Lama Zopa Rinpoce: Comprendere la mente

COMPRENDERE LA MENTE di Lama Zopa Rinpoce

Prima di cominciare il discorso, reciteremo e mediteremo sul Sutra del cuore http://www.sangye.it/altro/?p=216, l’insegnamento essenziale del Buddha che recide la radice di tutte le sofferenze. Contemplate le parole che udirete. È sufficiente il semplice seguire le parole, anche se non ne comprendete il significato. Meditare sulla vacuità è il metodo essenziale per pacificare tutta la confusione generale della vita e in particolare gli ostacoli ad un vostro buon risultato nell’ascolto, riflessione e meditazione.

La natura pura della mente

La natura della mente è pura, è luce chiara, non mischiata con l’ignoranza. Anche se abbiamo ignoranza, la nostra mente non è mischiata con essa. Anche se abbiamo attaccamento e collera, la nostra mente non è un tutt’uno con l’attaccamento e l’odio. La natura della nostra mente è pura. Il problema consiste nel fatto che oscuriamo questa natura pura seguendo le tendenze egoiche e le concezioni errate. Queste inquinano la nostra mente impedendoci di svilupparne il pieno potenziale, e interferiscono con il suo risveglio. Le concezioni errate bloccano lo sviluppo della nostra possibilità mentale di avere una continua felicità temporale e definitiva e, soprattutto, ci impediscono di essere causa della felicità temporale e definitiva degli altri esseri senzienti.

Più lasciamo uno specchio nella polvere, più si oscura. Anche se lo specchio ha la potenzialità di riflettere, se lasciamo che raccolga la polvere e non lo puliamo, la polvere gli impedirà di riflettere qualsiasi cosa. Le concezioni errate oscurano la mente continuamente allo stesso modo. Se non meditiamo sul sentiero corretto che può rimuovere queste macchie, anche se la nostra mente è completamente pura per natura e distinta dalle nostre oscurazioni, queste ultime diventeranno sempre più fitte e allora sarà molto difficile far maturare le potenzialità della nostra mente.

Abbiamo la possibilità di sviluppare completamente le meravigliose capacità della nostra mente. Possiamo ottenere per noi stessi ogni tipo di felicità, perfino quella ultima, definitiva, e porre fine a tutti i problemi e a tutte le sofferenze. Possiamo anche compiere un ampio lavoro a favore di tutti gli esseri senzienti, portando ogni essere sofferente alla felicità della liberazione ultima. Possediamo l’incredibile potenziale di fare il bene di noi stessi e degli altri, che sono numericamente infiniti come lo spazio. Abbiamo la possibilità di offrire veramente tanto agli innumerevoli altri esseri!

Tuttavia, non conosciamo il sentiero che possa effettivamente rendere puro il nostro continuum mentale, separandolo da tutte le macchie e le oscurazioni. Non conosciamo la cessazione della sofferenza e i metodi per ottenerla. Ancora, non conosciamo i differenti livelli della sofferenza e le sue cause interiori. Di base, non conosciamo la natura della nostra mente. Se la conoscessimo meglio, non vi sarebbero avversità. Il problema fondamentale del mondo è la mancanza di conoscenza della natura della mente. La ragione fondamentale di calamità quali le guerre religiose è la non-conoscenza della mente. Anche se esiste un minimo di conoscenza, non è stato messo un serio impegno nello sviluppo di tale comprensione. Se vi riflettiamo in profondità, vedremo che tutti i problemi del mondo provengono da ciò.

Al momento attuale, la nostra mente è come un abito sporco o uno specchio coperto dalla polvere: poiché un abito sporco non è tutt’uno con la sua sporcizia, è possibile lavarlo e separarlo da essa. Se fosse un’unica cosa con lo sporco, non ci potrebbe essere modo di pulirlo. La definizione d’abito pulito è che è separato dalla sporcizia. La stessa cosa è per lo specchio: la polvere che ricopre lo specchio può essere eliminata. Se lo specchio fosse un tutt’uno con la sporcizia, non ci sarebbe nessuna possibilità di togliere la sporcizia se non eliminando l’intero specchio! La nostra mente non è un tutt’uno con le oscurazioni, ma è temporaneamente offuscata da esse, proprio come un abito sporco è temporaneamente annerito dalla sporcizia.

È ovvio che è possibile pulire una casa dipendendo da cose come l’acqua, il detersivo e l’aspirapolvere. La mente si pulisce dipendendo dalla mente. È possibile rimuovere tutte le macchie mentali che bloccano lo sviluppo della pace interiore e della felicità ultima, e che provocano molta confusione e tanti problemi nella vostra vita. Con i corretti pensieri abili, con le corrette realizzazioni, potete eliminare i concetti errati che oscurano la mente. Non solo potete eliminare questi concetti distorti che sorgono e inquinano il vostro continuum mentale, ma potete purificare le macchie del passato.

Abbiamo sempre questa possibilità, questa libertà. Si tratta soltanto di impegnarci nel rimuovere tali macchie mentali tramite l’ascolto, la riflessione e la meditazione. La nostra pace interiore e la felicità ultima dipendono completamente da noi. Anche se non meditiamo e non pratichiamo il Dharma, ma seguiamo le concezioni errate e creiamo karma negativo che inquina il nostro continuum mentale, la natura della nostra mente è pura. Questo grande potenziale è sempre lì presente, perciò non vi è dubbio che la natura della nostra mente è pura anche quando pratichiamo il Dharma.

Anche con una piccola comprensione di ciò, possiamo scoprire come si possa sviluppare la mente. Attualmente osserviamo che la nostra mente è sopraffatta completamente dalle tendenze egoistiche o dalla collera, senza nessun pensiero di prendersi cura e beneficiare gli altri. La collera può manifestarsi ogni volta che vedete una persona o che qualcuno parla con voi. Anche se la vostra mente attuale può essere di questo genere, se comprendete la natura della mente non dovete scoraggiarvi o deprimervi. Non dovete pensare che vi è impossibile cambiare, che la vostra vita sarà sempre confusa. Ciò non è vero. Conoscendo la natura della mente, potete verificare che esiste una grande speranza: avete la potenzialità di cambiare, in modo da ottenere una mente serena e una vita migliore.

La mente onnisciente

Gli insegnamenti buddisti spiegano che il continuum mentale può essere completamente separato da tutte le oscurazioni, o macchie mentali. Quando tutte le macchie saranno purificate, quel continuum mentale diventerà mente onnisciente. Se lavate un vestito sporco, per prima cosa va via lo sporco più grossolano, ma restano sempre delle altre macchie. Una volta rimosse anche quelle, l’abito è completamente pulito. In modo analogo, generare nella vostra mente il rimedio del sentiero rimuove le oscurazioni grossolane dei pensieri afflittivi e anche le oscurazioni sottili: a questo punto quel continuum diventa mente onnisciente.

Una tale mente completamente risvegliata vede la verità convenzionale e la verità assoluta, o vacuità, che è la realtà dell’intera esistenza. Così come si vede una mela nel palmo della mano, la mente onnisciente vede direttamente e chiaramente il passato, il presente e il futuro d’ogni singolo essere esistente. Nello stesso tempo, tale mente vede tutti i fenomeni esistenti dei tre tempi. Mentre vede il passato, tale mente può vedere il presente e il futuro. Ottenendo lo sviluppo definitivo di una tale mente onnisciente, l’individuo acquisisce il potere perfetto di vedere tutti i vari livelli della mente e le caratteristiche di ciascuno e di tutti gli esseri senzienti, e di offrire loro i diversi mezzi idonei. Un tale essere lavora incessantemente e spontaneamente per gli esseri senzienti, guidandoli senza il minimo sforzo.

Nel cielo sorge un’unica luna, ma i suoi riflessi sono incalcolabili perché c’è così tanta acqua su questa terra! Laghi, stagni persino rugiada. Così, appena sorge la luna, dovunque vi sia acqua chiara appare immediatamente e naturalmente un suo riflesso. Anche se non esiste la motivazione ‘adesso vado a riflettermi in tutte’, in tutte le varie raccolte d’acqua, inclusa la rugiada, appare un riflesso. I riflessi appaiono automaticamente.

La stessa cosa avviene con lo sviluppo ultimo della mente onnisciente. Così come il sorgere dei riflessi, incessante e senza sforzo, allo stesso modo quell’individuo è in grado di agire per il bene degli esseri senzienti. Fino a quando tutti gli esseri senzienti non saranno illuminati, quell’individuo farà il loro bene, senza nessuna parzialità. Non accadrà che benefici coloro che lo amano o gli fanno offerte e trascuri coloro che lo criticano o si lamentano di lui, e non gli fanno offerte. Perché non c’è questo rischio? Perché il potere perfetto della mente onnisciente è ottenuto tramite l’addestramento nella compassione verso tutti gli esseri senzienti, e a questo punto finale l’addestramento della mente nella compassione è completato.

Nel nostro mondo accade spesso che se qualcuno ha la capacità di aiutare gli altri, aiuta soltanto chi lo ama; non aiuta coloro che lo criticano, per esempio. Ciò accade perché la compassione per gli altri non è equanime. Avete compassione per tutti coloro che vi piacciono e vi aiutano, ma non per chi vi danneggia o vi critica. Quando beneficiate gli altri con corpo, parola e mente, fate il bene soltanto a coloro che vi piacciono. Non provate compassione per coloro che non vi beneficiano, anzi, verso di loro si rivolge la vostra collera. Dal momento che non vi siete addestrati nel generare la compassione verso coloro che vi danneggiano o vi criticano, sorge in voi la collera e l’antipatia e ciò vi trattiene dal fare il loro bene. Inoltre, tali pensieri sono la causa che vi spinge a danneggiarli.

L’essenza degli insegnamenti del Buddha

Non commettere nessuna azione negativa

gioire della perfetta virtù,

dominare la propria mente:

questo è l’insegnamento del Buddha.

