Lama Zopa Rinpoce: Vivere con la Bodhicitta.

Lama Zopa Rinpoce: Quando mangi, mangia con la bodhicitta.

Lama Zopa Rinpoce: Quando mangi, mangia con la bodhicitta.

VIVERE CON LA BODHICITTA di Lama Zopa Rinpoce

Lama Atisha ricevette un consiglio dalle statue di Bodhgaya: la via più veloce per ottenere l’illuminazione è quella di praticare la bodhicitta. Esercitare la mente nel buon cuore ultimo, la bodhicitta, è inoltre il miglior modo per una purificazione veloce ed estesa dei karma negativi e per un vasto accumulo di merito al fine di raggiungere l’illuminazione. Anche se sapeste a memoria tutti gli insegnamenti segreti e profondi del primo e secondo stadio del tantra, li sapeste spiegare bene e li praticaste, senza la bodhicitta questo non diventerebbe causa per l’illuminazione. Potete anche essere capaci di generare il calore interiore e far scendere la goccia, ma questi sono ottenimenti generali che possono essere prodotti anche dagli indù che non hanno il rifugio nelle loro menti. Senza la bodhicitta, nulla della pratica tantrica diventa causa per l’illuminazione.

Ci sono molte storie di meditatori che hanno passato la vita meditando sul tantra e generando se stessi come divinità, ad esempio come Yamantaka, e poi sono rinati come preta, simili d’aspetto alla loro divinità visualizzata. Questo era dovuto alla poca abilità nella loro pratica tantrica. Essi si sono focalizzati solo sul tantra dimenticando le pratiche di lam-rim della rinuncia, della bodhicitta e della vacuità. Praticavano la meditazione giornaliera senza la pratica o le realizzazioni del lam-rim e sono rinati come terrificanti preta molto potenti. Lama Atisha raccontava la storia di un meditatore che praticava il tantra di Hevajra: costui meditava sullo stadio della generazione, che dovrebbe rendere più veloce l’ottenimento dell’illuminazione, ma cadde invece nel sentiero Hinayana.

Il modo per rendere significativo al massimo questo prezioso corpo umano qualificato dalle otto libertà e dieci ricchezze, col quale potete ottenere i tre grandi scopi, è quello di esercitare la mente nella bodhicitta. Per rendere questo prezioso corpo umano molto significativo e benefico, per voi stessi e per tutti gli altri esseri senzienti, esercitate la vostra mente nella bodhicitta. Non pensiate che facendo pratiche diverse dalla bodhicitta possiate ottener l’illuminazione più velocemente e completare il lavoro per voi e gli altri.

Dopo aver meditato sui tre grandi scopi che potete raggiungere con questa perfetta rinascita umana, meditate così: “Ogni giorno, dalla mia nascita ad oggi, tutte le azioni del mio corpo, della parola e della mente sono state motivate da un atteggiamento egoista, perseguendo le preoccupazioni mondane. Nessuna di queste azioni diventerà la causa dell’illuminazione, quindi le ho sprecate. Ho sprecato così tanto di questa perfetta e altamente significativa rinascita umana.

Cercate di nuovo di sentire che questo rappresenta una perdita ben più grave che perdere un numero di diamanti pari al numero di atomi di questa terra. Cercate di sentire una terribile perdita. “Finora, tutte le mie azioni del corpo, della parola e della mente non sono diventate nemmeno la causa per la liberazione, perché erano motivate da attaccamento e da una mente insoddisfatta. Ho sprecato così tanto della mia perfetta e grandemente significativa rinascita umana. Finora, nessuna delle mie azioni è diventata sacro Dharma, la causa della felicità nelle vite future. Le mie azioni non sono diventate nemmeno causa di felicità. Ho sprecato così tanto della mia perfetta e significativa rinascita umana.”

Pur tentando di praticare il Dharma, è molto difficile che le nostre azioni diventino sacro Dharma. La maggior parte delle azioni ordinarie come stare seduti, camminare, mangiare e dormire non diventano Dharma. Meditate in questo modo su come la vostra vita sia stata sprecata, su come le azioni non siano diventate Dharma. “Se avessi praticato correttamente e continuamente, da quando ho incontrato l’amico virtuoso e ricevuto gli insegnamenti fino ad ora, dopo tanti anni avrei generato la Bodhicitta o, almeno, la rinuncia al samsara. Avrei già raggiunto il primo, se non addirittura il secondo stadio del tantra.”

