Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim, i 51 fattori mentali. – 3

Ven. Ghesce Yesce Tobden

Ven. Ghesce Yesce Tobden

Ven. Ghesce Yesce Tobden: Lam Rim. Esposizione del sentiero graduale verso l’illuminazione. I 51 fattori mentali. Traduzione del Ven. Luca Corona. Treviso 30 novembre, 1- 2 dicembre 1979.Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma teachings per il benficio di tutti gli esseri senzienti. Terza parte.

Ven. Ghesce Yesce Tobden 1 dicembre 1979

I 51 fattori mentali principali.

Nella nostra mente vi sono diversi aspetti mentali, alcuni dei quali positivi, meritori, altri negativi, non meritori. È importante perciò conoscere bene la situazione della mente, comprendere bene la sua psicologia. I fattori mentali principali sono 51, alcuni positivi, altri negativi, altri ancora l’uno e l’altro. I primi 5 sono chiamati “ fattori mentali onnipresenti” in quanto si trovano in tutti i tipi di mente primaria, eccoli.

1. la SENSAZIONE: quando gli oggetti vengono percepiti posso provare tre tipi di sensazione: piacevole, spiacevole, neutra o indifferente.

2. il RICONOSCIMENTO: quella mente che dà un nome agli oggetti dopo che sono stati percepiti.

3. l’INTENZIONE o meglio, LA DIREZIONALITA’ DELLA MENTE: fattore mentale che indirizza, incita, spinge azioni fisiche, mentali, verbali verso una direzione positiva o una negativa.

4. il CONTATTO: è quel fattore mentale che porta ad unire oggetto ed organo del senso, che crea la combinazione oggetto-organo di senso e la mente che percepisce l’oggetto.

5. l’ultimo è l’ATTENZIONE: fattore mentale che mantiene la mente su un determinato oggetto. Un esempio: pensare continuamente “oggi devo fare questa cosa, assolutamente devo fare questa cosa” e pensare così ovunque vada.

La mente primaria è quella mente che è alla base di ogni attività mentale e che si sente essere la mente principale. Ad esempio dire: “Io non ho una mente buona, in quanto non riesco a fare certe cose”, oppure ”in fin dei conti ho una mente normale, perché riesco a pensare bene”.

Un altro gruppo di 5 fattori mentali viene chiamato i “fattori mentali che realizzano l’oggetto” ed anch’essi possono essere sia positivi che negativi e possono essere sviluppati attraverso la pratica o l’abitudine.

1. l’ASPIRAZIONE: desiderare di ottenere qualcosa che appunto si desidera. Ad es. se si ritiene che avere conoscenza su un certo soggetto sia desiderabile e positivo, aspirare a raggiungere quelle conoscenze.

2. l’INTERESSE: ad esempio: dopo aver valutato i vantaggi della pratica del Dharma, le qualità avere una attrazione verso questo metodo. Ecco questa attrazione prende il nome di “interesse”. Quando ad una persona piace lo studio si dice:” ha interesse per lo studio”.

3. la MEMORIA: non dimenticare ad es. ciò che si studia, che ci vene detto. 4. la CONCENTRAZIONE: fattore mentale che permette alla mente di posarsi su un oggetto senza distrazione. E’ un tipo di concentrazione istintiva diversa dalla CONCENTRAZIONE SUPERIORE che è ottenuta attraverso pratiche di allenamento mentale. Esse consistono, per prima cosa, a porre un oggetto alla propria mente ed allenarla a rimanere su quell’oggetto senza alcuna distrazione per un periodo dapprima breve, poi pian piano allungando questo tempo sempre più fino a poter tenere la mente concentrata sul suo oggetto per un periodo molto lungo senza alcuna fluttuazione

5. l’INTELLIGENZA DISCRIMINATIVA: il saper riconoscere, ciò che è meglio fare, ad esempio le pratiche migliori da seguire.

