5-14 Lama Denys Rinpoce: La Piena Presenza

Lama Denys Rinpoce col Dott. Luciano Villa e Graziella Romania.

Lama Denys Rinpoce col Dott. Luciano Villa e Graziella Romania.

5 – Lama Denys Rinpoce: “La Piena Presenza” 5 – 12 aprile 2014.

Appunti ed editing del Dr. Luciano Villa e di Graziella Romania, nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” approvato da Sua Santità il Dalai Lama per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per qualsiasi errore od omissione.

Venerdì 11 Aprile 2014. Lama Denys Rinpoce

Va bene non prendersi troppo un serio, è solo un gioco, una farsa. Il mondo è una farsa comica, il samsara è una farsa cosmica che può essere drammatica ma è come un teatro. Affrontiamo il samsara con una visione ampia, aerea, vediamo il mondo come la polarità delle loro interazioni, la costruzione di conflitti e la loro interazione porta all’umorismo, e la visione dell’illusione e l’umorismo sono molto vicini. Non è un cinismo che può diventare amaro, ma il senso dell’illusione del comico può portare alla compassione, chi si fissa sulle illusioni che vivono in modo troppo rigido, si crea la propria sofferenza.

Nei casi difficili si aiuta accogliendo ed offrendo. È un esercizio che può essere più o meno difficile a seconda che abbiamo i demoni a fior di pelle. Ma è sempre difficile, siamo indotti ad incontrare il nostro demone, a confessare che: “Io sono il demone”. C’è sempre qualcosa di scioccante nell’incontrare se stessi.

Domanda. Ho avuto una certa demonizzazione del conflitto, in cui prevaleva il conflitto.

Lama Denys Rinpoce. Il conflitto è inerente alla vita abituale, al punto d’ammettere che sono sempre in conflitto. Nelle emozioni conflittuali, devo apprezzare questa dimensione conflittuale, in quanto realtà, così come accetto la realtà. Ma non vuol dire coltivarla ed accettarla, ma vederla con un certo senso d’umorismo. Un conflitto visto nell’illusione si dissolve, ma, se preso sul serio, si rafforza. Quando si pratica il cogliere e l’offrire si danza col conflitto, l’accogliere è difficile, ma lo si deve fare senza resistenza, ma, invece di cogliere il positivo e respingere il negativo si fa l’opposto, si fa l’amore col conflitto in un orgasmo cosmico, e lo si trasforma.

Domanda. ?

Lama Denys Rinpoce. La sessualità nella polarità può rinforzarsi nella dualità o dissolversi nell’unione, accogliere ed offrire è anche una pratica sessuale, accogliamo l’altro e diamoci all’altro, invece di prendere, accogliere l’altro per ciò che è, viene ed offrire felicità e piacere, ci sono molte applicazioni, in tutte le situazioni relazionali possiamo praticare il cogliere ed offrire.

Domanda. Essere disposta all’altro significa usare le parole, ma nel silenzio si può comunicare, è difficile accogliere l’altro lasciando da parte il proprio ego.

Lama Denys Rinpoce. È importante imparare a restare sospesi, restare in suspance.

Domanda. È naturale accogliere, iniziamo la vita col primo respiro, ma non è scontato che l’altra persona non si chiuda, cosa fare in questi casi?

Lama Denys Rinpoce. Non possiamo forzare gli altri, altrimenti è controproducente. Se siamo aperti all’altro in un atteggiamento di bontà e di non violenza, prima o poi l’altro lo comprenderà.

Domanda. Questa è vita reale, ma, nella mia esperienza di vita relazionale spesso ho a che fare con persone da cui mi devo difendere. Penso di essere in buonafede, ma penso che dovremmo anche imparare a difenderci nell’apertura, come?

Lama Denys Rinpoce. C’è sempre un equilibrio: accogliere, offrire accentando è accettare d’essere esposti, sopratutto accogliere nella trasparenza. Si dice essere una persona trasparente come nei film di fantasmi, che sono trasparenti e se si spara loro non si colpisce nulla.