Pensare a come abbiamo sprecato il nostro tempo senza fare alcun progresso ci rende più consapevoli di come abbiamo vissuto la nostra vita. Dovremmo essere sicuri di rendere la nostra vita significativa praticando il Dharma e così ottenere delle realizzazioni in questa vita. Come spiega Kunu Lama Rinpoce in Ammirazione per la Bodhicitta:

Quando mangi, mangia con la bodhicitta. Quando stai in piedi, fallo con la bodhicitta. Quando siedi, siedi con la bodhicitta. Quando dormi, dormi con la bodhicitta. Quando guardi, guarda con la bodhicitta. Quando parli, parla con la bodhicitta.

Nel corso delle ventiquattro ore, ogni azione compiuta dovrebbe essere motivata dalla bodhicitta, non per se stessi ma per gli altri. Compiere ogni

azione – meditare o altro – con bodhicitta. Cercate, quanto più possibile, di rendere ogni azione un rimedio al pensiero autogratificante. Se le vostre azioni giornaliere contrastano il pensiero egoista, diventano la causa di una buona rinascita e di qualunque felicità desideriate nella vostra prossima vita, la causa della liberazione dal samsara e la causa dell’illuminazione, che è il vantaggio più grande. Allora tutte le vostre azioni diventano Dharma. Le vostre azioni contrarie al pensiero egoistico diventano il metodo per ottenere tutto il successo. Ma se le vostre azioni non sono in opposizione al pensiero egoistico, anche se non sono motivate da preoccupazioni mondane e diventano sacro Dharma, sono vantaggiose solo in modo limitato e portano una felicità limitata.

Dovremmo focalizzare tutta la nostra vita su questo punto. Dovremmo pianificare la nostra vita con questo atteggiamento e, allora, seguirà tutto il successo ultimo e temporale. Tutti i desideri vostri e degli altri saranno esauditi grazie a questo atteggiamento. Se desiderate ottenere velocemente delle realizzazioni sul sentiero o la pace della mente e meno problemi nella vostra vita quotidiana, motivare tutte le vostre azioni con la bodhicitta (che significa opporsi al pensiero egocentrico) è la pratica più efficace e importante. Questa soluzione elimina così tanti problemi, sia a voi che agli altri.

RENDERE LA VITA SIGNIFICATIVA
Se volete rendere la vostra vita il più possibile significativa e benefica, vivetela con la bodhicitta, il buon cuore ultimo. Cercate di compiere ogni azione nel corso dell’intera giornata con il buon cuore ultimo della bodhicitta. Anche se non potete praticare la bodhicitta, la mente altruistica che desidera ottenere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, cercate di vivere la vita, quanto più possibile, con un cuore buono e generoso. Il buon cuore ultimo è il pensiero di cercare l’illuminazione per operare a favore degli altri esseri senzienti. Anche se non effettuate la profonda pratica del buon cuore ultimo, è importante non pensare semplicemente: “Faccio questo lavoro per sopravvivere. Mi servono i soldi per mangiare.” Se trascorrete la vita con questo atteggiamento, non pensate ad altro che a voi stessi; non mostrate alcuna preoccupazione per gli altri. Tra tutti gli esseri senzienti, voi pensate solo a quest’unico essere senziente – e non si tratta nemmeno di un’altra persona, ma di voi stessi!

Con l’atteggiamento di lavorare solo per sopravvivere, la vostra mente non è né felice né rilassata. Se guardate bene, non è un atteggiamento soddisfacente, ma penoso e triste. Essere preoccupati solo per voi stessi, fare tutto per la felicità solo di voi stessi è la causa principale della depressione. Tutti i problemi di depressione e aggressione che vi portano a dipendere da uno psichiatra o uno psicologo, portandovi via tanti soldi, derivano da un atteggiamento egoistico. L’attitudine egoistica vi rende anche molto occupati perché dovete guadagnare più soldi per pagare lo psichiatra e così via.

Adesso avete un corpo umano, non il corpo di un animale come un maiale o un cavallo. Avete una rinascita superiore
con un’incredibile capacità di pensare ed effettuare azioni superiori, che animali
ed esseri inferiori non possono fare.
Avete il grande potenziale per pensare in

un modo migliore e avete l’opportunità di beneficare tutti gli esseri senzienti, ma non può restare una semplice attitudine, un prezioso corpo umano può essere di reale beneficio per tutti gli esseri senzienti. L’aver preso un corpo così prezioso che è in grado di offrire incredibili benefici agli altri, a differenza del corpo di altri esseri, e avere un atteggiamento che non è nemmeno superiore a quello di un animale sarebbe veramente triste. Con un tale atteggiamento misero, la vostra vita non può essere felice.