Questo consiglio è l’essenza dell’insegnamento del Buddha. Tutta l’ignoranza e le oscurazioni che provocano confusione sorgono dalla mente. La liberazione, che significa purificazione da tutte queste oscurazioni, e la mente onnisciente, che ha infinite facoltà di beneficiare il numero infinito degli esseri senzienti, sono create dalla mente. Ogni cosa ha a che fare con la tua mente, tutta la sofferenza e la felicità della tua vita nascono dalla tua stessa mente.

La sola ragione per la quale Guru Shakyamuni Buddha è disceso su questa terra è stata per guidare gli esseri senzienti fino alla liberazione, alla cessazione della sofferenza e alla grande liberazione, lo stato della mente onnisciente. Il suo solo scopo era condurre gli esseri senzienti alla felicità. In che modo il Buddha guida gli esseri senzienti alla liberazione? Come è spiegato negli insegnamenti:

I possenti non lavano via il karma negativo con l’acqua,

non eliminano la sofferenza con le loro mani,

non trasferiscono le proprie realizzazioni negli altri.

Gli esseri senzienti vengono liberati mostrando loro la realtà.

I karma negativi sono le azioni non virtuose che sono state accumulate e portano alle avversità.

I Buddha non liberano gli esseri senzienti presentandosi con migliaia di autocisterne piene d’acqua e lavandoli con una pompa antincendio. ‘Non eliminano la sofferenza con le loro mani’ significa che i Buddha non rimuovono la sofferenza come si toglie una spina dal corpo. Dal momento che questi primi due metodi non sono quelli giusti, qualcuno potrebbe chiedersi: “Forse i Buddha trasferiscono le proprie realizzazioni negli esseri senzienti”. Ma non agiscono neppure in questo modo.

In che modo i Buddha liberano gli esseri senzienti dalla sofferenza? Rivelando gli insegnamenti. Buddha ha esposto gli insegnamenti sulla sofferenza e sulle cause della sofferenza, sul sentiero della liberazione, la cessazione della sofferenza, e sulla grande liberazione o illuminazione, la cessazione anche delle oscurazioni sottili. Avendo realizzato ciò in prima persona, il Buddha spiegò in seguito le proprie esperienze agli altri esseri senzienti. In questo modo permise agli altri esseri di praticare e li guidò alla liberazione e all’illuminazione.

In questa strofa ‘realtà’ o verità significa in particolare l’insegnamento sulla vacuità. Il Buddha ha spiegato la vacuità in particolare per sradicare la radice del samsara, la radice di tutte le sofferenze. Per ottenere l’illuminazione esistono due sentieri: il sentiero della saggezza e il sentiero del metodo. Il Buddha ha insegnato 84.000 istruzioni come rimedi per gli 84.000 pensieri afflittivi che gli esseri senzienti possiedono. L’insegnamento basilare delle 84.000 istruzioni è quello sulle Quattro Nobili Verità http://www.sangye.it/altro/?p=3785.

Dopo che il Buddha ebbe mostrato l’azione di diventare illuminato, girò la prima ruota del Dharma con l’insegnamento delle Quattro Nobili Verità, a Sarnath, il luogo santo, in India. Tutti gli altri insegnamenti che spiegano il sentiero del metodo furono dati quale mezzo per aiutare ad attuare il sentiero della saggezza, che significa vacuità. Gli insegnamenti sulla vacuità sono i più indicati per liberare gli esseri senzienti dalla sofferenza.

Vera sofferenza, vera causa

La malattia deve essere compresa,

la causa deve essere abbandonata,

la medicina deve essere accettata

e la cura deve essere compiuta.

Così come Buddha Maitreya spiega negli Ornamenti dei Sutra, la sofferenza deve essere conosciuta, la sua causa abbandonata, il sentiero seguito e la cessazione attuata. Una persona può andare da un medico per un check-up solo per prudenza. Il medico esegue gli esami e gli rivela che ha un cancro. La persona non sapeva nulla di tutto questo prima di fare il check-up e la notizia la spinge a ricercare la causa della sua malattia. Se un paziente vuole conoscere le cause e il medico è in grado di farlo, gliele spiega. Con queste informazioni, il paziente sa come liberarsi dalle cause di qualsiasi malattia: sa come ottenere una cura. Dopo avere scoperto la malattia, ne conosce la causa, che deve essere abbandonata. Per rimuovere la causa e la malattia, il paziente si affida alle medicine e ottiene il sollievo della cura.

In modo analogo, per liberare gli esseri senzienti dalla sofferenza, Buddha per prima cosa li introduce al significato, che lui conosce e loro no, della vera sofferenza. Gli esseri senzienti sperimentano la vera sofferenza ma non sempre ne sono consapevoli. Quando un paziente non è consapevole della propria malattia, il dottore gliela spiega affinché prenda le medicine e si curi. Tuttavia se la medicina fosse somministrata senza nessuna spiegazione, il paziente non comprenderebbe il senso di assumerla. Allo stesso modo il Buddha introduce gli esseri senzienti alla comprensione della sofferenza e dei problemi, di cui egli è consapevole e loro no. Dal momento che gli esseri senzienti si chiedono quali siano le cause, il Buddha spiega la vera causa della sofferenza. Quando essi si rendono conto che la cessazione della vera causa della sofferenza è la felicità ultima e cercano un metodo per ottenerla, il Buddha rivela il vero sentiero.

Molti di voi sono familiari con gli insegnamenti di Lama Tzong Khapa, che dice:

Se non rifletti sui difetti del samsara,

non avrai desiderio di ottenere la liberazione.

Se non rifletti sul processo graduale di entrata nel samsara,

non saprai come estirpare la radice del samsara.

Samsara non è questa casa, questa zona o questa nazione: significa questi aggregati. Questa associazione di corpo e mente che avete qui e ora, e che è il fondamento di molti problemi, questo è il samsara. È il corpo-mente che sperimenta la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte, insieme a molte altre avversità come il caldo e il freddo, la fame e la sete. Finché non reciderete il continuo girare in circolo di questi aggregati nel samsara, da una vita all’altra, sperimenterete continuamente sofferenza. Oltre a sperimentare con questi aggregati samsarici gli otto tipi di sofferenza, dalla nascita alla morte, perfino i momenti piacevoli dipendono dagli oggetti esteriori dei sensi, che sono solo della natura della sofferenza. Se lo analizzate, lo comprenderete. Questa è la sofferenza del cambiamento. Persino una sensazione vissuta da questi aggregati come piacevole non dura, e se continuate nell’esperienza, il piacere diminuirà a poco a poco fino a trasformarsi in sofferenza: questa è l’esperienza del cambiamento. Sempre meno piacere e sempre più sofferenza, la sofferenza della sofferenza. Questa è la natura del samsara.

Per esempio, se sei affamato, quando assaggi il primo boccone di cibo la sofferenza della fame comincia a diminuire, ma dopo che uno o due bocconi sono arrivati allo stomaco, inizia un lieve disagio. Il tuo problema precedente di essere affamato diminuisce da grande a piccolo, ma il secondo problema del disagio dello stomaco aumenta da piccolo a grande. I pochi minuti in cui il problema della fame inizia a diminuire li etichettiamo ‘piacere’, perché in confronto alla fame precedente questo cambiamento di sensazione è piacevole.

Un altro esempio: oggi potete avere il mal di testa, ma è meno doloroso di ieri, quindi oggi vi sentite ‘meglio’. Ciò non significa che oggi vi siete completamente ristabiliti e siete felici, solo che il mal di testa è meno forte di ieri, quindi etichettate questa sensazione con ‘sto meglio’.

La stessa cosa avviene nell’esempio del mangiare. Poiché il disagio precedente della fame è diventato più debole, etichettate quella sensazione ‘piacere’. Tuttavia potete constatare voi stessi che la base su cui designate ‘piacere’ è soltanto sofferenza. E poiché è solo sofferenza, se continuate a mangiare, prima o poi la sensazione piacevole precedente sarà progressivamente più debole e il disagio di avere cibo nello stomaco diventerà sempre crescente.

Questo secondo problema di malessere allo stomaco inizia immediatamente quando modificate la vostra azione da non mangiare a mangiare, e si sviluppa man mano che mangiate. Questo secondo problema, quindi, diventa più grande del primo. Poiché la base su cui etichettate ‘piacere’ è solo sofferenza, se continuate a mangiare il piacere non dura. Se la base su cui designate ‘piacere’ non fosse sofferenza, più mangereste e più piacere dovreste sentire. Mangereste tutto il giorno e l’intera notte per giorni e giorni, settimane, mesi e anni! Fin dalla prima notte sentireste un’incredibile beatitudine e, mangiando ininterrottamente, dopo una settimana, un mese o un anno, provereste un piacere sempre più forte. Ma sappiamo che non accade così. Già da questo esempio possiamo comprendere la sofferenza del cambiamento.

Non mangiare è un problema, mangiare è un problema, entrambi sono un problema. La stessa cosa avviene per le attività samsariche: stare seduti è un problema, non sedersi è un problema; dormire è un problema, non dormire è un problema. Finché non saremo liberi dal samsara, ogni azione che compiamo o non compiamo con questi aggregati è sofferenza. Perfino una sensazione piacevole è solo sofferenza. Poiché questi aggregati sono contaminati dal seme del karma e delle afflizioni, anche la sensazione di indifferenza è sofferenza. Finché non saremo liberi dal samsara, proveremo in continuazione una di queste pene, senza nemmeno un secondo di tregua.

