Glenn H. Mullin: Lo Yoga del Sogno

Mes Aynak Buddha

Mes Aynak Buddha

Lo Yoga del Sogno, di Glenn H. Mullin,al Centro EWAM Firenze 14-15 Novembre 1995, trascrizione di Ciampa Yesce Bruno Vannucchi che si ringrazia di cuore per la sua grande gentilezza e generosità.

Glenn H. Mullin

Nella traduzione buddista l’illuminazione è una nostra responsabilità. Se noi otteniamo l’illuminazione questo porta noi stessi a rinascita divina e porta anche un grande beneficio per il mondo. Se noi non andiamo nella direzione dell’illuminazione allora semplicemente seguiamo le circostanze, le condizioni nelle quali ci troviamo. Quindi, se ci troviamo in circostanze positive è possibile che seguiremo una direzione positiva. Di solito però le condizioni che ci circondano non sono positive ma sono piuttosto di attaccamento, di avidità, di antagonismo, di rabbia, di gelosia e quindi quello di cui abbiamo bisogno è un metodo che ci può aiutare a trovare la realtà in tutte queste attività che ci circondano, che sono a disposizione nostra, tutto quello che esiste al di fuori della nostra mente. Nella lingua tibetana questo si chiama Namgua. Namgua vuol dire quello che appare, quale è la realtà di ciò che appare, quale è la differenza tra le cose che appaiono nei nostri sogni, oppure nello stato di allucinazione, oppure nella stato in cui siamo svegli. Infatti stasera non era possibile fare venire le persone per questo insegnamento, quindi io sto sognando che tutti voi siete qui, però non sono sicuro se siete voi che entrate nel mio sogno o io che entro nel vostro. C’è un detto che dice: “Ho sognato di essere una farfalla, poi mi sono svegliato e mi sono chiesto: Sono un uomo o una farfalla?”. Quindi nel buddismo si dice che tutto è apparenza, namgua, quello che noi sperimentiamo durante il giorno è un tipo di apparenza, mentre quello che sperimentiamo la notte quando dormiamo e vediamo dei sogni è un altro tipo di apparenza. Nella nostra vita sembra che ci sono io e poi il mondo esterno, però questo non è una certezza. Come in un sogno non possiamo dire cosa è vero, cosa è fuori e cosa è dentro. Quando noi facciamo questa distinzione nel Dharma si dice che lavoriamo con queste varie apparenze. E ne parliamo dicendo che questo succede a livello spirituale, emotivo e mentale. Nel buddismo quello che si espone discutendo e si chiama la tecnologia dei sogni, principalmente viene dai Tantra. Nel Tantra si dice che se si desidera l’illuminazione rapida, veloce, bisogna saper lavorare con tutti i tipi di esperienza. Nel buddismo si dice che Buddha ha dato due tipi di insegnamento: quello esteriore, più esterno, che si esprime esternamente, e quello segreto. E quando si parla del Tantra stiamo parlando di quello più nascosto, esoterico. Nel Tantra si dice che si lavora per ottenere l’illuminazione in quattro stati diversi: quindi pratichiamo quando siamo svegli, pratichiamo mentre stiamo sognando. Nel Tantra bisogna usare qualsiasi occasione per praticare: si pratica quando siamo svegli, si pratica quando si dorme nel senso di sognare, si pratica anche quando siamo in un sonno totalmente senza sogni e si pratica anche nel momento dell’orgasmo sessuale. Nel Tantra queste esperienze sono legate ai quattro chakra. Chi di voi ha già una certa esperienza di yoga tantrico o di yoga kundalini, senz’altro ha già sentito parlare dei quattro chakra. Però l’esposizione del modo di questa pratica in questi quattro stati diversi viene dal tantra di Kalachakra. La traduzione sarebbe: il mistero della ruota del tempo. Perché il tempo è come una ruota che gira, ruota, e ruota attraverso questi quattro stati. Noi ruotiamo da uno stato all’altro: da uno stato di veglia, allo stato dei sogni, allo stato di sonno profondo, allo stato, a volte, di orgasmo sessuale. Quindi qualsiasi esperienza noi abbiamo nella vita rientra in una di queste quattro categorie. Col Tantra si parla del corpo come esistente su tre livelli: il corpo grossolano, che è quello che possiamo vedere, poi l’aura e poi un corpo molto sottile che va da una vita all’altra. Il corpo sottile è identico a partire dall’essere più piccolo, tipo un verme o un insetto, fino ad arrivare ad un Buddha. Quando noi pratichiamo lo yoga del sogno stiamo lavorando principalmente con il corpo sottile. Il modo che viene descritto nel Kalachakra è che tutte le nostre esperienze praticamente hanno quattro dimensioni. Parliamo di questi chakra come il chakra della testa, della gola, del cuore e il chakra di base. La nostra aura praticamente si muove attraverso questi quattro punti, quindi in qualsiasi momento noi stiamo sperimentando un po’ di ciascuna di queste esperienze: un po’ di stato di veglia, un po’ di stato di sogno, un po’ di stato di sonno profondo, un po’ di stato di orgasmo. Quando però l’energia si concentra in uno di questi chakra, quel punto diventa più potente. Il modo è spiegato nel Kalachakra, questo discorso è che se noi andiamo a dormire con l’energia Lo yoga del sogno concentrata al chakra del cuore avremo un sonno molto profondo; se invece l’energia si muove verso il chakra della gola avremo dei sogni; se invece si muove verso il chakra inferiore avremo dei sogni erotici; se invece l’energia si muove al chakra della testa ci svegliamo. Quando nella nostra cultura occidentale parliamo di yoga, di cose di contenuto erotico, certe persone tendono a pensare che è una cosa molto, molto eccitante, mentre nel buddismo si dice che non è niente di speciale perché, a partire dalle zanzare, tutti gli esseri hanno questo tipo di esperienze. E’ speciale in questo senso che, se noi sappiamo come usare l’energia, in questo modo possiamo ottenere l’illuminazione. Se però noi non la sappiamo usare, questa energia semplicemente continua a girare. Come ha detto Buddha in un discorso è come le persone che hanno la lebbra che si grattano da una parte, poi si grattano da un’altra parte. Se noi però sappiamo come usare la nostra energia sessuale in una maniera forte, potente, questa diventa un veicolo ottimo per raggiungere l’illuminazione. Quando noi pratichiamo lo yoga del sogno usiamo delle energie da tutti i quattro chakra. L’energia del chakra più basso, l’energia sessuale, ha una grande importanza. Stasera e domani sera parleremo un po’ di come lavorare con questa energia e come possiamo dirigerla per impegnarla nella tecnologia dei sogni. Essenzialmente nel Tantra parlando dei sogni si parla in due modi: Un modo è quello di parlare dell’interpretazione dei sogni e in questo modo possiamo imparare delle tecniche yoga per indurre dei sogni che si avvicinano praticamente alla profezia, all’oracolo. Nell’altra tecnica invece, la tecnologia del sogno è usata per rimanere svegli, presenti, durante il sogno. Io parlerò solo di questo secondo modo. Nel Tantra propriamente viene detto che, se durante la notte noi riusciamo a rimanere svegli, durante i sonni possiamo usare questi momenti come se fossero “veri”, come facciamo durante il giorno. Per le persone che non sanno dormire, che non sanno sognare questa è una grave perdita per la loro vita, perdono tante qualità. Prima di tutto, quando vanno a dormire la notte non riescono neppure a riposare bene, quindi non dormendo bene e non riposando bene, quando si svegliano, durante il giorno, hanno l’energia molto bassa. E poi va considerato che i nostri sogni hanno un linguaggio speciale che ci può essere molto di aiuto per capire i livelli più profondi di noi stessi. Se noi riusciamo ad imparare a rimanere svegli durante il sogno, possiamo attingere a questa grande ricchezza che è il linguaggio dei nostri sogni. Essenzialmente per imparare questa tecnica dello yoga del sogno, cioè quello di rimanere presenti durante il sogno, bisogna imparare prima due cose. Prima bisogna preparare il corpo e poi abbiamo bisogno