Il sutra della Luce Dorata: cap. 1-10

Discorso del Grande Veicolo chiamato

LA NOBILE E SACRA LUCE DORATA

il Re della Raccolta di SutraIn lingua sanscrita: Arya suvarnaprabhasottama sutrendramatra raja nama mahayana sutra

In lingua tibetana: ’phags pa gser ’od dam pa mdo sde’i dbang po’i rgyal po zhe bya ba theg pa chen po’i mdo

I benefici del Sutra della Nobile Luce Dorata di Lama Zopa Rinpoce

Il gentile e compassionevole guru Buddha Sakyamuni insegnò il sacro Sutra della Luce Dorata, che produce benefici immensi come lo spazio per la pace nel mondo e illimitati benefici per ogni persona che ne legga anche una sola parte.

Questo sutra è preziosissimo, porta pace e felicità, è molto potente nel fermare la violenza e dona ai Paesi un’incredibile protezione da essa. Ascoltandolo, il proprio karma viene purificato. Questo testo incrementa il successo e, specialmente ai leader, come sovrani o presidenti, porta successo nel governare con virtù, il sentiero che conduce alla felicità.

Per chi ha problemi, per i morenti o per i defunti, per chi abbia i deva che gli si sono rivoltati contro e niente sembra funzionare, per la persona verso cui gli amici, l’amato, la moglie, il marito, i familiari o persino la servitù si arrabbiano se solo apre bocca, per chi vede declinare la propria ricchezza o è danneggiato dalla magia nera o dagli spiriti, per chi sperimenta incubi o vive eventi terrificanti: in questi casi ci si dovrebbe lavare, si dovrebbero indossare abiti puliti e, con mente serena, ascoltare la trasmissione orale di questo testo; così facendo, tutto verrà pacificato.

Chiunque ascolti questo sutra genererà moltissimo merito e sarà altamente apprezzato dai Buddha.

Esso porta beneficio all’intero Paese in cui si trovi il luogo dove viene insegnato: chi governa quel Paese non subirà attacchi, le malattie verranno eliminate, tutti saranno felici e regnerà l’armonia, la pioggia cadrà al momento appropriato e ci sarà ogni prosperità; non vi saranno dispute, vi sarà libertà religiosa e si godrà

sempre della protezione dei deva. È di particolare aiuto recitare questo sutra nei luoghi tormentati dai conflitti.

Chiunque conservi, memorizzi o contribuisca a diffondere questo testo, supererà gli otto esseri mondani e tutti i suoi desideri saranno esauditi. Il Buddha chiese ai Quattro Guardiani di fare offerte a questo testo, di servirlo e di proteggere sempre le persone che lo memorizzano o semplicemente lo leggono. I Quattro Guardiani promisero di proteggere e aiutare tutti coloro che lo avessero letto e di esaudire tutti i loro desideri.

Fare offerte a questo testo o memorizzarlo equivale al porgere inconcepibili offerte al Buddha. L’illuminazione diverrà irreversibile per chiunque nelle cui orecchie verranno recitate queste sacre parole; la sua vita sarà sempre orientata verso l’illuminazione e non tornerà mai indietro. Se memorizzate questo testo, non c’è dubbio che tutto ciò avvenga.

La dea Hamachiwa Pala disse al Buddha che avrebbe protetto il monaco che avesse recitato questo testo e che egli avrebbe ricevuto tutto ciò di cui avesse avuto necessità: beni materiali, stabilità mentale e così via.

Anche chi cercherà soltanto di leggere o comprendere questo testo sperimenterà la felicità e il benessere dei deva e degli esseri umani per cento miliardi di eoni; otterrà fama, raccolti perfetti e diventerà un Buddha.

La Dea della terra aiuterà sicuramente anche chi ne citerà un solo capitolo o il nome di un bodhisattva. Anche se qualcuno ne leggerà un solo verso (cioè quattro parole) e cercherà di comprenderlo, la Dea della terra proteggerà quell’essere senziente ed esaudirà i suoi desideri. Gli esseri senzienti che ne udiranno anche un solo verso non cadranno mai nei reami inferiori. Il Buddha disse alla Dea della terra che chiunque ne udisse anche un solo verso rinascerà nel reame dei deva. Inoltre, il Buddha disse alla Dea della terra che il karma non virtuoso di chi ne ascolterà anche un solo verso verrà eliminato, e questa persona otterrà l’illuminazione.

Sarebbe bene recarsi nei luoghi dove vi sono molte uccisioni e leggere questo sutra cento volte o un numero qualsiasi di volte: sarà di grande valore, di grande beneficio.

CAPITOLO IPrologo

Mi prostro a tutti i Buddha del passato, del presente

e a quelli che non sono ancora apparsi,

ai Bodhisattva, ai Pratyekabuddha e agli Arya Sravaka.

Così una volta udii.

Il Buddha si trovava sul Picco dell’Avvoltoio,

assorto nella profonda sfera dei fenomeni.

Mentre così dimorava, il Tathagata,

attorniato da supremi Bodhisattva

puri e immacolati,

espose il Re della Raccolta di Sutra,

straordinariamente profondo da ascoltare

e profondo da contemplare,

il Sutra della Sacra Luce Dorata, che qui esporrò.

Esso fu benedetto dall’ispirazione dei Buddha

delle quattro direzioni:

Akhobhya a est,

Ratnaketu a sud,

Amitabha a ovest

e Dundubhisvara a nord.

Esporrò la spiegazione sacra e propizia

che elimina ogni errore,

consuma le cattive azioni,

concede ogni felicità

ed estingue ogni sofferenza;

questa benedizione, meravigliosamente adorna di tutte le glorie,

è il fondamento stesso dell’onniscienza.

Quegli esseri dalle facoltà sensoriali deteriorate,

quelli giunti al termine della propria vita o debilitati,

quelli caduti in disgrazia,

quelli abbandonati dai deva,

quelli odiati dalle proprie famiglie e dagli esseri amati,

quelli sfruttati nel lavoro e così via,

quelli che vivono in conflitto gli uni con gli altri,

quelli che soffrono per mancanza di mezzi,

quelli che vivono nella tristezza e nel dolore,

nella paura e nella miseria,

quelli afflitti dagli astri e dalle maledizioni,

quelli tormentati da innumerevoli demoni

e anche quelli che, a causa della loro tristezza e del dolore

hanno incubi nel sonno,

tutti questi esseri, ben puliti e in ordine,

dovrebbero ascoltare questo sacro discorso.

Chiunque [di loro], con mente virtuosa,

pulito, ben vestito e abbellito da piacevoli ornamenti,

ascolti questo sutra,

che è oggetto di profonda pratica dei Buddha,

la magnificenza del Sutra

Egli farà sì che i mali di tutti questi esseri

e le loro intollerabili sofferenze

vengano estinti per sempre.

Gli stessi protettori del mondo,

accompagnati dalla forza di moltitudini di condottieri

e da molti milioni di yaksa,

concederanno loro protezione.

Sarasvatı, la grande devı,

Colei che dimora nel Nairañjana,

Ladra, matrika dei bhuta,

Stabile, la devı della terra,

i signori del reame di Brahma, i signori dei deva,

i potenti signori dei naga,

i signori dei kimnara e i signori degli asura,

così come i signori dei garuda,

tutti questi, con il loro seguito, le loro cavalcature

e la loro forza,

si riuniranno in questo luogo

e, giorno e notte, senza distrarsi,

li proteggeranno.

Questo sutra è oggetto di profonda pratica

e il segreto di tutti i Buddha

che difficilmente si può incontrare nel corso di milioni di eoni,

ed è quello che esporrò con chiarezza.

Coloro che lo ascoltano,

coloro che ne favoriscono l’altrui ascolto,

ne gioiscono o gli rendono omaggio,

tutti loro saranno, per milioni di eoni, oggetto di venerazione

da parte di deva, naga,

esseri umani, kimnara,

asura e numerosi yaksa.

I poveri di merito

ne creeranno una raccolta incommensurabile,

inconcepibile e impossibile da misurare.

Essi saranno sostenuti con fermezza

dai Buddha completamente illuminati delle dieci direzioni

e, similmente, dai bodhisattva che godono il profondo.

Pulito, ben vestito e profumato,

con la mente colma di amore,

onora questo sutra senza distrarti.

Ascolta questo sacro sutra

con una mente immacolata,

totalmente aperta e fervente.

Chi ascolta questo sutra

diverrà uno dei migliori tra gli esseri umani,

otterrà una vita umana eccellente

e godrà di abbondanti beni per tutta la sua durata.

Coloro che odono

questa famosa esposizione

si addestreranno nella radice di virtù

e saranno elogiati da moltitudini di Buddha.

Questo è il primo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, chiamato ‘Prologo’.

Capitolo II – La durata della vita del Tatagata

Una volta, in una certa occasione, nella grande città di Rajagriha viveva il bodhisattva chiamato Pinnacolo di Bellezza, un grande essere che aveva venerato i conquistatori del passato, aveva generato radici virtuose e riverito centomila milioni di Buddha. Egli ebbe questo pensiero:

«Qual è la causa, qual è la ragione per cui una persona come il Bhagavan Sakyamuni vive solo ottant’anni?» Stava così riflettendo sulla breve durata della vita del Buddha, e proseguì pensando:

«Il Bhagavan pronunciò queste parole: ‘La longevità proviene da due cause e due condizioni [che sono] astenersi dall’uccidere e donare cibo con generosità’.

Il Bhagavan Sakyamuni, tuttavia, non solo si astenne dall’uccidere per innumerevoli centinaia di milioni di eoni, ma seguì anche scrupolosamente il sentiero delle dieci azioni virtuose, donò cibo ai bisognosi e offrì anche oggetti esterni e interni. Se giunse perfino a saziare gli esseri affamati con la carne, il sangue, le ossa e addirittura il midollo del proprio corpo, che bisogno c’è di menzionare altri nutrimenti?»

Così scorreva il suo pensiero.

Mentre questo essere santo manteneva la mente assorta nel Buddha e così pensava, la sua casa, per il potere del Tathagata, divenne grande e spaziosa, formata da lapislazzuli, adorna di ogni sorta di gioielli celestiali e impregnata del profumo di un incenso migliore di quello dei deva, trasformazioni dovute al Tathagata.

Nelle quattro direzioni della dimora sorsero quattro troni formati da gioielli celestiali, sui quali apparvero, ben disposti, dei cuscini rivestiti da preziosi tessuti dai colori divini. Sui troni apparvero anche fiori di loto adorni di una moltitudine di gioielli, trasformazioni dovute al Tathagata.

Su questi fiori di loto apparvero quattro Buddha Bhagavan: a est il Tathagata Akhobhya, a sud il Tathagata Ratnaketu, a ovest il Tathagata Amitayus e a nord il Tathagata Dundubhisvara.

Subito dopo la comparsa di questi Buddha Bhagavan sui troni sostenuti da leoni, in quel momento, la grande città di Rajagriha fu pervasa da un immenso splendore, che illuminava anche i reami del grande migliaio di mondi, la sfera dei mondi delle dieci direzioni e tante sfere di mondi delle dieci direzioni quanti sono i granelli di sabbia sulle rive del fiume Gange. Cadde anche una pioggia di fiori celestiali e risuonò una musica divina di melodiosi cimbali. Per il potere del Buddha, tutti gli esseri senzienti nei reami di un grande migliaio di un miliardo di mondi furono pervasi da una felicità divina. Quelli dalle facoltà sensoriali incomplete le ottennero integre: i ciechi dalla nascita poterono vedere e i sordi udire. I malati di mente ritrovarono la ragione. Gli esseri dalla mente distratta ottennero la capacità di non distrarsi. Gli ignudi trovarono indumenti di cui vestirsi. Gli affamati furono saziati. Gli assetati placarono la loro sete. Quelli tormentati dalla malattia recuperarono la salute. Gli esseri afflitti da una tara fisica ottennero un corpo perfetto. Nel mondo apparvero eventi prodigiosi in gran numero.

Quando il Bodhisattva Pinnacolo di Bellezza vide i [Quattro] Buddha Bhagav›n, ne rimase avvinto. Estasiato e pieno di fede, provò una grande gioia e una grande felicità. In quello stato di gioia e beatitudine mentale, si pose a un lato degli eccellenti Buddha Bhagavan con le mani giunte in preghiera e rimase assorto in essi. Consapevole delle qualità del Bhagavan Sakyamuni e perplesso riguardo alla durata della sua vita, pensava:

«Com’è possibile che qualcuno come il Bhagavan Sakyamuni viva solamente ottant’anni? Perché ebbe una vita così breve?»

Pensava e rifletteva su questo pensiero:

«Com’è possibile?»

In quel momento, i Buddha Bhagavan, conoscendo i suoi pensieri, così si rivolsero al bodhisattva Pinnacolo di Bellezza:

«Figlio di nobile lignaggio, non pensare che la durata della vita del Bhagavan Sakyamuni sia breve. Figlio di nobile lignaggio, la ragione è che, a parte i Tathagata distruttori del nemico Buddha perfetti e completi, non c’è nessuno al mondo, neppure i deva o altre creature, compresi i mara, Brahma, i religiosi e i bramini, i deva, gli uomini e gli asura, che sia in grado di conoscere completamente la durata della vita del Bhagavan Bhagavan Sakyamuni».

Subito dopo queste spiegazioni dei Buddha Bhagav›n sulla durata della vita del Tathagata, in quel momento, per il potere del Buddha, i figli dei deva che dimorano nel reame del desiderio, quelli che dimorano nel reame della forma, i naga, gli yaksa, i gandharva, gli asura, i garuda, i kimnara, i mahoraga e molte centinaia

di migliaia di milioni di bodhisattva si radunarono nella dimora del bodhisattva Pinnacolo di Bellezza.

Allora, di fronte all’intera assemblea, i Tathagata recitarono i versi del sutra che espone la durata della vita del Bhagavan Sakyamuni:

«Contare tutte le gocce d’acqua

contenute nell’oceano è possibile,

ma nessuno è in grado di misurare

la durata della vita di Sakyamuni.

Contare le più piccole particelle

di tutti i monti Meru è possibile,

ma nessuno è in grado di misurare

la durata della vita di Sakyamuni.

È possibile contare

perfino le più piccole particelle

che si trovano nella terra,

ma nessuno può misurare la durata della vita del Vittorioso.

Se qualcuno volesse misurare lo spazio

sarebbe possibile farlo,

ma non v’è nessuno che sia capace di misurare

la durata della vita di Sakyamuni.

Si può parlare degli eoni durante i quali

un Buddha perfetto è rimasto nell’esistenza,

centinaia di milioni di eoni,

ma è impossibile misurare la durata [della vita del Vittorioso].

Poiché vi sono due fattori,

la sua causa e la sua condizione

– abbandonare il danno delle negatività

e donare cibo con generosità –

per questo motivo è impossibile scorgere il numero

che misura la vita di questo Grande Essere

per quanti eoni si osservino,

e nemmeno in incalcolabili eoni.

Sii dunque libero dal dubbio,

non nutrire neanche la minima perplessità,

perché la durata della vita del Vittorioso

è qualcosa che non si può giungere a conoscere».

In quell’occasione, nell’assemblea vi era un maestro che insegna le scritture, un bramino chiamato Kaundinya, il quale, accompagnato da migliaia di bramini, rese omaggio al Bhagavan. Venuto a conoscenza del grande nirvana completo del Tathagata, subito si prostrò ai piedi del Bhagavan supplicandolo:

«Il Bhagavan è buono con tutti gli esseri, è dotato di grande compassione, desidera fare il bene, è come un genitore per tutti gli esseri, è pari all’ineguagliabile e risplende come la luna, è dotato di saggezza e conoscenza pari allo splendore del sole. Ti supplico, tu che guardi a tutti gli esseri come a Rahula, esaudiscimi un desiderio».

Il Bhagavan rimase in silenzio.

Allora, per il potere del Buddha, un giovane litsavi conosciuto da tutti come Tutto il Mondo Gioisce Vedendolo, sicuro di sé, parlò in questo modo al bramino Kaundinya, il maestro che insegna le scritture:

«Perché tu, grande bramino, supplichi il Bhagav›n di esaudirti un desiderio? Quel desiderio te lo esaudirò io».

