutti i soggetti di quelle meditazioni dovrebbero essere praticati qui.
Per timore di essere prolisso mi astengo dall’elaborarli, dovresti comprenderli attraverso il testo sugli stadi del sentiero per l’Illuminazione composto dal venerabile Losang Drakpa (Lama Tsong Khapa).

Il secondo punto è spiegato dalla seconda frase. Invece di sforzarti di ottenere la liberazione dal samsara solo per te stesso, prenditi la responsabilità di realizzare la felicità e il beneficio di tutti gli esseri. Per far questo, avendo generato la mente che aspira alla suprema illuminazione, addestrati nella mente che fortemente desidera praticare la condotta dei figli dei vittoriosi. Ci sono due metodi attraverso i quali generare la mente di Bodhicitta: l’istruzione in sette punti di cause ed effetto e l’uguagliare e scambiare se stessi con gli altri. Dovresti impararli dai testi degli stadi del sentiero per l’illuminazione e da quelli contenenti le istruzioni Mahayana sull’addestramento mentale.

Per quanto riguarda il terzo punto che è l’istruzione del metodo di fare richieste al lama inseparabile dalla divinità pensa in questo modo: “Senza dubbio dopo aver generato Bodhicitta e aver completato le due accumulazioni libererò tutti gli esseri dal samsara, però gli infiniti esseri hanno bisogno proprio ora di un protettore che li protegga dalle insopportabili sofferenze del samsara in generale e dei reami inferiori in particolare e io non ho in questo momento tale abilità.” Perciò pensa di fare richieste al nobile Cienrezig e ai mille Budda dell’eone fortunato. Medita sulla sommità del tuo capo un puro stupa di cristallo con mille nicchie. Nella cupola trasparente e in natura di luce, sopra ad un loto e disco di luna c’è Cienrezig, in essenza il tuo gentile guru radice, con un corpo bianco come una montagna innevata, un volto e quattro braccia. Il primo paio di mani sono incrociate al cuore, la seconda mano destra tiene un rosario di cristallo e la seconda mano sinistra tiene un fiore di loto bianco. E’ seduto con le gambe incrociate, è adorno di gioielli e indossa vesti di seta multicolore. Il suo corpo divino e’ adorno dai segni maggiori e minori, appare ma manca di esistenza inerente e si trova al centro di una grande massa di luce simile ad un arcobaleno. Nelle mille nicchie vi sono i mille Budda dell’eone fortunato: tutti quelli ad est hanno l’aspetto di Vairociana e il corpo bianco; quelli a sud hanno l’aspetto di Ratnasambava e il corpo giallo; quelli ad ovest hanno l’aspetto di Amitaba e il corpo rosso e quelli a nord l’aspetto di Amogasiddi e il corpo verde. Questo e’ il modo di meditare il lama alla sommità del capo. Benché in alcuni commentari si dica di meditare Cienrezig nell’aspetto Kharsapani, poiché dal punto di vista del significato non c’è differenza, qui ho spiegato come meditare Cienrezig a quattro braccia poiché la maggioranza tra coloro che recitano il mantra delle sei sillabe (Om ma ni pad me hum) lo medita in quest’ultima forma.

Il modo di meditare la divinità al cuore e’ la seguente: immagina al tuo cuore un loto rosso a mille petali ben aperti. Al suo centro, su di un disco di luna c’e’ il Grande Compassionevole, indistinguibile dalla tua stessa mente, nello stesso aspetto del Cienrezig che hai meditato alla sommità del tuo capo. Ai mille petali ci sono lettere A bianche, pure e in natura di luce bianca e risplendenti. Al cuore di Cienrezig, immagina con chiarezza che su un sedile di luna c’e’ la lettera Hri bianca circondata dalla ghirlanda delle sei sillabe, come fossero perle infilate.  Poi medita con forte devozione il Cienrezig al sommità del capo e i mille Budda finché gli occhi ti si riempiono di lacrime e i peli sul corpo ti si raddrizzano. Con grande emozione implora: “Oh grande compassionevole, mio maestro e mia divinità! I miei padri e madri, gli esseri dei sei reami, stanno affondando nel grande oceano di sofferenza del samsara, sono senza protettore e senza rifugio e sono miserevoli. Per favore liberali proprio adesso da questo grande oceano di sofferenza, ti imploro liberali velocemente, liberali da qualsiasi rinascita si trovino.”

