5 – Il Karmapa insegna sulla Generazione di Pari Compassione per tutti gli esseri

Sua Santità il Karmapa: Non hai nemici quando mediti sulla compassione.

Sua Santità il Karmapa: Non hai nemici quando mediti sulla compassione.

Il Karmapa insegna sulla Generazione di Pari Compassione per tutti gli esseri e Presenta la Visione dell’Università Monastica per le Monache Kagyu.

18 Gennaio 2016. Monastero di Tergar, Bodh Gaya, Bihar, India Appunti ed editing del Dr. Luciano Villa, revisione dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Durante il quinto giorno dell’Incontro di Dharma d’Inverno Arya Kshema, il Karmapa ha continuato il suo insegnamento sulla generazione di bodhicitta sulla base dell’Ornamento della Preziosa Liberazione di Gampopa. Ha inoltre discusso i metodi per promuovere il continuo fiorire dello studio delle monache Kagyu e lo studio dei grandi testi filosofici.

Sua Santità il Karmapa

Oggi ci concentreremo su come generare la stessa compassione per tutti gli esseri: sia nostri amici, sia nostri nemici sia che sentiamo neutrali. Abbiamo bisogno di addentraci nella concezione che tutti gli esseri senzienti sono stati nostre madri e sono così stati con noi molto gentili. In primo luogo abbiamo bisogno di esaminare la falsa idea d’essere indipendenti da altri esseri. Quando pensiamo all’Io, pensiamo che sia un qualcosa di incontrollato, d’autonomo, a sé stante. Ma, se verifichiamo correttamente, troviamo che il cosiddetto Io è sotto il controllo di qualcosa di diverso. Il nostro corpo fisico, come possiamo da soli osservare, non è indipendente, non ha uno stato autonomo, ma per sopravvivere ha bisogno dell’aiuto di altri individui. Quando siamo nati eravamo deboli, senza alcun potere, quindi, tutto dipende da qualcosa di diverso, non c’è una base, un punto di partenza indipendente. Tra le diverse persone che ci hanno aiutato vi sono i nostri genitori, quindi, come punto di partenza abbiamo sempre la gentilezza dei nostri genitori e noi dobbiamo apprezzare i nostri genitori. Il solo fatto che il nostro corpo fisico viene dai nostri genitori è la prova che non siamo indipendenti. Inoltre, dal momento in cui siamo nati, per la nostra sopravvivenza, siamo dipendenti dalla gentilezza dei nostri genitori e da altri.

Quando davvero pensiamo alla nostra situazione, possiamo vedere che questa nostra vita è interdipendente, prodotta da altre condizioni. Tutto dipende da qualcos’altro. Noi tutti dipendiamo da altri, il mio piacere e dolore dipendono da altri. Guardando a questo, vediamo che questa non è una presentazione filosofica, ma, in realtà, è il valore e la base della nostra vita umana. Abbiamo bisogno della nostra intelligenza per capire la natura delle cose.

Usare il potere della nostra intelligenza per contemplare questa interdipendenza è la base per la generazione di vera compassione. Perché mostri compassione perfino per il tuo nemico e non hai vera compassione ed amore per i tuoi genitori? In particolare, questa comprensione ci aiuta ad evitare la trappola di generare compassione solo per chi ci piace, e non per quelli che non ci piacciono, questo è in realtà attrazione ed avversione, non compassione. Quasi chiunque può generare compassione per gli amici, ma, sviluppare compassione per i nemici e per coloro che sentiamo neutrali è la grande compassione.

Cosa succede quando meditiamo sulla compassione? Per la compassione non ci sono amici, nemici, o chiunque sia neutro. Per alcuni è facile meditare sulla compassione e per qualcun altro è difficile, perché? Abbiamo compassione per un amico, una persona con cui abbiamo familiarità, ma, che ne è della compassione verso il nemico? Solo questa è grande compassione. Quindi dobbiamo usare la nostra intelligenza quando meditiamo sulla compassione. Tutti gli esseri senzienti sono gli stessi nel voler essere liberi dalla sofferenza, ed, in questo senso, sono uguali. Pertanto, la nostra compassione deve essere uguale per tutti gli esseri senzienti. Meditate sull’amorevole gentilezza fra gli esseri senzienti, meditate sulla compassione. Non hai nemici quando mediti sulla compassione.

Riflettendo sul successo dell’Incontro di Dharma d’Inverno Arya Kshema, quali sono i prossimi passi importanti per promuovere lo sviluppo della formazione accademica delle monache Kagyu?

Questo è il terzo raduno e sono trascorsi tre anni dal primo, il tutto è finalizzato ad offrire l’opportunità alle monache Kagyu d’iniziare l’ascolto e la contemplazione dei grandi testi filosofici. I risultati di tale stanno emergendo positivamente.

Per promuovere il continuo fiorire dello studio e della contemplazione delle monache, sarebbe opportuno un shedra comune Kagyu (collegio monastico) creato per le monache Kagyu. Attualmente, ci sono shedra in alcuni monasteri, ma questa situazione può rendere difficile trovare insegnanti adeguati e risorse finanziarie per tutti i programmi frammentati. Un shedra comune contribuirebbe a migliorare la qualità della formazione ed a fare un uso efficace delle risorse. Perché è difficile trovare dei bravi insegnanti per le nostre monache.

Questa struttura potrebbe anche fornire un luogo per le monache e donne laiche di tutto il mondo per studiare il buddismo e fare ricerca secondo gli standard internazionali. Nelle vicinanze, potrebbe sorgere anche un monastero per la comunità di bhikshuni che riceveranno l’ordinazione prevista. In particolare, per garantire il futuro del lignaggio, sarebbe utile che il Sangha Bhikshuni si raccogliesse insieme in un unico spazio, piuttosto che vivere sparsi in molti monasteri diversi.

Invito inoltre le rappresentanti di ciascuno dei monasteri femminili presenti aa quest’Incontro Arya Kshema d’incontrarsi in occasione del nuovo anno tibetano per venire ad un progetto d’un Shedra complessivo per le monache. Sarebbe bene che si faccia il più rapidamente possibile.

A partire dal prossimo Arya Kshema si terrà un concorso dibattito per le monache, piuttosto che un semplice dibattito formazione. Credo che siamo pronti in questo senso. Un concorso dibattito si svolge ogni anno per i monaci, il che ha portato grandi miglioramenti. Un po’ di competizione può essere utile se aiuta a generare l’ispirazione e l’entusiasmo per i nostri studi. Vedi http://www.sangye.it/altro/?p=7481

 

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