Il bramino disse:

«Giovane litsavi, al fine di mostrare il mio rispetto e per venerare il Bhagavan, vorrei una reliquia del Bhagavan, pur minuscola come un seme di senape, poiché, a quanto si dice, venerando direttamente persino questa piccola reliquia si otterrà definitivamente lo stato di signore dei deva nel reame dei Trentatré. O giovane litsavi! Il Sutra della Sacra Luce Dorata è difficile da comprendere per gli sravaka e i pratyekabuddha. Ascolta con attenzione la voce che espone il Sutra della Sacra Luce Dorata, le cui caratteristiche e virtù sono così difficili da sondare. O giovane litsavi! Siccome il Sutra della Sacra Luce Dorata è tanto difficile da conoscere e da penetrare, noi bramini che viviamo in zone periferiche vorremmo ottenere e portare custodita con noi una reliquia, pur minuscola come un seme di senape, perché fa velocemente ottenere agli esseri senzienti lo stato di signore dei deva nel reame dei Trentatré. O giovane litsavi! Ti supplichiamo, donaci una reliquia del Tathagata. Non vuoi forse che, portando questa reliquia protetta in una custodia, gli esseri senzienti ottengano lo stato di signore dei deva nel reame dei Trentatré? O

giovane litsavi! Noi esprimiamo questo desiderio».

Il giovane litsavi Tutto il Mondo Gioisce Vedendolo recitò allora questi versi al maestro che insegna le scritture, il bramino Kaundinya:

«Quando nasceranno dei fiori nella corrente del fiume Gange

e il corvo diventerà rosso,

quando il cuculo muterà il suo colore

in quello della conchiglia,

la rosa darà i frutti della palma

e la palma darà boccioli di mango,

allora apparirà la reliquia

della grandezza di un seme di senape.

Quando con i peli della tartaruga

verrà tessuto un magnifico mantello

che può proteggere dal freddo dell’inverno,

allora apparirà la reliquia.

Quando verrà costruito un edificio intero

solido e stabile

con zampe di mosca,

allora apparirà la reliquia.

Quando alle sanguisughe

spunteranno denti,

bianchi, grandi e affilati,

allora apparirà la reliquia.

Quando si costruirà una scala adatta

per salire in cielo

con le corna di lepre,

allora apparirà la reliquia.

Quando, salendo con quella scala,

i topi si mangeranno la luna

e molesteranno Colui che Cattura,

allora apparirà la reliquia.

Quando le mosche che volano per il mercato

berranno birra in boccali di porcellana

e andranno a vivere in palazzi,

allora apparirà la reliquia.

Quando l’asino sarà felice,

avrà le labbra rosse come il frutto della Bimba

e diverrà molto abile nel canto e nella danza,

allora apparirà la reliquia.

Quando il gufo e il corvo

si recheranno in un luogo solitario

e si ameranno,

allora apparirà la reliquia.

Quando le foglie del Palasa

si trasformeranno in un parasole adorno di tre tipi di gioielli

e proteggeranno dalla pioggia,

allora apparirà la reliquia.

Quando una grande nave

con i suoi remi e le sue vele

navigherà su una pianura,

allora apparirà la reliquia.

Quando il gufo volerà

portando nel becco

il monte Incenso che Fa Sorgere la Fede,

allora apparirà la reliquia».

Il maestro che insegna le scritture, il bramino Kaundinya, dopo

aver ascoltato questi versi, si rivolse nuovamente a Tutto il Mondo

Gioisce Vedendolo, il giovane litsavi, dicendogli:

«Eccellente! Eccellente! Supremo giovane,

figlio dei vittoriosi e grande oratore

dotato di coraggio e abilità,

hai ottenuto la sacra profezia.

Ascoltami, giovane, nel dovuto ordine,

riguardo alla grandezza inconcepibile

del Protettore del mondo, il Rifugio, il Tathagata.

Le terre dei Buddha sono inconcepibili,

i tathagata sono impareggiabili,

tutti i Buddha dimorano sempre nella pace,

tutti i Buddha sono perfettamente emersi

e tutti i Buddha sono della medesima apparenza,

questa è la realtà del Buddha.

Il Bhagavan non è stato generato,

il Tathagata è non-nato.

Il suo corpo è duro come il vajra

e insegna attraverso il corpo di emanazione.

Quindi, la reliquia richiesta dal grande bramino,

pur minuscola come un seme di senape,

è qualcosa che non esiste:

come possono esservi reliquie

se il suo corpo è privo di ossa e di sangue?

Egli ci lascia le reliquie come metodo

per beneficiare gli esseri senzienti.

Il Buddha completo, il corpo di verità,

il Tathagata, la sfera della realtà

e qualunque attività di insegnamento del Dharma,

sono come il corpo del Bhagavan.

Giacché questo ascoltai e ne ero a conoscenza,

ho espresso questo desiderio

per chiarire la verità

in merito a questa profezia».

Trentaduemila figli dei deva, allora, dopo aver ascoltato questa

profonda spiegazione sulla durata della vita del Tathagata, generarono

la mente dell’illuminazione insuperabile, perfetta e completa

e, con le menti pervase da una gioia intensa, intonarono all’unisono

questi versi:

«Il Buddha non entra nel nirvana.

Il Dharma non svanisce.

Egli mostra il nirvana completo

per portare a completa maturazione gli esseri senzienti.

Il Buddha Bhagavan è inconcepibile,

il Tathagata, dal corpo permanente,

si manifesta in diverse forme

per beneficiare gli esseri senzienti».

Il bodhisattva Pinnacolo di Bellezza, allora, dopo aver ascoltato dai Buddha Bhagavan e da questi due esseri santi la spiegazione sulla durata della vita del Bhagavan Sakyamuni, compiaciuto e fervente, estremamente deliziato e colmo di gioia, si rallegrò, provò un’intensa beatitudine e fu invaso da profonda devozione e grande felicità.

Nel momento in cui udirono questi insegnamenti sulla durata della vita del Tathagata, innumerevoli e incalcolabili esseri senzienti generarono la mente dell’illuminazione insuperabile, perfetta e completa. I Tathagata, poi, scomparvero.

Questo è il secondo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, chiamato ‘La durata della vita del Tathagata’.

CAPITOLO III – Vedere in sogno

Più tardi, il bodhisattva Pinnacolo di Bellezza, addormentatosi, fece questo sogno:

Egli vide un tamburo dorato che pareva un mandala del sole, il cui splendore lo illuminava tutto. In ogni direzione vi erano innumerevoli, incalcolabili Buddha bhagavan seduti sotto magnifici alberi, su troni di lapislazzuli riccamente adorni, accompagnati da un’assemblea di centinaia di migliaia di discepoli, disposti di fronte a loro e a quelli che insegnavano il Dharma.

Egli scorse allora una persona con l’aspetto di un bramino che suonava il tamburo, dal cui suono sgorgarono versi di insegnamento.

Il bodhisattva Pinnacolo di Bellezza, destatosi, rammentò quei versi e quindi, al sorgere del sole, evocandoli, partì dalla grande città di Rajagriha. Insieme a migliaia di creature si recò al Picco dell’Avvoltoio. Giunto alla presenza del Bhagavan, si inchinò ai suoi piedi, girò tre volte intorno a lui e sedette da un lato. Poi, il bodhisattva Pinnacolo di Bellezza, giungendo le mani in preghiera verso il Bhagavan, recitò i versi dell’insegnamento che aveva udito in sogno dal suono del tamburo.

Questo è il terzo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, chiamato ‘Vedere in sogno’.

CAPITOLO IV – La confessione

Una notte in cui tutto era tranquillo

ebbi un sogno.

Vidi un grande e bel tamburo

che inondava tutto di luce dorata;

radioso come il sole,

colmava completamente di chiarore

illuminando tutte le dieci direzioni.

In tutte le direzioni

vidi i Buddha seduti

su troni di lapislazzuli riccamente adorni,

ai piedi di alberi ingioiellati,

attorniati da una grande assemblea

di molte centinaia di migliaia di discepoli.

Vidi qualcuno, che pareva un bramino,

suonare con forza il tamburo,

e dal suono udii questi versi:

«Possa il suono del maestoso tamburo della Sacra Luce Dorata

lenire tutte le sofferenze delle cattive migrazioni,

il dolore della morte

e i patimenti della miseria degli esseri

nelle sfere del grande migliaio di un miliardo di sistemi di mondi.

Possa il suono di questo maestoso tamburo

dissipare tutta la confusione del mondo,

e, allo stesso modo in cui il Signore dei Saggi,

libero dal timore, dissipò la paura,

possano gli esseri senzienti separarsi dalla paura

e vivere liberi dal timore.

Così come nel samsara l’onnisciente

Signore dei Saggi è dotato di ogni qualità degli arya,

possano tutti gli esseri ottenere le virtù

della stabilizzazione meditativa,

i rami dell’illuminazione e un oceano di qualità.

Grazie al suono di questo maestoso tamburo,

possano tutti gli esseri possedere la voce di Brahma

e raggiungere l’illuminazione sacra e suprema di un Buddha.

Possa la ruota del Dharma propagare la virtù

e rimanere per inconcepibili eoni.

Possa il Dharma essere insegnato per il beneficio

degli esseri migratori;

possa distruggere le afflizioni ed eliminare la sofferenza.

Possano l’attaccamento, l’odio e l’ignoranza essere pacificati.

Possano quegli esseri che vivono nei luoghi delle cattive migrazioni,

dove i loro scheletrici corpi ardono intensamente nel fuoco,

ascoltare il proclama del maestoso tamburo

e udire le parole ‘Rendo omaggio al Buddha’.

Possano tutti gli esseri ricordare le nascite

di cento vite e migliaia di milioni di nascite.

Sempre coscienti del Signore dei Saggi,

possano ascoltare ampiamente la sua parola.

Grazie al suono del maestoso tamburo

che accompagna sempre i Buddha,

possano le azioni negative

essere del tutto abbandonate.

Possano le azioni virtuose essere portate a compimento

e, quali che siano le preghiere e le aspirazioni

di uomini, deva e altre creature,

grazie al suono del maestoso tamburo

possano essere completati tutti gli scopi.

Possano estinguersi completamente tutti i fuochi

degli esseri nati negli insopportabili inferni,

i cui corpi ardono senza sosta fra le fiamme

e, privi di protezione, vagano nel dolore.

Grazie al suono del maestoso tamburo,

possano estinguersi tutte le sofferenze

nei mondi degli esseri infernali, dei preta

e degli esseri umani,

e qualsiasi altro intenso e insopportabile tormento degli esseri.

Possa io divenire un protettore,

un soccorritore e un sostegno supremo

per quelli privi di sostegno,

che non ricevono soccorso

e sono senza protezione.

O Buddha, i migliori tra quelli

che camminano su due gambe!

Tutti voi che dimorate nei mondi delle dieci direzioni

con la mente colma di amore e compassione,

vi supplico di prestarmi la vostra attenzione.

Quali che siano le azioni negative oltremodo gravi

che ho compiuto in passato,

le confesso tutte

al cospetto di coloro che sono dotati dei dieci poteri:

gli errori che ho commesso

non prendendomi cura dei miei genitori,

non prendendomi cura dei Buddha,

non impegnandomi nella virtù;

gli errori che ho commesso

per l’arroganza della ricchezza,

per la superbia della stirpe e dei possedimenti,

per il disdegno e la boria della gioventù;

gli errori che ho commesso

con pensieri, parole

e azioni malevole,

non riconoscendo la malvagità;

gli errori che ho commesso

lasciandomi trascinare da una mente immatura,

avendo una natura offuscata e ignorante,

influenzato da cattive compagnie,

con il pensiero confuso dalle afflizioni,

in preda al desiderio per il gioco,

influenzato dalla tristezza o dalla malattia

e dall’insoddisfazione per le ricchezze;

gli errori che ho commesso

per aver frequentato compagni ignobili,

per invidia, disonestà, avarizia,

per le pretese e per le miserie della povertà;

gli errori che ho commesso

cadendo nell’indigenza,

allo sfumare delle mie speranze

o nel trovarmi privo di mezzi;

gli errori che ho commesso

spinto da una mente ingannevole,

sopraffatto dal potere dell’attaccamento e dell’ira,

o afflitto da fame o da sete;

gli errori che ho commesso

per il cibo o le bevande,

le donne, i possedimenti, i vestiti,

o tormentato da diverse afflizioni.

Perciò, in questo modo,

con il corpo, la parola e la mente,

ho accumulato i tre tipi di azioni negative

e ora le confesso tutte.

Confesso allo stesso modo

ogni mancanza di rispetto

verso i Buddha, verso gli insegnamenti

e verso gli sravaka.

Confesso anche ogni

mancanza di rispetto

verso i pratyekabuddha

e verso i bodhisattva,

e rivelo altresì

ogni mancanza di rispetto

verso chi insegna il sacro Dharma

e verso il Dharma stesso.

Riconosco che,

a causa della mia ignoranza,

ho disprezzato continuamente il sacro Dharma

e sono stato irrispettoso verso i miei genitori.

Riconosco le oscurazioni dell’inettitudine, dell’immaturità,

dell’attaccamento, dell’odio, dell’ignoranza,

dell’orgoglio e dell’arroganza:

le confesso tutte.

Venero coloro che sono dotati dei dieci poteri

nei mondi delle dieci direzioni;

libererò dalle loro sofferenze

tutti gli esseri senzienti.

Possa io porre nel decimo terreno

gli innumerevoli esseri senzienti

e, dopo aver dimorato in esso,

possano tutti raggiungere lo stato del tathagata.

Mi prenderò cura per milioni di eoni

anche di un solo essere senziente,

fino a conseguire il potere di liberarli tutti

dall’oceano della sofferenza.

Questa Sacra Luce Dorata

che purifica tutte le azioni,

e mostra il profondo,

io la insegnerò agli esseri senzienti.

Chi avesse commesso errori oltremodo gravi

per mille eoni,

li purificherà tutti

confessandoli con sincerità una sola volta.

Dopo aver velocemente esaurito

tutte le oscurazioni karmiche

con questa confessione,

per la virtù della Sacra Luce Dorata

possa io dimorare sui dieci terreni,

le dieci supreme fonti dei gioielli.

Possa io brillare delle qualità dei Buddha

e liberare dall’oceano dell’esistenza.

Possa io raggiungere l’onniscienza

per la corrente dell’oceano dei Buddha,

per il profondo oceano di qualità

e le infinite virtù di un Buddha.

Possa io ottenere centinaia di migliaia di samadhi,

forme inconcepibili,

i poteri e le forze, i rami dell’illuminazione

e i dieci sacri poteri.

Vi supplico, o Buddha!

Prendetemi sempre a cuore

e, con la vostra compassionevole mente,

vi chiedo di proteggermi dagli errori.

Per gli errori che ho commesso in passato

nel corso di centinaia di eoni,

soffro con una mente oppressa,

prostrata dalla miseria e afflitta dal dolore.

Temo le azioni negative,

la mia mente è sempre afflitta,

qualsiasi cosa io faccia, ovunque,

nulla mi rende felice.

Tutti voi, o Buddha, che siete compassionevoli

ed eliminate la paura dei migratori,

vi supplico, proteggetemi completamente dal male

e liberatemi dalla paura.

Possano i tathagata farmi abbandonare

l’impurità del mio karma, dovuto alle mie afflizioni;

supplico i Buddha di lavarmi

con l’acqua della compassione.

Confesso tutti i miei errori:

quelli commessi nel passato

e quelli commessi nel presente.

Li confesso tutti.

Prometto d’ora in poi di astenermi

da qualsiasi azione negativa

e di non occultare

alcun errore commesso.

Le tre azioni del corpo,

le quattro della parola

e le tre della mente,

le confesso tutte.

Le azioni che ho compiuto con il corpo,

la parola e la mente,

queste dieci azioni

le confesso tutte.

Abbandonerò le dieci azioni non virtuose

e praticherò le dieci virtù,

dimorerò nei dieci terreni

e conseguirò i dieci supremi poteri.

Le azioni negative che ho commesso

portano risultati indesiderabili:

al cospetto dei Buddha

le confesso tutte.

Quali che siano le azioni virtuose

[compiute] in questo Jambudvıpa

e quelle [compiute] in altri mondi,

per tutte queste io gioisco.

Grazie alla radice di virtù

di qualunque merito io abbia accumulato

con il corpo, la parola e la mente,

possa io giungere alla suprema illuminazione.

Di fronte a coloro che possiedono

i dieci ineguagliabili poteri

confesso ciascuno dei miei errori,

le gravissime azioni negative compiute

a causa di una mente immatura

e oppressa dal vagare nell’esistenza.

Confesso tutte le negatività che ho accumulato

a causa di varie attività miserevoli del corpo

per via di rinascite miserevoli, esistenze miserevoli,

mondi miserevoli e menti miserevoli e instabili,

e [anche quelle commesse] per immaturità o stupidità,

[quelle compiute] a causa della miserevolezza delle afflizioni,

del miserevole contatto con cattive compagnie,

di una miserevole esistenza e della miserevolezza dell’attaccamento,

[a causa] della miserevolezza dell’odio, dell’ignoranza e della confusione,

della miserevolezza dell’epoca

e di una miserevole pratica di merito.

