Lama Yesce: L’educazione dei bambini

Il Ven Lama Thupten Yesce Rinpoche fondatore FPMT

Lama Tubten Yeshe: “Se decidete di diventare insegnanti, dovete essere molto saggi e abili nel vostro approccio in modo da poter offrire agli altri un’istruzione che sia di beneficio per loro e per voi allo stesso tempo”.

Durante la sua visita in Australia nel 1975, Lama Yeshe fu invitato da uno dei suoi studenti, che stava facendo un tirocinio per diventare insegnante, a parlare nel suo College di fronte agli altri studenti-tirocinanti.

Lo scopo dell’educazione è quello di dare beneficio alle persone. Tutti noi lo sappiamo. Comunque, ogni paese ha le sue proprie convinzioni su cosa significhi ‘beneficio’, a seconda delle proprie particolari inclinazioni. Ciò che in alcuni paesi viene considerato negativo viene visto in maniera positiva da altri. In altre parole, ciò che rende l’istruzione buona o cattiva dipende da come si interpretano i concetti di bene e male.

Al giorno d’oggi, la gente vive in ambienti, società e comunità così differenti tra loro – rurali, urbani, industriali, intellettuali e così via – che il concetto stesso di educazione è diventato confuso. Tanto per cominciare, nessuna persona può imparare ogni tecnologia esistente; ciò è ovviamente impossibile.Quindi, il concetto di ‘buona educazione’ dipende moltissimo dal proprio interesse personale, ma in ultima analisi dobbiamo capire se ciò che impariamo porta beneficio agli altri. Se questo non ci è abbastanza chiaro, possiamo impegnarci in un corso di studi ma poi finire per pensare: “Oh, questo non è di nessun aiuto” e lasciar perdere, poi provare qualcos’altro che non funziona a sua volta; poi ancora qualcos’altro… ci imbarchiamo in tanti viaggi educativi, ma poi finiamo sempre con le mani vuote.

Credo che tutti – specialmente gli Occidentali – debbano ricevere almeno un’istruzione generale, di base, in scrittura, matematica, cucina, giardinaggio e faccende domestiche. Queste cose sono essenziali. Se ci focalizziamo solo sulla teoria e sull’istruzione tecnica e ignoriamo le cose pratiche, non saremo in grado di prepararci la colazione. Questo non è realistico.

La vita nel mondo moderno ci richiede di conoscere le cose fondamentali – come preparare il cibo e come funzionano le cose. Il beneficio che ne deriva è la sicurezza. A cosa serve l’astrusa tecnologia se improvvisamente ci ritroviamo da soli? Potremmo morire di fame. Non pensate che non possa accadere: in questo mondo non possiamo essere sicuri di niente. E non pensiate che sia facile sopravvivere se si hanno i soldi. I soldi non sono tutto.

Quindi, un’istruzione di base sulle necessità umane è essenziale. Studiare la tecnologia senza conoscere i principi della sopravvivenza può essere molto pericoloso.

Quando si tratta di insegnare ad altri, dobbiamo considerare ed incoraggiare le abilità e gli interessi dei nostri studenti e cercare di sviluppare quelle qualità all’interno della classe; se non lo facciamo, gli studenti si annoiano o si arrabbiano. Specialmente ai nostri giorni, non è saggio insegnare in maniera autoritaria, dogmatica del tipo: “Siediti e impara!” Al giorno d’oggi i bambini sono molto liberi dal punto di vista intellettuale e non rispondono bene a qualcosa che viene imposto loro con la forza. Dunque dobbiamo cercare di stimolare il loro interesse. Gli insegnanti capaci sanno come rendere i loro studenti interessati alla materia che gli viene insegnata, qualunque essa sia; questa è un’abilità umana molto particolare. Spingere gli studenti ad imparare qualcosa non solo è poco saggio, proprio non funziona.

In Tibet, abbiamo insegnato agli studenti la lingua, la filosofia, le scienze e così via sin dall’inizio, ma ci siamo sempre assicurati prima di tutto che gli studenti fossero interessati. Non li abbiamo mai spinti. Di conseguenza, gli studenti hanno compreso che l’istruzione faceva parte delle loro responsabilità, e non era soltanto qualcosa voluto dall’insegnante. In tal modo hanno imparato più facilmente. Non si può insegnare agli studenti con la forza.

Essere un insegnante è una grande responsabilità. Ma non si diventa insegnanti soltanto imparando delle cose; dobbiamo sapere come coinvolgere i nostri studenti in quello che vogliamo che essi imparino. Se non facciamo così, è impossibile insegnare. Un buon insegnante dovrebbe conoscere il carattere e il temperamento di ogni singolo studente e come lavorare su di esso. Se l’atteggiamento dell’insegnante è: “Il mio modo è l’unico” e lo studente non vi si riconosce, allora si crea un problema.