Anche se non potete generare compassione per tutti gli esseri, quando vi alzate dal letto, vi vestite e preparate per andare a lavorare, pensate almeno così: “La mia sopravvivenza oggi è dovuta ai miei datori di lavoro. Poiché loro mi hanno dato un lavoro e dei soldi, io posso concedermi tutti questi agi e divertimenti. La mia abilità di sopravvivere come essere umano e beneficare gli altri deriva dalla gentilezza dei miei datori di lavoro. Pur avendo un’istruzione, se essi non mi avessero dato questo lavoro, oggi sarei in difficoltà. Sono veramente gentili.”

Poi pensate a ripagare la loro gentilezza: “io voglio felicità e non voglio sofferenze, esattamente come i miei datori di lavoro. Siamo uguali. Come essi vogliono il mio aiuto, io voglio il loro. Come io dipendo dal loro aiuto, essi dipendono dal mio. La loro felicità dipende da me. Se io ho bisogno del loro aiuto, essi mi dovrebbero aiutare. Quindi, perché non dovrei aiutarli anch’io? Essi lavorano per me, perché non dovrei lavorare per loro?”

Pensate ancora: “farò questo lavoro perché devo ottenere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Poiché ho bisogno delle necessarie condizioni per praticare il Dharma, farò questo lavoro.” Allora il lavoro stesso verrà fatto completamente per gli altri esseri senzienti. Anche se non riuscite a pensare al più alto scopo dell’illuminazione, a lavorare per tutti gli altri esseri senzienti, pensate per lo meno: “Farò questo lavoro per ottenere la felicità per questi specifici esseri senzienti che vogliono la felicità e non vogliono la sofferenza, esattamente come me. Lavorerò per renderli felici.”

Poi sentitevi felici e gioite: “Com’è bello che questi esseri senzienti trovano la mia vita ed il mio corpo utili per eliminare i loro problemi ed ottenere la loro felicità.” Generate felicità piuttosto che essere così preoccupati per voi stessi, pensando sempre: “Non ho questo, non ho quell’altro – lo dovrei avere!” Pensando in questo modo, create la vostra depressione ed aggressività. Questo modo errato di pensare riempie inutilmente la vostra mente con aggressività e depressione invece che di felicità. Avere una vita con problemi costanti ed infelicità per un giorno, due giorni; tre giorni, una settimana, un mese o un anno deriva dal vostro modo di pensare. Tutto dipende dal vostro atteggiamento.

Invece di iniziare la giornata con preoccupazione e pensieri egoistici, con il pensiero che se non andate a lavorare non guadagnerete dei soldi, alzatevi felicemente pensando: “Andrò a lavorare per ottenere la felicità per questi esseri senzienti e per prevenire i loro problemi. Essi desiderano la felicità e non vogliono la sofferenza, esattamente come me. Com’è bello che posso beneficare almeno qualche essere senziente. Anche se non posso beneficare tutti gli esseri senzienti, che sono infiniti come il cielo, la mia vita ed i miei arti possono beneficare almeno alcuni esseri senzienti. Com’è bello che io possa renderli felici!”

Praticate costantemente la consapevolezza di questo quando vi alzate la mattina in casa, mentre guidate verso l’ufficio e mentre lavorate. Certo, se lavorate per un folto gruppo di persone dovreste essere indubbiamente più felici perché beneficate un maggior numero di esseri senzienti. Ma anche se lavorate per un solo essere senziente, potete ugualmente gioire: “Questo corpo umano non è inutile. È di beneficio per un essere senziente, aiutandolo ad ottenere la felicità. Questo è stupendo!”

Ricordare come sono gentili gli altri vi rende molto felici e rilassati e non si verifica alcuna depressione. Poiché siete felici sia a casa che in ufficio, aiutate a creare un ambiente molto felice. Poiché avete una mente molto pacifica, con amorevole gentilezza e cura per gli altri, le altre persone, che sono depresse, quando vi vedono arrivare in ufficio diventano felici. Quando gli altri sono depressi non potete essere di alcun aiuto se siete depressi pure voi. Rende solo tutti più depressi. Il vostro essere felici e rilassati fa sentire gli altri bene e cambia la loro mente. Come minimo è così che dovrebbe essere con le persone con cui lavorate.

