2 Ven Ghesce Gendun Tharchin: Yoga tantrico

Geshe Gedun Tharchin: Introduzione allo yoga è unione, meditazione, crescita spirituale,

Geshe Gedun Tharchin: Introduzione allo yoga è unione, meditazione, crescita spirituale,

Insegnamenti del Venerabile Lama Gendun Tharchin, Ghesce Lharampa, a Quartu Sant’Elena (Cagliari) il 16 e 17 aprile 2016, a cura del Gruppo di Studi del Buddhismo Tibetano di Cagliari, sul tema “ Introduzione allo yoga tantrico. Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings, per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, del Centro Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Ci scusiamo per possibili errori ed omissioni. Seconda Parte.

Ven. Ghesce Gendun Tharchin.

Esistono vari veicoli di Dharma, almeno tre livelli di Lam Rim, per tre livelli di persone.

Tornando a casa questo percorso non finisce qui, il cammino continua.

Meditiamo, e meditiamo sulla vacuità. Essa è la visione più alta del Buddha, è la potenzialità d’energia dinamica di qualsiasi pratica. Leggi il sutra del cuore e medita http://www.sangye.it/altro/?p=6098.

Medita così. Medita sul significato del mantra, mentre il corpo contempla la natura della vacuità, la forma è vuota, dallo spazio della vacuità si forma tutto l’universo, compreso me stesso, nella nostra naturalezza e natura umana, con la consapevolezza del grande dharma universale, valore di tutti i fenomeni che il nostro cuore trasforma nella bodicitta.

Inspira profondamente, mantieni il corpo rilassato, mantieni la mente nella natura di bodhicitta, siamo in unità con l’universo. Noi siamo l’universo.

Grazie a tutti. Ora dal samadhi potete ritornare nello stato di risveglio.

Questa meditazione sulla vacuità è importantissima, è yoga tantrico perché trasforma la nostra esistenza nella purezza della vacuità. Avere un esperienza vissuta in unità con la vacuità nelluniverso nella realtà ultima dei fenomeni, questo rende spazio, grande sensibilità, unione con l’universo, siamo l’universo, questo è Mahamudra http://www.sangye.it/altro/?cat=19, http://www.sangye.it/altro/?cat=25, http://www.sangye.it/altro/?cat=81, la nostra natura, la natura di tutti i fenomeni. Grazie all’intelligenza umana abbiamo una capacità di fare esperienza, di vivere un’esperienza vissuta su questa grande realtà, è un valore immenso. Vale la pena che sia richiamata e vissuta. Perciò abbiamo avuto l’esperienza vissuta della beatitudine della vacuità, è la nostra dedica e condivisione con tutti gli altri, grazie per la vostra pazienza, la vostra amicizia, bellezza della vostra mente e cuore.

Domenica 17 aprile 2016

Ghesce Gendun Tharchin.

Con la corretta motivazione di beneficiare tutti gli esseri senzienti assumiamo la giusta postura comoda e tranquilla, respiriamo bene in modo tranquillo, comodo, rilassato e naturale, svuotiamo la nostra mente. Con la mente vuota, senza alcun pensiero, cancelliamo la nostra identificazione di io e cerchiamo di riposarci in questa natura della non esistenza del sé. Ora cerchiamo d’immaginare di trasformare il nostro corpo in immagine di luce nello spazio, trasparente. Al centro del nostro corpo cerchiamo d’immaginare il canale centrale dritto dall’ombelico fino al nostro terzo occhio, il canale è una sottile cannuccia sottile trasparente esternamente blu, alla sua destra visualizziamo un altro canale rosso, a partire da sotto il nostro ombelico fino alla base del naso, a sinistra visualizziamo un altro canale bianco fuori e rosso pallido dentro che ha il medesimo percorso dalla base dell’ombelico alla radice del naso. L’interno d’ogni canale è di color rosso pallido, come i petali del fior di loto. I due canali sottombelicali sono collegati. Inspiriamo dal naso dalla narice destra facendo passare il vento nel canale rosso, riempiendolo con l’elemento vento, quindi lo facciamo instradare nel canale di sinistra bianco, facendolo fuoriuscire dalla narice sinistra. Inspiro dalla narice destra ed espiro dalla sinistra. Purifichiamo così tutti i venti negativi legati al canale destro, ed ora inspiriamo dalla narice sinistra nel canale bianco ed espirando a destra nel canale rosso. Cambiamo ora la posizione dei canali, in modo che entrambi sotto l’ombelico si congiungono al canale centrale. Inspiro da entrambi i canali, e l’aria, entrando dai canali laterali a livello sottombelicale confluisce nel canale centrale fuoriuscendo a livello del nostro terzo occhio. Immaginiamo così d’eliminare tutti gli ostacoli per sviluppare la bodicitta, compassione e saggezza, eliminando così tutti i blocchi nel canale centrale, contemplando questo stato d’essere, privo d’intensificazione di sé. Ritorniamo ora al nostro corpo, canali e cinque chakra, corpo sottile, contemplando la vacuità del corpo, mente e del nostro io. Questa vacuità del sé, del nostro corpo e mente pervade tutto l’universo, quindi la nostra esistenza è in tutto l’universo. Dall’infinità dell’universo, il sé della vacuità fa sorgere in noi infinita compassione ed amore, la realizzazione della realtà ultima della saggezza. Visualizziamo al centro del nostro chakra a forma di loto: dischi di luna e segni di lettere in forma di luce, della natura della luce. Cerchiamo di sviluppare una forte determinazione e conferma dell’assenza del sé, da serbare sempre al centro del nostro cuore con la consapevolezza, come nostro rifugio, protezione, risorsa per il benessere di tutto l’universo, senza mai perdere questo valore come essenza della nostra coscienza, questo è tutto il nostro valore. Da quest’essenza riappare la nostra esistenza comune, umana e condividiamo questo valore con tutti gli altri esseri con la nostra dedica. Aprite gli occhi e riposate.