Un’altra qualità che un buon insegnante dovrebbe avere è l’equanimità. I buoni insegnanti non favoriscono gli studenti che li rendono felici e non dimenticano o respingono gli studenti più lenti, con un carattere difficile o con cui è difficile comunicare. Questo non è giusto. Se un insegnante emana una buona vibrazione, se ha una buona relazione con tutti i suoi studenti, se li rende interessati alla materia insegnata, se porta beneficio nelle loro vite, allora è meraviglioso.

Comunque, ci sono insegnanti incapaci che scoraggiano gli studenti, concentrandosi solo sugli aspetti negativi: “Lui/lei non ha imparato niente, ha un cattivo carattere” e così via. Se scoraggiate le persone, esse si sentiranno insicure; ma è naturale avere dei difetti, tutti noi li abbiamo; non è solo questo o quel bambino. Non pensiate che le persone non siano influenzate dalle critiche, non è vero.

Inoltre, ognuno di noi ha delle inclinazioni differenti. Impariamo alcune cose velocemente ed altre più lentamente; capiamo alcune cose nell’istante in cui le sentiamo, ma troviamo altre cose incredibilmente difficili da afferrare e da integrare nella nostra esperienza. Questo è naturale, perché la mente di ciascuno di noi è differente. Alcuni studenti troveranno alcune materie difficili ed altre facili. Ma, se viene concesso loro del tempo, la maggior parte degli studenti potrà imparare molte cose e dunque non dovremmo abbandonare o denigrare quegli studenti che non capiscono qualcosa immediatamente.

Gli insegnanti dovrebbero avere l’abilità di trattare gli studenti come individui e non generalizzare pensando che siano tutti uguali. Non esistono due personalità che siano identiche; l’abilità d’imparare differisce da persona a persona. Alcune persone hanno la tendenza a giudicare gli altri in maniera superficiale senza conoscere niente della loro interiorità, ma in realtà le abilità interiori degli altri possono essere molto difficili da comprendere; molte volte non conosciamo neanche le nostre stesse abilità.

Provate a pensare alle vostre esperienze educative. Probabilmente trovavate alcune materie incredibilmente facili da capire mentre altre rimanevano incomprensibili anche dopo molto studio. Perché accadeva ciò? La vostra esperienza personale dovrebbe aiutarvi ad avere pazienza quando insegnate.

Qualche volta i sistemi educativi sono fissi, ma i sistemi standardizzati non sempre funzionano, dunque fate attenzione quando decidete quale approccio adottare con i vostri studenti. I metodi e i programmi devono cambiare con i tempi.

E’ anche importante incoraggiare i vostri studenti e fargli sentire che ce la possono fare. Se fate questo, gli studenti fanno dei progressi e riescono loro stessi a vedere il loro miglioramento. Ciò è molto importante. Se, al contrario, voi enfatizzate sempre la vostra abilità e la vostra sapienza e dite agli studenti: “Questo è il modo in cui insegno e questo è il modo in cui dovete imparare”, li private di ogni potere, che è chiaramente la cosa sbagliata da fare. Questa è solo la vostra dimostrazione di potere.

Attraverso l’istruzione gli studenti acquisiscono il loro proprio potere, e proprio utilizzando quel potere, potete insegnargli di più. E’ difficile insegnare a persone che si sentono completamente ottuse e stupide. Provate a mostrare agli studenti quanto siano grandi le loro abilità personali. Quando lo capiscono, si sentono felici e fanno progressi. Se li scoraggiate dicendo: “Sei stupido, sei senza speranza”, allora diventano nervosi e insicuri e sentono che non potranno mai imparare, dunque continuare gli studi diventa per loro una meta impossibile. Quando le persone credono che sia impossibile per loro imparare, allora diventa realmente impossibile per loro imparare.

Gli studenti che hanno fiducia in se stessi sono quelli che fanno più progressi. Quando gli studenti pensano: “Sì, posso farcela”, allora progrediscono. Anche quando posti di fronte a compiti complicati, sentono che con il tempo possono gradualmente portarli a termine.

Se gli studenti hanno dei bisogni particolari e non gli si può insegnare in maniera intellettuale, potete insegnare usando approcci non verbali, per esempio attraverso l’arte o il movimento fisico. Il loro quoziente intellettivo è forse basso ma la loro percezione sensoriale gli permette di capire facilmente ciò che vedono.

