La storia della misura di riso 

Una volta, un re disonesto aveva nella sua corte un uomo chiamato l’Estimatore. L’Estimatore era

Un giorno un rivenditore di cavalli portò cinquecento cavalli alla corte di questo re.

Un giorno un rivenditore di cavalli portò cinquecento cavalli alla corte di questo re.

colui che stabiliva il prezzo che doveva essere pagato per cavalli ed elefanti e gli altri animali. Egli metteva anche il prezzo su oro, gioielli,e cose di questo genere. Quest’ uomo era giusto ed onesto, e stabiliva il corretto prezzo che doveva essere pagato ai proprietari dei beni.

Il re non era contento di questo Estimatore, perché era onesto. “Se avessi un altro tipo di uomo come Estimatore, forse guadagnerei più ricchezza”, pensava il Re.

Un giorno, egli vide un misero e stupido contadino entrare nel recinto del palazzo. Il re fece subito chiamare il tizio e gli chiese se avesse gradito essere l’Estimatore. Il contadino disse che gradiva quella posizione. Quindi il re lo nominò Estimatore. Così cacciò via l’Estimatore onesto dal palazzo. Allora il contadino prese a stabilire i prezzi su cavalli ed elefanti, su oro e gioielli. Lui non conosceva il loro valore, così diceva ogni cosa che capitava. Poiché il re lo aveva nominato Estimatore, le persone dovevano vendere i loro beni per il prezzo che stabiliva lui.

Un giorno un rivenditore di cavalli portò cinquecento cavalli alla corte di questo re. L’Estimatore arrivò e disse che essi valevano una mera misura di riso. Quindi il re ordinò che al mercante di cavalli fosse data la misura di riso, e che i cavalli fossero messi nelle stalle di palazzo.

Il mercante di cavalli andò poi a cercare l’uomo onesto che era stato l’Estimatore, e gli raccontò ciò che era successo. “Cosa devo fare?” chiese il mercante di cavalli.

“Io penso che tu dovrai fare un presente all’Estimatore, così che lui ti faccia dire e fare ciò che tu vuoi dire e fare”, disse l’uomo. “Va’ da lui e dagli un eccellente regalo, poi digli: ‘Tu hai detto che i cavalli valevano una misura di riso, ma ora dimmi ciò che vale una misura di riso! Puoi valutarmela stando al posto del re?’ Se lui dice che può, vai con lui dal re, ed anch’io sarò là!”.

Il mercante di cavalli pensò che questa era una buona idea. Quindi portò un bel presente all’Estimatore, e disse quello che l’altro uomo gli aveva detto di dire.

L’Estimatore prese il regalo, e disse: “Sì, posso andare davanti al re con te e io posso dire quello che vale una misura di riso. Ora te la valuto!”.

“Bene, andiamoci subito!” disse il venditore di cavalli. Così essi andarono davanti al re ed ai suoi ministri nel palazzo.

Il rivenditore si prostrò di fronte al re, e disse: “O re, io ho appreso che la misura di riso è il valore dei miei cinquecento cavalli. Ma il re sarà disponibile a chiedere all’Estimatore qual’ è il valore della misura di riso?”

Il re, non conoscendo ciò che era accaduto, chiese: “E allora, Estimatore, qual è il valore dei cinquecento cavalli?”

“Una misura di riso, O Re!” disse lui.

“Molto bene, dunque! Se cinquecento cavalli hanno il valore di una misura di riso, qual’ è il valore della misura di riso?” disse ancora il Re. “La misura di riso vale la Sua intera città”, rispose lo stupido contadino.

I ministri batterono le mani, ridendo, e dicendo, “Che sciocco Estimatore! Come può tale uomo avere questo ufficio? Noi pensavamo che questa grande città fosse oltre qualunque prezzo, ma questo uomo dice che vale solo una misura di riso!”. Allora il re si vergognò, e cacciò via il contadino sciocco.

“Io ho cercato di far piacere al re mettendo un prezzo contenuto sui cavalli, ed ora invece guarda cosa mi è successo!” disse l’ex Estimatore, mentre fuggiva tra la folla che rideva.

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