Se questo corpo-mente non vivesse la sofferenza della sofferenza – nascita, vecchiaia, malattia, morte e tutte le altre pene del caldo e del freddo, della fame e della sete – se questo corpo-mente non sperimentasse la sofferenza del cambiamento, con le sensazioni che appaiono piacevoli ma diventano sofferenza della sofferenza quando continuano e, terzo, se questo corpo-mente non provasse la sofferenza pervasiva, essendo sotto il controllo dell’ignoranza, della collera, dell’attaccamento e del karma, allora questo non sarebbe samsara. Se questo corpo-mente non sperimentasse nessuno di questi problemi, questo non sarebbe samsara. Ma se questo corpo-mente sta sperimentando anche solo uno di questi tre, questo è il samsara.

Il desiderio della liberazione ultima

Se non rifletti sul processo graduale di entrata nel samsara,

non saprai come tagliare la radice del samsara.

Comprendere cosa ti lega al samsara implica la rinuncia a esso.

Io, lo yogi, ho praticato in questo modo.

A te, che cerchi la liberazione, chiedo di praticare nello stesso modo.

Questo è davvero importante. Lama Tzong Khapa stesso ottenne la liberazione praticando così e ci chiede di praticare come lui. Poiché non vogliamo vivere le avversità, il consiglio di Lama Tzong Khapa è di sviluppare avversione per il samsara comprendendo le cause che ci hanno catturato come pesci all’amo. Che cosa vi ha agganciato a quell’amo? È facile capire perché un pesce abbocchi. In realtà, se il pesce è abbastanza piccolo e non si avvicina all’esca, se non si afferra all’esca infilata nell’amo, non ci sarà il problema. Non sto dicendo che non avremo il problema! Dico che se il pesce, comprendendo che si tratta di un’esca e che è pericoloso seguire la sua mente vogliosa, non segue la propria brama, sarà libero dal pericolo di essere catturato e ucciso.

Siamo catturati nel samsara proprio alla stessa maniera e, come dice Lama Tzong Khapa, è vitale comprendere cosa ci avvinghia al samsara. Il non capire perché siamo catturati nel samsara è esattamente analogo al pesce che viene catturato perché non conosce le cause che lo agganciano all’amo. Non sapendolo, tutte le volte che nasce pesce, seguendo brama e desiderio, viene preso da un amo. Più segue il suo desiderio, più gli capiterà una cosa simile. In modo analogo, siamo catturati in continuazione. Se non sappiamo cosa ci avvinghia, e senza praticare la rinuncia al samsara, come il pesce, saremo continuamente presi nel samsara. E qui vivremo tutte le difficoltà, una dopo l’altra, specifiche del nostro samsara. Se le uniche sofferenze comprese da una persona fossero quelle di incontrare gli oggetti indesiderabili ed essere separati dai desiderabili, la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte, il freddo e il caldo, la fame e la sete, la sua comprensione della liberazione e il suo desiderio per essa sarebbero limitati. Non avrebbe desiderio per la liberazione ultima ma soltanto per la libertà da questi problemi. Senza nessuna comprensione delle due altre sofferenze, comprendendo soltanto la sofferenza della sofferenza, non avrebbe modo di ottenere l’inesauribile felicità della liberazione ultima.

Vi sono tre reami samsarici: il reame del desiderio (in cui viviamo), il reame della forma e il reame senza forma. Nel reame della forma non esiste sofferenza della sofferenza: nessuna di queste sofferenze, dalla nascita alla morte. Anche senza meditazione, senza studiare il Dharma, la gente ordinaria del mondo riconosce la sofferenza della sofferenza e desidera liberarsene. Per le persone che non comprendono le altre due sofferenze più sottili, il reame della forma dove non esiste sofferenza della sofferenza sarebbe la liberazione ultima. Anche se non lo è, tali persone crederanno che quello stato sia la liberazione ultima, perciò il loro desiderio di liberazione non sarà corretto.

La seconda sofferenza del samsara, molto più sottile, è la sofferenza del cambiamento. Più si persevera nei piaceri samsarici, più diminuirà il piacere e si trasformerà in sofferenza della sofferenza. D’altra parte, la felicità del Dharma può essere sviluppata e completata. La felicità che deriva dalla meditazione di samatha [quiete mentale o calmo dimorare] o dalle pratiche tantriche può essere sviluppata. Più meditate, più crescono la pace mentale e la beatitudine: non succede che diminuiscano. Per quanti piaceri samsarici si provino in continuazione, non c’è mai fine a essi. Se persevera il desiderio di afferrarsi ai piaceri samsarici, non c’è mai fine all’attività per ottenerli.

In ogni appagamento samsarico, ad un certo punto il piacere diminuisce e poi finisce. Provate ancora, ma il piacere è scomparso. Provate e riprovate, ma il piacere se n’è andato. Ogni volta fate dei tentativi con l’aspettativa di ottenere soddisfazione, ma nel vostro cuore manca sempre qualcosa. Avete sempre una specie di buco interiore. Mentre state vivendo il piacere dovuto ad alcune condizioni esterne, se siete consapevoli e interrogate la vostra mente: “Sono veramente felice o no?”, scoprite di non essere completamente soddisfatti. Manca qualcosa. Avete una sensazione interiore di vuoto.

Con il desiderio che si afferra ai piaceri samsarici, provate e riprovate in continuazione, nell’aspettativa di ottenere appagamento. Finché non rinuncerete a questo desiderio, non vi sarà fine alla vostra esperienza della sofferenza del cambiamento e della sofferenza della sofferenza che ne deriva. Quando il piacere finisce, iniziano l’inquietudine e il disagio [la sofferenza della sofferenza]. Tanto più sarete sotto il controllo del desiderio e del karma, tanto più sarà così. Finché sarete sotto il controllo del karma e delle afflizioni mentali, ripeterete ancora l’azione. Essere sotto il controllo del karma e delle afflizioni mentali è la terza sofferenza: la sofferenza pervasiva, di composizione. Già da questo potete farvi un’idea di come sperimentate i tre tipi di sofferenza. Finché non avrete rinunciato al desiderio che si afferra ai piaceri samsarici, il lavoro samsarico sarà senza fine. Non vi sarà modo di porvi termine. E il suo risultato sarà i tre tipi di sofferenza: sperimenterete costantemente problemi e sofferenza. Ogni volta che cercherete appagamento, poiché state seguendo il desiderio, invece di riceverne soddisfazione, ne avrete frustrazione. Questo è il risultato che vi tiene continuamente nel ciclo condizionato. Adesso potete capire l’esempio del pesce: brama e desiderio vi portano a creare continuamente la causa del samsara, le azioni composte; e ogni volta che ci sono brama e azione di composizione, create il futuro samsara, ancora e ancora.

Lama Tzong Khapa spiega che questa è la sofferenza peggiore: cercate appagamento, ma proprio perché state seguendo il desiderio non c’è modo di essere appagati. Finché seguirete la brama, il desiderio, non otterrete mai soddisfazione. Lo dimostra il fatto che state provandoci da tempo senza inizio, ma non siete ancora riusciti ad essere appagati.

Il piacere degli oggetti dei sensi, tuttavia, non significa necessariamente che vi sia desiderio di afferrarsi a quegli oggetti. Gli arhat e gli yogi molto elevati, che hanno ottenuto il corpo illusorio e la chiara luce, vivono un incredibile appagamento e sperimentano tutto come beatitudine, provano una felicità migliaia di volte maggiore del piacere ordinario. Il semplice vivere il piacere, tuttavia, non significa che abbiano desiderio samsarico. I Buddha, che hanno estinto tutte le oscurazioni e le impronte mentali e conseguito tutte le realizzazioni, hanno il più elevato dei godimenti, la loro beatitudine è completa, essi sperimentano la felicità ultima. Incessantemente, senza una pausa di un solo istante. I Buddha dimorano in un’incomparabile felicità.

Da rinascite infinite fino ad oggi abbiamo seguito il desiderio, ma non siamo mai stati soddisfatti. Ciò dimostra come non vi sia fine al desiderio e ciò predice il futuro: non vi sarà un tempo in cui saremo soddisfatti inseguendolo. Lama Tzong Khapa spiega che non soltanto non siamo soddisfatti, ma seguire il desiderio comporta molti altri problemi, centinaia di altri problemi. Invece, non appena avremo rinunciato al desiderio per i piaceri samsarici, ne avremo una soddisfazione immediata. Quando si compie quest’atto di rinuncia, vi è soddisfazione immediata. Ciò mette fine al travaglio e a tutti e tre i tipi di sofferenza, e ai vari problemi che da essa sorgono. Tutto ciò si estingue.

Lama Tzong Khapa afferma che è importante capire cosa ci lega al samsara e dedicarsi alla rinuncia. Una persona può riconoscere la sofferenza del cambiamento, cioè che i piaceri abituali che dipendono dagli oggetti esteriori dei sensi sono della natura della sofferenza, ma se non riconosce la terza sofferenza, la sofferenza composta omnipervasiva, il suo desiderio per la liberazione sarà limitato. Se non è consapevole della sofferenza fondamentale di essere sotto il controllo del karma e dei pensieri afflittivi, il suo desiderio non sarà per la liberazione ultima, ma solo per la liberazione dalla sofferenza della sofferenza e dalla sofferenza del cambiamento.

Questa terza sofferenza, la sofferenza pervasiva, è il fondamento delle altre due. Conoscendola, una persona desidererà la cessazione di tutto il karma e dei pensieri afflittivi. Una persona che comprenda questi tre tipi di sofferenza ha il significato completo della liberazione, ossia della liberazione ultima. Realizzando che la liberazione è l’estinzione del karma e dei pensieri afflittivi, vorrà scoprire se esiste un sentiero per attuarla. Trovando il sentiero, vorrà praticarlo e ottenere la liberazione ultima. Una volta che il karma e i pensieri afflittivi saranno completamente cessati, sarà impossibile che la causa della sofferenza ritorni.

Il karma e i pensieri afflittivi

Poiché nella vostra ultima vita non vi siete liberati, poiché non sono cessati il karma e i pensieri afflittivi, in questa vita siete rinati sotto il loro controllo; siete sotto il loro controllo fin dalla nascita. Non solo sperimentate il risultato del karma passato ma, sotto il dominio dei pensieri afflittivi, accumulate ancora karma.