Entriamo nell’addestramento a cambiare le abitudini, a trasformare le abitudini negative in positive, entriamo sulla via di liberazione da tutte le forme d’abitudine, liberandoci dal grasping o presa-fissazione duale ed emotiva, dalle emozioni conflittuali, duali, passionali. Trasformiamo le nostre abitudini nevrotiche cui ci fissiamo, che ci possiedono, la presa-fissazione nell’abitudine a lasciar andare, a de-possedere, a lasciare il possesso, ed è quello che facciamo col richiamo. La trasformazione delle abitudini negative, del grasping in presenza empatica, lo facciamo col richiamo. L’abitudine alla presa-fissazione col richiamo la dissolviamo, fino all’esaurimento, Dzochen è la liberazione dall’afferrarci dalla presa-fissazione, grasping. Per coltivare il richiamo dobbiamo capire che è buono, sono buone abitudini per noi e per gli altri. Per me, l’altro e tutti e tutto: vincono. L’addestramento al richiamo è una terapia fondamentale, il che porta alla salute, alla gioia fondamentale. È la gioia fondamentale che ci permette di realizzare ciò che aspiriamo e ci permette di raggiungere la felicità. Si tratta d’accettare e di mettere in discussione i nostri modi abituali di comportamento e di trasformarli, il che passa per un cambiamento d’abitudine, mentalità e stile di vita. Non significa che possiamo diventare qualcun altro. Una massima sull’addestramento dice: “Cambia il tuo atteggiamenti sul posto”. Cambiare nella nostra vita familiare, professionale, sociale: è la conversione interiore. Il che si ha nella piena presenza. Piena coscienza, presenza con tutte le qualità d’apertura di attenzione, lucidità, rilassamento ed empatia, libere da presa-fissazione, grasping. Cambiare restando al nostro posto, cambiando la relazione alle situazioni, accogliendo, comprendendo: il che ci libera dallo stress e passioni e porta la trasformazione liberatrice. Quindi abbiamo visto l’addestramento col richiamo per cambiare le nostre abitudini.

Domanda. Quando la nostra apertura favorisce il narcisismo dell’altro che accentua il parlare di sè, come è bene fare?

Lama Denys Rinpoce. Tutti siamo narcisisti, l’ego è un attributo di tutti. Accogliere è accogliere l’altro così com’è col suo narcisismo. Può darsi che sia necessario dargli lo spazio che gli permetta d’esprimere il suo narcisismo. Quando una persona è accolta ed ascoltata, dopo è più incline ad ascoltare e ricevere. Se è accolta senza giudizio c’è la possibilità di danzare con la situazione, come nelle arti marziali possiamo danzare col narcisismo dell’altro. Sempre accoglienti e ricettivi, altrimenti se ci oppone è controproducente. L’umorismo è salute. L’umorismo apre, relativizza, è la percezione della polarità nella loro polarità, in quella altrui, e siamo veramente nella non violenza, ci sono soluzioni creative che possono apparire, è la forza della benevolenza.

Lama Denys Rinpoce. La respirazione è l’unita di tempo fondamentale, è respiro della vita in sè.

Tutta la vita ed i suoi cicli temporali sono espansioni del ciclo tradizionale. Il Kalachakra è respirare nella piena presenza, è essere in armonia e sintonia col cosmo: macro e micro cosmo.

Abbiamo visto la piena presenza nei preparativi: preparazione del corpo, risveglio rilassato e risveglio empatico nelle relazioni. Addestramento ed integrazione nel cambiamento delle nostre abitudini grazie al richiamo.

Adottiamo un aspetto d’economia come relazioni di cambiamento, di scambi, relazioni, flussi e persone nella società, un economia di relazione e salute è basata sull’accogliere, offrire, ricevere e dare. È uno scambio, un ciclo di offrire, ricevere e donare, una buona economia avviene nella circolazione libera. Una buona economia non è di prender tutto e non dar niente. In una buona economia lo scambio avviene tra amici, in origine il senso di cliente è d’amico. In un’economia benevola si impara a far del bene, è fondata sul dono. E lo sono economie tradizionali antiche, e quindi sono fondate sulla responsabilità, sull’orgoglio di dare e chi non dà perde la faccia. L’economia dell’altruismo, della generosità del dono è l’opposto dell’economia dell’avidità, egoista, dell’economia moderna. La nostra è l’economia della buona, piena presenza empatica altruista, del dono, dare e ricevere.