di preparare la mente. Oggi principalmente parlerò della preparazione del corpo. Per corpo si intende anche la mente concettuale e possiamo dire mente-corpo. La seconda cosa invece riguarda la mente e come rimanere in uno stato mentale non concettuale. Quando noi usciamo da questo stato mentale durante il sogno, praticamente ci perdiamo nel sogno. Generalmente quando noi ci addormentiamo la notte, cosa è che succede esattamente. Nel Tantra propriamente è spiegato che le energie del corpo ad un certo punto diventano sempre più sottili attraverso la morte rimanendo in questo livello molto sottile per alcuni minuti. Quindi nel Kalachakra è descritto questo processo che, quando noi ci addormentiamo la notte, le energie si dissolvono nel chakra del cuore. E quindi abbiamo una esperienza di brillantezza, di luce, e un sonno molto profondo. E questo rimane in tale stato a seconda dello stato in cui si trova il nostro corpo, comunque rimane per un po’. Se però le nostre energie fisiche non sono equilibrate, si muove, va al chakra della gola e a questo punto cominciamo a sognare. Se invece la nostra mente è agitata, di nuovo si crea uno squilibrio di questo tipo, quindi cominciamo a sognare. Quindi, se noi vogliamo avere dei sogni chiari, dobbiamo capire come si muovono le energie in modo da rimanere consapevoli. E anch’io quando ho fatto questi tipi di training, di insegnamenti, circa 20 anni fa, vivevo sull’ Himalaya e, l’orario che mi ha messo il mio maestro, era di dormire la sera circa dalle 21,30/22 fino alle 2, poi svegliarsi alle 2, e rimanere sveglio fino all’alba, e poi andare a dormire dall’inizio dell’alba fino a che non fosse sorto completamente il sole. E infatti nei testi si tantrici dice che quando uno comincia a fare lo yoga del sogno questo è l’orario migliore. E’ un po’ come imparare ad andare in bicicletta. E’ più facile se all’inizio travate una strada liscia, tutta pari, senza tante discese né tante salite. Quando invece avete imparato a mandare la bicicletta in un terreno così facile, dovete guidarla dovunque. Penso che in Italia non ci sia nessun problema per le persone a seguire questo orario. Avete queste città così belle, ci sono un sacco di cose da fare la notte. Io ho dovuto farlo per sei mesi proprio in cima ad un montagna. Il fatto è che se noi ci svegliamo alle due di notte e poi torniamo a letto all’alba, la nostra coscienza si trova in uno stato particolarmente chiaro in quelle ore. Quando noi ci addormentiamo e ci vengono i sogni, è più facile riconoscerli come sogni. Quindi, le due cose da fare sono 1) di coltivare una determinazione veramente forte e 2) l’altra cosa è di praticare il kundalini yoga per potenziare la nostra energia sessuale prima di addormentarsi. E, per praticare lo yoga del sogno, per far sorgere la determinazione, possiamo ad esempio recitare un mantra. All’inizio di questa conferenza ho spiegato come tutta l’apparenza delle cose si chiama Namgua, quindi un mantra che possiamo recitare è dire: “Questa è l’apparenza di un sogno”. Quando vi svegliate la mattina e fate colazione potete dire dentro di voi “Sto sognando questa colazione“. Uscite, prendete un autobus sognato, dovete praticamente dirvi che tutto quello che vedete lo state sognando. A pranzo dovete dire a voi stessi “Sto mangiando un pranzo sognato” e durante tutto il giorno qualsiasi cosa appare ai vostri occhi voi dite mentalmente “Questa è una cosa che sto sognando”. Quindi alle 19 tornate a casa, vedete la vostra moglie e dite “Questa è una moglie sognata”. Alle 21 andate a trovare la fidanzata e vi dite “Questa è la fidanzata sognata”. Però alle 22 dovete essere a casa per andare a dormire, alle 2 – 2,30 vi alzate “Sto sognando che sono le 2 – 2,30” Poi leggete un libro sognato, fate un po’ di pratica kundalini.Q quando arriva l’ora per tornare a dormire, verso le 6, quando cominciano a cantare i primi uccellini, oppure quando si intravede proprio la prima luce, quando andate a dormire di nuovok fate questa considerazione mentale: “Quando arriva un sogno io rimarrò consapevole che sto sognando”. Questo si chiama la preparazione con la determinazione. Il secondo modo per determinare questa cosa è di creare con i mezzi di kundalini. Praticamente la nostra energia sessuale ha tre qualità. Quando la nostra energia sessuale diventa molto forte, molto intensa, succedono tre trasformazioni nella nostra mente: 1) Prima la mente diventa più chiara, vibrante, come se fosse una giornata calda di estate a Firenze e c’è un cane vecchio che dorme in un uscio e una cagna in calore giovane e carina cammina per la strada. Subito questo cane vecchio si sveglia, si sente di nuovo giovane e parte per inseguirla. Questa è la prima qualità dell’energia sessuale, molto vibrante. E questo è molto importante per lo yoga del sogno. 2) La seconda qualità è che l’energia sessuale è molto piacevole e esistono pochissime sensazioni o emozioni che ci possono dare lo stesso calore, lo stesso stato di beatitudine quanto l’energia sessuale. 3) La terza qualità è che l’energia sessuale crea uno stato di mente che è universale. Anche 50.000 anni fa un uomo o una donna hanno avuto la stessa sensazione che noi possiamo avere oggi e la stessa cosa succederà dopo 50.000 anni in futuro. Possiamo praticamente dire che è una coscienza universale quella che viene dall’energia sessuale. Un grande saggio indiano, Naropa, che ha descritto molto dettagliatamente queste tecniche dello yoga del sogno, ha detto che se noi impariamo a usare al massimo il potenziale della nostra energia sessuale è senz’altro certo il successo della nostra pratica dello yoga del sogno. Nel Tantra spesso si dice che un problema con gli uomini e le donne è che l’energia sessuale, la loro energia sessuale, non è equilibrata. Quindi per poter utilizzare la nostra energia sessuale nel kundalini yoga bisogna prima equilibrarla. Questo vuol dire che le donne devono fortificare la loro energia maschile e gli uomini invece devono fortificare la loro energia femminile. Questo vuol dire che dentro di noi queste due energie, maschile e femminile, devono diventare completamente equilibrate. Se noi ci addormentiamo con una di queste due energie più forte dell’altra, quando arriva un sogno viene condizionato da questa energia che abbiamo in più. L’importanza quindi della pratica di kundalini in questo caso è di equilibrare le nostre energie maschile e femminile. Nel pensiero buddista il nostro corpo ha già le sue qualità maschile e femminile in stato perfetto. Praticamente dal nostro padre abbiamo ereditato in un certo senso l’energia maschile e dalla nostra madre l’ovulo. Il nostro corpo praticamente è iniziato da una piccolissima goccia bianca e rosa. Poi attraverso gli anni, a seconda di quello che abbiamo mangiato o come ci siamo nutriti siamo anche cresciuti. E abbiamo imparato come usare le energie maschile e femminile e la nostra energia sessuale è un risultato di quello che è successo precedentemente. Se noi siamo cresciuti in una società ed in una cultura dove viene data più importanza a un aspetto, maschile o femminile, questo ci condiziona a enfatizzare, a sottolineare più un aspetto invece di un altro. Quello che noi dobbiamo fare con la pratica del kundalini è di equilibrare dentro il nostro corpo gli ormoni femminili con quelli maschili. Quando noi riusciamo a equilibrare queste due cose con la meditazione si dice che la beatitudine è cento volte di più di quella di orgasmo sessuale. Però spesso le scritture tantriche esagerano un po’, perché lo chiamano poesia. Facendo alcuni esercizi di meditazione e di respirazione sorge la nostra energia maschile, poi quella femminile, si armonizzano e si sente una sensazione di calore e benessere. Poi mettiamo insieme, unifichiamo, questo equilibrio, questo calore, questa gioia