Anche se il lavoro è sempre lo stesso, un modo di pensare errato porta un incredibile numero di problemi nella vostra vita, rendendola un inferno; un modo giusto di pensare porta molti diversi livelli di felicità. Potete creare questa felicità mediante la saggezza che comprende il Dharma. Se avete un atteggiamento di amorevole gentilezza verso un gruppo di persone – o almeno una persona – poiché vi preoccupate più di loro che di voi stessi, tutti questi problemi come gelosia, rabbia e così via si riducono.

A proposito del compiere ogni attività con la bodhicitta, esiste una storia su Ghen Jampa Wangdu, che è un figlio del cuore, un discepolo molto vicino di Sua Santità il Dalai Lama ed è anche il mio maestro. Un giorno Ghen Jampa Wangdu venne qui a Tushita per vedere Lama Yeshe e me. Ghen Rinpoce ci disse che un giorno, proprio in questa stanza, aveva riflettuto su quanti anni erano passati da quando aveva chiesto alle persone qualcosa per se stesso – erano dieci. Quando andava dalle persone, non si preoccupava mai di séi, ma sempre di qualcun altro. Non è sorprendente? Io penso che sia incredibile!

Ogni volta che incontrava Ghen Jampa Wangdu, Lama Yeshe passava la maggior parte del tempo scherzando e prendendo in giro lui ed altri amici che erano lama asceti. E Lama Yeshe scherzava sempre così: “voi vivete in una caverna senza niente – come può questo essere ascetico? Come può questo solo rappresentare una vita ascetica? Da me viene tutto il mondo. Io gioisco di tutto; ho tutto.” Lama scherzava sempre su questo e prendeva in giro i meditatori asceti.

In generale, in termini del Dharma e in particolare del tantra, i testi che Lama leggeva, i consigli che dava quotidianamente, le sue azioni e le pratiche segrete che nessun estraneo conosceva, la pratica e le realizzazioni di Lama Yeshe non erano certo inferiori a quelle dei meditatori asceti che vivevano anni e anni in montagna nelle caverne senza nulla possedere – erano, forse, anche superiori. Rispetto all’apparenza esterna potrebbe sembrare che Lama Yeshe non vivesse una vita ascetica e non praticasse il Dharma. Coloro che non

conoscevano bene Lama Yeshe, che non vivevano con lui e non conoscevano la sua vita quotidiana, potrebbero avere avuto simili pensieri. Gli studenti più anziani, però, che hanno ricevuto tanti insegnamenti tantrici da Lama, sono in grado di comprendere l’alto livello delle sue realizzazioni del secondo stadio del tantra. Lo possono evincere dall’efficacia dei suoi insegnamenti.

Quando Ghen Jampa Wangdu disse questo a proposito del lavorare per gli altri, Lama Yeshe disse semplicemente: “Oh, questo va bene.” Non gli dava molta importanza, ma diceva solo: “Questo va bene.” Ma dal profondo del cuore, Lama Yeshe voleva molto bene a Ghen Jampa Wangdu, veramente molto bene, e Ghen Jampa Wangdu, da parte sua, aveva rispetto e ammirazione straordinari e profondi per Lama Yeshe, cresciuti ancora di più durante gli ultimi anni di vita di Lama Yeshe. Ghen Jampa Wangdu stesso era un grande praticante di tantra, con una base perfetta di esperienze, tale da essere chiamato “yogi del Vajrayana”. Aveva raggiunto un livello molto alto del sentiero tantrico.

Ciò che ha detto Ghen Jampa Wangdu è molto ispirante e lo dovreste usare come esempio per la vostra vita. Se è possibile per meditatori ascetici come Ghen Jampa Wangdu generare la bodhicitta, cambiare il proprio atteggiamento da egocentrico ad altruistico, generare realizzazioni tantriche del primo e secondo stadio, perché non dovrebbe essere possibile anche per voi? Siete un essere umano, così come loro. Avete gli stessi guru e avete ricevuto gli stessi insegnamenti. L’unica differenza sta nel fatto che voi non praticate – è tutto qui.

