Lama Tsultrim Allione. Eliminare la paura: Cinque Stadi per Nutrire i Demoni

lungtaVersione abbreviata dei Cinque Stadi per Nutrire i Demoni per la Pratica Individuale Sviluppata da Lama Tsultrim Allione

Nove Respiri di Rilassamento

Chiudete gli occhi e teneteli chiusi quanto più possibile fino alla fine del quinto stadio. Fate nove respiri di rilassamento con lunghe espirazioni. Con i primi tre respiri, inspirate e immaginate che il respiro raggiunge ogni tensione presente nel corpo, la aggancia e con l’espirazione la rilascia all’esterno. Con i secondi tre respiri, inspirate dentro qualunque tensione emotiva state trattenendo, sentite dove viene trattenuta nel corpo, e con l’espirazione rilasciatela all’esterno. Infine, inspirate dentro qualsiasi tensione mentale sia presente, sentendo in quale parte del corpo sono trattenute preoccupazioni o blocchi mentali, e con l’espirazione rilasciateli all’esterno.

Motivazione. Generate una sentita motivazione di effettuare la pratica per vostro beneficio e per quello di tutti gli esseri. I Cinque Stadi

Stadio 1: Trovare il Demone. Decidete con quale demone o dio volete lavorare. Istruzioni: Pensate a questo dio/demone e effettuate una scansione del tuo corpo. Localizzate dove viene trattenuto più intensamente nel corpo. Può essere d’aiuto pensare ad un episodio specifico in cui quella sensazione è stata particolarmente forte. Siate consapevoli delle qualità di quella sensazione all’interno del corpo. Notate le seguenti caratteristiche di queste sensazioni: – La collocazione – Il colore – La consistenza – La temperatura Intensificate tutte queste sensazioni per un istante.

Stadio 2: Personificare il Demone e chiedergli di cosa ha bisogno. Adesso permettete a tutte queste qualità (sensazioni, colori, consistenza ecc.) di muoversi al di fuori del vostro corpo e di personificarsi davanti a voi come un essere dotato di braccia, gambe, occhi e così via. Vedetelo di fronte a voi. (Se appare un oggetto inanimato, immaginate a cosa assomiglierebbe se fosse personificato come un qualche tipo di essere animato). Notate le seguenti caratteristiche del dio o demone: – Il colore – La superficie della pelle – Le dimensioni 1 – Il genere sessuale (se ne ha uno) – Il carattere generale – Lo stato emotivo – Lo sguardo nei suoi occhi, e infine – Notate qualcosa riguardo a questo (o lui/lei) che non avevate visto prima Chiedete al demone: Cosa vuoi? Di cosa hai veramente bisogno? Come ti sentirai quando avrai ottenuto ciò di cui hai bisogno? Dopo aver posto le domande, cambiate subito posto, tenendo gli occhi chiusi quanto più possibile.

Stadio 3: Diventare il Demone. Mettetevi di fronte alla sedia o al cuscino dove eravate seduti e diventate il demone, concedendovi il tempo necessario per “mettervi nei suoi panni”. Notate come appare il vostro normale sé dal punto di vista del demone. Siate consapevoli di come vi sentite ad essere nel corpo del demone. Adesso rispondete alle domande: Ciò che voglio è…….. Ciò di cui ho veramente bisogno è ………… Se il mio bisogno venisse soddisfatto, mi sentirei …….