Buongiorno a tutti. Come è stato? Bene?

Cos’è stato? Lo chiamerei il viaggio nell’illuminazione.

Introduzione allo yoga è unione, meditazione, crescita spirituale, mentre tantrico è espandere rapidamente. La crescita spirituale deriva dalla crescita nel cammino lento. Se non si è capaci di comminare normalmente non si sarà capaci di camminare rapidamente. Il nostro cammino rapido non significa partire immediatamente, ma imparare dalla basa, così si potranno fare viaggi veloci. Chi sa viaggiare lentamente è in grado di fare viaggi veloci. La pratica del dharma, la pratica del valore spirituale dev’essere sviluppata con grande esperienza, conoscenza. La costruzione dei valori spirituali va fatta gradualmente. La spiritualità non è miracolo, né magia. Si pensa che la spiritualità è grazie a qualcuno che ti guida, ti offre regala. Ma l’esperienza spirituale è una profonda costruzione interiore. Lojong fu sviluppato in Tibet. In India, dove si sviluppava già l’altruismo, non c’era. Sulla base del Bodhisattvacharyavatara di Shantideva http://www.sangye.it/altro/?cat=15, dei 400 Versi di Aryadeva http://www.sangye.it/altro/?cat=72, fino ad Atisha con la Lampada sul Sentiero Verso l’Illuminazione http://www.sangye.it/altro/?p=81 si posero le basi e s’elaborò il Lojong. Atisha era ospite del re Cianciub O’ e, per sintetizzare il Dharma, scrisse La Lampada, che rappresenta la radice del Lamrim, che non solo è una pratica sutrayana, ma anche una parte della pratica tantrayana. Atisha con La Lampada spiega entrambi: sutrayana e mantrayana. Lamrim Cenmo e Mantra Cenmo di Lama Tzong Khapa http://www.sangye.it/altro/?cat=10 compendia e commenta entrambi: mantra e sutra. Qual’è il significato fondamentale d’entrambi: sutrayana e mantrayana? Bodicitta! È l’istruzione orale, la bodicitta ai suoi allievi. Ghesce Chekava lo scrisse nei Setti Punti d’Addestramento Mentale, Lojong, http://www.sangye.it/altro/?p=2469 è lo sviluppo della bodicitta, ogni potenzialità è opera della bodicitta.

Da dove viene la potenzialità della bodicitta? Dalla vacuità. Solo dalla natura della vacuità si giunge alla bodicitta. L’energia della vacuità esiste in tutti i fenomeni, ma, per muoverne la potenzialità, per muovere l’energia della vacuità, occorre bodicitta. La vacuità è come una miniera coperta, che scopriamo scavando con la bodicitta, con cui utilizziamo a pieno le risorse della vacuità. Non ci sono parole che la possano descrivere compiutamente. Albert Einstein disse che l’immaginazione è molto più grande della conoscenza, perché all’immaginazione non si possono porre limiti. In tibetano diciamo “Sandi miciapa” che significa “oltre il pensiero ordinario”, ma sang non la posso immaginare in un cuore piccolo e jime non la posso mettere nella parola.