L’economia del dono: ricevere, non violenza, dare, continuare a trasmettere. È un aspetto dell’etica di non violenza empatica e di un aspetto importante della vita. È nel ciclo di dare e ricevere che la vita si trasmette e continua. Quale tipo di modello economico adottare? In altre situazioni, il modello economico è quello della commercializzazione e tariffazione dei prodotti. Nella piena presenza il modello economico è quello del dono e dell’altruismo. È una gran sfida, perché non c’è questa abitudine. Il nostro modello è nello spirito della pratica ed un modo di applicarla. In questa coerenza tra lo stato interiore e la sua applicazione pratica si rappresenta la stessa modalità applicata. È la stessa modalità che rappresenta coerenza tra spirito ed azione. Perciò, la pratica della piena presenza si sviluppa su un modello economico basato sulla partecipazione consapevole. È una pratica d’espressione della generosità, della gratitudine da parte di ciascuno, d’apprezzamento d’un gesto di generosità. Su ciò si basa la possibilità che la trasmissione continui, e che altri possano essere beneficiati e possano continuare, e sia disponibile per gli altri. In pratica, ognuno riceve una busta, vettore della propria generosità e dono. È nominale in senso di responsabilità, libertà nella responsabilità. L’èconomia del dono altruista, partecipazione consapevole, non violenza, economia della generosità. Essere consapevoli di ciò che si fa, della dinamica di partecipazione e d’un principio di realtà, del costo della vita. Trasparenza, ricevere e dare, trasparenza della ripartizione, apprezzare ciò che si è ricevuto. Due dimensioni di questa economia: partecipazione e contribuzione ed è importante che ci siano entrambe.

Non abbandoniamo lo stato di presenza e d’apertura e continuiamo.

I differenti aspetti d’integrazione nella vita quotidiana ed i differenti aspetti dell’addestramento.

La vera pratica inizia domani quando rientrerete a casa. Il ritiro è una preparazione, una formazione, poi inizierà una vera e propria formazione, questi documenti saranno una memoria ed un richiamo.

La piena presenza o meditazione seduta.

Una sessione tipo di meditazione.

Un minuto di seduta quotidiana. Nessun obbligo ma è una condizione perché l’addestramento sia efficace. In generale almeno 30′ giorno, ma 20′ sono il minimo.

1 Entrare in presenza empatica, un momento di pausa, esprimere la motivazione che governa la seduta, la motivazione di impegno e di presenza e bontà e benevolenza nell’empatia, verso sè stessi e gli altri.

2 Presenza al corpo, piena sensazione corporea, body scan dettagliato e/o la piena sensazione corporea, esercizi fisici a movimenti libero, in piedi.

3 Presenza al respiro, piena sensazione di continuità, respirazione come strumento fondamentale della piena presenza, inspirazione come sentire, espirazione come rilassamento, inspirando entrare nella sensazione, nell’espirazione rilassarci, accogliamo offriamo, respirando come base e movimento principale.

4 Tre o più respirazioni lente e profonde per entrare in tutta la sensazione, purificazione del soffio, aereazione.

5 Cantare, vocalizzare tre A. Lo possiamo fare anche molto a piano, silenziosamente. C’è una qualità nel fatto che la vibrazione è piena e completa, nella vibrazione interiore ed esteriore insieme.

6 Risveglio sensoriale globale, visione panoramica, apertura, abbandono, esperienza della sensorialità globale, chiarezza aperta.

7 Lasciarsi andare nell’espirazione, porre l’attenzione al respiro, dissoluzione, apertura nello spazio, pausa restando nell’apertura: questa è la sequenza principale. Attenzione al supporto dell’espirazione ed attenzione all’attenzione globale. Possiamo rimanere nell’apertura globale aperta e rilassata. Poiché abbiamo tendenza a distrarci, il richiamo all’apertura è molto importante.