Avendo richiesto con grande intensità, dal corpo del Cienrezig sulla cima della testa, si irradia luce che va a colpire il cuore del Cienrezig al cuore e dal corpo dei mille Budda si irradia luce che va a colpire le mille lettere A al cuore. Dal Cienrezig al cuore come pure dalle mille lettere A sgorga ciò che e’ in essenza la loro saggezza non-duale e che prende l’aspetto di un ininterrotto flusso di nettare bianco che riempie completamente l’interno del tuo corpo. Tutte le negatività delle tre porte come pure le oscurazioni e le loro impronte sono purificate e fuoriescono attraverso le aperture del corpo e i pori dei peli nella forma di liquido di color pece e scorpioni. Il tuo corpo si trasforma nel corpo di Cienrezig adorno dai segni maggiori e minori, completamente puro e come di cristallo. Il flusso di nettare fuoriesce attraverso le aperture del corpo e i pori dei peli. All’inizio raggiunge i reami infernali e li riempie completamente purificando le sofferenze del caldo e del freddo degli esseri infernali come pure le loro cause, il karma e afflizioni mentali. Meditata che gli orribili habitat di quei reami come il terreno di ferro rovente, le case di ferro in fiamme e le buie cavità di ghiaccio spariscono all’istante e sono trasformati in terre pure di gioielli come Sukhavati, molto spaziosi, pianeggianti e che procurano beatitudine quando toccati. Anche tutti gli esseri che li abitano sono trasformati in Cienrezig il cui corpo divino appare come l’arcobaleno benché privo di esistenza inerente. Poi il flusso di nettare gradualmente raggiunge il reame degli spiriti famelici, quello animale, quello dei semi dei, quello degli esseri umani e quelli delle divinità del reame del desiderio, della forma e del senza forma. Così il flusso di nettare purifica le sofferenze della fame e della sete degli spiriti famelici; le sofferenze del divorarsi a vicenda come pure della stupidità e dell’essere sfruttati proprie degli animali; le sofferenze delle battaglie dei semi dei; le sofferenze della nascita, vecchiaia, malattia e morte degli esseri umani; le sofferenze dei segni della morte e del cadere in basso degli dei del reame del desiderio e la sofferenza che pervade tutto ciò che e’ condizionato (dal karma e dalle afflizioni  mentali) degli dei del reame della forma e senza forma. Non solo tutte queste sofferenze ma anche le loro cause, il karma e afflizioni mentali vengono completamente purificate. Medita come in precedenza che i luoghi dove questi esseri vivono sono trasformati in terre pure e gli esseri in Cienrezig.

Se poi desideri recitare il mantra delle sei sillabe, immagina che dalla bocca di te stesso nella forma del nobile Cienrezig come pure dalla bocca di tutti gli esseri nella forma di Cienrezig esca il suono del mantra che fa come tremare tutto ciò che esiste nell’universo.
Recita il mantra finché puoi e per concludere la sessione meditata che dalla sillaba Hri al cuore del Cienrezig al tuo cuore si emana luce che va a toccare tutti gli habitat visualizzati come terre pure, tutti questi si fondono in luce che si assorbe negli esseri visualizzati come Cienrezig. A loro volta anche gli esseri si fondono in luce che si assorbe in te. Il Cienrezig alla sommità del capo si assorbe nel Cienrezig al cuore e i mille Budda si assorbono nelle mille lettere A al cuore e lo stupa svanisce come un arcobaleno nel cielo. Allo stesso modo gradualmente anche tu, visualizzato come Cienrezig, ti assorbi nei petali di loto al cuore con le sillabe A, queste si assorbono nel Cienrezig al centro, questo si assorbe nella ghirlanda di mantra al cuore, questa si assorbe nella sillaba Hri. Pensa che anche quest’ultima sparisce e contempla sulla visione (la mancanza di esistenza inerente).

Per quanto riguarda il modo di meditare il quarto punto e cioè l’essenza innata della tua mente, e’ suddiviso in due parti: il modo di praticare la mancanza del sé della persona e la mancanza del sé dei fenomeni.