Che cosa fa sorgere in voi, perfino oggi, pensieri afflittivi come la collera e l’attaccamento? Oggi potete decidere di fare una sessione di meditazione sulla pazienza, perciò ricordate tutte le relative tecniche meditative e fate le visualizzazioni. Terminata la sessione, tuttavia, se si presenta un oggetto indesiderabile o se qualcuno vi manca di rispetto, o vi dice alcune parole cattive, anche se durante la sessione non era presente, la vostra mente è immediatamente sopraffatta dalla collera.

Quando incontrate un oggetto particolare, a causa del karma passato sorge la collera, perché nella vostra mente l’impronta, o il seme della rabbia non è stato ancora eliminato. Perfino se il vostro migliore amico, da cui non sopportate di separarvi nemmeno per un minuto, cambia il suo comportamento nei vostri confronti, in quei minuti può diventare l’oggetto della vostra collera. Magari poco prima avete pensato: “Non mi arrabbierò mai con il mio migliore amico. Come potrei arrabbiarmi con lui?”. Il suo modo di apparire ai vostri occhi, che proviene dal vostro karma, in precedenza era meraviglioso, ma la sua apparenza karmica si trasforma in qualcosa di indesiderabile. Il punto cruciale è che avete l’impronta della collera, che non è stata eliminata. Il secondo punto è che l’apparenza indesiderabile proviene dal vostro stesso karma. Il terzo è che, poiché non avete praticato il lam-rim pazienza, gentilezza amorevole e compassione – la vostra mente è sopraffatta dalla collera. Ciò si applica anche all’attaccamento e agli altri pensieri afflittivi.

Il punto più rilevante è che l’impronta non è stata eliminata. La collera, l’ignoranza e l’attaccamento sono sorgere-dipendente: sorgono in dipendenza delle impronte. Inoltre, rimuovendo le afflizioni ed eliminando completamente anche le loro impronte lasciate nel continuum mentale, la collera e le altre afflizioni non sorgeranno più. Questo è il lavoro da fare.

Se non vi sono afflizioni, non esiste karma accumulato da esse e non esiste sofferenza, non fate cioè esperienza della vera sofferenza. Se non avete impronte di collera, attaccamento e altri pensieri afflittivi, anche se ogni creatura di questa terra fosse arrabbiata con voi e vi facesse del male, non potrebbe sorgere la collera né il desiderio di danneggiare questi esseri. Il modo in cui un oggetto appare ai vostri occhi dipende soltanto dalla vostra mente. Sulla base del karma passato, la vostra mente stabilisce se qualcosa vi piace o meno. Potete notare che il sorgere dei pensieri afflittivi e le azioni che ne derivano dipendono da cause e condizioni. Questo è il modo in cui viene creata l’esistenza ciclica o ‘samsara’.

Se comprendete bene come la sofferenza e le sue cause siano sorgere-dipendente, allora vedrete molto chiaramente che una volta conseguita la liberazione ultima, con l’estinzione del karma e dei pensieri afflittivi, è impossibile per le cause della sofferenza il sorgere ancora e per voi sperimentare sofferenza. A quel punto non esiste causa da cui la sofferenza possa sorgere: la causa principale, l’impronta, è stata completamente rimossa.

Se non riflettete sul processo graduale di entrata nel samsara,

non saprete come tagliare la radice del samsara.

L’origine [in ing. è all-arising, una traduzione letterale del tibetano che si potrebbe rendere con ‘ciò da cui tutto sorge’] si riferisce al karma e ai pensieri afflittivi e può significare che ogni sofferenza e problema sorga da questi due.

Sotto il dominio del karma e dei pensieri afflittivi siete collegati a questa vita da quella passata; se non estinguerete il karma e i pensieri afflittivi in questa vita, sarete connessi da questa vita alla successiva sempre sotto il loro controllo. Questo corpo fisico grossolano di ossa e carne non passa nella vita successiva e non proviene dalla vita passata. La coscienza unisce la vita passata a quella attuale e unirà quella presente alla prossima. Delle sei coscienze, ciò che passa da una vita all’altra è la coscienza mentale, o mente. Separato dagli aggregati grossolani del corpo, il continuum mentale prosegue dalla vita passata all’attuale e continuerà nella prossima. Finché non estinguerete il karma e i pensieri afflittivi, questi aggregati vagheranno continuamente da una vita all’altra.

È questo il modo in cui vaga l’io, che è etichettato [o designato] sugli aggregati. Poiché la base, l’aggregato della coscienza, unisce una vita all’altra sotto il dominio del karma e dei pensieri afflittivi, l’io, designato su tali aggregati, vaga nel samsara. Poiché questi aggregati sono sotto il dominio del karma e delle afflizioni mentali, essi vagano incessantemente da una vita all’altra. L’associazione di corpo e mente è chiamata ‘samsara’, ma in realtà è la coscienza che vaga da una vita all’altra.

L’evoluzione del samsara

Guru Shakyamuni Buddha ha spiegato l’evoluzione del samsara, il processo graduale di entrata in esso, tramite dodici ‘sorgere-dipendente’ o anelli. Il Buddha ha spiegato anche come sia possibile arrestare questo errare nel samsara. ‘Invertire il ciclo’ significa che cessando l’ignoranza si estingue il karma. È poi possibile estinguere la brama e l’afferrarsi, in seguito il divenire. Successivamente si estinguono i sette risultati e non si sperimentano gli stadi dalla nascita alla morte.

Nel Sutra della pianticella di riso, il Buddha ha spiegato il sorgere-dipendente interno ed esterno. Tenendo in mano una pianticella di riso, il Buddha disse ai suoi seguaci:

I bhikshu che vedono il sorgere-dipendente vedranno il Dharma.

Chi vede il Dharma vedrà il Buddha.

Ciò ha un grande significato. Chiunque vede il sorgere-dipendente vedrà il Dharma, che significa la vacuità, la verità ultima. E chiunque vede il Dharma vedrà Buddha. Ciò significa che la saggezza che realizza la vacuità è il rimedio diretto che elimina tutte le oscurazioni. Solo rimuovendo le oscurazioni si può ottenere la mente onnisciente, diventare un Buddha.

Il corpo non è l’io. I liquidi, il calore e l’aria del corpo non sono l’io. Può essere abbastanza facile pensare che il corpo non sia l’io, ma è altrettanto facile pensare che la coscienza sia l’io: non lo è. Niente di ciò che si trova qui, dalla cima del capo alla punta dei piedi, è l’io.

Eppure l’io non esiste separato da questi aggregati. È molto semplice da capire: se l’io esistesse separatamente, non ci sarebbe bisogno di comprare biglietti per viaggiare! Potreste rilassarvi completamente. Non avreste bisogno di lavoro, banche, negozi, cucine, bagni… non avreste bisogno di nessuna di queste cose! Non avreste bisogno di abiti estivi o invernali. Tuttavia, quando comprate un abito, è l’io che lo indossa. Non esiste nessun altro io che indossi l’abito. Quando questi aggregati mangiano un gelato, non dovete pensare che questo io non mangi e vi sia un altro io che lo faccia. Questi aggregati non siedono comodamente in camera da letto, mentre un altro io mangia il gelato nella sala da pranzo. Non è questa la nostra esperienza. L’io dipende da questi aggregati. Quando dite “voglio mangiare una bistecca”, sono questi aggregati che vogliono mangiarla, non qualche altro io. Non esiste un qualche altro io, un altro sé, che vorrebbe mangiare la bistecca. È molto chiaro.

Ogni azione che compiamo, la dobbiamo fare con questi aggregati. Ogni volta che dite “ io sto facendo questo” o “ io voglio questo” lo fate con i vostri aggregati, il vostro corpo e la vostra mente. Ciò significa che l’io non esiste separatamente dagli aggregati. Eppure nessuno di loro è l’io, tutti insieme non sono l’io e l’io non esiste separato da loro. Eppure esiste! Esiste in loro. Non c’è niente oltre l’io che avete etichettato su questi aggregati. Non c’è un altro io che compie le attività di meditare, ascoltare gli insegnamenti, mangiare, dormire, camminare… Non esiste altro io tranne quello meramente imputato [o designato] su questi aggregati. Queste parole vi danno un’idea grossolana di come non vi sia un io che esiste dalla propria parte.

Nonostante l’io esista per mera imputazione del pensiero sulla base, ossia gli aggregati, l’ignoranza crede che l’io esista dalla propria parte, non come meramente etichettato. Tuttavia, ciò contraddice completamente la realtà. Un io esistente dalla sua propria parte, che appaia a tale ignoranza, è una completa allucinazione. L’ignoranza che non conosce la natura dell’io è come un contadino. Il karma, o l’azione, causata da tale ignoranza è come un campo e la coscienza è come un seme. La brama e l’afferrarsi sono come i minerali, l’acqua e il calore. La rinascita è come un germoglio che cresce. L’ignoranza, il contadino, motiva l’azione, che è come il campo. Il punto cruciale da comprendere è che la coscienza è come un seme, perché contiene il potenziale per produrre lo stelo, i fiori, le foglie e il frutto. Un piccolo seme può contenere il potenziale per milioni di rami, fiori e frutti, per un immenso albero con i rami che possono ospitare molte migliaia di esseri. Proprio come il seme, la coscienza contiene tutte le impronte, o potenzialità, lasciate dal karma. Una pianta, buona o cattiva, cresce dipendendo dal potenziale del seme. In modo analogo, tutte le impronte per le varie felicità e sofferenze samsariche sono contenute nella coscienza, o continuum mentale. La coscienza contiene tutte le impronte per rinascite felici come deva o umani e per rinascite infelici come un animale, con scarsa opportunità di felicità temporale, come uno spirito, che vive le più pesanti sofferenze della fame e della sete, o come un essere infernale, che sperimenta le più pesanti sofferenze del caldo e del freddo.