Anche se non sapete niente del lam- rim o non meditate sul lam-rim, anche se non pensate al modo effettivo di esercitare la vostra mente nella bodhicitta con la preliminare rinuncia al samsara, fate tutto, nella vostra vita quotidiana, con il pensiero della amorevole gentilezza. Anche se vivete in città come tutti gli altri, prendetevi cura della vostra famiglia o fate il vostro lavoro con un pensiero di amorevole gentilezza. Come voi, anche i vostri familiari sono esseri senzienti che desiderano la felicità e non vogliono la sofferenza. Il vero scopo della vostra vita è quello di eliminare le sofferenze degli altri esseri senzienti e portare loro la felicità. Il fatto di essere vivi come esseri umani non è per voi stessi, ma per gli altri.

Ciò che dovreste fare, infatti, è purificare gli oscuramenti e accumulare merito per tre innumerevoli grandi eoni seguendo il sentiero, come ha fatto Guru Buddha Shakyamuni. Nelle sue vite come bodhisattva, Buddha ha offerto il suo sacro corpo, gli occhi e gli arti come carità agli altri esseri senzienti, un numero incalcolabile di volte e in tanti luoghi diversi.

Un lama recente del lignaggio del lam-rim, Je Drubkhangpa, che viveva in una caverna sopra il monastero di Sera nel Tibet, aveva avuto svariati guru, ma da uno in particolare aveva ricevuto molti insegnamenti sulla bodhicitta; non so se fosse questo il primo guru dal quale avesse ricevuto insegnamenti sulla bodhicitta. Pare che questo guru non fosse un monaco, ma aveva dei lunghi capelli arrotolati in cima alla sua testa e viveva nella foresta. Non era prosperoso o vestito bene né viveva in una bella casa.

Un giorno, da non molto lontano, Je Drubkhangpa vide il suo lama nella foresta che piangeva. Stava leggendo una scrittura e piangeva molto forte. E, pur

essendo solo lì, nella foresta, stava facendo il segno del “pollice su”, che significa “molto bene”. In Tibet, questo segno è anche usato per fare la questua, nel qual caso significa “Per favore, dona!” oppure “Per favore, aiutami!” Comunque, significa anche “molto bene”.

Non subito, ma dopo un po’ di tempo, Je Drubkhangpa chiese al suo guru: “Prima, quando ti ho visto piangere molto nella foresta e fare il segno del “pollice su”, cosa stavi facendo? Cosa ti faceva piangere?” Il lama spiegò: “la ragione per cui piangevo era che stavo leggendo le storie delle vite da bodhisattva di Guru Buddha Shakyamuni.”

Esistono circa trentaquattro storie del Buddha quando era un bodhisattva, raccolte nel Jatakanidana, , che raccontano di quando faceva la carità agli altri esseri senzienti, di quando li guidava e li beneficava in molti modi diversi. Ad esempio, una volta cinquecento mercanti stavano su una nave che stava per affondare. Guru Buddha Shakyamuni era ancora un bodhisattva che in quella vita aveva preso la forma di una tartaruga gigante; la tartaruga sollevò la nave ed evitò che i mercanti annegassero.

Un’altra volta, migliaia e migliaia di pesci stavano per morire perché si erano arenati su una spiaggia e il Buddha recitò il sacro nome del Buddha che ha un gioiello Ushnisha (Chom-dän-dä-de- zhin-sheg-pa rin-chen- tsug-tor chän). Se recitate il nome di questo Buddha nell’orecchio di un animale o di un essere umano, in particolare nel momento della loro morte, essi non potranno rinascere nei reami degli esseri dalla trasmigrazione infelice; sarà la causa per ricevere, nella prossima vita, il corpo di un essere trasmigrante felice. Quando il

2Buddha che ha un gioiello Ushnisha era un bodhisattva, pregò affinché la semplice recitazione del suo nome fosse sufficiente per beneficare gli esseri senzienti e guidarli lontano dalla sofferenza. Recitando il nome di questo Buddha alle migliaia di pesci, Buddha Shakyamuni li salvò dai reami inferiori.

In un’altra storia, il Buddha offrì tutti i suoi arti agli altri, cosicché rimase solo il torso del suo sacro corpo. Allora la gente del villaggio pensò: “Ora che non ha più arti, a cosa potrebbe mai servire?” – e gettarono il resto del suo sacro corpo sul mucchio dell’immondizia. Anche sul mucchio dell’immondizia, però, egli continuò la sua opera a beneficio degli altri esseri senzienti, offrendo quanto era rimasto del suo corpo a formiche, vermi e altre creature. Esistono tante storie incredibili di come Buddha Shakyamuni guidava gli esseri senzienti quand’era ancora un bodhisattva.