Qui spiegherò solo dal punto di vista dei Sutra.
Per cominciare, siccome tutti noi abbiamo una forte mente che sorge all’improvviso e che si aggrappa all’idea di “io”, quando guardiamo come questo “io” appare a quella mente, questo non e’ come un semplice “io” attribuito sui cinque aggregati o come un semplice solo apparire dell’io ma invece l’io che e’ preso come oggetto da quella mente appare come se fosse sempre esistito lì sui cinque aggregati. Allo stesso modo, quando vediamo ciò che ha la funzione di sostenere travi, immediatamente sorge quella mente che pensa “Questa e’ una colonna”. Quando guardiamo come la colonna appare a quella mente, sulla base di quel pezzo di legno essa pensa “ questa e’ una colonna”, questa non le appare come una semplice designazione ma come se la sua esistenza venisse proprio dall’oggetto, da quel pezzo legno. Benché appaia esistere in quel modo, l’io non e’ mai assolutamente esistito lì, sui cinque aggregati. Per esempio anche nel caso della colonna, a parte l’attribuzione mentale fatta su quel pezzo di legno che sostiene travi, la colonna non esiste assolutamente dalla parte dell’oggetto, di quel pezzo di legno.
Poiché finché non la designi “colonna”, non sorge la mente che pensa “E’ una colonna”e non la chiami “colonna ”, essa non esiste come colonna. Poi dal momento che viene designata “colonna”, quando la vedi, dici “Ho visto la colonna”. Quindi a parte l’attribuzione su quel pezzo di legno, non c’e’ neanche minimamente qualcosa dalla sua parte che la faccia esistere come colonna. Allo stesso modo non appena un bambino nasce dalla mamma, gli viene messo il nome Tashi o altro. Poi quando vedi quel bambino pensi “Questo e’ Tashi”. Anche se appare che Tashi esista proprio dalla parte di quel bambino, non e’ così. Se fosse così, sarebbe giusto che prima ancora di avergli messo il nome Tashi, quando vedevi quel bambino sorgesse la mente che pensa “Questo e’ Tashi”, ma questo non e’ il caso. Perciò Tashi esiste solamente come attribuzione mentale fatta su quel bambino. Medita in equilibrio meditativo dopo essere giunto/a ad una categorica conclusione che l’“io”, gli “aggregati” e così via, come mostrato attraverso i precedenti esempi, tutti i fenomeni esistono solo come attribuzioni mentali fatte sulle proprie basi di designazione e non esistono neanche minimamente dalla parte dell’oggetto. Poi, nei periodi susseguenti alla meditazione formale, addestrati a pensare che, nonostante tutti i fenomeni appaiano, non esistono dal proprio lato e sono simili a illusioni. Qui ho solo spiegato come meditare sulla visione in modo molto semplice, poiché ciò e’ spiegato estesamente in separati manuali sulla visione dovresti studiarli.
Per quanto riguarda il modo di praticare il significato del secondo punto (riguardante la prima strofa del testo radice) e cioè la spiegazione sulla pratica essenziale della trasferenza da farsi al momento della morte, il testo radice legge:

3. “Avendo offerto il tuo corpo,
abbandona tutto ciò che hai.
Visualizza una cannuccia di luce
e proietta la mente a Tushita.”

La pratica di questo punto è trattata in tre parti: eliminare le circostanze sfavorevoli alla Phowa (trasferimento di coscienza), radunare quelle che le sono favorevoli e la visualizzazione della Phowa vera e propria. Per quanto riguarda la prima parte: se hai forte attaccamento per la tua dimora, il tuo corpo e i tuoi possedimenti, questo è come appendere delle pietre alle ali dell’uccello che vuole volare in cielo. Anche se vuoi trasferire la coscienza a Gaden o ad altre terre pure, quel forte attaccamento e’ un ostacolo perciò la prima frase mostra l’antidoto che blocca il forte attaccamento al corpo. Si tratta di offrire il proprio corpo, appreso come una illusione, come durante un banchetto rituale (Tshog).Visualizza il campo dei meriti: nello spazio di fronte a te, sopra ad un vasto trono prezioso sostenuto da otto leoni c’e’ un sedile di loto e luna e su questo medita il tuo gentile guru radice con l’aspetto del venerabile Cienrezig come descritto precedentemente. Nello spazio sopra Cienrezig ci sono tutti i lama radice e del lignaggio, nello spazio di fronte ci sono tutti i mandala delle divinità delle quattro classe dei tantra, i Budda e i Bodhisattva. Nello spazio in corrispondenza della parte inferiore del suo corpo ci sono gli Uditori e i Realizzatori solitari, i daka e le dakini e i protettori del Dharma; tutti questi sono raggruppati come una massa di nuvole. Immagina inoltre che sotto il trono, verso la parte lontana da te, ci sono gli tutti gli ospiti, coloro che ti danneggiano e che sono i tuoi creditori delle vite precedenti e sotto il trono, verso di te, ci sono tutti gli altri esseri dei sei reami guidati dai gentili genitori di questa vita, cosi’ che tutto lo spazio e’riempito completamente. In breve immagina che tutti quei diversi ospiti riempiono letteralmente ogni dove, la terra e lo spazio, come dei semi di sesamo.

