Ven. Ghesce Gendun Tharcin: La Grande Compassione.

Ven. Ghesce Gendun Tharcin: La grande compassione abbraccia tutti.

Ven. Ghesce Gendun Tharcin: La grande compassione abbraccia tutti.

Ven. Ghesce Gendun Tharcin: La Grande Compassione.

Insegnamento conferito il 21.09.16 alla Fondazione Maitreya, Via Clementina 7, Roma. Appunti ed editing del Dr. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dharma Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Ven. Ghesce Gendun Tharcin

Misericordia e grande compassione tendono allo stesso scopo: l’unità degli esseri, di tutti gli esseri, incluse le piante. Invece noi abbiamo considerazione solo per noi stessi, il che è il culmine dell’ignoranza. La massima apertura è aprire il cuore a tutti.

Perché non vediamo da dove veniamo: il solo modo di vedere la nostra origine, alla fine, è l’apertura del nostro cuore con la compassione. Non c’è scelta. Questo è l’unico punto d’arrivo, perciò nel buddismo c’è un tema importante: tutti gli esseri possiedono la natura di Buddha e tutti, prima o poi, raggiungiamo l’illuminazione.

Non è forse una buona notizia? Perché la raggiungiamo?

È difficile comprendere la vera struttura del processo di liberazione. Ma, quando arriva questo prima o poi? Sembra la buona novella! Per logica è vero! Ma, a livello pratico non è chiaro né il come né il quando. Perché non c’è una struttura. Perciò non dobbiamo aspettare! La grande compassione la dobbiamo generare qui ed ora! Dobbiamo capirlo! Sembra un paradosso, ma non lo è. L’illuminazione la possiamo raggiungere qui ed ora, facendo nostra la grande compassione. È la libertà di farlo, di diventare il ricettacolo della grande compassione, dobbiamo lasciarci guidare dal”immensa forza della grande compassione, che unisce tutti, che mette insieme cuore ed anima. L’ignoranza è l’opposto dell’essere Buddha. Come funziona l’essere Buddha? Questa forza unisce tutti, la grande compassione è la forza indistruttibile che unisce gli universi. L’espansione è la forza che unisce tutti gli esseri ed al momento stesso espande la nostra presenza nella natura, nell’universo. Perché è importante? Perché è la realtà misteriosa dell’universo. Non dobbiamo aspettare 24 ore al giorno la grande compassione, un solo minuto è sufficiente. Ma dobbiamo andarle vicino per conoscere questa realtà! Questo è il grande valore di questo corpo umano! Perché questo corpo umano è tanto prezioso? Perché possiede la libertà! È la libertà di generare e di riconoscersi nella grande compassione.

Ricordiamoci quanto disse Langri Tangpa Dorje Senghe nel suo importante testo “Gli otto versi dell’addestramento mentale”http://www.sangye.it/altro/?p=27:

verso 1 – “Considera tutti esseri superiori alla gemma che esaudisce i desideri, per realizzare il fine supremo.”

Tutti gli esseri, tutti, anche le zanzare? Certo! Anzi, sopratutto loro! Loro che creano sofferenze. A livello apparente sembra una contraddizione! Devo considerare tutti, proprio tutti gli esseri senzienti più preziosi della gemma che esaudisce i desideri.

La grande compassione prende tutti, abbraccia tutti, tutti gli esseri, è in coesistenza con tutti e col tutto! E questa è la realtà vera. Per realizzare il fine supremo: qual’è? La felicità, che ognuno di noi deve conseguire. Il fine supremo? Come si prende a cuore? Realizzando il fine supremo! L’illuminazione, sì solo realizzando l’illuminazione conseguo il fine supremo! Possono forse tutti i gioielli di questo mondo portarci all’illuminazione? No! Solo il nostro cuore lo può. Prendendosi responsabilità, cura degli altri, portandoli all’illuminazione, esaudendo i loro desideri. Il che è più prezioso di tutti i gioielli più preziosi, di tutti i monili del mondo. Grande compassione può esere come il barcaiolo, come il re, come il pastore. Come il re: prima il re giunge all’illuminazione poi porta all’illuminazione tutti i suoi sudditi tramite la grande compassione. Come il barcaiolo va inteso che vanno tutti insieme all’illuminazione, mentre il pastore prima porta le sue pecore all’ovile, quindi all’illuminazione, per poi entrarci lui stesso, mentre il generale ordina al suo esercito d’avanzare, quindi dà l’impulso ai suoi sudditi di avanzare verso l’illuminazione. È tutto solo alla grande compassione. È l’unica via, secondo la propria disponibilità, capacità, disposizione mentale. L’attitudine del Bodisattva è la grande compassione. Null’altro. Ma dobbiamo capire di vivere nel totale dualismo. Ma il bodisattva non è solo buddhista, così come i santi non sono solo cristiani, altrimenti cadiamo nel fraintendimento della spiritualità. Il cui fondamento è amore e compassione, che è la base della pace interiore.

Se prima o poi tutti raggiungeremo l’illuminazione, allora perché devo impegnarmi? Qui sta l’inganno! È una domanda senza risposta. Altrimenti la domanda scomparirebbe. Buddha disse che a tante domande non c’è risposta.

Domanda. Non è che ci possiamo aspettare da qualcuno l’illuminazione, è un fatto soggettivo, ciascuno deve fare le sue scelte. Vero?

Ghesce Gendun Tharcin. L’illuminazione è un bene comune, il lama non la vende e non la può vendere. È come l’acqua, l’aria. Nostra responsabilità è creare le condizioni, in modo che possa arrivare a me, attraverso una disponibilità, diventando il recettore, il modo che il nostro cuore si espanda al massimo della capacità, in modo che il nostro cuore si espanda al massimo dell’universo.

Quindi facciamo ora la dedica.

 

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