Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Il flusso della vita

Il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel coi partecipanti al suo insegnamento al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio il 16 marzo 2013.

Il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel coi partecipanti al suo insegnamento al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio il 16 marzo 2013.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio il 16 e 17 marzo 2013 sul tema “Il flusso della vita: la morte e la rinascita”, 5° incontro del Programma “Alla Scoperta del Buddhismo”. Appunti ed editing dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano del Dr. Massimo Dusi.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Dobbiamo renderci conto che nel mondo intorno a noi non c’è niente di impossibile che non possa succedere. Bisogna essere prudenti con la nostra mente, accettare ed avere consapevolezza che le cose possano accadere. Per cui l’aspetto veramente importante sta nell’allenare la nostra mente al buon cuore, qualsiasi siano gli avvenimenti che accadono al di fuori. E’ fondamentale rendersi conto che se noi riusciamo ad imparare a diventare persone migliori, più aperte, con più buon cuore. Gli altri hanno il loro modo di essere e di fare. Se noi non riusciamo ad addestrare la nostra mente in questa direzione di buon cuore, apertura mentale e benevolenza, comunque ci saranno ostacoli esterni, circostanze negative ed oltre a quello avremmo una mente sempre preoccupata.

Non possiamo agire su tutte le circostanze esterne. Per questo dobbiamo agire internamente, e non sul nostro corpo, ma dobbiamo agire sulla nostra mente. E” cosi’ importante avere la motivazione di sviluppare un buon cuore ed una buona mente. La base di questo è considerare tutti gli esseri come noi, e tutti gli esseri non vogliono altro che essere felici ed evitare sofferenze. Se posso sono di aiuto, se non e’ possibile, non faccio male a nessuno perché nessuno ha bisogno di avere altra sofferenza.

Si può dunque morire senza rimpianti e con la mente pacifica. Esiste anche una grande connessione tra una mente pacifica, aperta e benevolente con una buona salute del corpo. Al momento della morte, corpo e mente si separano, e quello che chiamiamo continuum mentale andrà alla ricerca di un nuovo corpo. La qualità di questa mente è di essere chiara e priva di qualsiasi sostanza materiale, di una forma solida o grossolana come quella del corpo. Queste qualità della mente possono essere familiari a persone che hanno fatto studi quali il lorig: la mente ed i suoi fattori. Per gli altri è un po’ più difficile capire bene. Negli insegnamenti c’è una grandissima letteratura dedicata a come è fatta la mente ed approfondire questo e’ molto importante per lo studio del buddhismo. Per cui ci sono tante ragioni per cui e’ cosi’ indispensabile conoscere bene che cosa e’ la mente. E’ la mente che ha la possibilità o meno di realizzare e migliorare la propria condizione, per cui e’ molto importante avere a disposizione delle approfondite informazioni sulla mente.

Rispetto alle vite passate e future la maggior parte delle persone non ha nessun ricordo delle vite passate e non ha nessuna idea di cosa sarà la propria vita futura. Diciamo che il fatto di non ricordarci delle vite passate non e’ una buona prova che non esistono. Ci sono anche tante persone comuni che hanno ricordi delle vite passate. Ora c’è una bambina indiana nel Punjab in India che ha dei ricordi molto chiari. Ora, di fatto, se noi riuscissimo a morire in un modo estremamente chiaro, pacifico e senza paura, la possibilità di avere ricordi della vita passata sarebbe molto più ampia. Una persona comune, che non ha nessun allenamento meditativo, si dimentica completamente, perde coscienza in un certo senso. Quelle persone che hanno coltivato il buon cuore si trovano perciò a morire in assenza di rimpianti e riescono ad utilizzare gli stati sottili della mente mano mano che si dissolvono e questo da la possibilità di avere dei ricordi della vita passata quando si prenderà il nuovo corpo. Ci sono delle possibilità di avere ricordi di vite passate anche quando la morte e’ immediata, nel caso d’incidenti. Ci si ritrova nella prossima vita, come risvegliarsi da un sonno improvviso. E’ quello che è accaduto a questa ragazza del Punjab, che nella vita precedente perì in un incidente stradale. C’è un altro problema. Se dovessimo morire in un incidente stradale, non è detto che rinasceremmo in forma umana, può esserlo come no. Se rinasciamo in forma umana, ci sono delle possibilità di ricordare l’esistenza precedente. Se non si muore subito, ma magari si è gravemente feriti da un incidente, riportando fratture molto gravi, perdendo sangue, questa situazione e’ un motivo di dolore in più. Senza poter avere i vantaggi della morte istantanea. Per cui ci sono tante circostanze diverse in cui può sopraggiungere la morte, dunque è difficile avere un commento per tutto. Una volta che si muore, non siamo liberi di sceglierci la nostra prossima rinascita, ma siamo sottoposti al potere del nostro karma. Se, al momento della morte, abbiamo libertà, abbiamo il potere di rinascere dove vogliamo, non saremmo sottoposti al potere del nostro karma. Il karma non virtuoso ci spinge verso i reami inferiori, il karma virtuoso verso quelli superiori. Per cui, se vogliamo avere un’idea di dove andare nella prossima vita, dovremmo comprendere se è più forte il karma virtuoso o quello non virtuoso.