8 Alternanza dell’apertura seguendo la respirazione con lunghi momenti di pausa nell’apertura rilassata, piena presenza aperta. Non fare in modo che l’attenzione alla respirazione diventi un peso eccessivo. Bisogna saper utilizzare questo richiamo all’attenzione, alla relazione con l’esperienza all’apertura rilassata, e quando questa si realizza, lasciamola essere. Ed ogni volta che ci distraiamo torniamo alla sequenza respirazione espirazione, in particolare all’apertura rilassata open mindfulness, presenza attenta, lucida, cognitiva, attenta, rilassata, attenta, che è uno stato di presenza lucida naturale, lasciando essere nella talità, questa sequenza

9 Conclusione. Momento di benevolenza e disappropriazione, un auspicio del cuore, di benevolenza e bontà universale, auspicio che la pratica sia benefica per sè, per gli altri e tutti. È un modo per concludere con gioia e giungere al prossimo periodo di meditazione.

Domanda. Tutte le volte che perdo il contatto e torno alla sensazione, faccio una respirazione profonda rumorosa come richiamo, va bene?

Lama Denys Rinpoce. C’è un qualcosa di particolare che è indispensabile, o facciamo una respirazione aperta lenta, va bene una sorta di sospiro in una espirazione un po spinta.

Ricordiamoci di scoprire quel che c’è di naturale.

Espirazione nell’apertura, pausa, distrazione, alternanza tra espirazione ed apertura e rilassamento.

8 Alternanza.

La piena presenza o meditazione nella vita, prima l’abbiamo vista come trasformare le nostre abitudini col richiamo, che si coltiva principalmente all’inizio della seduta e che poi si integra nella vita. Nella seduta siamo in un ambiente calmo e tranquilli, in condizione ottimali. Prima dobbiamo addestrarci nella situazione protetta poi nella situazione quotidiana, così come si impara a nuotare prima in piscina poi nel mare dove ci sono tante onde. Se siete pienamente addestrati, potete entrare subito nelle situazioni più instabili e difficili. Il richiamo è il fondamento della pratica in azione. Vediamo ora le differenti situazioni e modalità di richiamo.

Molte sono le occasioni particolari che sono situazioni di richiamo, non abbiamo limiti, è importante trovare le situazioni più adatte. Se trovate delle strade col semaforo rosso, questi sono momenti di pausa, così come le code in auto, mentre è un momento di richiamo ogni volta che una persona vi si presenta. Se avete dei momenti ripetitivi sono dei richiami, così la meditazione col gatto o cane è un richiamo, senza dimenticare il telefono con la mindfulness bell, avete tutta una lista di situazioni e potete trovare quelle più adatte, ad esempio dei postic sul frigo, su fiori, pietre, come richiamo. Ci sono le situazioni, le brevi pause e le piccole pause brevi e ripetute, 20 volte al giorno come i fumatori, il tempo per fumare una sigaretta. Brevi pause ripetute, tra un evento e l’alto, un colloquio e l’altro. Richiamo coi pensieri ed emozioni, emozioni col barometro personale. Richiamo graduale con le quattro fasi: riconoscere, incorporare con la respirazione, respiro lasciare irradiando energia, pausa e possono venire con maggiore o minore rapidità. Il richiamo progressivo e lungo può essere fatto anche istantaneamente, sganciando, ad esempio, può essere troppo semplice nella maggioranza dei casi per essere praticato dall’inizio, sono meglio le quattro fasi. Senza dimenticare tutte le situazioni relazionali con l’accogliere ed offrire ed ogni incontro e respirazione è un richiamo nel dono. Ecco le quattro indicazioni al richiamo: nell’azione o nella vita. Per tutti è lo stesso, perciò è meglio prima applicarlo nelle situazioni sedute, poi nella vita, in base alla propria realizzazione, addestramento.