Poi, per offrire lo Tshog con il tuo corpo, pensa in questo modo:
“In generale nell’esistenza ciclica condizionata ho assunto innumerevoli corpi, in particolare ho assunto innumerevoli volte proprio il corpo umano. Ma sono tutti passati senza senso e sono stati sprecati, nemmeno una volta sono riuscito a prenderne l’essenza e a renderli significativi. Anche il decrepito corpo di questa vita finora, come in passato, non ha avuto nessuna abilità di praticare il Dharma puramente. Come metodo per sostenere questo corpo, ho accumulato svariate forme di negatività e al momento della morte questo corpo sarà lasciato come si lascia un posto solitario. Il karma negativo accumulato per esso genererà le insopportabili sofferenze dei reami inferiori nella prossima vita. Perciò non e’ molto ragionevole avere attaccamento per questo corpo. Con esso completerò facilmente vaste accumulazioni di meriti ! Immagina che la tua mente diventa tutt’uno con il Cienrezig della grandezza di un pollice al tuo cuore e poi fuoriesce, si allontana dal cuore, va a rimanere nello spazio di fronte e da lì osserva il tuo corpo e lo vede bianco, ben in carne, bello e come ricoperto da olio. Con il pensiero di fare forti richieste al grande compassionevole, rivolgiti al Cienrezig frontale inseparabile dal tuo lama con queste parole: “Lama-divinità pieno di compassione, ti chiedo di farmi completare facilmente, con questo corpo, una vasta accumulazione di meriti!”Avendo così richiesto, dalla sua bocca fuoriescono le tre sillabe OM A HUM che sorgono nella forma di un tripode di tre teste umane grandi come il monte Meru, poi dal cuore della divinità è emanata una dakini che brandisce un coltello ricurvo con il quale asporta la calotta cranica (capala) del nostro vecchio corpo dalle sopracciglia in su. La pone sul tripode così che essa lo copre con il suo colore sanguigno, pensa che e’ ancora più vasta del reame di tremila sistemi di mondi. Poi arrivano nuovamente molte altre dakini brandendo coltelli ricurvi che vanno a tagliare a pezzi la carne, il sangue e le ossa del nostro vecchio corpo per poi gettarli nella capala. Questi la riempiono sino a farla traboccare. Dalla bocca della divinità sono pronunciate nuovamente le tre sillabe OM A HUM e così il sangue e la carne all’interno della capala si trasformano in un nettare incontaminato di saggezza primordiale di colore tipo arancione, simile allo splendore del sole. Il suo odore e gusto procurano beatitudine alla mente dei Vittoriosi e dei loro figli, immagina che ha l’abilita’ di rimuovere la sofferenza dei sei tipi di esseri. Poi dal proprio cuore (la propria mente visualizzata come Cienrezig fuoriuscita dal proprio vecchio corpo) sono emanate molte dakini che riempiono tutto lo spazio e che reggono delle capale. Queste dakini offrono con le capale sollevate a mo’ di ramaiolo quell’inesauribile  nettare a tutti i lama radice e dei lignaggi, ai Budda, Bodhisattva, Uditori e Realizzatori, Daka e Dakini e protettori del Dharma. Sono tutti compiaciuti e soddisfatti della grande beatitudine generata nelle loro menti. Pensa di aver completato una grande accumulazione di meriti. Pensa inoltre di offrire quel nettare a tutti coloro che ti danneggiano, i creditori karmici in questo modo ripagandoli, il loro debito viene compensato e il risentimento placato e tutti diventano Cienrezig. Poi pensa di offrirlo ai sei tipi di esseri guidati dai gentili genitori di questa vita, le loro diverse sofferenze sono eliminate, il karma e afflizioni mentali sono rimossi dalla loro menti e purificati. Come visualizzato in precedenza, recita il mantra delle sei sillabe e pensa che i loro habitat diventano terre pure come Sukhavati e così via e tutti gli esseri diventano Cienrezig. Alla fine tutti i reami si fondono in luce e gli esseri si assorbono in te. Il lama nello spazio di fronte che e’ circondato a cominciare dai lama dei lignaggi fino ai Daka e protettori si assorbe in te come per conferirti benedizioni. Finalmente anche tu scompari. Sigilla questa meditazione con la saggezza che comprende la mancanza di esistenza inerente dei tre cerchi. Pensa all’oggetto a cui hai fatto offerte, le sostanze offerte, colui che ha offerto e il modo in cui le offerte sono state fatte come vacuità nel senso che non possiedono neanche un atomo di esistenza inerente.
Avendo praticato in questo modo, nonostante ti sei separato dal forte attaccamento per il corpo, potresti ancora avere forte attaccamento per parenti e amici e possedimenti, in questo caso il modo per bloccarlo è insegnato nella seconda frase (della terza strofa del testo radice, cioè: abbandona tutto ciò che hai).
Anche se, a causa del karma accumulato nelle vite precedenti, in questa vita hai molti parenti e amici, sono come un mucchio di foglie radunate dal vento che resteranno insieme per un breve istante ma che alla fine saranno disperse. Pensando che al momento della morte nessuno dei tuoi amici può restare con te e dovrai andartene da solo, non dovresti aver attaccamento per loro. Comprendendo che al momento della morte dovrai andartene, come un pelo che e’ estratto dal burro, lasciandoti le ricchezze e i possedimenti alle spalle, senza provar attaccamento per essi usali in modo virtuoso e significativo per fare offerte ai Tre Gioielli e al Sangha ed elimina completamente il forte attaccamento per essi.