Prajinaparamita è la vacuità, è la potenza della vacuità, è la saggezza o sherab. Tutto il Lamrim Lojong creato in Tibet proviene dal Bodhisattvacharyavatara di Shantideva http://www.sangye.it/altro/?cat=15, dal Ratnavali “Preziosa Ghirlandadi Nagarjuna http://www.sangye.it/altro/?p=2788, http://www.sangye.it/altro/?p=2799, dalla Lettera ad un Amico http://www.sangye.it/altro/?p=4773, http://www.sangye.it/altro/?p=4779, http://www.sangye.it/altro/?p=4763, http://www.sangye.it/altro/?p=4791, http://www.sangye.it/altro/?p=4798 ancora di Nagarjuna, dai 400 Versi di Aryadeva http://www.sangye.it/altro/?cat=72 che compongono il Tengyur, provengono dal Sutra della Prajinaparamita, di cui esistono molte versioni. Il termine Bum significa 100.000 in tibetano. Il Buddha conferì l’insegnamento della Prajnaparamita che venne conservato nella terra dei Naga, che fu riportato alla luce da Nagarjuna http://www.sangye.it/altro/?cat=9. Prajna, in sanscrito, è la saggezza, mentre “paramita” significa trascendentale, ciò che porta al di là. Il che è simbolizzato dal mantra “Gate Gate Paragate Parasamgate Bodhi Soha”, che, a sua volta, proviene dal Sutra del Cuore http://www.sangye.it/altro/?p=6098 che racchiude l’insegnamento della Prajnaparamita.

La traduzione del mantra “Gate gate” come “Andate, andate, andate oltre, andate completamente oltre” è riduttivo.

Prajna è la saggezza, mentre paramita è trascendentale, è la saggezza che realizza la realtà ultima, che realizza la realtà effettiva, pur senza negare la realtà contingente, superando la visione dualistica del mondo comune, superandolo, andando al mondo ultracomune. Vivere in entrambi i mondi: comune ed ultracomune, senza dimorare stabilmente nel mondo trascendentale. Ma, la pratica del dharma ha come obiettivo di vivere in maggior armonia in questa dimensione, pur stabilendo una relazione col mondo superiore, perché l’ultima visione della bodicitta è la Prajnaparamita. Così, nella visione della bodicitta abbracciamo trascendentalmente tutto l’universo. Perciò v’invito a leggere, anzi a studiare, la Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo di Nagarjuna The Fundamental Wisdom of the Middle Way, in Sanscrito Mula madhyamaka karika http://www.sangye.it/altro/?p=513. E Nagarjuna, iniziò con questi versi per onorar il Buddha: “Qualsiasi cosa nasce dalla natura dell’interdipendenza, non esiste nascita, fine, né stasi, non c’è separazione né unione, non c’è creazione né distruzione, ciò è suprema pace”. Buddha insegnò a produrre pace nell’umanità, e lo può fare chi ha realizzato la natura dell’interdipendenza, perché tutti gli altri sono approcci dualistici, e, di per sé, non esistono. Tutta la nostra agitazione e sofferenza nasce dalla nostra mente dualistica, ma svanisce dalla realizzazione della vacuità, che sorge dalla realizzazione della natura d’interdipendenza dei fenomeni, da qui si giunge alla natura della vacuità. L’interdipendenza è la vacuità che crea la natura non dualistica dell’esistenza, l’universo privo di separazioni, unico nella visione della bodicitta, nella visione della realtà perfetta. Non c’è io e gli altri, ma l’universo. Se, a livello di senso comune, esiste una realtà convenzionale, a livello ultimo la via della liberazione ci porta a comprendere cos’è la natura della interdipendenza, ciò che ha insegnato Buddha Sakyamuni, Nagarjuna e tutti i Buddha, questo è lo yoga tantrico. Tan è espansione, espansione del nostro cuore e mente, lo yoga tantrico è lo yoga della Prajinaparamita, del Sutra del Cuore.

Cosa significa il primo Gate? Entrato nel primo sentiero, quello dell’accumulazione.

Cosa significa il secondo gate? Entrato nel secondo sentiero, quello della preparazione. E via dicendo.

La vera traduzione di Gate è “porta”, così come lo è il temine “gate” in inglese. Una volta, quindi, entrati nel primo sentiero, quello dell’accumulazione di meriti, passiamo al secondo gate, il sentiero per la realizzazione diretta della vacuità, quindi al terzo sentiero con “paragate” completa diretta realizzazione della vacuità, il quarto o “parasamgate” significa entrato nel sentiero della realizzazione diretta della vacuità, “bodhi soha” è l’ultima entrata: la completa realizzazione della realtà ultima.