La brama e l’afferrarsi sono come l’acqua e il calore che permettono al seme, piantato dal contadino, l’ignoranza, di germogliare nel campo del karma. Le impronte sono allora mature per essere sperimentate e la coscienza unisce alla vita successiva. Se la vita seguente è di un essere umano, la coscienza entra nell’utero.

Questo corpo, dalla testa ai piedi, è nato dalla coscienza. All’esterno vi erano le cause cooperanti, come i vostri genitori, ma il corpo, in realtà, proviene dal vostro continuum mentale, che trasporta le impronte. Il vostro corpo proviene dalla vostra stessa mente. Anche le persone desiderabili e gli oggetti che incontrate quotidianamente provengono dalla vostra mente, così come le persone e gli oggetti indesiderabili e gli oggetti indifferenti. Tutto ciò proviene dalla vostra mente. È proprio come proiettare un film, che può essere proiettato sullo schermo con l’elettricità e un proiettore. Ciò che viene proiettato dipende completamente dalla pellicola, in modo simile alle impronte della coscienza. Tutte queste impronte sono state lasciate sulla coscienza da voi, il contadino. Così come l’elettricità e il proiettore proiettano il film, quando matura il karma, l’impronta manifesta un’apparenza lasciata nella coscienza. Dal seme e dal terreno karmico sorgono le apparenze, proprio come vedete le immagini di un film sullo schermo.

Il karma è pensiero. Un pensiero proviene dalla coscienza principale e persuade il corpo e la parola ad agire. Ogni cosa – tutti i vari mondi – nascono dal karma. Tutte le apparenze buone e cattive, dalla nascita alla morte, incluso il vostro corpo, nascono dal terreno del karma, dai vostri pensieri. In genere, tutto proviene dalla mente. Nello specifico, tutto sorge dalla vostra coscienza presente e dai pensieri. Tutte le vostre apparenze provengono dalla vostra mente.

Poiché tutto proviene dalla vostra mente, non vi è niente e nessuno da biasimare. Qualunque problema sorga, non dovete biasimare che voi stessi. Seguendo i concetti errati, voi stessi accumulate questo karma, quindi non c’è nessuno da biasimare. Se qualcuno vi critica, vi danneggia o vi uccide, non c’è nessuno da biasimare tranne voi stessi. L’apparenza di questa persona che vi critica proviene dai vostri pensieri negativi, o dal karma negativo. (Anche le persone che vi rispettano e vi aiutano provengono dalla vostra mente, dai vostri pensieri positivi, o buon karma). Dunque, non vi è ragione di arrabbiarsi con nessuno o di afferrarsi a qualcosa. Le apparenze che vedete provengono dalla vostra mente, sono una vostra creazione. Non c’è motivo di afferrarsi alla propria creazione. Ne siete gli artefici e voi vi aggrappate a esse, provocando così tanti problemi! Non c’è nessuna ragione di afferrarsi. Similmente, non c’è motivo di essere gelosi oppure orgogliosi. Potete applicare questa riflessione a tutti gli altri pensieri afflittivi.

Se, privi di ignoranza, non aveste creato il karma che lascia tali impronte, ora non avreste tutti questi problemi di relazione, di critiche, di persone che vi danneggiano. Qualcuno che vi picchia, vi critica o vi tratta male, indica semplicemente che state vivendo il risultato del karma creato in passato. Non c’è ragione di arrabbiarsi per questo.

Se siete continuamente consapevoli di questa meditazione sulle dodici sorgenti dipendenti, su come tutto nasca dalla vostra mente, non troverete nessun altro da rimproverare per i vostri problemi. Ciò porterà pace in voi stessi e negli altri, vi condurrà a praticare la pazienza, a controllare la collera e a scoraggiare la mente nel suo forte attaccamento, causa di molte avversità. Una tale consapevolezza mette fine a molti problemi.

Quando viaggiate in aereo, quando osservate i vari paesi sotto di voi, le loro immagini appaiono ai vostri occhi, belle o brutte che siano. Quando attraversate città e villaggi in automobile, in ogni minuto vedete cose diverse: alberi, fiori, montagne… Ogni minuto del vostro viaggio ogni singola apparenza o visione proviene dalla vostra stessa mente. Anche la parola ‘immagine’ si riferisce alla vostra mente, al vostro modo di pensare. Guardando lo stesso posto, qualcuno vede cose meravigliose, qualcun’altro cose orribili. Se cento persone guardano la stessa città, notano cose differenti. Riguardo a voi, il vostro modo di vedere ciò che appare – il modo in cui vedete un paese – nasce dalla vostra mente.

È molto utile compiere la meditazione camminata con questo tipo di consapevolezza. Avete sempre guardato intorno a voi, ma ora usate una nuova consapevolezza. Siate consapevoli degli oggetti dei vostri sei sensi. Concentratevi sul fatto che, ovunque andiate, il cielo, le persone, i fiori, la terra nascono dal vostro karma, dai vostri pensieri.

La meditazione su come siate il creatore della vostra stessa felicità o sofferenza è un insegnamento basilare buddhista. Non vi è nessuno che sia il creatore della vostra sofferenza e della vostra felicità. Con questa meditazione arriverete a concludere che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, dovete osservare la vostra mente. Poiché tutto nasce dalla vostra mente, dovete prestarle una grande attenzione. Dovete osservarla in continuazione e non permettere che sorgano pensieri negativi. Mantenete la mente il più possibile nella virtù, nell’attitudine positiva. Il punto essenziale è avere un cuore buono: non danneggiare gli altri e, al meglio, fare il loro bene.

La natura delle impronte karmiche

Uno studente: Qual è la natura delle impronte lasciate dal karma sulla coscienza? E in che modo le impronte sono trasportate dalla coscienza ?

Rinpoce: L’impronta, o l’impressione, non è sostanziale, non è mente, non è un fattore mentale, non è un fattore mentale una sostanza fisica. Non è permanente. È un fenomeno prodotto. È tutto.

Ieri hai visto qualcosa di carino in un negozio, oggi lo ricordi e vai a comprarlo. Hai visto l’oggetto ieri, ma oggi lo ricordi e questo ti dà la possibilità di andarlo a comprare. Penso che la coscienza porti le impronte lasciate dalle azioni passate nello stesso modo.

Quando un seme piantato in un terreno incontra le condizioni favorevoli di calore, minerali e acqua, allora produce un germoglio. Le impronte funzionano in modo simile. Quando le impronte karmiche vengono attivate, allora vedi le differenti apparenze. Con un oggetto sperimenti una sensazione indifferente, con un altro una sensazione piacevole, con un altro ancora sofferenza.

Potete ricordare o dimenticare le cose che avete studiato. Potete dimenticarle senza sforzo cosciente. Ma le impronte lasciate nella coscienza dal karma negativo non scompaiono finché non vi sforzate ad eliminarle. Dovete impegnarvi a cambiare, a diminuire o estinguere tali impronte, che non scompaiono da sole, né dopo un po’ di tempo, né dopo centinaia di anni o di eoni. Senza uno sforzo personale non potete diminuirle o estinguerle. Le impronte karmiche lasciate dai pensieri afflittivi possono essere rimosse soltanto mediante l’impiego di uno sforzo personale nella generazione del rimedio del sentiero, in particolare attraverso lo sviluppo della saggezza che realizza la vacuità.

Finché nel vostro continuum mentale ci saranno le impronte lasciate dai pensieri afflittivi, non potrete diventare onniscienti. Se la vostra mente non può diventare onnisciente, non potrete vedere il livello della mente e le caratteristiche di ogni singolo essere senziente, e non potrete vedere i differenti mezzi adatti a ciascuno di loro; in tal caso non potrete guidare perfettamente gli altri esseri, questo è il problema.

Uno studente: Come possono le impronte, che non hanno forma, determinare eventi fisici come i nostri corpi?

Rinpoce: È molto semplice. La tua stessa esperienza quotidiana risponde a questa domanda. ftensa a quanto succede quando sei arrabbiato: a causa di quella rabbia accadono cambiamenti ed effetti fisici. La stessa cosa avviene quando provi un forte attaccamento o un forte orgoglio. Queste esperienze sono già una risposta. In particolare, quando vi è una forte collera o un forte attaccamento, il corpo cambia completamente e anche gli altri lo notano. È semplicemente il potere della mente.

Tutte le cose desiderabili e indesiderabili di questo mondo provengono dal potere della mente. Sviluppando saggezza e buon cuore è possibile beneficiare milioni di persone sulla terra. Tramite il potere della mente positiva di una persona si possono condurre un numero indicibile di esseri senzienti alla felicità temporale e ultima. Dall’altra parte, una mente negativa che è senza forma, può uccidere milioni di persone e distruggere un’intera nazione. Tutte le cose buone provengono da una mente positiva, tutte le cose cattive da una mente negativa.

Una persona può viaggiare per tutto il mondo grazie al potere della sua mente. La mente è potentissima. Se non abbiamo cura della nostra mente, può essere incredibilmente pericoloso, non solo per noi stessi, ma per innumerevoli altri esseri viventi. Al contrario, se la nostra mente è ben curata, se è ben addestrata nella gentilezza amorevole e nella compassione, può offrire incredibili benefici a un incalcolabile numero di esseri senzienti.

La risposta alla domanda su come la forma possa nascere da ciò che è privo di forma è data dai dodici anelli, che spiegano come tutto provenga dalla mente. La coscienza porta le impronte come una seggiovia porta le persone. In questo modo la forma proviene dal privo di forma. Tutte le cose pure e impure provengono dalla mente essenzialmente nello stesso modo: il karma lascia impronte nel continuum mentale. Se si pensa a come la forma nasca da ciò che è privo di forma, sembra difficile, ma non lo è. Se cercate una spiegazione diversa dai dodici anelli, non la troverete. Non vi è altro modo di spiegare la forma proveniente dai fattori mentali privi di forma. Se pensate al karma, è molto facile da capire.

