9 – Il Karmapa Presiede la Puja a Tara Bianca

okkkkIl Karmapa Presiede la Puja a Tara Bianca: “Conferimento di tutti i Siddhi”

24 Gennaio 2016. Monastero di Tergar, Bodh Gaya, Bihar, India Appunti ed editing del Dr. Luciano Villa, revisione dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Oggi Sua Santità il Karmapa presiede una puja a Tara Bianca nella sala principale del Monastero di Tergar. La sala è decorata con ghirlande di splendenti fiori i calendula: festoni di fiori gialli ed arancioni pendono dalla porta dell’ingresso principale e su ciascuno dei sedici pilastri del monastero in tradizionale stile tibetano. Mazzi di gigli bianchi e rose rosse compongono una fila festosa lungo la parte anteriore del palco. Il Karmapa ha preso il suo posto sull’alto trono d’oro, sul palco principale, dove è stato ricavato anche lo spazio per un mandala tridimensionale. Al livello superiore v’è una statua d’oro di Tara Bianca, la Divinità di lunga vita. Un parasole in miniatura, uno degli otto simboli di buon auspicio, flutua sopra la statua. A sinistra della statua di Tara risalta una torma che la rappresenta ed, alla destra della statua d’oro, v’è un’altra torma dedicata alle 21 Tare. Un mandala d’oro ed argento indica le quattro direzioni. Ciotole piene di acqua allo zafferano e riso, che rappresentano gli otto simboli di buon auspicio, esprimono offerte pacifiche di acqua, fiori, incenso, luce, cibo, profumi e piacevoli suoni. Tutti gli oggetti preziosi di Dharma in mostra nel tempio provengono dalla collezione personale del Karmapa.

Il secondo livello del mandala vede l’offerta di ciotole di riso, bastoncini d’incenso e fiori: una preziosa offerta conosciuta in tibetano come metok tsampaka. Il livello sommitale del mandala tridimensionale regge lunghe file di torme. Col tempio così magnificamente allestito, tra volute d’incenso, Sua Santità ha aperto la processione delle monache che portavano offerte, lodi e le richieste alla divinità attraverso la recita della sadhana: una pratica rituale di Tara Bianca chiamata “Conferimento di Tutti i Siddhi”. Le monache cantavano incessanti versi di lode nel clangore ritmato dei cimbali, il battito formidabile dei tamburi ed i rintocchi squillanti delle campane.

Il particolare vantaggio di questo sadhana è che apporta una vita lunga e stabile ai detentori degli insegnamenti, mentre agli altri elimina la paura, ed a chi ha continuato ad impegnarsi in azioni virtuose tiene lontano la paura. Il testo fu composto dal 5° Shamar, Konchok Yenlak, e scritto sulla base di testi spirituali composti da lama precedenti. La Sadhana fu successivamente estesa dal 14° Karmapa, Thekchok Dorje, secondo i desideri del 9° Karmapa, Wangchuk Dorje.

La pratica della sadhana è proseguita nel pomeriggio e nella sessione finale curata dalle monache, che affollavano la sala del monastero e cantavano preghiere di lunga i vita per grandi lama e per il Karmapa, dedicando così agli altri i risultati meritevoli della loro pratica di Tara Bianca, Divinità di lunga vita. http://www.sangye.it/altro/?p=7524

 

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