Stadio 4: Nutrire il Demone e Incontrare l’Alleato Nutrire il Demone Tornate al vostro posto iniziale. Prendete un momento per sistemarvi e essere di nuovo nel vostro corpo. Guardate il demone davanti a voi. Dissolvete il vostro corpo in nettare (o se state lavorando con traumi che creano dissociazione dal proprio corpo, immaginate piuttosto che state creando un’immensa quantità di nettare). Questo nettare ha la qualità del sentimento che il demone proverebbe se i suoi bisogni venissero soddisfatti (notate che questa è la risposta alla terza domanda) Nutrite il demone fino alla sua completa soddisfazione, immaginando che il nettare entra nel demone in qualunque modo volete. Continuate a nutrirlo finché non ha raggiunto la completa soddisfazione. (Se il demone sembra insaziabile, immaginate che aspetto potrebbe avere se fosse completamente soddisfatto). Incontrare l’Alleato A questo punto potete andare direttamente allo stadio 5 oppure incontrare il vostro alleato. Se incontrate l’alleato: Notate se, dopo che il demone è stato completamente soddisfatto, è rimasta una figura. Se c’è un essere, dopo che il demone è stato completamente soddisfatto alla fine del quarto stadio, chiedetegli se è l’alleato. Se non lo è, invitate un alleato ad apparire. Oppure, se il demone si è dissolto completamente, invitate l’alleato ad apparire. 2 Quando vedete l’alleato, notate i suoi dettagli, incluso: • Il suo colore • Le sue dimensioni • Il suo genere sessuale • Lo sguardo nei suoi occhi Quando vi sentite veramente connessi con l’energia dell’alleato, domandategli: Come mi aiuterai? Come mi proteggerai? Che promessa o impegno prendi nei miei confronti? Come potrò entrare in contatto con te? Cambiate posto e diventate l’alleato. Prendetevi tutto il tempo necessario a sistemarvi nella sensazione di essere l’alleato. Quando siete pronti, rispondete alle domande, parlando come se foste l’alleato: Ti aiuterò così… Ti proteggerò così… Mi impegno a … Potrai entrare in contatto con me così… Ritornate al vostro posto originario, prendetevi un momento e: 1. Sentite l’aiuto e la protezione che provengono dall’alleato. 2. Immaginate che l’alleato si dissolva in luce e che questa si dissolva in voi diffondendosi in tutte le vostre cellule. 3. Voi e l’alleato vi dissolvete in vacuità, che, in modo naturale, vi conduce al prossimo stadio.

Stadio 5: Riposare nella Consapevolezza Riposate nello stato presente quando l’alleato si dissolve in voi e a vostra volta vi dissolvete in vacuità. Lasciate che la vostra mente si rilassi senza creare alcun tipo di esperienza particolare. Riposate per tutto il tempo che ritenete necessario senza riempire lo spazio, né cercare di far accadere qualcosa in particolare o affrettarsi a terminare. Quando aprite gli occhi, richiamate la sensazione dell’energia dell’alleato all’interno del vostro corpo e stabilizzatela.

Dedicate i meriti

Tara Mandala| PO Box 3040 | Pagosa Springs, CO 81147 | 970-731-3711 | info@taramandala.org Nutri i tuoi Demoni© è un processo creato e sviluppato da Lama Tsultrim Allione. Per favore non insegnate questo metodo ad altri senza una espressa autorizzazione scritta di Lama Tsultrim Allione e del Tara Mandala. 10 Luglio, 2010 Traduzione Valentina Dolara, Ottobre 2011. http://taramandala.org/wp-content/uploads/2010/07/5-Steps-Solo-Versione-abbreviata-dei-5-stadi-di-Nutri-i-Tuoi-Demoni-per-pratica-individuale.pdf

Nutri i tuoi demoni. Risolvere i conflitti interiori con la saggezza del Buddha

Se entriamo in un antico tempio buddhista (come in tante cattedrali cristiane) possiamo notare che insieme a statue di divinità  dall’aspetto umano e pacifico convivono altre dall’aspetto demoniaco e feroce. Una spiegazione superficiale è quella che vuole che queste raffigurazioni mostruose servano a scacciare gli spiriti maligni dal luogo sacro. Una chiave di lettura più profonda le interpreta invece come figure simbolica finalizzate a proiettare l’osservatore in una dimensione in cui il mondo del divino è al di là  di una connotazione morale del bene e del male.  I demoni raffigurati rappresenterebbero inoltre gli ostacoli interiori che il praticante deve superare per raggiungere l’illuminazione, il “risveglio”. Compito del praticante (notare: “praticante”, perché è la pratica in ultima analisi che fa acquisire la conoscenza, non l’elaborazione intellettuale) è quello di liberarsi dalle catene del falso Sé, la parte “egoica” dell’”Io”.  Tale compito è impedito dai propri demoni di cui il principale è proprio l’attaccamento a questo ”Io (o “ego” come spesso si sente chiamare) e tutto ciò che da esso scaturisce: orgoglio, vanità , arroganza, presunzione, ecc. Questi demoni, chiamati Mara, sono considerati l’ostacolo al superamento definitivo del dolore di questa esistenza e al risveglio della coscienza profonda.