E’ particolarmente importante spiegare ai bambini i motivi per cui ricevono un’istruzione; come ho già detto, non si possono forzare ad imparare. Se i bambini comprendono le ragioni, allora nascerà in loro un maggiore interesse per i loro studi e sarà per voi più facile insegnare.

Non devono necessariamente capire tutti i motivi ed i benefici dell’istruzione, solo alcuni. Se voi semplicemente dite loro che devono studiare “perché così è la legge” o “perché lo voglio io”, gli studenti vi chiederanno: “Perché”?

E’ vero. Oggi i bambini non sono facili. Vogliono sempre sapere il perché delle cose. Non è più come ai vecchi tempi. Pensate ai tradizionali metodi educativi inglesi. I bambini non avevano scelta; dovevano fare come gli veniva detto. Gli insegnanti non dovevano spiegare niente; avevano tutto il potere e lo usavano. Ciò succedeva nel passato. Ai nostri giorni i bambini sono più intelligenti e scettici e gli insegnanti sembrano aver perso il potere che avevano un tempo, si è spostato un po’ di più dal lato degli studenti. Forse si sono riuniti in un sindacato! Comunque, la conclusione è che si devono dare agli studenti delle ragioni logiche sul perché essi debbano ricevere un’istruzione.

Non è facile essere un insegnante. I buoni insegnanti si prendono la responsabilità delle vite dei loro studenti. Forse ciò non avviene molto in Occidente, ma questo è quello che accadeva in Tibet. I nostri insegnanti si sentivano molto responsabili per il modo in cui i loro studenti pensavano e si comportavano e in generale cercavano di assicurarsi che le loro vite fossero costruttive e senza complicazioni. Anche se oggi gli insegnanti occidentali hanno meno influenza sui loro studenti di quanta ne avessero nel passato, ne hanno comunque ancora un po’.

Quindi, per quanto potete, cercate di diffondere buone vibrazioni e cercate di sviluppare una buona filosofia piuttosto che pregiudizi. Le idee di molti insegnanti contengono molti pregiudizi e quando ciò si riflette sul loro comportamento inconscio ha un effetto negativo sui loro studenti; essi adottano le idee sbagliate dei loro insegnanti ed imitano il loro comportamento negativo. Molti insegnanti lo fanno. Dunque, fate attenzione a quello che pensate e a come agite.

L’influenza di un insegnante si estende molto al di là di quello che viene insegnato; il vostro carattere è molto importante. Non voglio dire che dovreste essere diplomatici in maniera superficiale; intendo dire che dovreste sentirvi profondamente responsabili nel comunicare bene con i vostri studenti e realmente cercare di capirli.

Può essere abbastanza difficile scegliere il tipo di vita che si vuol seguire. Prima di decidere le materie che volete studiare dovete guardare avanti e scegliere una carriera che vi procuri il denaro sufficiente a vivere nel modo in cui desiderate. Per molte persone ciò significa una vita con molte comodità, allora dovete cercare di capire quale tipo d’istruzione vi porterà a quel tipo di vita. Non è sempre facile.

Per esempio, ho visto persone che hanno scelto un certo percorso educativo, che hanno preso una laurea e che hanno avuto un certo successo, ma che alla fine erano scontente del proprio lavoro. Dunque, se decidete di diventare insegnanti, dovete essere molto saggi e abili nel vostro approccio in modo da poter offrire agli altri un’istruzione che sia di beneficio per loro e per voi allo stesso tempo. E come ho già detto, il modo per offrire un buon servizio agli altri è quello di considerarli come individui e farli interessare a ciò che insegnate. Non si può insegnare a tutti la stessa materia. Non vi è una cosa sola valida per tutti.

So che in alcune scuole il programma è fisso e che ci si aspetta che voi seguiate il programma piuttosto che quello che interessa ai vostri studenti. Ma se siete saggi potete renderlo flessibile; potete aggiungere qualcosa che renda il programma appetibile per i vostri studenti. Questo è possibile.

Il punto principale è che se i vostri studenti sono contenti di quello che gli insegnate, impareranno di sicuro.

E adesso, se volete, potete farmi delle domande.

D: Lama, noi qui impariamo ad insegnare ai bambini dai cinque ai tredici anni. All’inizio Lei ci ha suggerito di insegnare le necessità di base della vita; potrebbe dirci in breve in cosa consistono tali necessità?