Al cospetto degli immacolati vittoriosi,

confesso tutte e ciascuna di queste negatività.

Rendo omaggio ai Buddha, che sono simili

a oceani di qualità splendenti come una montagna dorata

simile al monte Meru.

Mi rifugio in questi Buddha

e mi inchino con devozione a tutti loro.

Sei luce dorata, o Buddha, del colore dorato dell’oro puro;

i tuoi occhi sono simili al perfetto e puro lapislazzuli;

sei [simile al] sole,

origine di gloria, splendore e celebrità.

Con i raggi luminosi della tua compassione

tu dissipi l’oscurità delle tenebre.

Perfetta bellezza,

con le membra immacolate e somma bontà,

o Buddha, tu pervadi ogni cosa

queste dieci azioni

le confesso tutte.

Abbandonerò le dieci azioni non virtuose

e praticherò le dieci virtù,

dimorerò nei dieci terreni

e conseguirò i dieci supremi poteri.

Le azioni negative che ho commesso

portano risultati indesiderabili:

al cospetto dei Buddha

le confesso tutte.

Quali che siano le azioni virtuose

[compiute] in questo Jambudvıpa

e quelle [compiute] in altri mondi,

per tutte queste io gioisco.

Grazie alla radice di virtù

di qualunque merito io abbia accumulato

con il corpo, la parola e la mente,

possa io giungere alla suprema illuminazione.

Di fronte a coloro che possiedono

i dieci ineguagliabili poteri

confesso ciascuno dei miei errori,

le gravissime azioni negative compiute

a causa di una mente immatura

e oppressa dal vagare nell’esistenza.

Confesso tutte le negatività che ho accumulato

a causa di varie attività miserevoli del corpo

come i dorati e purissimi raggi solari.

O Saggio, al pari della luce della luna

rinfreschi gli esseri senzienti,

che sono consumati dal fuoco

delle dolorose fiamme delle afflizioni.

Il tuo corpo è adorno dei trentadue segni supremi,

le tue membra risplendono con i brillanti segni esemplari;

lo splendore e la gloria del tuo merito, come una luce, dissipa

le oscurità dei tre mondi; così sei Tu, simile al sole.

Immensa purezza, lapislazzuli di variegati colori,

rosse membra dal colore ramato dell’alba,

come l’argento e il cristallo,

riccamente ornato di molteplici qualità

che splendono come la luce,

o Grande Saggio, meraviglioso come il sole,

prosciuga con i copiosi raggi del sole del Tathagata

l’oceano di sofferenza, intensamente forte e di assoluta crudeltà,

di coloro che sono caduti nel fiume della miseria,

l’immenso fiume del samsara,

le cui turbinose correnti agitano

la sua piena di tristezza, dolore e morte.

Mi prostro ai tuoi piedi, o Buddha,

che risplendi con il corpo dorato, con membra dorate e fulgenti.

Tu sei fonte di saggezza, supremo nei tre mondi,

e il tuo corpo è adorno dei segni più belli.

Come l’acqua dell’oceano che è immensa,

come le particelle della terra che sono infinite,

come il numero delle pietre del monte Meru,

che è incalcolabile,

e come i confini dello spazio che sono illimitati,

così sono le infinite virtù del Buddha,

e non vi è nessuno tra gli esseri senzienti

capace di conoscerle,

né è possibile scorgere la loro fine

nemmeno pesandole e misurandole per molti eoni.

L’acqua [degli oceani potrebbe essere]

misurata con la punta di un capello;

pietre, montagne e oceani

potrebbero essere misurati in un certo numero di eoni,

ma è impossibile conoscere il limite delle virtù del Buddha.

Possano tutti gli esseri senzienti conseguire

le virtù del Buddha, la sua apparenza,

la sua voce melodiosa, la sua rinomanza,

gli ornamenti del suo corpo, emblemi della virtù,

ed essere adorni degli ottanta segni esemplari.

A causa di queste mie azioni virtuose nel mondo,

possa io divenire un Buddha senza dimora,

insegnare il Dharma per il beneficio dei migratori

e liberare gli esseri senzienti dalle loro innumerevoli sofferenze,

vincere i potenti e feroci demoni,

far girare la virtù della ruota del Dharma,

rimanere per inconcepibili eoni

e colmare di soddisfazione gli esseri con l’acqua del nettare.

Possa io, al pari dei vittoriosi del passato, che le portarono a compimento,

completare le sei perfezioni insuperabili,

distruggere le afflizioni e disperdere la sofferenza;

possa io estinguere l’attaccamento, l’odio e l’ignoranza,

e ricordare sempre le mie nascite,

cento nascite, migliaia di milioni di nascite;

possa io essere sempre consapevole del Signore dei Saggi

e ascoltare estesamente la sua parola.

Per queste mie azioni virtuose,

possa io incontrare sempre i Buddha,

abbandonare del tutto le azioni negative

e mettere in pratica le qualità che sono origine della virtù.

Possa estinguersi la sofferenza

di tutti i mondi popolati da creature,

e possano gli esseri con organi o membra difettosi

ottenere immediatamente un corpo perfetto.

Possano tutti gli infermi, i deboli, i feriti

e gli indifesi delle dieci direzioni,

essere rapidamente liberi dalle malattie

e godere di buona salute, forza ed energia.

Possano i condannati a morte dal re, i banditi o i malfattori,

gli sfortunati, coloro che patiscono centinaia di sofferenze

e gli esseri caduti in disgrazia,

liberarsi di tutti questi assilli

e da centinaia di paure e sventure.

Possano gli esseri tormentati dalla schiavitù

e dai maltrattamenti,

quelli che abitano in luoghi di povertà,

quelli confusi da migliaia di afflizioni,

costantemente nella paura e afflitti da diverse pene,

essere tutti liberi dalle loro catene

e possano i maltrattati essere liberi dalle loro sfortune.

Possa chi è in pericolo di morte avere salva la vita,

possano gli sfortunati liberarsi dai loro timori

e gli esseri tormentati dalla fame e dalla sete

trovare abbondanza di cibo e bevande.

Possano i ciechi vedere le svariate forme

e i sordi ascoltare suoni gradevoli.

Possano gli ignudi ottenere vestiti in abbondanza

e i poveri trovare tesori.

Possedendo grandi varietà di ricchezze, grano e gioielli,

possano tutti gli esseri ottenere la pace e la felicità.

Possa nessuno soffrire l’esperienza del dolore;

possano tutti gli esseri avere un aspetto attraente,

un corpo bello ed essere fortunati;

possano godere appieno e sempre di ogni benessere.

Possano diventare realtà, al solo pensiero,

cibo, bevande, ricchezze e merito.

Possano tamburi, cimbali, violini e chitarre,

sorgenti, stagni, piscine e laghi

con loti d’oro e loti utpala,

cibo, bevande, vestiti, gioielli e ricchezze,

ornamenti d’oro, pietre preziose e lapislazzuli,

al solo pensarli, diventare realtà.

Che in nessuna parte del mondo si oda la parola ‘sofferenza’,

che non si veda nemmeno un essere in condizioni sfavorevoli.

Possano tutti, con una splendida apparenza

ed eccellenti condizioni, essere radianti di luce.

Possa qualsiasi oggetto eccellente

esistente nel mondo degli esseri umani

apparire al solo desiderarlo,

e tutti i pensieri, nello stesso istante in cui sorgono,

diventare realtà come frutto del merito.

Possano incenso, ghirlande, unguenti,

vestiti, belletti e svariati fiori

crescere da magici alberi nei tre tempi,

e possano gli esseri prenderli e goderne.

Possano tutti gli incalcolabili tathagata,

che hanno la mente della suprema illuminazione,

gli sravaka e il puro Dharma, immacolato e stabile,

essere venerati nelle dieci direzioni.

Possa io abbandonare tutte le migrazioni inferiori,

trascendere le otto mancanze di libertà,

ottenere la suprema di tutte le libertà

e godere sempre della compagnia dei Buddha.

Possa io nascere sempre in lignaggi elevati,

godere di ricchezze e tesori di gioielli,

ed essere adorno per molti eoni

di compagnia, fama, corpo e costituzione eccellenti.

Possano tutte le donne nascere sempre come uomini,

dotate di coraggio, audacia, destrezza e chiarezza.

Possano agire sempre con lo scopo di raggiungere

l’illuminazione praticando le sei perfezioni.

Possa io vedere nelle dieci direzioni, sotto un albero ingioiellato,

un Buddha maestosamente seduto

sopra un trono di lapislazzuli adorno di gioielli,

e possa altresì ascoltarlo mentre insegna il Dharma.

Possa tutto ciò che ho creato con le mie azioni negative,

l’oppressione dell’esistenza creata nel passato

e qualsiasi risultato spiacevole dovuto ai miei errori,

estinguersi senza eccezione.

Possano gli esseri incatenati all’esistenza,

intrappolati dal laccio del samsara,

essere liberati dai loro vincoli attraverso la saggezza

ed essere velocemente liberi dalle loro sofferenze.

Mi rallegro per tutti gli esseri

che in questo mondo di Jambudvıpa

e in altre sfere di mondi

portano a termine la profonda pratica di numerose virtù.

Possa il merito ottenuto gioendo

delle [buone] azioni compiute con il corpo, la parola e la mente,

dare come risultato la realizzazione dei miei desideri

e possa io ottenere la pura e insuperabile illuminazione.

Chiunque reciterà costantemente,

con fede e mente pura,

queste parole di gioia, elogio e venerazione,

si libererà dalle cattive migrazioni per sessanta eoni,

e chiunque lodi i vittoriosi a mani giunte

attraverso la declamazione di questi versi,

ricorderà le sue rinascite di tutte le esistenze,

sia egli nato come uomo, donna, bramino o di stirpe reale.

Il re degli uomini che venererà continuamente

chi è dotato di un corpo adorno di tutti i segni

e infinite virtù e merito,

diverrà come lui e otterrà questi stessi segni e virtù.

Coloro alle cui orecchie giungerà questa confessione,

grazie a ciò genereranno una virtù

che non sarà quella di onorare un Buddha,

né due, né quattro, né cinque, né dieci;

la virtù creata sarà grandemente superiore

a quella di onorare mille Buddha.

Questo è il quarto capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, chiamato ‘La confessione’.

Capitolo V – Lode a tutti i Buddha perfetti e completi del passato, del presente e del futuro, chiamata “Sorgente dei fiori di loto”.

Il Bhagavan, poi, così parlò alla devı del lignaggio Illuminazione Perfettamente Raccolta:

Devı del lignaggio, una volta, in una certa occasione, il re Potere

del Braccio Dorato elogiò direttamente i Buddha bhagavan del passato,

del presente e del futuro con questa lode a tutti i tathagata

chiamata ‘Sorgente dei fiori di loto’:

«Mi prostro ai Vittoriosi apparsi in passato

e a quelli che dimorano nei mondi

delle dieci direzioni,

e porgo loro questa lode:

Signore dei Saggi, calmo, del tutto pacifico e totalmente puro,

il tuo corpo risplende intensamente del colore dell’oro,

proclami la parola del Buddha in tutte le melodie

e la diffondi ampiamente con la divina voce di Brahma.

I tuoi capelli sono [del colore] simile

a quello dell’ape, del pavone e dell’utpala;

i peli del tuo corpo crescono verso l’alto,

[color] blu marino come la ghiandaia;

i tuoi denti sono bianchi come la neve e la conchiglia

e rilucono sempre della bellezza dell’oro;

i tuoi occhi sono allungati, di un purissimo blu intenso,

come un loto blu completamente sbocciato;

la tua lingua è grande ed eccelsa, del colore del loto,

radiante come il loto, simile alla gemma del loto.

Il capello del tesoro del tuo volto

è simile al loto e alla conchiglia,

del colore del lapislazzuli e si attorciglia verso destra.

La luna del Saggio è raffinata e simile alla luna calante,

l’ombelico del tuo corpo è come un favo candido,

sopra la tua bocca il naso appare sempre elegante,

soffice, del colore del rame, come l’oro del fiume Sal.

Il supremo sapore per tutti i vittoriosi è sempre morbido,

altamente eccellente e grandemente superiore.

Da ciascuno dei tuoi pori nasce un solo capello,

piegato verso destra,

che irradia luce blu marino, è brillante e cresce verso l’alto,

di un bel verde come quello

dell’attraente collo del pavone reale.

Alla nascita, lo splendore del tuo corpo

illuminò tutti i mondi delle dieci direzioni,

pacificò innumerevoli sofferenze dei tre mondi

e gli esseri furono compiaciuti con ogni tipo di gioia.

Gli esseri rinati negli stati infernali, nel regno animale,

nel regno dei preta,

nei mondi dei deva e degli umani,

tutti questi esseri hai saziato di felicità

portando la pace nei destini degli sfortunati.

Il tuo corpo è radiante come l’oro raffinato,

di un colore bello e luminoso come l’oro,

il tuo volto, o Sugata, è una luna perfettamente nitida,

la tua bocca disegna un sorriso bello e immacolato.

Le tue membra sono morbide come quelle di un neonato,

la tua presenza è imponente come quella del leone,

le tue braccia sono molto lunghe

e sembrano le radici pendenti

dell’albero Sala, dondolate dal vento.

O Signore dei Saggi, il tuo corpo, impeccabile e magnifico,

risplende a un braccio di distanza, ed emana

raggi di una luce intensa, pari a quella di mille soli,

che risplendono con intensità negli infiniti reami.

La tua luce, o Buddha, con il suo fulgore

eclissa quella di incalcolabili soli e lune

nelle centinaia di migliaia di innumerevoli reami.

Il tuo sole, o Buddha, è la guida del mondo,

e le tue centinaia di migliaia di soli,

toccando innumerevoli reami,

fanno sì che gli esseri vedano il sole del Tathagata.

Il tuo corpo possiede centomila meriti

ed è riccamente adorno di tutte le virtù;

le tue braccia, o Vittorioso, sono simili

alla proboscide del re degli elefanti,

e la luce delle tue mani e dei tuoi piedi è pura e brillante.

Davanti a tutti i Buddha del passato,

innumerevoli come le particelle sottili degli atomi della terra,

e di fronte a tutti i Buddha del presente e del futuro,

di fronte a tutti questi vittoriosi, con grande devozione

di corpo, parola e mente, offro fiori,

incenso e centinaia di lodi,

e mi prostro con una mente gioiosa.

Anche se possedessi cento lingue,

neppure in migliaia di eoni

potrei esprimere le virtù del Buddha,

le innumerevoli e diverse qualità del Vittorioso

che sono l’essenza suprema della virtù.

Neppure con mille lingue si potrebbe esprimere

anche solo una piccola parte

delle qualità di un unico vittorioso:

come potrei esprimere con cento lingue

le qualità di tutti loro?

Se tutti i mondi, inclusi quelli dei deva,

divenissero un oceano,

e l’acqua coprisse persino la vetta dell’esistenza,

si potrebbe misurare la sua profondità

con la punta di un capello,

ma è impossibile misurare una sola delle qualità del Sugata.

Qualunque risultato eccellente, accumulato

per il merito di aver così lodato tutti i vittoriosi

con grande devozione di corpo, parola e mente,

possa servire agli esseri per conseguire lo stato del Vittorioso».

Dopo aver lodato i buddha in questo modo,

il re recitò questa preghiera:

«Nel corso degli innumerevoli eoni futuri,

in qualunque luogo io nasca,

possa io vedere nei sogni un tamburo come questo

e ascoltare in essi una confessione come questa.

In tutte le rinascite, possa io trovare

una lode ai vittoriosi come questa,

re delle ‘Sorgenti dei fiori di loto’.

Possa io udire in sogno

e spiegare poi durante il giorno

le incomparabili e incalcolabili virtù del Buddha,

così difficili da trovare in migliaia di eoni.

Possa io liberare gli esseri senzienti

dall’oceano della sofferenza,

completare le sei perfezioni,

ottenere poi l’insuperabile illuminazione

e il mio regno essere incorrotto.

Per il risultato di maturazione

derivante dall’offerta del tamburo

e per la causa di aver lodato tutti i Buddha,

possa io vedere direttamente il potente Sakyamuni

e ottenere in quello stesso istante la profezia.

Possano anche i miei figli,

Potere del Braccio d’Oro e Luce Dorata,

ottenere entrambi in quell’occasione

la profezia dell’insuperabile illuminazione.

Possa io in futuro dare

rifugio, soccorso e sostegno

agli esseri privi di dimora e di sostegno

e ai bisognosi che non hanno rifugio.

Possa io distruggere l’origine di tutte le sofferenze

e divenire la fonte di tutte le virtù.