Ricordate tutti gli alti e bassi della vostra vita, tutti i problemi di relazione e le situazioni spiacevoli. Poi ricordate tutte le situazioni felici e di gioia della nostra vita. Tutto ciò che vi è capitato in questa vita, dalla nascita a oggi, è venuto dalla vostra stessa mente. Dalla vostra nascita alla vostra morte ogni cosa, – tutti gli oggetti della vostra collera, attaccamento e ignoranza, tutte le sensazioni piacevoli e spiacevoli, e anche il vostro corpo – son venuti fuori dalla vostra coscienza, che è come un seme, e dal vostro karma, che è come un campo. Il karma è definito un pensiero che proviene dalla coscienza.

Ogni cosa proviene dalla coscienza, che contiene le impronte, e dal karma, o pensiero, che lascia le impronte. Questa è la risposta su come la forma proviene dal privo di forma.

Continuità della coscienza

Una famiglia ha cinque figli e uno di loro è nato deforme. La risposta immediata a questa realtà è che vi erano alcune imperfezioni nell’ovulo fertilizzato perché i cromosomi della madre o del padre erano imperfetti. Questa risposta spiega la condizione fisica, la causa cooperante, ma non il fattore interiore, la causa effettiva. Dei cinque figli, perché proprio quello è stato concepito nel momento in cui un ovulo era imperfetto? Nessuno ha forzato il concepimento, nessuno ha obbligato la coscienza di quella persona ad alloggiare in un ovulo fecondato imperfetto. Quando ci chiediamo perché questo essere è stato concepito quando c’era un ovulo imperfetto, la risposta è perché il concepimento è avvenuto in quel momento. Ma perché è avvenuto in quel momento? Questa è la domanda importante, questo è l’aspetto interessante. Perché l’ovulo fecondato era imperfetto proprio in quel momento?

Ho fatto molte volte questa domanda e, a parte una o due risposte relative al tempo, nessuno mi ha saputo dare una risposta. Il punto cruciale è il tempo: perché quello specifico essere è stato concepito proprio in quel momento? Spiegare che la madre assumeva dei farmaci o delle droghe durante la gravidanza è ripetere che il bambino è imperfetto. La questione fondamentale rimane irrisolta. La domanda deve avere una risposta più profonda. Attraverso i dodici anelli, lo sviluppo di come tutto quanto nasca dalla mente, appare molto chiaro il perché quell’essere sia stato concepito in quel momento. Prima di questa vita, la brama e l’attaccamento hanno lasciato forti impronte karmiche nel suo continuum, pronte a essere sperimentate. Prescindendo da come sia stata la sua vita passata, al momento della morte precedente a questa rinascita la brama e l’afferrarsi dei dodici anelli, pronti ad essere attuati in questa vita umana, hanno causato che fosse concepito nel momento in cui c’era un uovo fecondato difettoso. È molto chiaro.

Se non ragionate dal punto di vista della mente dell’essere, se ragionate solo secondo l’evoluzione esterna, secondo ciò che potete vedere con i vostri occhi, vi arrenderete di fronte al tempo. Da quel punto di vista non vi è traccia della continuità della mente prima e dopo questa vita. Se considerate solo l’evoluzione esterna, una tale visione della continuità è completamente fuori argomento.

Se fosse vero che esiste una sola vita, senza continuità della coscienza prima e dopo, tutto sarebbe estremamente semplice. Non vi sarebbe bisogno di darsi da fare con tutti i problemi e le depressioni. Non vi sarebbe bisogno di ospedali, medici, psicologi, psichiatri o centri di meditazione. Perché dovreste aver bisogno di religione?

Poniamo che non vi fosse continuità della coscienza: tanto più a lungo vivreste, tanto più a lungo avreste problemi. Il modo più veloce di fermare tutti i vostri problemi sarebbe quello di morire al più presto. Tutto si risolverebbe: non più questioni familiari o di relazione, né paure di non ottenere una laurea. Se la vita durasse così poco, perché avere tante paure e preoccupazioni? Non avreste bisogno di una vita spirituale. Sarebbe tutto molto semplice. Dal momento che la vita non durerebbe sempre, e che non vi sarebbe continuità di coscienza dopo questa vita, la soluzione migliore e più semplice sarebbe eliminarla al più presto. Dal momento che esiste un modo così semplice di mettere fine a tutti i problemi in modo che non si ripetano più, perché essere preoccupati e depressi? Perché dovreste darvi da fare per essere felici e non avere problemi? Arrivereste alla conclusione che anche questo corpo è un grosso problema per gli altri. Questo tipo di ragionamento, come vedete, ha qualcosa di insensato.

Il solo premere questo corpo dà dolore. Ciò dimostra la reincarnazione, la continuità della coscienza dalla vita precedente: altrimenti non vi sarebbe alcun motivo che questi aggregati abbiano la natura della sofferenza. Perché siamo nati così? Perché non siamo nati senza queste sofferenze della fame e della sete, del caldo e del freddo e tutti gli altri problemi? Forse rispondereste che ciò è dovuto all’esistenza della mente. Ma perché non abbiamo una mente senza affanni, senza sofferenza? Perché non possiamo nascere senza attraversare queste avversità?

La risposta è nel processo dei dodici anelli. Esiste il dolore, questo corpo ha la natura della sofferenza perché proviene dalle cause impure del karma e dei pensieri afflittivi, che sono causati dall’ignoranza che non realizza la natura dell’io. Se questi aggregati non fossero formati dal karma e dai pensieri afflittivi, non sarebbero della natura della sofferenza. Non sperimenteremo le pene del dolore, della fame, della sete e così via. E questi aggregati non proverebbero la sofferenza della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte, senza libertà di scelta.

La nostra esperienza quotidiana, felice o infelice che sia, è una prova dell’esistenza del karma e delle vite passate e future. Al culmine della spiegazione dei dodici anelli, vi sono persone che possono vedere le vite passate e future proprie e altrui. Una persona può non credere nelle vite passate e future perché non le può ricordare né vedere, ma ciò non significa che qualcosa che non si può ricordare non esista. Sostenere che non esistono vite passate o future perché non si vedono implica che se esistessero, si conoscerebbero. In altri termini, ciò vuol dire che se una cosa non si conosce, non esiste. Questo è un ragionamento buffo. Significa che non vi è niente da imparare; dal momento che tutto quanto esiste lo si conosce, non c’è scopo nell’imparare.

Un’altra ragione potrebbe essere che la vostra cultura non crede nella reincarnazione. Dovete scegliere: credete nella vostra cultura o nella realtà dell’esperienza di quelle persone che possono vedere le vite passate e future? Possono esserci altre persone che hanno una conoscenza più ampia della vostra? Si arriva alla seguente conclusione: se una persona non conosce se stessa, deve scegliere se adottare o no le credenze della propria cultura, anche se esse contraddicono le esperienze di quelle persone che possono vedere le vite precedenti e future.

Generare la gentilezza amorevole e la compassione

Se nel vostro cuore non vi sono gentilezza amorevole e compassione per gli altri esseri senzienti, la vostra vita umana è vuota, come un vaso vuoto. Se c’è un po’ di compassione e di gentilezza amorevole per gli altri esseri senzienti, anche se non riguarda tutti, sorge naturalmente il pensiero di servire ed essere d’aiuto. La vostra attitudine mentale, il vostro pensiero di beneficiare gli altri, si vede nelle vostre azioni.

Generare gentilezza amorevole e compassione è responsabilità di ciascuno di noi. È una nostra responsabilità generarle dentro di noi, di giorno in giorno, di vita in vita, anche per la nostra pace e felicità mentale, ma in special modo per la felicità ultima. La nostra felicità è insignificante, perciò è meglio essere interessati alla seconda, piuttosto che praticare il raggiungimento della propria felicità.

Pensate al numero infinito di esseri senzienti che sono privi della felicità mondana e soprattutto della felicità ultima. Pensate alla loro costante sofferenza. Ciascuno di loro richiede la nostra compassione. Hanno bisogno di essere aiutati e non di essere danneggiati. Questo è interamente nostra responsabilità. Poiché esistono i bisogni e i desideri degli altri, dobbiamo generare gentilezza amorevole e compassione. Dobbiamo praticare la compassione per il bene degli altri e di noi stessi.

Così come siamo dipendenti dagli altri, gli altri dipendono da noi. Sta a noi eliminare la loro sofferenza e ottenere la loro felicità. Se la vostra motivazione nella meditazione e nella pratica del Dharma è la pace mentale e la felicità personale, ciò è molto mediocre. Dovreste generare la compassione soprattutto dal momento che avete un prezioso corpo umano dotato di tutte le opportunità per sviluppare la vostra mente. Avete tutte le qualità per sviluppare la conoscenza, la compassione e le facoltà per aiutare gli esseri senzienti. E’ necessario smettere di danneggiare gli altri esseri e agire per il loro bene.

Quando si sviluppa la compassione, sorge la domanda: “Come posso aiutare gli altri esseri? Qual è il miglior modo di beneficiarli?”. Il modo migliore è liberarli da tutte le sofferenze e dalle vere cause della sofferenza, quindi da ogni macchia della mente. Così avranno le realizzazioni perfette e una felicità ultima incomparabile. Non esiste altro modo di offrire questo grande beneficio agli altri esseri se non rivelando loro il sentiero che conduce all’illuminazione: essi potranno quindi praticare tale sentiero ed ottenere una felicità senza fine. Non esiste altra strada. Per indicare il sentiero completo agli altri, avete bisogno di sperimentarlo di persona. Vedete, dunque, quanto sia importante praticare il Dharma, sviluppare il metodo, un cuore buono, e la saggezza, in particolare la saggezza che realizza la vacuità.