Quindi al primo gate corrisponde il sentiero dell’accumulazione di meriti, che racchiude l’unione di meriti e saggezza, quindi dell’unione della bodicitta spontanea con la consapevolezza della vacuità.

I cinque sentieri della Prajna valgono sia nel Sentiero della Pratica Practimkshayana od Arat o dei Realizzatori Solitari od Uditori o Seguaci della Via della Liberazione Individuale sia nel Sentiero dei Seguaci della Via del Bodhisattva o Ricercatori della Vacuità attraverso la Via della Bodhicitta.

I Tre Stadi d’Illuminaz Cianciub Sum riguarda: Buddha Uditori, Solitari e Completi.

Nella Madhyamakavatara http://www.sangye.it/altro/?p=3259 Collection of Reasoning di Chandrakīrti, uno dei principali studiosi della Via di Mezzo, si dice che sia i Buddha Uditori, sia i Buddha Intermedi o Solitari, sia i Buddha Completi Tupka sono dei Conquistatori Vittoriosi su tutti i difetti. E, Chandrakirti http://www.sangye.it/altro/?p=3263, un grande studioso dell’8° secolo, uno dei più grandi filosofi Madiamika, li considera tutti dei Buddha.

I cinque sentieri valgono per tutti e tre i tipi di Buddhismo.

Torniamo al primo gate: è basato sulla realizzazione della vacuità.

Entrare nel primo gate Praticabuddayana richiede come prerogativa la realizzazione spontanea della rinuncia, che in tibetano diciamo “niging ni sem” o intenzione autentica che desidera la liberazione dal samsara. È tutto indispensabile per entrare nel primo gate sia del Praticabuddayana che Bodisattvayana. Ma, per entrare nel primo gate del Bodisattvayana occorre anche la realizzazione spontanea della bodicitta. Quindi i praticanti Bodisattvayana devono in più generare bodicitta, buon cuore, avendo generato la vera rinuncia genuina e bodicitta per entrar nel primo gate del Bodisattvayana.

La realizzazione della vacuità è identica nei due sentieri: Praticabuddayana e Bodisattvayana.

Ciò ci fa entrare nella visione ulteriore senza perdere di vista la realtà comune. È lo yoga tantrico. Per passare dalla dimensione comune a quella trascendente basta un click, quale? È quello dello yoga, dello yoga tantrico.

Domanda. Accedere al primo sentiero dell’accumulazione è per tutti o no?

Ghesce Gendun Tharchin. Occorre distinguere tra Praticabuddayana e Bodisattvayana. Entrambi realizzano la rinuncia ma solo il secondo anche la bodicitta spontanea. Per entrambi occorre rinunciare alla sofferenza del samsara, ed a tutte le sofferenze. Perché, nella nostra illusione, non riusciamo a riconoscere la sofferenza, perché certe sofferenze sono per noi considerate felicità. Occorre rinunciare al dolore per entrare in altre dimensioni di vita. Sviluppando una certa capacità di valori spirituali si riesce a realizzare la realtà ultima, grazie alla forza della grande compassione dell’amore. Il che dipende dalla grande capacità d’affrontare questa situazione. La natura dell’interdipendenza ci porta a trovare grandi soluzioni di fronte a grandi problemi.

Pomeriggio

Ghesce Gendun Tharchin. Siamo nella consapevolezza della prajinaparamita, la saggezza trascendentale, che è oltre la sofferenza, il samsara, i problemi, il che ti porta in una dimensione superiore di vita. Il che non significa che esiste un’altra dimensione di vita, ma che riusciamo a trovare una realtà superiore alla sofferenza. Allora, cosa scegliamo? La vita comune nella sofferenza, o, attraverso il nostro valore spirituale, la Prajinaparamita, quella che ne è priva? Abbiamo il mantra della Prajnaparamita, il mantra che non ha eguali, che supera tutte le sofferenze, il mantra della perfezione della saggezza, il mantra supremo, che fa tacere tutte le sofferenze, il peso delle vite samsariche: perché, allora, spendiamo tantissime energie per il godimento delle vite samsariche? Questa è la sofferenza più invisibile, ingannevole, pesante. È la sofferenza samsarica che subiamo dalla nascita fino alla morte, dal momento in cui ci svegliamo a quando sprofondiamo nel sonno. Si tratta di pesi, sofferenze non trascendentali. Trascendendo invece la sofferenza, tutto diventa una risorsa per la crescita dei valori spirituali.