Possa io godere dell’illuminazione negli eoni futuri

a lungo quanto il tempo già trascorso,

e, tramite la confessione della Sacra Luce Dorata,

possa prosciugare l’oceano dei miei errori,

estinguere l’oceano delle mie azioni

e distruggere l’oceano delle mie afflizioni.

Possa io completare l’oceano del mio merito,

possa la sacra chiarezza della saggezza immacolata

purificare completamente l’oceano della mia saggezza

e divenire un oceano di tutte le virtù.

Possa io completare le preziose qualità dell’illuminazione,

e per la forza della confessione della Sacra Luce Dorata

possa il mio merito risplendere intensamente

e lo splendore della mia illuminazione

diventare totalmente puro.

Possa la suprema chiarezza della saggezza immacolata

brillare attraverso la luce del mio corpo;

possa incrementare il fulgore del merito

e giungere all’eccellenza nei tre mondi.

Possa io possedere sempre la forza del merito.

A causa [dell’azione] di liberare dall’oceano della sofferenza

tutti gli esseri

ed essere come un oceano di tutte le felicità,

godrò dell’illuminazione negli eoni futuri.

Possa nel futuro la mia terra pura

conseguire tutte le qualità infinite e speciali

delle terre pure di tutti i Buddha

che sono esistite nei tre mondi da un tempo senza inizio».

Questo è il quinto capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, chiamato ‘Lode a tutti i Buddha perfetti e

completi del passato, del presente e del futuro chiamata Sorgente

dei fiori di loto’.

Capitolo VI – Vacuità

In quel momento,

il Bhagav›n declamò questi versi:

Altri inconcepibili sutra

spiegano estesamente ‘i fenomeni, che sono vuoti’;

quindi, in questo sutra sacro e supremo,

spiegherò [solo] brevemente questo insegnamento

sui ‘fenomeni, che sono vuoti’.

Poiché gli esseri dalla mente debole e priva di conoscenza

sono incapaci di conoscere tutti i fenomeni,

questo sutra sacro e supremo

espone brevemente il discorso sui ‘fenomeni, che sono vuoti’.

Affinché tutti gli esseri senzienti comprendano

e affinché tutti gli esseri senzienti emergano

a causa della compassione e attraverso metodi, modi e cause diversi,

io spiegherò questo sutra supremo, sacro e potente.

Questo corpo è come un villaggio vuoto dei suoi abitanti,

i poteri sensoriali sono simili ai soldati e ai ladri;

sebbene abitino tutti nello stesso villaggio,

sono ignari gli uni degli altri.

Il potere sensoriale della vista rincorre le forme visibili,

il potere sensoriale dell’udito si svaga con i suoni,

il potere sensoriale dell’olfatto

è catturato dalla varietà degli odori,

il potere sensoriale del gusto

si precipita sempre verso i sapori,

il potere sensoriale del corpo insegue i contatti

e il potere sensoriale della mente percepisce i fenomeni;

questi sei poteri sensoriali

si impegnano nei loro rispettivi oggetti.

La mente è fluttuante come un’illusione

e i sei poteri sensoriali sono interamente impegnati

nei loro rispettivi oggetti.

Proprio come una persona vaga in un villaggio vuoto

e risiede fra i soldati e i ladri,

così la mente risiede nei sei oggetti

e conosce completamente

anche gli oggetti di esperienza dei poteri sensoriali.

Questo è il modo in cui la mente risiede nei sei oggetti

e percepisce tali oggetti di esperienza dei poteri sensoriali.

Fra le forme, i suoni, gli odori,

i sapori, gli oggetti tangibili e i fenomeni,

fra i sei poteri sensoriali, similmente fluttua la mente,

che si posa in essi come un uccello.

Quando [la mente] si ferma in uno dei poteri sensoriali,

questa rende il potere sensoriale natura di conoscenza.

Il corpo non si muove né agisce,

è del tutto privo di essenza e sorge da condizioni.

È irreale, sorge semplicemente dalla concettualizzazione

e dimora come la macchina delle azioni in un villaggio vuoto.

La terra, il fuoco, l’acqua e l’aria, dimorando altrove,

dimorando in questa e in quella direzione,

come serpenti velenosi in una cesta,

così anche questi quattro serpenti degli elementi

sono sempre in conflitto tra loro.

Due di essi salgono e gli altri due scendono,

a due a due essi vanno nelle direzioni cardinali e intermedie.

Tutti questi serpenti degli elementi si disintegrano.

I serpenti della terra e dell’acqua si consumano verso il basso;

i serpenti del fuoco e dell’aria salgono verso il cielo.

A causa delle azioni compiute in passato,

tutte custodite nella mente e nella coscienza,

si rinasce nell’esistenza corrispondente alle azioni create

sotto forma di deva, esseri umani o nelle tre cattive migrazioni.

Al consumarsi di flemma, vento e bile,

il corpo, pieno di urina ed escrementi,

è gettato nel cimitero come un pezzo di legno

e diventa un ripugnante mucchio di vermi.

O Devı! Guarda questi fenomeni.

Qui gli esseri senzienti e similmente le persone

e i fenomeni tutti sono vuoti;

essi appaiono per la condizione dell’ignoranza.

Questi grandi elementi sono privi di ‘grande originazione’

essendo sorti dal non-originato,

essi sono privi di originazione;

poiché gli elementi non sono sorti,

io li definisco ‘grande originazione’.

Ciò che non esiste e non è mai esistito

appare per la condizione dell’ignoranza,

e questa ignoranza non è qualcosa che esiste.

In questo modo io spiego l’ignoranza.

Le formazioni karmiche,

la coscienza, il nome e forma,

le sei sorgenti, il contatto, la sensazione,

la bramosia, l’afferrarsi, l’esistenza,

la nascita, l’invecchiamento e la morte,

la tristezza, il dolore, le inimmaginabili sofferenze del sa˙s›ra,

qualunque sia la condizione in questa ruota dell’esistenza,

essa è originata dalla non-originazione:

è non-originata e impossibile.

L’analisi con una mente impropria

e la visione dell’io saranno recise,

la spada della saggezza libera dalla rete delle afflizioni.

Osserva che la realtà degli aggregati si trasforma nella vacuità

e consegui le immense qualità dell’illuminazione.

Io dischiudo la porta della città del nettare

e mostro a tutti il vaso dell’essenza del nettare.

Io sono entrato nella città del nettare

e sono stato appagato dall’essenza del nettare;

ho suonato il grande tamburo del sacro Dharma;

ho soffiato anche la conchiglia suprema del Dharma;

ho acceso l’incomparabile luce del Dharma;

ho fatto sì che cadesse la pioggia benedetta del Dharma;

ho vinto il nemico supremo delle afflizioni;

ho innalzato il sacro stendardo del Dharma;

ho totalmente liberato gli esseri dall’oceano dell’esistenza

e ho chiuso l’accesso alle tre cattive migrazioni.

Gli esseri tormentati dal fuoco delle afflizioni mentali,

quelli privi di rifugio e bisognosi di protezione,

io li ho soccorsi con la fresca essenza del nettare

che placa il calore del fuoco delle afflizioni nelle creature,

poiché in passato, nel corso di numerosi eoni,

feci offerte a innumerevoli guide e,

ricercando con fervore il corpo di verità,

praticai l’ascetismo e mi avviai all’illuminazione,

donai le mie braccia, i miei occhi, le mie gambe,

la mia parte suprema, la testa, il mio figlio prediletto e mia figlia,

ricchezze, pietre preziose, gioielli, oro,

lapislazzuli e altre gemme.

Se si tagliassero tutte le piante di questa terra,

tutti gli alberi dei tre mondi,

tutte le erbe, le radici e tutti i boschi,

se si macinasse tutto ciò fino a ridurlo in polvere,

in finissime particelle,

e lo si raccogliesse in un cumulo

alto fino al cielo,

sarebbe possibile dividerlo in tre parti.

Se l’intera conoscenza di tutti gli esseri

fosse posseduta da una sola persona,

qualcuno dotato di saggezza eccellente,

il migliore fra tutti gli esseri,

costui sarebbe in grado di contare

gli atomi che esistono in questa terra

e l’inconcepibile sfera delle particelle

di tutti i tremila mondi;

egli potrebbe dunque contare

le particelle di questa polvere,

ma non sarebbe in grado di conoscere

la saggezza del Vittorioso.

Ciò che la saggezza suprema del Grande Saggio

percepisce in un solo istante,

è impossibile da misurare

anche in molti milioni di eoni.

Questo è il sesto capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, chiamato ‘Vacuità’.

Capitolo VII – I quattro grandi re

Allora il grande re Figlio del Saggio, il grande re Guardiano del Distretto, il grande re Creatore di Nobiltà e il grande re Occhio Infermo si levarono dai loro seggi, deposero la veste superiore su di una spalla e, poggiando il ginocchio destro al suolo, giunsero le mani in preghiera verso il Bhagavan parlandogli così:

«Venerabile Bhagav›n, questo Sutra della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, è stato proclamato, osservato e meditato da tutti i tathagata, adottato pienamente da tutte le assemblee di bodhisattva, venerato e lodato da tutte le schiere dei deva, glorificato dalle moltitudini dei signori dei deva e grandemente riverito con offerte e lodi da tutti i protettori del mondo. Questo sutra risplende in tutte le dimore dei deva; concede la felicità suprema a tutti gli esseri; estingue totalmente la sofferenza degli esseri nati negli inferni, in fonti di nascite animali o nel mondo di Yama; recide il flusso di tutte le paure; respinge fermamente tutti gli eserciti nemici; lenisce del tutto ogni dolore e la sofferenza della solitudine; disperde le influenze nefaste degli astri; pacifica in modo supremo; dissipa completamente la tristezza, le afflizioni e i diversi tipi di avversità ed elimina totalmente centinaia di migliaia di sventure.

Venerabile Bhagavan, quando questo Sutra della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, viene esposto in modo esteso e corretto nel mezzo di un’assemblea, al sentire questa essenza del nettare del Dharma, noi, i Quattro Grandi Re, insieme con le nostre truppe e i sudditi, diffondiamo il grande splendore del nostro corpo divino. Inoltre, esso suscita in noi entusiasmo, potere e forza, e il nostro corpo viene pervaso da splendore, gloria ed eccellenza.

Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, dimoriamo nel Dharma, proclamiamo il Dharma, siamo re del Dharma e grazie ad esso, venerabile Bhagavan, governiamo deva, naga, yaksa, asura, garuda, gandharva, kimnara e mahoroga. Impediamo a innumerevoli orde di demoni privi di compassione di rubare l’altrui energia.

Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, sostenuti da ventotto grandi generali degli yaksa e dai loro eserciti di centinaia di migliaia di yaksa, con il perfetto occhio divino, superiore a quello umano, continuamente vigiliamo sull’intero Jambudvıpa, diamo aiuto e lo proteggiamo appieno. Venerabile Bhagavan, per questa ragione noi, i Quattro Grandi Re, siamo chiamati ‘Protettori del mondo’.

Venerabile Bhagavan, in questo mondo, se un paese verrà attaccato da un esercito ostile che intende distruggerlo, verrà danneggiato dalla siccità od oppresso da malattie, da centinaia di diverse calamità o migliaia o centinaia di migliaia di sciagure, venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, esorteremo i

monaci che conoscono il Netra della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, a esporlo e a insegnare il Dharma.

Venerabile Bhagavan, quando noi, i Quattro Grandi Re, rendiamo omaggio con emanazioni magiche e benedizioni a questi monaci che insegnano il Dharma in qualunque luogo essi vadano, essi insegneranno estesamente e perfettamente questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, e pacificheranno completamente centinaia di diverse sventure, le migliaia di avversità che potrebbero accadere in quei luoghi.

Venerabile Bhagavan, in qualunque reame degli uomini giungano questi monaci che sostengono la potente Raccolta di Sutra e insegnano il Dharma, in quei luoghi sarà altresì accettata la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra.

Venerabile Bhagavan, quando un re degli uomini che ha ascoltato attentamente la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, aiuterà questi monaci che sostengono la potente Raccolta di Sutra proteggendoli da tutti gli avversari, sostenendoli e difendendoli, venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, daremo protezione completa a tutti gli esseri che abitano nel reame di questo re degli uomini, proteggendoli, sostenendoli, difendendoli e portando loro pace e benessere.

Venerabile Bhagav›n, quando un re degli uomini compiacerà la persona che sostiene la potente Raccolta di Sutra, che sia monaco o monaca, uomo o donna con voti da laico, procurandogli ogni agio, venerabile Bhagav›n, noi, i Quattro Grandi Re, per mezzo di ogni genere di oggetto di benessere, daremo felicità ed eccellenti beni a tutti gli esseri che vivono nella terra di questo re degli uomini.

Venerabile Bhagavan, quando un re degli uomini soddisferà, rispetterà, venererà e porgerà offerte a questo monaco o monaca, uomo o donna con voti da laico che conosce la potente Raccolta di Sutra, noi, i Quattro Grandi Re, faremo sì che questo re degli uomini sia più soddisfatto, rispettato e venerato di tutti gli altri re,

che riceva più offerte e sia grandemente elogiato in ogni luogo».

Allora il Bhagavan disse ai Quattro Grandi Re:

«Eccellente! O Quattro Grandi Re, eccellente, eccellente! Voi, Grandi Re, eccellente, eccellente, vi siete invero dedicati al sostenere i vittoriosi del passato, avete piantato le radici della virtù, avete venerato molte centinaia di migliaia di milioni di Buddha e, in virtù dell’aver proclamato il Dharma, siete stati re di deva e di

uomini. Avete generato il genuino pensiero di beneficiare tutti gli esseri per lungo tempo, avete provato la gioia e il pensiero amorevole, avete mantenuto l’attitudine altruistica di agire per il beneficio e la felicità di tutti gli esseri abbandonando tutto ciò che non è di beneficio, solleciti nel portare la piena felicità a tutti gli esseri.

Voi, i Quattro Grandi Re, proteggete completamente quei re degli uomini che, con entusiasmo, onorano e venerano questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra; concedete loro completa protezione, sostegno e soccorso, e fate sì che godano di pace e benessere costanti. Così, il modo corretto di praticare il Dharma dei Buddha bhagav›n del passato, del presente e del futuro sarà sempre protetto da voi, i Quattro Grandi Re, accompagnati da truppe, sudditi e centinaia di migliaia di yaksa. Esso sarà altresì completamente

protetto e sostenuto. Così voi, i Quattro Grandi Re, scortati da truppe, sudditi e centinaia di migliaia di yaksa, uscirete vittoriosi dalla battaglia tra deva e asura, nella quale gli asura saranno sconfitti. Saranno così sottomessi tutti gli eserciti dei nemici della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra. Con questo

proposito, voi offrite totale protezione a quei monaci o monache, uomini o donne con voti da laico che conoscono il Re della Raccolta di Sutra, difendendoli, appoggiandoli e soccorrendoli in tutto; portate loro pace e benessere».

Allora il grande re Figlio dell’Erudito, il grande re Guardiano del Distretto, il grande re Creatore di Nobiltà e il grande re Occhio Infermo si alzarono dai loro seggi, disposero la veste superiore su di una spalla e, poggiando il ginocchio destro al suolo, giunsero le mani in preghiera verso il Bhagavan e così gli parlarono:

«Venerabile Bhagavan, nel futuro, in qualunque luogo sarà custodita la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, sia esso villaggio, città, regione, contrada, provincia o palazzo; qualunque re degli uomini che governi fondandosi sul trattato reale chiamato ‘Impegno dei Signori dei Deva’, che ascolti, rispetti e

veneri incessantemente la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, che rispetti, veneri, riverisca e compia offerte a monaci, monache, uomini e donne con voti da laico che conoscono questo discorso, il Re della Raccolta di Sutra, l’essenza del nettare di questo fiume di ascolto del Dharma farà rifulgere il grande splendore dei nostri corpi divini e noi, i Quattro Grandi Re, insieme con i nostri sudditi e molte centinaia di migliaia di yaksa, otterremo entusiasmo, forza e grande potere, e il nostro splendore, la gloria e l’eccellenza cresceranno.

Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, con le truppe, i sudditi e numerose centinaia di migliaia di yaksa, rendendo il nostro corpo invisibile, andremo laddove è custodita la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, nel presente e nel futuro, sia esso villaggio, città, regione, contrada, provincia o palazzo. Proteggeremo completamente coloro che ascoltano, rispettano e venerano questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra. Concederemo loro totale protezione, sostegno e difesa, sopprimeremo le loro interferenze e porteremo pace e benessere a loro così come a tutto il seguito del palazzo reale, alle province e all’intero paese.

Questi luoghi diverranno del tutto liberi da ogni genere di paura, male e conflitto. Gli eserciti nemici saranno respinti.