Leggendo questi racconti del Jatakanidana, il guru di Je
Drubkhangpa pensava: “Guru Shakyamuni è figlio di una madre; è nato da una madre – anch’io sono figlio di una madre. Ma c’è una grande differenza.

Egli era capace di sacrificare se stesso per le madri esseri senzienti, mentre io non ho fatto niente. Siamo uguali nell’essere figli delle madri, ma Guru Shakyamuni è stato un figlio molto meritevole. Egli ha salvato così tanti esseri senzienti dalle sofferenze, fatto tanta carità e sopportato tanti patimenti per gli altri. Anch’io sono il figlio di una madre, ma non ho fatto nulla di meritevole.”

Ecco perché, leggendo queste storie, il guru di Je Drubkhangpa aveva pianto tanto e fatto il segno di “pollice su”. Stava facendo al Buddha il segno di “pollice su” per dire: “molto bene. Molto meritevole,

degno figlio.” Aveva pianto veramente molto vedendo l’incredibile dedicazione che Guru Shakyamuni aveva per gli esseri senzienti e la sua pratica di bodhicitta.

Uno degli ultimi momenti, prima che si separassero, quando Je Drubkhangpa stava andando in un altro posto, il suo lama lo accompagnò per un pezzo di strada. Je Drubkhangpa aveva già passato anni studiando in un monastero ed era diventato un ghesce, ma gli era stato detto dai suoi guru di fare un ritiro e sperimentare il sentiero. Quando si separarono, il guru di Je Drubkhangpa enfatizzò un’altra volta: “Non dimenticare la pratica della bodhicitta. Se non pratichi la bodhicitta, dagli altri sentieri non te ne verrà niente. Anche se sono chiamati “segreti” o “sentiero veloce per l’illuminazione”, non esaudiranno i tuoi desideri completamente.” Stava dicendo che, senza la bodhicitta, non si può ottenere la sublime felicità senza pari dell’illuminazione.

Je Drubkhangpa, confidando nella propria pratica ed esperienza di bodhicitta mostrò un po’ di questa esperienza al suo guru, dicendo: “La bodhicitta è un fenomeno soggetto a cause e condizioni. Anch’io sono un fenomeno causale.” Ad esempio, con un impasto basato sulla farina ed acqua si possono produrre tanti diversi tipi di alimenti: pasta, chapati, dolci e così via. Poiché è un fenomeno causale, un sorgere dipendente, l’impasto si può modificare creando tanti tipi di alimenti. Allo stesso modo, Je Drubkhangpa dice, è possibile modificare la mente. Creando la causa, si può generare il risultato della bodhicitta nel proprio cuore, proprio come ha fatto Guru Buddha Shakyamuni quand’era bodhisattva. Per tre nnumerevoli grandi eoni, egli ha accumulato un vasto merito, poi ha raggiunto l’illuminazione e ha rivelato il sentiero per liberare gli esseri senzienti da tutti gli oscuramenti e condurli all’illuminazione.

Questo è proprio ciò che dovremmo fare noi. Lo scopo della nostra vita è quello di beneficare tutti gli esseri senzienti. Pensate: “Anche se non posso sacrificare me stesso per tutti gli esseri senzienti come ha fatto Guru Buddha Shakyamuni, quant’è miracoloso che per lo meno posso usare il corpo, la parola e la mente per beneficare la mia famiglia e portare loro la felicità.” Dovreste gioire dal profondo del cuore. Sia che lavoriate in famiglia, in un centro di Dharma, in ospedale o in una comunità, dovreste, comunque, offrire i vostri servigi agli altri con un atteggiamento sincero e un buon cuore, tenendo a mente la loro gentilezza. In questo modo la vostra mente sarà sempre felice. Poiché tutte le vostre attività saranno fatte con amorevole gentilezza e col pensiero di amare gli altri, non c’è motivo per cui vi venga una depressione.