Il mantra rappresenta cinque sentieri uguali: sia nel sentiero della liberazione individuale che in quella completa nel Mantrayana. Sono basati sulla motivazione: l’uno di pura rinuncia, l’altro di pura bodhicitta. I cinque sentieri sono della: 1 accumulazione, 2 preparazione, 3 visione, 5 non più apprendimento o stato di Bodhi. L’amicizia crea armonia perché rappresenta una sana ricaduta dell’interdipendenza, ma quando cadiamo nell’attaccamento l’amicizia è rovinata. Se cade nell’odio, invidia, arroganza, l’interazione è rovinata, macchiata. La natura dell’interdipendenza basata sulla vacuità è il cammino perfetto, il cammino sul sentiero della libertà. Altrimenti, se inquinato dall’attaccamento, diventa una distorsione, non è piu interdipendenza ma sofferenza. L’essenza dello yoga, tantra, mantra viene dalla prajina, la saggezza della perfezione, la natura della vacuità, a partire dall’interdipendenza. Qualsiasi cosa che proviene dalla vacuità è yoga tantrico, perché è saggezza che espande rapidamente la nostra spiritualità. Questo è l’essenza di tutte le pratiche di tantra yoga. Altrimenti tutto diventa mera forma. In tibetano diciamo: come il cui buon sapore del tuh (dolce al formaggio grattugiato) è dato dal burro, così la pratica del tantra yoga è importante, potente, grazie alla realizzazione del sentiero dei sutra: rinuncia bodicitta e saggezza. Grazie a questa realizzazione la pratica del tantra yoga diventa potente, altrimenti, senza rinuncia e bodicitta, cos’è il tantra yoga? Nulla. E lo yoga tantrico si riduce solo a parole, senza sostanza, significato. È molto importante comprendere il senso vero e profondo, altrimenti sono solo vuote parole, quindi la prajna paramita è la saggezza della perfezione.

Domanda. Figlio del lignaggio: si vuole includere solo uomini e donne od anche le forme di genere come omo-transessuali?

Ghesce Gendun Tharchin. Buddha non ha fatto discriminazioni. La natura di Buddha è posseduta da tutti gli esseri, compresi gli animali tutti. Comunque il Sutra del Cuore trascende ovviamente dal genere sessuale. Buddha disse che toccare l’argomento della vacuità è come attaccare un serpente velenoso, lo si può fare solo se si è preparati. Analizzando, osservi la vacuità, ma, se lo fai in modo sbagliato, finirai per subire delle condizioni negative.

Nello spazio della vacuità tutto è possibile, la vera verità, il superamento della sofferenza, il superamento di tutti i dolori, di tutti i nemici, senza andar contro nessuno, perché siamo tutti uno, dove tutto può accadere senza alcun conflitto, è lo yoga della Prajinaparamita, è lo yoga che supera la sofferenza, è lo yoga della generosità, dell’equanimità, della non più sofferenza, della felicità. Allora che ragione c’è di aggredire qualcuno, di far soffrire gli altri? Questa è la vera beatitudine, estasi del tantra. Sviluppiamo la capacità di andare oltre, di superare la sofferenza, di essere equanimi, meditiamo quindi sulla Prajinaparamita.

Meditazione

Stiamo col corpo completamente rilassato, così come il respiro, ma sopratutto la nostra mente. La mente libera da pensieri, trasforma il nostro corpo in spazio, come corpo sottile, visualizziamo i chaktra dei canali, l’elemento vento e mente.

Al centro del nostro chakra del cuore visualizziamo un cuscino di loto, sole e luna, natura della rinuncia, bodicitta e saggezza. Sul disco di luna visualizziamo il mantra della Prajnaparamita “Gate gate paragate parasamgate bodhi so ha”, bianco, ruotante da sinistra a destra, natura dell’unione di saggezza e compassione, o metodo e saggezza. Dal mantra sorge luce illuminante il nostro corpo e purificante tutti gli ostacoli. Il corpo di spazio si trasforma, trascende in corpo di luce limpida, pulita e trasparente, ed, alla fine, questo nostro corpo, esistenza divina, diventa una risorsa per l’esistenza, la gioia e felicita di tutti esseri. Lentamente dissolviamo la nostra parvenza divina nello spazio, da cui risorgiamo nel nostro stato naturale umano, con nuove energie e rinate capacità d’intelligenza.

Mai dimentichiamo l’essenza della Prajinaparamita, unione di saggezza e compassione, che diventano per sempre la nostra natura del cuore.

Dal cuore d’unione di saggezza e compassione, Il Fondamento di Tutte le Buone Qualità di Lama Tzong Khapa http://www.sangye.it/altro/?cat=10, http://geshetharchin.blogspot.it/2014_11_25_archive.html.

 

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