Ven. Ghesce Thubten Dargye: La Pazienza

Ven. Ghesce Thubten Dargye, il Dr. Luciano Villa e Graziella Romania

Ven. Ghesce Thubten Dargye, il Dr. Luciano Villa e Graziella Romania

La Pazienza, insegnamento sul sesto capitolo del Bodhisattvacharyavatara o la Via del Bodhisattva di Shantideva conferito dal Ven. Ghesce Thubten Dargye il 31.10.15 al centro buddhista Rimé Cenresig di Robbiate. Appunti del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, ci si scusa per ogni errore ed omissione.

Ven. Ghesce Thubten Dargye

Un verso di Chandrakirti, riferito al continuum mentale, così recita: “Da tempo senza inizio tutti gli esseri sono costretti nel samsara poiché hanno accumulato azioni negative”.

Noi, che facciamo parte d’un Sangha buddhista, abbiamo dei compiti ben specifici: riconoscere sia le cause della vera felicità, da non confondere con quella ordinaria del samsara, sia le cause che ci permettono d’eliminare la sofferenza. Perciò, per perseguire le prime dobbiamo conoscere le cause della sofferenza e, per conseguire le seconde, dobbiamo conoscere il percorso che porta alla felicità, il che è estremamente raro, perché molte sono le cause che portano alla sofferenza. Solo le azioni meritorie portano alla felicità. Da queste, anche se rare, se non le distruggiamo con la rabbia e quindi maturano, raccoglieremo grandi frutti. Un solo istante di rabbia può dissolvere tutte le azioni meritorie che abbiamo accumulato. Come una casa costruita con grandi sforzi su una grande distesa di ghiaccio che, nella stagione calda, sciogliendosi il ghiaccio, finisce per crollare, così tutti i meriti vengono distrutti da un solo istante di rabbia. A proposito della rabbia e delle altre emozioni negative, Shantideva http://www.sangye.it/altro/?cat=15 diceva che le Sei Emozioni Negative radice, come la rabbia, l’odio e le altre emozioni negative che da esse derivano, sono il nostro vero nemico, che, sebbene non sia un nemico tanto forte da riuscire a sovrastarci, noi facciamo in modo che questa emozione negativa sia tale, al punto che, non sono diventiamo privi di volontà, ma diventiamo dipendenti dalle emozioni negative. Poiché per il gran attaccamento che ci fa considerare noi stessi come la persona più importante sia rispetto agli altri sia rispetto alle altre persone della nostra famiglia, noi proviamo attaccamento per queste emozioni negative, al punto che, per enorme attaccamento si diventa schiavi delle emozioni negative, al punto da commettere suicidio. Perciò, chi è in preda ad emozioni negative è come un folle che è schiavo delle proprie fobie. Anche se di fronte a noi sorgessero come nemici i più grandi e forti eroi, e fossero presi dalla rabbia, ma noi non lo fossimo, noi non ne saremmo assolutamente toccati. Quindi, se non cadessimo nella rabbia, saremmo invincibili ed i nostri meriti continuerebbero ad accumularsi. Al contrario le emozioni negative sono tanto potenti da poter distruggere col fuoco il re delle montagne: il monte Meru. Tutte le azioni meritorie accumulate nelle innumerevoli esistenze saranno tutte distrutte da una sola emozione negativa. La potenza della rabbia è tale da distruggere le azioni meritorie, così lo si dice nel Madyamica Sutra Lamkara http://www.sangye.it/altro/?p=2608 , le cause delle azioni meritorie accumulate in mille esistenze, saranno eliminate da un solo atto di rabbia. Tutte le azioni positive accumulate con le paramita, o perfezioni (Generosità, Moralità, Pazienza, Sforzo entusiastico, Concentrazione, Saggezza) ad esempio, con la corretta condotta morale, saranno eliminate da un solo impeto di rabbia.

