6 – Il Karmapa: Lo sviluppo di autentica Bodhicitta

Sua Santità il Karmapa: La vera Bodhicitta.

Sua Santità il Karmapa: La vera Bodhicitta.

Lo sviluppo di autentica Bodhicitta: Il Karmapa continua la sua discussione nel 6° giorno del Terzo Incontro di Dharma Arya Kshema d’Inverno

20 Gennaio 2016. Monastero di Tergar, Bodh Gaya, Bihar, India Appunti ed editing del Dr. Luciano Villa, revisione dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Sua Santità il Karmapa

Auguro a tutti una buona mattinata e proseguo con la trasmissione orale del Prezioso Ornamento della Liberazione, riprendendo dal nono capitolo con i suoi sottocapitoli: quarto, quinto e sesto. Questi concernono la bodhicitta relativa ed ultima, le varie cause che danno origine alla bodhicitta e le fonti da cui possono essere prese i voti. Secondo il testo di Gampopa, le fonti includono i voti di Bodhisattva che possono essere prese direttamente da un precettore, o, in assenza di un guru qualificato, che possono essere anche generati recitando per tre volte, con la visualizzazione, la presa di rifugio di fronte ad una statua od immagine del Buddha o d’un Bodhisattva. Le cause per far sorgere bodicitta sono le stesse cause della presa di rifugio con un guru. Vi sono dei maestri che asseriscono che tra le scuole budhiste vi sono delle differenze nel prendere I volti di Bodhisattva.

La vera bodhicitta può nascere dalla mera recitazione di un testo rituale?

Molti maestri hanno discusso se la vera bodhicitta può sorgere semplicemente dalla recitazione d’un rituale tradizionale. Invece di basarsi solo sul rito, è importante far sorgere la percezione della bodhicitta. Il punto più importante è che semplicemente recitando il rituale è difficile che ci si generi bodicitta. Potrebbe essere il risveglio del potenziale mahayana, ma è difficile risvegliarlo semplicemente recitando dei rituali Mahayana. Prima di prendere i voti del bodhisattva è importante addestrare la mente alla bodicitta. Non importa quante volte facciamo il rituale di prendere i voti, non importa quanti iniziazioni prendiamo, se non sviluppiamo la sensazione della vera bodicitta, altrimenti sono solo parole. Lo sviluppo bodicitta non lo si fa coi rituali, anche se qualche lama lo afferma. Perché? Perché, invece di addestrare la nostra mente, facciamo solo delle azioni esteriori, senza acquisire abilità in nessun campo particolare. Le pratiche di dharma non sono mere tradizioni o abitudini. Abbiamo bisogno di sviluppare il sentimento della Bodhicitta, perché altrimenti seguiamo solo la tradizione ma non il Dharma. Non possiamo permettere alla nostra pratica del Dharma di diventare mera tradizione o semplice consuetudine, seguendo solo ciò che gli altri dicono essere la tradizione. Questo comportamento non ci porterà molto beneficio. Abbiamo bisogno di sviluppare la genuina sensazione di bodhicitta, da cui possiamo sviluppare la nostra connessione individuale col dharma. In caso contrario, se è fatta solo per osservare la tradizione, non ci porta quasi nessun beneficio.

Per aumentare l’efficacia della propria pratica di bodhicitta il consiglio più importante che vi dò è, piuttosto che semplicemente recitare dei rituali, di sviluppare vera bodhicitta. Quando sentite un maestro spirituale od un guru dare una spiegazione o descrivere cos’è la bodhicitta, questa può essere la scintilla a darvi l’interesse e il desiderio per farla sorgere e praticarla. Quindi si sviluppa in voi una particolare sensazione ed è possibile che questa possa portare a sviluppare bodhicitta. Oppure, può avvenire il risveglio del vostro potenziale Mahayana, grazie al quale sentite compassione per gli esseri senzienti. Quando avete quella speciale compassione per gli esseri senzienti, di conseguenza può anche verificarsi l’emergere di bodhicitta. Ma penso che sia difficile che accada recitando solo le parole dei rituali.

Concludendo vi faccio una richiesta speciale: vi chiedo di recitare il mantra del Buddha della Medicina per la lunga vita di Sua Santità il Dalai Lama. Perciò, a partire dal 24 gennaio, vorrei chiedere a tutti, per favore, in generale, come comunità ed individualmente, di recitare il più alto numero che vi è possibile di mantra del Buddha della Medicina. Vi prego di recitare e contare quanti più mantra riuscite a fare. A Tzurpu c’era la tradizione di tenere la Puja Tzerima in modo molto più elaborato rispetto a qui ed il motivo era che Tzerima era davvero una particolare protezione.

La prossima settimana si terrà una puja Tseringma, anche per il beneficio e la lunga vita di Sua Santità il Dalai Lama. Terremo la puja di Tzerima per 3 giorni, in questo puja ci sono rituale Chamje Domo Taye, il prossimo anno faremo la puja anche con i rituali di ricchezza. La puja Tzerima è anche un fattore di lunga vita, la ragione per lo svolgimento di questo puja è per la lunga vita di Sua Santità il Dalai Lama e recitiamola anche per Sua Santità quanto più è possibile il mantra del Buddha della Medicina e la Tzerima puja. La pratica può anche contribuire a creare pura disciplina per i suoi praticanti.

Il mantra del Buddha della Medicina da recitare è il seguente:

TAYATA OM BHEKANDZE BHEKANDZE MAHA BHEKANDZE RANDZA SAMUNGATE SOHA.

Vedi http://www.sangye.it/altro/?p=7488

 

Warning: Division by zero in /web/htdocs/www.sangye.it/home/altro/wp-includes/comment-template.php on line 1379