43 – S.S. Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Le conclusioni sulla Mahamudra

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Entrambe le parti sono assolutamente necessarie: le benedizioni degli esseri illuminati e la nostra ricettività.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Entrambe le parti sono assolutamente necessarie: le benedizioni degli esseri illuminati e la nostra ricettività.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche giunge alle conclusioni sulla pratica Mahamudra.

Appunti a cura della Dott.ssa Nicoletta Nardinocchi e revisione del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Domanda: Santità, potrebbe trarre delle conclusioni a quanto ci ha illustrato sulla Mahamudra?

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

Questo è il mio consiglio personale per la pratica. Le contemplazioni e meditazioni sulla impermanenza e la morte sono di importanza essenziale in queste pratiche. Se siete capaci di generare una chiara consapevolezza della transitorietà e della morte, l’intera pratica assumerà significato e sarà positiva.

Se in qualche modo non capite il significato di impermanenza e morte, anche impegnandovi molto diligentemente nel resto della pratica, sarà difficile per voi avere molto successo. Quindi,concentratevi sull’insegnamento di base di impermanenza e morte. Prendetelo in voi, interiorizzatelo, comprendetelo e la vostra pratica sarà efficace.

Praticare il Dharma con i vostri attuali stato, disposizione, situazione, qualunque essi siano, fino al raggiungimento della perfetta e senza pari illuminazione: questo è veramente Mahamudra.

Praticando Mahamudra, ottenete il perfetto stato di Buddha. Per farlo, la pratica deve essere efficace. Affinché sia efficace, dobbiamo capire che assolutamente tutti i fenomeni sono interconnessi, interdipendenti e interconnessi.

E per questo, gli esseri illuminati che hanno attraversato questo sentiero in passato e sono riusciti ad ottenere lo stato di Buddha, stanno adempiendo al loro voto o impegno. In altre parole, hanno raggiunto la buddhità grazie al loro grande desiderio di aiutare gli esseri viventi. Di conseguenza, le loro benedizioni sono a nostra disposizione, lo sono sempre state. Le loro benedizioni sono sempre pronte ad aiutarci, e abbiamo bisogno di queste benedizioni per riuscire nella nostra pratica di Mahamudra. Questo è quello che farà si che i nostri sforzi abbiano successo. Entrambe le parti sono assolutamente necessarie: le benedizioni degli illuminati e la nostra ricettività, la nostra aspirazione ed apertura alle loro benedizioni, sono come un anello di ferro e un gancio di ferro.

Avere un anello di ferro vuol dire utilizzarlo. Se non abbiamo l’anello di ferro della nostra fede, devozione, aspirazione, allora il gancio di ferro, che è la compassione e la benedizione del Buddha, non saprà dove agganciarsi per tirarci su fuori del samsara al culmine del sentiero Mahamudra. Quindi, questa è la nostra responsabilità, avere apertura, fede, e devozione.

Se non l’abbiamo in questo momento, dovremmo svilupparle artificialmente Praticando diventerà più reale e sincero e questo permetterà che si realizzi il processo di connessione con le benedizioni degli illuminati.

Ora, l’anello sta dalla nostra parte mentre il gancio è dalla parte degli esseri illuminati. Così, essi ci offrono sempre il gancio delle loro benedizioni ma se non usiamo il nostro anello di ferro per agganciarci non ci sarà connessione e non riceveremo le loro benedizioni.

E’ questa interconnessione di tutte le cose che dobbiamo capire e sfruttare diventando collegati ai Buddha e Bodhisattva che ci offrono il loro aiuto compassionevole e benedizioni. Comprendendo che le loro benedizioni sono disponibili, dobbiamo concentrarci sulla pratica di sviluppare la mente di fede e di devozione che è il nostro anello di ferro. La pratica del Guru yoga è particolarmente utile nel processo di estendere questo anello di ferro, questa fede e devozione. Praticando Guru yoga guru li sviluppate e rafforzate consentendo loro di agganciarsi al gancio della compassione.

Uno dei celebri versi di Milarepa riassume il modo in cui il lignaggio Kagyu assicura il successo in questa pratica. Milarepa disse: “Io, un yogin, lasciai il mondo per un luogo desolato di scogliere e rocce, e rimasi lì con mente di desolazione.”

Con desolazione, intendeva una mente che si è allontanata dal mondo e che ha realizzato la natura preziosa e rara dell’opportunità umana e gli errori dell’esistenza ciclica. In particolare, aveva capito i problemi urgenti di impermanenza e morte. Con tutte queste cose sulle sue spalle, si volse alla compassione del suo lama, che incarnava la benedizione di tutti gli illuminati, e non permise alla sua fede e devozione di vacillare neppure per un instante e queste continuarono con flusso ininterrotto da allora in poi. In quel modo fu in grado di ottenere queste benedizioni e riuscì nella pratica.

Il miglior consiglio per una continua pratica religiosa, una pratica di Dharma, significativa e di successo, è coltivare questi due fattori.

1) In primo luogo, essere consapevoli e capire l’impermanenza e la morte. Non distoglietevi da queste ma invece accoglietele e mantenetele di fronte alla vostra consapevolezza in ogni momento.

2) In secondo luogo, coltivate fede, rispetto ed aspirazione concentrate su un lama di un lignaggio ininterrotto, che è l’incarnazione degli illuminati.

Oltre a questo non sono necessari altri tipi di pensieri di speranze, desideri, dubbi o paure. Non sono necessari né c’è spazio per loro.

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