Anche se lavorate solo per tre persone nella vostra famiglia, oppure per una sola, poiché il vostro lavoro è svolto con un atteggiamento sincero e con il pensiero dell’amorevole gentilezza nei confronti degli altri, anche se non sapete come trasformare le vostre azioni in virtù, le vostre attività giornaliere diventeranno naturalmente virtù. Anche se una persona non ha mai sentito parlare del lam-rim, ma le sue attività giornaliere sono svolte con questo atteggiamento sincero, queste diventeranno puro Dharma. Poiché non sono macchiate da pensieri egoistici, queste attività sono le più difficili da esercitare, ma sono il più puro, sacro

Dharma.
Dharma significa proteggere se stessi dalle sofferenze, dal samsara. Se qualcuno rischia di cadere giù per un precipizio, potete salvarlo con delle corde. Il Dharma è la corda che impedisce ad una persona di cadere nelle sofferenze dei reami inferiori. Le vostre azioni virtuose, il Dharma, vi proteggono dalle vere sofferenze e dalle vere cause della sofferenza.

Anche se qualcuno non conosce il Buddhadharma o gli insegnamenti di lam-rim, ma la sua vita di tutti i giorni è vissuta con pensiero altruista, diventa il più puro sacro Dharma. È la migliore protezione e la migliore causa di felicità per questa vita e per le vite seguenti. Altrimenti, se tutte le vostre attività sono svolte con motivazioni non virtuose, nate dall’egoismo e da interessi mondani, volte solo alla felicità vostra e di questa vita, ogni attività quotidiana diventa causa di sofferenza, poiché la non-virtù è la causa delle sofferenze e della confusione in questa vita e in quelle future.

A volte sembra che, invece di creare le cause per la felicità, tutta la nostra educazione venga usata per creare karma negativo. Dopo aver preso un diploma, una persona potrebbe andare in un ufficio e lavorarvi finché non va in pensione. Ma indipendentemente dal numero di anni – anche quaranta – in cui questa persona svolge il suo lavoro, se il suo atteggiamento è dominato da uno degli interessi mondani, tutti quegli anni di lavoro diventano karma negativo. A causa dell’attitudine egoistica sorge una preoccupazione mondana che si afferra alla felicità limitata alla propria persona e alla vita presente. Se non ci fosse l’atteggiamento egoista, non ci sarebbe spazio nella mente per preoccupazioni mondane né per tanti altri pensieri disturbanti come la rabbia.

Se l’attitudine egoistica viene soppiantata dall’amorevole gentilezza e dalla bodhicitta, da pensieri altruistici, queste altre menti confuse non sorgono. In questo modo c’è una grande pace e felicità nella vita di questa persona e anche molta felicità e armonia per la sua famiglia e per le altre persone che lo circondano. Come risultato del suo buon cuore in questa vita, questa persona proverà una grande pace della mente e felicità non solo in questa vita, ma anche in quelle successive.

Se svolgete le vostre azioni quotidiane con la bodhicitta, facendo la pratica di prendere su di voi le sofferenze degli altri e dedicando loro il vostro corpo, i vostri possedimenti e il merito, accumulate in continuazione molto merito. Ogni volta che meditate sulla bodhicitta, oppure che generate la motivazione della bodhicitta, accumulate merito equivalente allo spazio infinito. In quel momento, generando la
motivazione della bodhicitta, anche se non avete l’effettiva realizzazione della bodhicitta, accumulate merito infinito.

REALIZZARE LA VACUITÀ VELOCEMENTE
Praticare la bodhicitta rappresenta anche un mezzo veloce per realizzare la vacuità. Se desiderate realizzare la vacuità, comprendere la filosofia Madhyamika, provare la vera esperienza degli insegnamenti di Nagarjuna, realizzare il significato del Sutra del Cuore, l’essenza di tutto il Buddhadharma, il metodo migliore è praticare la bodhicitta. Per realizzare la vacuità, la natura ultima del sé, bisogna essere molto fortunati; non basta essere intelligenti o capaci di dibattere bene. Potete studiare gli insegnamenti, prendere rifugio nelle spiegazioni di Lama Tzong Khapa, di Nagarjuna o di Guru Buddha Shakyamuni e ripetere a pappagallo ciò che dicono i testi, ma ripetere le parole di un testo non è sufficiente.

