La storia della scimmia ed il coccodrillo

buddha

Quindi il Coccodrillo nuotò fino all’albero dove viveva la Scimmia.

Una Scimmia viveva su un grande albero su una sponda del fiume. Nel fiume c’erano molti coccodrilli. Un Coccodrillo guardava da lungo tempo le Scimmie, ed un giorno lui disse a suo figlio: “Figlio mio, prendi una di quelle Scimmie per me. Io voglio il cuore di una Scimmia per mangiarlo”.

“Come potrei prendere una Scimmia?” chiese il piccolo Coccodrillo. “Io non vado sulla terra ferma, e la Scimmia non viene nell’acqua.”

“Usa la tua intelligenza e troverai un modo”, gli disse la mamma-coccodrillo. Ed il piccolo Coccodrillo pensò e ripensò. Alla fine, egli disse a se stesso: “Ora so cosa devo fare. Prenderò quella Scimmia che vive sul grande albero in riva al fiume. Essa desidera attraversare il fiume per andare sull’isola in cui la frutta è più matura”.

Quindi il Coccodrillo nuotò fino all’albero dove viveva la Scimmia. Ma egli era un Coccodrillo stupido. “Oh, Scimmia”, lui chiamò, “vieni con me fino all’isola dove c’è la frutta matura”.

“Come faccio a venire con te? ” chiese la Scimmia. “Io non so nuotare”.

“Tu no,- ma io sì. Io ti prenderò sulla mia schiena”, disse il Coccodrillo.

La Scimmia era avida, e voleva la frutta matura, così saltò sulla schiena del Coccodrillo. “Andiamo! ” disse il Coccodrillo. “Tu mi stai dando un’eccellente cavalcata!” disse la Scimmia.

“La pensi così? Bene, ti piace questo?” chiese il Coccodrillo, immergendosi.

“Oh, no!” pianse la Scimmia, appena andò sott’acqua. Essa aveva paura di scappare, perchè non sapeva come fare sotto l’acqua. Quando il Coccodrillo ritornò su, la Scimmia schizzando e soffocando disse, “Oh Coccodrillo, perché mi hai portato sott’acqua,?”

“Perchè così potrò ucciderti, tenendoti sott’acqua”, rispose il Coccodrillo. “Mia madre vuole mangiare un cuore di Scimmia, ed io le porterò il tuo!”.

“Avrei voluto che tu mi avessi detto che volevi il mio cuore”, disse la Scimmia, “così l’avrei portato con me”.

“Strano!” disse lo stupido Coccodrillo. “Vuoi dire che hai lasciato il tuo cuore là sull’albero?”

“Certo, è proprio ciò che voglio dire”, disse la Scimmia. “Se tu vuoi il mio cuore, dobbiamo tornare all’albero per trovarlo. Ma ormai siamo così vicini all’isola dove c’è la frutta matura, per favore prima portami là”.

“No, Scimmia”, disse il Coccodrillo, “io ti riporterò diritto al tuo albero. Non pensare più alla frutta matura. Trova il tuo cuore e portamelo subito. Poi vedremo se andare all’isola”.- “Va bene”, disse la Scimmia.

Ma non appena salì sulla riva del fiume che – swiff! La Scimmia saltò sull’albero.

Dal ramo più alto essa chiamò il Coccodrillo in basso nell’acqua:

“Il mio cuore è quassù! Se lo vuoi, vieni a prenderlo qui!”

Parte Seconda

La Scimmia presto si mosse via da quel albero. Essa voleva allontanarsi dal Coccodrillo, perchè voleva vivere in pace. Ma il Coccodrillo la trovò, giù lungo il fiume, mentre viveva su un altro albero.

Nel mezzo del fiume c’era un’isola piena di alberi da frutta.

A metà strada tra la riva del fiume e l’isola, vi era una grande pietra di color rosa che spuntava fuori dall’acqua. La Scimmia avrebbe potuto saltare sulla pietra, e poi sull’isola. Il Coccodrillo guardò la Scimmia mentre saltava dalla riva del fiume alla pietra, e poi fin sull’isola.

Egli pensò tra sé e sé, “Ogni giorno la Scimmia verrà sull’isola, ed io la prenderò di notte mentre farà ritorno verso casa”.

La Scimmia faceva dei pranzi eccellenti, mentre il Coccodrillo nuotava lì intorno, stando in osservazione di giorno. Verso notte il Coccodrillo strisciò fuori dell’acqua e si posò sulla pietra, perfettamente immobile.

Quando arrivò il buio fra gli alberi, la Scimmia partì per tornare a casa. Corse giù verso la riva del fiume, e là si fermò.

“Cos’ è successo alla pietra?” pensò la Scimmia. “Non l’ho mai vista così alta prima d’ora. Deve esserci il Coccodrillo sopra!”. Così essa andò sull’orlo dell’acqua e chiamò: “Hei, Roccia!”. Nessuna risposta. Allora chiamò di nuovo: “Hei, Roccia!”

Tre volte la Scimmia chiamò, e poi disse: “Perché, Amica Roccia, stanotte non mi rispondi?”

“Oh”, pensò lo stupido Coccodrillo, “si vede che di notte la pietra risponde alla Scimmia. Stavolta dovrò rispondere io al posto della pietra”.

Quindi lui rispose: “Sì, Scimmia! Cosa c’è?”

La Scimmia rise, e disse: “Oh, sei tu, Coccodrillo, eh?”

“Sì”, disse il Coccodrillo. “Ti sto aspettando qui. Io ti mangerò”.

“Oh, stavolta mi hai preso in trappola”, disse la Scimmia. “Non ho altro modo per andare a casa. Spalanca la tua bocca così io posso saltare diritto dentro di essa!”.

Ora la Scimmia sapeva bene che quando un Coccodrillo spalanca la sua bocca, esso chiude sempre gli occhi. Così, mentre il Coccodrillo se ne stava sulla pietra con la bocca spalancata e gli occhi chiusi, la Scimmia saltò.

Ma non nella sua bocca! Oh, no! Essa saltò sulla cima della testa del Coccodrillo, e poi rapidamente saltò sulla riva. Poi salì subito sul suo albero.

Quando il Coccodrillo capì il tiro che la Scimmia gli aveva giocato, disse: “Scimmia, sei molto astuta e non conosci la paura. Dopo questo ti lascerò in pace!”.

“Grazie, o Coccodrillo, ma io starò lo stesso sempre in guardia!”, disse la Scimmia.

da: http://www.centronirvana.it/i_jataka.htm

 

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