Il gruppo degli 11 fattori mentali positivi: 1. FEDE e DEVOZIONE: dobbiamo utilizzare i due termini uniti per rendere la traduzione: provare attrazione verso un essere che possiede vere qualità, oppure verso le qualità stesse di questo Essere. Il provare attrazione ad es. verso la propria moglie, verso i propri amici.. non è né fede, né devozione, ma semplice attrazione.

2. il RISPETTO DI SE STESSI: quel fattore mentale positivo che è presente, ad esempio, quando stiamo per compiere un’azione positiva, e ci frena quando stiamo per compiere una azione negativa pensando: “ è meglio che non lo faccia, è una cosa che non devo fare…”

3. la CONSIDERAZIONE DEGLI ALTRI: simile al “rispetto per se stessi, ma rivolto agli altri. Non compiere un’azione pensando che ciò sarebbe di danno agli altri, pensando che l’azione creerebbe sofferenza nell’altro. Se si pensa di non commettere un’azione pensando agli altri, è perché in lui è sorto questo fattore mentale: la considerazione per gli altri.

4. Il DISTACCO: non avere attaccamento per il proprio corpo, per il posto in cui si vive, per i beni materiali e così via.

5. Il NON ODIO: è l’antidoto all’odio. Appena uno genera odio verso qualcuno il “non odio” elimina questo sentimento. Quindi è un aspetto mentale positivo che ha come compito il rappacificamento dell’odio

6. la NON IGNORANZA: dicendo “non ignoranza” si dice “saggezza” che è l’opposto dell’ignoranza.

Vi sono tre tipi di Saggezza:

 la saggezza innata, nel senso che è presente al momento della nascita, che deriva dalle vite precedenti;

 saggezza ottenuta in seguito, durante questa vita;

 saggezza ottenuta attraverso la pratica in questa vita la saggezza che si ottiene dall’ascolto, la saggezza che si ottiene dal ricevere insegnamenti, la saggezza che si ottiene meditando

7. lo SFORZO ENTUSIASTICO: avere vero piacere, entusiasmo nella pratica del Dharma, nel praticare azioni meritorie. Non si parla di entusiasmo per il proprio lavoro o per ottenere una certa posizione sociale.

8. la FLESSIBILITA’ PSICO-FISICA.:ad es. al mattino ci si sente nella possibilità di poter fare tutto, in questo caso si parla di flessibilità psico-fisica specifica che ha come oggetto la pratica del Dharma.

9. la DILIGENZA: fattore mentale attraverso il quale si riesce a praticare bene, a mettere in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti.

10. l’EQUANIMITA’: qualità positiva della mente ottenuta con la pratica della concentrazione, quando durante la pratica si riesce ad eliminare gli ostacoli, intorpidimento ed agitazione mentale, e la mente resta nello stato di equanimità

11. la NON VIOLENZA: fattore mentale che rappacifica ogni sentimento di odio verso gli altri, di voler far del male agli altri: una specie di simpatia verso tutti gli esseri. Tutti questi fattori mentali sono dentro di noi, sono nella nostra mente. I fattori mentali positivi devono essere coltivati, i fattori mentali negativi, difetti mentali, (6 difetti mentali e 20 secondari) devono essere eliminati. Tutta la sofferenza che sperimentiamo in questo samsara tutta, ha come causa prima i difetti mentali che inquinano la nostra mente. Per poter eliminare la sofferenza bisogna eliminarne le cause, che sono appunto i difetti mentali. Per eliminare i difetti mentali bisogna saperli riconoscere e, per riconoscerli, bisogna ascoltare l’esposizione dei difetti mentali che sono veramente tanti e sono raggruppati in 2 categorie: 6 difetti mentali principali, 20 difetti mentali secondari. I 6 difetti mentali principali o turbamenti mentali principali sono:

1. ATTACCAMENTO,

2. ODIO,

3. ORGOGLIO,

4. IGNORANZA,

5. DUBBIO NEGATIVO,

6. VISIONI IMPERFETTE, o VISIONI DIFETTOSE.

L’ATTACCAMENTO è quel fattore mentale negativo che aspira ad ottenere e possedere un oggetto, il desiderio di poter avere e possedere un oggetto “impuro” a cui vengono attribuite caratteristiche ed aspetto attraente. La ragione per cui si qualifica l’oggetto dell’attaccamento come “impuro” è per distinguerlo dall’aspirazione positiva di voler raggiungere la liberazione o lo stato di Buddha. Il desiderio di raggiungere questi oggetti puri non è Attaccamento. Perché lo sia, l’oggetto deve appartenere al Samsara. L’ODIO è il desiderio di essere liberati da oggetti a cui si attribuiscono qualità di spiacevolezza.