Venerabile Bhagavan, quel re degli uomini che ascolti, rispetti e veneri questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, e che abbia per confinante un re nemico, quando quest’ultimo penserà:

Invaderò quel paese con le quattro divisioni del mio esercito per distruggerlo completamente’, in quell’occasione e in quel momento, per il potere dello splendore della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, questo re nemico entrerà in guerra con altri re e nel suo stesso regno vi sarà grande confusione, avverranno innumerevoli disordini, la regione sarà afflitta da calamità e malattie e si patirà ogni tipo di miseria.

Venerabile Bhagavan, nel paese di quel re nemico confinante avverranno centinaia di diverse disgrazie e miserie pari alle precedenti.

Venerabile Bhagavan, quando le quattro divisioni dell’esercito di quel re nemico confinante usciranno dal loro paese per aggredire le truppe nemiche allo scopo di raggiungere e distruggere completamente

il paese dove è custodita la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, noi, i Quattro Grandi Re, insieme con le nostre truppe, i sudditi e numerose centinaia di migliaia di yaksa, rendendo i nostri corpi invisibili, raggiungeremo quel luogo; faremo sì che essi si ritirino dal luogo in cui si trovano; causeremo loro numerose perdite e li sconfiggeremo. Perciò, se questi eserciti non saranno in grado di raggiungere quella regione, tanto meno saranno capaci di distruggerla».

Il Bhagavan disse allora:

«Eccellente! O Quattro Grandi Re, eccellente, eccellente! Voi, Grandi Re, eccellente! Siete particolarmente ammirevoli perché avete praticato per centinaia di migliaia di milioni di innumerevoli eoni. Con il proposito della completa illuminazione, perfetta e insuperabile, ben proteggete quei re degli uomini che ascoltano,

rispettano e venerano la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra; aiutateli, sosteneteli e difendeteli completamente; eliminate le loro interferenze e concedete loro pace e benessere. Proteggete inoltre i palazzi e la corte di questi re, le loro città, province e paesi; date loro pieno aiuto, sostegno e difesa; eliminate le loro interferenze e concedete loro pace e benessere. Liberate totalmente questi paesi da tutti i timori, i mali e le rivolte. Respingete gli eserciti nemici, sforzatevi nel far sì che in tutto Jambudvıpa non avvengano contrasti, offese, dispute fra questi re degli uomini.

Grandi Re, insieme alle vostre truppe e ai sudditi, voi quattro, in questo Jambudvıpa, quando nelle ottantaquattromila città gli ottantaquattromila re saranno felici nei rispettivi paesi, saranno soddisfatti come sovrani del regno, non si danneggeranno a vicenda per le loro ricchezze, non si odieranno l’un l’altro, saranno soddisfatti della grandezza della loro vita regale nel regno ottenuto in virtù delle azioni da loro compiute in passato, non si terrorizzeranno l’un l’altro né si combatteranno per distruggersi; quando nelle ottantaquattromila città di questo Jambudvıpa gli ottantaquattromila governanti si ameranno, avranno una disposizione di amore e di solidarietà essendo felici ciascuno nel proprio paese, non litigheranno, non si offenderanno, non discuteranno e non ci saranno divisioni fra loro, allora voi, i Quattro Grandi Re,

con le vostre truppe e i sudditi, vi espanderete in questo Jambu-dvıpa, saranno tempi prosperi, vi sarà felicità, vi saranno molti esseri, sarà gremito di uomini e la terra sarà un luogo attraente. Le stagioni, i mesi, le fasi lunari e gli anni scorreranno regolarmente. I pianeti, le costellazioni, la luna e il sole si muoveranno armoniosamente durante il giorno e la notte. Le piogge cadranno nel momento appropriato per la terra. Gli esseri che abitano nell’intero Jambudvıpa godranno di ogni ricchezza e raccolto, il loro benessere crescerà e non proveranno più invidia, diventeranno generosi, seguiranno il sentiero delle dieci azioni virtuose e la maggior parte di loro rinascerà negli stati fortunati dei reami superiori. Le dimore divine saranno piene di deva e di figli dei deva.

O Grandi Re! Quando un re degli uomini che ascolti, rispetti e veneri la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, rispetterà, venererà e tratterà gentilmente le persone che conoscono questo discorso – siano essi monaci o monache, uomini o donne con voti da laico – e presenterà loro offerte, e quando, per invocare la vostra compassione, o Quattro Grandi Re, con le vostre truppe, i sudditi e molte centinaia di migliaia di yaksa, egli ascolterà costantemente questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, l’essenza del nettare del Dharma, questa corrente di ascolto del Dharma farà sì che i vostri corpi si colmeranno di soddisfazione.

Lo splendore dei vostri corpi celestiali crescerà e in voi sorgerà l’entusiasmo, il potere e la forza. La vostra magnificenza, la gloria e l’eccellenza cresceranno pienamente. Questo re degli uomini presenterà abbondanti, estese e inconcepibili offerte a me, il Bhagavan Tathagata Arhat Buddha Perfetto e Completo

Perfettamente Realizzato Glorioso Vittorioso Sakyamuni. Egli presenterà anche abbondanti ed estese offerte di inconcepibili oggetti a numerose centinaia di migliaia di milioni di tathagata del passato,

del presente e del futuro. Per questo, quel re degli uomini godrà di una grande protezione, sarà pienamente appoggiato, protetto, sostenuto e aiutato in tutto; sarà libero da interferenze e godrà di pace e benessere. La regina, i figli reali, tutto il seguito della regina e tutta la corte del palazzo godranno di grande protezione, saranno completamente difesi, sostenuti, aiutati, liberi da interferenze e godranno di pace e benessere. Anche tutti i deva che dimorano nel palazzo reale possiederanno grande splendore e potere, inconcepibile

gioia fisica e mentale e godranno di ogni tipo di piacere. Le regioni e le città del paese saranno ben protette e aiutate, non saranno minacciate da eserciti ostili, saranno libere da ogni male, da nemici, da calamità e da rivolte».

Dopo che il Bhagavan ebbe parlato in questo modo, il grande re Figlio dell’Erudito, il grande re Guardiano del Distretto, il grande re Creatore di Nobiltà e il grande re Occhio Infermo si rivolsero così al Bhagavan:

«Venerabile Bhagavan, quel re degli uomini che desideri ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, che aneli per se stesso grande protezione e la cerchi tanto per la regina quanto per i suoi figli e figlie e per tutto il seguito della regina; che desideri per tutta la corte del palazzo reale una grande pace e una prosperità inconcepibile, suprema, speciale e ineguagliabile; che aspiri ad accrescere in modo inimmaginabile il proprio potere regale in questa vita e che lo stesso re divenga inconcepibile; che desideri essere sostenuto da una quantità di merito incalcolabile; che desideri ottenere per tutti i suoi territori protezione e sicurezza completa affinché siano liberi da mali, nemici, eserciti ostili, malattie e rivolte, venerabile Bhagavan, questo re degli uomini deve ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, con una mente libera da distrazioni, con rispetto e venerazione.

Per ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, il re degli uomini deve recarsi nel miglior palazzo reale. Ivi giunto, deve profumarlo con diversi aromi e ornarlo di fiori. Deve porre lì un trono del Dharma, alto e ben ornato con diversi paramenti.

Deve decorare adeguatamente il luogo con parasoli, stendardi e bandiere. Deve lavare il proprio corpo, indossare vesti nuove, eleganti e profumate, e adornarsi di gioielli. Il re deve disporre per sé un seggio più basso e, dopo essersi seduto, deve essere scevro da arroganza e non provare attaccamento per la grandezza della vita regale. Deve ascoltare questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, con una mente libera da orgoglio, vanità e arroganza, e deve considerare come suo maestro il monaco che espone il Dharma.

Questo re degli uomini, in quell’occasione e in quel momento, deve avere una disposizione benevola e affettuosa verso la regina, i figli, le figlie e tutto il seguito della regina. Deve rivolgersi alla regina, ai figli e alle figlie con parole piacevoli, e così anche a tutto il seguito della regina. Deve disporre varie offerte per ascoltare il Dharma, sentirsi pervaso da una felicità inconcepibile e incomparabile e da una gioia straordinaria. I suoi sensi devono essere deliziati al pensiero di aver ottenuto qualcosa di meraviglioso; egli deve sentirsi felice per la grande fortuna, e recarsi all’incontro con colui che espone il Dharma con intensa gioia».

Dopo che gli ebbero così parlato, il Bhagavan, rivolgendosi ai Quattro Grandi Re, pronunciò queste parole:

«Grandi Re, in quell’occasione e in quel momento, il re degli uomini deve indossare vesti nuove ed eleganti e vestirsi interamente di bianco. Elegantemente adorno di vari ornamenti, reggendo un parasole bianco e uscendo da palazzo scortato dalle guardie reali, con grande sfarzo e i diversi simboli di buon auspicio, deve andare incontro a colui che espone il Dharma. La ragione di tutto ciò è che, per quanti passi farà questo re degli uomini, tante centinaia di migliaia di milioni di eoni di esistenza nel samsara egli distruggerà e altrettante centinaia di migliaia di milioni di volte otterrà il rango di ‘re che gira la ruota del Dharma’. Per tutti i passi che lui farà, di altrettante volte si accresceranno in modo inimmaginabile la grandezza

e il potere del suo regno. Per centinaia di migliaia di milioni di eoni egli godrà di palazzi divini formati con i sette gioielli in luoghi vasti. Otterrà il lignaggio di re degli uomini e il grande splendore dei deva per molte centinaia di migliaia di volte. In tutte le sue vite conseguirà potere, grandezza, longevità e regnerà a lungo. Sarà coraggioso, verrà ricordato, possiederà fama, grande eloquenza. Sarà degno di lodi e procurerà benessere al mondo con tutti i suoi deva, uomini e asura. Godrà di grandi piaceri divini e umani. Sarà dotato di grande forza e di un corpo possente. Sarà attraente, bello a vedersi e godrà di eccellente costituzione. In tutte le sue vite incontrerà il Tathagata, amici virtuosi e sarà sostenuto appieno da un’incalcolabile quantità di merito.

O Grandi Re, consapevole di tutti i benefici di queste qualità, questo re degli uomini andrà incontro a colui che espone il Dharma da una, cento, mille yojana di distanza, considerando colui che espone il Dharma come suo maestro. Il re deve pensare:

Oggi il Tathagata Arhat Buddha Perfetto e Completo Sakyamuni è entrato in questo palazzo reale ed è invitato alla mia tavola. Oggi ascolterò il Dharma del Tathagata Arhat Buddha Perfetto e Completo Sakyamuni, che è diverso da tutte le altre dottrine del mondo. Oggi, per aver ascoltato questo Dharma,

otterrò l’irreversibile stato nel sentiero verso l’insuperabile, perfetta e completa illuminazione. Oggi compiacerò molte centinaia di migliaia di milioni di tathagata e presenterò grandi, estese e inconcepibili offerte ai Buddha bhagavan del passato, del presente e del futuro. Oggi prosciugherò completamente il fiume di sofferenza degli esseri che sono nati nell’inferno, nel regno animale o nel mondo di Yama. Oggi pianterò il seme delle radici di virtù per ottenere molte centinaia di migliaia di milioni di volte il corpo

del re dei signori del reame di Brahma, molte centinaia di migliaia di milioni di volte il corpo dello stesso Indra e molte centinaia di migliaia di milioni di volte il corpo di un re che gira la ruota del Dharma. Oggi otterrò la liberazione completa dal samsara per molte centinaia di migliaia di milioni di eoni e un cumulo di merito incalcolabile, insuperabile, esteso, ampio e inimmaginabile. Oggi darò grande protezione a tutto il seguito della regina, porterò una pace e una felicità inconcepibili, supreme, speciali e insuperabili a questo palazzo reale. Oggi darò completa protezione a tutto il paese, che sarà totalmente sicuro, privo di mali, nemici e invasioni di eserciti ostili, senza essere colpito da malattie o rivolte’.

O Grandi Re, se questo re degli uomini con questo rispetto verso il sacro Dharma, onora, considera insuperabile, venera e compie offerte al monaco o alla monaca, all’uomo o alla donna con voti da laico che sostengono la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, e porge le migliori offerte a voi, i Quattro Grandi Re, insieme con le vostre truppe, i sudditi, le assemblee di deva e molte centinaia di migliaia di yak˝a, questo re degli uomini, in questa vita, accrescerà in modo inconcepibile il merito, la virtù, il potere e la grandezza della vita regale. Possiederà un inconcepibile splendore regale. Sarà adorno di gloria, eccellenza e splendore e, in accordo al Dharma, sconfiggerà completamente tutti i suoi oppositori e nemici».

Detto ciò, i Quattro Grandi Re, rivolgendosi al Bhagavan, così gli parlarono:

«Venerabile Bhagavan, un re degli uomini con un simile rispetto per il Dharma che ascolti la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, lo onori, lo consideri insuperabile, lo veneri e porga offerte al monaco o alla monaca, all’uomo o alla donna con voti da laico che conoscono il Re della Raccolta di Sutra; che

pulisca meticolosamente il palazzo per noi, i Grandi Re, profumandolo con diversi tipi di fragranze e, ascoltando il Dharma insieme a noi, i Quattro Grandi Re, offra una parte della radice di virtù per se stesso e per tutti i deva che insieme a lui ascoltano il Dharma, venerabile Bhagavan, quando il monaco che insegna il

Dharma si dirige al suo seggio, questo re deve bruciare incensi assortiti per noi, i Quattro Grandi Re e, nel bruciarli come offerta alla Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, da questa varietà di incensi si propagheranno ondeggianti volute di diversi profumi; in quello stesso istante, nello spazio sovrastante le dimore di noi, i Quattro Grandi Re, appariranno parasoli di ondeggianti volute di incenso e si percepirà un aroma intenso. Apparirà uno splendore dorato e quello splendore dorato illuminerà anche le nostre dimore. Venerabile Bhagavan, in quel momento, nello spazio sovrastante le dimore di Brahma, il signore di Saha; Sakra, il signore dei deva; Sarasvatı, la grande devı; Stabile, la grande devı; Conoscenza Perfetta, il grande generale degli yaksa con gli altri ventotto grandi generali; Grande Potente, il figlio dei deva; Vajra

in Mano e Gioiello Eccellente, grandi generali degli yaksa; Ladra, accompagnata dal seguito dei suoi cinquecento figli; Senza Calore e Oceano, grandi re dei naga, [nello spazio sovrastante le loro

dimore] appariranno parasoli di ondeggianti volute di vari incensi e fragranze e lì permarranno; si emaneranno ondeggianti volute di vari incensi e diverse fragranze e si percepirà un intenso profumo di

aromi. Uno splendore dorato illuminerà internamente le dimore.

Questo splendore illuminerà tutte le residenze».

Dopo aver pronunciato queste parole, il Bhagavan rispose così ai Quattro Re:

«O Grandi Re, non solo appariranno parasoli di ondeggianti volute di differenti profumi e incensi in ciascuna delle vostre case poiché, quando questo re degli uomini, con il proposito di venerare

la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, brucerà i diversi incensi e dall’incensiere da lui sorretto saliranno intensi aromi ma, in quello stesso istante, nelle residenze dei deva, dei naga, degli yaksa, dei gandharva, degli asura, dei garuda, dei kimnara e dei mahoroga che abitano in tutte le sfere di un miliardo di universi, in un miliardo di lune, in un miliardo di soli, in un miliardo di grandi oceani, in un miliardo di monti Meru, i re dei monti, in un miliardo di catene montuose che circondano i re dei monti, in un miliardo grandi catene montuose che circondano i re dei monti e in un miliardo di reami dei mondi dei quattro grandi continenti, si percepirà un forte aroma di incenso; e lo percepiranno anche un miliardo di deva delle montagne dei quattro grandi reami, un miliardo di deva nel regno dei Trentatré, perfino un miliardo di deva che hanno raggiunto lo stato di assenza di discriminazione e assenza di non discriminazione, e persino nelle centinaia di milioni di montagne di deva del regno dei Trentatré di tutti i reami del grande migliaio di un

miliardo di mondi si percepirà un intenso profumo di incenso.

Nelle loro dimore apparirà uno splendore come quello di una luce dorata che illuminerà i palazzi dei deva.