Per quanto riguarda la seconda parte e cioè come radunare quelle che sono le circostanze favorevoli alla pratica della Phowa, questa e’ composta dal generare una forte aspirazione per rinascere in Tushita, dal formulare preghiere per rinascere lì e dal dedicare tutte le radici di virtù come cause perché ciò avvenga.

Per quanto riguarda la terza parte e cioè la visualizzazione della Phowa vera e propria, questa e’ insegnata nelle ultime due frasi della terza strofa (Visualizza una cannuccia di luce e proietta la mente a Tushita.)
Al centro dei bei palazzi che circondano Tushita, il palazzo del Dharma, c’e’ la residenza del venerabile Maitreya chiamata il palazzo dall’alta bandiera di vittoria o il palazzo del sommo Dharma e di fronte a questo si trova l’ampio e incantevole chiostro, la cui natura e’ di gioielli ed e’ chiamato Yi-ga Ciozin dove il venerabile Maitreya insegna il Dharma. Al suo centro, sul trono di leoni dell’eccellente Dharma, e’seduto Maitreya e guarda verso di noi, abitanti del Zambudvipa. Il suo corpo e’ magnifico come una montagna d’oro e risplende come la luce di mille soli. Sta insegnando copiosamente la perfezione della saggezza ad una assemblea di innumerevoli Bodhisattva. Immagina che anche tu lo stai vedendo direttamente e con forte coinvolgimento emotivo supplicalo nel seguente modo:
”Grande compassionevole Budda Maitreya! Ti prego proteggimi dalle sofferenza del samsara in generale e dei reami inferiori in particolare e portami al Tushita! Portami li’ velocemente! Portami li’ proprio da dove sono!”Avendo cosi’ richiesto, dal cuore di Maitreya emerge una cannuccia di luce come una manica allungata che raggiunge l’apertura di Brahma alla sommità del tuo capo che e’ come una cupola aperta. Immagina che la tua mente, che e’ un tutt’uno con il Cienrezig della grandezza di un pollice al tuo cuore, guardando verso l’alto attraverso il passaggio della cannuccia di luce, veda direttamente l’area al cuore del venerabile Maitreya che e’ di un colore dorato brillante come la base di un mandala d’oro ben lucidata e su cui batte la luce del sole. Genera la considerazione della cannuccia di luce come il sentiero, la considerazione di voler percorrere quel sentiero e la considerazione del cuore del venerabile Maitreya come la destinazione della Phowa. Come in precedenza supplica con grande coinvolgimento emotivo e così dal cuore del venerabile Maitreya emerge come un gancio all’interno della cannuccia di luce che scende, penetra attraverso l’apertura di Brahma e tocca la propria mente che e’ nella forma di Cienrezig. La aggangia ed esce senza ostacoli attraverso l’apertura alla sommità del capo come una stella cadente proiettata verso l’alto. Medita per un po’sul tranquillo fondersi della tua mente con la mente di Maitreya, mescolati a mo’ di essere di un solo sapore. Di nuovo esci dal suo cuore e immagina di risorgere come un figlio divino dall’intelletto eccellente al centro di un loto a mille petali nel chiostro dove Maitreya insegna il Dharma. Avendo così preso rinascita come qualcuno che ha la fortuna di godere del Dharma mahayano a proprio piacimento, immagina di bere il nettare del Dharma senza mai esserne sazio.