che abbiamo sperimentato con la determinazione che abbiamo coltivato durante il giorno, prima di addormentarsi. Se noi non riusciamo a sviluppare veramente, a coltivare bene questo equilibrio degli ormoni maschili e femminili, allora la pratica dello yoga del sogno non ci riuscirà. Se noi ci addormentiamo con le nostre energie maschili troppo in eccesso, allora i sogni verranno condizionati da emozioni di aggressività, di gelosia, di antagonismo e semplicemente ci perderemo nel sogno. Se, invece, quando ci addormentiamo abbiamo le energie femminili troppo in eccesso, i nostri sogni saranno caratterizzati da un senso di essere vaghi, di essere astratti e non avranno la forza per poterci mantenere nello stato di consapevolezza. Poi se noi non siamo riusciti ad armonizzare queste energie il sogno non avrà abbastanza forza, sarà debole, confuso. Bisogna che queste due energie, anche quando sono armonizzate, siano forti, abbiano una potenza che ci permette di mantenere lo stato di consapevolezza. La consapevolezza naturale del corpo a quel punto induce dei sogni significativi. E al contrario invece un sogno può presentarsi semplicemente come un’esperienza senza alcun senso, come mangiare una cosa e non digerirla, senza anche una sequenza logica. Per le persone ordinarie che non fanno alcun tipo di pratica, praticamente non c’è senso discutere dei sogni perché i sogni non avranno nessun significato. Non è altro che mettere insieme tutte le cose, è quasi come un rigurgitare durante il sonno. Mentre invece se voi riuscite ad armonizzare e bilanciare le vostre energie sessuali anche a potenziarle, i sogni acquistano questa qualità molto significativa. Quindi volevo proporre tre esercizi per armonizzare l’energia sessuale e anche per fortificarla. Il primo è un esercizio respiratorio, cercate di stare con la schiena diritta, non importa stare a gambe incrociate, basta che teniate la colonna diritta, se qualcuno invece ha mal di schiena è meglio mettersi sdraiato piuttosto che cercare per forza di stare con la schiena diritta e sentire male. Senza cuscino. Praticamente dalla base della spina fino alla cima della testa deve essere diritto se invece lo fate sdraiati cercate di non addormentarvi. La prima cosa che vogliamo fare è mandar via tutta l’energia negativa dai polmoni e di far entrare in maniera uguale l’aria da entrambe le narici. Nel Tantra si dice che quando l’aria passa di più dalla narice destra indica che la vostra energia maschile è in eccesso, se invece passa di più dalla narice sinistra indica che la vostra energia femminile è in eccesso e quella maschile è carente. Se invece non passa bene da nessuna parte allora siete messi un po’ male. Quindi mettete la mano sotto il mento. Saranno 9 respirazioni, però in tre cicli. Nel primo ciclo l’aria entra dalla narice destra e esce dalla narice sinistra; il secondo ciclo consiste nel lasciare entrare l’aria per tre volte dalla narice sinistra e farla uscire dalla narice destra; l’importante è che l’aria entri solo dalle narici, non dalla bocca. E’ una respirazione lenta e corposa: cioè quando inspirate dovete riempire completamente i polmoni, quando espirate deve uscire anche l’ultima goccia di respiro dai polmoni. Per la maggior parte della gente l’ultimo 20% dei polmoni rimane sempre pieno di robaccia, di aria stagnante. Questi tre cicli di respirazione praticamente sono nove in tutto: nel primo ciclo si inspira dalla narice destra e si espira dalla narice sinistra, il secondo ciclo si inspira dalla narice sinistra e si espira da quella destra, il terzo ciclo si inspira con entrambe le narici e si espira con entrambe. Quindi quando praticate da voi dovrete farlo così. Quando avete finito di respirare continuate a espirare ancora l’ultimo pezzettino rimasto. All’inizio in questa respirazione sembra di sentire una narice diversa dall’altra, quando si finisce invece si sentono già più rilassate. Questo è il primo esercizio respiratorio: apre entrambi i canali e si butta fuori tutta l’aria, il prana negativo dai polmoni. Ora vogliamo provocare una specie di esplosione di kundalini. Nel primo esercizio si tratta di inspirare dal naso, trattenere, tenete l’aria sotto l’ombelico, continuate a trattenere l’aria lì, pigiate in giù con i muscoli addominali e tirate in su con i muscoli della parte inferiore del basso ventre. Praticamente l’addome rimane fermo e dovete tirare in su e rilassare per tre volte la zona che va dal perineo fino agli organi genitali. Quello che si sta facendo è di massaggiare internamente tutta questa zona del corpo con i nostri muscoli, la maggior parte dei nostri ormoni maschili e femminili è prodotta in questa zona. Quindi quello che noi stiamo cercando di provocare è che questi ormoni vengano prodotti in maniera armoniosa in modo da trovarli già bilanciati quando noi andiamo a dormire. Cerchiamo di fare questo esercizio tre volte inspirate più profondamente possibile, spingete in giù, poi tirate in su per tre volte, poi rilassate l’addome e espirate lentamente. Questa tecnica si cerca di farla tre volte. Il respiro passa solo dal naso, non dalla bocca. Può essere di aiuto quando inspirate e spingete l’addome in giù, inghiottire perché questo movimento aiuta molto a spingere verso il basso. Questo è il primo vero esercizio perché quello di prima delle narici alternate è solo una piccola preparazione perché altrimenti uno si trova a fare questo esercizio senza avere filtrato un po’ i canali, praticamente non fa altro che inspirare ed espirare robaccia, aria sporca. Quando farete questo esercizio a casa va ripetuto sette volte questa espirazione. Per la prima sessione tenete ferma la parte superiore dell’addome e stringete e rilassate la parte inferiore tre volte, e poi rilassate l’addome e espirate. Per gli altri due inspiriamo e tratteniamo nella stessa maniera, spingiamo in giù l’addome sempre nello stesso modo e la differenza invece sta nel fatto che noi stringiamo i muscoli di questo plesso senza rilassare, teniamo i muscoli stirati. Inspiriamo, mandiamo verso il basso il respiro: dobbiamo farlo, muoversi, tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario. La prima volta vi sembrerà molto difficile perfino muovere un millimetro. Si tratta di trovare questi muscoli, quando li troviamo, dal momento che li abbiamo trovati diventa facile muoverli. E’ anche un ottimo esercizio per il vostro stomaco, vi farà stare meglio, non soltanto diventerete più equilibrati energeticamente ma diventerete anche più belli, più sexy. Questo esercizio va ripetuto sette volte. Se fate gli esercizi nella maniera corretta dovreste sentire calore che sale se lo fate l’inverno quando è freddo potete risparmiare un po’ di spese di riscaldamento. Il Dalai Lama ha mandato dei monaci a Lhasa per sottoporsi a dei test e loro facilmente alzavano la loro temperatura corporea a 45 gradi. Ventuno anni fa quando ero in India e dovevo fare un ritiro sull’Himalaia ho chiesto al mio maestro il permesso e lui ha detto “La nostra scuola, la tradizione Gelupa, non permette a nessuno di fare ritiri nelle montagne se non si hanno due poteri: uno è il poter che sappiano controllare la propria temperatura corporea in maniera che noi non dobbiamo preoccuparci che muoiano assiderati, e l’altro è il potere di prendere l’essenza del nutrimento. Quindi voi ogni giorno prendete una piccola pasticca e visualizzate di avere davanti un pranzo o una cena. Se invece non è possibile procurarsi neanche questa pasticca, semplicemente la notte vi svegliate e andate a camminare sotto le stelle e visualizzate di mangiare e di bere la luce delle stelle”. Invece gli esercizi per ripulire i chakra: meditiamo che c’è un canale, un tubo che parte dal chakra della testa, attraversa il centro del corpo davanti alla colonna e quando si avvicina