Per realizzare la vacuità, una persona deve creare la causa, il che significa molta purificazione e l’accumulo di molto merito. Facendo una purificazione potente con prostrazioni o con la pratica di Vajrasattva e meditando, si sviluppa la devozione di vedere il guru come un buddha e ci si dedica correttamente a lui col pensiero e con l’azione, come insegnato dal Buddha. Quando la devozione per il guru è profonda e forte, allora usate metodi potenti per purificare i vostri oscuramenti e le contaminazioni mentali. Man mano che queste diminuiscono, qualsiasi meditazione di lam-rim facciate – i sentieri graduali degli scopi inferiore, intermedio e superiore; la rinuncia al samsara, la vacuità, bodhicitta – acquista più senso. La vostra mente diventa estremamente morbida e malleabile, anziché dura come una roccia. Quando meditate vi sentirete fiduciosi che, se ci provate seriamente per alcune settimane o mesi, potreste definitivamente generare la realizzazione della meditazione. Sentirete questo fortemente nel vostro cuore con qualunque meditazione facciate. Idee che all’inizio erano solo parole, poi saranno sentite con forza dal cuore.

A quel punto, anche solo vedere poche parole come “sul vaso c’è un vaso che esiste dalla sua parte” ha un effetto incredibile, come svegliarsi dal sonno. Al momento il nostro problema è quello di non aver riconosciuto l’oggetto da negare. Se purifichiamo i nostri oscuramenti, accumuliamo molto merito e sviluppiamo la devozione per il guru, sarà come svegliarsi dal sonno, anche se non abbiamo studiato tutte le scritture di Nagarjuna e Chandrakirti e non comprendiamo tutto, basteranno due o tre pagine di un insegnamento sulla vacuità o anche solo le parole “sul vaso c’è un vaso che esiste dalla sua parte”. Saremo in grado di riconoscere l’oggetto della negazione. All’improvviso, dopo aver visto appena due o tre parole, guardate gli oggetti esterni e riconoscete chiaramente come le cose appaiano veramente esistenti. E quando guardate l’io, riconoscete immediatamente l’oggetto da confutare, che sull’io c’è un io che appare esistere dalla sua parte.

A questo modo non ci vuole molto per realizzare la vacuità. Una volta riconosciuto l’io esistente dalla sua parte, tutto s’illumina e funziona come se aveste premuto un bottone nell’ascensore. Una volta riconosciuto l’oggetto da confutare, l’io che non esiste, anche se non usate le quattro analisi e le molte spiegazioni logiche della filosofia Madhyamika, concentratevi univocamente sull’io. Potete vedere un io che esiste dalla sua parte, ma allo stesso tempo siete consapevoli che questo è effettivamente vuoto. L’oggetto da confutare, l’io esistente dalla sua parte, non ha scelta – non può rimanere. Focalizzatevi univocamente e correttamente sull’io esistente dalla sua parte e riconoscete che questo è ciò che gli insegnamenti chiamano ‘l’oggetto da confutare’, ‘l’oggetto della negazione’.

Ricordate semplicemente che l’io è un sorgere dipendente. Mentre vi concentrate su questo io realmente esistente, che pare esistere dalla sua parte, siate consapevoli che è vuoto. In effetti, non c’è possibilità che non vi accorgiate che è completamente vuoto.

Anche se l’ignoranza si afferra all’oggetto da confutare, se potete vedere che non un solo suo atomo esiste dalla sua parte, sperimentate l’io come completamente vuoto. Attraverso il realizzare senza errore che l’io realmente esistente in cui credete in effetti non esiste, senza bisogno di forzare, sperimentate il modo in cui l’io effettivamente esiste.

Allora sarete in grado di realizzare il sorgere dipendente sottile dell’io – che l’io esiste per il potere di un nome, essendo semplicemente imputato sulla base degli aggregati dal pensiero e dal nome. Questa diventerà una vostra personale esperienza, non saranno più solo parole. Prima, stavate creando una similitudine degli insegnamenti, ma quando realizzate il sorgere dipendente sottile dell’io, questi non saranno più mere parole. Quando parlerete di queste cose, parlerete dalla vostra esperienza diretta.

Colofon: estratto da (Perfect Freedom : The Great Value of Being Human) La perfetta libertà: Il grande valore dell’esistere come essere umano, una trascrizione di Wisdom Intermediate (non più in stampa). Ristampato qui con il permesso della Wisdom Publication. Fonte http://www.taracittamani.it/download/area-pubblica/insegnamenti_robina.pdf che si ringrazia per la sua grande gentilezza.

 

Warning: Division by zero in /web/htdocs/www.sangye.it/home/altro/wp-includes/comment-template.php on line 1379

Lascia un Commento

Comments are closed.