È importante conoscere i calcoli temporali degli eoni, descritti nei testi, in particolare nella Abidarmakosha, in cui si fa riferimento a quattro eoni. In tal modo, comprendiamo quanto sia negativa la rabbia, perciò arriviamo a generare timore per le sue conseguenze e repulsione. Dal kalpa della trasmigrazione a quello della dissoluzione dell’universo. Ogni kalpa è caratterizzato da una lunghezza della vita in decrescita fino a 10 anni. Ora siamo al secondo kalpa, caratterizzato dalla decrescita della vita uman fino alla dissoluzione dell’universo, il contenitore dell’essenza, che sono gli esseri senzienti. Tutto ciò ci permette di comprendere quanto la rabbia sia negativa. Dobbiamo perciò riflettere sull’importanza di conoscere le conseguenze negative della rabbia. Questi calcoli sono dati da Shantideva http://www.sangye.it/altro/?cat=15, sulla base di riferimenti filosofici, come quelli citati da Chandrakirti. Tutto ciò ci dovrebbe indurre a comprendere la negatività delle azioni negative. Se pensate, in base a quanto detto, alle reazioni interpersonali, alle relazioni positive o negative verso una certa persona, che si ripercuoterà per innumerevoli esistenze future. Se avremo avuto delle relazioni positive verso una certa persona ne deriveranno frutti kamici positivi ed, in caso contrario, negativi. È importante riconoscere l’importanza delle azioni meritorie e della pratica della pazienza. E, sebbene sia difficile praticarla, anche solo per un breve periodo, se lo faremo, avremo con gli altri dei riscontri positivi: avremo risultati positivi per quanto riguarda la nostra realtà fisica e mentale, vivremo con persone benevole, sperimenteremo condizioni di vita ottimali. Le condizioni di vita eccellenti derivanti dalla preziosa rinascita umana derivano dal karma completante positivo. Nyenpa Sanken era un maestro indiano dall’aspetto ripugnante ma la sua voce era melodiosa, perché in un’esistenza precedente gli erano stati dal re commissionati quattro stupa ai quattro angoli del regno, ma egli indugiava ed il re gli intimò di costruire lo stupa con gran impegno. Lo fece, ma covando immensa rabbia per il re. Così ogni pietra era intrisa della rabbia. Ma egli costruì uno stupa enorme e molto più bello degli altri. Perciò aveva ottenuto un corpo ripugnante e molto piccolo di contrappasso alle grandi dimensioni dello stupa. Ma quando lo terminò, si penti della sua ira. Perciò ebbe questa voce melodiosa come frutto carmico di quando profferiva insegnamenti.

E si racconta in Tibet una storia d’un monaco che diceva di andare a tenere insegnamenti incutendo paura delle terribili sofferenze dei reami inferiori, perché bisogna conoscere le terribili sofferenze del samsara.

Ma non basta ascoltare ma occorre praticare. Il che nasce dall’analisi della validità dell’insegnamento e dalla comprensione della sua validità, affinché sia messo in pratica. Quindi, dobbiamo conoscere quali sono gli aspetti negativi della rabbia a causa delle ricadute che potremmo sperimentale, ad esempio: un aspetto sgradevole, non avere la possibilità d’avere facilmente del cibo. Perciò bisogna, non solo concentrarsi sul solo amore per gli animali ma non per le altre persone. Non è corretto concentrarsi sul solo amore per gli animali. Occorre concentrarsi sull’amore per le altre persone. Nei testi, ed in particolare in questo di Shantideva http://www.sangye.it/altro/?p=2405#more-2405, la rabbia viene descritta come la peggiore delle emozioni negative, spiegandone l’antidoto: la pratica della pazienza. Un volta eliminata la rabbia, ci si può poi impegnare in altri metodi per affinare le nostre pratiche e per ottenere ulteriori risultati. Quando incontriamo anche il nostro peggior nemico, praticando la pazienza diventa la causa per liberarci dalle emozione negative, quindi dalla rabbia. E, praticando la pazienza, si ha una inversione delle nostre concezioni ordinarie. Perciò, è il nemico interno che acquista importanza, e non più quello esterno. È questa l’inversione delle nostre concezioni ordinarie, perché il nemico esterno viene a perdere di significato.