alla parte inferiore del corpo per gli uomini arriva alla cima dell’organo sessuale e per le donne arriva al clitoride. Noi immaginiamo che l’energia più in basso è quella femminile, quella invece vicino alla testa è l’energia maschile. Se invece a qualcuno dà fastidio lavorare con le energie così in basso, potete pensare il chakra più basso circa quattro dita sotto l’ombelico. Per gli uomini però se hanno qualche problema nell’attività sessuale tipo l’impotenza o l’eiaculazione precoce, è meglio immaginare il chakra più in basso. Per le donne se ci sono dei problemi nell’attività sessuale, come difficoltà a eccitarsi, oppure a sperimentare l’orgasmo, è meglio immaginare e usare il chakra più basso. Nel Tantra si dice che uno non si deve vergognare di queste cose e tutti i Bodhisattva del buddismo sono chiaroveggenti e vedono tutto e poi non bisogna scordarsi che vi guardano con compassione non per giudicare questi fatti. Poi bisogna ricordarsi che si nasce e si muore nudi, quindi nel frattempo è importante non vergognarsi del proprio corpo. Nello stesso esercizio si inspira, poi si spinge in giù con lo stomaco e poi si mettono le mani come gli artigli della tigre con le palme rivolte in alto e immaginiamo di alzare un peso enorme, la cosa più pesante di questo mondo, più pesante della persona più grassa che avete mai visto, 25 persone grasse su ogni mano. Quando spingete in su, quando alzate, usate la forza che imponete a voi stessi, la forza naturale. E quando spingete in questo modo, praticamente prendete la goccia del chakra più basso e la spingete in su fino a farla arrivare in cima, se avete problemi di cuore, se avete il pace-maker, oppure se il cuore è debole, è meglio farlo lentamente. Quando arrivate in cima entrambe le gocce sono insieme alla testa. Girate le mani in giù (sempre ad artiglio) e poi dovete spingere in giù, praticamente state spingendo in giù due gocce fino a farle arrivare al chakra più basso. Inspiriamo e spingiamo l’aria giù sotto l’ombelico. In tibetano si chiama il respiro della pentola perchè le pentole indiane sono fatte in modo che l’aria trova questo spazio rotondo dove rimanere, quindi lo stomaco deve prendere questa forma e l’aria va nella parte inferiore dello stomaco, quindi si spinge in giù il più possibile e poi si stringe la parte inferiore. Si può lasciare gonfiare la pancia. La goccia rossa è nella parte inferiore del canale e queste sono le energie, gli ormoni femminili. Invece nel chakra della testa c’è l’energia maschile che è la goccia bianca. Noi vogliamo far salire la goccia rossa e farla “baciare” la goccia bianca: in tibetano si dice così: “baciare la goccia bianca”. Quando spingete in su sentite una sensazione di piacere e di calore. Questo piacere, questo calore, fa sciogliere l’energia maschile: è nello stesso modo che un sorriso carino da una bella ragazza fa sciogliere il cuore anche del guerriero più terribile, più duro. Quindi nello stesso modo dentro il nostro corpo questa energia maschile ha questa caratteristica, si presenta con le caratteristiche di un guerriero duro e ha una natura fredda, dura e aggressiva. Mentre la nostra energia femminile dentro il nostro corpo ha la natura di morbidezza, calore e dolcezza. Noi vogliamo far succedere questa storia d’amore dentro il nostro corpo; vogliamo spingere in su la nostra energia femminile, calda e morbida, quando arriviamo con le braccia in alto sopra la testa dovremmo sentire in cima alla testa una sensazione di calore. Quando invece spingiamo giriamo le mani in giù scendono insieme la goccia bianca con quella rossa. L’accorgimento ovviamente sta, quando uno inspira e rimane con l’aria trattenuta, di fare incontrare queste due gocce. Quando invece spingete in su sviluppate una forza come una persona contro se stessa. Dovete immaginare che qualcuno vi spinge in giù e voi spingete in su . Una volta in Malesia un signore è svenuto perché l’ha fatto con talmente così tanta forza che è svenuto. Quindi, se vi sembra che la persona accanto a voi stia per svenire, non la lasciate cadere. Si dice che il Sutra è l’illuminazione lenta perché usa dei mezzi molto più lenti, invece il Tantra è l’illuminazione rapida perché si usano dei mezzi più violenti. L’esercizio va ripetuto sette volte: inspirare, spingere in giù e stringere di sotto e poi spingete in su immaginando di avere tanto, tanto peso sulle vostre mani. Espirate lentamente, quando le mani arrivano in su poi le tirate, questo si chiama le unghie della tigre, stendetele più in alto possibile, distese al massimo, e poi si girano in giù e si spingono giù insieme le due gocce sempre sentendo più resistenza possibile sotto le nostre mani. Allora prima si coltiva la determinazione e poi fate questo esercizio sette volte: prima la respirazione stringendo i muscoli e rilassando come avevamo detto prima poi sette volte lo fate trattenendo il respiro e facendo girare in senso orario poi antiorario l’addome e il terzo va ripetuto sette volte cominciando da spingere in su poi in giù per sette volte. Andare in su e poi in giù conta per una volta. I primi sette sono: inspirare, mandare l’aria giù, trattenerla, flettere il basso ventre tre volte e poi espirare. I secondi sette sono: si inspira e si stringe sia la parte superiore che quella inferiore poi si muove il plesso solare tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario, però sempre mantenendo la colonna diritta. La prima volta vi sembrerà impossibile muovere tutti i muscoli, però ogni giorno scoprirete nuovi muscoli. I terzi sette: si inspira, si spinge giù, si stringono i muscoli ora siamo con il respiro trattenuto, si spinge in su e poi si spinge in giù una volta e si espira sempre dalle narici. Quando avete finito rimanete fermi, vi rilassate e tornate a respirare normalmente con entrambe le narici e poi vi sdraiate. Gli uomini dovrebbero sdraiarsi sul lato destro perché questo fortifica il lato sinistro che è la parte femminile e possibilmente bisognerebbe mettere la mano in modo tale che l’aria passi dalla narice sinistra. Per le donne invece è bene sdraiarsi sul lato sinistro: questo per le donne fortifica il lato destro che è il lato maschile. Questa si chiama la posizione del leone addormentato. E il vostro corpo si dissolve in luce partendo dai piedi in su e dalla testa in giù, fino ad arrivare al chakra della gola e questo è il chakra dei sogni. Quindi quando vi addormentate sentirete tutta questa luce dappertutto e questo succede con il corpo. Questo è quello che si fa con il corpo. Quindi il mondo esterno, il mondo inanimato, le forme solide, si dissolve in luce negli esseri senzienti. Gli esseri senzienti si dissolvono in luce ed entrano dentro di voi, poi il vostro corpo si dissolve in luce dai piedi in su e dalla testa in giù contemporaneamente e si conclude al chakra della gola. Questo lo fate sdraiati. Lo stomaco si stringe, si strizza, perché si vuole mettere in movimento il prana, il respiro. Domani parleremo del modo di gestire i sogni, cosa fare se i sogni sono troppo forti, troppo deboli o non abbastanza presenti o troppo agitati e il modo di rimanere nella mente primordiale durante il sonno. Cioè come dobbiamo posizionarci o disporci internamente per poter rimanere consapevoli quando sorge il sogno. Ieri abbiamo parlato di alcuni metodi che servono per preparare il corpo per la pratica dello yoga del sogno. Il metodo più importante è la tecnica per far sorgere questa beatitudine, questo calore nel corpo sottile. E questo deve succedere armonizzando, equilibrando, le nostre energie sessuali. E come ha detto Naropa, quando noi armonizziamo le energie sessuali, la mente acquista tre qualità: la prima qualità è la presenza, la consapevolezza, la seconda è la chiarezza e la terza è la beatitudine. Il motivo perché sono così importanti