Per quanto riguarda il terzo punto (esposto nella prima strofa del testo radice) e cioè la spiegazione della pratica del mescolare da farsi nel bardo, il testo radice legge:

4. “Riconoscendo proprio questo come il bardo,
e trasformando l’esterno, l’interno e il segreto,
il saggio dovrebbe prendere rinascita
con lo yoga della vacuità e compassione.”

La prima frase insegna il metodo per riconoscere il bardo come bardo. Medita pensando: “tutto ciò che percepisco proprio ora sono percezioni illusorie (allucinazioni) del bardo, devo riconoscere il bardo come bardo.” Quando poi rinascerai nel bardo, pensa: “sono nato nel bardo e tutte ciò che percepisco sono apparizioni del bardo.” Ugualmente per quanto riguarda il riconoscere i sogni come tali, pensa in questo modo continuamente durante il giorno. La seconda frase insegna la pratica del bardo vera e propria.
La trasformazione esterna: fin da ora pensa che quando l’aspetto dell’ambiente esterno (il contenitore) con la terra, le pietre e gli alberi e così via appare, tutto ciò e’ in realtà un’ allucinazione del bardo che e’ il luogo dove ti trovi. Senza seguire con la mente le apparizioni impure, medita visualizzale solo come terre pure, Sukhavati etc.
La trasformazione interna: quando i diversi esseri come animali, uomini e così via (il contenuto) appaiono, medita visualizzali tutti solo come Cienrezig.
La trasformazione segreta: in questo modo, quando i diversi ambienti e esseri appaiono come se esistessero dal loro lato, medita pensando che tutte queste apparizioni sorgono solo a causa del fatto che la mente e’ macchiata dall’afferrarsi al sé e dalle impronte lasciate da esso. A parte ciò, un’esistenza dal lato dei fenomeni, come appare, non esiste neanche minimamente. Avendo meditato in questo modo, quando poi rinascerai nel bardo e avrai apparizioni impure come ambienti infernali e il reame del signore della morte e carnefici che brandiscono spade e ti rincorrono e così via, questi sorgeranno rispettivamente come terre pure e Cienrezig dalla sfera della vacuità di esistenza inerente.  Le ultime due frasi insegnano il modo di prendere volutamente rinascita.
Quando prenderai rinascita con un corpo perfetto e completo delle libertà e ricchezze per praticare il Dharma, mentre sarai ancora nel bardo vedrai i tuoi futuri genitori nell’abbraccio sessuale. Se rinascerai maschio, quando proverai avversione nei confronti del tuo futuro padre e attaccamento per la tua futura madre, pensa alla gentilezza mostrata da tempo senza inizio da quel padre, oggetto della tua avversione e bloccala meditando con forte coinvolgimento emotivo sulla compassione. Blocca l’attaccamento nei confronti della tua futura madre pensando che nonostante appaia, non esiste in quel modo, dal suo lato. Poi, motivati a prendere rinascita pensando: “prenderò rinascita dal ventre di questa madre e praticherò tutti i sentieri che mi rimangono e realizzerò un grande vantaggio  per il beneficio degli esseri.”
Per quanto riguarda la quarta parte e cioè mostrare i punti essenziali di visione, meditazione e condotta e’ detto:
“Riconoscere tutto ciò che appare e’ il punto essenziale della visione,
non distrarsi da questo e’ il punto essenziale della meditazione,
ricordarsi di un solo sapore e’ il punto essenziale della condotta
questa e’ l’istruzione del grande yoghi.”
Dopo aver identificato tutto ciò che sorge, arrivare alla conclusione che tutti i fenomeni non esistono come appaiono, non esistono dal loro lato, e’ il punto essenziale della visione.
Meditare con concentrazione e senza distrazione su ciò che si e’ accertato e’ il punto essenziale della meditazione.
Addestrarsi nella condotta dei figli dei vittoriosi per il beneficio degli esseri ricordandosi che tutti i fenomeni del nirvana e del samsara sono di uno stesso sapore nel senso di essere tutti privi di esistenza inerente e’ il significato del punto essenziale della condotta. Queste sono le istruzione del grande yoghi.
Tutte ciò che e’ stato spiegato qui sopra e’ l’ istruzione del venerabile Maitri, ma quest’ultima strofa non lo sembra essere.

