La storia del bue che vinse la scommessa 

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Quindi il Bue e l’uomo tornarono a casa, felici.

Gli uomini risero, e dissero: “Molto bene; porta il tuo bue, e noi allacceremo cento carri in una fila e vedremo se il tuo bue saprà trascinarli a lungo.”
Quindi l’uomo portò il suo bue nel villaggio. Una folla si raggruppò per vedere la cosa. I cento carri furono messi in fila, ed il forte bue fu assoggettato al primo carro. Poi il proprietario frustò il bue, e disse: “Svegliati disgraziato! Vai avanti, canaglia! ”

Ma siccome al Bue non era mai stato parlato così, quindi restò ancora fermo. Né i colpi né le male parole, riuscirono a farlo muovere. Alla fine il pover’uomo dovette pagare la sua scommessa, e malinconicamente andò a casa. Là lui si gettò sul suo letto e pianse: “Perché il forte Bue ha agito così? Un tempo lui trasportava molto facilmente I carichi più pesanti. Perché mi ha fatto vergognare di fronte a tutte quelle persone?”. Poi si si lasciò andare ad un sonno ristoratore.

Alla fine, l’uomo si alzò ed andò al lavoro. Quando andò a dar da mangiare al Bue quella sera, il Bue si rivolse a lui e disse: “Perché oggi mi hai frustato? Non mi avevi mai frustato prima. Perché mi hai chiamato ‘disgraziato’ e ‘canaglia’? Non mi avevi mai chiamato così prima!”.

Allora l’uomo disse: “Io non ti tratterò più male. Mi dispiace di averti frustato e di averti chiamato con quei brutti nomi. Io non farò mai più così. Perdonami.”

“Va bene”, disse il Bue. “Domani torneremo nel villaggio ed io trascinerò i cento carri per te. Tu sei stato sempre un buon padrone per me, fino ad oggi. Domani riguadagnerai quello che hai perso.”

Il mattino seguente il proprietario alimentò ben bene il suo Bue, ed appese una ghirlanda di fio-ri sul suo collo. Quando si recarono al villaggio gli uomini risero di nuovo all’uomo. Essi dissero:”Sei venuto a perdere ancora più soldi?”

“Oggi io pagherò una scommessa di due mila pezzi d’argento se il mio Bue non sarà abbastanza forte da tirare i cento carri”, disse il proprietario.

Così di nuovo i carrelli furono messi in fila, ed il Bue fu assoggettato al primo. Una gran folla venne di nuovo a guardare. Il proprietario disse: “O buon Bue, mostraci come sei forte! O creatura dolce ed eccellente!” E glii accarezzò il collo e lisciò i suoi fianchi. Subito il Bue tirò con tutta la sua forza. I carri si mossero finché l’ultimo carrello non arrivò dove erano stati i primi. Allora la folla gridò, e i paesani pagarono la scommessa all’uomo, dicendo: “Il Suo Bue è il più forte che abbiamo mai visto.” Quindi il Bue e l’uomo tornarono a casa, felici.

http://www.centronirvana.it/i_jataka.htm

 

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