questi metodi per lo yoga del sogno è che quando noi andiamo a dormire vogliamo sviluppare nella nostra mente uno stato che in sanscrito mahamudra. Mahamudra significa il grande sigillo, il significato è che nella mente sorge la beatitudine con il senso di una apertura e di una vacuità, un vuoto, e poi è come metter un timbro sull’oggetto della nostra percezione con questa sensazione di apertura e di vacuità. Quindi per poter essere in grado di praticare lo yoga del sogno nel sonno dobbiamo imparare a mettere questa impressione, questa specie di timbro di beatitudine e vacuità sulle cose quando siamo svegli, durante la nostra giornata. Per questo motivo noi vogliamo incrementare, intensificare la beatitudine o l’energia sessuale che ci porta a questo stato di grande piacere. Praticamente noi dobbiamo imparare quando sorge questa nostra energia sessuale di metterci sopra, come se fosse un cuscino di meditazione e prendere nella nostra meditazione questa sensazione di beatitudine. Di tutte le energie della integrazione della mente e del corpo l’energia sessuale è quella migliore proprio perché si distingue per queste tre qualità. Quindi quello che dobbiamo fare durante il giorno durante il nostro stato di sveglia è di imparare, di prestare molta attenzione alla posizione o alla postura della nostra mente. Quando poi abbiamo preso più confidenza con questo metodo di posizionare la mente diventa più facile farlo prima di addormentarsi. Il secondo Dalai Lama aveva detto che lo stato più grande per la pratica dello yoga del sogno è la mente non concettuale. Anche Naropa in uno dei suoi canti dice che la cosa più importante che dobbiamo imparare nella vita è imparare a esercitare, a disciplinare, questo demone della mente concettuale. Nel Tantra quando si parla della mente concettuale non si riferisce solo all’attività intellettuale o di speculazione, di programmazione, ma si riferisce invece ad una struttura più larga di stati che limitano la mente. L’idea praticamente che vogliamo esprimere della mente concettuale è che è una cosa che restringe anche la forma del nostro pensiero. Praticamente, quando la mente si fissa per un lungo periodo su una certa forma, prende proprio questa forma, diventa chiusa, quindi prende la forma dell’oggetto sul quale si sta pensando e perde la sua flessibilità. Quando facciamo il kundalini yoga, praticamente la nostra mente passa attraverso questi stati di beatitudine molto intensa che hanno la caratteristica naturale di dissolvere, di rompere, la mente concettuale. Quindi parlando della mente parliamo spesso di questi tre livelli della mente concettuale che limitano la comprensione che può essere il pensiero di tipo filosofico o il condizionamento della nostra educazione, e della nostra cultura anche che servono proprio a limitare la mente. Un esempio della mente concettuale che alla fine è una specie di pregiudizio, è che se noi abbiamo avuto una educazione, una cultura, particolare che ci hanno insegnato che una certa razza ha alcune caratteristiche che appartengono a lei e basta, noi appena vediamo una persona di questa razza, subito senza esaminare, vediamo queste caratteristiche. Quello che succede spesso è che mettendo questo pensiero concettuale tra noi stessi e l’oggetto perdiamo la visione corretta di questo oggetto: o non vediamo abbastanza o vediamo troppo. Noi dobbiamo imparare a rilassare questa dimensione della mente concettuale. Un esempio della mente concettuale: in nord America la gente crede che gli amanti migliori nel mondo sono gli italiani e quelli peggiori sono gli svizzeri, quindi alle olimpiadi l’anno scorso tutti erano molto sorpresi quando questa gara degli amanti l’hanno vinta gli svizzeri. Quando noi mettiamo a questo livello della nostra mente concettuale un’idea prefissa, questo diventa un ostacolo della nostra visione. Il secondo esempio della mente concettuale sono le cose associate alle emozioni di rabbia, aggressività o paura. Anche in questo caso noi esageriamo alcuni aspetti dell’oggetto e questo fatto crea una distorsione nella nostra visione e nella nostra esperienza dell’oggetto stesso. Il terzo tipo invece della mente concettuale sono le emozioni di attaccamento, di aggrapparsi alle cose e anche di desiderare le cose. Anche in questo caso tendiamo ad esagerare alcuni aspetti dell’oggetto e questo diventa sempre un’ostruzione e veramente noi manchiamo la possibilità di sperimentare questo oggetto in una maniera senza pregiudizi. Quando Naropa diceva che il vero guerriero fa funzionare la sua vita superando questi ostacoli, si riferiva a questi tre tipi di mente concettuale. Ci sono vari metodi che vengono insegnati nel Sutra e nel Tantra per rilassarsi da questi tre tipi di mente concettuale e il metodo supremo ha il nome di mahamudra. E’ considerato supremo proprio perché usa questo stato naturale di beatitudine, di passione del nostro spirito per effettuare questa trasformazione. Il mahamudra ha diversi nomi nella varie scuole del buddismo e alcune scuole usano questa parola mahamudra senza necessariamente riferirsi a questo caso di cui stiamo parlando. Questo però è il significato che ha dato Naropa e anche il nome dato da una grande yogini indiana la mahasiddha conosciuta con il nome di Sukasiti: è stata questa grande yogini che messo insieme tutti gli elementi diversi dei vari sistemi dello yoga del sogno e gli ha dato una direzione unica. Quindi come facciamo a porre la nostra mente in questo stato? Come abbiamo fatto ieri intensificando e facendo aumentare la nostra energia sessuale e quando questa energia è stata prodotta, l’unica cosa che noi facciamo è di rimanere seduti tranquillamente e rilassati senza fare nient’altro. E cerchiamo di ricordare i sei punti che ci indicano la vera natura della nostra mente. Il primo punto è che noi desideriamo trovare il luogo della luminosità, della chiarezza naturale della nostra mente, trovare questa fonte interna. L’esempio è se all’ora dell’alba, quando sorge il sole, noi guardiamo verso il sud o verso il nord vediamo nel cielo questa luminosità che però è confusa, non vediamo la luce diretta. Questa luminosità naturale è il luogo che noi vogliamo utilizzare come luogo di meditazione, come cuscino di meditazione. Il secondo esempio di come dobbiamo porre la nostra mente è che noi dobbiamo imparare ad essere come un bambino neonato che guarda in un tempio un grande affresco. Quello che vogliamo dire è che quando la mente concettuale è forte, come succede quasi sempre nel caso degli adulti che sono già abituati a schemi prestabiliti di pensiero, per esempio succede che se noi guardiamo un dipinto grande, se ci concentriamo solo su un dettaglio perdiamo l’intero, il totale, se invece guardiamo solo l’immagine totale perdiamo il dettaglio. E usiamo questo esempio di un bambino neonato che guarda questo affresco in un tempio tibetano proprio perché nei tempi tibetani questi affreschi sono molto carichi, hanno milioni di piccole cose dentro e un bambino neonato quando guarda un affresco di questo genere è come se buttasse il suo sguardo su tutto potendo però percepire sia il dettaglio sia l’intero senza perdere né quello né quell’altro. Quindi nella pratica di mahamudra prima impariamo a rilassare, a riposare, la nostra mente, questa sua luminosità naturale in tutti i momenti e a coltivare questo senso della visione panoramica. Il terzo punto che ci può indicare questa visione di tipi mahamudra è l’oceano con le sue onde. Sia l’oceano, sia le onde sono parte della stessa sostanza, quindi acqua, l’unica differenza è che nel fondo dell’oceano tutto è molto tranquillo senza movimento, mentre sulla superficie c’è il vento e questo continuo movimento delle onde. Nell’allenamento del mahamudra quello che noi impariamo è, pur rimanendo nel profondo, nel