Qui si conclude la spiegazione, facile da comprendere e da usare, sul come praticare tutte le fasi della meditazione conosciuta come “le tre pratiche essenziali”.

Con le perle, i profondi sentieri,
giunte dall’oceano della mente di colui che detiene il loto,
ho composto questo testo a mo’ di infilarle in una collana
perché siano l’ornamento al collo delle gloriose e fortunate.
Sulla base delle virtù che derivano dallo sforzarsi in questa pratica,
possano gli esseri, liberati dal burrone dei reami inferiori,
godere del nettare del Dharma mahayana nel
felice e prezioso palazzo celestiale di Tushita.

Io, l’insegnante di Dharma Gedun Gyatso, ho composto questo commentario sulle tre pratiche essenziali in modo che sia facile da capire, per incrementare la profonda pratica di Palden Yesce Ciodron, colei che disperde le sofferenze dei miserabili esseri con la sua mano allungata, la Prajapati (colei che ha allevato Budda Shakyamuni) dall’inamovibile fede per il Dharma e coloro che lo detengono.

Scritto dall’amanuense Sangye Gonpo ad Olka Takze.

1 I tre mondi: sulla terra il mondo degli uomini, sopra la terra il mondo degli dei, sotto terra il mondo degli spiriti.

2 Mahasidda Maitri Zoki: Grande pandita indiano che visitò anche il Tibet. Nacque come il figlio del re di Varanasi e il suo nome era Zakatra Ananda (in tibetano kyedro kunga) Sin da piccolo richiese ai genitori il permesso di seguire la vocazione religiosa. Ricevette l’ordinazione monastica a Bodhgaya dal maestro Gyalwe Lha. Divenne un grande erudito e andò a meditare per molti anni a Ogyen (attuale Afganistan). Nel 1198, quando il grande traduttore tibetano Throphu Ciampa Pel, che allora aveva 26 anni, viveva in Nepal incontrò questo grande maestro nel sesto mese lunare e lo invito’ in Tibet. Il Mahasidda trascorse sei mesi in Throphu dove dette in pubblico insegnamenti generali come il Rifugio e Bodhicitta e segretamente, a pochi discepoli selezionati, insegnamenti tantrici. Con grande meraviglia generale, non appena riceveva qualsiasi cosa per i suoi insegnamenti, senza minimamente considerarla un suo possedimento, la usava immediatamente per costruire oggetti religiosi, fare offerte, sostenere il Sangha, donare ai poveri e riconciliare i conflitti. Di lui si dice che ottenne l’elisir di lunga vita e vivrà finché esisteranno gli insegnamenti di Budda. Si dice che risiede sempre nel sud dell’India a Lho Ciok Pel ghi Ri (Nagarjunakonda) e che una volta l’anno si reca in Tibet.

3 Throphu Lotsawa Ciampa Pel: nacque nel 1173, a dieci anni presi i voti da novizio e il nome Tsultrim Scerab. A diciannove anni prese l’ordinazione completa da monaco e il nome Ciampa Pel. A 25 anni invitò il mahasidda Maitri Zoki in Tibet e ricevette da lui tutti gli insegnamenti tantrici. Nel 1219, capendo che stava per morire, ritornò i voti da monaco e si accoppiò con una consorte e, prima ancora che suo figlio (Throphu  Sonam Senghe) nascesse, lasciò il corpo.

Finito di tradurre a Dharamsala, India il 25 aprile 2008 da Teresa Bianca e Sherab Dhargye.

 

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