40 – S.S. Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Come integrare la Mahamudra nella vita quotidiana

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: I praticanti commettono anche l’errore di separare la loro pratica dal resto della loro vita. Questo è un grande errore.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: I praticanti commettono anche l’errore di separare la loro pratica dal resto della loro vita. Questo è un grande errore.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche ci illustra come integrare la pratica Mahamudra nella vita quotidiana.

Appunti a cura della Dott.ssa Nicoletta Nardinocchi e revisione del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Domanda: Sembra che tutto questo sia così elevato e così lontano. Posso, da parte mia personalmente, farlo davvero?

Sua Santità Kyabgon Drikung Chetsang Rinpoche

Tutti noi possediamo la natura innata di illuminazione, e quindi non è impossibile raggiungere il più alto traguardo che non è neanche lontano da noi. Tuttavia, è necessario impegnarsi nella pratica e sforzarci. Accade anche nel mondo dello sport, per diventare i migliori sono necessari molto sforzo, molta pratica, molta fatica. E questo è solo essere bravi a giocare a palla!

Per conseguire la perfetta illuminazione dobbiamo, ovviamente, aspettarci di doverci sforzare e concentrare sulla pratica per un periodo significativo di tempo. Nessuno dice che sia facile raggiungere il più alto stato di illuminazione.

Tuttavia, non vi è alcuna certezza su quanto ognuno di noi abbia realizzato nel passato, nelle vite precedenti fino al presente. Potrebbe essere che abbiamo speso molte vite impegnandoci su questo sentiero e che ora abbiamo solo bisogno di andare un po’ più avanti per raggiungere la meta più alta. In realtà, non è possibile che chiunque si connetta a questi insegnamenti, non si sia impegnato in precedenti vite su tale sentiero di insegnamenti del Buddha. Non sarebbe possibile ascoltare oggi queste parole se non ci fossimo impegnati in uno sforzo strenuo per molte vite.

Una volta capito questo possiamo sentirci rassicurati che il più alto stato di illuminazione sia a portata di mano. Occorrerà sforzo, diligenza, allontanarsi dagli affari quotidiani del mondo e concentrazione sulla pratica meditativa in questa vita. Se lo facciamo, se ci impegniamo nella pratica e ci colleghiamo con un maestro spirituale qualificato, grazie ai nostri desideri, aspirazioni e preghiere e la volontà di seguire la guida di quel maestro, otterremo il più alto stato di illuminazione in questa vita stessa.

Se non lo otteniamo in questa vita, ma pratichiamo diligentemente lo raggiungeremo nello stato intermedio, il Bardo, dopo la morte. Se anche qui non avvenisse otterremo certamente la piena illuminazione nella prossima vita o quella successiva a quella in cui ci siamo impegnati veramente in questa pratica.

Ora, i praticanti commettono anche l’errore di separare la loro pratica dal resto della loro vita. Questo è un grande errore.

Se impariamo ad integrare la nostra pratica nella nostra vita, possiamo fare grandi progressi non importa in quale attività ci impegniamo. Dobbiamo portare tutte le nostra attività nel sentiero.

DOMANDA: come possiamo integrare la meditazione nella vita quotidiana?

Il maestro Jigten Sumgon insegnò che la meditazione si svolge non solo in una capanna isolata seduti a gambe incrociate davanti a un altare, ma deve avvenire nel corso di tutti e quattro i tipi di attività. I quattro tipi di attività sono stare seduti, in piedi, sdraiati, e camminare. In altre parole, ci impegniamo nella pratica meditativa in ogni momento: “in meditazione” significa che stiamo lavorando con la mente stessa. La mente è di per sé sempre a portata di mano, è sempre lì. Se vogliamo andare da qualche parte, non la lasciamo alle spalle. Così, la mente è sempre disponibile per lavorarci nella nostra pratica.

Per esempio, se stiamo camminando lungo la strada, possiamo concentrare la nostra mente senza distrazioni proprio sull’attività in cui siamo impegnati e non permettere alla mente di distrarsi con i kalpanas, con costruzioni concettuale ed idee. Piuttosto concentratevi su quello che state facendo e camminate per un intero isolato senza permettere alla mente di entrare in un’attività concettuale. Una volta arrivati alla fine dell’isolato ricominciate la pratica fino al prossimo. Perfino alla guida di un’auto, è possibile concentrarsi senza distrazioni su tale attività ed eliminare i pensieri concettuali. Questo può essere molto utile. Qualunque cosa stiate facendo, è possibile coltivare questa pratica meditativa. Così, se vi accostate alla meditazione come qualcosa da coltivare in ogni tempo e in ogni attività ottenere rapidi progressi. Il processo non si limiterà solo ad una sessione di meditazione occasionale.

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