centro, del nostro spirito di percepire gli oggetti, che sorgono nel nostro pensiero come onde, senza però lasciare questa sensazione di profondità. Il quarto punto del mahamudra è che noi dobbiamo imparare a essere come il capitano, il navigatore di una nave nel mezzo dell’oceano. Su questa nave ci sono tanti uccelli che di continuo volano via. Però il capitano di questa nave non cambia la rotta della sua nave a seconda della direzione in cui volano gli uccelli, tanto loro non hanno nessun altro posto dove andare oltre questa nave. Quindi quello che dobbiamo imparare, pur rimanendo sempre nel nostro centro di questa nostra luminosità interna, sempre con la visione panoramica, è di lasciare che gli oggetti della nostra percezione sorgano nel pensiero, mantenendo però il gusto unico, pensando sempre che ogni tipo di pensiero appartiene a una delle tre categorie, del pensiero intellettuale, dei pensieri aggressivi o di attaccamento, e senza preoccuparsi, tanto non abbiamo niente né da perdere né da guadagnare. Pensiamo magari a questo esempio della nave nell’oceano con gli uccelli che volano via, tanto torneranno. In termini invece dell’esperienza esterna, interna e segreta questo viene interpretato sempre secondo questa teoria. E nell’esperienza esterna quando arrivano al nostro udito tutte le sensazioni di rumori, noi dobbiamo rimanere senza pensare che questo cose sono buone o cattive, che ci possono nuocere o che sono contraddittorie o contrapposte fra di loro e sempre per tornare all’esempio della nave e del capitano nell’oceano, lasciare gli uccelli volare: quelli che ce la faranno a tornare bene, per altri vuol dire che era meglio così, che non tornassero. E sempre non permettere agli oggetti che sorgono nel nostro pensiero di prendere nessuna di queste tre qualità: di attaccamento, di avversione o di fissazione. Anche il Buddha aveva dato un esempio di questa condizione dicendo che un uccello in volo non può lasciare impronte: la stessa cosa deve succedere con gli oggetti della nostra esperienza che non devono prendere nessuna di queste tre qualità, attaccamento, avversione o fissazione, dobbiamo lasciarli proprio fluire. Per quanto riguarda gli oggetti che possono diventare oggetti di attaccamento il grande saggio Tisha diceva che i frutti del piacere crescono dappertutto e il sentiero verso l’illuminazione passa dappertutto, noi non dobbiamo lasciare la nostra strada per raggiungere qualcos’altro. La stessa cosa dobbiamo fare anche con gli oggetti di avversione o di fissazione: noi dobbiamo mettere questa impronta di luminosità e di vacuità. E questo è il significato esteriore di questo esempio della nave nel mezzo dell’oceano che praticamente il capitano lascia che gli uccelli volino dove vogliono senza essere lui ad inseguirli. Il significato interno invece è che quando sorgono dei pensieri nella nostra mente, di attrazione, di avversione, di fissazione, noi li lasciamo andare senza pesarli, senza desiderare che rimangano senza desiderare che vadano. Il significato segreto invece è che quando noi facciamo una pratica come abbiamo fatto ieri, la pratica kundalini con il respiro, se sorgono dei pensieri oppure delle sensazioni anche di estasi, oppure luci che esplodono davanti ai nostri occhi dovute ai movimenti del prana, semplicemente noi le lasciamo sorgere e poi cadere, se c’è del dolore o del piacere lo lasciamo passare rimanendo soltanto nella luminosità e nella beatitudine meditativa. La quinta cosa è che dobbiamo imparare è ad avere un po’ di pigrizia nei confronti dell’illuminazione: la metafora è il volo di un’aquila. Quando volano degli uccelli piccoli il movimento delle loro ali è un movimento veloce, rapido; invece quando vola un’aquila è come se nuotasse nell’aria, fa un movimento delle ali, poi fa un altro movimento ma può passare anche un momento tra un movimento delle sue ali e l’altro. Quindi dobbiamo imparare ad avere un atteggiamento riposato e rilassato quando facciamo questa pratica e rimanere nella sensazione naturale di questa beatitudine dell’energia sessuale, rimanendo sempre aperti e luminosi. Se diminuisce un po’ semplicemente diamo una piccola spinta al nostro spirito. Il sesto esempio invece è che noi dobbiamo imparare ad essere come un pezzettino di polline dei fiori, molto, molto leggeri, come il polline che vola nell’aria. Durante il giorno noi dobbiamo praticare cercando di ricordarsi di questi sei punti indicativi per quanto riguarda ogni oggetto che si può presentare nella nostra esperienza. Quindi qualsiasi cosa appare davanti ai nostri occhi nella nostra esperienza quotidiana noi dobbiamo cercare di riposare sempre la mente nell’esperienza del mahamudra. Mentre si svolge la nostra giornata noi osserviamo il flusso dell’energia cercando di mantenere questo stato di beatitudine di una energia sessuale forte di questa apertura e qualsiasi esperienza si presenti, viverla in uno stato di estasi. Per qualsiasi attività che noi facciamo durante il giorno, mangiare, andare a lavorare, andare in bagno, fare l’amore, dobbiamo sempre cercare di viverla e incrementare dentro l’esperienza la nostra energia sessuale sempre con chiarezza e ricordando bene i sei punti indicativi di cui abbiamo parlato prima. Quando abbiamo imparato questa tecnica, poi diventa facile sperimentare gli oggetti della nostra vita in una maniera diversa, così un oggetto che prima ci provocava dei sentimenti, delle emozioni, di avversione o di rabbia non suscita più queste emozioni perché la nostra mente rimane ferma nel momento della beatitudine, come se la nostra luminosità avesse il potere di dissolvere, di mandar via il buio, l’oscurità di un’emozione di rabbia. Quindi quello che succede è che un oggetto che prima ci provocava emozioni di aggressività o di rabbia o di avversione, quando noi portiamo nel nostro contatto, nella nostra esperienza, questo oggetto con il calore e l’apertura e la compassione si trasforma completamente. Anche se appare davanti a noi una persona con delle intenzioni aggressive, tipo un ladro o qualcuno che ci vuole danneggiare in qualche maniera, la mente, rimanendo nello stato luminoso della compassione trova il modo di reagire alla situazione, fa quello che c’è bisogno di fare. Nello stesso modo quando sorgono nella mente oggetti di attaccamento o di desiderio noi rimaniamo sempre in questa beatitudine, in questa luminosità e cerchiamo di trovare l’esperienza che ci può condurre a una soluzione, sempre rimanendo nel flusso delle cose luminose. E per quanto riguarda invece la terza categoria della mente concettuale, l’attività intellettuale che si fissa in un modo quasi superstizioso su vecchie abitudini, su schemi prestabiliti di pensiero, quando noi portiamo nel nostro pensiero questa luminosità, questo modo rigido diminuisce. Come dice Naropa comunque questo terzo tipo di mente concettuale è quello più difficile, diciamo che è il fantasma più difficile da esorcizzare e per questo ci vuole un allenamento più profondo, specializzato. Il secondo Dalai Lama nel suo commentario del mahamudra diceva semplicemente: “Voi dovete riposare e rilassare la vostra mente e così la luminosità e la beatitudine vi faciliteranno la strada.” E poi piano piano dobbiamo cercare di approfondire la nostra comprensione delle tecniche della vacuità. Allo stesso modo sempre il secondo Dalai Lama nel suo commento sullo yoga del sogno diceva che l’ostacolo più grande per il successo nello yoga del sogno è proprio la mente concettuale. Perché se è presente la mente concettuale nel momento in cui noi ci addormentiamo e cominciamo a sognare e entra dentro questa mente concettuale, il sogno perde la sua purezza, la sua luminosità perché c’è questa interferenza. Quindi prima di addormentarsi noi dobbiamo fare per tre volte i sette esercizi che