O Grandi Re, allo stesso modo in cui i parasoli di ondeggianti volute di profumi e vari incensi sorgono nello spazio sovrastante tutte le dimore dei deva nelle sfere del grande migliaio di un miliardo di sistemi di mondi con il proposito di venerare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, nel momento in cui il re

degli uomini brucerà i diversi incensi, per il potere della grandezza di questo sutra si manifesteranno profumi di vari aromi e incensi. Nello stesso istante, nello spazio sovrastante molte centinaia di

migliaia di miliardi di tathagata, numerosi come i granelli di sabbia delle rive del fiume Gange, nelle centinaia di migliaia di miliardi di terre di Buddha, altrettanto numerose, e nei molteplici reami dei mondi delle dieci direzioni, sorgeranno parasoli di ondeggianti volute di profumi e vari incensi. E molte centinaia di migliaia di miliardi di Buddha percepiranno il loro intenso aroma. Apparirà allora uno splendore dorato che illuminerà molte centinaia di migliaia di miliardi di terre di Buddha, numerose come i granelli di sabbia delle rive del fiume Gange.

O Grandi Re, nel momento in cui si manifesteranno questi prodigi, molte centinaia di migliaia di miliardi di tathagata, numerosi come i granelli di sabbia delle rive del fiume Gange, penseranno a questa persona che insegna il Dharma e approveranno:

Eccellente, eccellente, o essere supremo! Il fatto che tu, essere supremo, accetti di esporre estesamente e perfettamente la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, che possiede questo aspetto profondo e inconcepibili benefici, è eccellente, eccellente!

Se gli esseri senzienti al solo ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, accumulano una radice di virtù che non è affatto piccola, che necessità c’è di menzionare quelli che lo memorizzano, lo sostengono, lo spiegano, lo leggono, lo perfezionano in tutti i suoi aspetti o lo insegnano estesamente e corretta-mente ai loro discepoli? La ragione di ciò, o essere supremo, è che nel momento in cui ascoltano la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, molte centinaia di migliaia di miliardi di bodhisattva raggiungono lo stato irreversibile nel sentiero verso la perfetta e completa illuminazione’.

Allora, nelle dieci direzioni, in molte centinaia di migliaia di miliardi di terre di Buddha, numerose come i granelli di sabbia delle rive del fiume Gange, in quell’occasione e in quel momento, molte centinaia di migliaia di miliardi di tathagata che dimorano nelle loro terre di Buddha, con identiche parole, identica voce e identico suono, parleranno in questo modo al monaco che dal trono espone il Dharma:

In futuro, tu, essere supremo, raggiungerai l’essenza dell’illuminazione.

Tu, essere supremo, una volta raggiunta la suprema essenza dell’illuminazione meditando sotto il re degli alberi, sarai assai superiore a tutti gli esseri dei tre mondi, insegnerai molte centinaia di migliaia di miliardi di pratiche e discipline che sono al di là della portata di tutti gli esseri e le cui benedizioni sono difficili da ottenere anche per chi ha sviluppato il potere delle pratiche ascetiche. Tu, essere supremo, adornerai in modo eccellente l’essenza dell’illuminazione. Tu, essere supremo, proteggerai completamente tutte le sfere del grande migliaio di un miliardo di mondi. Quando sarai sotto il re degli alberi, nel momento in cui le

inimmaginabili orde dei m›ra si manifesteranno nelle forme più terrificanti possibili, tu, essere supremo, vincerai le diverse forme spaventose. E quando sarai giunto perfettamente alla suprema essenza dell’illuminazione, tu, essere supremo, raggiungerai l’illuminazione insuperabile, perfetta e completa, e otterrai il completo risveglio senza pari che è pace assoluta, immateriale e profonda. Tu, essere supremo, rimanendo saldamente nell’essenza del seggio indistruttibile, farai girare i dodici aspetti del Dharma

supremo, profondo e incomparabile, lodato da tutti coloro che girano la ruota del Dharma. Tu, essere supremo, suonerai l’ineguagliabile tamburo del Dharma, farai risuonare l’incomparabile conchiglia del Dharma, isserai il grande stendardo del Dharma, accenderai l’insuperabile luce del Dharma e farai cadere l’ineguagliabile pioggia del Dharma. Tu, essere supremo, vincerai molte migliaia di volte il nemico delle afflizioni, libererai dall’oceano della grande paura e dell’intenso terrore molte centinaia di migliaia di

miliardi di esseri senzienti. Tu, essere supremo, libererai completamente dalla ruota del samsara molte centinaia di migliaia di miliardi di esseri senzienti e compiacerai molte centinaia di migliaia di miliardi di Buddha».

Una volta pronunciate queste parole, i Quattro Grandi Re risposero così al Bhagavan:

«Venerabile Bhagavan, il re degli uomini, vedendo i benefici che si ottengono in questa vita e nelle vite future dalla Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, genererà la radice di virtù in relazione a centomila Buddha, consapevole di possedere una raccolta incalcolabile di merito. Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, mossi da compassione, con le nostre truppe, i sudditi e molte centinaia di migliaia di yaksa, esortati dai parasoli di ondeggianti volute di profumi e vari incensi nelle nostre rispettive dimore,

renderemo invisibili i nostri corpi e, con il proposito di ascoltare il Dharma, raggiungeremo il palazzo reale di questo re degli uomini ripulito meticolosamente e alla perfezione, profumato con svariati aromi e adornato con differenti ornamenti. Brahma, signore di Saha; ⁄akra, il signore dei deva; Sarasvatı, la devı; Gloriosa, la grande devı; Stabile, la devı della terra; Conoscenza Perfetta, il grande generale degli yaksa, e gli altri ventotto grandi generali;

Grande Potente, il figlio dei deva; Vajra in Mano e Gioiello Eccellente, grandi generali degli yaksa; Ladra, accompagnata dal seguito dei suoi cinquecento figli; Senza Calore e Oceano, re dei naga; e [inoltre] molte centinaia di migliaia di miliardi di deva, si renderanno invisibili e, con il proposito di ascoltare il Dharma,

giungeranno al palazzo del re degli uomini che è stato adornato in modo eccelso e dove è stato disposto un trono elevato per colui che espone il Dharma, ben decorato con diversi ornamenti e collocato in un luogo coperto di fiori.

Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, accompagnati dalle nostre truppe e dai sudditi e in accordo con le centinaia di migliaia di yaksa, nel momento in cui saremo soddisfatti dall’essenza del nettare del Dharma in questa grande azione di generosità, la generosità dell’insuperabile Dharma di questo re degli uomini accompagnato dal maestro spirituale che fa ottenere la virtù, lo proteggeremo del tutto, gli doneremo rifugio, sostegno e difesa completi e gli daremo pace e prosperità. Proteggeremo completamente il palazzo di questo re, la sua città e il suo paese dandogli rifugio, sostegno e difesa completi, e procurandogli pace e prosperità. Elimineremo le interferenze. Libereremo interamente il paese da ogni timore, sciagura, malattia e rivolta.

Venerabile Bhagavan, se un re degli uomini nel cui paese appare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, non la rispetta, né la considera come insuperabile, né la venera, né compie offerte ai monaci o alle monache, agli uomini o alle donne con voti

da laico che sostengono la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di SÒtra, noi, i Quattro Grandi Re, e molte centinaia di migliaia di miliardi di yak˝a, non potremo deliziarci all’ascolto del Dharma né potremo godere dell’essenza del nettare del Dharma. Non saremo venerati, lo splendore dei nostri corpi divini non aumenterà, non genereremo entusiasmo, né forza, né potere, e lo splendore, la gloria e la grandezza dei nostri corpi non aumenteranno.

Venerabile Bhagavan, noi, i Quattro Grandi Re, accompagnati dalle nostre truppe, dai sudditi e da centinaia di migliaia di miliardi di yaksa, abbandoneremo quel paese.

Venerabile Bhagavan, se noi abbandoniamo il paese, anche tutti i deva che lo abitano lo lasceranno, e se i deva abbandonano il paese, in quel luogo avverranno diversi disordini, tra gli abitanti del paese sorgeranno innumerevoli dissidi a corte, si verificheranno e si accresceranno dispute, rancori e disarmonie. Ci saranno influssi planetari nefasti e diverse malattie; cadranno meteoriti da varie direzioni; i pianeti e le costellazioni saranno in disarmonia; nei mesi invernali il sole splenderà come in estate e avverranno eclissi di sole e di luna. Il sole e la luna, pur permanendo nello spazio, subiranno continue interferenze da Colui che Cattura e si manifesteranno nel cielo vortici iridescenti. Si verificheranno terremoti, i pozzi della terra emetteranno suoni, soffieranno venti violenti e cadranno piogge torrenziali. Il paese sarà oppresso dalla fame, verrà distrutto da eserciti nemici e cadrà in rovina; gli esseri saranno tormentati da numerose afflizioni e tutto il paese degenererà nella sventura.

Venerabile, se noi, i Quattro Grandi Re, insieme con le nostre truppe, i sudditi e molte centinaia di migliaia di yaksa, i deva e i naga che vivono in questo paese lo abbandoniamo, in questo luogo accadranno centinaia di diverse sciagure come quelle menzionate e migliaia di varie calamità.

Venerabile, quel re degli uomini che desideri grande protezione per se stesso, che voglia godere a lungo di numerosi piaceri regali, che cerchi di avere una mente deliziata da ogni tipo di godimento, che aneli alla felicità per tutti gli esseri che vivono nel paese, che desideri sconfiggere tutti gli eserciti nemici e proteggere l’intero paese per lungo tempo, che voglia divenire un re del Dharma e liberare completamente il paese da ogni paura, male, malattia e rivolta, venerabile Bhagavan, questo re degli uomini, senza dubbio alcuno, deve ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra. Deve onorare, considerare insuperabile, venerare e fare offerte al monaco, alla monaca, all’uomo o alla donna con voti da laico che sostengono la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra. Noi, i Quattro Grandi Re, insieme con le nostre truppe e i

sudditi, gioiremo della radice virtuosa generata con l’ascolto del Dharma e dell’essenza del nettare del Dharma, così lo splendore dei nostri corpi divini si espanderà.

La ragione di ciò, venerabile Bhagav›n, è che il re degli uomini, senza dubitare, deve ascoltare la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, poiché, venerabile Bhagav›n, quali che siano i trattati insegnati dai signori del reame di Brahma, tanto quelli mondani quanto quelli di là dal mondo; quali che siano i diversi

trattati che insegna Indra, il signore dei deva, e quali che siano i trattati, tanto quelli mondani quanto quelli che trascendono il mondo, insegnati dai diversi saggi che posseggono i cinque tipi di chiaroveggenza con il proposito di beneficiare gli esseri senzienti, questa Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, venerabile Bhagavan, è assai superiore, speciale e molto più elevata di tutti

quelli, ed è spiegata ampiamente e perfettamente con il proposito

di beneficiare gli esseri senzienti dal Tath›gata, che è supremo,

speciale e assai più elevato di centinaia di migliaia di signori del

reame di Brahma, di molte centinaia di migliaia di miliardi di Indra e di tutte le centinaia di migliaia di miliardi di saggi che posseggono

i cinque tipi di chiaroveggenza.

Affinché il re degli uomini porti a compimento correttamente

la sua opera in tutto il mondo; affinché tutti gli esseri siano felici;

per proteggere e difendere completamente il suo paese affinché

rimanga libero da sventure e da nemici; per poter sconfiggere gli

eserciti ostili; affinché non ci siano malattie né rivolte nelle regioni;

affinché, attraverso il Dharma, non ci siano disordini né oppressioni

in tutto il paese; affinché i re degli uomini, ciascuno nel proprio

paese, brillino e risplendano come una grande lampada del

Dharma; affinché tutte le dimore celestiali si popolino di deva e di

figli dei deva; affinché noi, i Quattro Grandi Re, insieme con le

nostre truppe, i sudditi e molte centinaia di migliaia di yak˝a e tutte

le assemblee di deva che abitano il mondo, siamo venerati e

compiaciuti; affinché si accresca il grande splendore dei nostri corpi

celestiali; affinché nei nostri corpi appaiano grande entusiasmo,

forza e potere, e si manifestino in essi lo splendore, la gloria e

l’eccellenza; affinché in tutto Jambudvıpa gli anni siano propizi, ci

sia benessere ed esso sia gremito di esseri umani e altre creature;

affinché gli esseri di tutto Jambudvıpa siano felici e godano di

grandi varietà di piaceri; affinché tutti gli esseri godano

abbondantemente della felicità di deva e uomini, per molte centinaia

di migliaia di miliardi di eoni; affinché essi vivano in compagnia

dei buddha bhagav›n e nel futuro raggiungano l’illuminazione

insuperabile, perfetta e completa: per tutti questi propositi, il

Bhagav›n Tath›gata Arhat Buddha Perfetto e Completo, le cui

benedizioni posseggono il potere della grande compassione, che è

molto superiore a quella di centinaia di migliaia di miliardi di

Brahma, la cui insuperabile conoscenza è grandemente superiore

alla conoscenza divina di centinaia di migliaia di miliardi di Indra e le cui benedizioni sono assai superiori a quelle delle molte centinaia

di migliaia di miliardi di saggi che possiedono le cinque chiaroveggenze,

il Tath›gata Arhat Buddha Perfetto e Completo, con il

proposito di beneficiare tutti gli esseri, insegnò in modo perfetto e

vasto in Jambudvıpa la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

SÒtra.

Il Tath›gata Arhat Buddha Perfetto e Completo, ha completamente

insegnato, compiutamente espresso e perfettamente spiegato

nella Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di SÒtra, qual è l’atteggiamento

che deve tenere un re degli uomini, quali sono i trattati

regali e le attività di un re in Jambudvıpa, così come il modo di

rendere felici tutti gli esseri.

Venerabile Bhagav›n, per tutte queste cause e condizioni il re

degli uomini, senza dubitare, deve ascoltare, venerare e adorare rispettosamente

la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di SÒtra».

Dopo aver parlato in questo modo, il Bhagav›n, rivolgendosi ai

Quattro Grandi Re, così disse:

«Per tutto questo voi, i Quattro Grandi Re, con le vostre truppe

e i sudditi, dovete sentirvi molto compiaciuti e senza il minimo

dubbio nel dare completa protezione al re degli uomini che ascolta,

rispetta, venera e adora la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di SÒtra. O Grandi Re, fate sì che quei monaci, monache, uomini

e donne con voti da laico che sostengono il Re della Raccolta di

SÒtra preservino le attività di Buddha. Essi compiranno le attività

del Buddha nel mondo di deva, uomini e asura; insegneranno in

modo perfetto ed esteso la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di SÒtra. Perciò voi, i Quattro Grandi Re, qualunque cosa accada,

dovete proteggere, liberare da guai, malattie o disordini e dare

felicità mentale a quei monaci o monache, uomini o donne con voti da laico che sostengono il Re della Raccolta di SÒtra; dovete

proteggerli, difenderli, appoggiarli, sostenerli totalmente e donare

loro pace e benessere».

Allora il grande re Figlio dell’Erudito, il grande re Guardiano

del Distretto, il grande re Creatore di Nobiltà e il grande re Occhio

Infermo si alzarono dai loro seggi, disposero la veste superiore su di

una spalla e, poggiando il ginocchio destro al suolo, con le mani

giunte verso il Bhagav›n, recitarono insieme questi versi di lode:

«Vittorioso, corpo di luna immacolata,

Vittorioso, luce dallo splendore di mille soli,

Vittorioso, occhi di loto immacolato,

Vittorioso, denti puri della radice del loto.

Le qualità del Vittorioso sono come un oceano

che è fonte di innumerevoli gioielli,

il Vittorioso è un oceano traboccante di acqua di saggezza,

traboccante di centinaia di migliaia di sam›dhi.

Sui piedi del Vittorioso è disegnata la ruota

con il cerchio esterno e i mille raggi,

le sue estremità sono adorne di una membrana

che ai suoi piedi è simile a quella dell’airone reale.

Il Vittorioso è come una montagna d’oro,

la migliore delle montagne di oro puro,

con tutte le qualità, come il monte Meru.

Mi prostro davanti al Buddha, il re delle montagne.

Il Tath›gata è simile alla luna piena

ed è simile anche allo spazio,

a un’illusione e a un miraggio. Senza attaccamento

mi prostro davanti all’immacolato Vittorioso».

Il Bhagav›n, quindi, parlò ai Quattro Grandi Re con questi versi:

«Voi, Protettori del mondo,

salvaguardate con entusiasmo molto stabile

la Sacra Luce Dorata dai dieci poteri,

questo discorso supremo, il Re della Raccolta di Sutra.

In questo modo, questo sutra profondo ed estremamente raro

resterà per lungo tempo in Jambudvıpa

rendendo felici tutti gli esseri,

procurando loro aiuto e benessere.

In questo modo, nel grande migliaio di un miliardo di mondi,

si pacificheranno tutte le sofferenze

delle cattive migrazioni

e i tormenti degli esseri negli inferni.

E tutti i re che vivono in

questo Jambudvıpa, inoltre,

generando una gioia intensa

proteggeranno i loro paesi con il Dharma.