Tre sono gli oggetti dell’odio:

  • gli altri esseri (es: che ci fanno del male),

  • la propria sofferenza,

  • la causa immediata della sofferenza che si deve sperimentare.

Un comportamento provocato dall’odio è, ad esempio, vendicarsi con qualcuno che ci ha fatto del male, cercare di far qualcosa per poter ridare indietro il male ricevuto.

L’ORGOGLIO: sentirsi migliori degli altri e superiori a causa del proprio aspetto fisico, della propria ricchezza, razza, capacità, posizione sociale, aspetto fisico…es. Ci sono diversi tipi di orgoglio:

 l’orgoglio verso chi è inferiore a noi, per es. per posizione sociale e pensare: “ ecco , io sono migliore di lui..”;

 l’orgoglio, il sentirsi superiori e migliori di qualcuno che si considera un proprio pari, ad es. quando due persone studiano insieme ed hanno lo stesso grado di conoscenza, ma uno dei due pensa di essere migliore e di essere più intelligente;

 l’orgoglio rivolto a qualcuno che in effetti ha qualità superiori alle nostre, ma trovando tuttavia una ragione per considerarsi migliori;

 l’orgoglio di sé stessi, senza alcun termine di paragone, ad es. pensare “io sono veramente fantastico”;

 altro tipo di orgoglio è pensare di aver ottenuto una delle qualità superiori, ad esempio uno dei 5 tipi di chiaroveggenza, e pensare: “ho raggiunto una di queste qualità superiori e sono veramente fantastico”

 l’orgoglio di affermare di essere particolarmente intelligente, colto, mentre invece non è vero.

L’IGNORANZA: non poter conoscere la vera realtà delle cose, non poter conoscere il dharma. Quando riceviamo insegnamenti di Dharma e non riusciamo a comprenderli e dovuto all’ignoranza. Un altro tipo di ignoranza è quello per esempio attraverso il quale si crede alla esistenza indipendente di un sé della persona.

IL DUBBIO NEGATIVO: aver dubbi che non cercano soluzioni, ma che si mantengono tali e quali. Avere dubbi su argomenti quali l’esistenza o non esistenza delle vite future o sulla veridicità della legge di causa ed effetto, il karma.

LE VISIONI ERRATE: visioni difettose, se ne distinguono 5 tipi :

  • visione mondana: il credere che esista un io imputandolo sull’insieme di elementi fisici e psichici che formano la nostra persona. Sulla base di questo insieme pensare che esista un IO indipendente, a sé stante. Questa visione errata ci fa ritenere che in mezzo a questi aggregati psicofisici ci sia, appunto, questo Io, come se fosse qualcosa di diverso dagli aggregati stessi, invece non è così. Con il termine di “aggregati psico-fisici” si intende si intende l’insieme di mente e corpo. E’ un tipo di visione errata “sottile” indicare l’insieme di mente e corpo, dire “ dentro c’è un IO, c’è anche un IO”. Quando affermiamo che questo IO non esiste è la teoria buddista del non sé e con ciò non si vuol dire che esso non esiste in assoluto. Se si negasse in assoluto l’esistenza di un IO, si cadrebbe nell’estremo del nichilismo. Nello stesso modo, se si parlasse di un IO permanente, si cadrebbe nell’estremo dell’ eternalismo.

  • Nichilismo (che ritiene che l’io non esista in assoluto) ed eternalismo (che ritiene che l’io esista e sia permanente) sono altre due visioni errate.

  • Un’altra visione errata è considerare una delle tre visioni di cui si è parlato prima, come la visione migliore.