La generazione di bodhicitta

Qualsiasi capacità possediate, dovete cercare il più possibile di fare il bene degli esseri senzienti. Il modo migliore è praticare la bodhicitta. Se la bodhicitta sarà la pratica centrale della vostra vita quotidiana, avrete successo e pacificherete tutti i problemi. Ciò porterà felicità a voi e agli altri esseri senzienti. Se diventa la vostra pratica principale, giorno e notte, ogni cosa andrà bene.

Il più grande ostacolo per voi e per tutti gli esseri senzienti è la mente egoista. Abbandonando questo tipo di mente, che è la radice di tutti i problemi, praticate bodhicitta, rinunciando a voi stessi e avendo a cuore gli altri. Questa sola pratica di bodhicitta pone fine agli ostacoli alle attività e alla felicità di questa vita e di quella futura. Se non c’è una mente egoista, non creerete ostacoli.

Se non avete un’effettiva realizzazione della gentilezza amorevole, della compassione e della bodhicitta, ma ne possedete una certa familiarità e avete una mente molto generosa, molte delle vostre ordinarie azioni quotidiane, come la vita in famiglia o il lavoro in città, diventeranno Dharma, la causa della felicità. Secondo l’entità del proprio buon cuore, una persona avrà più o meno possibilità che le sue azioni siano causa di felicità. Le azioni che non sono macchiate dall’egoismo sono il Dharma più puro.

Questo amorevole e compassionevole pensiero di bodhicitta porta a tutta la felicità temporale e ultima, a ogni successo, fino all’illuminazione. Conquistando l’impareggiabile felicità dello stato onnisciente, si potrà guidare ogni essere senziente a tale impareggiabile felicità. La radice di ogni successo è il buon cuore ultimo di bodhicitta. Per sviluppare la vostra mente in modo da offrire il più elevato dei benefici a ogni essere senziente, dovete studiare gli insegnamenti che spiegano come meditare e addestrare la vostra mente nel sentiero graduale verso l’illuminazione. Ascoltando e studiando, acquisirete dimestichezza con i soggetti della meditazione e potrete cercare di trasformare la vostra mente in ciò che avrete compreso del significato del sentiero.

L’importanza della motivazione

Nella vita quotidiana, la motivazione è molto importante. Perfino nelle normali attività quotidiane, come lavorare in casa o in ufficio, dormire, camminare, pregare, recitare mantra o meditare, la prima cosa da esaminare è la motivazione, per trasformarla da negativa in positiva. Dovreste avere il pensiero più elevato di beneficiare gli altri il più possibile. Gli esseri per cui lavorate o meditate dovrebbero essere il numero più alto possibile. Se non potete considerare tutti gli esseri senzienti, il vostro lavoro o la vostra meditazione dovrebbe essere per il più alto numero possibile di esseri senzienti.

La motivazione può cambiare ogni cosa. Se la motivazione è errata, l’azione e il suo risultato saranno errati. Se la motivazione è contaminata da uno dei tre veleni della mente – collera, attaccamento o ignoranza – azione e motivazione saranno causa di sofferenza. Se la motivazione non è contaminata da questi tre veleni, l’azione sarà virtuosa ed entrambe, motivazione e azione, saranno causa di felicità. Se le radici di un albero sono velenose, ogni parte dell’albero sarà velenosa; se le radici sono curative, ogni parte sarà curativa, non provocherà danni, darà solo beneficio. La stessa cosa è per la motivazione. Nella vita quotidiana, la motivazione è la cosa più importante. I problemi e le infelicità più gravi, i benefici e la felicità più elevati nascono dalla motivazione, dalla vostra attitudine mentale di ogni ora, di ogni giorno.

Due mendicanti si recarono a chiedere cibo in un monastero. Un dei due arrivò all’ora giusta, quando i monaci stavano mangiando, e ricevette cibo abbondante. Era così contento che desiderò costruire monasteri e aiutare i monaci. L’altro mendicante arrivò in un’ora sbagliata, quando i monaci non stavano mangiando, e non ricevette nulla. Si arrabbiò molto e pensò: “Taglierò le teste dei monaci e le guarderò cadere a terra!”.

Più tardi, questo mendicante si era disteso lungo una strada. Arrivò una carrozza che lo travolse e gli tagliò la testa con le sue ruote. L’altro mendicante, che era stato contento e aveva avuto un desiderio positivo, stava dormendo sotto un albero in un parco. Per il potere del merito di questo di mendicante, anche se dormì sotto l’albero per molte ore, l’ombra dell’albero non lo lasciò mai. In quel periodo gli abitanti del luogo stavano cercando qualcuno di speciale che diventasse la loro guida. Vedendo l’ombra immobile e pensando che indicasse una qualità molto speciale nel mendicante, la gente gli chiese di diventare il proprio re. In seguito, grazie alla sua ricchezza, poté offrire al ‘sangha’ i propri servizi.

In Italia, la madre di un macellaio andava tutti i giorni a uccidere i maiali. Credo che avesse una grande macchina per fare questa operazione. Tutti i maiali venivano messi in fila penso che dovesse essere come il passaggio pedonale dell’aeroporto di Londra – e poi gettati in una grande macchina ruotante, da dove uscivano a pezzi poco dopo. Un giorno la madre si addormentò, fu presa dagli ingranaggi della macchina e fatta a pezzi. È sorprendente! Ciò dimostra molto chiaramente l’esistenza del karma. Anche voi subirete quanto fate agli altri, è solo questione di tempo. Questa donna aveva accumulato molto karma negativo, perciò ne sperimentò rapidamente il risultato, in quella stessa vita.

Ecco un altro esempio interessante, che forse avete letto sui giornali. In una località dell’India, mi sembra nel Bengala Ovest, c’era un serpente grosso e molto lungo per la strada. Molti autocarri erano rimasti bloccati lungo la strada perché il serpente occupava tutta la carreggiata e non si voleva spostare. Un camionista, allora, decise di uccidere il serpente. In seguito si sposò. Il primo figlio nacque normale, ma il secondo aveva la pelle a scaglie come quella di un serpente. Il terzo e quinto figlio nacquero normali, ma il quarto e il sesto avevano la pelle come quella di un serpente. Il camionista ebbe nove figli e uno sì e uno no avevano la pelle in quello stato. Il padre ha portato il maggiore, adesso diciottenne, in molti ospedali, ma non ha trovato nessuna cura. Karma come questi, di cui si sperimentano gli effetti in questa stessa vita, sono davvero molto potenti.

Questo tipo di avversità che accadono ogni giorno agli altri, nel mondo, per noi sono insegnamenti e meditazioni sul karma. Confrontateli con voi stessi. Avete accumulato vari karma in questa vita e nelle precedenti, da un tempo senza inizio. Avete accumulato karma positivo e negativo di cui siete coscienti e altro di cui non sapete niente. Non potete ricordare tutto il karma che avete accumulato da un tempo senza inizio. In parte, ne avete già vissuto i risultati, ma ne resta ancora molto. La felicità o la sofferenza che nasce da un’azione compiuta in un secondo può essere sperimentata per centinaia di vite, per molti eoni. Da un’azione compiuta in un solo secondo!

La conclusione è che si deve purificare il karma negativo del passato e astenersi il più possibile dalle azioni negative, praticando quelle virtuose, piccole e grandi. Dal momento che desiderate il minimo piacere, anche nel sogno, dovreste cercare di accumulare anche il più piccolo merito beneficiando gli altri esseri senzienti. Dovreste compiere anche la più piccola azione, come cercare di proteggere minuscoli insetti come le formiche, quando rischiano di essere attaccate da altri animali. Non dovreste trascurare il minimo beneficio che potete offrire agli altri esseri senzienti, animali o umani, con ogni mezzo che possedete.

Se desiderate le comodità più insignificanti, a maggior ragione vorrete la felicità ultima. Questa è la ragione per creare la causa, che è il grande merito. Dal momento che non desiderate il minimo danno o disagio da parte degli altri, dovete abbandonare il minimo danno verso gli altri. Proteggere il karma in questo modo è proteggere realmente la vostra vita.

Il potere dell’oggetto

Il karma che accumulate in relazione ai vostri genitori è molto potente, perché i vostri genitori sono un oggetto più potente delle altre persone. Servire i genitori di questa vita e creare un buon karma nei loro confronti è molto potente. Creare anche un piccolo karma positivo o negativo ha una grande forza a causa del potere dell’oggetto. Potete viverne il risultato anche in questa vita.

Il sangha è un oggetto più potente dei genitori. Per ‘sangha’ intendo coloro che vivono con i voti dell’ordinazione. Poi vengono gli esseri arya, animali, umani o qualunque essi siano. I bodhisattva, coloro che hanno bodhicitta, sono oggetti molto potenti, più di ogni oggetto precedente. Gli insegnamenti del lam-rim spiegano quanto sia potente un oggetto bodhisattva: guardarlo senza rispetto, con malanimo, con collera, disgusto o con un altro tipo di mente distorta provoca un karma più negativo che togliere gli occhi a tutti gli esseri senzienti della Terra. Il merito di guardare un bodhisattva con una mente devota o tranquilla è molto più grande che donare i propri occhi a tutti gli esseri di questo mondo. Questa incredibile differenza è dovuta al fatto che il bodhisattva è un oggetto molto potente.

Nella categoria degli oggetti potenti, dopo i bodhisattva vengono i buddha. Dopo i buddha viene il vostro guru. Fare piccole azioni modeste nei confronti di tali oggetti dà per risultato un’incredibile e inconcepibile felicità; compiere piccoli errori verso gli stessi è causa di una sofferenza davvero indesiderabile.

