31 – S.S. Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche, Mahamudra: gli insegnamenti di Gampopa

Il grande Maestro della Mahamudra Gampopa

Il grande Maestro della Mahamudra Gampopa

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche ci illustra le qualificazioni dell’insegnante e de”allievo secondo gli insegnamenti di Gampopa.

Appunti a cura della Dott.ssa Nicoletta Nardinocchi e revisione del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

DOMANDA: Santità, oltre agli insegnamenti di Tilopa abbiamo sentito parlare consigli del Maestro Gampopa sulla Mahamudra, ce ne vorrebbe parlare?

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

I consigli del Maestro Gampopa riguardano l’affrontare i diversi problemi che si presentano nella pratica della meditazione Mahamudra. Innanzitutto, per evitare errori, dobbiamo affidarci ad un lama completamente qualificato, ad un maestro che ha effettivamente sperimentato la realizzazione di Mahamudra.

Il Maestro non deve essere solo di nome, ma aver realizzato questo sentiero, avere conoscenza ed esperienza, ed essere quindi in grado di guidare gli altri. Lo studente deve mantenere la consapevolezza della verità di impermanenza e morte e, con tale motivazione, esercitarsi in questa pratica. Deve poter riconoscere l’insegnante pienamente qualificato come una manifestazione di Buddha nel mondo. Quindi, perché la pratica abbia successo o perché perfino abbia inizio, è necessaria l’incontro di un insegnante qualificato con uno studente qualificato.

Quando cerchiamo un insegnante qualificato, non abbiamo bisogno di pensare a grandi esseri illuminati del passato come il maestro Gampopa o altri esseri realizzati. Piuttosto, è sufficiente avere un insegnante che abbia esperienza nella realizzazione di Mahamudra anche se privo del raggiungimento supremo dei grandi maestri. Se l’insegnante ha una pratica genuina di Mahamudra o una vera realizzazione della Mahamudra, ciò è sufficiente per qualificarlo alla trasmissione delle istruzioni ed a guidare la pratica del discepolo.

Il discepolo, a sua volta, deve essere qualificato non solo dalla comprensione di impermanenza e morte, ma anche da un genuino apprezzamento della causa-effetto. Vale a dire che non deve trascurare il principio di causalità morale, ma tenerlo in mente. Inoltre, il discepolo deve essersi purificato delle contaminazioni ed aver accumulato meriti nella vite che portano all’incontro con l’ insegnante qualificato.

Una volta che questo incontro tra studente e insegnante si verifica, il sentiero deve essere percorso in modo corretto, in modo diretto senza cadere da una parte o dall’altra.

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