  • Altra visione errata: considerare pratiche sbagliate come il miglior metodo per raggiungere la liberazione. In India, ad esempio, alcune sette affermavano che chi si suicidava saltando sul fuoco in un certo giorno raggiungeva la liberazione. Oppure gettarsi da un burrone alla base del quale era piantato un tridente: se la persona saltando sul tridente fosse riuscita a far si che la punta centrale entrasse nella testa e le due punte laterali nelle spalle sarebbe morta, ma avrebbe raggiunto la liberazione. Oppure ancora raggiungere la liberazione stando senza cibo.

  • Quindi vi è una visione errata assoluta che nega l’esistenza delle vite passate e del karma.

Vi sono poi i 20 turbamenti mentali secondari

1. LA RABBIA: aspetto secondario dell’ODIO: quando si ha, a nostra volta, un forte desiderio di far del male a qualcuno per il solo fatto che ci ha fatto del male.

2. IL RANCORE : anche questo è un aspetto secondario dell’ODIO. Cosa ci fa fare? Una volta che dentro di noi sorge l’odio, senza pensare che sarebbe meglio non farlo sorgere, continuare a covarlo per lungo tempo, pensando a quella persona come nemico, continuando a pensare che se prima mi ha fatto del male ella continuerà a farmene adesso ed in futuro. Oppure pensando:” ha fatto del male ai miei amici, fa e farà del male ai miei amici. Oppure” è un amico dei miei nemici, sono quelli che mi fanno e mi faranno del male.” il covare continuamente questo odio anche se l’oggetto non è di fronte a noi è il RANCORE.

3. L’IPOCRISIA è una aspetto secondario dell’ignoranza e significa nascondere i propri errori a noi stessi e quando qualcuno ce li fa notare , pensando che non è vero, che la persona sbaglia e che io sono proprio perfetto.

4. LA CATTIVERIA: o meglio la STIZZA, anch’esso è un aspetto secondario dell’ODIO: ed è quell’aspetto mentale che spinge ad esempio quando ci si incontra con una persona che ci ha fatto del male e aver voglia di dire parole cattive, di insultarla. Guardando all’esperienza quotidiana, ciascuno di noi si accorgerà se nella sua mente ci sono o meno questi aspetti mentali negativi. Che ci siano, questo è sicuro, soltanto che molte volte non si è capaci di riconoscerli, per cui è importante capire bene di che cosa si tratta, di modo che, appena sorgono, si possano riconoscere ed eliminare

5. L’INVIDIA. Aspetto secondario dell’ODIO che non ci fa sopportare la felicità altrui, e provare invidia quando gli altri ottengono qualche cosa.

6. L’AVARIZIA: altro aspetto mentale secondario dell’ATTACCAMENTO che rende impossibile dare agli altri ciò che si ha.

7. LA PRETESA: non possedere nessuna qualità, ma fare in modo che gli altri pensino che noi si sia veramente pieni di ottime qualità.

8. LA FALSITA’: nascondere il proprio errore agli altri ben sapendo di avere quel difetto. Compiere particolari azioni, sbagliate, farlo di nascosto, e mantenere con gli altri una attitudine come se si fosse veramente puri.

9. SODDISFAZIONE o ARROGANZA significa: una volta ottenuta ad es. una elevata posizione sociale, esserne estremamente soddisfatti e non cercare di raggiungere qualcosa di più concreto. Lo stesso vale per la persona che s’arricchisce e si sente completamente soddisfatta di questa situazione.

10. DISPREZZO O MALVAGITA’: è l’opposto dell’ultimo fattore mentale positivo che abbiamo chiamato: NON VIOLENZA, specie di simpatia, compassione. Il suo opposto è il contrario, il disprezzare e non considerare i sentimenti degli altri.

11. MANCANZA DI RISPETTO DI SE STESSI: opposto al fattore mentale positivo e significa,che, nel momento in cui si sta per compire un’azione negativa, uno non riesce a pensare che è sbagliato compiere un’azione sbagliata , essere incuranti, non aver cura di sé, della propria pratica, del proprio stato. Non considerare assolutamente gli altri e continuare nel proprio comportamento negativo.