Se vogliamo ottenere un elevato karma virtuoso, ed in gran misura, dobbiamo avere una perfetta motivazione, fare la nostra pratica nel modo migliore possibile, dedicandone i meriti che abbiamo accumulato. Basta che pensiamo alle nostre attività spirituali: come andare agli insegnamenti, andare al jenang, abbiamo perciò preso degli impegni, come recitare mantra o testi e cosi’ via.

Se abbiamo degli impegni con una persona che ci piace, in quel caso il tempo lo troviamo e siamo puntuali. Mentre con gli impegni spirituali cerchiamo il modo più breve per portarli a termine. Alle volte ce ne dimentichiamo. E, quando lo facciamo, non lo facciamo in modo adeguato. Per poi renderci conto che la maggior parte del nostro tempo e’ impiegata in attività non virtuose.

Se insultiamo qualcuno che ci e’ antipatico, gli lanciamo delle pesanti invettive che lo facciano stare male. Quando poi vediamo che sta male, ci rallegriamo, dicendoci: “Bene, ce l’ho fatta”. Perciò, in senso negativo: la motivazione, l’azione e la dedica sono perfette.

Se facciamo un esame di coscienza, vediamo in quanto a virtù siamo abbastanza deboli mentre dalla parte della non virtù riusciamo a fare tutto perfettamente. Se ragioniamo in questo modo, le chance di avere una buona rinascita nella prossima vita diventano poche. Perciò e’ molto importante capire bene dentro di noi. Quando vediamo delle cose negative dobbiamo far agire quelli che vengono chiamati i 4 poteri opponenti. Questa diventa una pratica essenziale. Ora esiste un altro tipo di pericolo. Una persona può pensare: “io non insulto nessuno, non ce l’ho con nessuno, non mi arrabbio, non faccio male a nessuno, e sono senza peccati e posso stare tranquillo”. A questo dobbiamo stare attenti perché non è così. Anche se tutto questo e’ vero, di azioni negative ne accumuliamo in ogni caso. Anche perché, anche senza nessuna intenzione, camminiamo, andiamo in automobile, indossiamo vestiti: sono tutte azioni che comportano azioni negative. Quanti insetti possiamo uccidere camminando! Ad esempio, pensiamo solo quando mangiamo una mela: quanti insetti sono morti stanno per produrre la mela che mangiamo? Da quelli annientati dagli antiparassitari, a quelli periti nel viaggio per andare dalla coltivazione al supermercato: quanti insetti possono morire per il fatto che noi mangiamo una sola mela? Se non ci fosse il compratore, non avrebbe più senso che il coltivatore pianti le mele, per cui c’è una connessione tra chi compra il prodotto e la persona che coltiva o fa quel lavoro. E poi, non dobbiamo considerare solo le azioni negative di questa vita, magari in questa vita non non ci siamo comportati neanche troppo male, ma abbiamo una quantità infinita di vite nel passato, e chi può sapere cosa abbiamo combinato nel passato? Se pensiamo agli animali selvaggi, tigri, leoni che continuamente uccidono altri animali: quante volte saremo stati belve feroci nelle vite passate e per vite e vite ci siamo nutriti mangiando animali? Se lasciamo perdere gli animali feroci che in effetti uccidono esclusivamente per mangiare, vediamo gli esseri umani che uccidono per molti altri motivi, per la pelle, le corna e via dicendo.