Questa inversione della visione ordinaria fa sì che il nemico esterno diventi la causa per sperimentare i benefici della pratica della pazienza, sia in questa che nelle prossime vite. E ciò dev’essere radicato in chi pratica la pazienza. Perciò il nemico esterno diventa causa della pazienza che è estremamente rara da conseguire. Se invece ci fissiamo sul nemico esterno, è perché in passato abbiamo fatto del male, ed abbiamo instaurato un’abitudine ad arrabbiarci col nemico esterno. Il nemico esterno esterno lo dobbiamo perciò considera con lietezza perché ci consente di realizzare la buddità e la mente del bodisattva. Questa dev’essere l’attitudine mentale verso il nemico esterno, perché ci offre l’opportunità di praticare. Shantideva http://www.sangye.it/altro/?p=2405#more-2405, dice che, se non avessimo in precedenza reagito male al nemico esterno, non ci comporteremmo aggressivamente e con ira nei riguardi del nemico esterno. Ma va compreso che il nemico esterno esiste perché in precedenza abbiamo fatto del male, e non solo in generale, ma a quella tal persona o all’insieme di persone che consideriamo il nemico esterno. Anche la pratica della pazienza non ci porterà solo benefici immediati, ma futuri. Ci porterà felicità, importanti ruoli sociali, facoltà mentali ben sviluppate, tali da farci comprendere gli insegnamenti. La pazienza è il metodo per liberarci dalle emozioni negative. Perciò dobbiamo tener presente tutti questi elementi e sforzarci di metterli in pratica.

La pazienza è una delle pratiche fondamentali per conseguire la buddità. Perciò non dobbiamo mai dimenticare che il vero nemico è quello interno e quello esterno va accolto con benevolenza perché ci offre l’occasione per percorrere la via della pazienza e, di conseguenza, la via della felicità. Altrimenti, anche se faremo altre pratiche, non otterremo la buddhità. E la pazienza dobbiamo considerarla come l’amico prezioso. E l’amico prezioso è il nemico esterno che è fondamentale per la nostra pratica. Dobbiamo quindi conoscere la rabbia e le sue cause. Dapprima sorge la prima causa, o frustrazione, per ciò che si vorrebbe ma non si riesce ad avere. E dobbiamo essere in grado di riconoscere questa sensazione, in modo da poter intervenire, mettendo in atto gli antidoti conseguenti. Perciò dobbiamo conoscere la rabbia e le sue cause. La prima causa è ciò che è spiacevole o indesiderato con la conseguente sofferenza, dal che sorge la rabbia. Ed è importante riconoscere questi stati d’animo, perché allora si può intervenire impedendoci di cadere nella rabbia. Dobbiamo quindi, riflettere sulla sofferenza, in particolare quella mentale, cui segue la rabbia. Dobbiamo convincerci che non importa che ci sia presentata questa causa spiacevole. Quindi l’attitudine mentale positiva è fondamentale per evitare di cadere nella rabbia. A quel punto abbiamo posto le basi per praticare la pazienza. Quando parliamo di cose indesiderate, intendiamo sia il nemico esterno, ma pure una malattia. Quindi, come far si che non sorga l’insofferenza mentale di fronte ad eventi spiacevoli? Facendo in modo d’essere consapevoli che esiste un metodo per annullare la causa indesiderata. La malattia può essere guarita da cure mediche, ma, se non lo fosse, è comunque importante avere un’attitudine positiva, perché, se fossimo insofferenti, soffriremmo ancor di più.

Domanda. Se una persona, già di suo, è già di per sé sofferente, come fa a ribaltare la sua condizione?

Ven. Ghesce Thubten Dargye. Quando si è sofferenti si è già nello stato di sofferenza mentale, e ci si lascia trasportare dalle situazioni. Quando si rompe questa sofferenza? Quando ci rendiamo conto che tutta la sofferenza che sperimentiamo è frutto del karma, allora ci rendiamo conto della vera possibilità di cambiamento.

Domanda. Anche il nemico esterno beneficia del nostro renderci conto che è solo praticando la gentilezza nei suoi confronti che possiamo ristabilire la pace.

Ven. Ghesce Thubten Dargye. Shantideva dice che se il nemico agisce in preda all’emozione negativa, come potrà sperimentare un frutto positivo? In realtà fa bene a noi questa pratica ma non riesce ad incidere sul nemico esterno. Se, da un lato, il nemico esterno è la causa della nostra pazienza ma questa pratica non è di beneficio ad esso, perché non sperimenterà alcun beneficio dalla nostra pratica.

È quindi importante riconoscere le negatività di ogni atto di rabbia, perché un solo scatto di rabbia può far maturare un frutto karmico negativo, all’opposto, per conseguire risultati karmici positivi, e quindi la felicità, è necessario eliminare la rabbia dal nostro comportamento.

 

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