La storia del mercante di Seri

buddha

La nonna non sapeva che quella era una pentola d’oro

In una casa viveva una povera vecchia e la sua nipotina. La sua famiglia una volta era stata ricca, ma ora l’unica cosa che essa aveva lasciato di tutta la ricchezza era una pentola tutta d’oro. La nonna non sapeva che quella era una pentola d’oro, ma lei l’aveva tenuta perché in passato suo marito era abituato a mangiare fuori. Essa stava su una mensola fra altre pentole e tegami, e non veniva usata spesso. ..Il Mercante avido passò davanti a questa casa, chiamando, “Comprate i miei vasi! Comprate i miei tegami!”. La nipotina disse: “Oh, Nonna, compra qualcosa per me!”. “Mia cara”, disse la vecchia donna, “noi siamo troppo poveri per comprare qualsiasi cosa. Io non ho niente neanche da commerciare”.

“Nonna, vedi quello che il Mercante ti può dare per la vecchia pentola. Noi non la usiamo, e forse lui la prenderà e in cambio ci darà qualcosa che noi vogliamo”.

La vecchia donna chiamò il Mercante e gli mostrò la pentola, dicendo, “Signore, vuole prendere questo, e dare alla piccola qui qualcosa in cambio?”.

L’uomo avido prese la pentola e la graffiò in un lato con un ago. Così scoprì che era una pentola d’oro. Allora sperando di poterla avere per nulla, così lui le disse: “Cosa vale? Neanche un mezzo-denaro!”. Egli gettò quindi la pentola in terra, e se ne andò via.

In quel momento passò l’altro Mercante. Con l’altro c’era l’accordo che entrambi sarebbero poi passati nelle strade che l’altro aveva lasciato. Egli chiamò: “Comprate i miei vasi! Comprate le mie pentole! Comprate il mio ottone!”.

La bambina lo sentì, ed implorò la sua nonna di vedere quello che lui avrebbe dato per la pentola.

“Bambina mia”, disse la nonna, “il Mercante che è stato prima quì gettò la pentola per terra e se ne andò via. Io non ho altro da offrire in cambio”.

“Ma, Nonna”, disse la ragazzina “quello era un uomo disonesto. Questo sembra piacevole. Chiedi a lui. Forse lui ci darà qualche piccolo piatto di latta!”.

“Chiamalo, allora, e mostraglielo”, disse la vecchia donna.

Appena il Mercante prese la pentola nelle sue mani, seppe subito che era di oro. Egli disse: “Tutto ciò che io ho qui non ha così valore come questa pentola. È una pentola d’oro. Io non sono abbastanza ricco per comprarla”.

“Ma, signore, un Mercante che passò qui qualche momento fa la gettò per terra, dicendo che non valeva mezza-moneta, e se ne andò via”, disse la nonna. “Per lui non valeva nulla. Se se Lei la valuta, se la prenda, magari dando alla piccola qualche piatto che a lei piace”.

Ma il Mercante non voleva averla in questo modo. Egli diede alla donna tutti i soldi che aveva, e tutte le sue merci. “Mi dia solo otto centesimi”, lui le disse.

Quindi lui prese i centesimi, ed andò via. Andando giù al fiume, lui pagò gli otto centesimi al barcaiolo perché lo portasse attraverso il fiume.

Ben presto, il Mercante avido risalì alla casa dove aveva visto la pentola d’oro, e disse: “Mi porti quella pentola, ed io vi darò qualcosa per essa”.

“No”, disse la nonna. “Lei disse che la pentola era senza valore, ma un altro Mercante ha pagato un gran prezzo per essa, e l’ha portata via.”

Allora il Mercante avido si adirò, gridando, “Per colpa di quell’altro uomo io ho perso una piccola fortuna. Quella pentola era di oro.”

Così lui corse giù sulla riva del fiume e, vedendo l’altro Mercante che era sulla barca nel fiume, strillò: “Ehi, Barcaiolo! Ferma la tua barca! ”

Ma l’uomo nella barca disse: “Non si fermi!” Quindi lui arrivò alla città che stava sull’altro lato del fiume, e visse bene per tutto il tempo con i soldi che la pentola gli aveva portato.

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