Lama: Quello che intendevo dire è che dovreste avere il desiderio sincero di aiutare i vostri studenti e che quando insegnate dovreste farlo in maniera pacifica, non aggressiva. Il vostro atteggiamento lascerà una buona impressione negli studenti che vi ricorderanno per il resto della loro vita come qualcuno che gli ha insegnato bene e con pazienza. Inoltre, la vostra gentilezza sarà riflessa nelle loro azioni; e trasmetteranno agli altri il sentimento di calore che hanno ricevuto da voi. I bambini copiano sempre i loro insegnanti quindi dovete fare una buona impressione su di loro.

Ovviamente, potete spiegare il fine dell’istruzione in sé ma potete anche dire ai vostri studenti che l’istruzione non è tutto; che c’è qualcos’altro. Potete dire loro che dovrebbero sviluppare buoni sentimenti e dedicare le loro vite agli altri; che l’egoismo porta solo infelicità. Sicuramente potete spiegare quel tipo di cosa ai bambini.

La mente umana è davvero bella. Se agite positivamente i vostri studenti assorbiranno automaticamente il vostro atteggiamento. Forse non pensano in maniera conscia: “Lui/lei è un buon insegnante”, ma in realtà questo è l’effetto che avete sul loro subconscio. Quindi non dovete dire: “Studiare matematica è il solo modo per essere felici”. Questo è un atteggiamento stupido, rideranno di voi. Invece potete dire qualcosa del genere: “La matematica non è così importante, ma potreste averne bisogno quando andate a fare shopping”. Spiegate il bisogno in maniera semplice, così da non confonderli. Spiegate le cose in un modo molto pratico. Alcuni insegnanti esagerano l’importanza di quello che insegnano e ciò confonde le menti dei loro studenti. Naturalmente, qualche volta gli insegnanti stessi sono confusi e trasmettono la loro confusione ai loro studenti. Poi gli studenti vanno a casa e confondono i loro genitori, i loro genitori confondono il resto della comunità e la confusione si trasmette a tutto l’ambiente.

D: Lama, la pratica della meditazione dà la pace e la stabilità per rimanere calmi nonostante la confusione?

Lama: Sì. La meditazione mostra cosa succede all’interno della vostra mente. Mostra come le vostre esperienze passate influenzano il presente e come le vostre esperienze presenti influenzeranno il vostro futuro.

D: Chi controllava l’istruzione dei bambini in Tibet? Qui ne è responsabile il governo.

Lama: Avevamo diversi tipi di scuola. Alcuni bambini andavano alla scuola medica; altri venivano istruiti nei monasteri. In generale, la maggioranza dei bambini tibetani veniva educata nei monasteri.

D: I bambini occidentali guardano molta TV e hanno molte più distrazioni dei bambini tibetani, ma possiamo comunque cominciare ad insegnare loro meditazione già a cinque o sei anni?

Lama: Dipende. Se un bambino ha una mente violenta, senza controllo, e non riesce a stare fermo in classe, persino all’età di dieci o dodici anni, forse potete insegnargli a rilassare il corpo, il suo sistema fisico nervoso, con qualche semplice tecnica meditativa. Può essere molto naturale. Non si deve credere in qualcosa per meditare; ha più a che vedere con la mente e i sentimenti. Potete semplicemente insegnare ai bambini a concentrarsi su una parte del loro corpo: per esempio, il loro stomaco, il cuore o la testa. E potete trasformare tutto in un gioco; fate osservare ai bambini quello che stanno sperimentando per circa un’ora. Non dovete forzarli dicendo: “Meditate!”. Potete anche insegnare ai bambini a recitare i mantra. Anche questo è di grande aiuto.

Ma agli studenti che non hanno quel tipo di problema e che studiano bene non avete bisogno di insegnare la meditazione o i mantra. E’ solo per quelli che sono complicati e con i quali è difficile comunicare.

D: Ho provato ad insegnare i mantra ai bambini, ma una volta che li hanno imparati si annoiano poi molto velocemente, dopo cinque o dieci minuti.

Lama: Sì, può succedere, ma non glielo fate fare tutte le volte, solo occasionalmente, e mai per un periodo di tempo lungo. Se i bambini riescono a concentrarsi veramente anche per un breve periodo di tempo, ciò può avere un effetto molto potente perché i bambini non intellettualizzano così tanto come facciamo noi.

Bene, penso che sia tutto. Vi ringrazio molto.”

Lama Yeshe ha tenuto questa conferenza al Kedron Park Teachers College, Queensland, Australia il 29 aprile 1975.

A cura di Nicholas Ribush (Lama Yeshe Wisdom Archive).Per leggere i consigli di Lama Zopa Rimpoce sull’educazione dei bambini, visitate la sezione ‘School-Age Children’ dell’ Advice Book

http://www.lamayeshe.com/index.php?sect=author&id=11

Traduzione Simonetta Ferrini

 

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