Su internet ho visto un filmato di cinesi che catturano volpi, alcuni molto belle con una pelliccia bellissima e ne uccidono una quantità pazzesca e, non so per quale motivo, ma le spellano da vive. E poi le lasciano completamente prive di pelle e le lasciano morire spellata e le usano per fare colli, pellicce, e con questa motivazione infliggono questa estrema crudeltà a queste volpi.

Una volta in Tibet i nomadi badavano ad una grande quantità di pecore e yak. Ce ne erano molte di più rispetto a quelle che servivano per la famiglia. Ora i cinesi se vedono una famiglia con molti animali, glieli portano via, oppure pretendono tasse esose per poter mantenere questo bestiame. Ma quando li comprano e li vogliono trasportare nei loro mercati in Cina, per poterli trasportare senza ucciderli, e farne stare di più sui mezzi di trasporto: gli tagliano le gambe. Perché se li ammazzassero senza camion frigorifero dopo un po’ andrebbero a male. Per quello e’ importante fare queste pratiche di purificazione, altrimenti sono tutte negatività che restano. Per cui questa pratica della confezione purificazione dei 4 poteri opponenti e’ qualcosa che dovremmo fare sempre tutti i giorni. L’unica qualità delle negatività e’ che si possono purificare. Per cui dobbiamo riflettere su questo se la nostra quantità di virtù e’ grande questo ci porterà verso una buona rinascita se la quantità della negatività e’ più grande questo e’ qualcosa di avere coscienza. A questo punto quello che conta e’ dov’è l’abitudine maggiore. Se invece tutto e’ uguale e’ ciò che e’ stato fatto come ultima cosa. Per cui diamo quello che e’ la nostra speranza e’ riposta in questa vita abbiamo una vita umana abbiamo la possibilità di costruirci una buona mente, lavorare nella direzione della virtù avere una mente tranquilla e rilassata e se lavoriamo su questa vita la possibilità di finire questa vita tranquilli e rilassati ce l’abbiamo. Questo può portarci ad un’altra rinascita umana dove accumulare azioni virtuose e quindi avremo delle buone occasioni.

Se in questa vita ci applichiamo ogni giorno a cercare di comportarci bene, e andando avanti in questo modo andiamo nella direzione di purificare la verità potremo mano amano accumulare nuovi meriti, fare altre pratichi di purificazioni cosi’ la nostra negatività diventerà sempre più piccola e le nostre virtù sempre più grandi. Se cerchiamo di agire in questo modo, in questa vita cercando di fare azioni virtuose e continuando a fare pratiche di confessioni abbiamo ottime possibilità di andare avanti con questo processo e arrivare alla completa illuminazione. Se diciamo tanto cose negative non ne ho fatte non sento alcun bisogno di confessione e purificazione al momento della morte potrebbero sorgere tante cose latenti e maturare negatività che ci portino a una rinascita sfortunata e li’ diventa difficile tirarsi fuori. E’ chiaro che cercare di non compiere negatività e’ indispensabile la cosa migliore sia per tutte le azioni negative collaterali che facciamo senza rendercene conto. L’astenerci dalle azioni negative non dovrebbe mai precludere il porre il seme per buone azioni.

Colophon

Questa prima bozza d’appunti, a cura del dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Programma Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, sui preziosi insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel, è da ritenersi provvisoria, quindi lacunosa, con possibili errori nonché imperfezioni, anche rilevanti, e non rappresenta affatto una trascrizione letterale delle parole che il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel espresse direttamente o tradotte dal tibetano in italiano dal Dr. Massimo Dusi, ma semplicemente un limitato spunto di riflessione.

 

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