12. TORPORE MENTALE: quando non si riesce ad afferrare l’oggetto, quando l’intelligenza diventa opaca.

13. AGITAZIONE MENTALE: aspetto secondario dell’attaccamento, è uno degli ostacoli allo sviluppo della perfetta concentrazione. Fa distrarre la mente dal suo oggetto o dall’oggetto della meditazione, facendole seguire un oggetto dei sensi. Ad es: quando uno sta studiando e comincia a pensare alla vacanza che verrà, ad andare a spasso.

14. L’OPPOSTO DELLA FEDE E DEVOZIONE: non avere attrazione verso ciò che possiede buone qualità, ad esempio, se uno non possiede attrazione verso il dharma si dice che nella mente c’è questa mancanza di fede e devozione verso il dharma.

15. PIGRIZIA:si intende pigrizia nella pratica, non ha voglia di praticare e per es, preferisce dormire.

16. NON DILIGENZA O TRASCURATEZZA: è l’opposto a ciò che abbiamo visto nei fattori mentali positivi. La diligenza è l’attenzione alla propria pratica, al proprio comportamento, cercando di praticare al meglio possibile evitando le azioni negative. Trascuratezza significa non dare importanza alla pratica e giudicare indifferente che si pratichi o meno.

17. DIMENTICANZA: non tenere alla mente un oggetto, ed è l’opposto della memoria. Quando uno studia e non riesce a tenere a mente certe cose, si dice che la sua mente ha questo fattore mentale negativo.

18. NON CONSAPEVOLEZZA: chiamata anche intelligenza inquinata, e significa non avere intelligenza e consapevolezza per quanto riguarda il dharma, ed averne invece per altre e diverse attività.

19.DISTRAZIONE MENTALE: mentre l’agitazione mentale è un aspetto dell’attaccamento, nell’agitazione la mente la mente, per inquietudine, invece di essere concentrata su un oggetto verso il quale non c’è attaccamento.

20. (non c’è nella trascrizione) (penso manchi la NON INTROSPEZIONE).

I 6 difetti mentali principali e i 20 secondari sono mischiati nella nostra mente, ma possono essere eliminati: fino a quando non riusciremo a farlo dovremo sempre sperimentare problemi. Eliminandoli non sperimenteremo più sofferenza. L’individuo che ha raggiunto la liberazione, lo stato di Nirvana, viene chiamato Arhat, “colui che ha distrutto il nemico”, cioè questi aspetti mentali negativi. È pur vero che i difetti mentali non possono essere eliminati subito, ma possiamo cominciare a farlo!

Gli ultimi 4 fattori mentali vengono chiamati fattori mentali mutevoli.

1. il SONNO: è ciò che fa assorbire la mente ed è un aspetto secondario dell’ignoranza.

2. IL PENTIMENTO è positivo se ha come oggetto un’azione negativa, altrimenti è il contrario. E’ un fattore “mutevole” appunto perché dipende dal suo oggetto.

3. L’ANALISI GENERALE’: è la mente concettuale che analizza l’oggetto, nel suo aspetto generale, senza addentrarsi nei particolari.

4. L’ANALISI PARTICOLARE: la mente che analizza entrando negli aspetti particolari. Un esempio di questi due ultimi fattori mentali: analizzare un certo corpo e decidere che è un vaso, analizzandolo ulteriormente: decidere se è un fenomeno permanente o impermanente, se è forma o meno. Questa è stata una brevissima spiegazione dei 51 fattori mentali. E’ un argomento abbastanza difficile, specie dopo una spiegazione così breve. Almeno sapete che esistono, sapete quali sono, poi dovrete voi approfondire questo argomento, studiare analizzare, per comprendere le differenze sottili tra i diversi fattori mentali.

Fonte http://centrolamatzongkhapatv.it/pdf/LamRim_GhesceYesceTobden1979.pdf che si ringrazia infinitamente per la sua grande gentilezza.

 

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