abbiamo fatto ieri, questi tipi di respirazione per armonizzare, per equilibrare le nostre energie sessuali e anche per incrementare la kundalini. Dobbiamo rilassarci respirando naturalmente, e ricordarci questi punti del mahamudra in maniera da mettere la nostra mente in uno stato di mahamudra. Possiamo rimanere così per una decina di minuti e poi quando ci sdraiamo a letto facciamo quella visualizzazione di dissolvere le forme negli esseri, gli esseri in noi stessi e poi noi stessi sempre in luce cominciando dai piedi e salendo e dalla testa scendendo fino ad arrivare al chakra della gola e poi scivolare nel sonno in questa luminosità. Poi questa pratica la uniamo con la ferma determinazione, prima di addormentarsi, di riconoscere il sogno e di rimanere presenti, consapevoli dentro il sogno. Se facciamo questa tecnica per 5 o 6 giorni vedremo che dopo una settimana quando noi ci addormentiamo la nostra mente appena si comincia a sognare si sveglia, riamane consapevole. All’inizio quando si fa questa pratica, al momento in cui noi riconosciamo il sogno, ci rendiamo conto che stiamo sognando, succede che realmente ci svegliamo, cioè il sogno si ferma e noi ci svegliamo. E questo è il primo ostacolo ad uno yoga del sogno riuscito. Quello che dobbiamo cercare di fare dopo esserci svegliati è di riaddormentarsi e reinserirsi nel sogno al punto dove è stato interrotto. Penso che poche persone hanno avuto questa esperienza di rendersi conto che stavano sognando e poi di interrompere il sogno e poi di riconoscere di nuovo di essere in questa situazione, cioè alla fine la mente si sveglia realmente. Se il sogno invece era molto interessante, si cerca di rientrare nel sogno, riprendere il sogno al punto in cui l’abbiamo interrotto se ci svegliamo. Dopo una settimana circa di pratica cominciamo a riuscire a rimanere svegli o consapevoli nel nostro sogno, dopo quattro o cinque giorni ancora, questa abilità di rimanere svegli e consapevoli aumenta veramente. Nel primo tempo in cui noi sviluppiamo questa abilità possiamo dire che noi siamo pronti ad avere dei sogni più chiari e a rimanere lucidi soltanto però quando questo diventa una continuità nella nostra vita notturna, solo allora possiamo meritare il titolo di uno yogi o di una yogini del sogno. Anche però se non sviluppiamo sempre questa attività di poter rimanere svegli durante i sogni, anche se prima di addormentarci ci riesce soltanto di fare un po’ di esercizi respiratori per equilibrare la nostra energia sessuale e intensificarla e rimanere nella funzione di mahamudra come abbiamo spiegato prima, comunque, anche facendo soltanto queste cose, i nostri sogni acquisteranno un significato diverso, più profondo, più intenso, e sarà più facile anche ricordarli. Se noi però non purifichiamo queste energie prima di addormentarci, qualsiasi messaggio si presenta nei nostri sogni sarà amalgamato, sarà inquinato dalle energie disturbate del corpo e in questo caso neanche il profeta più grande potrebbe trovare un significato nei nostri sogni. E in questo caso, come diceva la grande yogini Sukasiti, quello che succede è che lo stato sognato da noi diventa un ulteriore campo per continuare ad accumulare karma negativo. Quindi se per noi non è possibile di arrivare ad un livello di aver imparato alla perfezione le tecniche di kundalini, per fare la pratica più elevata basterebbe portare solo questi esercizi preparatori, che abbiamo fatto, prima di addormentarsi in maniera da poter ottenere una visione anche un po’ più chiara dei nostri sogni, di quelli che abbiamo avuto fino ad adesso. Per esempio se prima di addormentarsi le nostre energie maschili sono in eccesso succederà che noi, quando sogniamo, avremo dei sogni aggressivi, avremo un sonno molto agitato, muovendosi continuamente nel letto, avremo sogni violenti, di rabbia, di terrore addirittura, e così noi continueremo ad accumulare ulteriore karma negativo. Se invece nella nostra mente prima di addormentarsi è più presente la seconda categoria della mente concettuale, quella dell’attaccamento, di aggrapparsi agli oggetti, succederà che nei nostri sogni continueremo a vivere queste nostre fantasie, continuando il ciclo di karma negativo. Nel primo livello dello yoga del sogno, anche soltanto riuscire a verificare un po’ lo stato dei nostri sogni ci può garantire anche questo riposo, questo rilassamento più profondo, in maniera che la nostra vita quotidiana diventi anche più semplice. Se noi diamo più valore alla qualità del nostro sonno, se la qualità si incrementa, abbiamo una carica migliore anche durante il giorno, invece il contrario sarebbe di continuare la nostra follia di viverla anche con sogni. Quando questa abilità è stata stabilizzata e noi riusciamo a rimanere con questa consistenza possiamo anche cominciare a giocare, a divertirci con il contenuto del sogno: la prima cosa che cominciamo a fare nei sogni è quella di cambierei colori , per esempio se io sogno qualcuno con un vestito verde, nel sogno trasformo il verde in viola. La seconda cosa è trasformare la misura delle cose: se sogno una cosa piccola la trasformo in grande. L’altra cosa è che se io sogno una persona la moltiplico, la faccio diventare due, tre o tante persone. Praticamente si tratta di imparare a utilizzare questo muscolo del sogno, come ieri abbiamo visto; abbiamo imparato come muovere lo stomaco con il respiro e all’inizio sembra molto difficile, ma man mano che uno lo pratica riesce proprio a trovare questo muscolo, la stessa cosa succede anche nei sogni: dobbiamo imparare, impariamo piano piano, a usare questo materiale. La seconda cosa che succede quando questa abilità è diventata stabile, quando sappiamo come fare a cambiare le forme ai sogni, è quella di curare dei disturbi mentali come possono essere le fobie. Se per esempio noi soffriamo di una fobia che ha a che fare con lo spazio o con l’altezza, possiamo cercare di sognare che noi siamo in cima ad una montagna con un abisso di sotto e ci si butta dentro. E così via via possiamo fare la stessa pratica con tutti gli elementi che praticamente sono spazio, aria, fuoco, acqua e terra sforzandoci nei nostri sogni di curare le nostre fobie. Per lo spazio lo abbiamo già detto, se abbiamo paura del fuoco dobbiamo cercare di sognare che ci stanno bruciando, se abbiamo paura dell’acqua che stiamo annegando, se abbiamo paura della terra che ci stanno seppellendo vivi sotto terra. E via via che noi curiamo queste fobie siamo in grado di sviluppare la bontà di chiaroveggenza e di tornare indietro nella nostra vita fino ad arrivare anche all’esperienza di quando eravamo nell’utero della madre. E quando noi arriviamo al punto di aver ripulito le fobie del nostro spirito si dice che il corpo del sogno diventa identico al corpo del bardo. Le caratteristiche del corpo del bardo sono quelle di poter viaggiare dovunque, attraversare anche sostanze le solide come un muro, di ricordarsi delle vite passate, di poter leggere i pensieri degli altri e quando noi arriviamo a questo punto dello yoga del sogno, tutte queste qualità, questi istinti, diventano molto più facili, come se venissero in una maniera naturale, anche quello di vedere le vite passate delle altre persone. Lo yoga del sogno è considerato il metodo più facile per arrivare ad avere queste facoltà. Normalmente ci sono cinque modi diversi per sviluppare la chiaroveggenza: il primo metodo è chiamato il flusso karmico, praticamente è il processo della nostra vita che evidenzia piano piano questa facoltà in noi. E’ come vincere alla lotteria, uno cade per terra, batte la testa e poi si sveglia ed è chiaroveggente senza sapere perchè. Nel buddismo si dice che non ci si può basare tanto su questa possibilità, perché è possibile anche che uno debba aspettare centinaia di vite prima che tutte