39 – S.S. Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: La quarta parte della pratica Mahamudra

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Questa breve spiegazione è stata presentata secondo la tradizione del maestro Gampopa.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche: Questa breve spiegazione è stata presentata secondo la tradizione del maestro Gampopa.

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche ci illustra ora l’ultima delle fasi della pratica Mahamudra.

Appunti a cura della Dott.ssa Nicoletta Nardinocchi e revisione del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Domanda: Santità, ci potrebbe spiegare l’ultima delle quattro fasi della pratica Mahamudra. ?

Sua Santità Drikung Kyabgon Chetsang Rinpoche

Successiva è la più alta delle quattro fasi di realizzazione yogica.

Questa è la fase non-meditativa in cui è stato compiuto tutto lo sforzo di apprendimento. Si chiama “non-meditazione”, perché la meditazione non è più separata da niente, è uno stato in cui non distinguiamo la pratica di meditazione e non meditazione (ossia il tempo tra una seduta e l’altra di meditazione).

La mente rimane sempre in questo stato quindi non c’è più alcun senso di parlare di meditazione o non meditazione.

Qui, il livello più basso di praticante ha raggiunto uno stadio libero di realizzazione dove la meditazione procede con un flusso ininterrotto simile ad un fiume che scorre senza interruzione. Non c’è senso di scoperta o realizzazione; non sorge nessun concetto di realizzare un oggetto o di pervenire ad una realizzazione. E’ solo un flusso ininterrotto di consapevolezza perfetta e non-duale, libero dalla meditazione, libero dalla realizzazione, ma un flusso ininterrotto di pura illuminazione. Il livello medio della pratica in questa fase di realizzazione più alta è tale che i tre corpi si manifestano senza sforzo: un corpo è la perfezione della propria felicità (il Dharmakaya) e due corpi dell’illuminato che perfezionano la felicità degli altri (nirmanakaya e sambhogakaya).

Questi sorgono naturalmente attraverso il flusso ininterrotto dell’illuminazione, libera dallo sforzo di meditazione e di interruzione delle realizzazioni discrete.

L’ultimo è il più alto livello di pratica in questa fase di più alta realizzazione yogica. Tutte le buone qualità sono state raggiunte, così la compassione per gli esseri viventi nasce spontaneamente e senza interruzioni allo stesso modo delle attività di cui beneficiano gli esseri viventi. La compassione è perfettamente senza oggettivazione. Non abbraccia la causa di un essere o di un altro, ma piuttosto si irradia in tutte le direzioni e si manifesta costantemente in base alle esigenze e ai bisogni di tutti gli esseri viventi. La realizzazione in questa fase è senza limiti, senza ostacoli in termini di soggetto o oggetto. La realizzazione è completa e totale. Non si dipende più da cause o condizioni. Tutte le cause e le condizioni di totale, perfetta, impareggiabile illuminazione sono state soddisfatte e quindi si ottiene, l’obiettivo finale.

Quindi qui abbiamo discusso le dodici tappe nello sviluppo della pratica Mahamudra, dalle fasi iniziali di realizzazione fino all’obiettivo finale di perfezione. Questa breve spiegazione è stata presentata secondo la tradizione del maestro Gampopa.

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