In riferimento a questa visione del demone, come un aspetto interno dell\’uomo che ne impedisce la maturazione spirituale, esiste una tradizione e una pratica, ben documentata e diffusa ancora oggi soprattutto nel buddismo tibetano, chiamata ”Chöd.

L’idea alla base della pratica del Chöd è quella che i demoni non vanno combattuti ma nutriti.

Attraverso delle visualizzazioni, si offrono ai demoni e alle divinità un banchetto preparato con il proprio “corpo” in modo da placare i sintomi o gli impulsi negativi da essi generati.

I praticanti del Chöd sono perfettamente consapevoli del significato psicologico della cerimonia del macabro banchetto e ”gli spiriti maligni che si evocano durante il cerimoniale non sono altro che proiezioni della mente del praticante, raffigurazioni della sua inquietudine e delle sue paura, mentre le divinità  sono immagini simboliche della sua brama e dei suoi desideri.

Tsultrim Allione, insegnante buddista occidentale contemporanea, scrive: (…) nella pratica di sfamare i demoni, offriamo la cosa più preziosa (il nostro corpo) a ciò che è più minaccioso e spaventoso (i nostri demoni), e così facendo sconfiggiamo la causa di ogni sofferenza, che in linguaggio buddhista è l’egocentrismo.  L’approccio del nutrire anziché combattere i demoni garantisce un modo di prestare attenzione ai demoni dentro di noi, evitando i pericoli del reprimere ciò che temiamo (…) in questo modo, colmiamo la scissione tra ”bene e male, e il potenziale nemico si trasforma in alleato. Così l’energia che era stata bloccata nella lotta diventa una forza positiva e potenzialmente protettiva, un daimon anziché un demone.

Per Allione, da un punto di vista marcatamente psicologico e che perciò esula dall’insegnamento buddista classico, il demone è come l’archetipo Ombra di Jung, ciò che di noi e della nostra personalità  la mente considera inaccettabile, indesiderabile e per questo tenta di reprimere e disconoscere relegandolo all’inconscio e proiettandolo sugli altri.

Fin tanto che rimane inconscia, l’Ombra è potente, carica di affettività  distruttiva, autonoma, ossessiva, possessiva, ha il potere di disorientare l’Io e di destrutturare la persona. Alienata dalla personalità  e proiettata all’esterno sulle situazioni della vita o sulle altre persone, l’Ombra è sperimentata come un destino persecutorio.

Scrive Jung: (…) è spesso tragico constatare quanto evidentemente un uomo rovini la propria vita e quella degli altri, rimanendo tuttavia totalmente incapace di capire fino a che punto l’intera tragedia derivi da lui e da lui sia sempre alimentata e coltivata. Ma come lo stesso Jung sottolinea se l’ombra o il demone non viene reso conscio e integrato, opererà  di nascosto sabotando ogni sviluppo positivo della nostra vita.

A questo proposito l’analista junghiano Aldo Carotenuto sottolinea che: (…) si tratta di una integrazione assolutamente basilare, poiché non si può procedere nell’evoluzione psichica fintanto che non si abbia preso coscienza delle forze distruttive interne che si oppongono alla realizzazione della totalità  psichica, e quindi delle nostre potenzialità  inconsce. Se non elaboriamo coscientemente la dimensione demoniaca non potremmo attingere alla nostra forza vitale.

E’ importante sottolineare come nella pratica del Chöd non si cerchi di contrastare con la forza le emozioni negative che vorremmo eliminare ma al contrario gli si offre nutrimento, la massima forma di accoglienza. Questa accoglienza rompe l’equilibrio disfunzionale che si autoalimenta e che è mantenuto in essere proprio dall’energia psichica che viene impiegata per contrastare una parte che rifiutiamo.

