4 Ghesce Tenzin Tenphel: L’addestramento mentale.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Sviluppare più compassione, amore, gentilezza verso gli altri

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel: Sviluppare più compassione, amore, gentilezza verso gli altri

Insegnamenti del Ven. Ghesce Tenzin Tenphel al Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio il 12 e 13 marzo 2016 sul tema “L’addestramento mentale, come affrontare i problemi con serenità.Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania, nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano di Lotzava Thubten Sherab Sherpa. Quinta parte.

Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

Sviluppiamo la pazienza, l’altruismo, l’amorevole gentilezza. Sono le pratiche principali del buddismo, oltre a quelle della visione corretta. Visione giusta è rispetto al sorgere dipendente, mentre la condotta che evita di danneggiare gli altri, sono incluse tutte le pratiche. Questi insegnamenti che vanno dal non nuocere all’amorevole gentilezza: possono essere praticate in famiglia. Nella nostra vita reale dobbiamo essere molto pratici nella pratica. Se recito verbalmente il mantra ma non sono amorevole e compassionevole con gli altri, la pratica vera non è integrata. Secondo me, vivendo in questo mondo, essendo un essere ordinario, cadiamo in conflitti e discussioni, ma non dobbiamo peggiorare questa situazione, ma fare di tutto per migliorarla. I problemi della nostra vita, se li lasciamo andare avanti, aumenteranno, ma, se proviamo ad eliminarli con gentilezza, allora ci porteranno ad una vita più lieta e felice.

Vivendo in questo mondo è possibile, anzi probabile, incappare in problemi reali, litigi, eccetera, ma dobbiamo essere pronti a risolvere questi problemi. Vivendo in questo mondo samsarico è impossibile vivere senza problemi, quindi, quando sorgono dei problemi, dobbiamo impegnarci a trovare la soluzione, altrimenti i nostri problemi di stress diventano ancora più grandi. I problemi esterni sorgono, ma dobbiamo proteggerci, prenderci cura della nostra mente. E quando la nostra situazione diventa molto grave, non dipende tanto dei nostri problemi esterni, la gravita della situazione dipende dal fatto che non troviamo soluzione alcuna. Ci sono molte cose che non desideriamo, ma che noi amplifichiamo, e le rendiamo ancora peggiori. Il che influisce sulla nostra relazione familiare, sul nostro matrimonio. Dobbiamo perciò trovare il rimedio giusto anche applicando la pazienza. Shantideva diceva: “Quando abbiamo dei problemi che ci vengono incontro, se abbiamo la possibilità di risolverli, perché preoccuparsi, occorre far di tutto per risolverli. Se invece non possiamo far nulla per risolverli, perché allora, di nuovo, preoccuparsi?”

Il nostro errore sta nel non applicare gli antidoti dell’addestramento mentale, se vogliamo effettivamente il benessere e la felicità mentale, c’è veramente bisogno dell’addestramento mentale, altrimenti non avremo mai la base per la felicita e l’addestramento non continua. Nutriamo la speranza vera di cambiare la nostra mente, allora ci dobbiamo applicare per cambiare il nostro atteggiamento, il nostro comportamento. Se osserviamo il nostro comportamento, possiamo pensare che tutto l’oggetto su cui fondare la nostra felicita è il marito, la moglie, l’auto, la casa. Ma sia il marito che la moglie non vogliono la sofferenza e desiderano la felicità. Ma non possiamo contare al mille per mille su nessuno, sì, possiamo contare sul nostro marito e moglie, ma non sono affatto oggetto della nostra speranza. È una felicita limitata aver fiducia in chi ci è vicino, solo nella mente, nel cambiamento della mente, nella sua trasformazione, nella saggezza e nell’amorevole gentilezza della mente troveremo la soluzione ai nostri problemi. Così succede quando cambiamo l’auto, appena acquisita ne siamo fieri, poi ne troviamo i difetti, e saremo afflitti dai graffi che troveremo sulla superficie, dalle multe, dalle tasse, dall’assicurazione e dagli incidenti. Così sul lavoro, anche se è stabile ci sono ugualmente conflitti od incomprensioni tra colleghi, il lavoro può essere fonte di soddisfazione ma anche di sofferenza, per infiniti motivi. Così, se non funziona, ho un problema, insomma occorre avere generare la mente di saggezza, dobbiamo sapere come comportarci con tutti questi materiali, dobbiamo sapere come reagire in questa situazione. Oltre a tutti questi problemi c’è il bisogno di nuovi modelli, aggiornamenti, il che ci crea disagio mentale, ma sfortunatamente non possiamo raggiungere, nemmeno mentalmente, tutti coloro che desideriamo, il che ci crea sconforto, sofferenza. Ma anche il nostro stesso corpo è una gran sorgente di costanti problemi. Perché quando siamo consapevoli del nostra corpo, quando dobbiamo sopravvivere con esso, ci chiediamo: quanto abbiamo bisogno per sopravvivere? Per poter mantenere questo corpo? Oltre a tutte queste conseguenze del corpo che abbiamo, purtroppo il corpo è incline ad ammalarsi, alla fame, sete, stanchezza. Anche per mantenere questo corpo dobbiamo sopportare molti disagi. Se non ci prendiamo cura, se non proteggiamo la nostra mente, non ci rimane molta speranza. Ciò che rimane come sorgente di speranza è di sviluppare più compassione, amore, gentilezza verso gli altri. Altrimenti i beni materiali, l’auto, la casa, ma nemmeno sugli amici ed i familiari più stretti, non possiamo contare su di loro per conseguire sulla felicita eterna. Questo è l’unico sentiero tramite il quale possiamo sperare di conseguire la felicità. Quando sappiamo come sviluppare pazienza verso i nostri cari e sviluppare compassione e cambiare la nostra mente, grazie alla saggezza, anche il corpo diventa causa di felicità, perché, quando anche il corpo è sano diventiamo più allegri, anche chi ci è attorno ci diventa amico, perché chi è compassionevole attrae le persone, perché se c’è la base c’è la sostanza d’attrazione e si comunica nel modo più sincero ed amichevole. In tal modo, anche il corpo diventa sano e vivremo più a lungo, con una vita migliore, grazie a questo potremmo avere più amici. E, pure il cibo lo troveremo più saporito, e potremo godere di buona salute e vivere più a lungo. Il sapore ed il piacere del mangiare non dipendono dal cibo, ma dalla condizione interiore della nostra mente. Immaginiamo un banchetto ed una meravigliosa tavola imbandita, ma da una parola sbagliata potrebbe nascere un’incomprensione ed una disputa che sfocia in un litigio. A quel punto è tutto cambiato, la festa è finita, anzi, proprio perché è la mente che condiziona la situazione, la rabbia e la tristezza s’impadroniscono della festa e tutto diventa nero, ostile, quando non ne erano affatto presenti le premesse, perché la tavola era stata preparata a dovere e la festa era solo da fruirsi.

 

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