Pomeriggio

Nella pratica seduta s’individuano cinque ostacoli: 1 la pigrizia (perché siamo pigri non succede nulla e non iniziamo nemmeno, e per vincerla occorre la motivazione ed il coraggio da cui deriva l’entusiasmo derivante dalla comprensione dei benefici della pratica, che permette una disciplina) il miglior rimedio alla pigrizia sono le esperienze autentiche e quando abbiamo sperimentato i beneficio della pratica maturiamo un’entusiasmo incontenibile; 2 l’oblio, la dimenticanza della pratica, il cui antidoto è il richiamo; 3 l’agitazione il cui rimedio è rilassarsi, star tranquilli, perché i tentativi di calmarla la stimolo ancor più, quindi non far nulla, tenere lo sguardo in basso, sentendo bene il corpo e la sua pesantezza; 4 il torpore il cui rimedio è l’apertura chiara, aerare, aprire gli occhi, star in una buona postura eretta, in entrambi i casi. Il 4° ostacolo è la mancanza d’intervento il cui rimedio è l’intervento; il 5° è l’eccesso d’intervento che diventa fonte d’eccitazione, il cui rimedio è star tranquilli, il non intervento.

Contro l’eccitazione va bene chiudere gli occhi, ma può anche significare partire nelle fantasticherie dell’elaborazione mentale, è meglio lo sguardo panoramico ad occhi aperti. È importante avvertire le proprietà delle differenti meditazioni per poi applicarle a seconda delle circostanze.

La piena presenza come terapia fondamentale è un modo per avere la visone globale, in una prospettiva terapeutica medica. 1° constatare la malattia e fare diagnosi, 2° constatare che la guarigione è possibile; 3° applicare il rimedio o la terapia. Le 4 qualità: la malattia è il malessere, le malattie, disagi e differenti forme di sofferenza e dolore. Il malessere si distingue in forme sottili, quello fondamentale inizia con la dualità, l’essere, poi ci sono disagi dal cambiamento di stato, disastri, mancanza, forme di sofferenza concreta fisica e psicologica. Dalla malattia fanno parte illusioni ed emozioni conflittuali, le passioni, quindi abbiamo la diagnosi della malattia dukka, stress, disagio, disarmonia: qual’è la sua causa profonda? La fonte della disarmonia è l’attaccamento o presa-fissazione, la fonte del malessere e sono tutte problematiche sorte da qui: malessere, disagio, passioni. Ogni forma d’attaccamento presa-fissazione è un malessere. Il medico deve comprendere che lo stato di salute è nell’assenza di presa-fissazione, lo stato di liberazione dalla separazione dualistica, dalle emozioni conflittuali, dalla separazione soggetto – oggetto. Se c’è una malattia fondamentale basata sulla presa-fissazione allora c’è uno stato opposto di benessere derivato dalla mancanza d’attaccamento. La pratica della diminuzione della presa-fissazione è la piena presenza. La terapia fondamentale è l’esperienza di piena presenza che si sviluppa nella pratica in tre aspetti: piena presenza nell’etica, piena presenza empatica al cuore dell’etica, regola d’oro, piena presenza al cuore dell’esperienza autentica o samadhi in sanscrito, piena presenza della realtà diretta cruda, grezza, immediata, è esperienza profonda 3 piena presenza al cuore della comprensione della realtà profonda, comprensione della propria natura, esperienza che è il cuore della saggezza dell’oriente ed occidente: conosci te stesso e conoscerai gli dei e l’universo, questo è il messaggio dell’antica Grecia, realizza la natura della tua mente è il messaggio del Buddha, questa è la comprensione dell’esperienza primaria aconcettuale e naturale, la terapia è la piena presenza dell’esperienza della comprensione autentica.

Domanda. Faccio molta fatica a comprendere me stesso se mi dovessero dire che ho un cancro, come dovrei fare?

Lama Denys Rinpoce. La paura della morte è una gran sofferenza ed un gran malessere alla cui origine è la presa-fissazione attaccamento. Se siamo capaci di comprenderlo e siamo capaci d’andare oltre, liberandoci, va tutto bene, ma se s’inizia a comprenderlo nel letto di morte allora è tardi, la meditazione sulla morte è una pratica molto importante di fermare, di praticare il rilasciamento della presa-fissazione attaccamento, se dovessimo aver solo qualche mese di vita potremmo essere motivati a praticare bene per mettere a buon frutto quel che ci rimane.

Cosa avete trovato di difficile e cosa vi ha più aiutato? Di cosa avremmo bisogno per continuare bene?

Quali sono le difficoltà incontrate nella piena presenza? Cosa vi ha più aiutato nella pratica della piena presenza? Cosa vi sarebbe più utile per continuare bene la piena presenza?

 

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