Una volta eliminata questa energia, che alimenta il circolo vizioso, il problema si risolve perché viene trasceso, semplicemente non esiste più perché non esiste più il “conflitto” tra due forze che “riabbracciandosi” vengono reintegrate in noi.

Un ulteriore elemento interessante è la caratteristica esasperazione di alcune emozioni che i praticanti del Chöd ricercano durante il rito. Nei testi è spesso suggerito di trovare luoghi macabri e terrifici che inducano al praticante paura e angoscia in modo da generare un processo catartico che sconfigga all’origine le emozioni che il praticante stesso cerca di amplificare. Questo approccio alla cura è comune anche del pensiero occidentale, sia antico che moderno, basti pensare, in ambito psicoterapico, ad alcune tecniche come l’”esagerazione del sintomo  usate sia nella gestalt che in psicoterapia strategia.

Ad esempio, nei confronti di un problema che si presenta come spontaneo ed irrefrenabile, come coazioni a ripetere, ossessioni, etc, la terapia spesso prescrivere il sintomo stesso, in quanto in questo modo si mette la persona nella situazione paradossale di dover eseguire, volontariamente, ciò che è involontario ed incontrollabile e che ha sempre tentato di evitare.

L’esecuzione volontaria del sintomo annulla il sintomo stesso, che per essere tale deve essere qualcosa di incontrollabile. Questa tecnica è definita da Watzlawick prescrizione del sintomo. A questa tecnica spesso si associa la prescrizione all’esasperazione del sintomo, quindi, ad esempio nel caso delle compulsioni, non solo si prescrive il sintomo, ma si invita a ripetere la stessa compulsione per un numero determinato di volte ”né una volta di più né una volta di meno”.

da http://www.goodvibes.it/blog/mind/nutri-i-tuoi-demoni/

Nutri i tuoi demoni. Risolvere i conflitti interiori con la saggezza del Buddha

Tsultrim Allione – Oscar Mondadori

Depressione, ansia, malattia, disordini alimentari, relazioni difficili, paura, rabbia, dipendenza. Quali che siano i tuoi demoni, più li combatti e più questi diventano forti. Per liberartene, non devi opporti a loro, devi nutrirli.

È il messaggio della famosa monaca buddhista americana Tsuitrim Allione, che ci spiegacome rovesciare completamente il nostro punto di vista e la nostra strategia per raggiungere la serenità interiore e superare i nostri punti deboli.

Facendosi portavoce dell’antica tradizione di saggezza femminile dei monasteri tibetani, la Allione diffonde con questo libro un rivoluzionario metodo in cinque step per trasformare le emozioni negative, interrompere le battaglie che ci fanno stare male e conquistare la pace interiore.

AUTORE

Tsultrim Allione nata nel Maine e cresciuta nel New Harnpshire, si è interessata al Buddhismo fin dalla fanciullezza. Nel 1967 è stata in India e quindi in Nepal, dove è poi ritornata nel 1969. Poco più tardi è stata ordinata monaca buddhista da S. S. Karmapa, prendendo il nome di Tsultrim Chodron (il suo vero nome era Joan Rousmaniere Ewing). Come monaca buddhista ha seguito lunghi ritiri in solitudine, ha studiato la lingua e la religione tibetana e ha compiuto vari pellegrinaggi in Nepal e in India. Successivamente, ha deciso di seguire il sentiero del Buddhismo senza il sostegno esteriore della vita monastica e, tornata negli Stati Uniti, si è sposata. Ha avuto quattro figli, uno dei quali è morto, e si è sposata due volte. Da diciassette anni studia e pratica la meditazione sotto la guida di vari maestri. Ha insegnato meditazione buddhista e compiuto diversi viaggi in India e Nepal. Attualmente vive a Roma.

http://www.centro-tao.it/2014/07/04/nutri-i-tuoi-demoni-risolvere-i-conflitti-interiori-con-la-saggezza-del-buddha/

 

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