Grazie ad esso in Jambudvıpa si avrà felicità,

gli anni saranno molto propizi e ci sarà gioia,

e in tutto Jambudvıpa

gli esseri senzienti saranno felici.

Quei governanti degli uomini

che tengono in considerazione il proprio paese, il proprio benessere

e le ricchezze del proprio regno,

devono ascoltare questo discorso, il Signore della raccolta di sutra.

Questo è il Signore della raccolta di sutra che attrae

la suprema virtù,

elimina completamente gli avversari,

genera la virtù che respinge gli eserciti nemici

e disperde le paure della miseria.

Così come il meraviglioso albero che esaudisce i desideri

è la fonte di tutte le qualità nella dimora in cui si trova,

allo stesso modo quei re che desiderino ottenere le virtù

devono apprezzare questo Signore della raccolta di sutra.

Come la persona accaldata

che allevia la sua sete con l’acqua fresca,

così il re assetato di qualità

deve osservare il supremo Signore della raccolta di sutra.

Come colui che sostiene sul palmo della mano

il prezioso vaso dal quale sorgono tutti i gioielli della raccolta

di sutra,

i governanti degli uomini devono vedere allo stesso modo

la suprema Luce Dorata,

l’eccelso Signore della raccolta di sutra.

Esso è l’oggetto di venerazione delle schiere dei deva,

davanti al Signore della raccolta di sutra

si inchinano i signori dei deva,

ed è perfettamente custodito

dai Quattro Protettori del mondo

con i loro grandi poteri miracolosi.

I Buddha che dimorano nelle dieci direzioni

osservano costantemente questo Signore della raccolta di sutra,

e quando viene esposto il Signore della raccolta di sutra

i Buddha offrono la loro lode esclamando: «Eccellente!»

Centinaia di migliaia di milioni di yak˝a

proteggeranno il luogo nelle dieci direzioni,

e, con molta gioia e grande rispetto,

ascolteranno il Signore della raccolta di sÒtra.

Nelle inimmaginabili assemblee dei deva

che risiedono in Jambudvıpa,

tutti questi supremi esseri divini ascoltano con grande delizia

il Signore della raccolta di sÒtra.

Per il fatto di ascoltare questi insegnamenti di Dharma,

il grande splendore del corpo dei deva

si espande, cresce intensamente,

ed essi ottengono grandezza, potere ed entusiasmo».

Allora i Quattro Grandi Re, nell’ascoltare questi versi del

Bhagav›n rimasero affascinati, colmi di stupore e di gioia. Per la

forza di questi insegnamenti di Dharma in quel momento versarono

lacrime, i loro corpi si eressero e le loro membra tremarono.

Sperimentando delizia, gioia e felicità mentale inconcepibili, essi

sparsero fiori m›nd›rava di fronte al Bhagav›n. Dopo aver offerto

i fiori, si levarono dai loro seggi, disposero la loro veste superiore su

di una spalla e, poggiando il ginocchio destro al suolo, con le mani

giunte in preghiera, rivolgendosi al Bhagav›n così gli parlarono:

«Venerabile Bhagav›n, noi, i Quattro Grandi Re, accompagnati

ciascuno da cinquecento yak˝a, saremo sempre insieme al monaco

che insegna il Dharma per proteggerlo e difenderlo totalmente».

Questo è il settimo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di SÒtra, chiamato ‘I Quattro Grandi Re’.

Capitolo VIII

Sarasvati, la gran devi.

Allora Sarasvatı, la grande devı, dispose la sua veste superiore

su di una spalla, poggiando il ginocchio destro al suolo giunse

le mani in preghiera verso il Bhagav›n e gli parlò così:

«Venerabile Bhagav›n, anch’io, Sarasvatı, la grande devı, per

abbellire le parole del monaco che espone il Dharma, farò sì che egli

sviluppi fiducia in se stesso, gli concederò un mantra, conferirò

precisione a tutte le sue parole e farò in modo che rifulga con il

grande splendore della saggezza. Io farò sì che questo monaco che

espone il Dharma trovi il suono, la parola o la lettera precisa per

qualunque lettera o parola della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, che sia andata perduta o dimenticata. Allo scopo

di beneficiare gli esseri che hanno generato le radici di virtù in

relazione a centinaia di migliaia di bhagav›n, gli concederò un

mantra che farà sì che la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

Sutra, rimanga per lungo tempo in Jambudvıpa e non scompaia

rapidamente, affinché molti esseri, nell’ascoltare la Sacra Luce Dorata,

il Re della Raccolta di Sutra, conseguano una saggezza penetrante,

inconcepibile e inimmaginabile, e ottengano condizioni di

vita eccellenti in questa esistenza; per beneficiarli nelle loro vite e

affinché siano sostenuti da incalcolabile merito, affinché possano

incontrare differenti metodi, ottenere l’erudizione in tutti i trattati,

un’eccellente abilità nelle diversi arti e affinché non dimentichino.

Con il proposito di aiutare il monaco che insegna il Dharma e

gli esseri che lo ascoltano, esporrò la pratica dell’abluzione con

mantra e medicine, pratica che pacifica completamente gli influssi

nefasti di pianeti e costellazioni, della nascita e della morte; che pacifica

tutti i mali derivanti da dispute, rivolte, conflitti, caos e

incubi, il male creato dai vin›yaka e il male provocato da maledizioni

e vet›la.

Per quei saggi che desiderano compiere la pratica dell’abluzione,

queste sono le medicine e il mantra:

1. Vac› – 2. Gorocan› – 3. Sp¸ikk› – 4. ⁄›myaka – 5. ⁄amı – 6. ⁄irı˝a –

7. Indrahast› – 8. Mah›bh›g› – 9. Jñ›maka – 10. Tvac – 11. Agaru –

12. ⁄rıve˝˛aka – 13. Sarja – 14. Guggulu – 15. Patra – 16. ⁄allakı –

17. ⁄aileya – 18. Tagara – 19. Candana – 20. Mana¯Ÿil› – 21. Sarocan› –

22. Ku˝˛ha – 23. Kuºkuma – 24. Musta – 25. Sar˝apa – 26. Cavya –

27. SÒk˝mail› – 28. Nalada – 29. N›gakesara – 30. UŸıra.

In un momento astrologicamente appropriato bisogna macinare

questi ingredienti fino a ridurli a una polvere omogenea, che in

seguito si benedice recitando cento volte questo mantra:

Tadyath›, suk¸ite kra˙ta kamalanılajinakarate, ha˙kar›te,

indrajali, ŸakaddrebaŸaddre, abartaksike, na kutraku, kabila

kabilamati, Ÿılamati, sandhi dhudhumamabati, Ÿiri Ÿiri, satyasthite

sv›h›.

In un ma°˜ala con sterco di vacca

nel quale siano stati sparsi petali di fiori,

si versi il dolce succo

in recipienti d’oro e argento.

Per sostenere i recipienti

vanno posti quattro uomini

che indossino un’armatura

e quattro giovani donne abbigliate con eleganza.

È necessario bruciare continuamente incenso,

suonare i cinque strumenti musicali

e adornare le devı

con parasoli, stendardi e bandiere,

porre specchi nei vuoti,

frecce, lance e proiettili,

e, una volta segnati i confini,

compiere la pratica all’interno di questi.

Rimanendo nei confini,

si comincia a recitare il mantra:

Syadyathedan, arake, nayane, hile, mile, gile, khikhile sv›h›.

Occorre fare l’abluzione all’intero corpo del Bhagav›n

e occorre recitare il seguente mantra per purificare il bagno:

Tadyath›, saga˛e biga˜e, bigatabati sv›h›.

Possano le costellazioni delle quattro direzioni

proteggere la vita.

Possano pacificarsi le paure insopportabili,

i mali causati dagli influssi planetari,

le paure che sorgono dal karma degli aggregati

e i turbamenti causati dal costituente degli elementi.

Tadyath›, Ÿame, biŸame sv›h›, saga˛e, biga˛e sv›h›, sukhatinate sv›h›,

s›garasa˙bhÒt›ya sv›h›, skandhamat›ya sv›h›, nılaka°˜›ya sv›h›,

aparajitabıryaya sv›h›, himabatasa˙bhÒt›ya sv›h›, animilabaktr›ya

sv›h›, namo bhagabate, brahma°e, nama¯ sarasvatyai debyai

sidhya˙tu mantra pada, da˙ bahma anumanyatu sv›h›.

Per proteggere il monaco che espone il Dharma e beneficiare

coloro che ascoltano gli insegnamenti e coloro che li annotano,

allorché verrà compiuta questa pratica dell’abluzione io stessa sarò

lì presente. E, insieme alle schiere dei deva, estinguerò tutte le

malattie del luogo, sia esso un villaggio, una città, una contrada o

un tempio. Pacificherò completamente gli influssi planetari nefasti,

le dispute, le rivolte e le costellazioni, gli incubi e tutti i mali

provocati dai vin›yaka, dalle maledizioni e dai vet›la, affinché colui

che conosce il Re della Raccolta di Sutra, sia esso monaco, monaca,

uomo o donna con voti da laico goda di buona salute, sviluppi la

rinuncia al sa˙s›ra, ottenga lo stato irreversibile nel sentiero verso

l’insuperabile illuminazione, perfetta e completa, e manifesti velocemente

l’illuminazione».

Il Bhagav›n disse allora a Sarasvatı, la grande devı:

«O Sarasvatı, grande devı che benefici e rendi felici molti esseri,

questa spiegazione che hai dato delle parole del mantra e della

medicina è eccellente, eccellente!».

Sarasvatı, la devı, dopo essersi prostrata ai piedi del Bhagav›n,

si pose a un lato.

Poi, il maestro che insegna le scritture, il bramino Kau°˜inya,

così esortò la devı Sarasvatı:

«Sarasvatı, grande devı, degna di venerazione e

dotata di grande forza,

tu concedi il risultato supremo in tutti i mondi

e possiedi immense qualità; dimori sulla sommità di un monte;

sei adorna di piacevoli vesti di seta e, abbigliata con delicate sete,

poggi su una sola gamba.

Tutti i deva riuniti ti hanno chiesto:

Sciogli la tua lingua

e pronuncia parole virtuose per gli esseri.

Syadyathedan, mure, cire, abaje, apajabate, hiphule, migule,

pigalabati, maguŸe, marici, samati, daŸamati, agrimagri, tara, cihara,

capati, ciciri, Ÿiri miri, marici, pra°aye, lokajye˝˛he, lokaŸri˝˛he,

lokapriye, siddhiprete, bhimamukhi Ÿuci khare, apratihate, apratehate

buddhe, namuci, namuci, mah›debı, pratig¸ihna namaskara˙, fa’

che la mia mente sia senza ostruzioni, che ottenga il risultato del

mantra che porta alla conoscenza dei trattati, dei versi del tantra,

dei canestri delle scritture, dell’eloquenza e così via.

Tadyath›, mah›prabh›va hili hili, mili mili,

per la forza della bhagav›ti Sarasvatı, la grande devı, possa io

vincere tutto.

Kara˛e keyÒre, keyÒrabati, hili mili, hili mili, hili hili.

Per la verità del Buddha, per la verità del Dharma, per la verità del

Saºgha, per la verità di Indra e per la verità di Varu°a, invoco la

grande devı. Per la verità di tutti coloro che esprimono il vero nelmondo e la verità delle loro parole, invoco la grande devı.

Tadyath›, hili hili, hili mili, hili mili, possa io vincere tutto. Mi

prostro davanti alla bhagav›ti Sarasvatı, la grande devı. Concedimi

il risultato delle parole del mantra segreto, sv›h› ’».

Il maestro che insegna le scritture, il bramino Kau°˜inya, recitò poi

questi versi di elogio a Sarasvatı, la grande devı:

«Tutti voi, schiere di bhÒta, ascoltatemi:

io lodo la migliore delle sacre donne, le devı,

nel mondo con i suoi deva, gandharva e signori dei deva,

colei che ha il volto di una sacra devı supremamente bella.

Le tue membra sono ornate

di un accumulo di diverse qualità.

O Sarasvatı, i tuoi occhi sono grandi,

tu risplendi di merito e di saggezza immacolata, e sei adorna di

diverse qualità.

Sei simile a una grande varietà di gioielli;

per vederti, lodo soprattutto le tue supreme qualità.

Fa’ in modo che i santi ottengano il risultato supremo,

il mantra perfetto e le qualità eccellenti.

Sei la suprema purezza e lo splendore del loto,

hai l’occhio supremo e la perfetta visione,

sei l’origine della virtù e ne hai la visione,

sei adorna di inconcepibili qualità;

simile alla luna, sei luce immacolata.

Sei sorgente di saggezza suprema, sei la perfetta consapevolezza,

sei la suprema delle leonesse, cavalcatura degli umani,

abbellita da otto braccia,

risplendente come la luna piena,

dalla voce melodiosa e attraente,

detentrice della saggezza profonda.

Sei la causa che porta al risultato supremo,

sei un essere santo,

venerata dai signori dei deva e degli asura;

sei lodata da tutte le schiere di deva e asura

e l’oggetto costante di venerazione per moltitudini di bhÒta, sv›h›.

Mi prostro a te, o devı.

Ti supplico di concedermi tutte le qualità straordinarie.

Ti supplico di concedermi la realizzazione di tutti i propositi.

Proteggimi sempre dalle orde di nemici.

Questi versi con tutte le loro sillabe

devono essere recitati in modo completo al risveglio;

si otterranno così la ricchezza e l’abbondanza desiderate,

gli ottenimenti e un’immensa virtù».

Questo è l’ottavo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di SÒtra, chiamato ‘Sarasvatı, la grande devı’.

Capitolo IX

Gloriosa, la gran devı,

Allora Gloriosa, la grande devı, parlò in questo modo

al Bhagav›n:

«Venerabile Bhagav›n, anch’io, Gloriosa, la grande devı,

qualsiasi cosa accada, mi impegnerò affinché il monaco che insegna

il Dharma possa soddisfare tutte le sue necessità e non manchi di

nulla, affinché la sua mente sia in tutta la sua pienezza e sia felice

giorno e notte; affinché conosca perfettamente e con una corretta

comprensione reciti con precisione ciascuna delle lettere e delle

parole della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di SÒtra.

Per il beneficio degli esseri che hanno generato le radici di virtù

in relazione a centinaia di migliaia di buddha, farò sì che la Sacra

Luce Dorata, il Re della Raccolta di SÒtra, rimanga a lungo in

Jambudvıpa e non scompaia rapidamente; che gli esseri ascoltino

questo sÒtra e godano della felicità di deva e uomini per molte

centinaia di migliaia di miliardi di eoni, che non ci siano carestie e

gli anni siano prosperi, che gli esseri siano felici e godano di tutti

gli agi, che siano in compagnia dei tath›gata, che nel futuro

raggiungano l’illuminazione insuperabile, perfetta e completa; che

cessino immediatamente tutte le sofferenze degli esseri che vivono

negli inferni, in fonti di nascite animali e nel mondo di Yama e,

perciò, farò in modo che il monaco che insegna il Dharma riceva

vestiti, cibo, giaciglio, medicine e ogni cosa necessaria».

Gloriosa, la grande devı, generò le radici di virtù davanti al

tath›gata arhat buddha perfetto e completo chiamato Fiore

Prezioso, Oceano di Qualità, Glorioso di Splendore Dorato, Colore

Attraente di una Montagna di Lapislazzuli e Oro; per questo ora,

qualsiasi direzione cui ella pensi, alla quale ella guardi o verso la

quale ella si diriga, in quella direzione molte centinaia di migliaia

di miliardi di esseri ottengono la felicità godendo di ogni tipo di

benessere, senza mancare di cibo, bevande, ricchezza, raccolti, bestiame,

oro, gioielli, pietre preziose, lapislazzuli, conchiglie, cristalli,

corallo, argento e altri oggetti. Questi esseri godono di ogni tipo

di possedimento.

Per il potere di Gloriosa, la grande devı, si deve venerare questo

Tath›gata e gli si devono offrire incenso, fiori e profumi. Recitando

per tre volte il nome di Gloriosa, la grande devı, mentre si offrono

incenso, profumi, fiori e cibo di diversi sapori, si otterrà un raccolto

assai abbondante. È necessario recitare questi versi:

«Il nettare della terra si espande per la campagna,

i deva sono felici in ogni momento,

i deva di frutti, raccolti, ortaggi, alberi e piante,

fanno crescere meravigliosi raccolti».

Gloriosa, la grande devı, si prenderà cura di quegli esseri che

pronuncino il nome della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di SÒtra, e farà sì che godano di grande gloria.