le circostanze combacino in modo tale da produrre un risultato di questo genere. Il secondo metodo è con l’uso di sostanze stupefacenti e nelle scritture tantriche esistono varie ricette di queste droghe, di queste sostanze che possono far sorgere la chiaroveggenza e la maggior parte sono basate su amalgama di ammonio con altre sostanze, più che altro erbe. Comunque anche questo metodo, nonostante venga considerato un po’ meglio del metodo precedente, non viene considerato un metodo stabile perché ci sono tanti problemi, uno può anche diventare pazzo, non è un metodo affidabile. Il terzo metodo è con i mantra, incanalando delle divinità, e questa pratica include anche la pratica del mandala nella quale noi invochiamo delle divinità specifiche che ci prestano i loro poteri di chiaroveggenza. E questo metodo è un po’ meglio dei due precedenti, però anche qui c’è un ostacolo, perché, dal momento che noi abbiamo incanalato la divinità e ottenuto in prestito i suoi poteri di chiaroveggenza, c’è il problema di mantenere questa chiaroveggenza per farla diventare nostra. Il metodo successivo è quello dello yoga del sogno che è un metodo più facile perché dal momento che uno ottiene, acquisisce, il potere di chiaroveggenza praticando lo yoga del sogno lo ha a disposizione ogni notte. Il quinto metodo invece è tramite il samadhi, cioè con la concentrazione meditativa. Per le donne è più facile acquisire la chiaroveggenza con lo yoga del sogno, per gli uomini invece è più facile con la meditazione. Nel buddismo secondo i sutra si dice che gli uomini hanno una posizione migliore per ottenere l’illuminazione perché hanno la mente concettuale più forte. Nel Tantra invece si dice il contrario, che le donne hanno più possibilità di ottenere l’illuminazione con lo yoga del sogno perché la loro mente non concettuale è più forte. Quindi si dice che per gli uomini è più facile ottenere l’illuminazione nello stato di veglia, mentre per le donne è più facile nello stato di sogno o di sonno oppure negli stati paranormali. Quindi quando noi siamo riusciti a guarire le nostre fobie legate agli elementi come abbiamo detto prima, diventa più facile raggiungere il quarto livello della chiaroveggenza. E quando ci è riuscito sviluppare questo potere mentre siamo addormentati, diventa anche più facile trasportarlo negli stati di meditazione oppure anche negli stati di veglia. Penso che per quasi tutti noi è possibile ricordarsi di momenti nella nostra vita che le nostre energie del corpo erano purificate e in quei momenti è molto probabile che abbiamo avuto dei sogni molto chiari, con questa chiarezza che praticamente poi è una chiaroveggenza. Quando abbiamo raggiunto questo livello, la cosa successiva che cerchiamo di sviluppare è di coltivare le esperienze o i ricordi di viaggi astrali. La grande yogini Sukasidi parlava di due tipi di questi viaggi: uno era puramente mondano, da fare in questo mondo, gli altri erano viaggi spirituali. Con il modo più mondano, materiale, voi potete tenere sotto controllo il vostro fidanzato o il vostro marito mentre è in viaggio d’affari oppure anche per fare delle cose straordinarie. Con il viaggio spirituale voi vi potete trasferire in un qualsiasi campo di Buddha, se invece avete una grande compassione, la notte potete andare a visitare i vostri parenti, i fantasmi quelli che hanno sofferenza, e aiutarli forse a uscire un po’. Oppure come fa il Dalai Lama, prima di dare un insegnamento sullo yoga del sogno mettere sotto il cuscino il libro che riguarda l’insegnamento che deve dare e programmarsi durante la notte di leggere questo libro in maniera da essere pronto per la lezione. Sempre per tornare a Sukasiti, lei parla di più dimensioni, più livelli di questa pratica. Per le persone però che cominciano ora a fare una pratica di questo tipo, la cosa più importante è quello che abbiamo detto di ripulire le energie del corpo, armonizzarle, aumentare l’energia sessuale in maniera da avere dei sogni più chiari, un buon riposo e di cominciare ad ottenere questa specie di intuito. Tecnicamente è un processo che funziona in due direzioni, perché più diventa chiara la nostra abilità di sognare in maniera consapevole, anche nella nostra vita ci sarà meno confusione e più nella nostra vita ci sarà meno confusione, più nella nostra vita aumenterà il sognare in maniera consapevole. E quando noi cominciamo a sperimentare questo processo dei sogni più chiari e della vita quotidiana più chiara, anche la nostra vita spirituale diventa più chiara, praticamente succede un salto di qualità in tutto perché la nostra vita entra in questo potere di alto livello e possiamo trovare dei cambiamenti o dei miglioramenti 10 o anche 20 volte più di quelli che stiamo facendo adesso. Se noi invece non cominciamo a sviluppare almeno questo stato di principianti nei nostri sogni non facciamo altro che continuare a preoccuparci e in questo modo ci scarichiamo completamente le nostre energie e quando ci svegliamo siamo come fantasmi, siamo stanchi e continuiamo ancora ad accumulare energie negative. Se invece riusciamo a raggiungere anche solo il livello iniziale di chiaroveggenza, come ha detto Sukasidi, un giorno di meditazione equivale a 100 anni per le persone normali. Questi insegnamenti sullo yoga del sogno in sanscrito ed in tibetano si chiamano le gocce del cuore delle dakini, degli angeli. Nella tradizione si dice che uno non lo deve né insegnare né condividere con gli altri finché non ha raggiunto un certo livello di consapevolezza per conto suo. Quindi se voi avete preso degli appunti o avete registrato questi insegnamenti dovreste considerale come delle cose riservate. Si dice con la tradizione che rompere questo impegno è karma negativo, uno non può spiegare le pagine e pagine che descrivono quanto è negativo questo karma. Il motivo per cui si chiamano gocce del cuore è perché se voi prendete questa goccia e la bevete, vi dà poteri più alti, si chiama l’illuminazione dei pigri oppure il modo più facile per illuminarsi. una. Nei secoli passati questi insegnamenti o imparare a fare questa pratica era una cosa abbastanza difficile, oggigiorno però c’è un atteggiamento un po’ più rilassato. Quindi io vi ho dato una descrizione a grandi linee di questa tecnica, ho cercato di spiegare questa cosa, in maniera che voi potete sperimentare questa situazione in modo da avere delle notti più pacifiche e quindi anche delle giornate, una vita più intensa, più piena di potere. Per portare questa esperienza ad un livello più alto bisognerebbe imparare di più sulle gocce, sui chakra e sui mantra come per esempio se un sogno non è abbastanza chiaro farlo diventare più chiaro, se è troppo intenso farlo rilassare. Come andare dai sogni alla luce chiara del sonno e poi nell’oscurità del sonno come mettere in pratica questi metodi per avere il massimo successo nella tecnica dello yoga del sogno. Dal momento che voi avete superato le fobie degli elementi nei sogni e acquisito praticamente anche potere sugli elementi, la vostra mente può controllare la materia. Io non ho potuto parlare di tutti questi argomenti: in questi due giorni abbiamo toccato un po’ la base, la descrizione a grandi linee. Se voi praticate e avete dei risultati, potete pensare di avere ricevuto questi insegnamenti se invece vi riesce difficile praticare o se vi sembra che non ci sia nessun effetto semplicemente lasciatelo andare e fate qualcosa di diverso. Il Buddha ha insegnato 84.000 modi per raggiungere l’illuminazione e lo yoga del sogno è considerato come il più facile, però per chi non vuole fare una cosa facile esistono 83.999 altri metodi per raggiungere l’illuminazione.

Fonte https://www.facebook.com/ciampa.yesce?fref=ts che ringraziamo con tutto il cuore.

 

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