Osservando la mia famiglia e i miei parenti, tutto ciò mi appare molto evidente. Il mio fratello più giovane ha reso molti servizi a mia madre. Non sono sicuro quando è morto mio padre, ma non ricordo di lui, quindi non deve averlo conosciuto. Ad ogni modo, il mio fratello minore ha reso molti servizi a mia madre, quando era giovane, occupandosi sempre di lei. Adesso vive lontano da lei, ma continua ad averne cura come può, anche se ha molti figli e molte responsabilità. Ha un cuore davvero buono. Penso che pratichi il Dharma più di me, anche se non ha ricevuto molti insegnamenti letto molto. La sua vita è priva di confusione, scorre con facilità e armonia. Come risultato del suo buon cuore, ha una buona vita. Tutti lo rispettano e le cose gli vanno bene.

Alcuni miei parenti non hanno lo stesso tipo di mente, sono all’opposto, molto egoisti e negativi. Hanno molte avversità, una dopo l’altra. Quando hanno qualche successo, un periodo sereno, questo dura poco ed è subito seguito da altri problemi che cambiano la loro vita. È così, anche per i miei parenti.

In conclusione, comincerete a sperimentare in questa vita le azioni positive o negative compiute verso questi oggetti potenti.

Un karma del genere potete viverlo in questa vita o nella prossima o dopo centinaia di eoni. Dal momento che non potete vedere le realizzazioni degli altri, non potete dire se avete di fronte un bodhisattva o un buddha. Per questo motivo dovreste fare attenzione alle vostre azioni verso gli altri esseri senzienti. Non creare karma negativi pesanti è un grande vantaggio. Il grande bodhisattva Shantideva, nella sua Guida allo stile di vita del bodhisattva spiega:

Se non sei un bodhisattva, i meriti accumulati con le elemosine, le offerte al Buddha e così via nel corso di migliaia di eoni saranno distrutte in un solo secondo di collera verso un bodhisattva. Non solo nascerai nelle più atroci sofferenze degli inferni per migliaia di eoni, ma le tue realizzazioni saranno rimandate altrettanto a lungo.

Non soltanto soffrirete, ma gli ottenimenti che si sarebbero manifestati domani, in questo mese, nel prossimo anno, saranno esclusi per migliaia di eoni se, voi che non siete bodhisattva, vi arrabbiate con un bodhisattva. Se praticherete il buon cuore e controllerete la vostra mente nei confronti degli altri esseri, non correrete questo rischio di distruggere i meriti.

Controllare le tre menti velenose

La collera è incredibilmente dannosa: non soltanto causa quotidianamente problemi di disarmonia nella famiglia e produce la vostra infelicità, ma garantisce molte vite di avversità. Voi non avete la chiaroveggenza o l’onniscienza, quindi non potete vedere il danno che provocate a lungo termine con la vostra mente attuale, tuttavia ne farete esperienza. È estremamente importante mettere ogni impegno e usare ogni mezzo per evitare la collera. Per le attività di questa vita, come per gli affari, fate ogni sforzo e trovate ogni mezzo efficace per ottenere il massimo profitto possibile. Questo è niente! Con la vostra mente, secondo la vostra attitudine, potete ottenere qualcosa di molto più grande in ogni ora, in ogni minuto.

Un insegnamento consiglia: cessa l’attaccamento che apre il corpo impuro e ti inganna grandemente. Qui ‘impuro’ non riguarda una sporcizia esterna. Il corpo contiene trentasei impurità interne, cose sporche come la bile, la saliva, il sangue, il pus. Se tutte le cose contenute nel corpo fossero pulite, non vi sarebbe ragione che uscissero sporche dal corpo. Ciò dimostra che il corpo è impuro. Altrimenti quelle sostanze sarebbero pulite quando sono dentro e diventerebbero sporche quando escono dal corpo. Penso che ‘apre’ si riferisca alle porte superiori e inferiori: l’attaccamento apre le porte del corpo sudicio.

Questo consiglio parla dei difetti dell’attaccamento, che apre il corpo sudicio e vi inganna grandemente, o vi causa una grave perdita. Seguendo il desiderio, ricercando una piccola felicità di qualche minuto, esso vi inganna, interferendo con la realizzazione di una felicità a lungo termine. Siete truffati perché, mentre siete presi dal desiderio e afferrati a quella piccola felicità temporanea, non pensate alla felicità ultima.

Cessate la collera considerando come pazze le madri tormentate dal karma e dai pensieri afflittivi”. Pazze significa completamente sopraffatte, senza nessuna libertà. Senza controllo, una persona può diventare selvaggia, danneggiare molta gente e fare ogni sorta di cose distruttive. Ciò succede perché non ha il controllo della sua mente, può essere posseduta dagli spiriti e così via. In modo analogo, tutti gli esseri senzienti, che sono state nostre madri, sono completamente sopraffatti dal karma e dai pensieri afflittivi. Posseduti dai pensieri afflittivi, diventano completamente pazzi. Dal momento che le loro menti sono completamente allucinate dai concetti errati, ciò che fanno con corpo, parola e mente è completamente sbagliato, impedisce la felicità e provoca loro solo problemi. Come un pazzo con una mente incontrollata, fanno solo cose che li danneggiano. Considerando gli esseri senzienti come pazzi, cessate la collera.

Pensate che la persona non ha libertà, nessun controllo, che è posseduta dai pensieri afflittivi. E’ completamente schiava dei pensieri disturbanti, è completamente in preda a collera, attaccamento e ignoranza. Se pensate in questo modo, è impossibile arrabbiarsi. Invece della collera, sorge soltanto compassione. Questo è il punto fondamentale di questo verso. ‘Consideratele come pazze’ non significa che non dovete aiutarle. Pensando in questo modo, cessate la collera.

Cessate l’ignoranza pensando al significato sottile della causa e del risultato”. Ciò riguarda il karma e in particolare la consapevolezza del sorgere-dipendente e vacuità. Osservate come tutto – sé, azione e oggetto – è sorgere-dipendente. Essendo sorgere- dipendente, tutto è vuoto; essendo vuota di esistenza dal proprio lato, ogni cosa è sorgere-dipendente. La consapevolezza del sorgere-dipendente e la vacuità pongono fine all’ignoranza.

Nemici e amici si incontrano e si separano. Sulla base della mimica del volto, vi aggrappate a qualcuno come amico. I nemici e gli amici che si incontrano e si separano, cambiano. Quando vedete un volto, soltanto questa piccola parte del corpo, dallo sguardo pacifico e dalla piega di un sorriso sulle labbra, lo afferrate come amico. L’elemento principale è il viso, non tanto il resto del corpo o cosa dica la persona. La bocca sorride e vi afferrate alla persona come amico.

Tuttavia con un altro movimento del viso questo amico può diventare un nemico, e allora sorgono rabbia e avversione. Un’espressione facciale la chiamate ‘nemico’, l’altro viso sorridente ‘amico’. La distinzione non è valida, dal momento che la ragione è così insignificante e insensata. Ad ogni cambiamento di espressione ritenete qualcuno un nemico o un amico e perciò vivete le sofferenze di incontrare l’indesiderabile ed essere separati da ciò che desiderate. Portando il fardello del karma negativo raccolto in questo modo, urlerete nei reami inferiori. Dopo la morte, quando questo corpo sarà diventato un cadavere, portando il carico del karma negativo finirete a urlare nei reami inferiori.

Questo verso descrive i difetti delle tre menti velenose, i problemi a lunga scadenza [che provoca] non controllare la mente e anche come arrestare le tre menti velenose. E’ attraverso la consapevolezza della natura delle avversità e mediante la meditazione che potrete controllare la vostra mente.

Proteggere la mente

Quando la vostra mente è in pericolo, usate ogni singolo mezzo per proteggerla, come se fosse in pericolo la vostra stessa vita. Se vi riuscirete, ne avrete un vantaggio inconcepibile; se fallirete, ne avrete un’inconcepibile perdita, maggiore di una perdita materiale. Anche prima di conoscere il Dharma, dal momento che siete esseri umani con tutte le possibilità di sviluppo, ogni ora in cui non avete praticato il controllo della mente è una grave perdita; ma specialmente dopo avere incontrato il Buddhadharma, ogni ora che passate senza praticare il controllo della mente è una perdita ancora più grave. Ogni ora in cui non praticate bodhicitta o la pazienza quando vi è il rischio della collera, è una perdita maggiore della perdita di tanti dollari quanti sono gli atomi della terra. La vostra mente può creare la stessa ricchezza accumulando meriti nel fare la carità agli esseri senzienti o facendo offerte ai santi oggetti. Se la vostra mente non è trasformata in virtù per un’ora o anche per un minuto, questa è una grave perdita. Questa è la più grave perdita della vita.

Come dice Shantideva nella Guida allo stile di vita del bodhisattva, a che cosa serve un comportamento se non a proteggere la tua mente? A che cosa serve ogni altra pratica, se non proteggi la mente? In altre parole, se non proteggete la vostra mente, non serve compiere molte pratiche esterne con il corpo e la parola. Se non proteggete la mente, non avrete felicità né successo. Ogni singolo insegnamento di Buddha, sutra o tantra, è stato espresso per dominare la mente. Per fermare la continuità del samsara dovete estinguere il karma e i pensieri afflittivi. Se controllate le tre menti velenose fin dal loro primo inizio, non accumulerete karma.

Quando non osservate la mente e non applicate la meditazione e gli insegnamenti, la vostra mente diventa il creatore della sofferenza. Diviene il creatore della vostra stessa infelicità, del vostro samsara. Quando sorvegliate la mente, adottate le meditazioni e praticate gli insegnamenti, la vostra mente diviene il creatore dell’illuminazione. A volte la vostra mente è il creatore delle più pesanti sofferenze degli inferni; a volte, quando avete cura della pratica, la vostra mente è il creatore delle felicità più sublimi.

Questo insegnamento è stato dato da Lama Zopa Rinpoce all’Atisha Center, Australia, il 22-23 agosto 1987.

 

Warning: Division by zero in /web/htdocs/www.sangye.it/home/altro/wp-includes/comment-template.php on line 1379