Nagarjuna: Lode al rendere felici gli esseri senzienti

Nagarjuna: Se non avessi affetto per gli esseri senzienti, per il beneficio di chi ho realizzato?

Nagarjuna: Se non avessi affetto per gli esseri senzienti, per il beneficio di chi ho realizzato?

Arya Nagarjuna: Lode al rendere felici gli esseri senzienti

Traduzione di Fabrizio Pallotti Ciampa Pelgye

Nella lingua Indiana: Sattuaradhanastawam

In Tibetano: sems can mgu bar bya ba’i bstod pa

In Italiano: Lode al rendere felici gli esseri senzienti.

Mi prostro a Manjushri.

    1. Essere di beneficio agli altri è avere rispetto per me.

Colui che non abbandona la grande compassione ha sincero rispetto per me.

Per coloro che sono caduti dopo avere abbandonato la compassione

Non c’è nient’altro se non la compassione che può rialzarli da lì.

    2. Colui che spinto da compassione si impegna per gli esseri

Non solo mi fa felice, mantiene anche la responsabilità degli insegnamenti.

Moralità, ascolto, compassione, intelligenza e chiarezza:

Chi possiede queste, dà continuo omaggio al Sugata.

    3. Ho ottenuto ciò per compiere il bene degli esseri,

È solo per il bene degli esseri senzienti che ho questo corpo supremo.

Chi di intenzioni malevole o che danneggia gli esseri

Chiunque sia, poiché non si affida a me, il significato non gli sarà rivelato.

    4. Anche un piccolo beneficio per gli esseri senzienti diventa un’offerta:

    Questa è l’offerta che mi compiace.

Con il danno vero o anche un atteggiarsi violento agli altri,

Le offerte fatte, anche se ben allestite, non diventano offerte.

    5. Le spose, figli, ricchezze e vasti reami,

E anche la carni, il sangue, il grasso, gli occhi e il corpo,

Li ho donati completamente a loro travolto dall’affetto.

Chi fa del danno a loro, fa del danno a me.

    6. Quindi, fare il bene degli esseri senzienti è l’eccelsa offerta per me,

    Danneggiare gli esseri senzienti è il peggior danno a me.

Poiché io e gli esseri sperimentiamo felicità e sofferenza similmente,

Chi nuoce agli esseri senzienti come può essere mio discepolo.

    7. È grazie agli esseri senzienti che ho compiaciuto i Buddha e praticato la virtù.

    Ho ottenuto le perfezioni restando stabile nel beneficare molti esseri senzienti.

Grazie alla mente impegnata per il bene degli esseri senzienti, ho sconfitto anche i potenti mara.

Dal momento che ho fatto questo e quello per gli esseri, sono purificato e completo.

    8. Se non esistessero questi esseri che di vita in vita sono i miei cari parenti

    Cosa si dovrebbe osservare per generare con certezza amore e compassione?

    E per chi l’equanimità, la gioia e le altre, e per quale liberazione?

Per quale motivo ho meditato per lungo tempo la pazienza impegnandomi nella compassione?

    9. Ho offerto elefanti ed altri animali di vari tipi,

Anche per far si che gli esseri senzienti diventino dei recipienti, li ho adunati con la generosità.

Poiché gli esseri senzienti hanno varie sofferenze, ho accresciuto la mia compassione.

Perciò, se non fosse per proteggere gli esseri senzienti, per il bene di chi ho ottenuto questo scopo?

    10. Quindi, senza gli esseri senzienti, dalle tante orribili afflizioni nel samsara

non vi sarebbe un simile danno come il continuo delle nascite: su quale base avrei ottenuto questo risultato?

Il Sugata stesso, questo è il gioiello meraviglioso del samsara.

Se non avessi affetto per gli esseri senzienti, per il beneficio di chi ho realizzato?

    11. Fino a quando i miei insegnamenti splendono per il bene degli esseri senzienti,

    Possano esserci coloro che desiderano il bene supremo altrui,

Tramite l’ascolto di come io ho imparato ad agire per il bene degli esseri senza sconforto,

Estrai l’essenza di questo corpo, senza rimpianti.

Queste sono le parole proferite dal Distruttore Dotato che ha Superato (Baghawan) ai sedici grandi Uditori. Il passaggio, proviene dalla raccolta delle scritture dei Bodhisattva, si chiama “Il fiume salato”.

È stato raccolto, compilato in versi e chiamato “Lode al rendere felici gli esseri senzienti” dal Salvatore Nagarjuna.

Tradotto in Tibetano dal grande abate indiano Dipankara Shri Jignana (Athisha) e Lotzawa gelong Tzultrim Gyalwa.

Tradotto in italiano il 25.03.2016 da Fabrizio Champa Pelgye, sulla base del testo in Tibetano pubblicato da Sera Jey Library & Computer Center in occasione degli insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama.

Non riprodurre o distribuire in nessuna forma senza il permesso scritto del traduttore Fabrizio Pallotti.

 

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