10 Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: “I Tre Gioielli: Buddha, Dharma e Sangha”.

Il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio

Il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio

10 Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: “I Tre Gioielli: Buddha, Dharma e Sangha”.

Insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio il 17 e 18 maggio 2014 sul tema “I Tre Gioielli: Buddha, Dharma e Sangha ”, 7° incontro del Programma “Alla Scoperta del Buddhismo”. Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, editing e revisione del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti”. Traduzione dal tibetano in italiano di Lotsawa Thubten Sherab Sherpa.

Avendo ricevuto la trasmissione orale di questo mantra si può recitare una mala ogni giorno. I benefici di questo mantra OM MANI PADME HUM, esiste una grande spiegazione, nella mia grande esperienza ho visto tanti benefici nella vita reale. Allora nella vita reale succede questo, nel sud dell’india dove c’è il grande monastero di Sera Je c’è un malato di lebbra. Senza mani, dita, senza occhi. Ha le gambe a metà. Va in giro su un legno da 4 ruote, la moglie lo porta vicino al monastero e mendica dai monaci della strada. Quindi lui riesce a vivere ricevendo cibi etc… dalle persone. Un giorno per sfortuna la moglie è morta. Quindi non c’è più una persona che se ne prenda cura, in conseguenza qualcuno dei monaci del monastero si è preso la carica di prendersi cura di questo indiano malato. Nel monastero un monaco anziano gli ha insegnato di recitare il mantra di OM MANI PADME HUM. Quindi l’indiano recitava il mantra nel modo in cui il lama gli ha insegnato. Questo indiano recitava il mantra e dopo due anni riusciva a vedere. Poi riusciva anche un po’ a camminare. Quindi questa è una cosa vera che io stesso ho visto con i miei proprio occhi. Poi esistono anche molte altre storie, casi veri nella società tibetana dove ci sono stati tibetani e tibetane che non vedevano prima che grazie alla recitazione di questo mantra loro hanno potuto aprire gli occhi e vedere. Quindi esistono molte storie, che hanno avuto luogo nella società tibetana, poi adesso non lo so com è la situazione in Tibet adesso. Prima si diceva che i tibetani, le tibetane vecchie quando loro arrivano all’età di 60 anni si consideravano abbastanza anziane per loro quindi loro recitavano il mantra di OM MANI PADME HUM, 20000 subito dopo alzarsi dal letto. Rimangono lì recitano questo mantra nel mattino, ogni giorno ogni mattina. La notte quando loro vanno dormire recitavano altre 20000 volte. Quindi loro recitavano 40000 volte il mantra di Avalokitesvara. Quando questa persone continuano questa recitazione, si dice che quando loro muoiono rinascono nella terra pura di Avalokitesvara. Una pratica semplice che i tibetani fanno con molto fiducia. So che ci sono veramente molte storie relative al mantra di avalokitesvare ma non voglio raccontarvele come i bambini, raccontiamo una storia.

C’era un figlio, una madre e una famiglia in cui il padre non c’era più, rimanevano solo la madre e il figlio. Il figlio era un monaco. Questo figlio, monaco rimaneva nel monastero ed ogni tanto tornava dalla sua madre. Questo figlio non sentiva mai il rumore della recitazione del mantra nella bocca della sua madre. Si è proposto di recitare il mantra perchè la madre ormai è abbastanza vecchia, lei si impegna tanto per lavoro e non mette minimo tempo per recitare il mantra quindi io devo farle recitare il mantra. Poi un giorno il monaco, figlio ha espresso questo desiderio di esortazione alla sua madre, dicendo madre tu dovresti recitare il mantra non è una cosa impegnativa è molto facile. Potresti recitare il mantra anche lavorando, senza fare un grande beneficio. La madre ha ascoltato e quindi ha cominciato a recitare. Dopo un po’ di tempo la madre dimenticava il mantra, subito. Era necessario che il figlio glielo ricordasse, ogni tanto. Perciò il figlio ha detto se la madre dimentica la recitazione sarà un po’ difficile perché io non rimango a casa sempre devo tornare nel monastero. La tecnica del figlio era procurare un campanello dietro la porta della casa. Il campanello suona ogni volta che la porta o si chiude o si apre. Quindi il figlio ha detto alla madre ogni volta che senti il suono di questo capello reciti in quel momento il mantra. Proprio come ha consigliato il suo figlio alla madre, la madre ha seguito questa istruzione. Quindi questo processo è messo nella pratica. Piano piano il giorno è arrivato in cui la madre è morta. La storia dice che la madre è rinata nell’inferno caldo dove il calderone i guardiani giravano con un grande bastone. Questo calderone dovrebbe essere un tipo di ferro, ogni volta che il bastone tocca questo calderone la madre si è ricordato le istruzioni del figlio, non può recitare il mantra perchè un essere infernale. Soltanto ricordarsi questo fatto le ha permesso di uscire fuori da questo calderone ed è rinata nella terra pura di Avalokitesvara. Mettersi nella pratica, meditazione etc… è un discorso a parte. Ma fuori da questo discorso è detto che anche dalla recitazione del mantra c’è un potere di fare qualcosa in sè. Dopo di che bisogna sapere dopo tutto, quando si tratta di raggiungere un’illuminazione oppure diventare un arhat. Proprio distruggere tutti i nemici, difetti mentali lì non basta solo il mantra. Bisognerebbe anche dalla parte della persona. Non si può dire io faccio il mantra poi mi illumino dopo qualche tempo. Per esaurire, purificare i difetti mentali, le negatività mentali completamente bisogna fare qualcosa dalla propria parte.

Bisogna utilizzare il proprio tempo nel modo più efficiente possibili ed essere sempre pronti a partire. Non si può fare un piano di vivere qui per sempre. Per questo nei test sacri tibetani si parla molto della morte e dell’incertezza del momento della morte. Avere sempre un atteggiamento positivo verso le altre persone, così che il minimo tempo non sia sprecato. Quindi durante il nostro soggiorno in qualsiasi paese, in questo caso parliamo di soggiorno in questo paese. Durante il soggiorno è importante di vivere bene, non sprecare tempo. Perché dovremmo vivere in disarmonia, poi creare molti conflitti con altre persone. In questo caso il viaggio, le vacanze non è ben fatto. Anche parlando nella vita reale, qualsiasi persona che va fuori dal nostro Paese per una vacanza, in questo caso per loro non c’è senso della loro vacanza. Quindi noi anche considerandoci come un viaggiatore durante il nostro soggiorno in questo mondo dovremmo vivere bene ed utilizzare il tempo nel migliore nei modi. Se facessimo in questo modo allora la nostra intelligenza è utilizzata bene. Questi sono i miei consigli a voi, quindi voi pensate e fate quello che pensate sia giusto. Se avete qualche dubbio o qualcosa da chiedere.

 

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