Ella risiede in una sacra dimora chiamata Stendardo Dorato

della Vittoria, costruita con sette tipi di gioielli, situata nel bosco

Luce del Fiore di Merito, nei dintorni del palazzo Capelli

Attorcigliati. Chiunque desideri accrescere i propri raccolti

dovrebbe pulire accuratamente la propria dimora, lavarsi, indossare

abiti bianchi e profumarli con squisite fragranze, prostrarsi davanti

al tath›gata arhat buddha perfetto e completo chiamato Fiore

Prezioso, Oceano di Qualità, Glorioso di Splendore Dorato,

Colore Attraente di una Montagna di Lapislazzuli e Oro, e

dovrebbe recitare il suo nome per tre volte. Con l’aiuto di Gloriosa,

la grande devı, egli dovrebbe venerare il Tath›gata offrendogli fiori,

profumi, incenso e cibo gustoso dai diversi sapori, dovrebbe

recitare per tre volte il nome della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di SÒtra, e la proclamazione della verità. Egli dovrebbe

altresì venerare, con offerte di fiori, profumi e cibo gustoso dai diversi

sapori, Gloriosa, la grande devı, la quale, per il potere della Sacra Luce

Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, in quel momento penserà a

questa casa e farà sì che i suoi raccolti si moltiplichino. Se si desidera

invocare Gloriosa, la grande devı, si devono ricordare questi mantra

di conoscenza segreti:

«Mi prostro a tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro;

mi prostro a tutti i Buddha e i bodhisattva; mi prostro ai bodhisattva

come Maitreya e così via».

Dopo essersi prostrati di fronte a loro, occorre recitare:

«Possano questi mantra di conoscenza avere effetto su di me».

Sy›dyathedan, pratipÒra°ab›re, samantadangŸane, mah›biharagate,

samanta, bedanagate, mah›k›rya˙pratipraba°e, satva arthasama˙t›-

nuprapÒre, ›y›nadharmat› mah›bhogine, mah›maitreupasa˙hihe,

hete˝i, sa˙grahite tesamarth›nup›l›ni.

Queste sono le parole uniche del mantra segreto della realtà che

concedono l’iniziazione della corona; sono le parole dal significato

infallibile che portano il risultato della purezza della realtà. Possano

realizzarsi rapidamente i desideri degli uomini ordinari che, con

radici di virtù libere da errori, reciteranno questo mantra e lo conserveranno

per sette anni osservando gli otto precetti e, con il

proposito di conseguire la saggezza suprema della conoscenza per se

stessi e per tutti gli esseri, offriranno fiori e profumi a tutti i

buddha, il mattino e la sera.

In un tempio o in un eremitaggio, una volta ben pulito il posto,

si deve costruire un ma°˜ala con sterco di vacca, offrire incenso e

profumi, disporre cuscini puliti e sedersi dopo aver sparso petali di

fiori al suolo. La divina Gloriosa, in quello stesso istante, accorrerà

in quel luogo e lì rimarrà. A partire da quel momento, quel villaggio,

paese, città, contrada, tempio o eremitaggio saranno liberi da

ostacoli e privazioni. Vi sarà abbondanza di bestiame, oro, gioielli,

ricchezze, raccolti e di ogni bene necessario. Vi sarà benessere e si

godrà di tutti gli agi. Delle radici di virtù che si creeranno, si dovrà

offrire la parte migliore a Gloriosa, la grande devı. In questo modo,

fintanto che la persona vivrà, lì dimorerà la Devı. Non si mancherà

di nulla e si realizzeranno tutti i desideri.

Questo è il nono capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di SÒtra, chiamato ‘Gloriosa, la grande devı’.

Capitolo X

Stabile, la devi della terra

Mi prostro al bhagavan tathagata Possessore dell’Usnısa Ingioiellata.

Mi prostro al bhagavan tathagata Pinnacolo di Raggi di Luce Splendenti di Gioielli Dorati che Brillano Immacolati. Mi prostro al tathagata Stendardo della Vittoria di Splendore Dorato dell’Oro di Jambu. Mi prostro al tathagata Essenza di Splendore Dorato. Mi prostro al tathagata Essenza dello Splendore dei Raggi di Luce di Cento Soli. Mi prostro al tathagata Parasole Fonte d’Oro e Gioielli. Mi prostro al tathagata Pinnacolo della Luce Radiante del Fiore Dorato. Mi prostro alla tathagata Grande Lampada. Mi prostro al tathagata Ratnaketu.

Il bodhisattva Pinnacolo di Bellezza, il bodhisattva Sacra Luce Dorata, il bodhisattva Essenza d’Oro, il bodhisattva Colui che Sempre Piange, il bodhisattva Dharma Superiore, il tathagata Akhobhya a est, il tathagata Ratnaketu a sud, il tathagata Amitayus

a ovest, il tath›gata DundubhiŸvara a nord: la persona che memorizzi, legga o ricordi i nomi di questi tathagata e bodhisattva della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, ricorderà sempre le sue vite passate.

Allora Stabile, la devı della terra, parlò in questo modo al Bhagav›n:

«Venerabile Bhagavan, io, Stabile, la devı della terra, ora e in

futuro, mi recherò sempre verso quel luogo dove viene custodita la

Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, sia esso villaggio,

città, contrada, provincia, monastero, bosco di montagna o palazzo.

E dovunque si esponga estesamente e perfettamente la Sacra

Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, nel posto in cui sia stato

allestito il trono per il monaco che insegna il Dharma e, lì seduto,

egli insegni in modo esteso e perfetto la Sacra Luce Dorata, il Re

della Raccolta di Sutra, venerabile Bhagav›n, anch’io, Stabile, la

devı della terra, mi recherò in quel luogo. Rendendo il mio corpo

invisibile, mi porrò sotto il trono e sosterrò con la mia testa, la parte

sacra del mio corpo, le piante dei piedi del monaco che insegna il

Dharma. Anch’io mi sentirò deliziata, rispettata e venerata perfettamente

nell’ascolto, godendo dell’essenza del nettare del Dharma.

Perciò, da questo cumulo di terra di sessantottomila yojana fino

alla base indistruttibile, si accrescerà l’essenza della terra e mi si

renderà perfetto omaggio. Sulla superficie e fino ai limiti

dell’oceano, farò anche in modo che questo ma°˜ala di terra sia

umido, impregnato con l’olio dell’essenza della terra e sia molto

fertile. In tutto Jambudvıpa, boschi, erbe e piante medicinali cresceranno

con vigore. I giardini, i boschi, tutti gli alberi, le foglie, i

fiori, i frutti e i differenti raccolti cresceranno tutti rigogliosamente.

Possiederanno squisiti aromi, eccellenti oli, deliziosi sapori, saranno

molto piacevoli da vedere e di grandi dimensioni. Gli esseri che

prenderanno i vari alimenti e bevande dalle piante otterranno

longevità, forza, vigore e salute. Otterranno splendore, forza, carnagione

e forme attraenti, così porteranno a compimento le centinaia

di migliaia di scopi per i quali si trovano su questa terra; essi

avranno sforzo entusiastico e agiranno con potere.

Venerabile Bhagavan, a causa di ciò l’intero Jambudvıpa godrà

di pace, buoni raccolti, prosperità e benessere. Sarà gremito di

esseri umani. Tutti gli esseri in Jambudvıpa saranno felici, proveranno

una grande varietà di piaceri e possiederanno splendore,

forza, buona costituzione e salute.

Affinché il monaco o la monaca, l’uomo o la donna con voti da

laico che conosce il Re della Raccolta di Sutra e che siede sul trono

del Dharma insegni la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

Sutra, essi si recheranno in quel luogo con una mente gioiosa per

beneficiare e rendere felici tutti gli esseri e lo supplicheranno di

esporre in modo esteso e perfetto la Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra. La ragione di ciò, venerabile Bhagavan, è che

quando viene esposta la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

Sutra, io, Stabile, la devı della terra, e il mio seguito, diverremo

colmi di splendore e di forza. Nel nostro corpo sorgerà potere,

entusiasmo e grande energia, splendore, gloria ed eccellenza.

Venerabile Bhagavan, quando io, Stabile, la devı della terra,

sarò deliziata da questa essenza di nettare del Dharma, conseguendo

così grande splendore, forza, entusiasmo, potere ed energia,

l’essenza della terra di questa grande estensione di settemila yojana

in Jambudvıpa aumenterà e diventerà molto fertile. Venerabile

Bhagav›n, tutti gli esseri che la abitano si rafforzeranno, godranno

di grande prosperità e otterranno grandezza. Inoltre godranno di

una grande varietà di ricchezze e vivranno felici. Tutti loro

possiederanno in abbondanza grande varietà di cibi, bevande, abiti,

letti, dimore, case, palazzi, giardini, fiumi, stagni, fonti, sorgenti,

laghi e vasche. Godranno di tutte queste risorse e gioiranno dei

prodotti della terra. Venerabile Bhagavan, per questa ragione, tutti

questi esseri devono essermi riconoscenti e senza dubbio alcuno

devono onorare, ascoltare, rispettare, considerare insuperabile,

venerare e fare offerte alla Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di Sutra.

Venerabile Bhagavan, genti di lignaggi e paesi diversi si

recheranno a sentire colui che insegna il Dharma; lì giunti, ascolteranno

la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra e, avendolo

ascoltato, una volta tornati al proprio villaggio, paese o città,

nelle loro case si diranno l’un l’altro:

«Oggi abbiamo ascoltato il Dharma profondo, abbiamo

accumulato una quantità inimmaginabile di merito. Oggi, per aver

ascoltato il Dharma, abbiamo compiaciuto molte centinaia di migliaia

di miliardi di tath›gata, ci siamo liberati completamente dagli

inferni, dal nascere come animali, dal nascere nel mondo di Yama o

come preta. Per avere ascoltato il Dharma adesso, in futuro otterremo

nascite come deva e come uomini per molte centinaia di

migliaia di vite».

Se queste persone che abitano in case diverse parleranno ad altri

della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, anche solo

citando un esempio o un capitolo, una delle vite anteriori del

Buddha o il solo nome di un bodhisattva oppure il nome di un

tath›gata, o una sola strofa di quattro versi, o faranno sì che altri

esseri ascoltino anche soltanto una frase o unicamente il titolo della

Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, quali che siano

questi esseri e in qualunque direzione si trovino, se parleranno di

un solo insegnamento della Raccolta di Sutra o lo ascolteranno o lo

commenteranno, venerabile Bhagavan, in tutti quei luoghi vi sarà

fertilità e splendore. Per il beneficio di tutti gli esseri, appariranno

là diversi nettari della terra, tutti i suoi prodotti aumenteranno, si

moltiplicheranno, diverranno molto abbondanti e gli esseri go-

avranno sforzo entusiastico e agiranno con potere.

Venerabile Bhagav›n, a causa di ciò l’intero Jambudvıpa godrà

di pace, buoni raccolti, prosperità e benessere. Sarà gremito di

esseri umani. Tutti gli esseri in Jambudvıpa saranno felici, proveranno

una grande varietà di piaceri e possiederanno splendore,

forza, buona costituzione e salute.

Affinché il monaco o la monaca, l’uomo o la donna con voti da

laico che conosce il Re della Raccolta di Sutra e che siede sul trono

del Dharma insegni la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

Sutra, essi si recheranno in quel luogo con una mente gioiosa per

beneficiare e rendere felici tutti gli esseri e lo supplicheranno di

esporre in modo esteso e perfetto la Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra. La ragione di ciò, venerabile Bhagavan, è che

quando viene esposta la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di

Sutra, io, Stabile, la devı della terra, e il mio seguito, diverremo

colmi di splendore e di forza. Nel nostro corpo sorgerà potere,

entusiasmo e grande energia, splendore, gloria ed eccellenza.

Venerabile Bhagav›n, quando io, Stabile, la devı della terra,

sarò deliziata da questa essenza di nettare del Dharma, conseguendo

così grande splendore, forza, entusiasmo, potere ed energia,

l’essenza della terra di questa grande estensione di settemila yojana

in Jambudvıpa aumenterà e diventerà molto fertile. Venerabile

Bhagavan, tutti gli esseri che la abitano si rafforzeranno, godranno

di grande prosperità e otterranno grandezza. Inoltre godranno di

una grande varietà di ricchezze e vivranno felici. Tutti loro

possiederanno in abbondanza grande varietà di cibi, bevande, abiti,

letti, dimore, case, palazzi, giardini, fiumi, stagni, fonti, sorgenti,

laghi e vasche. Godranno di tutte queste risorse e gioiranno dei

prodotti della terra. Venerabile Bhagavan, per questa ragione, tutti

questi esseri devono essermi riconoscenti e senza dubbio alcuno

devono onorare, ascoltare, rispettare, considerare insuperabile,

venerare e fare offerte alla Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta

di Sutra.

Venerabile Bhagavan, genti di lignaggi e paesi diversi si

recheranno a sentire colui che insegna il Dharma; lì giunti, ascolteranno

la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra e, avendolo

ascoltato, una volta tornati al proprio villaggio, paese o città,

nelle loro case si diranno l’un l’altro:

«Oggi abbiamo ascoltato il Dharma profondo, abbiamo

accumulato una quantità inimmaginabile di merito. Oggi, per aver

ascoltato il Dharma, abbiamo compiaciuto molte centinaia di migliaia

di miliardi di tath›gata, ci siamo liberati completamente dagli

inferni, dal nascere come animali, dal nascere nel mondo di Yama o

come preta. Per avere ascoltato il Dharma adesso, in futuro otterremo

nascite come deva e come uomini per molte centinaia di

migliaia di vite».

Se queste persone che abitano in case diverse parleranno ad altri

della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, anche solo

citando un esempio o un capitolo, una delle vite anteriori del

Buddha o il solo nome di un bodhisattva oppure il nome di un

tathagata, o una sola strofa di quattro versi, o faranno sì che altri

esseri ascoltino anche soltanto una frase o unicamente il titolo della

Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, quali che siano

questi esseri e in qualunque direzione si trovino, se parleranno di

un solo insegnamento della Raccolta di Sutra o lo ascolteranno o lo

commenteranno, venerabile Bhagavan, in tutti quei luoghi vi sarà

fertilità e splendore. Per il beneficio di tutti gli esseri, appariranno

là diversi nettari della terra, tutti i suoi prodotti aumenteranno, si

moltiplicheranno, diverranno molto abbondanti e gli esseri godranno di felicità. Essi avranno grande ricchezza, profonda gioia, saranno generosi e avranno fede nei Tre Gioielli».

Detto questo, il Bhagavan così parlò a Stabile, la devı della terra:

«Devı della terra, qualunque essere che ascolti anche un solo

verso della Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, al

momento della morte, quando abbandonerà il mondo degli

uomini, nascerà nel lignaggio dei deva nel reame dei Trentatré.

Devı della terra, qualunque essere che, con il proposito di venerare

la Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, adornerà eccellentemente

un luogo, anche solo abbellendolo con un parasole, una

bandiera o un pezzo di stoffa, Devı della terra, dimorerà sempre in

una dimora celestiale costruita con i sette tipi di gioielli e adorna di

tutti gli ornamenti, come quelle delle sette classi di deva, i quali, al

solo desiderarlo, godono di questi luoghi [eccellentemente] adorni.

Al momento della morte, quando questi esseri abbandoneranno il

mondo degli umani, nasceranno in queste dimore celestiali [costruite]

con i sette tipi di gioielli; Devı della terra, nasceranno sette

volte in ciascuna di esse e godranno anche dell’inconcepibile gioia

dei deva».

Allora, Stabile, la devı della terra, parlò in questo modo al

Bhagavan:

«Venerabile Bhagavan, io, Stabile, la devı della terra, resterò

sotto il trono quando il monaco che insegna il Dharma vi sarà

seduto, in qualsiasi direzione si trovi. Qualunque cosa avvenga,

rendendomi invisibile, sosterrò sul mio capo, la parte sacra del mio

corpo, i piedi del monaco che insegna il Dharma, affinché la Sacra

Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra, rimanga per lungo

tempo in Jambudvıpa e non scompaia rapidamente; affinché si

beneficino gli esseri che hanno generato le radici di virtù in relazione

a centinaia di migliaia di Buddha e affinché essi ascoltino la

Sacra Luce Dorata, il Re della Raccolta di Sutra; affinché, nel

futuro, godano per centinaia di migliaia di miliardi di eoni della

felicità inconcepibile di deva e umani, siano accompagnati dai tath›

gata, raggiungano l’illuminazione incomparabile, perfetta e

completa, ed eliminino totalmente le sofferenze degli esseri nati

negli inferni, in fonti di nascite animali o nel mondo di Yama».

Questo è il decimo capitolo della Sacra Luce Dorata, il Re della

Raccolta di Sutra, chiamato ‘Stabile, la devı della terra’.

 

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